CHIUSO IN AUTO SOTTO IL SOLE, MORTO NICE, IL CANE EROE
CHE HA SALVATO TANTE VITE NEL TERREMOTO IN ABRUZZO
Nice era di certo un cane speciale: conosceva l'odore della sabbia e dei calcinacci in cui scavava alla ricerca di chi era finito sotto le macerie dopo una catastrofe. Il suo fiuto sentiva che oltre l'ammasso dei mattoni e dei tubi aggrovigliati, c'era una presenza viva che stava chiedendo aiuto. Nella sua breve vita ha svolto questo lavoro con grande impegno. Lo faceva con zelo e volontà senza alcuna promessa in cambio. Era un cane da soccorso. Uno dei tanti animali usati dagli uomini quando la natura decide di ricordare agli abitanti del pianeta, la sua forza.
Ha aiutato molte persone, si legge nell'articolo: nel terremoto d'Abruzzo una donna gli deve la vita, ma ci sono altri gli umani che ora possono raccontare la loro drammatica esperienza, grazie a questo angelo a quattrozampe. Un angelo che ora non c'è più. Una morte improvvisa pare, ma alquanto "strana". Così piena di dubbi che si è deciso di andare più a fondo della faccenda. Qualcuno ha letto della sua fine, ha fatto domande a cui sono seguite risposte incomplete, che di certo meritano più chiarimenti. Ora tocca all'uomo scavare fra parole pronunciate a metà e una sepoltura frettolosa. Lo si deve prima di tutto a Nice, cane da salvataggio, amico di quei dispersi che fra la terra franata, la neve ammassata e la devastazione dei calcinacci hanno sentito il suo naso umido sfiorar loro il viso, facendo comprendere che la salvezza era vicina.
Guardo la foto che lo ritrae sdraiato in un prato, pronto ad entrare in azione, vicino ai suoi compagni umani in cui riponeva totale fiducia. Un muso dolcissimo, gli occhi lucidi e il corpo fiero di un giovane cane pieno di vita. Poi leggo l'articolo che accompagna l'immagine, dove si parla di un'auto parcheggiata al sole, di zampe ferite che graffiano i finestrini dell'abitacolo per chiedere aiuto. Se così fosse, Nice avrebbe trovato una morte orrenda, soffocato dal caldo, in preda alla più cieca disperazione. Sarebbe morto come i tanti umani a cui lui ha invece ha ridato la vita. Chi lo ha veramente tradito?
Cala il sipario su un grande eroe a quattrozampe. Resta la nebbia dei dubbi e delle certezze nascoste, con l'augurio che la verità non rimanga rinchiusa in quell'auto sotto il sole.....
Enrica - GRUPPO BAIRO Onlus

 

IL GAZZETTINO
29 AGOSTO 2009
 
È morto Nice, l’eroe a quattro zampe protagonista del miracoloso recupero di Eleonora dalle macerie del terremoto di Abruzzo
 
Raffaella Ianuale
 
 
È morto Nice, l’eroe a quattro zampe protagonista del miracoloso recupero di Eleonora dalle macerie del terremoto di Abruzzo. La ragazza di 22 anni era rimasta sepolta per 42 ore sotto i resti della propria casa distrutta dal violento sisma che ad aprile ha devastato L’Aquila e dintorni. Ormai ogni speranza era svanita. La possibilità di recuperarla viva quasi nulla. È stato anche grazie al fiuto di Nice che sotto quell’ammasso di pietre e polvere è stata trovata Eleonora, provata, ma viva.Nice era uno splendido Labrador nero di due anni mezzo. Lui, assieme a Kira, Tobia, Biagio e Gas, sono stati i primi ad annusare che sotto le macerie di quella casa c’era ancora una vita. Cani super addestrati in grado di percepire odore umano o di sangue. E quando capiscono che c’è qualcosa iniziano ad agitarsi, annaspano, scavano. Avvisano gli uomini che è opportuno andare in profondità. Come hanno fatto con Eleonora. Il Labrador del gruppo cinofilo dei Vigili del fuoco del Veneto è morto giovedì. Il cane era giunto come ogni giorno assieme al suo conduttore nella caserma dei Vigili del fuoco di Mestre. É rimasto a bordo dell’auto, mentre il conduttore Giorgio Panciera era salito nel suo ufficio. Sceso per liberare il cane e metterlo nel box della caserma lo ha trovato morto. Una fine inaspettata vista la giovane età del cane. Forse il caldo torrido di giovedì ha fatto la sua parte.anciera ieri era affranto. Era stato lui ad addestrare il Labrador. Un addestramento durato due anni. E poi una vita condivisa in tutto. Perché addestrare un cane del soccorso significa vivere con lui 24 ore su 24, fare una squadra unica e inscindibile. «Io e Nice vivevamo assieme, mangiava nella mia casa e sempre nella mia casa dormiva - racconta Giorgio Panciera del Nucleo cinofilo dei Vigili del fuoco - ogni mattina salivamo in macchina e venivamo al lavoro. E così abbiamo fatto anche giovedì. Nice è rimasto in auto e io sono andato ad aprire il mio ufficio, poi quando sono sceso per metterlo nel suo box l’ho trovato morto». Certo non si aspettava di essere "tradito" da quel cane che gli aveva dato tante soddisfazioni. «I cani da soccorso - continua Panciera - non sono cani qualsiasi. Con il conduttore creano un’empatia unica. Noi ci guardavano negli occhi e ci capivamo in un istante. È una grande perdita sia affettiva che professionale». Le cause del decesso non sono chiare, pare che il cane possa essere morto per un’insufficienza renale. «Nice era un cane giovane e bellissimo, ma un po’ sfortunato - prosegue Giorgio Panciera - qualche mese fa era stato colpito da una sorte di peritonite ed era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Pensavo non ce la facesse e invece aveva superato la malattia, ma forse la sua salute è rimasta irrimediabilmente segnata».Nice non si era distinto solamente in Abruzzo al seguito del Nucleo regionale dei Vigili del fuoco, guidato da Giorgio Panciera e costituito da Jeky Funes, Antonietta Sinibaldi, il volontario Antonio Baldi e Claudio Antoniutti. Ha salvato decine e decine di persone, come l’anziana malata di Alzheimer che questa estate si è persa a Calalzo nel Bellunese. Nice l’ha trovata, sana e salva, in appena trentun minuti. Fondamentale il suo contributo in numerosi interventi di montagna, in caso di frane e di persone disperse. Un vero angelo a quattro zampe.

IL GAZZETTINO
31 AGOSTO 2009
 
Cane eroe d'Abruzzo, morte sospetta:
«Nice lasciato nell'auto sotto il sole»
Venezia, esposto alla Procura della zoofila Romieri: «Ferite
alle zampe nel disperato tentativo di uscire, c'è un testimone»
 
VENEZIA (31 agosto) - Con un esposto in Procura chiede chiarezza sulla morte di Nice, il cane eroe protagonista del miracoloso recupero di Eleonora, la ragazza di 22 anni rimasta sepolta per 42 ore sotto i resti della propria casa distrutta dal terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo.
Cristina Romieri, delegata per Venezia e provincia dell’Associazione vegetariani Italiana e zoofila, depositerà l’atto in tribunale questa mattina. E spiega perché ha deciso di procedere in tale direzione dopo aver appreso dalla stampa del decesso del labrador di due anni e mezzo appartenente all’unità cinofila dei Vigili del fuoco di Mestre.
«Il suo conduttore, Giorgio Panciera, ha dichiarato di averlo lasciato giovedì 27 agosto per pochi minuti chiuso in macchina e di averlo trovato - al suo ritorno - morto, stroncato da un infarto. La giovane età del cane mi aveva fatto sorgere dubbi sull’effettivo tempo che il cane sarebbe stato chiuso in macchina. Dubbi che sono stati suffragati da una testimonianza che reputo attendibile di una persona - che preferisce rimane anonima e di cui io stessa non conosco il nome - che mi ha raccontato una verità diversa. Il cane è stato lasciato per diverso tempo in macchina con una temperatura elevatissima. Si è anche ferito alle zampe nel disperato tentativo di uscire. Gli è stata data veloce sepoltura in caserma, cosa che non sarebbe a norma di legge, anche se comprensibile».
«Il mio obiettivo - continua - è quello di chiedere alla Procura che accerti l’effettivo svolgersi dei fatti, eventualmente anche attraverso la riesumazione del cadavere dell’animale e attraverso l’ispezione della vettura in cui Nice ha trovato la morte, con espressa richiesta di procedere nei confronti dei responsabili qualora detti fatti configurino ipotesi di reato».
«Voglio precisare infine - conclude Romieri - che così agendo non intendo dubitare della professionalità e della serietà dei Vigili del Fuoco, che oltretutto si prodigano per salvare i vari animali in difficoltà, ma sento l’esigenza che si faccia chiarezza per dissipare qualsiasi ombra di dubbio sulla vicenda».

LIBERO

31 AGOSTO 2009

 

La morte del cane eroe Nice finisce in mano ai magistrati

 

Venezia - Con un esposto in Procura chiede chiarezza sulla morte di Nice, il cane eroe protagonista del miracoloso recupero di Eleonora, la ragazza di 22 anni rimasta sepolta per 42 ore sotto i resti della propria casa distrutta dal terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo. Cristina Romieri, delegata per Venezia e provincia dell’Associazione vegetariani Italiana e zoofila, depositerà l’atto in tribunale questa mattina. E spiega perché ha deciso di procedere in tale direzione dopo aver appreso dalla stampa del decesso del labrador di due anni e mezzo appartenente all’unità cinofila dei Vigili del fuoco di Mestre. “Il suo conduttore, Giorgio Panciera, ha dichiarato di averlo lasciato giovedì 27 agosto per pochi minuti chiuso in macchina e di averlo trovato - al suo ritorno - morto, stroncato da un infarto. La giovane età del cane mi aveva fatto sorgere dubbi sull’effettivo tempo che il cane sarebbe stato chiuso in macchina. Dubbi che sono stati suffragati da una testimonianza che reputo attendibile di una persona - che preferisce rimane anonima e di cui io stessa non conosco il nome - che mi ha raccontato una verità diversa. Il cane è stato lasciato per diverso tempo in macchina con una temperatura elevatissima. Si è anche ferito alle zampe nel disperato tentativo di uscire. Gli è stata data veloce sepoltura in caserma, cosa che non sarebbe a norma di legge, anche se comprensibile”.

Il salvataggio - Ormai ogni speranza era svanita. La possibilità di recuperarla viva quasi nulla. È stato anche grazie al fiuto di Nice che sotto quell’ammasso di pietre e polvere è stata trovata Eleonora, provata, ma viva. Nice era uno splendido Labrador nero di due anni mezzo. Lui, assieme a Kira, Tobia, Biagio e Gas, sono stati i primi ad annusare che sotto le macerie di quella casa c’era ancora una vita. Cani super addestrati in grado di percepire odore umano o di sangue. E quando capiscono che c’è qualcosa iniziano ad agitarsi, annaspano, scavano. Avvisano gli uomini che è opportuno andare in profondità. Come hanno fatto con Eleonora.


IL GAZZETTINO
1 SETTEMBRE 2009
 
È nostro il primo esposto alla Procura di Venezia sulla morte di Nice
 
VENEZIA - «È nostro il primo esposto alla Procura di Venezia sulla morte di Nice, il cane dei vigili del fuoco trovato morto in macchina dal suo conduttore. Non si tratta di voler rivendicare la primogenitura dell’atto, bensì di sottolineare che anche noi abbiamo invitato la magistratura a fare chiarezza sull’intera vicenda, accertando una volta per tutte come si sono svolti i fatti».A parlare è Roberto Marzano, coordinatore regionale dell’Enpa Veneto, dopo aver letto sul Gazzettino che la delegata per Venezia e provincia dell’Associazione vegetariana italiana, Cristina Romieri, aveva depositato analogo esposto in tribunale. «La denuncia contro ignoti - continua Marzano - è stata inoltrata attraverso la stazione dei carabinieri di Mira lo scorso venerdì, quando ancora né stampa né tv avevano divulgato la notizia del decesso del labrador, protagonista con i pompieri di Mestre del salvataggio di una delle ultime superstiti del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo. Cosa abbiamo chiesto al magistrato? Il sequestro urgente del corpo, non mi piace usare il termine carcassa, dell’animale seppellito da quanto risulta all’interno del perimetro della caserma dei vigili del fuoco. A tal riguardo oggi (ndr. ieri) abbiamo provveduto a presentare un nuovo sollecito in Procura perché in questa circostanza il fattore tempo è come non mai decisivo. Più si aspetta più eventuali prove possono venire meno. Mi riferisco alle ferite che il labrador si sarebbe procurato alle zampe cercando disperatamente di uscire dalla gabbia chiusa lasciata in macchina in un giorno piuttosto afoso».«Ci siamo mossi sulla base di una segnalazione circostanziata che ci è giunta in forma anonima - spiega Marzano - come succede nella stragrande maggioranza dei casi in quanto ci sono spesso in ballo rapporti di vicinato o di colleganza. Non siamo dei creduloni e nemmeno dei fanatici. Ma sulla base dei dati raccolti e riscontrati abbiamo motivo di pensare che la vicenda necessiti di approfondimenti super partes. E per dissipare qualsiasi dubbio occorre stabilire con certezza la causa della morte di Nice e procedere di conseguenza. Lo ripeto - conclude Marzano - non intendiamo assolutamente gettare la croce addosso al conduttore già provato dalla perdita del proprio cane, il quale intervistato sui giornali ha dato la sua versione sull’accaduto, ma stabilire se vi siano o meno elementi tali da prefigurare il reato di maltrattamento di animale».

Il Gazzettino.it
Martedì 1 Settembre 2009,  
 
Il coordinatore: «Chiesto il sequestro del corpo del cane prima che la vicenda fosse divulgata»
 
Morte di Nice, anche l’Enpa Veneto
ha presentato un esposto alla Procura

«È nostro il primo esposto alla Procura di Venezia sulla morte di Nice, il cane dei vigili del fuoco trovato morto in macchina dal suo conduttore. Non si tratta di voler rivendicare la primogenitura dell’atto, bensì di sottolineare che anche noi abbiamo invitato la magistratura a fare chiarezza sull’intera vicenda, accertando una volta per tutte come si sono svolti i fatti».
A parlare è Roberto Marzano, coordinatore regionale dell’Enpa Veneto, dopo aver letto sul Gazzettino che la delegata per Venezia e provincia dell’Associazione vegetariana italiana, Cristina Romieri, aveva depositato analogo esposto in tribunale.
«La denuncia contro ignoti - continua Marzano - è stata inoltrata attraverso la stazione dei carabinieri di Mira lo scorso venerdì, quando ancora né stampa né tv avevano divulgato la notizia del decesso del labrador, protagonista con i pompieri di Mestre del salvataggio di una delle ultime superstiti del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo. Cosa abbiamo chiesto al magistrato? Il sequestro urgente del corpo, non mi piace usare il termine carcassa, dell’animale seppellito da quanto risulta all’interno del perimetro della caserma dei vigili del fuoco. A tal riguardo oggi (ndr. ieri) abbiamo provveduto a presentare un nuovo sollecito in Procura perché in questa circostanza il fattore tempo è come non mai decisivo. Più si aspetta più eventuali prove possono venire meno. Mi riferisco alle ferite che il labrador si sarebbe procurato alle zampe cercando disperatamente di uscire dalla gabbia chiusa lasciata in macchina in un giorno piuttosto afoso».
«Ci siamo mossi sulla base di una segnalazione circostanziata che ci è giunta in forma anonima - spiega Marzano - come succede nella stragrande maggioranza dei casi in quanto ci sono spesso in ballo rapporti di vicinato o di colleganza. Non siamo dei creduloni e nemmeno dei fanatici. Ma sulla base dei dati raccolti e riscontrati abbiamo motivo di pensare che la vicenda necessiti di approfondimenti super partes. E per dissipare qualsiasi dubbio occorre stabilire con certezza la causa della morte di Nice e procedere di conseguenza. Lo ripeto - conclude Marzano - non intendiamo assolutamente gettare la croce addosso al conduttore già provato dalla perdita del proprio cane, il quale intervistato sui giornali ha dato la sua versione sull’accaduto, ma stabilire se vi siano o meno elementi tali da prefigurare il reato di maltrattamento di animale».


LA NUOVA VENEZIA

2 SETTEMBRE 2009

 

Inchiesta dell'Asl sulla morte del cane-eroe

 

Massimo Scattolin

 

Venezia - Dopo l’associazione zoofila anche l’Asl 12 vuole fare chiarezza sulla fine di Nice, il labrador del Nucleo cinofilo dei vigili del fuoco morto giovedì scorso. Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria veneziana chiederà presto chiarimenti a Giorgio Panciera, il conduttore e proprietario del cane. E, intanto, spunta un altro esposto alla Procura.  «Nice era regolarmente iscritto all’anagrafe canina - fa sapere Giuseppe Carrara, responsabile del servizio veterinario dell’Asl 12 - Come ogni anagrafe (in quella dell’Asl 12 sono censiti circa 14mila animali) anche con i cani una volta che l’animale scompare va cancellato. Finora abbiamo seguito la vicenda dall’esterno, non siamo entrati nel merito. Ma quando il proprietario si presenterà per la cancellazione dell’iscrizione gli faremo qualche domanda».  Per il momento nessuna contestazione, dunque, da parte dell’Asl 12, nè commenti nel merito «dato che non siamo in possesso di alcun elemento». Il dottor Carrara, comunque, si sbilancia in una valutazione di metodo. «Forse sarebbe stato meglio, da parte del proprietario dell’animale, interessare da subito l’Istituto zooprofilattico delle tre Venezie» commenta il responsabile del Servizio veterinario.  Intanto, oltre a quello presentato da Cristina Romieri, portavoce dell’associazione vegetarina e zoofila, spunta un altro esposto alla Procura. Anche l’Enpa (ente nazionale protezione animali) chiede al tribunale di fare chiarezza sulla vicenda. Al magistrato è stato chiesto di disseppellire il corpo del labrador per effettuare un’autopsia da parte di un veterinario super partes. Un esame che superi quello già effettuato dal veterinario in nome e per conto del proprietario di Nice prima che la carcassa dell’animale venisse seppellita. I due esposti delle associazioni animaliste sono stati fatti sulla base di segnalazioni anonime, seppure definite «accurate e circostanziate» dagli estensori degli stessi. Nessun esposto, a quanto risulta, è stato inoltrato al comando provinciale dei vigili del fuoco. Neppure da parte di sedicenti persone a conoscenza dei fatti. Nessuna reazione nemmeno da parte dei vertici dei vigili del fuoco. Il comandante è in ferie e nessuno dei sostituti ha ritenuto opportuno prendere ufficialmente posizione sulla vicenda. Intanto il proprietario e addestratore di Nice, il labrador nero risultato decisivo in numerose operazioni dell’unità cinofila dei pompieri di Mestre (non ultima il salvataggio di Eleonora, la giovane rimasta sepolta per 42 ore sotto le macerie del terremoto de L’Aquila), si dichiara sgomento. Addolorato per la perdita del suo Nice («un cane che per me era molto più di un cane, e chi conosce lo sa») preferisce non commentare voci e dicerie di alcuni colleghi, tanto meno gli esposti. «Ho fatto tutto quello che dovevo fare, non mi rimprovero nulla» commenta Giorgio Panciera. E non manca chi, come Ferruccio Falconi, scrive al nostro giornale per stigmatizzare quella che definisce una «polemica zoofila e giornalistica per l’accertamento delle verità di quella morte certamente non voluta perchè i pompieri amano i cani anche nel ruolo di specifici loro collaboratori».

 

 

 

DALLA MAILING LIST DEL GRUPPO BAIRO - AGOSTO 2009 -

 

da Giorgia da Civitanova Marche (MC):
 

Per un cane "eroe" non esistono "funerali" solenni, solo una veloce sepoltura in caserma, chissà, forse per nascondere l'agonia della sua morte. Eroe il cane ed eroe il suo istruttore, con una sola differenza: la vita.
Giorgia, Civitanova M. 

 
 
da Enrica da Cremona:
 
 
Mi spiace molto leggere questa notizia. Un cane che ha dato la sua breve vita per salvare centinaia di persone, è finito per morire in modo alquanto strano. Era chiuso in macchina, forse questo particolare è sfuggito ai molti. Ma per quanto tempo è rimasto nell'abitacolo?
Se la mattina è partito da casa senza mostrare segni che qualcosa non andava, come è possibile che nell'arco di pochi minuti sia morto in questo modo? Varrebbe la pena approfondirne le cause a mio parere. Questi animali sono esposti continuamente a pericoli invisibili quando scavano nelle macerie, il loro naso in particolar modo è la parte più vulnerabile. Molti di loro si ammalano in modo grave e non hanno vita lunga. Ricordate i cani delle Torri Gemelle, giusto per nominare qualsosa di terribilmente famoso? Anche loro hanno subito la tragedia nella tragedia, sulla propria pelle. Non so, ma intristisce parecchio sapere quanto questi "amici dell'uomo" sono spesso usati per salvare vite umane, mentre la loro esistenza è sempre costantemente in pericolo...
Enrica
 
 
da Maria Rosella del Nucleo cinofilo da soccorso Sansone di Genova:
 
 
 
Tutti i cani sono...speciali, ma, se permettete, i cani da soccorso hanno una marcia in più. Io ho avuto l'onore e la fortuna di avere in tanti anni ottimi cani da soccorso: chi era stato abbandonato in canili lager (come il mio Sansone), chi sottratto ai cacciatori e rinchiuso in box (come il mio Bimbo), chi era stato usato come cane da combattimento (come la mia indimenticabile Emilee), chi era nato in casa come il mio dolcissimo Brandon. Cani indimenticabili che hanno contribuito ad amare i più sfortunati dei loro compagni rimasti nei canili, abbandonati in strada, feriti, torturati. Da piccola ero rimasta colpita da un racconto del mio amatissimo nonno quando mi parlò di Diana (Prima Guerra Mondiale). Diana, femmina di labrador, veniva "usata" per cercare di soccorrere i feriti sul campo di battaglia. Quando tornava al campo base era felicissima di segnalarlo ai suoi compagni umani i quali, tutte le volte che lei partiva "in missione", rimanevano sempre col fiato sospeso finchè la cagnetta non tornava. Pensavano:..."chi può essere così vigliacco da uccidere anche un cane, perdipiù con la Croce Rossa disegnata su di una rudimentale imbragatura; è impossibile, si vede che porta aiuto". Diana non distingueva il nemico, le divise, le urla: lei doveva salvare aiutando il disgraziato ferito come meglio poteva.Diana fu uccisa a sangue freddo da un cecchino che le sparò alle mammelle (allattava in quanto era riuscita anche...a sposarsi con un bastardone della zona e fece 6 bellissimi cuccioli poi adottati dai ns. militari). Mio nonno, con un collega, furono puniti in quanto, disobbedendo agli ordini, strisciarono fuori del campo per riportare Diana, ormai in fin di vita, da loro, al suo campo. Fu seppellita con tutti gli onori militari e mai dimenticata.Da questo racconto nacque in me il desiderio di conoscere il "soccorso canino" (brutto termine ma non mi viene in mente altro.Da anni ho un'associazione mia, nata in casa, di cani da soccorso miei, solo miei. I cani fanno cose incredidibili, ti commuovono, ti apprezzano, ti scusano per ogni tuo errore, ti amamno incondizionatamente, qualunque cosa tu faccia, bene o male. Vivono per te e con te, soffrono per te e con te. Non puoi non rispettarli, non amarli. Io sono anche madre di famiglia, ma vi garantisco che morirei anche per i miei cani. Non potrei mai e poi mai "obbligarli" a fare cose pericolose per la loro salute, piuttosto rinuncio a tutto. Il cane da soccorso (specialmente quello della ricerca in superficie per persone smarrite) trasmette sensazioni indescrivibili: è bellissimo vedere un cane da caccia cercare la persona smarrita!Non posso descrivere il tipo di..allenamento. Questi allenamenti si vivono solo con il metodo del cuore!E' bellissimo vedere un ex cane da combattimento che, con lo sgaurdo adorante rivolto alla sua padrona, scodinzola e ti chiede solo una cosa: mi dai la pallina ora?:Come si è potuto far diventare un cane ex combattente, un cane da caccia, un cane abbandonato, traumatizzato, ferito, rinchiuso in canile in un cane da soccorso?Non credo ai  miracoli, non so se esistono. Questo è solo metodo "amore, stima, rispetto e collaborazione" seria, coscienziosa, competente tra l'uomo e il proprio adorato cane.I cani, ma tutti i miei animali a dire il vero, mi hanno insegnato molto, forse, troppo.Li amerò sempre e per sempre.
NUCLEO CINOFILO DA SOCCORSO SANSONE DI GENOVA Maria Rosella
 
           pagina iniziale

        bairos@tin.it

             pagina principale di questa sezione