Egr. Prof. Vittorio Tellarini.

Numerosi quotidiani e mezzi di informazione hanno pubblicato la spaventosa notizia che alleghiamo e che vede coinvolta una studentessa laureanda in veterinaria presso la Vostra Università.

Le immagini di quei poveri animali agonizzanti dei quali uno è deceduto ci ha sconvolti, impietriti. Proviamo un orrore immenso per tanta spietata crudeltà. Chi ha agito tanto ferocemente è un essere ignobile e pericoloso ed è per questo che noi  speriamo di sollecitare la coscienza di chi legge, di indignare la sensibilità e l'umanità di chi ha ancora sensibilità e umanità.
Confidiamo in un vostro tempestivo intervento in merito, perchè riteniamo che comportamenti omissivi delle istituzioni penalizzanti, rappresentino per la società un affronto alla morale, all'istruzione ed alla cultura.
Ci auguriamo che vogliate prendere serie misure verso questa persona dietro la cui maschera si nasconde una mostruosa follia al fine di impedirle di infangare ulteriormente il nome prestigioso della Vostra Università.
In attesa di un cortese cenno di risposta si porgono distinti saluti
 
........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info
 
 
firme dei sostenitori del messaggio:
 
 
p.s. articoli di cronaca in allegato
 
 
AFFARI ITALIANI
9 GENNAIO 2007
 
Animali/ Pisa, laureanda in Veterinaria accusata di maltrattamenti su levrieri
 
Da un forum di appassionati di Rottweiler, si apprende la tragedia di una giovane studentessa di veterinaria all'università di Pisa, attiva anche nel mondo televisivo con consulenze di vario genere sugli animali, che, dopo aver preso in affido due levrieri, li ha maltrattati, non curandosi della loro salute e portandone uno alla morte.  Inutili i soccorsi della clinica veterinaria "Cascina" - Via T. Romagnola, 338 - 56012 Fornacette (Pisa). Questa struttura, altamente professionale, ricca di ottimi veterinari per 15 gg ha ricoverato e tenuto sotto controllo medico, la femmina di greyhound maltrattata. Tutto staff di medici veterinari e ausiliari, hanno curato e amato la grey. Sul sito di affidi si legge la storia: http://www.adozionilevrieri.it/spiegazione_maltrattamento.html
Ecco la vicenda: "Purtroppo è accaduta in data 4/12/06 una vicenda che mai ci saremmo aspettati, una storia che non ci ha fatto dormire, che ci ha fatto infuriare e che ci ha dato tanto dolore. Abbiamo dato in adozione due greyhounds, un maschio ed una femmina ad una persona che si è rivelata MOSTRUOSA. Avevamo valutato scrupolosamente la richiesta, chiesto ed avuto informazioni rassicuranti, referenze veritiere anche da parte di veterinari ….insomma ci sentivamo tutti tranquilli. E invece abbiamo scoperto un'atroce realtà, un caso di maltrattamento crudele nei confronti di due dolcissime creature", raccontano i gestori del sito. E continuano: "Sentivamo molto spesso l'adottante ricevendo notizie rassicuranti e racconti di episodi idilliaci. Nessuna foto, però. Non che le foto ci lascino completamente tranquilli, ma in questo caso il ritardo ci aveva sorpreso. Così abbiamo iniziato ed insistere ed a proporre un incontro con una nostra volontaria Maria Paola. Tra un rinvio e l'altro è passato un po' di tempo fino ad arrivare al silenzio assoluto: nessuna risposta al telefono. La nostra volontaria in zona, che non ringrazieremo mai abbastanza, si è quindi rivolta ai carabinieri che hanno contattato questa persona invitandola a presentarsi in caserma l'indomani. Il giorno dopo uno di noi si è recato all'appuntamento……la persona si è presentata con uno dei due cani, visibilmente denutrito ( 20 kg….era 30), e molto sporco e infestato da pulci". A questo punto interviene la legge: "Con non poche insistenze i Carabinieri si sono fatti accompagnare all'abitazione e subito si è presentato uno scenario da incubo: stanze sporche di tutto, feci e urine ovunque, odore insopportabile..l'altro cane, una femmina, giaceva in mezzo a pulci e sporcizia, tutti pensavano che fosse morta. E' difficile descrivere. I due sono stati subito portati in Clinica veterinaria, i medici pensavano che la femmina fosse morta, pesava 14 kg….. e aveva temperatura corporea di 36°- una femmina alta 70 cm di circa 32Kg al momento dell'adozione -Entrambi i cani erano ricoperti di pulci ed escrementi di pulci, il maschio è a casa nostra, lo stiamo curando per la denutrizione ed i vermi e speriamo che non abbia conseguenze. La femmina è ancora ricoverata in Clinica, non è ancora fuori pericolo e speriamo con tutto il cuore che ce la possa fare". Con tanta amarezza: "Cosa possiamo ancora dire, per noi è stata una tragedia incappare in un essere che riduca appositamente (nessuno aveva imposto i cani, che ovviamente avremmo subito ripreso se non potevano essere tenuti) degli animali in questo stato. Ora stiamo predisponendo la denuncia e speriamo che ci sia una punizione esemplare, (la persona che ha fatto tutto ciò è nel mondo cinofilo). Anche se noi ora abbiamo perso la serenità". Sul forum si legge: "Nessun cane, essere vivente, deve essere "analizzato" o toccato da questo mostro, che si spaccia per PROFESSIONISTA, e presto, se non viene fermata, si laureerà. Questa donna deve essere fermata, ho trovato diversi forum dove lei un giorno prima del ritrovamento dei nostri cani, dava CONSIGLI sul comportamento animale....ASSURDO, non è malata, è LUCIDISSIMA...mortalmente consapevole di ciò che ha fatto, non ha rimorsi, tanto che non ha mai contattato nessuno di noi. Noi siamo a buon punto...non dico di più, ma dobbiamo fare molte pressioni pubbliche con l'ateneo di Pisa, vi prego inondateli di mail...è una piccola cosa, che serve a far sentire che molta gente sa di questo grave episodio...che non si dimentica.... E' una cinofila toscana, molto conosciuta soprattutto nell'ambiente 'rott' di cui possiede esemplari. Uno di questi è morto in circostanze ora sospette. Ha anche un sito, studia all'università di Pisa e sta per laurearsi. DEVE essere allontanata dall'ambiente, deve non sporcare l'identità dei cinofili, della razza, deve essere trattata come merita. Magari ha scritto molto bene come sa fare (e questo è ancora più allucinante) su questo forum, decantando modi per far star meglio il cane, ecc".
 
Per leggere l'intera discussione:
 
 
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LIBERO
14 GENNAIO 2007
 
Chiede levrieri in affido e poi li fa morire di fame
 
Osacar Grazioli
 
Li ha ridotti a larve, scheletri viventi, li ha affamati fino a fargli spuntare le ossa dalla pelle tirata, come un tamburo, vicina a rompersi per la sottigliezza. Si chiamano Lisa e Zucchero. Anzi, lei si chiamava Lisa, perché è morta. Erano due Grehyhounds salvati, come decine di altri ogni anno, dal GACI (Greyhound Adopt Center Italy), l'associazione nota per "le donne dei levrieri". Fondata da Elisa Manna e Chiara Ottolini, la GACI ha sede a Modena e si occupa di recuperare i levrieri da corsa inglesi (Greyhounds) e i levrieri da caccia spagnoli (Galgos), prima che vengano soppressi e spesso impiccati, nelle campagne iberiche, perché non sono più utili per correre dietro una lepre, finta nei cinodromi o vera, nella campagna spagnola. L'associazione oggi s'è ingrandita e, grazie ai numerosi volontari, è arrivata a salvare le centinaia di levrieri destinati a misera fine, dopo il fallimento dei cinodromi di Roma e Napoli. Se andate sul sito della GACI (http://www.adozionilevrieri.it/index1.html) troverete un annuncio che limita le adozioni, con esami severissimi per i richiedenti, perché è accaduto un episodio che sembra uscito da un racconto di Stephen King.
TRAGICHE MENZOGNE Una bravissima (tutti 30 e lode) studentessa, iscritta al Tacrec, Tecniche di Allevamento del Cane di Razza ed Educazione Cinofila, presso la facoltà di Veterinaria di Pisa, chiede in affido GACI due Grehyhounds, Lisa e Zucchero. Quale miglior persona cui affidarli? La giovane è attiva anche nel mondo televisivo e scrive articoli per riviste specializzate con, a fianco, la firma di docenti universitari. Le credenziali ci sono tutte e i cani le vengono affidati. L'associazione controlla periodicamente le persone che ricevono i levrieri. Esige giustamente di essere rassicurata sul loro stato di salute. I primi colloqui con l'adottante sono telefonici e la studentessa, vicina al diploma, riferisce notizie confortanti e si dilunga su episodi idilliaci tra lei, Lisa e Zucchero. L'associazione le chiede qualche foto, da tenere in archivio. Non arrivano. Qualcuno s'insospettisce: alcune voci che parlano di una studentessa molto brava a scuola, un po' meno con i cani. Si cerca di formalizzare un incontro per un controllo. Nulla da fare. A questo punto interviene il presidente della GACI, Dario Ferrario, che si rivolge ai carabinieri. Quando entrano nella casa, a qualcuno viene il vomito. Urina ovunque, due centimetri di escrementi sul pavimento, puzza, sudiciume e due scheletri con brandelli di pelle addosso, uno dei quali (Lisa) in stato comatoso. Vengono immediatamente portati alla Clinica Cascina di Fornacette (Pisa) dove tutto il personale si mobilita, per giorni, al fine di salvarli. «Quando li ho visti» mi dice l'internista della Clinica, Francesco Carrani «mi sono venute in mente le immagini dei campi di concentramento e ho avuto finalmente chiaro cosa voleva dire quella cachessia (il dimagrimento scheletrico di un corpo malato, n.d.a.) che abbiamo studiato sui sacri testi». Dopo quindici giorni di cure assidue sembrano farcela entrambi e Lisa viene affidata a due persone di Modena, dove muore all'improvviso, tra le loro braccia, stroncata da una trombosi. Zucchero sta bene. Se osservate la dolcezza dello sguardo che ha un levriero e pensate a quanto hanno lavorato per salvarli, capirete perché veterinari, avvezzi al dolore e alla morte ogni giorno, hanno pianto, sapendo della morte di Lisa. La storia fa il giro del Net e il preside della facoltà di Pisa è costretto a pubblicare una lettera in risposta alle centinaia di mail che adombrano una qualche responsabilità dell'ateneo. Giungono messaggi anche dall'estero. Non affidate a quella donna neanche un moscerino. Si chiede che le venga impedito di laurearsi. In questo episodio mostruoso, se non c'è di mezzo la follia c'è veramente da avere paura della mente umana.
 
Foto: MALVAGITÀ Così era stata ridotta Lisa, l'esemplare di levriero salvata, in un primo tempo, dai veterinari di una clinica di Pisa. Lisa, insieme a zucchero, un'altra levriera, era stata affidata a una giovane che le aveva tenute per mesi nella sporcizia e senza cibo. Dopo l'intervento dei veterinari, aveva trovato dei nuovi, affettuosi padroni, che però l'hanno vista morire improvvisamente per una trombosi

 

 
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