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da Giorgia da Civitanova Marche (MC):
da Sally -
moderatrice GRUPPO BAIRO in Facebook: -
Dio perdonerà pure...
Ma io non aspetto il perdono di un dio. Io voglio giustizia su questa terra. Aspettare che il perdono o la giusta punizione arrivi dall'alto può essere pericoloso, può condurre al non gire, alla rassegnazione, alla speranza che un Altro ci penserà. Va bene credere, se siete credenti. Lo rispetto. Ma la giustizia deve essere innanzi tutto terrena. E se Dio perdona, io no.
Da questa storia, un battesimo di
morte...quello dal momento in cui non saremo più gli stessi e
momento in cui decideremo da che parte stare (come ha scritto
molto bene Enrica in commento ad un altro articolo), mostra solo
l'incredibile dignità degli animali non umani, superiori a noi
umani per capacità di sentire, amare, essere generosi.
E per questa meraviglia che è la Vita, io combatto e voglio adoperarmi perché sia fatta giustizia.
Da atea, rispetto ogni forma di
fede e di credo -ho paura solo dei fondamentalismi di qualsiasi
religione- .
E ho paura della parola "perdono"
perchè troppo spesso,come succede tra i cattolici, per alcuni,
questo diventa accettazione, rassegnazione...e si spegne la sete
di giustizia, la voglia di battersi....e di questo ho molta
paura.
- esperienza personale, vissuto,
osservazione -
E' anche un concetto sul quale
riflettei quando studiavo filosofia all'università...
Va bene credere nel perdono e
nella Giustizia divina anche..ma come si dice "aiutati che Dio
ti aiuta"..
Ebbene io voglio la giustizia ora
su questa terra. E dove non c'è ,cerco di combatterla per
ottenerla.
Ho anch'io il mio senso del sacro:
la sacralità della vita senziente è il suo fondamento...
Da quel racconto emerge la
straordinarietà degli animali non umani,che quanto a capacita di
amare, essere generosi, aiutare.....superano noi animali umani
di gran lunga....
Sally - moderatrice Gruppo Bairo
in Facebook
da Enrica da Cremona:
Trovo giusto quello
che ha scritto Sally: essere credente non giustifica il far niente e
aspettare la famosa manna dal cielo quando si presentano fatti su
cui bisogna intervenire. Demandare ad altri, comprese divinità varie
è una posizione di comodo, dettata spesso dal voltare le spalle a
chi chiede aiuto, animali o umani che siano. Tuttavia io sono
credente e questa testimonianza è l'ennesima riprova che gli altri
esseri viventi hanno una marcia in più rispetto a noi. Ma è troppo
semplice chiedere perdono dopo aver commesso un atto così terribile:
il tradimento più grande che si possa mai perpetrare nei confronti
di un amico speciale, che ha donato la sua stessa esistenza ad un
umano a cui ha sempre dimostrato dedizione e fiducia.
L'Uomo ha il "brutto
vizio" di vivere fregandosene degli altri. Prima vengono i suoi
bisogni e le priorità che interessano e dopo, forse, si dedica agli
altri. Ma lo fa sempre in modo di ottenere qualcosa. Quando si
accorge di essere alla fine, solo allora si ricorda di chiedere
perdono per i suoi peccati: una situazione molto vantaggiosa per la
propria anima......
A otto anni vidi un
cacciatore sparare ad un gatto, ma visto che non era riuscito ad
ucciderlo, prese un bastone e cominciò a colpirlo sfasciandogli la
testa. Tra il tempo trascorso dello sparo e l'atto di prendere in
mano il bastone, io corsi verso quell'uomo che neppure conoscevo,
urlando e cercando di fermarlo, strattonandolo per il giubbotto. Con
una manata, quell'essere orribile, mi fece volare nel campo tra il
granoturco tagliato e finì la sua opera sotto i miei occhi........
Era un gattone bianco
e arancio, che, ormai rinselvatichito, viveva nei campi da molto
tempo. Inavvicinabile da chiunque, non faceva del male a nessuno. Ma
quell'uomo che camminava fra i cespugli con il fucile in spalla e le
cartucciera attorno alla vita, voleva solo ammazzare qualcuno. Era
il tempo della caccia....chissà da dove veniva.....I suoi occhi
erano carichi di odio: sono convinta che gli sarebbe piaciuto farmi
fare la stessa fine. Furono i miei zii ad intervenire lasciando il
trattore e correndo verso di me allarmati dalle mie urla e dagli
spari. L'uomo sparì immediatamente nel bosco vicino.Pensate forse
che possa perdonare questo individuo se dovessi trovarmelo davanti
adesso? Eppure, torno a ripetere, sono credente, ma simili orrori
lasciano una traccia indelebile in chi li attraversa e alimentano
una sorte di rancore che cresce con il tempo.
Probabilmente andrò
all'inferno, perchè non riesco a perdonare chi ammazza creature
indifese per qualsiasi motivo. La sacralità della vita è universale
e comprende ogni singolo vivente. Il perdono di Dio non fa parte del
genere umano, questo è assodato. Come l'amore del resto e tutti i
grandi sentimenti di cui ci riempiamo spesso la bocca. Se vogliamo
davvero guardare in alto e attuare i nobili sentimenti, dobbiamo
prima di tutto abbassare gli occhi ed osservare chi nel silenzio ci
osserva e subisce le nostre angherie. Si impara molto dagli animali,
compreso il perdono...
Enrica
da Carlo Alberto da Assago (MI): I "nostri" concetti fondanti e
basilari sono resi molto bene. |