Egregi signori
Abbiamo appreso dall'Ass. volontari cinofili Maril¨ dell'intenzione di trasferire 106 cani ospiti del canile di Ardea, a Nola (Campania).
I 106 cani sono creature sociali,  che hanno stabilito il loro territorio, le loro relazioni, che hanno adeguato la loro etologia all'ambiente che conoscono da anni e dove da anni sono stati seguiti e amati dai volontari.
I cani hanno forti sentimenti e sensibilitÓ,  stabiliscono solidi legami, in particolare  i cani dei canili sono creature doppiamente fragili e reattivi per i traumi subýti.
Vorrebbero trasferirli, per mandarli dove? Non in un parco canile, quello che la legge ha delineato e studiosi bioetici hanno disegnato, ma in un canile della Campania, Regione che vanta in Italia una delle pi¨ alte concentrazione di problemi e illegalitÓ nei confronti degli animali e delle leggi che li tutelano. 
Ci meravigliamo che la Provincia di Roma la quale ha istituito un Ufficio di tutela degli animali possa ammettere questa deportazione. Ci meravigliamo che le Istituzioni laziali, nonostante le buone intenzioni che spesso si riducono soltanto a parole dette e scritte (carenti e ritardatarie nei confronti dell'applicazione di una legge nata  nel 1991 che impone loro la costruzione o il risanamento dei canili),  possano accanirsi nei confronti degli animali e di chi dedica loro fatica e amore.
Chiediamo quindi che i 106 cani restino dove sono, che il comune di Ardea e la Provincia di Roma si impegnino a costruire, risanare, far costruire e far risanare o, almeno (ed Ŕ il minimo) aiutare chi giÓ lavora, a raggiungere quelle condizioni di igiene e adeguamento alle norme  imposte dalla legge.
Le Istituzioni hanno risorse (male spese?) che i cittadini singoli o anche associati (a meno che non siano le lobby violente anzichŔ compassionevoli)  non dispongono.
Ci aspettiamo una riflessione.

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 

Comunicato Ass.ne cinofila Maril¨ - agosto 2006

 

ARDEA, AIUTATECI AD EVITARE UNA DEPORTAZIONE DI MASSA

 

Siamo in piena estate e noi, con la debole speranza che non si commetta una deportazione di massa dei cani del comune di Ardea (RM) in una struttura della regione campana, chiediamo al Sindaco di Ardea e alla giunta comunale che vogliono disfarsi dei cani pensionati presso la struttura attuale di Colle Romito, una proroga a tale decisione. Prima di commettere un atto di inciviltÓ Ŕ il caso di pensare bene alle proprie azioni. Ricordiamo che la Regione Lazio e la provincia di Roma hanno diramato e approvato una nota di divieto di trasferimento dei cani territoriali fuori dalla provincia di appartenenza.
Noi cinofili difendiamo gli animali e additiamo a pubblico sdegno chi li emargina trattandoli come nullitÓ semplicemente per disfarsi di un randagismo creato dall'incuria degli enti pubblici. Sono anni che il canile Dell'Armi di Ardea Ŕ in funzione e solo ora qualcuno ha rilevato che la sua dislocazione Ŕ abusiva. Si chiede una proroga affinchŔ non si trovi una soluzione consona alle esigenze dei cani, creature innocenti e ignare della loro triste sorte.
L'associazione Cinofila Maril¨ ritenendo tale decisione fuori delle direttive provinciali regionali sulla tutela degli animali, chiede l'annullamento del capitolato d'appalto facendosi carico di trovare con le altre associazioni locali e nazionali una dislocazione dei cani del comune di Ardea in una struttura nella provincia di Roma.
Ci appelliamo al buon senso del sindaco di Ardea chiedendogli di non ignorare diritti, doveri e leggi emanate dagli organi superiori provinciali e regionali.
E' l'appello di una piccola, grande Associazione animalista territoriale che con la sua dedizione al mondo cinofilo Ŕ una delle pi¨ conosciute nell'ambito regionale.
Ricordiamo che i cani sono la parte pi¨ vitale e pi¨ vicina a noi, non dategli oltre al dolore infinito, anche una detenzione e una morte disperata.
"Gli animali capiscono e perdonano, danno senza chiedere nulla in cambio dispensando anche chi non lo merita".
ASSOCIAZIONE VOLONTARI CINOFILI MARILU'
 

messaggio del GRUPPO BAIRO Onlus pubblicato sul quotidiano Il Tempo del 03/09/06
 

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