MERATE ONLINE
28 LUGLIO 2006
 
Merate (LC): il gestore del canile consortile ``licenzia`` Meroni. L’addetto si barrica e denuncia la scomparsa di cani e gatti
 
La vicenda di Claudio Meroni, addetto del canile di Merate, sembra rivelarsi più complicata e di difficile soluzione di quanto l’assunzione “risolutiva” a tempo determinato del mese di maggio aveva fatto credere. Nella giornata di mercoledì 26 luglio, infatti, la “Lega Nazionale per la Difesa del Cane” titolare dell’appalto per la gestione del canile fino al 2009, ha sollevato Meroni dall’incarico sembrerebbe per inadempienza ai suoi doveri di cura e pulizia della struttura e dei cani lì custoditi. Una decisione che il giovane canturino non ha assolutamente accettato e che si va a sommare, a suo dire, a tutta una serie di altre mancanze e ingiustizie nei suoi confronti. Giovedì 27 Meroni si è barricato all’interno del canile, non permettendo ad un operaio della vigilanza privata, incaricato di installare 6 telecamere a infrarossi e dei sensori volumetrici, commissionati appunto dalla Lega, di svolgere il suo lavoro. All’arrivo poi dei 4 militari della stazione di Via Gramsci, chiamati dal nuovo responsabile, tale Simone, rimasto anch’egli fuori dai cancelli, Meroni ha spiegato la situazione e solo in un secondo tempo ha permesso l’ingresso ad alcuni volontari per la pulizia delle gabbie dei cani. Ma andiamo con ordine. Nel mese di marzo 2006 Meroni risponde a un annuncio apparso su un quotidiano del comasco dove si ricercava un appassionato di animali per la custodia di un canile. Dopo un preventivo colloquio e un periodo di prova presso il distaccamento di Lecco, Claudio viene trasferito nel mese di aprile a Merate e qui prende possesso anche del locale adiacente all’ufficio per dormirvi, in quanto nell’appalto si parla anche di guardia notturna. I problemi iniziano quando Claudio riscontra, a suo dire, alcune irregolarità nella gestione contenute in un faldone di documenti risalenti ad una gestione precedente. Esposti i fatti, come documenta anche la denuncia depositata presso la stazione carabinieri di Lecco in data 26 luglio, alla signora Laura Porcasi presidente nazionale della Lega, ma rifiutatosi di consegnare i fascicoli con le presunte irregolarità, Claudio viene sollevato dall’incarico, dopo un’aspra trattativa con i sindacati per risolvere la sua posizione contrattuale. Ora il giovane si trova barricato all’interno del canile, senza alcuna volontà di andarsene perché, fra l’altro, non saprebbe dove rifugiarsi non disponendo di una abitazione ma solamente di un fuoristrada dove, peraltro, trovano spazio anche i suoi cinque cani. È atteso per oggi anche un intervento, o quantomeno un interessamento, del sindaco di Merate Giovanni Battista Albani, capoconvenzione dei 26 comuni che afferiscono al canile.
LE DENUNCE
In due denunce ai carabinieri, una presso la stazione di Merate, un’altra a Lecco e una terza segnalazione al Nas (nucleo anti sofisticazioni) di Brescia poi girata per competenza a Milano, Meroni ha documentato le vicende di quello che sembra davvero un luogo maledetto.
La prima risale al 14 luglio ed è stata sporta, presso la Compagnia di Merate, per minacce e intimidazioni ricevute qualche giorno prima da N.T., persona coinvolta nella precedente gestione del canile. Meroni racconta nella denuncia di essersi rifiutato di aprire i cancelli del canile a tre volontari che l’attuale gestione, quella della lega nazionale per la difesa del cane, aveva estromesso per presunte irregolarità. I tre, allora, all’esterno della struttura intimavano al giovane di non parlare con nessuno dei fatti di cui era a conoscenza e in particolare N.T. minacciava Meroni “Chi ha a che fare con me non va di certo in prigione! E devi stare attento perché questo canile è isolato dal centro e non sai mai cosa ti potrebbe succedere e basterà un secondo per regolare i conti”.
La seconda denuncia è quella del 26 luglio depositata presso la stazione dei Cc di Lecco dove Meroni racconta del suo arrivo al canile, delle presunte irregolarità riscontrate, del suo allontanamento coatto e anche della presunta sparizione di cani, documentata in un faldone di documenti, depositati presso il Nas di Brescia. Si legge nella denuncia del 26 luglio: “gli indirizzi e gli affidatari dei cani erano inventati per la maggior parte e non tornavano i conti con il numero dei cani presentati nel canile di Merate da ottobre 2003 a maggio 2004. (….) Ho iniziato la mia ricerca personale e ho appreso che le comunicazioni fatte all’Asl di Lecco non potevano essere veritiere visto che la maggior parte degli indirizzi era falsa e anche se le comunicazioni all’Asl di Lecco erano tutte precisamente documentate con cedolino del fax, non potevano essere fatte seguendo quella procedura perché all’Asl per intestare un cane ad un nuovo proprietario hanno bisogno della data di nascita e del codice fiscale dei proprietari. Inoltre voglio segnalare la consegna di 22 cani al canile di Lecco i quali sono partiti con una fotoscheda a testa, senza scaricarli dal numerico dei cani assegnati al canile di Merate e di altri circa 60 gatti che non ne esiste più documentazione circa la loro destinazione”. Nella denuncia viene poi raccontato l’incontro con al signora Porcasi, della riunione del 7 giugno dove si è discusso della sua situazione lavorativa, delle minacce ricevute e infine del suo allontanamento dal canile.
CURIOSITA’
A Meroni viene contestato, come dichiarato dalla stessa Laura Porcasi (che farà giungere in giornata un suo comunicato) presente al canile nella giornata di giovedì 27 luglio, la possibilità di abitare in una struttura priva di abitabilità. Ma in un cartello esposto in un’agenzia di lavoro interinale di Merate, sita in Via Cerri, tutt’ora visibile nonostante gli addetti, interpellati proprio ieri, ci dicano che “la ricerca è scaduta da mesi e poi ricercavano un uomo” (vista la presenza della cronista donna) si legge: “Cercasi addetto al canile, disponibilità part time (6 ore giornaliere) dalle 9 alle 14. Disponibilità a trasferirsi in appartamento adiacente” al canile per guardia notturna dalle 18 alle 9”. S.V.
 
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