dalla Mailing list del GRUPPO BAIRO

 

 

 

 

maggio 2011
Oggetto:
la terribile storia di Leon

 

da Eleonora da Roma:
 
 
Ciao,
potresti creare un topic con questa storia, stiamo chiedendo di protestare via mail
 
 
Nella seguente lettera mail di protesta, oltre che nel link, troverai la storia.
Grazie,
eleonora
 
 
Aiutiamo Leon ad uscire dalla gabbia, inviamo una e-mail di protesta con oggetto "LA TERRIBILE STORIA DI LEON" al Comune di Roma ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

giovanni.alemanno@comune.roma.com
viscontipresidente@libero.it
andrea.depriamo@comune.roma.it
marcello.visca@comune.roma.it
fabrizio.santori@comune.roma.it

ed il seguente testo:


Vi chiediamo di prestare attenzione a questa storia che ha dell’incredibile.

Questi sono i fatti.
Leon è un cane meticcio che si trova nel canile ex-poverello (canile comunale gestito da AVCPP per conto del comune di Roma). Proviene dal sequestro del canile-lager Casa Luca e sono più di 10 anni che vive in gabbia.
Una volontaria del canile, Eleonora Palazzetti, tempo fa ha pubblicato degli appelli per favorire la sua adozione e recentemente è stato anche aperto, dalla volontaria stessa insieme ad un’altra persona, un evento su facebook
http://www.facebook.com/event.php?eid=159310610795341
anche in virtù del fatto che l’AVCPP aveva recentemente dichiarato che il cane era gravemente malato e quindi aveva i giorni contati.
In seguito agli appelli diffusi nel web una persona, abitante a Rimini, si è interessata alla storia dello sfortunato cagnolone ed ha deciso di adottarlo.
Ha, pertanto, contattato l’ufficio adozioni del canile (cell. 349/3686973), il quale ha spiegato la situazione del cane, ha illustrato i possibili problemi a cui l’aspirante adottante sarebbe potuta andare incontro (es. il cane non socializzerà mai, fa le feci liquide difficili da raccogliere, la figlia di 8 anni dell’aspirante adottante potrebbe essere troppo esuberante per il cane, ecc.) e, constatando la ferma volontà della persona nell’adottare il cane, le ha dato appuntamento presso il Canile della Muratella il giorno martedì 10 maggio in tarda mattinata per firmare tutta la documentazione relativa all’adozione e prendere il cane.
La mattina del 10 maggio l’adottante era quasi giunta a destinazione quando è stata contattata dall’ufficio adozioni per comunicarle che il cane avrebbe avuto una crisi respiratoria mentre era in auto con una lavoratrice, stretta collaboratrice della presidentessa dell’AVCPP, nel tratto di strada dal canile ex poverello al canile della Muratella (che distano tra loro 10 minuti) e che al momento si trovava in clinica. Quando la signora ha chiesto, in una successiva telefonata pochi minuti dopo, di avere il telefono della clinica per parlare con il veterinario, le è stato detto che no, non era stato portato in clinica, ma di nuovo al canile ex Poverello. Viste le varie versioni discordanti la volontaria Eleonora Palazzetti (appartenente ad altra onlus ed avente autorizzazione a svolgere volontariato direttamente dal Comune di Roma) si è recata subito personalmente in canile per verificare le condizioni di salute del cane: Leon era nella sua gabbia, stava bene e, appena l’ha vista, ha iniziato ad abbaiarle come fa abitualmente quando vuole essere portato in passeggiata (del buono stato di salute del cane esiste documentazione fotografica). L’aspirante adottante, giunta sul posto, constatate le normali condizioni di salute del cane, ha insistito nel voler procedere all’adozione, offrendosi, insieme alla volontaria Eleonora Palazzetti, di portare immediatamente il cane presso un veterinario di Roma, a proprie spese, per valutare la situazione. La risposta della responsabile del canile, la sig.ra Beatrice Spanò, è stata negativa poiché l’associazione stessa avrebbe dovuto provvedere, il giorno successivo, ad effettuare i dovuti controlli sanitari su Leon. L’associazione avrebbe provveduto dopo un paio di giorni a contattare l’aspirante adottante per comunicarle gli esiti degli esami e per prendere un nuovo appuntamento finalizzato all’adozione. In alternativa alla signora è stato proposto di adottare un altro cane tra i tanti presenti in canile, ma ella ha fermamente rifiutato. In data 12 maggio l’aspirante adottante ha nuovamente contattato l’ufficio adozioni e le è stato comunicato che Leon sarebbe stato ricoverato in clinica per gli accertamenti il lunedì successivo (16 maggio) ed il martedì le sarebbe stato portato a casa direttamente dal personale AVCPP per l’adozione.
Ricapitolando, a Leon è stata negata la possibilità di uscire in adozione con la motivazione che avrebbe potuto avere una crisi respiratoria nell'affrontare un viaggio in auto con l'adottante che, se si fosse sentito male, avrebbe potuto portarlo subito da un veterinario; è stato, al contrario, lasciato in gabbia da solo nel canile ex poverello dove solo per 8 ore è garantita la presenza dei lavoratori (e nessun veterinario, in quanto la ASL RMC da oltre 20 giorni non presidia più il canile) e per 16 ore al giorno è da solo . Non è stato scelto di portarlo al canile della Muratella dove c'è il presidio della Asl (a costo zero per la onlus), né tantomeno è stato portato in clinica.
Gli accertamenti sarebbero, dunque, stati effettuati solo una settimana dopo la presunta crisi respiratoria.
Sabato 14 maggio l’aspirante adottante ha contattato nuovamente l’ufficio adozioni, chiedendo di non eseguire alcun accertamento sanitario su Leon, perché il suo veterinario di fiducia le ha sconsigliato di eseguire esami troppo invasivi così in prossimità della partenza. La sig.ra Beatrice Spanò si è dichiarata d’accordo. Dunque: se la responsabile del canile non riteneva opportuno effettuare alcun accertamento e l’adottante, da parte sua, non ha mai chiesto al canile di effettuare alcuna indagine, per quale motivo una settimana prima la sig.ra Spanò non aveva consentito al cane di uscire adducendo la necessità di accertamenti sanitari? Così facendo si è soltanto ottenuto il risultato di negare al cane una settimana di libertà, che per un cane malato terminale dopo una vita in canile è preziosissima.
Lunedì 16 maggio, verso le 10, all’arrivo in canile della volontaria Eleonora Palazzetti, la sig.ra Spanò le ha comunicato che Leon si era sentito nuovamente male, forse a causa di uno spavento dovuto al temporale della notte precedente. La volontaria ha constatato che il cane era vigile ma abbattuto. E’ stato, quindi, trasferito presso la SOS veterinaria srl in Via dei Colli Portuensi, 192 per accurati accertamenti. Alle ore 13 il personale dell’ufficio adozioni ha contattato l’aspirante adottante per comunicarle che Leon si era sentito male in mattinata in canile ed al momento era ricoverato in clinica in “stato comatoso”. Verso le 19 si è recata presso la suddetta clinica la volontaria Eleonora Palazzetti per vedere il cane, ma le è stato risposto: “Beatrice ha dato disposizioni che non possiamo dare informazioni né far vedere il cane a nessuno”. La stessa risposta è stata fornita telefonicamente all’aspirante adottante. Quest’ultima ha, inoltre, contattato Beatrice Spanò, responsabile AVCPP per il canile ex-poverello, la quale, in serata, le ha riferito che forse è subentrato un problema neurologico, dovuto probabilmente allo spavento per il temporale della notte precedente e resta in clinica in osservazione.

In conclusione, poniamo alla Vostra attenzione 10 domande che sorgono spontanee dalla conoscenza dei fatti sopra riportati:
1 – perché in tutti i colloqui è stato fatto di tutto per scoraggiare l’adottante e farla desistere dall’adozione di un cane anziano, malato, la cui permanenza per tanti anni in canile è e resta, peraltro, un costo per il Comune e quindi per la collettività? Perché preferire di far adottare un altro cane e non Leon?
2 – per quale motivo il 10 maggio era stato detto all’adottante che il cane era stato portato in clinica e invece era stato direttamente riportato in gabbia al canile ex-poverello?
3 – per quale motivo è stato negato all’aspirante adottante di prendere il cane in data 10 maggio e portarlo, a proprie spese, da un veterinario di Roma per valutare le condizioni del cane?
4 – perché lasciare il cane da solo per 16 ore al giorno in gabbia per una settimana, lasso di tempo in cui sul cane non sono stati fatti accertamenti? Non sarebbe stato meglio monitorato ed accudito in casa dell’adottante?
5 – come mai venivano programmati accertamenti sanitari che sarebbero dovuti avvenire solo il giorno precedente la partenza, con rischio di stressare un cane così pauroso e diffidente?
6 - come mai solo in data 14 maggio la responsabile, sig.ra Spanò, si è detta d’accordo sull’inopportunità di effettuare qualsiasi tipo di accertamento sanitario sul cane?
7 – se è vero che il cane possa essere stato impaurito a causa di un temporale, non era meglio farlo partire una settimana prima al fine di evitargli ulteriori stress?
8 – per quale motivo è stato dato specifico ordine dalla responsabile del canile alla clinica veterinaria di non fornire a nessuno notizie sullo stato di salute di Leon, né di consentire a nessuno di vederlo? Hanno per caso qualcosa da nascondere?
9 – come mai questo è l’ennesimo caso in cui si rileva la mancata volontà dell’associazione di consentire l’adozione di un cane anziano del canile ex-poverello?
10 - se il cane muore finché il suo destino è ancora in mano all’AVCPP, chi deve essere denunciato all’autorità giudiziaria, l’AVCPP, a cui è demandata la gestione dei cani, o il Comune di Roma, che è il proprietario del cane?

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