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Vi invitiamo a leggere attentamente il
seguente messaggio tipo e di conseguenza firmarlo e farlo firmare da
quante più persone possibili. E' arrivato il momento di smuovere le
acque e di dire BASTA! BASTA con questi ignobili traffici...BASTA con
le menzogne...BASTA con le "protezioni"! E' arrivato il momento di
dare il vostro contributo alla lotta contro i traffici di animali.
Questa volta 40 cani sono stati fermati appena in tempo, avrebbero
affrontato un lunghissimo viaggio verso..."l'ignoto". Vi chiediamo un po' del vostro tempo e della vostra pazienza, ma soprattutto la massima partecipazione e la massima diffusione. Invitate amici, parenti, colleghi a contribuire all'invio e se avete un sito web pubblicate l'invito anche sulle vostre pagine. Importante e' indirizzare questo messaggio alle ASL, ai Comuni, ai giornali, ai politici. AIUTATECI A FERMARE QUESTI TRAFFICI. NON
DIMENTICATE CHE TRA LE CENTINAIA DI CANI E GATTI CHE OGNI MESE
FINISCONO VERSO IL NORD EUROPA, POTREBBE ESSERCI ANCHE IL VOSTRO!!! Confidiamo nella collaborazione di tutti. Bairo & staff |
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Messaggio da
inviare
alle ASL, ai Comuni, ai giornali, ai politici e a chi vi viene in mente |
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Chi lotta ogni giorno in
difesa degli animali non è nuovo a notizie come quella riportata nell'
articolo della gazzetta di Mezzogiorno del 25 marzo 2003 (tra l’altro,
medesimo canile, Gazzetta del Mezzogiorno del 06/06/2002, ancora 34 cani
esportati) E’ forse utile ricordare che l’ipotesi di un traffico di cani e gatti abbandonati (o sottratti) dall’Italia e rivenduti in Germania, Svizzera ed Austria non è frutto della fantasia di alcuni animalisti, bensì un allarme lanciato dal Ministero della Sanità (circolare 17 agosto 1993 n. 33): - In questi paesi le leggi di protezione animali autorizzano la soppressione dei randagi ricoverati nei canili/rifugi (i cani e i gatti esportati non vanno mai alle famiglie, bensì vengono consegnati a dei rifugi)- Le leggi che regolamentano l’uso degli animali vertebrati per la sperimentazione è identica nei paesi della Comunità Europea e nella Confederazione Svizzera, tuttavia soltanto la Legge Italiana, 281/91 specifica che i cani randagi provenienti dai canili non possono essere ceduti per la sperimentazione- I cani esportati dall’Italia ogni anno sono diverse migliaia: partono a carichi di centinaia di cani e gatti la settimana, ma da numerose zone (Veneto, Lombardia, Emilia, Piemonte, Toscana, Marche, Umbria, Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria sono le regioni maggiormente coinvolte).- I soggetti/associazioni che svolgono questa attività sono tutte collegate tra loro (emerge da una indagine della Procura della Repubblica di Verona nonché da svariati documenti in ns mani) e collaborano attivamente con i servizi veterinari di alcune ASL.- Per alcuni di questi esportatori, come da indagine dalla Procura della Repubblica di Milano e da documenti ufficiali di funzionari delle ASL di Como e di Santa Maria Capua Vetere (questi sono solo esempi) si è verificato che: i cani di cui gli esportatori erano in possesso per l’esportazione erano stati “adottati” da prestanome soltanto per essere subito passati nelle mani degli esportatori stessi, che non dovevano quindi figurare. La provenienza dei cani era, in gran parte, sconosciuta.I libretti sanitari erano falsi. I tatuaggi (sebbene riportati su un formulario ASL, con timbro e firma del Veterinario ASL) erano falsi, cioè non erano né ENCI né ASL (particolare terribile è che il numero progressivo di tale pseudo tatuaggio era vicino al 1000, quindi quell’unica persona, in quel periodo, aveva già fatto varcare la frontiera a quasi 1000 cani con quel tatuaggio privo di validità ai fini del riconoscimento della provenienza dei cani). - Per effetto della ns anagrafe canina, che prescrive la comunicazione del nuovo indirizzo del proprietario del cane entro 15 giorni dal passaggio di proprietà, alcune ASL italiane dovrebbero oggi avere registrato svariate migliaia di indirizzi delle famiglie che hanno adottato i ns cani in Germania, Svizzera ed Austria(provate un poco a chiedere quanti ne hanno!) Questo messaggio è necessariamente conciso e non ci permette di trascrivere gli articoli più significativi (in senso negativo) delle leggi sulla sperimentazione animale in vigore in questi paesi, senza lo sbarramento della ns Legge 281/91. E allora, perché questo fiume di cani verso questi lidi? Perché questi falsi, questi sistemi privi di qualsiasi trasparenza e l’omertà di tante ASL? A chi ne ha il potere, organo di informazione o politico o funzionario che sia, chiediamo, di approfondire questa grande piaga che coinvolge tanti, tantissimi poveri cani italiani che diretti in Germania, Austria, Svizzera, spariscono poi nel nulla.
nome........cognome........località |
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