MARZIA DI
ROMA EX STAFFETTARA
(testimonianza pervenuta in mailing list del Gruppo Bairo nel luglio 2010)
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Pubblichiamo la testimonianza di una ex staffettara, che solo dopo aver avuto una brutta esperienza ha deciso di combattere questi illeciti, in nome e in memoria di tutti gli animali che ha contribuito a destinarli all'inferno. Se avete un cuore, una coscienza, o se tra i vostri sentimenti esiste almeno la pietà e la compassione, state alla larga dagli staffettari-trafficanti e diffondete ovunque la pericolosità nell'affidare animali a chiunque, soprattutto lontano dal territorio di dove vivono. L'immagine della nostra Italia è ormai da terzo mondo per quanto riguarda il trattamento degli animali. Questo grazie a chi non combatte nella propria regione, nella propria città, questo grazie a chi ha deciso che sulla pelle degli animali ci si può lucrare. Gli animali sono esseri viventi e non pacchi postali e quanto tali debbono essere tutelati e rispettati. La via maestra è quella di insegnare a lavorare sul proprio territorio, a combattere gli illeciti, le ingiustizie, ad affrontare le istituzioni affinchè le leggi vengano rispettate.
Bairo & staff |
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da
Marzia da Roma:
Sono stata una staffettara per qualche mese e sono piena
di rimorsi. Vi giuro che lo facevo solo perchè speravo
in un futuro migliore per quei poveri disgraziati, ma
troppo tardi mi sono accorta di aver contribuito alla
loro fine.
Tra i tanti che mi sono stati consegnati e che ricordo
ad uno ad uno, mi è rimasto impresso nel mio ultimo
viaggio un piccolo anziano meticcio che tra gli altri si
distingueva perchè non era stato sedato. Era timido ed
affettuoso. Ad una sosta, quando mi sono fermata per
mangiarmi un panino, l'ho fatto salire accanto al mio
sedile. Mi fissava ed io credendo avesse fame le ho teso
un tozzo di pane. Non l'ha neppure annunato, mi
continuava a fissare e anche se non mi credete, i suoi
occhi erano lucidi ed il suo sguardo sembrava parlare.
Oggi dico queste cose perchè ciò, mi è rimasto molto
impresso. Nel frattempo che stavo con lui altri canetti
nel furgone, mezzi addormentati si lamentavano.
Dopo un lungo viaggio, al momento delle consegne a varie
tappe, non dimenticherò mai il pianto del piccolo che mi
fissava. Non voleva lasciarmi, forse credeva che lo
tenessi con me e invece.......Nei giorni a seguire la
mia mente mi torturava e continuavo a tempestare di
telefonate per sapere del cane. Ho saputo che era stato
prelevato da un branco con cui vagava da anni, ma mi
continuavano a dire di non preoccuparmi perchè la sua
vita era cambiata e finalmente aveva famiglia. Non mi
arresi e non vi racconto quanti ostacoli ho dovuto
superare per sapere l'amara verità. Pregavo la Madonna
di farmelo ritrovare perchè l'avrei poi tenuto io. La
sua zampetta fragile posata sulla mia gamba, il suo
sguardo e i suoi occhi lucidi mi perseguitavano. Dopo
qualche mese mi misi in viaggio sola, verso la
destinazione di dove lo avevo consegnato. Nessuno mi
diceva niente. Omertà, silenzio..........."tanti cani
arrivano qui, ma poi chi lo sa'?" mi dicevano. Finchè
trovai un contadino che mi raccontò, descrivendomi nei
dettagli cosa era successo. Mi assicurai che il cane di
cui stavamo parlando era lui. Con un orecchio nero e uno
bianco, piccolo e una cicatrice sulla testa.
Era stato affidato ad una famiglia di sordomuti che lo
avevano portato a loro volta in un loro casolare
disperso nei boschi accessibile solo a piedi. Rimaneva
legato a catena notte e giorno, solo, sotto una tettoia
bucata che le faceva da riparo. Come cuccia una pozza di
terra fangosa. Una volta ogni due giorni saliva il
vecchio con frattaglie mischiate a pane secco. L'acqua
non mancava, ma solo quella piovana, perchè in quel
posto piove spesso. E' durato 25 giorni in quello stato.
Poi, un componente della famiglia ha avuto problemi di
salute e quindi nessuno più, si poteva recare al
casolare. L'hanno trovato legato alla catena accucciato
in un angolo circondato da vomito di terra e sassolini
di cui cercava di alimentarsi. Morto!!!!. Quando l'avevo
portato io era magro, certamente sottopeso. Per la sua
taglia doveva almeno pesare 10 Kg. , ne pesava poco
meno. E' morto legato alla catena senza alcuna
possibilità di cercarsi del cibo, senza la presenza di
un umano o di altri cani con cui era abituato a vivere.
E' morto e la sua carcassa pesava meno di 3 chili. E'
terribile!!!!!!!
Io mi sono sentita una bastarda. Io l'ho portato a
morire con la promessa che andava in una famiglia al
sicuro. Io non dimenticherò mai quel delicato contatto
tra me e lui, quello sguardo. Da quel giorno una parte
di me non c'è più. Mi odio, mi sento una merda e vi
assicuro che il rimorso mi accompagna in ogni momento
della mia giornata. Non riesco più a guardare negli
occhi un cane, pensando a lui e a tutti quelli di cui
non saprò mai più nulla, a tutti quelli che che
purtroppo hanno
incontrato me come loro carnefice, anche se io lavoravo
per un gruppo di staffettari che mi impartivano tutte le
indicazioni per le consegne. Odio le staffette e gli
staffettari che mi hanno rovinato la vita e che
continuano incessantemente a rovinarne altre. Che Dio mi
punisca per quello che ho fatto. Vorrei raccontarvi di
più ma non posso.
Mi sono sforzata a inviarvi questa mia testimonianza, ma
ne sentivo il dovere per appoggiare tutte le vostre
battaglie che sono veramente a favore degli animali.
Marzia Roma
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