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dalla Mailing List del
GRUPPO BAIRO - giugno -
luglio 2009 -
dedicato ai boicottatori
della petizione dell'Enpa.....
da Sally -
moderatrice del Gruppo Bairo
in Facebook -:
Dedicato ai boicottatori
della petizione dell'Enpa
"Ti deporto a fare un giro"
,ai "dissocianti" e a coloro
che si sono sentiti offesi
nella loro piccolo
narcisismo della bontà di
"animalisti volontari"....
Se si hanno a cuore davvero
gli animali,i loro diritti
in quanto esseri viventi ,
senza specismi... E' tempo
di lasciar perdere garette e
scaramucce...
E' tempo di
legalità,regolamentazione
dei "fai da te" dei singoli
e dei "lasciar stare-fare "
delle associazioni private e
istituzionali...
La posizione del Gruppo
Bairo è sempre stata molto
chiara in tema di adozioni:
sono da eseguire entro il
proprio territorio e senza
staffettarli: solo così si
può seguire l'adozione nel
tempo in prima persona.
( si veda per es. la pagina
FB del Gruppo Bairo ( dopo
il terzo punto e a capo )
e le regole della Mailing
list al punto 2 :
Conosciamo bene la situazione del nord così come quella del Sud Italia ,avendo sedi non solo a Milano e Cremona ma anche a Napoli e Catania... I canili del nord Italia non sono un paradiso: canili lager,canili posti sotto sequestro e chiusi come è successo al canile di Cremona denunciato per le numerosissime soppressioni ingiustificabili di cani sani - e i registri di queste soppressioni furono pubblicati anche nel sito di Bairo prima che l'inchiesta fosse iniziata- risultavano cani soppressi per "dislessia". Evidentemente al sud non si conosce l'effettiva situazione dei canili del nord,si punta sempre il dito contro il far west del sud...e con questa scusa si staffettano animali.E quali garanzie in questo modo andate a dare agli animali?Il controllo di un amico di un'amico di un amico di amico fidatissimo???? Cani abbandonati ce ne sono in abbondanza anche al nord. I cani ospitati al nostro rifugio sono stati vittime di maltrattamenti orrendi e presi da canili del nord sequestrati. E crediamo che questa campagna di continua accusa al Sud Italia come giustificazione dei "traslochi" di animali,sia il modo migliore purtroppo per favorire la de-responsabilizzazione di Attivisti e volontari e istituzioni al Sud Italia nonchè un ottima propaganda per spedire i cani e i gatti dai canili del Sud verso il Nord e permettere a pseudo-associazioni animaliste di prendere in gestione i canili Italiani ,per letteralmente acquistare i cani e i gatti che poi verranno rivenduti oltre confine...
Il testo della petizione
dell'ENPA è stato da noi
letto accuratamente e in
esso abbiamo ritrovato
quello in cui crediamo e
diffondiamo da sempre:
massimi controlli sul
territorio,una presa di
responsabilità legalmente
vincolata/vincolante per
tutti gli enti pubblici e
privati che hanno animali a
carico.Il che significa
anche porre un freno
definitivo a queste
staffette di animali che
sono solo pericolose ,non
rispettano gli animali non
tutelandoli davvero e che
non portano alla soluzione
dei problemi legati al
randagismo e alla carenza
istituzionale,ma ingrossano
il problema allontanando di
volta in volta animali per
poi vederne comparire degli
altri.
Siamo pienamente concordi con la petizione dell'ENPA,riteniamo essa abbia espresso con grande serietà ben ponderata l'urgenza del problema: gli animali vanno tenuti nei loro territori,adottati entro confini geografici regionali al massimo e sotto stretti controlli e affidati a persone in carne ed ossa e non a nomi e a "staffettisti".
Sappiamo che questa
petizione ,che vede anche un
boicottaggio a suo danno in
atto,sta risultando sgradita
a molti ,quei molti che
hanno fatto degli
spostamenti di animali la
loro ragione di operato...ma
"fare qualcosa" non
significa fare bene.Le cose
vanno radicalmente
cambiate,a partire dalla
logica,dalla
mentalità,dall'operato.E là
dove non arriva la
cultura,ci arrivi la la
Legge,sanzionando chi violi
queste semplici regole di
buon senso e rispetto
soprattutto per gli animali.
E' tempo di aprire gli occhi
senza demandare a terzi,di
pretendere
legalità,controlli,applicazioni
delle leggi, la 281/91 e
tutte le sue specifiche
regionali: le leggi ci sono
e sono valide a livello
nazionale.La petizione esige
un rispetto reale delle
medesime,il riconoscimento
delle mancanze colpose delle
istituzioni e un definitivo
giro di volta,una e per
tutte.
La petizione sta
infastidendo tanti che hanno
fatto dello staffettismo la
loro santità,condannando gli
animali ad un destino
incerto. Concentrandosi solo
su questo aspetto della
petizione come fosse un
attacco di ripicca personale
dell'ENPA verso altri,si è
ignorato nella piccolezza
dello sguardo il problema
generale: questo meccanismo
di trasporto/trasloco
/staffette di animali non
solo non garantisce gli
animali ma fomenta più o
meno direttamente il
rimpinguarsi dei canili del
nord coi cani del sud;
canili svuotati perchè poi
dati in gestione o meglio
venduti a sedicenti
associazioni estere grazie
alle quali si perde ogni
traccia degli animali.Da sud
a nord,che siano furgoni dei
canili o macchine degli
staffetisti,la logica è la
stessa: l'illusione di un
adozione che non dà però
garanzie.Il sud Italia è
parte dell'Italia quanto il
nord: i crimini commessi a
danno degli animali vanno
puniti severamente e
impediti mediante
applicazione e rafforzamento
delle leggi: il sud non deve
più essere un far west così
come in tanti dicono e il
nord deve cessare di essere
l'illusorio paradiso dove in
realtà i cani scompaiono nel
nulla dell'oltre frontiera.
L'elemento in comune
ulteriore tra traffici
illeciti e adozioni con
staffette è la mancanza di
veri effettivi controlli nel
tempo che siano tali.E a KM
di distanza questo non sarà
mai possibile.Il Gruppo
Bairo l'ha sempre
sostenuto,occupandosi del
benessere reale degli
animali e non della serenità
di coscienza di "animalisti
"che spediscono in buona
fede di qua e di là.Non è
più tempo di buone
intenzioni con esiti vaghi,
ma di garanzie, certezze e
legalità ovunque sul nostro
territorio.
E se questo farà infastidire
qualcuno che cerca di
boicottare la petizione,che
si sente offeso ,che crede
che si faccia di tutta
l'erba un fascio...credo sia
il tempo di interrogarsi su
quale sia la vera tutela
degli animali e la lotta che
va conseguita,al di là di "egoici"
risentimenti e permalosità
che non ci interessano.
Ci battiamo per un concreto
rispetto e una concreta
difesa degli animali e dei
loro diritti ,con garanzie
legali.
Basta a questo fai-da-te
improvvisato di
staffette,controlli fatti da
terzi per terzi, documenti
pari a carta straccia.E'
tempo di Legge applicata in
tutta Italia che regolamenti
i comportamenti di
associazioni,volontari e
singoli; al di là della
permalosità tutta umana che
non aiuta gli animali.E '
tempo che il benessere
animale sia legalmente
riconosciuto e tutelato in
tutta Italia e per tutti i
cittadini o istituzioni.
Saluti,
Sally moderatrice in FB per Gruppo Bairo. da Giorgia da Civitanova Marche (MC):
Sally, ho appena letto il messaggio precedente: gli animalisti inneggiano alla Svizzera, (e sembra anche l'on. Martini) gli animali un pò meno. Come vedi e come, spero, possono tutti trarre le dovute conclusioni, sembra proprio che i nostri animali, lasciando lo Stivale forzatamente vadano a finire sotto tacco. D'altronde ne era stata ampia testimonianza l'uccisione dei 24 cani Italiani nel rifugio elvetico, d'altronde ne rendono ancor più testimonianza le condizioni dei rifugi tedeschi così stracolmi di animali da non far certamente invidia ai nostri locali. Purtroppo siamo in regime di liberalizzazione e di importazioni ed esportazioni non controllate che vantano il solo risultato che ..... alla fine non ci si capisce più niente. Vorrei credere veramente che i cittadini stranieri possano essere in grado di accogliere gli animali italiani e di altri Paesi donando loro una certezza di benessere ma credo che dopo tanti anni di invii il dubbio possa salire a qualsiasi mente conscia dell'effettivo numero di cani (e gatti) che le nazioni oltre alpe (perchè più di una trattasi) stanno continuamente accettando con il solo risultato obiettivo che non possano esistere popoli così numerosi da farsi carico di enormi quantità di animali come non possono esistere individui che disprezzano gli animali della propria terra per favorirne altri, specialmente nel caso in cui i loro non godono di alcun certezza di sopravvivenza. Ben venga dunque la regolarizzazione delle adozioni dirette, nostrane e certamente molto più controllabili dal fatto che l'animale, affidato nell'ambito della propria Regione, possa avere la certezza che i volontari, gestori di rifugi o collaboratori di rifugi gestiti da privati, possano seguire la sua adozione. Non è più tempo di confidare nelle migliaia di fotografie che girano da uno Stato all'altro come sola testimonianza che l'animale gode ottima salute: basta scattarne una ventina in posizioni e locazioni diverse appena se ne viene in possesso e spedirle poi, nel tempo, a chi ha messo a disposizione l'animale per la "felice adozione". Sognare ad occhi aperti non fà altro che rendere più cruenta la realtà e la realtà parla chiara: Sud, Centro e Nord Italia, problemi a non finire per i pochi rifugi presenti, problemi a non finire per le condizioni in cui vivono in essi gli animali, problemi a non finire sin tanto le associazioni pensano solo alle "adozioni" escludendo dal loro patrimonio di possibilità la fermezza di combattere realmente il randagismo che può essere debellato soltanto usando il buon senso e la volontà di portare le istituzioni a compiere il proprio dovere, dovere che inizia soprattutto da un reale censimento canino, dagli interventi di sterilizzazione delle femmine, randagie e perchè no padronali, da controlli severi e veritieri delle gestioni dei canili e rifugi, dall'obbligo di adeguamento delle strutture non a norma facendoci così dimenticare la possibilità di sequestri seguiti da spostamenti che altro non sono che l'inizio del lungo viaggio.
Giorgia,
Civitanova M. da Lucia da Livorno:
Gli animalari non
potranno mai sostenere
questa petizione perchè
il loro benemerito
lavoro non avrebbe più
spazio. E' di
recentissima
pubblicazione una
richiesta di adozione
per maremmana pura con 9
(nove) cuccioli al
seguito, "salvata" da
maltrattamento di un
malefico pastore e pure
abbandonata dallo
stesso, nell'inferno del
terremoto dell'Aquila.
Il buon cuore degli
Internetnauti troverà
l'agognata adozione,
ormai non più
all'Aquila, bensi in una
città di mare come
Livorno che vede al
primo posto richieste di
cani, possibilmente
cuccioli, di taglia
piccola se non
addirittura toy? Che
futuro potranno mai
avere, nove maremmani,
notoriamente di taglia
grande e dal carattere
forte e alquanto
solitario in una città
al 90% formata da
palazzi? La
soluzione sarà forse al
Nord?
da Lorena da
Pavia:
Canile Municipale di Pavia: 2 cani
da Roberta da Roma:
Intanto ho saputo
che in Germania c'è
un canile dove
languono 800 cani.
Ho saputo altre cose
che mi tengo per me.
Dico solo che pur
concordando e avendo
firmato la
petizione, non si
può
generalizzare. Parlando
con i volontari del
sud emerge con
evidenza la
difficoltà di far
adottare gli animali
in modo
soddisfacente. Il
che non esclude
affatto che ci
siano, come ci sono,
splendide persone
che amano gli
animali e li tengono
bene. Punti base: se
non si ha nulla da
nascondere a
richiesta si
deve mostrare il
modulo di affido. E'
finita l'epoca della
fiducia a occhi
chiusi. Altro punto
è la possibilità del
controllo post
affido nel tempo. Se
in tutta Italia ci
sono volontari in
grado di poter
andare a controllare
come stanno gli
adottati, diventa
più difficile
all'estero. In
Germania ci saranno
tanti amanti degli
animali, con una
cultura
dell'accoglienza di
animali adulti o
anziani già
consolidata a
differenza degli
italiani ancora
maniaci dei
cuccioli. Ma se le
energie spese dai
volontari e
associazioni varie,
tante come sapete,
fossero impiegate in
Italia per farli
stare anche bene nei
nostri ricoveri
sarebbe meglio. I
comuni hanno tutte
le possibilità di
avere l'aiuto delle
associazioni per il
principio di
sussidiarietà citato
dalla Costituzione.
Invece, proprio al
sud, le istituzioni
neanche ricevono.
cosa dobbiamo
pensare? La risposta
è:ragioni di lucro.
I cani sono un
business. E' un
business costruire
una struttura di
3000 posti, è un
business inviarci e
togliersi dai piedi
420 cani della
Basilicata. Anche lì
si sperava in una
riflessione,
complimenti a
regione, provincia e
comuni per il loro
stretto legame con
gli affaristi
calabri.
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GIUGNO - LUGLIO 2009 -
INTERVENTI IN MAILING LIST DI
BAIRO
da Lorena da Pavia:
E' vero che
c'è chi aiuta seriamente gli
animali portandoli in luoghi
dove c'è più possibilità di
cure. Ma i cosiddetti viaggi
della speranza non possono
avere numeri così massicci e
trasferimenti così poco
controllati. Quando si fanno
staffette per centinaia di
km, si danno cani nel
parcheggio di un hotel (a
Milano,per es.) a
sconosciuti (e si scrive poi
controlli serissimi pre e
post) o in piazzuole della
tangenziale, è chiaro che
poi le cose non possono
funzionare. E ancora, gli
animali, come le persone,
vanno aiutati nel luogo di
origine. Anche per la specie
umana assistiamo a flussi
migratori, più o meno
volontari, che non risolvono
il problema all'origine. Non
aiutiamo gli animali
traslocandoli. Così si
aiutano solo gli animalari
(grazie Bairo per questo
neologismo) e chi lucra
sulla pelle degli animali.Se
poi all'estero le cose vanno
così bene, perchè stiamo
aspettando da sette mesi un
indirizzo tedesco?
da Roberta da Roma:
Ho avuto
occasione proprio oggi
di avere chiarimenti in
proposito dalla
Presidente nazionale
dell'Enpa. Dato che
molti volontari attivi
sui territori hanno
capito che sarà vietata
l'esportazione dei cani.
E' permesso, ma con
tutti i crismi della
legalità. Lo prevedono
le norme europee. Il
cane o altro animale
devono avere il
passaporto, i vaccini,
il microchip, tutti i
documenti per seguirlo.
Se va dal signor Mark
Klaus, ad esempio, deve
essere chiaramente
scritto. Inoltre c'è una
effettiva difficoltà a
seguire le tante anche
piccole associazioni
animaliste tedesche o
svizzere o che so io,
non è come da noi dove
esistono grandi
associazioni. Qui ognuno
poi decida a sua
coscienza se rischiare o
essere in grado almeno
di poter seguire
l'affido negli anni.
Preciso che il
rappresentante della
stampa presente non ne
sapeva nulla. Quindi
come si vede
l'informazione è molto
importante in quanto
persone sprovvedute
possono pensare di fare
del bene e invece...
da Lucia da Livorno:
Gli animalari non potranno
mai sostenere questa
petizione perchè il loro
benemerito lavoro non
avrebbe più spazio. E' di
recentissima pubblicazione
una richiesta di adozione
per maremmana pura con 9
(nove) cuccioli al seguito,
"salvata" da maltrattamento
di un malefico pastore e
pure abbandonata dallo
stesso, nell'inferno del
terremoto dell'Aquila. Il
buon cuore degli
Internetnauti troverà
l'agognata adozione, ormai
non più all'Aquila, bensi in
una città di mare come
Livorno che vede al primo
posto richieste di cani,
possibilmente cuccioli, di
taglia piccola se non
addirittura toy? Che futuro
potranno mai avere, nove
maremmani, notoriamente di
taglia grande e dal
carattere forte e alquanto
solitario in una città al
90% formata da palazzi? La
soluzione sarà forse al
Nord?
Intanto
ho saputo che in
Germania c'è un canile
dove languono 800 cani.
Ho saputo altre cose che
mi tengo per me. Dico
solo che pur concordando
e avendo firmato la
petizione, non si può
generalizzare. Parlando
con i volontari del sud
emerge con evidenza la
difficoltà di far
adottare gli animali in
modo soddisfacente. Il
che non esclude affatto
che ci siano, come ci
sono, splendide persone
che amano gli animali e
li tengono bene. Punti
base: se non si ha nulla
da nascondere a
richiesta si
deve mostrare il modulo
di affido. E' finita
l'epoca della fiducia a
occhi chiusi. Altro
punto è la possibilità
del controllo post
affido nel tempo. Se in
tutta Italia ci sono
volontari in grado di
poter andare a
controllare come stanno
gli adottati, diventa
più difficile
all'estero. In Germania
ci saranno tanti amanti
degli animali, con una
cultura dell'accoglienza
di animali adulti o
anziani già consolidata
a differenza degli
italiani ancora maniaci
dei cuccioli. Ma se le
energie spese dai
volontari e associazioni
varie, tante come
sapete, fossero
impiegate in Italia per
farli stare anche bene
nei nostri ricoveri
sarebbe meglio. I comuni
hanno tutte le
possibilità di avere
l'aiuto delle
associazioni per il
principio di
sussidiarietà citato
dalla Costituzione.
Invece, proprio al
sud, le istituzioni
neanche ricevono. cosa
dobbiamo pensare? La
risposta è:ragioni di
lucro. I cani sono un
business. E' un business
costruire una struttura
di 3000 posti, è un
business inviarci e
togliersi dai piedi 420
cani della Basilicata.
Anche lì si sperava in
una riflessione,
complimenti a regione,
provincia e comuni per
il loro stretto legame
con gli affaristi
calabri.
da Lorena da
Pavia:
Canile Municipale di Pavia: 2
cani
Sally, ho appena letto il messaggio precedente: gli animalisti inneggiano alla Svizzera, (e sembra anche l'on. Martini) gli animali un pò meno. Come vedi e come, spero, possono tutti trarre le dovute conclusioni, sembra proprio che i nostri animali, lasciando lo Stivale forzatamente vadano a finire sotto tacco. D'altronde ne era stata ampia testimonianza l'uccisione dei 24 cani Italiani nel rifugio elvetico, d'altronde ne rendono ancor più testimonianza le condizioni dei rifugi tedeschi così stracolmi di animali da non far certamente invidia ai nostri locali. Purtroppo siamo in regime di liberalizzazione e di importazioni ed esportazioni non controllate che vantano il solo risultato che ..... alla fine non ci si capisce più niente. Vorrei credere veramente che i cittadini stranieri possano essere in grado di accogliere gli animali italiani e di altri Paesi donando loro una certezza di benessere ma credo che dopo tanti anni di invii il dubbio possa salire a qualsiasi mente conscia dell'effettivo numero di cani (e gatti) che le nazioni oltre alpe (perchè più di una trattasi) stanno continuamente accettando con il solo risultato obiettivo che non possano esistere popoli così numerosi da farsi carico di enormi quantità di animali come non possono esistere individui che disprezzano gli animali della propria terra per favorirne altri, specialmente nel caso in cui i loro non godono di alcun certezza di sopravvivenza. Ben venga dunque la regolarizzazione delle adozioni dirette, nostrane e certamente molto più controllabili dal fatto che l'animale, affidato nell'ambito della propria Regione, possa avere la certezza che i volontari, gestori di rifugi o collaboratori di rifugi gestiti da privati, possano seguire la sua adozione. Non è più tempo di confidare nelle migliaia di fotografie che girano da uno Stato all'altro come sola testimonianza che l'animale gode ottima salute: basta scattarne una ventina in posizioni e locazioni diverse appena se ne viene in possesso e spedirle poi, nel tempo, a chi ha messo a disposizione l'animale per la "felice adozione". Sognare ad occhi aperti non fà altro che rendere più cruenta la realtà e la realtà parla chiara: Sud, Centro e Nord Italia, problemi a non finire per i pochi rifugi presenti, problemi a non finire per le condizioni in cui vivono in essi gli animali, problemi a non finire sin tanto le associazioni pensano solo alle "adozioni" escludendo dal loro patrimonio di possibilità la fermezza di combattere realmente il randagismo che può essere debellato soltanto usando il buon senso e la volontà di portare le istituzioni a compiere il proprio dovere, dovere che inizia soprattutto da un reale censimento canino, dagli interventi di sterilizzazione delle femmine, randagie e perchè no padronali, da controlli severi e veritieri delle gestioni dei canili e rifugi, dall'obbligo di adeguamento delle strutture non a norma facendoci così dimenticare la possibilità di sequestri seguiti da spostamenti che altro non sono che l'inizio del lungo viaggio. Giorgia, Civitanova M:
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