Egregi signori
leggiamo gli articoli in allegato e restiamo esterrefatti dalla vicenda che vede ben 22 comuni disattendere la legge regionale Toscana del 8 aprile 1995, n. 43 "Norme per la gestione dell’anagrafe del cane, la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo".
Una legge che ha preso vita 12 anni fa e che all'articolo 9 comma 1 cita testualmente:
I  Comuni singoli,  o associati  ai sensi della legge 8 giugno 1992 n.  142, provvedono  alla costruzione  o al  risanamento dei canili municipali ed alla costruzione di rifugi per cani, secondo i criteri stabiliti dagli articoli 15 e 16 della presente legge.
E' altresì vergognoso constatare che in questi anni, nulla è stato fatto per il benessere di animali già provati dall'indifferenza dell'uomo, e che ora nuovamente pagheranno per l'incuria di chi aveva l'obbligo di tutela in base a leggi specifiche. 
In attesa che vengano finalmente messi in atto i lavori per il nuovo canile municipale a Vallin Buio (LI) chiediamo che i cani risultati in numero eccessivo nel rifugio in cui ora si trovano, siano trasferiti in strutture adeguate  *della zona*  e non spediti in altre località a centinaia di chilometri di distanza, così come prevede anche la circolare n. 5 del maggio 2001che stabilisce  come il benessere animale riguarda sia le condizioni di vita nelle strutture che li ospitano che le attività dirette al loro affidamento e al relativo controllo.  
Controllo difficile ed impegnativo sul proprio territorio, impossibile a lunghe distanze.
Rammentiamo alle amministrazioni  "disattente" che i cani non sono pacchi postali, ma esseri viventi  vittime della superficialità, della insensibilità e dell'ignoranza dell'uomo.
Pretendiamo il rispetto delle leggi e la tutela degli animali.
 

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

p.s. articoli di cronaca in allegato

 

IL TIRRENO
29 LUGLIO 2007
 
Quei 69  randagi da spostare
Il canile di Lorenzana non può tenerli: dove andranno?
 
Livorno - L'ordinanza del sindaco di Lorenzana Giuseppe Pepi, gli amministratori del nostro Comune la leggeranno domani, quando arriverà sui loro tavoli con la posta. Ma la condizione del canile di Lorenzana dove tuttora sono ricoverati 69 cani "livornesi" inviati cioè a quel canile dall'amministrazione comunale era bene conosciuta. Da tempo (da quattro mesi almeno visto che è dal 3 aprile scorso una relazione dall'Asl pisana conseguente a un sopraluogo effettuato il 15 marzo) si sapeva che la struttura non era in possesso dei requisiti necessari per custodire animali provenienti dai Comuni. Adesso la situazione è precipitata: la visita dei carabinieri del Noe al canile di proprietà di Roberto Corsi mette il comune nelle condizioni di trovare una soluzione alternativa entro ferragosto, perchè la popolazione del canile dovrà scendere repentinamente da 300 a 80 ospiti senza se e senza ma. Difficile riuscire a dare risposta a un imput così perentorio e in questo breve tempo.  - Noi avevamo avuto altre indicazioni - dice Alessandra Atturio la vicesindaco che ha fra le sue deleghe anche quella alla tutela degli animali - e sapevamo di poter contare su altri quattro o cinque mesi di tempo. Una notizia che ci è stata confermata anche poche settimana fa. ora dovremo intensificare il nostro lavoro cercando di capire bene che cosa è successo.- Non è escluso fra l'altro che i sindaci dei Comuni sprovvisti di canili che hanno continuato ad affidare i cani a Lorenzana, vengano segnalati alla Procura della Repubblica di Pisa. Il proprietario del canile , intanto si difende ribadendo che nella sua struttura la cura agli animali non è mai mancata - Nessuno - dice Roberto Corsi - può accusarmi di maltrattare gli animali. Tutti conoscono l'amore e la dedizione con cui io e mia moglie ci occupiamo da anni, dei cani randagi che arrivano dalle province di Pisa e Livorno.- Livorno sta lavorando invece, a un bando per l'affidamento dei randagi ad altre strutture nell'attesa che il canile, il cui primo lotto è stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta venga finalmente realizzato (la previsione urbanistica a Vallin Buio). La scelta dovrebbe cadere su due canili che si trovano a Pescia in provincia di Pistoia e a Reggio Emilia. Il primo di questi due, fra l'altro, ha ricevuto anche l'apprezzamento di alcune associazioni animaliste per le sue caratteristiche e per la sua gestione. Il problema è che i fatti di Lorenzana accaduti all'improvviso, rischiano ora di scompaginare i piani e di creare un'emergenza randagi estremamente difficile da risolvere.
 
 
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Troppi  animali (300 invece di 80) nel canile di Lorenzana che quindi va smantellato
220 cani in cerca di padrone
Il Titolare: sempre trattati con amore.Ma ora dove metterli?
 
Lorenzana (PI): Il canile di Lorenzana (Pisa) deve essere smantellato. La struttura è sovraffollata. Ospita trecento cani quando potrebbe accoglierne circa ottanta. Quindi 220 cani devono essere cacciati via. La decisione è stata presa dal sindaco di Lorenzana, Giuseppe Pepi, dopo i controlli dei carabinieri del Noe di Firenze. immediata la reazione di Roberto Corsi, il titolare del canile.
- Nessuno - dice Corsi può accusarmi di maltrattare gli animali. Tutti conoscono l'amore e la dedizione con cui io e mia moglie ci occupiamo da tanti anni dei cani randagi che arrivano dai comuni della provincia di Pisa e anche quella di Livorno.-  Ora deve essere predisposto entro 30 giorni! - stando all'ordinanza del sindaco - un piano di ricollocazione dei cani in strutture accreditate o che hanno i requisiti previsti dalla legge regionale 43 del 1995. Il dramma è proprio questo, dove finiranno gli animali?stando al servizio veterinario dell'Asl 5 di Pisa non esistono sul territorio canili accreditati in base alla legge del 1995. Il comune di Lorenzana ha deciso di dare l'esempio: porterà i 16 cani che aveva mandato da Corsi in una struttura fuori regione. i circa venti comuni convenzionati con Corsi dovranno cominciare ad occuparsi di un problema che finora hanno considerato secondario. - I sindaci sapevano che il canile era sovraffollato - dice Corsi - ma è anche vero che non ci sono strutture per accogliere gli animali abbandonati. Sono tre anni che scrivo ai comuni per informarli. Ho le lettere così come ho le lettere dei veterinari che vengono al nostro canile dalle quali si capisce che i cani sono controllati attentamente. Il punto sono le dimensioni dei box. Troppo piccole rispetto alle indicazioni della legge regionale. - Alcune associazioni animaliste - dice Corsi - ci hanno preso nel mirino. Contestano il fatto che i cani non possono correre, non c'è spazio per la sgambatura. All'inizio c'era. Poi i randagi erano sempre in aumento, i Comuni chiedevano altro, avevo firmato con loro una convenzione e poi mi preoccupavo per trovare una casa a tanti cani con problemi.-
 
 
LA NAZIONE
28 LUGLIO 2007
 
Blitz operazione dei carabinieri, coinvolti i comuni convenzionati
Chiude il canile, sindaci nei guai
 
Lorenzana (PI) - Un canile chiuso, una persona denunciata e ventuno sindaci nei guai. Tutto parte da Lorenzana, in località Campolungo, dove esiste un canile autorizzato ad ospitare 85 cani e altrettanti gatti. Non uno di più. I carabinieri del Noe di Firenze, insieme ai militari della stazione di Fauglia, vi hanno trovato però 300 animali: automaticamente il canile è diventato "non idoneo" e "carente". Da qui la denuncia al titolare per maltrattamento di animali e l'ordinanza del sindaco di Lorenzana, Giuseppe Pepi, che il 20 luglio ha disposto la chiusura della struttura. L'atto obbliga il titolare del canile a ricollocare gli animali dopo averli censiti, gli vieta di accettare nuovi ingressi e gli impone di stabilire accordi con le associazioni animaliste, i maggiori "fornitori" di animali randagi di qualunque canile. Secondo i carabinieri i sindaci dei Comuni che avevano la convenzione con il canile sapevano che quei cani in più lì non ci potevano stare, sapevano che la problematica era annosa, ma avrebbero accettatolo stesso di ingabbiare i randagi nel canile di Lorenzana. Al momento i sindaci dei Comuni interessati sono stati "segnalati" e non denunciati. Si tratta dei primi cittadini di Pisa, Buti, Calcinaia, Capannoli, Cascina, Ponsacco, Castellina Marittima, Chianni, Crespina, Fauglia, Lorenzana, Lari, Pontedera, Peccioli, Santa Luce, Orciano,Pisano, San Giuliano terme, Terricciola, Vicopisano, Livorno e Rosignano Marittimo. Nei gironi scorsi il consigliere comunale di Livorno, Salvatore Capuozzo dell'Udc, aveva presentato un'interpellanza nella quale denunciava la situazione del canile e citava una relazione dell'Asl di Pisa.
Luca Boldrini
Nicola Pasquinucci

 
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