Egregi signori
ci riferiamo agli articoli in calce e ci domandiamo: è possibile che nella provincia di Imperia non sia stata pubblicata la legge 281 del 14 agosto 1991, la legge 189/2004, ordinanze e circolari ministeriali...... e quindi i comuni ne ignorino il contenuto?
No, non è possibile perché, sappiamo tutti, la legge non ammette ignoranza.
Ma, nell'imperiese, l'ignoranza abbonda se le amministrazioni non sanno cosa fare per controllare la popolazione felina, cosa fare per impedire gli avvelenamenti, cosa fare per perseguire chi fa morire di stenti o lascia in macchina sotto il sole il proprio cane.....e chissà per quante altre cose i comuni non sanno cosa fare.
Non hanno mai sentito parlare di sterilizzazione? Non hanno un corpo di Polizia Provinciale contro gli avvelenamenti?
Sembra che nell'imperiese nessuno conosca, nessuno riesca a vedere (salvo chi si indigna)  la sofferenza degli animali, la crudeltà efferata nei loro confronti; sembra che le istituzioni e i cittadini liguri non abbiano parametri per giudicare ciò che è morale e ciò che è immorale e  indegno.
Le amministrazioni forse non fanno pubblicità alle leggi di tutela degli animali? Non fanno cultura di sensibilizzazione e di rispetto?  Non hanno il desiderio di sollevarsi e sollevare a superiori gradi di civiltà?
Forse la famosa tirchieria ligure fa dire e continuare a dire al vice sindaco Borfiga di  avere "pochissimi mezzi" e che "non ci sono soldi"?
Soldi per cosa?.
Non servono milioni di euro (quelli spesi volentieri per finanziare  "cattedrali nel deserto") per stampare volantini, manifesti, vademecum e non servono milioni di euro per denunciare e rimandare alla magistratura i rei di atti crudeli.
Non servono ma anche se servissero la legge impone la tutela degli animali d'affezione e la lotta al randagismo e la legge lo pretende di essere rispettata.
Ci auguriamo un risveglio di coscienza.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articoli di cronaca in allegato

 

IL SECOLO XIX
24 GIUGNO 2006
 
Il caso Pigna invasa dai gatti, chiesto aiuto alla Asl
 
 
Pigna (IM) -  Centro storico invaso dai gatti. Che qui proliferano, anche grazie al cibo fornito loro dagli abitanti. E dopo aver dato vita ad una serie di vere e proprie colonie, stanno creando una situazione sempre più insostenibile nei carruggi. Al punto che c'è anche chi sostiene che alcuni abitanti stiano tentando di risolvere la situazione a modo loro: avvelenando i felini per riportare il numero a dimensioni accettabili.
A denunciare la situazione, con una lettera dettagliata, è una nostra lettrice: Maria Antonia Bordero, a Pigna residente in via Colla. La quale nei giorni scorsi ha anche portato uno dei gatti trovati morti tra i vicoli direttamente in Comune, chiedendo che fosse sottoposto ad autopsia. Ma una conferma della situazione di emergenza, arriva anche dal vicesindaco Renato Borfiga, il quale lancia un vero e proprio appello alla Asl: « Ci aiutino a trovare una soluzione. Noi non sappiamo come comportarci e in effetti stanno nascendo diversi problemi».
I gatti che si sono concentrati soprattutto nella parte alta del paese sono circa un centinaio. Molti sono stati fatti sterilizzare dagli abitanti stessi, che non possono però farsi carico di tutti i randagi. Risultato: i gattini continuano a nascere, crescere e morire nei vicoli.
Borfiga non crede che qualcuno li stia avvelenando di proposito. Anche se conferma che il rischio esiste: «Il problema esiste a Pigna come in tutti i centri storici della vallata. Questi gatti poi non vivono solo dei topi che riescono a cacciare. Vengono nutriti dagli abitanti, che provano compassione per loro, ma di fatto contribuiscono a far sì che il numero aumenti. Ovvio che con tutti i mici in circolazione e senza un padrone che se ne prenda cura o li porti con costanza dal veterinario capita anche che qualcuno si ammali e muoia. Personalmente non credo che ci siano persone che li avvelenino apposta. Ma insomma, ripeto, è un problema che va affrontato. E non può essere il Comune, da solo e con i suoi pochissimi mezzi a farsene carico».
A Pigna spiegano anche di aver fatto tutte le segnalazioni del caso alla Asl, che ha già individuato tutte le colonie feline presenti sul territorio. Patrizia Mazzarello
 
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animalieanimali
11/07/06
 
LASCIA MORIRE DI STENTI IL SUO CANE 
Il responsabile rischia anche la reclusione in base al nuovo Codice penale. 

  
I carabinieri di Dolcedo (Imperia) hanno denunciato per abbandono e maltrattamento di animali un uomo di 48 anni, abitante a Rezzo, che aveva fatto morire di stenti il proprio cane dopo averlo legato a un albero senza ne' cibo ne' acqua.
I fatti risalgono a venerdi' scorso, quando i militari hanno scoperto la carcassa del povero animale in una campagna della zona. Accanto c'erano anche i cuccioli che sono stati tratti in salvo dagli operatori del servizio veterinario dell'Asl.
Ai militari l'uomo non ha spiegato le ragioni del suo gesto.
(ANSA)
 
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IL SECOLO XIX
11/07/2006
 
Morti i cuccioli di Prelà
Maltrattamenti su animali Aumentano gli episodi di abbandono, scattano le denunce
Un cane chiuso nell'auto parcheggiata sotto il sole
 
Imperia. Due casi in due giorni sono la testimonianza dell'improvvisa escalation degli episodi di violenza nei riguardi di animali.
Domenica è stato identificato e denunciato dai carabinieri per maltrattamenti l'agricoltore della Val Prino, R. C., che nei giorni scorsi ha abbandonato e fatto morire di stenti la propria cagnetta subito dopo il parto.. Nel frattempo nonostante il prodigarsi degli abitanti di Prelà scattati in una sorta di gara di solidarietà, tutti i cuccioli sono morti.
E sempre domenica nei pressi di Pontedassio due altre persone sono state segnalate alla procura della Repubblica dopo gli accertamenti svolti dai carabinieri di Imperia, a causa di un' altra vicenda di maltrattamento e abbandono.
Il fatto è accaduto nel pomeriggio. I due avevano lasciato il cane chiuso in macchina, al sole, all'interno del parcheggio del supermercato Bennet, in regione Aribaga. Alcuni clienti del centro commerciale hanno sentito provenire i lamenti del povero animale chiuso nell'abitacolo, dove la temperatura era divenuta altissima.
Hanno avvisato il pronto intervento che sul posto ha inviato una pattuglia. I militari hanno atteso che i proprietari dell'auto facessero ritorno, poi è scattata la denuncia.
«Sono indicibili casi di violenza - dicono i vigili faunistici e i rappresentanti delle associazioni animaliste - che, fortunatamente, grazie alle campagne di sensibilizzazione (la segnaletica affissa a Diano Marina, ad esempio), e ad una diversa coscienza da parte dei cittadini, vengono sempre più di frequente segnalati. Speriamo di poter contenere anche i fenomeni di abbandono, purtroppo frequentissimi nella stagione estiva».
Ciò che è avvenuto nel parcheggio di Aribaga è grave, ma è il caso di Prelà quello che maggiormente ha indignato in questi giorni. «Siamo lieti che la vicenda, di rara crudeltà, sia stata chiarita e si sia conclusa con una denuncia» affermano gli abitanti. E' la terribile storia di una cagnolina che è morta di sete, stremata dal caldo, poco dopo aver dato alla luce i suoi cuccioli.
La scoperta si deve a un gruppo di ragazzini che, passeggiando lungo i campi, nei pressi della chiesa di San Giovanni a Prelà, ha notato tra le erbacce dei piccolissimi cuccioli. La mamma era poco distante, morta e ormai ridotta a una carcassa legata ad un albero con una catena lunga circa un metro. Come cuccia aveva una latta d'olio e la ciotola dell'acqua, era vuota. Sul posto sono immediatamente accorsi i carabinieri di Dolcedo e un responsabile dell'Asl. Subito dopo è scattata la denuncia contro ignoti per maltrattamenti.
Natalino Famà
 
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