Egregi signori
leggiamo su La Nazione dell'11 ottobre che l'assessore all'ambiente  del comune di Firenze, Claudio Del Lungo,  ha emesso un'ordinanza per multare con 50 euro chi sfama anatre e piccioni ma permette l'alimentazione dei passerotti purchè avvenga "nelle mangiatoie poste in quota elevata".
La teoria è che le anatre non devono essere sfamate perchè potrebbero morire di sovralimentazione. Ma la fame e la denutrizione fanno bene alla salute?
I passeri, per i quali a settembre scorso la LIPU (Lega italiana protezione uccelli) ha lanciato un allarmato s.o.s.  in quanto, nonostante appartengano agli animali generalisti sono diventati specie a rischio come la rondine che invece è molto più fragile essendo specialista, possono essere nutriti "nelle mangiatoie a quote elevate". Ma queste quote elevate sono normalmente raggiungibili dalla gente comune?
Infine i piccioni,  disgraziati uccelli verso i quali si riversa tutta l'ignoranza e l'insofferenza umana! E pensare che nel secolo scorso furono strappati all'ambiente selvatico e introdotti nelle città per abbellirle!
Ci meraviglia leggere che i piccioni " a Firenze si sono riprodotti a dismisura" e  che "ben poco hanno ottenuto le attività di contenimento degli anni passati" effettuate con la distribuzione di un antifecondativo .
Quindi, il venerdì 30 maggio 2003, quando in un pubblico convegno l'allora assessore alla vivibilità e sostenibilità prof. Vincenzo Bugliani,  il dr. Eraldo Collini Direzione ambiente del comune, il dr. Maurizio Ferraresi e il dr. Antonio Gelati dell'ASL veterinaria di Modena, il prof. Luciano Barbi dell'associazione Unione amici del cane e del gatto convenzionata  con il comune per la distribuzione di mais trattato, il dr. Marco Lebboroni del Dipartimento di biologia animale e genetica dell'Università di Firenze, il dr. Enrico Loretti dell'ASL veterinaria di Firenze e altri funzionari dichiaravano che la popolazione fiorentina era scesa del 25-30% attestavano il falso?
Comunque, a prescindere dai calcoli che solo un censimento può avvalorare, le accuse mosse ai piccioni, continuamente reiterate e retoricamente sostenute,  sono frutto dell'insipienza e dell'incapacità di ricercare la verità e comunicarla ai concittadini.
Si accusano i piccioni, uccelli e non volatili, di essere molesti (come?), di imbrattare e rovinare i monumenti (ma l'indagine Salvalarte promossa alcuni anni fa da Legambiente con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali su un campione di 60 monumenti italiani, evidenziò che i danni  dovevano essere addebitati alle vibrazioni e all'inquinamento atmosferico prodotti dal traffico automobilistico), di essere rumorosi (che significa?), di essere portatori di "una sessantina di malattie" (perchè non 100 o 1000 tanto i cittadini non le sanno contare ma il dr. A. Mantovani dell'Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che il rischio sanitario è sempre stato enfatizzato e che "Nelle nostre zone non si è fino ad ora riusciti a trovare una relazione diretta tra la presenza di un agente patogeno in uccelli urbani e focolai di malattia umana"), di degradare l'ambiente urbano (ma non si può eliminare la sporcizia dei piccioni come si fa con quella umana?),  e altro ancora.
La fertile fantasia, nemica del raziocinio, si è poi sbizzarrita in voli pindarici descrivendo come dalle "cacche secche" attraverso "il vento, gli aspiratori,  i ventilatori la polvere infetta venga trasportata negli appartamenti, nei ristoranti, negli ospedali e nelle scuole contaminando alimenti, utensili e innescando i processi infettivi,".
Ma, non basta. Sui poveri piccioni incombe anche l'orrore dei loro parassiti e si elencano tutti quelli che vengono in mente: "pulci, cimici, zecche, e acari"  come se i piccioni fossero una sorte di immondezzai volanti, di rifiuti tossici con le ali e si ignora pedissequamente quanto di rivoltante produciamo noi,  persone incivili.
Per averne una pur limitata idea basta leggere le lettere pubblicate da La Nazione il giorno successivo, cioè il 12 ottobre, da alcuni cittadini: alle Cascine "....i prati sono pieni...di bottiglie rotte, il manto erboso e le siepi sono rovinati..."; sulla riva dell'Arno  "...dopo la gara sono rimaste per terra le carte della numerazione, buste di plastica e rifiuti vari".
Si può tranquillamente aggiungere che in ogni angolo più nascosto della nostra cara città, in ogni sottopassaggio, lungo le strade e negli stessi giardini, cartacce, plastiche, vetri, vestiti, scarpe. ....nonchè escrementi  vengono abbandonati con noncuranza non dai piccioni ma dagli umani.
Nessuna ordinanza è stata emanata per multare la nostra spazzatura.
E' vero che gli animali soggiacciono alla legge biologica detta "della capacità portante" (costituita dal cibo e dai siti per nidificare) e che se si vuole limitare l'accrescimento occorre intervenire appunto sulle fonti di alimentazione e di nidificazione. Ma questi interventi fanno parte di un piano generale, inizio del quale è il censimento, piano nel quale ogni elemento interagisce in maniera incruenta, compresa l'informazione sana e non terroristica.
Ci aspettiamo che sulla retorica del piccione venga fatta luce e che la verità sull'etologia di questo animale venga attestata pubblicamente senza punire l'attenzione dei cittadini verso gli animali, il piacere di osservarli e di riconoscere a noi e a loro quelle esigenze di relazione che arricchiscono la nostra sensibilità; ci aspettiamo venga emessa l'ordinanza verso tutte le forme attive di degrado siano esse  escrementi di piccioni, di cani o getto di bottiglie, scarpe, carte ecc.
Grazie.
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio:
 
p.s. articolo di cronaca in allegato 

 
CRO:ANIMALI
2006-10-10 16:10
 
ANIMALI: A FIRENZE VIETATO DARE MANGIARE A PICCIONI E ANATRE
ORDINANZA COMUNE PER LUOGHI PUBBLICI, 50 EURO LA MULTA  
FIRENZE
 
(ANSA) - FIRENZE, 10 OTT - Niente più pane o granaglie ai piccioni nei luoghi pubblici, come le piazze, o alle anatre lungo gli argini dell'Arno, pena una multa da 50 euro. Divieto e relativa sanzione sono scattati a Firenze con un'ordinanza firmata dall'assessore comunale all'ambiente Claudio Del Lungo che proibisce di somministrare alimenti ad uccelli selvatici con particolare riferimento ai piccioni. "Alimentare continuamente i piccioni delle nostre strade - ha spiegato Del Lungo - non solo favoriva l'aumento di questa specie, ma stava diventando un elemento di degrado per la città e di attrazione per roditori e insetti ancora meno graditi in ambiente urbano. Tutto ciò, oltre a creare condizioni igieniche non consone ad una città come la nostra, ha favorito anche l'aumento della popolazione di piccioni causando danni agli edifici e ai monumenti". Molti Comuni, spiega Palazzo Vecchio, hanno da tempo ordinanze o regolamenti che limitano o vietano la distribuzione di mangime ai colombi e l'ordinanza arriva anche dopo alcune segnalazioni di cittadini. L'assessore ha spiegato che l'ordinanza non introduce "un divieto assoluto", ma "una regolamentazione che consente la somministrazione limitata in mangiatoie, magari in quota elevata, appositamente predisposte, e possibilmente selettive che consentono l'accesso ai passeriformi e alle specie simili, limitandone l'accesso ai piccioni". Per le anatre lungo i corsi d'acqua, ha aggiunto, "oltre al rischio di alimentare le specie animali indesiderate, si possono causare problemi anche di sovralimentazione che possono persino causare la morte di alcuni esemplari, come si ha il sospetto sia già avvenuto". L'ordinanza prevede quattro eccezioni per dare solo granaglie agli uccelli selvatici: quando i volatili si trovano nelle aree agricole, in quelle private a condizioni che il mangime venga messo nelle apposite mangiatoie, nelle aree eventualmente attrezzate dell'Amministrazione comunale e durante le azioni di monitoraggio sanitario effettuate dalla Asl o da personale appositamente autorizzato. (ANSA).
 
 
 
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