Egregi signori
ci rivolgiamo a tutti coloro che sono responsabili del benessere degli animali e della legalità delle strutture che li accolgono a Pomezia e comuni limitrofi  (amministratori, ASL, prefetto, carabinieri, polizia) ma in particolare ai sindaci (sotto la cui tutela la legge pone gli animali d'affezione) e ai veterinari che dovrebbero riconoscere con facilità quando il benessere si trasforma in malessere, la salute in malattia, l'igiene in sporcizia e le regole in illegalità.
Il canile privato Le tre Querce, convenzionato con i vari comuni della zona, non soltanto ha fagocitato denaro pubblico sul malessere, la malattia, la sporcizia, l'illegalità ma ha reso la vita degli animali una vera tortura tanto che a più riprese è stato posto sotto sequestro.
In questo momento gli animali che non sono morti, nè trasferiti,  sono più reclusi che mai, prigionieri oltre che delle loro gabbie anguste anche della privazione dei volontari che non vengono più ammessi tanto che ai cancelli sono stati posti lucchetti a sottolineare quanto poco la libertà e la trasparenza entrino in quel luogo.
Denunciamo quindi la superficialità e l'arretratezza morale delle istituzioni che consentono tali comportamenti,  che si permettono di disertare la legge sia nella lettera che nello spirito mentre ne pretendono il rispetto dai cittadini e che su questa licenza costruiscono la loro  arrogante impunità.
I cani non sono oggetti, sono creature sociali, hanno bisogno di contatti e di affetti, del rispetto delle loro caratteristiche etologiche. 
Chiediamo quindi che le gabbie vengano aperte, i lucchetti eliminati dai cancelli e  i volontari lasciati liberi di entrare a dare il loro affetto e il loro aiuto ad animali che hanno molto sofferto.
Ci aspettiamo un risveglio di coscienza.
 
 

.................................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firma dei sostenitori del messaggio:

 

articolo di cronaca in allegato:

IL MESSAGGERO
 
Venerdì 3 Settembre 2004
Blitz dei Nas e del Noe dei carabinieri alle “Tre Querce”: denunciati l’amministratore e il gestore
Pomezia: triplo sequestro nel canile
 
Sigilli al depuratore, a una discarica abusiva e all’allevamento di maiali
 
di MOIRA DI MARIO

Sequestrati dai carabinieri di Pomezia, dai colleghi del Nas e del Noe di Roma il depuratore e una discarica abusiva di circa 1.500 metri quadrati nel canile "Le Tre Querce", convenzionato da alcuni anni con il Comune di Pomezia e al quale l'ente locale versa circa 125 mila euro l'anno. I sigilli sono scattati anche per un allevamento di maiali, complessivamente 6, scoperto all'interno del canile.
Gli investigatori hanno inoltre denunciato a piede libero l'amministratore e il gestore della struttura, rispettivamente L.L. di 59 anni e C.B. di 58. I provvedimenti sono stati inviati al Comune che dovrà ora decidere le sorti delle "Tre Querce". Dai tre sopralluoghi svolti è infatti emerso che diversi box che ospitano i cani sono abusivi. Complessivamente 32 gabbie realizzate senza alcuna autorizzazione. Alcune di queste venivano utilizzate per i privati come "pensione". Durante i controlli è inoltre stato scoperto un cittadino straniero clandestino che lavorava nel canile come inserviente. I rifiuti speciali, come i fanghi, il pelo e le feci degli animali, venivano gettate a ridosso del fosso di Santa Procula, inserito dalla Regione Lazio nella mappa dei corsi d'acqua protetti. Sembra, infine, che solo una parte dei liquami finiva nel depuratore che, come è stato verificato da alcuni tecnici, non funzionava nemmeno a regime. L'impianto sequestrato potrà essere utilizzato solo come pozzo nero e i rifiuti e i liquami al suo interno dovranno essere prelevati a cadenza regolare da un autospurgo autorizzato.
Intanto mentre gli investigatori e il Comune aspettano di conoscere i risultati delle analisi zooprofilattiche svolte sui sei maiali, l'amministrazione municipale sta verificando tutti gli atti amministrativi relativi alla struttura. «Credo che tra un paio di giorni - ha spiegato il sindaco, Stefano Zappalà - saremo in grado di prendere dei provvedimenti per il canile. Posso però già affermare che questo è solo il primo capitolo di una vicenda che, sono convinto, avrà altre ripercussioni anche verso altri enti. Penso ad esempio alla Asl Rm H che solo a giugno scorso al termine di un sopralluogo alle "Tre Querce" ci inviò una relazione dalla quale si evinceva che la struttura non presentava alcuna anomalia. Un'affermazione singolare, visto che due mesi dopo i carabinieri di Pomezia, il Noe e il Nas di Roma di anomalie ne hanno trovate fin troppe - conclude il primo cittadino - o la situazione in due mesi è precipitata, oppure il controllo è stato fatto un po' superficialmente. A questo l'azienda sanitaria dovrà darci delle risposte».
Il sindaco Zappalà conferma la volontà dell'amministrazione a realizzare un canile municipale su un'area comunale che sarebbe già stata individuata, da dare in gestione alle associazioni cinofile. Una di queste, "Marilù", già opera all'interno delle "Tre Querce" a causa della carenza di personale e del sovraffollamento di cani riscontrato nelle gabbie.

 

 

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