Buon Natale

Erano giorni che si trovava su quel camion. Un viaggio tremendo, senza soste, senza cibo nè acqua. I suoi compagni pigiati l'uno contro l'altro, dondolavano e scivolavano ad ogni frenata del mezzo, alcuni cadevano rotolando sulla schiena, spezzandosi le zampe. Altri  tentavano di rialzarsi trascinandosi vicino alle inferriate del camion, ma molti rimasero a terra, immobili. Schiacciati dagli stessi fratelli. Le grida dei compagni più deboli si alzavano da ogni parte, mentre il camion procedeva indifferente il suo viaggio verso la morte. Sì, lo sentiva. Aveva capito che stava giungendo la fine - Sarò forte,- disse fra sè : - Devo esserlo.- Ma la vita che scorreva nel suo sangue si ribellò a questa promessa e il tremore della paura mischiato al freddo di quelle giornate passate all'addiaccio, lo fecero trasalire. :- Mamma dove sei?.- Un grido involontario, una preghiera d'aiuto verso l'unico essere che l'aveva amato. Anche se per pochi attimi. Ricordò il suo muggito disperato mentre lo trascinavano via. Anche lui aveva gridato, ma inutilmente. Povera mamma. Costretta ad avere figli uno dopo l'altro, senza poterli mai avere vicini. Ogni volta la disperazione nei suoi grandi occhi. Un'agonia indicibile per un cuore di madre. I compagni piangevano silenziosi. Niente lacrime, ma la sofferenza e il terrore che traspariva dagli sguardi umidi raccontavano tutto: animali nati per morire. Magazzini di carne e bistecche, senza anima. Nessuna compassione per quelle creature indifese. Nessun gesto o parola affettuosa. Solo un numero attaccato all'orecchio e nient'altro. L'entrata del mattatoio si presentò davanti a loro, una volta aperta la parte posteriore del camion. Odore di sangue, feci e urina. Fango mischiato agli umori di altri sventurati che avevano in precedenza varcato quella porta. Il terrore divenne insopportabile. Venne sospinto con i suoi fratelli verso uno stretto corridoio :- Ho paura....non è vero che sono forte....per favore non fatelo...- I muggiti d'angoscia divennero più forti. I compagni si bloccarono. Le loro zampe divennero come pezzi di legno. Nessuno aveva intenzione di procedere per quella strettoia. C'era tanto spavento aldilà di quel buco nero, alla fine del corridoio. Vennero sospinti a bastonate. Dolore su dolore: intenso, da mozzare il fiato. Qualcuno cadde e  venne assalito subito da colpi pesanti: sulla testa, sulla schiena, sulle zampe. I giovani vitelli cercavano in tutti i modi di rialzarsi, ma il pavimento era scivoloso e le percosse li facevano ricadere pesantemente al suolo procurando ad alcuni di loro la rottura delle fragili zampe. Dolore su dolore.....e ancora paura. Tanta paura. Vide i suoi compagni davanti a lui cadere sotto il colpo della pistola. La morte si stava avvicinando: - Non voglio morire. Perchè?? Perchè tutto questo? Sono ancora un cucciolo. Vi prego. No! - Un ultimo disperato tentativo di fuga, contro le transenne che delimitavano il passaggio. Ci provò con la disperazione di chi non vuole arrendersi ad un destino immeritato e crudele. Una fine orrenda e spaventosa. Un grido: l'ultimo:- Mammaaa.........-  Lo sparo in fronte arrivò all'improvviso. La mente si annebbiò di colpo, ma rimase lucida quel tanto che basta, per sentire l'uncino conficcarsi nella zampa, mentre il piccolo corpo veniva issato in alto. Dolore e ancora dolore. Anche nella morte.

 
 
Moltissimi cuccioli di questi animali verranno portati via, squarciati e massacrati barbaramente.
Colui che non rispetta la vita non la merita.
- Leonardo da Vinci
 
 

 

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