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ARIEL E' MORTA IN CANILE
Ariel è morta senza
rivedere la libertà
Ha chiuso gli occhi una tiepida mattina di primavera, stanca, stanca di vedere quel poco
di mondo che le appariva dalle strette maglie di rete della gabbia, stanca di abbaiare al
vento la sua voglia di correre, stanca di ululare alla luna la sua noia, stanca di una
vita, la sua sola vita, fatta di privazioni, tristezza e sofferenza, stanca di desiderare
con tutta se stessa una carezza che non arrivava mai.
Ha chiuso gli occhi dolcemente, senza odio, perchè i cani non sanno odiare.
Ma si è chiesta perchè lavessero condannata ad un ergastolo senza appello in
assenza di ogni colpa.
Daccordo vagava da sola per la strada, ma era stata abbandonata, tradita....
Ma da quel giorno, quando in malo modo era stata rinchiusa in una gabbia umida e buia, la
sua vita era finita.
Non un prato per corse spensierate, non un raggio di sole per riscaldare quegli occhi
marroni, non il sorriso di un uomo per credere in una amicizia.
Dal buio di quella gabbia ogni giorno ha disperatamente fissato chi, in visita al canile,
in fretta la guardava, e subito passava oltre, cercando un cane più giovane, più
vivace,più sano.
Ma tu eri stata giovane, vivace, sana. Ma dopo anni di canile ormai....
Non ti guardavano più, nessuno vuole un cane anziano, anche se anziano lo è divenuto in
canile.
Eri una cucciola quando ti portarono qui, ma per un cane il tempo passa veloce, troppo
veloce.
Mi hai fissato anche quel giorno che ti ho vista, i tuoi occhi marroni mi hanno detto
tutta la tua disperazione, mi hanno pregato dolcemente di farti uscire di lì perchè
ormai eri alla fine, non ce la facevi più!
Ho aspettato un giorno di troppo. Solo oggi ho deciso di venirti a liberare, ma tu, Ariel,
non ceri più.
In punta di piedi avevi lasciato un mondo che non potevi capire e che non ti aveva mai
capito, avevi smesso, per sempre, di credere in quellamore che tu eri sempre stata
capace di dare e che non avevi mai ricevuto, te ne eri andata nellunico modo che ti
era permesso: morendo.
Avrei dovuto capire dal tuo sguardo muto, avrei dovuto capire che era per poco che saresti
stata con me, avrei dovuto farti morire libera.
Leggerò forse ancora il tuo sguardo in altri occhi marroni dietro ad una gabbia: ma ti
prometto, Ariel, che darò tutto me stesso perchè quella gabbia, in un modo o
nellaltro, si apra.
IN MEMORIA DI TUTTI I CANI CHE SONO MORTI IN CANILE
SERGIO SELLITTO COMMISSARIO ENPA VARESE
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