da Massimo da
Roma:
Benessere o no che
impongono le leggi, qui la FINE è sempre la stessa, il
MATTATOIO! Sangue.Strilli. Morte. Sofferenza.
piccole storie ignobili...che vi voglio raccontare.
10 anni...
Quasi Natale. Vado a trovare i miei parenti in Abbruzzo,
in campagna. Hanno vari animali, conigli, galline, e un
maiale.
Spesso entro nei recinti per giocarci (non per
spaventarli), mi fanno tenerezza. Il maiale lo vorrei
accarezzare, ma mi dicono che è "pericoloso", potrebbe
mozzicare! lo guardo è non capisco perchè dovrebbe
mozzicare, è così tranquillo.
Mattina del giorno X, arriva um certo personaggio che a
vederlo in faccia sembra Primo Carnera, la faccia
vissuta, rugosa, lo chiamano Chiarill. Si prepara, tra
bicchierini di vino e battute con i parenti. E' armato
di un UNCINO lungo circa 50 cm di ferro e un COLTELLO a
punta tipico da macellaio. Noi ragazzini tutti a
distanza per il rischio di essere aggrediti, dal maiale.
Chiarill apre la porta ed entra. Sentiamo uno strillo.
Dopo circa 10 secondi lo vediamo uscire a fatica tirando
l'uncino e tirandosi dietro anche il maiale. L'uncino
glie lo ha infilato sul collo! Il maiale strilla.per la
paura, per il dolore.non vuole uscire dalla sua casa,
che per un anno lo ha fatto sentire al sicuro.
Comincia a perdere sangue. E tanto. Ma Chiarill è forte,
come Primo Carnera, e il maiale sempre più debole. Ad un
certo punto, portato il maiale nel piazzale, comincia a
dargli tutte coltellate in gola. Almeno 10 o 15. Sembra
impazzito. Nella sua testa un solo pensiero, "oggi è il
suo giorno". Questo è il mio lavoro. Chiarill il
macellaio.
Il maiale strilla fino al suo ultimo respiro. Si
accascia a terra. Una terra ormai tutta colorata di
rosso. Tutto intorno la platea, cioè noi, grandi e
piccoli. Increduli, allucinati.
Chiarill si asciuga il sudore, dovuto alla fatica e alla
tensione. Il "pericoloso" maiale è morto.
Viene trascinato verso la stalla. Steso su un tavolo, le
brocche con l'acqua bollente pronte, viene cosparso per
ammorbidirne il pelo duro, e con dei coltelli affilati
viene spelato. Appeso a dei ganci per i nervi dei
talloni, a faccia in giu aspetta la notte che tutto il
sangue scivoli via in una bacinella di plastica, come
non gli appartenesse.
La mattina dopo pochi presenti, tra cui io. Il COLTELLO
affilato parte dall'alto, dal centro della pancia
liscia.
Per aprirlo fino alla gola squarciata il giorno prima.
Un rumore leggermente gracchiante, come fosse una
chiusura lampo che si apre. E' la pelle che si spacca.
Le interiora cadono giù nella bagnarola, ormai inutili
anche quelle, ormai non più sue.
Ogni anno si ripete.
5 anni dopo.
Ci ho vissuto per più di 20 anni vicino al MATTATOIO,
qui a Roma e per più di 20 anni non mi sono mai reso
conto di quello che poteva succedere la dentro.
Raramente ci veniva
raccontato, da qualche amico di mio padre che c'era
stato, che la dentro era un'INFERNO! fiumi di sangue,
operatori che facevano il loro lavoro come nulla fosse,
fumando sigarette e sparando CHIODI secondo lo schema
della catena di montaggio, spesso ridendo e scherzando.
Solo un giorno, avrò avuto 14 o 15 anni, passavo con
degli amici la intorno e ad un certo punto sentimmo una
puzza nauseabonda, decidemmo di avvicinarci, per
curiosità.
Ovviamente era tutto recintato e da fuori non si vedeva
nulla all'interno degli stabilimenti, però quella puzza
bastava a far capire.
Veniva infatti dai "depuratori", che si vedevano, cioè
enormi cilindri di cemento con delle pale che giravano e
dentro i liquami rossi, cioè i resti delle VITTIME che
non vedevamo, chiuse negli stabilimenti insonorizzati!
10 anni dopo...
Una sera tornavo da l'Aquila (in Abbruzzo) e
sull'autostrada, in prossimità dell'appennino, sotto le
gallerie una puzza mai sentita in vita mia, peggio del
marcio e del mattatoio che ho descritto sopra.
Passavo sotto la galleria e si sentiva, uscivo e non si
sentiva più, quella dopo e si risentiva, uscivo e non si
sentiva più...non riuscivo a capire cosa fosse...ma,
nonostante avessi tutti i vetri chiusi mi stava venendo
da vomitare.
Era una puzza marcio cadaverico ma dolciastro, ancora la
sento.
Dopo diversi chilometri esco dall'ultima galleria e mi
ritrovo davanti un TIR enorme, con il rimorchio
scoperto.
I fari della macchina illuminavano il TIR, sopra si
scorgeva, a mò di collina, un'ammasso di qualcosa non
ben definito. Guardo bene, erano OSSA! ossa di animali.
15 anni dopo...
Sangue.Strilli. Morte. Sofferenza.
BASTA! Non più per colpa mia.
Massimo - Roma
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