Dalla Mailing list di Bairo - marzo 2003

Piacere sadico

"Io, Michel Brière, non posso fornirle ulteriori testimonianze circa la vivisezione, in aggiunta a ciò che è già conosciuto. Tuttavia, per rispondere in tutta sincerità alla sua domanda, le dirò tutto quello che sono in grado di descrivere. Ho lavorato per più di vent'anni come ingegnere fisico elettronico nel reparto biologico del centro di ricerca nucleare di Saclay (Francia). Il mio lavoro consisteva nel costruire delle apparecchiature elettroniche e meccano-elettroniche che servivano ai biologi per le loro sperimentazioni....
Queste sperimentazioni consistevano soprattutto nel somministrare diverse sostanze radioattive agli animali, o nel cibo, o tramite punture, per stabilire poi in quale proporzione queste sostanze si ritrovavano nei diversi organi e negli escrementi........
....Qualche volta gli animali venivano anestetizzati, ma soltanto per non far disturbare l'esperimento dai loro movimenti inconsulti, mai per motivi morali, cioè per risparmiare loro delle sofferenze. In alcuni casi gli animali morivano dopo l'esperimento ed i loro corpi venivano gettati nella spazzatura. In altri casi venivano sezionati vivi per prelevare loro certi organi che servivano per successivi analisi. Ho potuto vedere più volte i fatti seguenti:
- L'apertura della pancia di un coniglio o di un ratto vivo tramite forbici o scalpelli (gli organi che interessavano erano l'intestino, il fegato, i reni, ecc.) senza badare minimamente agli urli strazianti dell'animale che veniva vivisezionato.
L'accecamento di un animale vivo tramite un ago oppure una cannula di vetro per togliere il sangue od il liquido oculare.
Il taglio di un animale vivo con una fresa od una sega - come viene affettato un prosciutto.
La tritatura di pulcini vivi tramite un tritacarne ed altri casi ancora.
Posso testimoniare che i biologi in genere eseguivano questi compiti non soltanto a sangue freddo, ma, al contrario, ce la mettevano tutta per operare senza la minima compassione. Secondo il loro spirito di gruppo, ogni loro manifestazione di sensibilità sarebbe stata interpretata come segno di debolezza oppure di incapacità professionale......
In genere le biologhe sembravano essere quelle più insensibili, quelle che, nella loro fredda crudeltà, superavano i più bravi fra i loro colleghi maschili. Quando vedevo quelle piccole mani femminili ed il sorriso freddo ed indifferente di queste donne di fronte a quelle sofferenze orrende che loro stesse stavano causando, mi dicevo che per niente al mondo avrei voluto essere sposato con una di loro."
Firmato da Michel Brieère (pensionato) ex ingegnere nel Centro Nucleare di Saclay, Francia.

 

 


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