Egregi signori
leggiamo l'articolo allegato e anche noi siamo preoccupati per la sentenza del TAR del Lazio che ripristina l'uso dei collari elettrici per i cani pur avendo ognuno di noi negli occhi le immagini agghiaccianti di  vergognosa e indegna prepotenza di cui gli addestratori si macchiano usandoli.
Quindi aspettiamo che l'attuale Governo il quale si è impegnato a favore degli animali e per l'abolizione di tale meccanismo di tortura, appronti velocemente la legge corrispondente.
Al TAR che si è pronunciato per la tortura tutto il nostro biasimo. Ha dimostrato che la giustizia non è di questo mondo. 

 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio:
 
p.s. articolo di cronaca in allegato 
 
 
ANMVI OGGI
22-09-2006 14:24 
 
COLLARI, SISCA “CORREGGE” SENTENZA TAR
 
La SISCA (Società Italiana delle Scienze Comportamentali Applicate) è meravigliata e preoccupata per la sentenza n. 8614/2006 emessa dal Tar del Lazio che ha annullato l’Ordinanza del Ministero della Salute del 5 luglio 2005 sul divieto dell’impiego dei collari elettrici per l’addestramento dei cani. In un comunicato diffuso oggi, la Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate, commenta le motivazioni della sentenza.
La SISCA conviene, da un lato, con il Tar sulla inadeguatezza legislativa e la contingibilità dell’Ordinanza e chiedono quindi al Ministero della Salute la emanazione di un Decreto Legge che vieti l’uso dei collari elettrici per l’addestramento dei cani. Tuttavia, con riferimento alle carenze di motivazioni scientifiche a favore del divieto dell’uso dei collari elettrici, la Società sottolinea che i giudici - nell’affermare che “l’addestramento mediante rimedi coercitivi servirebbe ad escludere comportamenti aggressivi nei confronti dell’uomo”- ignorano che la creazione di stati fobici nell’animale può aumentare il suo comportamento di aggressione.
Si legge nella sentenza che “Il prodotto di cui si inibisce l’uso (omissis) risulta in commercio da anni sicchè non è dato comprendere quali siano state (e se vi sono state) le valutazioni sopravvenute a distanza di tanto tempo e quali le circostanze di fatto prese a riferimento, capaci di giustificare la determinazione assunta”.
Tale affermazione, a parere dei medici veterinari comportamentalisti della SISCA, non recepisce l’esigenza etica di aumentare la tutela del benessere animale (vedi legge sul maltrattamento), del voler migliorare la relazione uomo-animale, di modificare i protocolli addestrativi sul cane basati sulla coercizione a favore di linee concertative tra uomo e cane e di protocolli di apprendimento basate sul rinforzo positivo. La SISCA non è d’altra parte indifferente alle ragioni imprenditoriali e occupazionali delle ditte interessate, ed è pronta ad offrire il suo contributo nello sviluppo di strategie legate a prodotti alternativi già esistenti sul mercato che facilitano la zoopedagogia.
 
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