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da Paola da Milano |
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Innanzitutto complimenti
ad Andrea per la lettera.
Io segnalo solo un
episodio a conferma del fatto che proprio quello che
dovrebbe essere approfondito e divulgato viene
invece o ignorato o, più realisticamente, tenuto
nascosto.
Una mia carissima amica
(gattara!) più di 20 anni fa è guarita
spontaneamente da un tumore all'utero.
Pochi giorni prima di
essere operata ha "sentito" che qualcosa era
cambiato, che l'operazione non sarebbe stata
necessaria, anzi... Pertanto ha chiesto che le
venissero rifatti certi esami e controlli, ha dovuto
insistere molto, ritenendola i medici impazzita.
Naturalmente loro
erano anche arrabbiatissimi perché giammai potevano
(possono) accettare che una guarigione avvenisse
(avvenga) senza il loro intervento. Pertanto gli
esami furono ripetuti, ma con accanimento, facendole
patire quindi molto dolore gratuito .
Una guarigione avvenuta,
e spontaneamente.
Non era il caso di
gioire? Pensate abbiano detto qualcosa?
Per Laura, se è davvero
così ingenua, e per quelli che dovrebbero iniziare a
fare i conti in tasca alla "ricerca": io credo che
ci sia sicuramente chi sperimenta su animali, senza
arricchirsi, pensando che sia l'unica strada
possibile, i paraocchi ce li possono avere tutti in
tutte le situazioni della vita, e magari si credono
sensibili perché usano topi anziché cani (!), ma,
come dice Alessandro, il business è prevalente.
Chiedetevi:
CHE INTERESSE HANNO A
TROVARE CURE per il cancro o altre malattie?
In che altro modo
potrebbero ricavare così tanti soldi senza che la
gente si ponga troppi problemi sulla destinazione
dei fondi?
Come potrebbero andare
avanti le industrie farmaceutiche, e non solo, se la
gente GUARISSE DAVVERO?
Qualcuno si è accorto
che le malattie costituiscono un efficacissimo
bottone psicologico da schiacciare nelle
persone, voi vi siete accorti per quante malattie
esiste la relativa "associazione",
senza nulla togliere a
chi si occupa di assistenza?
Sapete che ne è nata una anche PER I DISTURBI DEL PERIODO MESTRUALE?
Paola
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