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da Giulia
da Persico Dosimo (CR): |
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da Giulia da
Persico Dosimo
(Cremona):
Ho seguito
tutta la
discussione,
che si è
ramificata
molto, anche
se il tronco
è sempre
quello del
rispetto per
gli animali,
che chi è
animalista
deve avere
per tutti
gli animali,
in tutte le
situazioni...
Ovvio che
nessuno
conosce
subito tutta
la
sofferenza e
lo
sfruttamento
degli
animali che
possono celarsi
dietro
tanti, troppi aspetti
della vita
quotidiana,
ma credo che
ognuno di
noi che
siamo dalla
parte degli
animali
debba fare
di tutto
perché la
sua vita non
sia collusa
con chi li
sfrutta,
li uccide e
li tortura.
Io ho avuto
la fortuna
di essere
educata da
vegetariana
e di non
aver mai
avuto in
casa mia una
pelliccia,
ma crescendo
ho capito
che questo
andava bene,
ma potevo
fare di
più: sono
diventata vegana
e sto bene
(quasi meglio
di quando
ero
vegetariana!). Da
qualche anno
non indosso
più né
scarpe in
pelle, né
lana, né
seta, non
compro
medicine,
non faccio
acquisti nei
negozi che
espongono le
locandine
dei circhi
che arrivano
in città,
scrivo ai
giornali,
porto
magliette e
borsine con
messaggi
animalisti,
collaboro ai
tavoli
informativi
di
un'associazione
animalista
seria... e
ogni tanto
scopro nuove
cose da
evitare o da
modificare
nel mio
stile di
vita e lo
faccio senza
problemi,
per essere
in pace con
me stessa e
con tutte le
forme di
vita...
Certe
posizioni
espresse in
questa lista
non mi
sembrano
proprie di
un
animalista
coerente...
Consiglio a
tutti, ma
soprattutto
a chi ha una
visione
settaria, di
leggere il
racconto di
Dino Buzzati
"Due pesi,
due
misure"...
Il secondo
episodio
riguarda gli
animali: una
signora
rimprovera
un
carrettiere
perché
bastona il
mulo che non
si vuol
muovere e ne
annota il
nome su un
taccuino,
essendo di
un’Associazione
Zoofila.
Un’ora dopo,
si reca al
ristorante
col marito e
un’amica e
sceglie come
portate del
salmone e
della
“paillarde”
(fettina di
vitello
cotta ai
ferri).
Giulia da
Persico
Dosimo
(Cremona)
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