Egregi signori 
ci riferiamo al comunicato stampa del 22 giugno 2010, emesso dall'Associazione UNA di Genova e che riportiamo più sotto, attraverso il quale abbiamo appreso la dolorosa storia di Martino, un dobermann di otto anni sequestrato per maltrattamenti nel mese di agosto 2009.  Martino, un povero essere senziente fortunatamente non ignorato da tutti nel quale, all'atto del sequestro, sono stati riscontrati evidenti segni di maltrattamento dovuti a denutrizione, lesioni e piaghe sul corpo, problemi visivi provocati dalla detenzione in una cantina priva di luce ma piena di sporcizia, difficoltà di deambulazione poiché costantemente immobilizzato da una cinghia che non gli consentiva alcun movimento. Preferiamo non manifestare a parole quanto sale spontaneamente alle labbra nei confronti dei suoi proprietari e di tutti coloro che con il loro silenzio si sono resi complici di questo reato penale. Il cane, dopo pochi mesi di permanenza nel canile di Monte Contessa, viene affidato in custodia giudiziale ad una famiglia esemplare che  manifesta la volontà di un'adozione definitiva, che lo cura amorevolmente facendolo rinascere a nuova vita. Intanto il processo penale nei confronti dei suoi aguzzini prosegue, ci si aspetterebbe una loro indiscutibile condanna e la cessione definitiva del cane a chi se ne è preso cura con amore e competenza. Al contrario, la procura decide di consegnare il cane al fratello dei due proprietari imputati i quali, ancora in vigenza del sequestro preventivo, avevano stipulato un contratto di cessione di Martino.  Un tempo il maltrattamento e l'uccisione di animali non erano perseguibili per legge, anche l'abbandono sembrava destinato a rimanere un atto impunito.  Con la riforma del Codice Penale maltrattare gli animali è diventato un vero e proprio reato (Legge 189/04).
Anche il nuovo Trattato, firmato il 13 dicembre a Lisbona dai 27 Paesi dell'Unione Europea, rappresenta un importante e concreto passo in avanti per l'affermazione e la tutela dei diritti degli animali. Finalmente li si considera giuridicamente come esseri senzienti. 
Per questo motivo esprimiamo il più totale dissenso nei confronti di questa decisione, che considera Martino nulla più che un "oggetto" trasferibile da un luogo all'altro come meglio aggrada, senza tenere in considerazione i suoi sentimenti ed il suo equilibrio futuro.  
Ci appelliamo al vostro buon senso, ad una civile riflessione, invitandovi cortesemente a rivedere la Vostra posizione chiedendoVi che l'animale sia affidato definitivamente alla famiglia affidataria che ha presentato domanda d'adozione. 
Cordiali saluti.

Enrica Boiocchi vice presidente GRUPPO BAIRO Onlus - www.bairo.info

Giorgia Belforte, responsabile Circolo Legambiente Sibilla Aleramo, Civitanova Marche (MC)
Lucia De Bari, Associazione "Baffi e Code per Amici" Livorno
Daniela Romagnoli, amministratore difendiamoli www.difendiamoli.it

firme dei sostenitori del messaggio:

                             Comunicato stampa

Carissimi,
vi racconto la storia di Martino , un doberman   maschio di otto anni circa .
Martino è entrato in canile il 29 agosto del 2009   a seguito di un  sequestro preventivo firmato dalla procura di Genova . 
I proprietari tenevano il cane “rinchiuso in una cantina   con poca luce  ,legato   con una cinghia molto corta , circondato da sporcizia, e presentava segni di malnutrizione una dermatite e segni di debolezza alle zampe anteriori” (questi i motivi di cui al decreto di sequestro).
Quando è arrivato  nella  struttura  di Monte Contessa non riusciva ad aprire gli occhi perchè la luce  gli dava fastidio e  non stava assolutamente in piedi.
I primi due giorni li ha passati nella parte interna del recinto  e gli si apriva nel tardo pomeriggio quando la luce era meno intensa . Il corpo  pieno di piaghe ed escrescenze dovuto allo strofinare della pancia sempre  sul pavimento ruvido del loculo in cui era costretto a ‘vivere’.
Intanto il procedimento penale contro i proprietari di Martino va avanti  e nell’ottobre  2009  il P.M. della procura di Genova ci autorizza  ad affidare il cane  in custodia giudiziale .
Era stata trovata per Martino la collocazione ideale: una famiglia davvero amante dei cani pronta ad accogliere anche la bestiola più sfortunata a prescindere dall’età, dalla razza dalla ‘bellezza esteriore’ pronta a dedicarsi anima e corpo al recupero fisico ma soprattutto psichico del povero Martino. Come se non bastasse, l’esperienza la competenza  e la dedizione profuse dalla nuova famiglia di Martino hanno prodotto risultati tangibili ed un brillante successo ossia riuscire a far convivere pacificamente con gli altri cani della famiglia, maschi e femmine! Per Martino inizia  un periodo idilliaco, le sue zampe si rinforzano , tutta la sua muscolatura riprende tono , ed il pelo lucido e forte.,le sue piaghe vengono curate ,  i suoi polpastrelli  non sono più feriti ….. 
Tutto sembrava andare per il meglio quando  verso la fine di aprile veniamo informati dalla procura che il cane doveva essere consegnato al fratello dei due proprietari imputati i quali, ancora in vigenza del sequestro preventivo, avevano stipulato un contratto di cessione di Martino (Un atto di vendita   del cane su carta semplice   - trattato ne più ne meno come una cosa...un motorino …. una sedia …)
Da quel momento  è stato un dramma dopo l'altro, e nonostante il nostro legale abbia fatto e stia facendo di tutto  per evitare la restituzione  , impugnando il decreto di dissequestro, avanzando una nuova richiesta di sequestro preventivo (alla luce delle possibili reazioni violente di Martino conseguenti al suo rientro in un nucleo familiare che lo ha maltrattato e che , nel caso del fratello non imputato, ha ignorato e tollerato il maltrattamento protrattosi per lunghi mesi) suffragandola sul rischio di detenere un cane ‘impegnativo’ a contatto con persone inesperte ed  inadeguate .
Infatti nella sua nuova collocazione (la terza !!!!)  ! che il cane non conosce  e  nessuno dei componenti  di questa famiglia  conosce ora quali siano le reazioni del cane (poi leggiamo sui giornali ...non riconosce il padrone  e azzanna  eccc ????!!!) 
Abbiamo tentato  di convincere   i nuovi   affidatari   di lasciare il cane dove era ma senza successo!!! 
Noi non vogliamo che Martino  resti recluso in una gabbia  troppo tempo ,a dire il vero non avremmo mai voluto  che ritornasse  in canile .
Noi  eseguiremo quanto verrà ordinato dal P..M.   altrimenti saremmo sicuramente denunciati e perseguiti qualora non lo facessimo , ma mi domando  a cosa serve fare tanto lavoro  per  salvaguardare  il benessere degli animali ,  se arriviamo  a  questi risultati ???
Martino era felice   a giocare con i suoi nuovi amici perchè  finalmente aveva anche imparato a giocare con altri . Ora i  suoi  amici rimasti nella casa di  Carla piangono e lo cercano come lui sta aspettando e cercando loro …...!!!!!!
Siamo   tornati indietro di almeno  20 anni , due guardie zoofile ammazzate nel pieno delle loro funzioni  e quasi derise per aver dato la vita per salvaguardare degli animali ,  animali  maltrattati che vengono riconsegnati anche se in via indiretta. Cosa ci riserva il futuro?
Abbiamo sentito l'esigenza di  divulgare  questa ennesima brutta storia che coinvolge la vita di un essere vivente,  ma  Caro Martino  noi non ti  lasceremo mai,  anche se sarai in capo al mondo perchè  ci sarà sempre qualcuno che veglierà su di te.  al momento dell'  invio  di questo comunicato  il cane è stato ritirato dai carabinieri  con il nuovo affidatario  su ordine del p.m.
il cane non lo ha nemmeno riconosciuto  non commento oltre  !!!!

                                                                        Clara  Bongiorno responsabile tecnico
                                                                               Canile Municipale  di Genova
                                                                                   ASS.  U.N.A   GENOVA        

Genova,  22 Giugno  2010 

30 giugno 2010  dall'avv. Patrizia Franco - aggiornamenti su Martino -
 

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