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Da Enrica da Cremona:
Vi riporto la pagina che ho copiato da questo link.
Io credo che un biologo forse, ne sa un po' di più di un farmacologo
riguardo lo studio degli animali........ Voi che ne dite?
Enrica
http://cubo.newton.rcs.it:8666/forum/400.htm
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Animali in laboratorio: è
necessario? |
| Ogni anno,
parecchi milioni di vertebrati in tutti i laboratori del mondo
vengono sacrificati alla causa della medicina. Ma è proprio vero
che per studiare gli effetti di un nuovo farmaco o la
progressione di una malattia è indispensabile un modello
animale? Roberto Della Loggia, farmacologo, e Gianni Tamino,
biologo, discutono i pro e i contro della sperimentazione
animale |
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a cura di Cristina Serra
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| Forum apparso sul numero di
Aprile 2000 |
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*Possiamo paragonare
l'organismo umano a quello di un topo o di una scimmia? |
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Della Loggia:
"Uomo e topo non sono così diversi come si potrebbe pensare,
perché entrambi sono mammiferi: le similitudini fra le due
specie arrivano al 99% nel caso del topo e addirittura al
99,9% nel caso della scimmia. Sia la fisiologia sia i
meccanismi biochimici di base sono pressoché identici". |
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Tamino:
"Ci sono elementi fisiologici comuni a uomo e scimmia e, in
misura minore, a uomo e topo. Le differenze, però, sono
molto più rilevanti delle somiglianze: vanno dal tipo di
alimentazione, al modo di camminare, alla nicchia ecologica
che ciascuno occupa. Ogni organismo vivente è frutto di
infiniti adattamenti al proprio ambiente e come tale il suo
funzionamento non può essere confrontato con quello di altre
specie". |
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*I risultati di una
sperimentazione sull'animale si possono trasferire all'uomo?
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Della Loggia:
"Certo, si possono applicare all'uomo soprattutto dal punto
di vista qualitativo. A livello quantitativo, invece, ci
sono ovvie differenze: per esempio, pur utilizzando lo
stesso farmaco (come le benzodiazepine) per fare
addormentare sia l'uomo sia il topo, in quest'ultimo caso si
deve ovviamente tenere conto della diversa corporatura e
delle differenze nel metabolismo (che nel topo è più
accelerato), e quindi variare il dosaggio. Ma il meccanismo
di azione della molecola, o quello di reazione
dell'organismo, è identico. In linea generale, ciò che è
tossico per il topo lo è molto probabilmente anche per
l'uomo". |
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Tamino:
"No, assolutamente no. Anche fra due specie molto vicine
come topo e criceto le risposte ai farmaci sono
diversissime: figuriamoci tra uomo e topo! Oppure può
variare marcatamente la dose efficace. Per ogni specie presa
in esame si possono ottenere risposte molto diverse. Il
risultato è che, di fatto, si effettua la sperimentazione
vera e propria sull'uomo (che così diventa una cavia
inconsapevole)". |
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*È vero che gli animali
da laboratorio sono stressati dalle condizioni di vita e ciò
modifica la loro risposta all'esperimento?
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Della Logia:
"La premessa non è corretta: l'animale da laboratorio vive
in un ambiente meno stressante di quello naturale, poiché
non ha predatori da cui guardarsi, non deve difendersi dal
freddo né procacciarsi il cibo. Non dobbiamo poi dimenticare
che si tratta di animali che stanno vivendo in queste
condizioni da molte generazioni. Ed è interesse del
ricercatore che lo stabulario sia tenuto nelle migliori
condizioni possibili, al pari degli animali stessi, proprio
perché non ci si può fidare dei risultati ottenuti con
animali stressati". |
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Tamino:
"Gli animali sono stressatissimi, lo confermava anche Renato
Dulbecco in un lavoro di qualche anno fa: studiando alcune
forme di tumore, egli si accorse che la risposta degli
animali ai farmaci variava moltissimo tra quegli animali che
erano tenuti in cattività e quelli che invece erano liberi
nel loro ambiente. È ben noto che lo stress riduce le
risposte immunitarie dell'organismo e quindi incide sulla
risposta a un farmaco. Se un animale vive nel suo ambiente,
allora sì che l'organismo fornisce risposte naturali, che
tuttavia non si possono trasferire all'uomo". |
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*È vero che nelle
università si fanno ancora esperimenti sugli animali solo a
scopo didattico? |
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Della Loggia:
"La legislazione italiana è molto severa in fatto di
sperimentazione animale: non consente l'uso di animali a
scopo didattico e richiede che tutte le sperimentazioni di
carattere scientifico siano autorizzate dal ministero della
Pubblica Istruzione. Oltretutto, i produttori di animali non
li vendono a quei laboratori che risultano privi di una
specifica autorizzazione all'uso". |
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Tamino:
"Ancora oggi in molte università italiane si continua a
usare l'animale a puro scopo didattico: in realtà basterebbe
descrivere la fisiologia o l'anatomia una volta per tutte e
poi ricavarne video per gli studenti. La legge sulla
sperimentazione animale attualmente in vigore in Italia
spesso viene ignorata dalle università o dagli istituti di
ricerca, che utilizzano cani, gatti e scimmie in libertà,
senza fare alcuna denuncia". |
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*Il talidomide è innocuo
per gli animali, ma ha causato i danni al feto che ben
conosciamo. Colpa della sperimentazione animale?
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Della Loggia:
"È uno dei pochissimi casi in cui la sperimentazione animale
non è riuscita a garantire la sicurezza a un nuovo farmaco:
in quell'occasione non si considerò la possibilità di danni
fetali. Test più accurati vennero eseguiti solo dopo i primi
casi di malformazione: fu quindi un errore dei ricercatori". |
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Tamini:
"Il talidomide non ha effetto sul feto di tutte le specie:
se si considerano cinque o sei animali diversi e
filogeneticamente distanti si ottengono altrettanti
risultati discordanti. Ecco allora che basta cambiare
specie, e scegliere quella che fornisce il risultato
migliore, per ottenere il permesso di commercializzare un
farmaco i cui effetti sull'uomo sono tutt'altro che
provati". |
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*Esistono metodi
alternativi da utilizzare nella ricerca? |
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Della Loggia:
"Sì e no. I metodi alternativi in provetta forniscono
risposte meno attendibili rispetto a quelli sull'animale,
perché si tratta di sistemi sperimentali lontani dalla
fisiologia umana. Tuttavia sono utili: supponiamo di aver
sintetizzato un centinaio di molecole molto simili a un
farmaco già in commercio e di dover selezionare quella che
mostra un'attività migliore. Ecco che i test in provetta
sono utili per scartare il 95% dei composti in esame,
evitando la sperimentazione su animali e restringendo le
analisi successive solo a pochi composti. A questo punto,
però, si deve ricorrere ai modelli animali per verificare
con accuratezza l'eventuale tossicità, la velocità di
metabolizzazione e la dose efficace. Anche le simulazioni al
computer possono aiutare a ridurre l'uso di animali, ma
dubito che riusciremo a sostituire del tutto l'animale da
laboratorio". |
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Tamino:
"Certo. È importante conoscere innanzitutto il comportamento
chimico del farmaco da studiare e capire quale tipo di
interazione ci potrebbe essere con i recettori cellulari:
questo si ottiene con preliminari saggi biochimici in
provetta. Successivamente si possono eseguire verifiche in
un sistema più complesso come le colture cellulari, da cui
si ricavano informazioni funzionali più complete. A questo
punto si passa all'uso di tessuti od organi (ricavati dalle
operazioni chirurgiche), che forniscono indicazioni ancora
più complete. Infine, prima di passare all'applicazione
sull'uomo (che dovrebbe essere condotta comunque con molta
cautela), con l'aiuto del computer si elaborano tutti i dati
ottenuti nelle varie fasi". |
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*Qual è stato il
contributo più significativo derivante dalla sperimentazione
animale?
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Della Loggia:
"Praticamente tutti i farmaci che guariscono da malattie che
fino a ieri rappresentavano un grosso problema sono nati
grazie alla sperimentazione animale. Ricorderei, tra tutti i
casi, la sconfitta della poliomielite: il virus che serviva
a preparare il vaccino veniva coltivato su rene di scimmia". |
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Tamino:
"I risultati ottenuti nella ricerca medica derivano
esclusivamente dal fatto che i farmaci vengono provati
sull'uomo: le indicazioni fornite dalla sperimentazione
animale non portano alcun contributo significativo". |
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*Esistono sperimentazioni
inutili? |
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Della Loggia:
"Sì, quelle che riguardano i farmaci già registrati in altri
Paesi, ma per i quali il ministero della Sanità richiede
test di conferma". |
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Tamino:
"Tutte sono inutili". |
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