Dalla Mailing list di Bairo - marzo 2003

La mostruosità dell'uomo

Non guardatemi  con ribrezzo e ripugnanza. Non ho voluto io questo scempio sul mio corpo e questo orribile aggeggio che mi spacca la testa obbligandomi a un dolore senza fine. La forza di muovermi non c'è più ormai. Troppa sofferenza attraversa le vene intrise di veleno  e le ossa martoriate. Una esistenza in questa prigione dove la paura attanaglia il cuore e lo scorrere del tempo è inutile, mi ha trasformato in una poltiglia di carne inerme  senza anima. 
Eppure in questi occhi stanchi e disperati, il bagliore della vita brilla ancora per chi  ne conosce l'autentico valore.

 


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