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da Mariangela da Firenze a A.M. |
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Per A.M. interessato "portatore dell'etica della violenza"
Egregio dottore, una cosa ha dimenticato. Volutamente, per cecitā di
coscienza, o per incapacitā di rigore intellettuale. Non so.
Una cosa importante, estremamente significativa. Una cosa fondamentale,
basilare, da cui inizia ogni ragionamento.
La vivisezione, la tortura, la violenza, la menomazione, la eseguono
gli uomini sulle loro cavie animali e non viceversa. L'uomo non č
cavia per gli animali i quali pagano invece l'alto tributo per la loro
innocenza.
L'uomo fa di tutto per distruggere l'innocenza. Forse perchč dovendosi
specchiare in essa, non resiste all'orrore.
Quindi l'odio verso gli umani disumani č possibile, č liberatorio, č
l'unica arma di difesa che abbiamo noi umani umani, per mitigare la
profonda sofferenza che ci prende quando sappiamo e quando vediamo.
Le risulta difficile capire che quando lei taglia, inietta, sperimenta,
si accanisce contro un essere innocente il quale ha il sacrosanto
diritto al proprio benessere (per la legge naturale che ci accomuna),
commette una brutalitā?
Non esiste crudeltā che possa trasformarsi in bontā. L'atto che lei
compie č e resta crudeltā.
Il sangue, gli sguardi di terrore, i lamenti, l'inedia, l'urlo, la morte
inflitta, non cambiano connotati se lei, proclamatosi sacerdote
sull'altare del sacrificio, li destina al genere umano.
Lasci a noi, che non facciamo del male nč agli animali nč agli uomini
pur permettendoci il sentimento dell'odio (nessuno č mai morto per
essere stato semplicemente odiato), la consapevolezza della nostra
altezza morale.
Il futuro saprā darci ragione. D'altra parte giā Leonardo, nella sua
grandezza anticipatrice, lo ha predetto.
Ma, certo, lei di Leonardo non si cura.
Mariangela FI
P.S. Comunque, molti vivisettori sono passati all'opposizione.
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