Egregi signori,

Vorremmo chiedere al brillante cronista se a suo avviso vivere il poco tempo che ti è concesso dal tuo “proprietario” in una gabbia che ti tortura le zampe, essere esposto a climi freddissimi in modo che il pelo ti si infoltisca e morire tramite una scossa elettrica scaturita da spinotti inseriti nell’ano e nella bocca possa a suo avviso legittimamente chiamarsi maltrattamento, o se è davvero convinto che il maltrattamento sia solo presunto. Inoltre ci chiediamo se ha avuto modo di pensare che i poveri animali potessero essere “disorientati e impauriti” perché in vita loro non erano mai usciti dalle loro gabbie, dove si trovavano solo in attesa della morte.

Ci permettiamo di segnalarvi una grande parte dell’opinione pubblica che non apprezza affatto chi vive e si arricchisce “sulle pelli” e tramite la sofferenza di esseri viventi innocenti, e di pregarvi per il futuro di fornire delle informazioni più rispettose della realtà dei fatti.

.......................GRUPPO BAIRO Onlus
 

firme dei sostenitori del messaggio:

 

p.s. articolo di cronaca in allegato

IL GAZZETTINO DI VICENZA BASSANO -
14 NOVEMBRE 2004

VILLA DEL CONTE Raid anti-pellicce in piena notte tra le gabbie dell'azienda agricola di Anna Rizzolo, bloccato dall'arrivo del figlio Michele

Blitz degli animalisti, liberati tremila visoni

I carabinieri sono riusciti ad acciuffare quattro persone, tutte provenienti da Forlì. Una cinquantina di bestiole è riuscita a fuggire

Villa del Conte (PD)

Blitz degli animalisti la scorsa notte a Villa del Conte dove, protetti dall'oscurità, quattro individui successivamente identificati e denunciati a piede libero, hanno cercato di dare la libertà a circa tremila visoni ospitati nell'Azienda Agricola di Anna Rizzolo situata al civico 7 di via Rive Basse. A scoprire gli animalisti in azione stato Michele Caccaro, figlio della titolare che, rincasando verso le 2, ha notato le luci di alcune torce elettriche lampeggiare nel buio. Subito il giovane si è avvicinato ai capannoni che ospitano circa mille gabbie collocate sotto alcune lunghe tettoie, ed ha scoperto che tutte le strutture erano state aperte. I visoni, disorientati ed impauriti, correvano ovunque arrampicandosi sugli alberi e nascondendosi in ogni pertugio. Il ragazzo ha prontamente rialzato la rete di recinzione che era stata abbassata dagli animalisti per permettere la fuga alle bestiole, evitando in questo modo che gli animali si dileguassero nella campagna. Ha dato quindi l'allarme ai genitori che hanno immediatamente chiamato la centrale operativa dei Carabinieri di Cittadella. Sul posto sono giunti i militari di San Martino di Lupari insieme ai colleghi dell'Aliquota Radiomobile. Si è scoperto così che gli animalisti si erano introdotti nell'allevamento tranciando la rete che delimita e racchiude la proprietà dell'azienda, l'avevano abbassata ed avevano successivamente liberato i visoni dalle gabbie che, a seconda delle dimensioni degli animali, ospitano da due a tre esemplari. La titolare, insieme al marito e al figlio, ha cominciato immediatamente a recuperare gli animali con degli speciali retini simili a quelli usati dai pescatori, essendo impossibile catturare a mani libere i visoni atterriti e dotati di denti aguzzi. Cinquanta esemplari sono riusciti comunque ad allontanarsi dall'allevamento. All'interno dell'azienda agricola sono state trovate alcune scritte animaliste, che invocavano libertà per i piccoli animali e minacciavano i titolari dell'azienda. Le operazioni di recupero degli animaletti, iniziate nella notte con la difficoltà di scorgere gli animali al buio, si sono protratte per l'intera mattinata. I carabinieri sono riusciti ad inseguire ed acciuffare gli autori del raid, tutti residenti a Forlì. All'interno della loro auto i miliari hanno rinvenuto il materiale utilizzato per recidere la recinzione e lo spray usato all'interno dell'allevamento. È la prima volta in trent'anni che l'allevamento di visoni di Villa del Conte subisce atti vandalici ad opera di animalisti, che protestano in questo modo contro i presunti maltrattamenti subiti dai piccoli animali destinati ai pellicciai.


 
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