Egregio sindaco Verdini
La sua risposta non fa eccezione alla mediocrità delle risposte del tipo: prima occorre tutelare la salute dei giovani che (per loro scelta) vanno in discoteca,  poi si penserà alle galline, ai conigli e alle caprette. Quindi mai. Prima sfamiamo i bambini del terzo mondo e poi sfaremo i cani randagi, i gatti........... Quindi mai. Cani e gatti....possono morire perchè proprio questa mentalità impedisce e impedirà di sfamare i bambini del terzo e quarto mondo. E' difficile che una persona insensibile e indifferente alla sofferenza di  creature indifese possa avere uno scompartimento nella coscienza riservato a capire solo un particolare tipo di sofferenza, quella che fa comodo sbandierare. "Il principio che regola l'azione dell'uomo riguardo alla verità e alla giustizia, è lo stesso per le piccole e le grandi cose (Einstein).
Questa mancanza assoluta di sensibilità, di buon gusto; la prepotenza e l'arroganza nei confronti di un cittadino di parere diverso, sono segnali della decadenza morale di una amministrazione e di una società dura e indifferente alla sofferenza, che inoltre deride e ingiuria chi la pensa diversamente. Le feste sadiche, quelle cioè dove si usano gi animali i quali non sono stati creati per le feste, sono la dimostrazione palese di questa decadenza  morale.
Non c'è bisogno degli animali per divertirsi; non c'è bisogno di ricreare l'oscurantismo medioevale.
Gli animali sono vivi ma i cittadini e il sindaco non lo sanno; sentono dolore ma i cittadini e il sindaco non se ne curano perchè si curano dei giovani che vanno in discoteca. Sarà vero?
Invitiamo le persone evolute a rinnegare ogni festa che, riproponendo una tradizione barbara, sfrutti gli animali per il divertimento umano.
 
........................................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

Firme dei sostenitori del messaggio:

 
 
 
IL MESSAGGERO
PESARO
Martedì 23 Marzo 2004  
   
  POLEMICHE AL CARNEVALE DI LUCREZIA
  «Galline e conigli, sui carri in prigione»
   
 

LUCREZIA - Scambio di vedute piuttosto animato fra il sindaco di Cartoceto, Ivaldo Verdini, e una fanese che assisteva al Carnevale di mezza Quaresima, l'altro ieri a Lucrezia. Motivo del diverbio: la presenza di alcuni animali da cortile su uno dei carri che partecipavano alla sfilata, intitolato 'La Fattoria'. La donna lamentava gabbie troppo strette per conigli e gallinacei, ma in particolare era stata mossa a compassione da una capretta con due cuccioli, molto vicini "a casse che diffondevano musica ad altissimo volume". La signora fanese, E.G., si è avvicinata al carro e ha chiesto di abbassare: "A essere buoni potrei dire che mi hanno risposto picche", scrive in una lettera.

Si è rivolta a un ufficiale della polizia municipale, che l'ha portata dal sindaco. La donna ha ripetuto le rimostranze per il trattamento degli animali, ricevendo una risposta "non consona". "Ho tentato di spiegare - aggiunge la spettatrice fanese - che non era giusto trattare male chi chiede di rispettare le leggi e la sensibilità altrui. Ho ottenuto altre e diversificate ingiurie". Provvede l'ufficiale, che si avvicina al carro e fa abbassare la musica. "Quattro o cinque ragazzi - conclude la donna - mi hanno raggiunta, iniziando a inveire e a minacciarmi".

"L'ho allontanata in malo modo - afferma Verdini - perché stava esagerando. Gli animali erano ben custoditi, c'era una sproporzione fra le proteste e realtà dei fatti. Inviterei la signora a visitare una discoteca e a tutelare prima la salute dei nostri giovani, chiedendo ai gestori di abbassare i volumi frastornanti della musica".

O.S.

 

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