Egregi signori
Sappiamo che quanto scritto nell'articolo allegato corrisponde a verità. Per esperienza, per testimonianza.
Com'è possibile che una società civile, che anela e pretende di porsi ad esempio, una società occidentale consapevole dei valori e degli orrori, possa accettare che tanta violenza venga fatta su animali innocenti?
Animali sfruttati per nostra utilità, non ringraziati, non considerati ma ulteriormente puniti.
Ci servono, li sottomettiamo, li addestriamo fino a farli diventare quasi automi e li puniamo.
Un sentimento di vergogna , un piccolo sentimento di colpa non si fa strada dal profondo a dirci la verità?
Noi speriamo sempre che la coscienza si intrometta nelle azioni umane e che i cani guida per ciechi vengano aiutati, nel migliore dei modi, affinchè nonostante  l'uso a cui li sottoponiamo, debbano restare dei cani e non diventare macchine; debbano restare vivi e non ombre di se stessi.
Chiediamo che non vengano affidati cuccioli e poi sottratti dopo un anno alla famiglia affidataria e chiediamo che si ponga attenzione alla metodologia usata per l'addestramento tenendo sempre presente che i cani sono esseri sensibili, hanno sentimenti  e se soggiacciono ai nostri comandi è soltanto perchè vi sono costretti.
E' veramente raccapricciante che davanti a  leggi che  tutelano gli animali d'affezione, animali d'affezione speciali come sono i cani guida, intelligenti, utili e sensibili, vengano invece sfruttati,  commercializzati e, per ringraziamento, maltrattati (con l'abbandono prima, con l'addestramento poi).
E' impossibile all'uomo onnipotente cambiare direzione?
Ci appelliamo anche all'Associazioni Ciechi affinchè si renda sensibile e promotrice di  questo cambiamento.
 
...............................  GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info 

Firme dei sostenitori del messaggio:

 

 
LA VIOLENZA SUI CANI PER CIECHI

di Franco Libero Manco

 
E’ commovente l’immagine di un cieco guidato da un cane pastore. E’ commovente notare con quale attenzione e premura il cane si muove avvisando il padrone di ogni pericolo. Come in poche altre circostanze la gente nota l’intelligenza e la disponibilità dell’animale, ma ben pochi sanno che il povero animale per poter guidare una persona non vedente viene sottoposto per anni ad una disciplina durissima che lo snatura totalmente dell’istinto del gioco con i suoi simili, dell’istinto di annusare un altro cane di passaggio fino ad essere trasformato in una perfetta macchina  che obbedisce senza tentennamenti ai comandi dell’uomo. E’ come se degli extraterrestri schiavizzassero un essere umano fin dall’adolescenza e lo costringessero a servirli nelle loro necessità, per tutta la vita.

Pochi sanno che la dura disciplina imposta al cane riduce di un terzo la vita dell’animale e che il cane spesso viene soppresso quando commette un errore che potrebbe essere pericoloso per l’essere umano accompagnato.

            Molte persone non vedenti sanno essere grate e riconoscenti verso questo compagno fedele ed ubbidiente che, al loro perenne ed incondizionato servizio, sacrifica la sua breve esistenza, ma non sono rare, purtroppo, le persone non vedenti che non sanno apprezzare il sacrificio del cane: spesso sono ingrate e irriconoscenti e da vigliacchi, a volte, scaricano la rabbia della loro menomazione su questo prezioso compagno. Ho visto persone non vedenti prendere a calci il loro cane, picchiarlo duramente col bastone ad ogni piccola distrazione o ad ogni movimento non perfettamente conforme alla disciplina: persone che a mio avviso non meritano la compagnia e l’aiuto di una splendida creatura come il cane.

            Ritengo ingiusto e crudele rubare la libertà e la vita ad un cane per assolvere alle necessità umane. Dovrebbero essere i volontari del servizio civile ad assolvere questo compito e non gli animali nati liberi ma resi schiavi dell’uomo. E nel caso venissero utilizzati questi “angeli custodi” sarebbe quanto mai utile e necessario un frequente e severo controllo per verificare le condizioni di salute dell’animale sancite dalla legge 281/91 che prescrivono condizioni conformi alle loro esigenze etologiche.

            Per la sua lealtà, la sua fedeltà, la sua dedizione, la sua capacità di sacrificarsi per il bene dell’uomo sarebbe giusto erigere un monumento al cane più alto di ogni altro monumento dedicato ad un essere umano i cui propositi, a differenza del cane, raramente non sono motivati dall’egoismo.

 

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