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da Roberto da Vicenza |
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da Roberto da Vicenza a A.M.:
Caro dottor A.M. sto seguendo la serie
di botta e risposta tra lei ed alcuni iscritti alla M.L. di Bairo.
Non voglio certo mettermi a discutere
di questioni quali trapianti cardiaci, anestesie su animali da
esperimento o fiale di salbutamolo, temi sui quali Lei avrā di
sicuro ampia competenza.
Tuttavia, pur notando nelle sue
risposte una conoscenza approfondita e, una notevole serietā
professionale nel suo campo, devo confessare che leggendo e
rileggendo le sue mail non posso fare a meno di provare una
sensazione di profonda inquietudine.
Troppa sicurezza, troppe certezze.
Nessun dubbio nč sui metodi di
ricerca, nč sui risultati ottenuti. Tutto perfetto, tutto
sperimentato con successo, approvato e confermato...
Ho una laurea scientifica e se c'č una
cosa che ho imparato all'universitā č quella che fare ricerca
significa prima di tutto avere un atteggiamento critico riguardo
metodologie e risultati.
Devo dire che al riguardo mi ritrovo
molto in quanto scritto nella mail di Giulio da Catania
(sociologo), soprattutto nell'ultimo paragrafo, riportante
critiche all'universitā, alla medicina e al modo in cui si fa
ricerca. Problemi che, al di la dell'importanza del salbutamolo o
del metilprednisolone, mi sarei aspettato che lei affrontasse.
Infatti quello che mi chiedo e che
trovo un po' curioso č come mai dottore, si č precipitato a
rispondere al veterinario, mentre non l'ha fatto con il sociologo
( l'ha liquidato con un deludente:"il sociologo che mi ha
sottoposto a vera e propria psicoanalisi avra' ben di che scrivere
verso che ho insultato il veterinario, ci mancherebbe, mi
scrivera' che sono violento o qualcosa del genere") ?
Mi piacerebbe molto leggere una sua replica a quella mail.
Distinti Saluti
Roberto, Vicenza.
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