Egregi signori
L'articolo in calce rapppresenta un bel riassunto della depravazione della mente umana.
Mano a mano che si va avanti nella lettura si impone sempre la stessa identica domanda: ma cosa ci facciamo al mondo noi esseri umani oltre che a distruggere e infliggere sofferenze ad altri?
Ci chiediamo  se qualcuno si rende conto di quanto orrore ci sia in queste righe: una valanga di patimenti gratuiti e di vite modificate, alterate e poi gettate via.
Ogni esperimento descritto nasconde dietro di sè un fiume di sangue; perchè la scimmia "affetta" (occorrerebbe dire a cui è stata indotta la malattia ma i torturatori si sa, hanno paura delle parole e usano definizioni fuorvianti) dal morbo di Parkinson, è solo il risultato finale di altri esperimenti che non vengono mai ufficializzati. Quante scimmie avranno subito questo esperimento che sicuramente all'inizio comportava delle "difficoltà" per cui l'animale veniva eliminato?
Non è dato sapere naturalmente, ma per chi ha un cervello che ragiona è importante ricordi il sacrificio smisurato che sta dietro ad un esperimento "riuscito".
Naturalmente è bene non dimenticare che una scimmia ha un suo "costo", per cui deve essere usata con una certa cautela per non sprecare denaro prezioso.  In alternativa quindi si trova sempre qualche altra cavia "di straforo".....per esempio un cane randagio...........comprato e venduto senza legge e senza compassione,  merce da manipolare. Un senza casa non ha custodi, è alla mercè del suo carnefice.
I cosiddetti scienziati, studiosi, ricercatori sanno bene che gli animali soffrono, si dibattono, si ribellano e la morte è una liberazione attesa, arriva per loro come un'oasi nel deserto.
Definire queste attività umane ripugnanti: "scienza", ci pare davvero un'offesa alla mente e al cuore, due categorie simbiotiche se si vuole parlare di essere umano compiuto. Più appropriato parlare di arroganza e presunzione. Una sorta di Torre di Babele in chiave moderna dove l'autodistruzione ha iniziato il conto alla rovescia.
Se questo è il mondo passato, presente e futuro, ci auguriamo che non manchi molto alla scintilla finale.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

SPIRITUAL SEARCH
martedì 18 luglio 2006 - ore 14,38
 
ESPERIMENTI CHIMERICI: QUANDO LA SCIENZA MESCOLA UOMINI E ANIMALI
 
Nell'isola caraibica di St. Kitts,
ricercatori della Yale University stanno iniettando milioni di neuro-cellule umane nella testa di scimmie afflitte dal morbo di Parkinson. In Cina, 29 capre se ne vanno in giro con cellule di sangue umano.
Gli esperimenti chimerici non sono una novità.
Da decadi, ormai, in nome della medicina si sperimentano ibridi umano-animali: c'è gente a cui è stata trapiantata nel cuore la valvola di un maiale, ed è diventata routine iniettare cellule umane in topi da laboratorio per studiare le malattie. La ricerca è diventata particolarmente “esotica” da quando gli scienziati hanno cominciato a “giocherellare” con il cervello di topi, scimmie e altri mammiferi. Ricercatori della Harvard University, ad esempio, stanno tentando di clonare cellule embrionali umane in uova di coniglio.
Non sono mancate le proteste da parte di animalisti e conservatori, secondo cui non è lecito oltrepassare i confini della specie per creare delle vere e proprie “chimere” (il mostro mitologico formato dal mix di un leone, una capra e un serpente). Lo scorso gennaio, il Presidente George W. Bush ha lanciato un appello per mettere al bando la clonazione umana, in tutte le sue forme, e anche gli ibridi chimerici, a cui si è riferito come “uno dei più egregi abusi della ricerca medica”.
Da più parti, si invoca una stretta regolazione in materia.
“La tecnologia sta avanzando molto più velocemente della regolazione”, ha detto Osagie Obasogie del Center for Genetics and Society con base a Oakland, che si oppone agli esperimenti chimerici. I sostenitori delle chimere, invece, dicono che si tratta di una ricerca eticamente giusta perché servirà alla cura di gravi malattie. Secondo Doug Melton, un ricercatore di Harvard che sta combattendo contro la donazione di ovuli per la ricerca sulla clonazione che intende creare cellule staminali embrionali umane in uova di coniglio, “la prospettiva di far nascere delle chimere è a dir poco inquietante”.
Nel frattempo, in Inghilterra, un gruppo di ricercatori guidato dal celebre creatore di Dolly, Ian Wilmut, sta pianificando una serie di esperimenti chimerici sl modello di quelli cinesi con le capre. Nell'isola di St. Kitts, invece, si spera, “umanizzando” le scimmie, di poter invertire il processo che causa il Parkinson (si crede sia l'assenza di dopamina, ndr). Il bioetico Christopher Scott della Stanford University dice: “gli esperimenti che sollevano le maggiori preoccupazioni e perplessità sono quelli che impiantano cellule umane nel cervello degli animali”, proprio come nell'isola di St.Kitts, novella “Isola del Dr. Moreau”.
Lo scorso dicembre, ricercatori del Salk Institute di San Diego annunciarono di aver creato un topo con lo 01% di cellule umane dopo aver iniettato circa 100.000 cellule staminali embrionali in ogni topo. Il problema è che l'architettura degli animali non è in grado di sostenere un cervello composto in gran parte di cellule umane.
Lo scorso anno, la National Academy of Sciences si è pronunciata sulla questione rendendo nota una serie di linee guida riguardanti la ricerca sulle cellule staminali, proclamando vitale per la ricerca la fusione di tessuti umani e animali, con l'obiettivo di sviluppare nuovi farmaci sperimentali e nuove terapie. Riguardo all'idea che cellule neuronali umane possano partecipare alle funzioni cerebrali in animali, il rapporto si mostrava invece molto cauto, raccomandando ad ogni istituto coinvolto nella ricerca sulle cellule staminali la creazione di una commissione di controllo per vigilare, in particolar modo, proprio sulle ibridazioni tra cellule umane e animali.
Ufficialmente, dunque, è proibito mixare cellule staminali umane con embrioni di scimmia o di altri primati. Eppure, gli esperimenti chimerici di questo tipo, più o meno segretamente, vengono tranquillamente portati avanti. “Nessuno vuole una scimmia col 95% del suo cervello composto da cellule umane”, ha detto Obasogie, “per esserne sicuri c'è bisogno di più che una raccomandazione”.
di Alessio Mannucci 
Fonte: Ecplanet

 
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