On. Di Virgilio.
Ci troviamo tutti  pienamente d'accordo con la sua linea  per quanto riguarda l'inasprimento delle pene inerenti il reato di traffico di animali da compagnia. Vorremmo però, nel contesto, inivarLe un appunto. Ha  mai sentito dire che l'Italia commette gli stessi reati di esportazione  imputati ai paesi dell'EST nei ns. confronti? Si parla, in merito alle importazioni, di:  "documentazione identificativa e sanitaria che, oltre a permettere la tracciabilità dell'animale, ne attesti il benessere psicofisico". Cosa dire allora  di tutti i nostri cani, italiani, prelevati da canili o rifugi ed esportati senza che alcuno ne permetta la tracciabilità e ne attesti il  futuro benessere psicofisico?
A riguardo, La invitiamo a visionare il link http://www.bairo.info/traffici.html dove troverà informazioni in merito
Siamo certi che tali animali siano tutti muniti di documentazione identificativa e sanitaria? Non crede che oltre a legiferare l'importazione, il Governo debba impegnarsi per legiferare anche l'esportazione? o il "benessere animale"  tanto conclamato, si riduce invece solo a delimitare le entrate ed incrementare le uscite per far sì che l'Italia si liberi di un numero sempre più esteso di quattrozampe? Contenti tutti: Comuni che vedono assottigliarsi le rette di mantenimento nei nostri rifugi, le ASUR/ASL  che si si tolgono la briga di effettuare controlli nelle abitazioni dei connazionali, "tanto all'estero"  ci penserà qualcun altro, ed infine coloro che, in nome di rimborsi spese, cure sostenute, vaccini effettuati (ma questi non sono obblighi delle ASUR/ASL?) ricevono dai benemeriti tedeschi (date le cifre riportate sui loro siti inneggianti ad adozioni di cani italiani, come nel caso di questo link http://zergportal.de/baseportal/tiere/Anzeige_Hunde&Id=190266.html ) fior di Euro. Ed infine una particolare attenzione a quanto segue: che male mai avranno fatto i cani importati, ma soprattutto i nostri esportati, per meritarsi di divenire solo merce in vendita qualora la nostra Legge santifica le seguenti parole: i cani randagi non sono in vendita ma debbono essere ceduti a  persone che diano buone garanzie di trattamento. Individui o famiglie singole, Onorevole, e non Gruppi od associazioni di cui alcuno ha mai stretto la mano  se non i pochi che li avvicinano per accordarsi.
 
Enrica Boiocchi vice presidente GRUPPO BAIRO Onlus - www.bairo.info
Giorgia Belforte, responsabile Circolo Legambiente Sibilla Aleramo, Civitanova Marche (MC)
Lucia De Bari, Associazione "Baffi e Code per Amici" Livorno
Maria Vincenza Tardino - Enpa Pavia
Mara Borghi - Ufficio Anagrafe Canina Comune di Correggio (RE)
Rossana Conti - LAIKA & BALTO Onlus - Ass.ne Tutela Cani Abbandonati
 


firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato

 

ANMVI OGGI

27 FEBBRAIO 2009

 

PDL PER IL REATO DI TRAFFICO DI ANIMALI DA COMPAGNIA

 

Il mercato illegale degli animali da compagnia ha raggiunto livelli "allarmanti", con un giro di affari di circa 300 milioni di euro. L'On Di Virgilio (PDL ha presentato una proposta di legge per l'introduzione nel nostro codice penale del reato di « traffico illegale di animali da compagnia ». La proposta di legge intende "punire, in modo esemplare, chiunque introduca nel nostro Paese, con mezzi di trasporto non rispondenti a requisiti igienico-sanitari adeguati, animali domestici che non posseggono la documentazione identificativa e sanitaria che, oltre a permettere la tracciabilità dell'animale, ne attesti il benessere psicofisico". Nella proposta di legge si prevedono sanzioni anche per coloro che acquistano animali senza documentazione, "proprio perché, in un mercato illegale, quale quello in oggetto, soltanto bloccando la domanda si inibisce l'offerta".

Questo l'articolo aggiuntivo al Codice Penale proposto dall'On Di Virgilio:

1.Chiunque introduce in Italia un animale da compagnia, privo di microchip di identificazione, senza l'obbligatorio passaporto europeo o senza l'attestazione di vaccinazione antirabbica certificata dalle autorità veterinarie competenti del Paese di provenienza, è punito con la reclusione fino a sei mesi, innalzata fino a un anno in caso di recidiva, con la multa da 500 euro a 5.000 euro e con la confisca dell'animale.

2.Chiunque acquisti un animale da compagnia, senza la documentazione di cui al primo comma, è punito con la multa da 500 a 5.000 euro e con la confisca dell'animale. Chiunque trasporti animali da compagnia in spazi angusti, che non rispondono ai requisiti sanitari ordinari, è punito con la multa da 1.000 euro a 10.000 euro, con il sequestro del mezzo di trasporto, con il ritiro della patente di guida e con la confisca degli animali trasportati. Le pene previste dal presente articolo sono raddoppiate qualora il traffico illegale coinvolga cuccioli di età inferiore a trenta giorni ».

 

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