Il veterinario risponde
a cura della d.ssa Nicoletta Bevere

diciannovesima pagina

gentilissima dottoressa bevere   
le scrivo perchè sono molto preoccupato per la mia gatta di 9 anni, circa un mese fa la gatta ha avuto un problema respiratorio, ho chiamato il veterinario in casa perchè la gatta non si fa trasportare, il medico le ha diagnosticato una bronchite e ha detto che ha una vescica in bocca,le ha prescritto iniezioni di celestone per 10 giorni, attualmente la gatta non ha più problemi respiratori, però quando mangia ha problemi a deglutire, sembra che le faccia male la gola, io non so cosa sia questa vescica che ha visto in bocca il medico,se gentilmente può darmi qualche consiglio, perchè ho provato a mettere nella gabbietta la gatta per portala a visitare, ma la micia si mette a soffiare ed ho paura di peggiorare la situazione. la ringrazio e la saluto. davide c

01/03/2007
 

Gentile Davide, per far accettare ad un gatto spaventato il trasportino di solito è sufficiente lasciare quest’ultimo, con la porta aperta, vicino alle ciotole della pappa per qualche giorno. Passato questo tempo, si sistemano le ciotole di acqua e cibo all’interno del trasportino. Dopo altri 2 o 3 giorni di solito è possibile far entrare il gatto nel trasportino senza suscitare reazioni aggressive. Utilizzando i feromoni (Feliway) i tempi si possono accorciare.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Salve mi chiamo Tatiana e scrivo da milano. Ho un labrador di un anno che si chiama clyde ed è affetto da displasia.
Dopo la visita per un possibile intervento (gli avrebbero aggiunto una porzione di osso a livello della testa del femore) il veterinario vedendo che il cane è iper attivo ha sconsigliato l'operazione perchè per il suo continuo muoversi avrebbe disfatto l'operazione in poco tempo.
Vorrei sapere se oltre alla chirurgia ci sono altri metodi alternativi o integratori per contenere la situazione.
Io per il momento lo porto a camminare tenendo il guinzaglio corto e vorrei portarlo in piscina ma vorrei sapere se ci sono integratori o farmaci per migliorare la situazione

02/03/2007
 

Gentile Tatiana, molti cani che durante la crescita manifestano zoppia sul treno posteriore a causa della displasia dell’anca, poi da adulti non zoppicano affatto, o almeno non per questa malattia. Qualche volta, nei casi di cani operati sulle anche in giovane età, che da adulti non presentano più zoppia, viene quasi da chiedersi se il merito sia stato davvero dell’intervento oppure se è stato bravo il cane. Non si può prevedere se un cucciolo con displasia dell’anca da adulto zoppicherà niente, poco o molto. E quindi non si preoccupi troppo di non aver potuto far operare il suo cane.
Per quanto riguarda gli integratori che si possono usare in corso di malattie articolari, si tratta di acidi grassi (Omega pet) e condroprotettori (Artrovet, Cosequin, VMP articolare, Condrostress sono alcuni di essi). I farmaci invece sono gli antinfiammatori, ma il loro uso è limitato ai periodi in cui il cane manifesta zoppia. Per quanto riguarda il resto, è fondamentale che il cane rimanga magro, cosa non facilissima per un Labrador, ed è molto importante che venga condotta un’attività fisica moderata ma costante. No 5 km di bicicletta la domenica, ma una bella passeggiata tutti i giorni.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 

Gentile dottoressa,
sono Claudia e scrivo da Napoli. Tra 5 giorni probabilmente sarò costretta a sopprimere il mio coniglietto Gennarino (un nome degno della città in cui vive,non crede?). Ha la labirintite,ma nonostante la terapia con cortisone e antibiotico a cui l'abbiamo sottoposto,non mostra segni di miglioramento. Gli
è stata anche fatta una lastra per controllare le bolle timpaniche,ma non c'era niente che non andava. La decisione di sopprimerlo,se nn dovesse funzionare la terapia-che il veterinario mi ha suggerito di continuare è dettata dal fatto che non me la sento di tenere in vita una povera bestiolina che nn riesce a camminare e sta tutto il giorno in gabbia con la testa inclinata da un lato e poggiata a terra. Tuttavia i dubbi sono tanti:soffre? E' semplicemente sbagliata la terapia? E' giusto sopprimerlo se, nonostante il problema dell'equilibrio, svolge tutte le sue funzioni?Forse dovrei consultare un altro veterinario?
Lei cosa mi suggerisce di fare? La ringrazio in anticipo,sperando che la sua risposta arrivi prima del giorno della mia decisione.

03/03/2007
 

Gentile Claudia, il torcicollo nel coniglio può essere causato da diversi agenti patogeni. Poiché è impossibile differenziare in vita le forme batteriche (pasteurellosi) da quelle parassitarie (encefalitozoonosi) si può tentare di trattare entrambe contemporaneamente, somministrando un antibatterico assieme al febendazolo o all’albendazolo. L’uso dei corticosteroidi è molto controverso in quanto l’immunosoppressione che essi determinano può aggravare la sintomatologia e rendere vana la terapia effettuata.
Non conosco nei particolari la terapia del suo animale, ma le posso dire che io non sopprimerei un coniglio che è stato sottoposto ad un trattamento inadeguato, anche se sono presenti sintomi gravi, in quanto può darsi che con la terapia corretta si verifichi un miglioramento sostanziale. Infine, se dopo la terapia rimanesse qualche piccolo strascico, come il torcicollo, non è ancora detto che il coniglio debba essere sottoposto ad eutanasia, in quanto se riuscisse ad alimentarsi e a deambulare potrebbe condurre comunque una vita felice, anche con il “collo storto”.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 

Chiaramente …ho un problema….
Nel cortile del mio luogo di lavoro accudisco, dal punto di vista alimentare, alcuni gattini.
Ora una piccola monella micia di soli 4/5 mesi al max potrebbe essere gravida avendo un rigonfiamento bilaterale a livello addominale. E’ mai possibile, vista la giovinezza della micia che ciò sia possibile?
In caso che fosse possibile la micia rischia la vita nel portare a termine la gravidanza?     
La ringrazio per l’aiuto e sopratutto di esserci per noi.     
Enzo I.    Bari


04/03/2007
 

Gentile Enzo, chi accudisce molti gatti spesso non conosce esattamente l’età dei nuovi nati, in quanto i gattini “appaiono” nella colonia già grandicelli, attorno alle 3 settimane. Quindi la gattina potrebbe avere un mesetto in più ed essere gravida. Le distocie, cioè le patologie del parto, nel comune europeo sono infrequenti, per cui il mio atteggiamento nei confronti di questo evento sarebbe di attesa, a meno che lei non abbia intenzione di contenere il numero della colonia e quindi far sterilizzare la micia prima che metta al mondo i suoi gattini.
Se invece questo rigonfiamento dell’addome fosse associato a segni di malessere molto evidenti come anoressia, abbattimento e dimagramento, allora si potrebbe trattare di peritonite virale. Questa malattia però è abbastanza rara al di fuori dei gattili.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 

Gentile dottoressa, scrivo dalla provincia di Asti. Ho una bassotta di quasi 11 anni. Qualche mese fa un nudulo che la bassotta (Minnie) aveva da qualche anno in corrispondenza di una mammella ha cominciato ad ingrossarsi e se ne sono formati altri. Il veterinario, dopo averle fatto gli esami del sangue, l'ha sterilizzata, poi qualche mese dopo le ha asportato tutta la fila destra delle mammelle; oggi abbiamo ricevuto il referto istologico: adenocarcinoma moderatamente differenziato. Minnie ha ancora un nodulo, uno solo, ad una mammella dal lato sinistro; il veterinario consiglia di toglierlo, ma mio marito, vista la diagnosi, lascerebbe tutto così. Lei cosa ne pensa? Il cane è in buona salute, ma di solito quanto resta da vivere in casi simili? Grazie   Roberta

05/03/2007
 

Gentile Roberta, io ascolterei il consiglio del suo veterinario che immagino, oltre agli esami del sangue, abbia eseguito anche un radiogramma del torace. Non si può sapere quanto resta da vivere al suo cane, poiché in oncologia veterinaria non si dispone di tutte le correlazioni tra dati clinici e tempi di sopravvivenza che sono invece noti nell’uomo: di conseguenza non sempre si formula una prognosi precisa. Questo non vuol dire però che la sua Minnie non debba vivere ancora a lungo. Infatti i bassotti sono animali molto longevi, il suo in particolare è in buona salute e il referto dell’istopatologo non indica una forma tumorale associata a tempi di sopravvivenza particolarmente brevi.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
gentile dott.sa,  ho una femmina di boxer di 8 anni  che ha sempre sofferto di pseudo gravidanze,con comparsa di latte e trattata conseguentemente con  galastop.  Dopo l'ultimo episodio avvenuto circa quattro mesi fa,  la mia boxer ha incominciato a  comportarsi in maniera anomala. Inizialmente  ha incominciato a bere sempre meno acqua, fino ad oggi che la rifiuta completamente: i soli liquidi che  beve sono brodo vegetale o di carne. IN  compenso l'appetito e'   notevole come sempre. E' da circa un mese che manifesta una esagerata agitazione, girando ininterrottamente per le stanze della casa,  manifestando una sorta di ansia nel respiro. Sembra inoltre che in alcuni momenti sia assente e se viene chiamata da un membro della famiglia non  sembra riuscire  riuscire a capire da quale direzione provenga la voce. Inoltre  quando sale in  automobile manifesta una esagerata inquietudine con perdita di equilibrio e lamenti che si placano al momento in cui scende. Al contrario  in  ambienti esterni ove abitualmente viene condotta per le sue passeggiate, non manifesta particolari stranezze, ma anzi e' piuttosto vivace, come   sempre. Nonostante  l'appetito di sempre e' dimagrita notevolmente. Il veterinario dopo averle fatte alcuni esami del sangue per verificare la n quantità di globuli rossi e bianche e la glicemia e risultando questi nella norma , ha  effettuato una probabile diagnosi di turbe psichiche, consigliando una cura a base di fiori di bach. Faccio presente che il cane  tre anni fa, ha avuto un unico episodio di crisi epilettica.  Gradirei conoscere un suo parere in merito e se mi consiglia di effettuare ulteriori esami. Ringraziandola per la tua cortese attenzione , distinti saluti
PaolaMaria

07/03/2007
 

Gentile Paola Maria, sono molto spiacente, ma purtroppo almeno tre delle alterazioni che brevemente avete descritto (in particolare le “assenze”, il disorientamento e il disturbo dell’equilibrio) possono essere correlate ad una patologia su base organica con una probabilità infinitamente più alta rispetto a quella che si tratti di un disturbo comportamentale. Senza considerare che in un Boxer di 8 anni che non ha mai avuto patologie di questo tipo (la pseudogravidanza non è una malattia del comportamento in senso stretto), l’improvvisa modificazione del carattere e l’alterazione di alcune manifestazioni dovrebbero obbligare ad una certa prudenza prima di formulare diagnosi di malattia comportamentale.
Il mio parere è che il cane abbia bisogno di una visita neurologica e probabilmente, in seguito, di una diagnostica per immagini dell’encefalo (tomografia computerizzata o risonanza magnetica). Mi faccia sapere.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Gentile dottoressa, buonasera, sono Ramona, volevo chiederLe un parere: ho una cagnolina meticcia di 5 anni che 5 mesi fà ha partorito 4 splendidi cuccioli sanissimi, per mia scelta ho sottoposto la scorsa settimana una cucciola ad un'operazione di ovariectomia e sotto consiglio del veterinario l'ho tenuta in casa x una settimana separata quindi dalla madre. Ora il fatto è che la madre ha cambiato atteggiamento nei nostri confronti diventando più aggressiva e ha un totale rifiuto (aggressivo anche questo) nei confronti della piccola che invece la cerca. Potrebbe darmi un consiglio su come affrontare il ritorno della piccina con la sua mamma? grazie infinite, Ramona

07/03/2007
 

Gentile Ramona, purtroppo non posso aiutarla in quanto “più aggressiva” è un dato troppo generico per inquadrare il tipo di problema e tentare di darle una risposta. Infatti il comportamento aggressivo può avere differenti motivazioni e il suo trattamento (come quello di qualsiasi problema, del resto) non può prescindere dal riconoscimento della causa scatenante. Per far questo è necessario almeno un lungo colloquio con i proprietari. Spiacente.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile dottoressa,
il mio cane, una volpina, di 5 anni, è stata operata la scorsa estate di calcoli di ossalato di calcio. Ha iniziato ad alimentarsi con UD della Hills da allora, ma alcuni giorni fa ha iniziato a riscontrare problemi digestivi (aria nella pancia continua), coprofagia e in ultimo ha avuto episodio di diarrea con muco rosso. Il mio veterinario ha disposto la sospensione immediata del mangime. Purtroppo non ha fornito un mangime alternativo (anche se il cane sin da piccola con lo svezzamento aveva questi episodi di coprofagia perchè le feci erano esattamente come il mangime di cui si nutriva, e purtroppo di varie marche). Non mi ha nemmeno consigliato specificatamente un a dieta casalinga, ma di provare con riso, pesce, verdure, pochissima carne bianca e acqua oligominerale. Cosa ne pensa?
Grazie Laura Roma

08/03/2007
 

Gentile Laura, come avrebbe potuto dirle il collega, per l’urolitiasi da ossalato oltre a U/d Hill’s sono indicate anche le seguenti diete: Urinary Royal Canin, Vet Life Urinary Ossalati, Renal Royal Canin, NF Purina. Poiché non conosco i motivi che hanno spinto il suo veterinario a consigliarle una dieta casalinga, verifichi con lui che non vi siano controindicazioni delle quali lei non è a conoscenza.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere. 
Salve gent.ma dott.ssa
ho un Pincher di 9 anni che beve secondo me troppo.. pesa 10kg all'incirca e beve 2l di acqua al giorno. il problema si aggrava xkè adesso anke la notte mi sveglia xkè deve bere.. avevo pensato al cibo ma un altro problema è che nn mangia i mangimi dei cani, e le scatolette lo fanno stare male, quindi mangia pratic come mangiamo noi. cosa potrebbe essere? volevo avere un altro parere al di fuori d quello del mio veterinario.
La ringrazio anticipatamente x la risposta.
distinti saluti        nicoletta f.
        
08/03/2007
 
Gentile Nicoletta, il suo cane assume una quantità di acqua che è circa quadrupla rispetto al volume che viene considerato nei limiti della norma. Per sapere cosa sta succedendo è necessario fare alcuni esami del sangue e l’esame delle urine. Verranno sicuramente evidenziate delle alterazioni e il suo veterinario sarà probabilmente in grado di individuare il disturbo responsabile (presumibilimente uno tra quelli che di certo le avrà già prospettato, quando le ha fatto una “lista” delle possibili diagnosi differenziali).

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere
 

Mi chiamo Daniela, ho 33 anni e ho perso Oliver in poco più di 1 mese!

Caro Dottore, sono passati circa 3 mesi da quando Oliver non c’è più e solo adesso trovo la forza di scriverle.

Non mi do pace per quello che è successo e credo che solo trovando delle spiegazioni ai miei perché, ai dubbi che mi passano per la testa, potrò chiarirmi le idee e chiudere questo capitolo.

Cerco di spiegarmi e spero voglia darmi la sua opinione e quante più dettagliate informazioni possibili.

Oliver era un cane meticcio maschio di 9 anni, di 45 Kg. di peso.

E’ sempre stato un cane molto buono, allegro e affettuoso e viveva in un enorme giardino recintato,  in compagnia di una meticcia sterilizzata di 3 anni che aveva accettato con tanto affetto.

Le racconto dall’inizio ciò che è successo e mi scuso sin da ora se scendo in particolari superflui e banali, ma forse utili per ricostruire l’accaduto.

Ad ottobre 2006 ho notato un leggero dimagrimento in Oliver ed un piccolo nodulo sul lato destro, all’altezza della pancia.

Portato dal veterinario, tastato il nodulo, ha affermato che ere una semplice ciste, piuttosto ciò che lo preoccupava era la pancia piuttosto pronunciata e leggermente pendente.

( il vet. è sempre stato lo stesso, conosceva Oliver da piccolo e lo vaccinava ogni anno, l’ultima volta lo aveva vaccinato proprio il 13 agosto 2006 e non ci aveva fatto notare nulla della sua pancia, che era così da ben 2 anni, proprio identica, come può notare dalle foto che le ho allegato)

Gli ha prescritto delle analisi ed un’ecografia.

Abbiamo fatto tutto il giorno dopo ( 21/10/06 )

Durante l’ecografia a voce ci ha detto di notare una lesione alla milza ed una placchetta al fegato.

Il vet.ci ha detto che la lesione alla milza poteva essere dovuta ad un ematoma ( e Oliver 1 mese prima aveva perso il canino sup. destro e lo stesso vet. aveva asserito, a suo tempo, che era sicuramente caduto per un trauma dovuto ad un urtone in giardino, prescrivendogli un antibiotico per 5 giorni, precisamente ICF vet ), e la placchetta al fegato poteva essere l’effetto di un’epatite leggera, di cui non c’eravamo accorti. Il tutto però, poteva essere anche dovuto ad una neoplasia.

Non si è espresso più di tanto e ha rimandato la discussione a quando avremmo ritirato i referti.

Abbiamo passato giorni di ansia e paura, sembrava non passassero mai!Eravamo terrorizzati dall’idea di avere brutte notizie, di scoprire che il “ bambolotto” che tutti adoravamo potesse stare male !  E allo stesso tempo avevamo davanti a noi un cane bello, felice, allegro come sempre.

Abbiamo potuto avere i risultati solo dopo 1 settimana : il vet. ci ha ripetuto le stesse cose dette precedentemente e cioè che non si poteva sapere cosa fosse e, in caso di neoplasia, solo dopo l’operazione ( se superata perché abbastanza delicata ),con la biopsia avremmo potuto saperne di più.

Probabilmente ci ha visti molto coinvolti emotivamente e preoccupatissimi, ma ci ha dato 2 – 3 settimane per pensarci, per riflettere su ciò che si poteva fare.

Abbiamo chiesto cosa sarebbe potuto succedere aspettando tutto questo tempo e lui ci ha assicurato che sia nel caso positivo (ematoma) che negativo (neoplasia ), viste le minime dimensioni della lesione, non sarebbe potuto accadere nulla.

La vita di Oliver era preziosa, quindi la cosa più importante era sapere cosa rischiasse in quei 20 giorni.

Nell’attesa, e anche per verificare se si trattasse di semplice ematoma, il vet. gli prescrisse:

EPATO 1500 3 CP/GIORNO

RESURGEN ( NBF ) SCIROPPO 3 cucchiai/giorno

Successivamente avremmo potuto, a suo avviso, decidere di operarlo.

Noi chiedemmo di fare una seconda ecografia dopo le 2 -3 settimane, per controllare l’eventuale riduzione dell’ematoma!

Riporto dettagliatamente i risultati delle analisi e dell’ecografia ( del  21/10/06 ):

 glicemia                    70 mg/dL

 CK                           162 UI/L

GOT                          38 IU/L

GPT                          77IU/L

ALP                      525IU/L

γGT                          5IU/L

Bilirubina tot.     0,31 mg/dL

Proteine tot.        6,66    g/dL

Albumina            2,9 g/dL

Globulina                  3,76 g/dL

Rapporto A:G            0,77

Urea                            30 mg/dL

Creatinina                  0,76 mg/dL

Colesterolo                 245 mg/dL

Trigliceridi                 116 mg/dL

Fosforo                           4 mg/dL

Calcio                           7,9 mg/dL

Calcemia corretta

 

WBC      6.9

 Lymp    1.0

 Mono     0.2

 Gran      5.6

  incl: Eos: 0.5

 RBC        9.18             alto

 Hb          19.6              alto

 Hct         54.7

MCV       60.0

MCH       21.4

MCHC     35.8

PLT         376              alto

MPV            9

RDW         15

 

Referto ecografia:

L’esame ecografico dell’addome ha messo in evidenza:

- surrenale sx:è evidente iperplasia surrenalica bilaterale di grado lieve ( surr. Sx: 2,51x0,82 cm    surr. Dx: 2,93x0,97 cm )

Si consiglia su giudizio clinico, l’esecuzione di ulteriori indagini di laboratorio, volte ad escludere una condizione di iperadrenocorticismo;

-milza:a carico della regione craniale dell’organo è evidente una lesione occupante spazio ( 3.15 x 4.08 cm ), dai  margini irregolari, ipoecogena, con   ecostruttura disomogenea e modificante il profilo dell’organo. La restante parte del parenchima splenico non mostra alterazioni degne di nota. Vascolarizzazione normale.

Si consiglia esame citologico e monitoraggio ecografico per una migliore caratterizzazione della lesione splenica ( lesione eteroplastrica? Ematoma? )

- fegato : nel contesto del parenchima sono evidenti due lesioni focali di piccole dimensioni, rispettivamente di aspetto isoecogeno e cistico. La restante parte del parenchima epatico non mostra alterazioni degne di nota. Vascolarizzazione normale.

Si consiglia esame citologico e monitoraggio ecografico per una migliore caratterizzazione delle lesioni epatiche ( lesione eteroplastrica? Cisti  epatica? – noduli di iperplasia rigenerativa? )

-colecisti: organo normodisteso da bile, con ecostruttura e spessore di parete nei limiti della norma. Assenti sabbia biliare e colecisti .

- nei limiti della norma il rimanente reperto addominale.

 

Analisi delle urine

Esame macroscopico

                       Aspetto limpido        Colore: giallo              Precipitati: assenti

Esame chimico- fisico

       Glucosio: norm.                               Bilirubina: neg.                        Chetoni: neg.

        Peso specif: 1.015                            Sangue: neg.                              Ph: 7

        Proteine:++                                       Urobilinogeno:norm.                Nitriti: neg.

        Leucociti: neg.

Esame del sedimento

        Eritrociti: neg.                                       Leuociti: neg.

        Cilindri: neg.                                          Cristalli: neg.

Come può notare nell’ecografia si rileva anche un aumento delle dimensioni delle ghiandole surrenali, cosa che non ci era stata detta dal vet.e che anche in seguito ad una nostra domanda a riguardo,è stata considerata una cosa irrilevante.

Le 3 settimane di attesa e di cura farmacologia, sono state lunghissime, piene di ansia e paura, attenti ad osservare Oliver, ogni suo eventuale cambiamento, ma allo stesso tempo eravamo contenti di vedere il cane di sempre, felice, giocherellone e con appetito.

Passate le 3 settimane, prenotammo la 2° ecografia, che fu fissata per il giorno 22/11/06, esattamente un mese dopo la prima, speranzosi di avere buone notizie ( cioè una riduzione anche minima della lesione alla milza ) ; ma quel giorno il vet. non riscontrò nessun notevole cambiamento, almeno così disse.

Avevamo portato Oliver digiuno dal vet. in modo che gli potesse fare anche il prelievo ma ritenne inutile fargli gli esami del sangue.

Ci fissò un appuntamento per il 29/11/06 ( 1 settimana dopo ) per ritirare l’ecografia e per fare un esame delle ghiandole surrenali ( ci raccomandò di acquistare per il giorno 29/11 il  farmaco SYNACTMEN fiale ) .

Delusi da questa notizia e meravigliati per la necessità di dover fare un esame alle ghiandole surrenali solo in questo momento e non prima, visto che era scritto nei referti della 1° ecografia ( 1 mese prima ).

Non sapevamo cosa fare. Decidemmo poi, di seguire, come sempre i consigli del dottore, andare da lui il 29/11/06 per l’esame ai surreni.

Oliver, intanto, era sempre il solito cane, con la stessa allegria e la stessa gioia di vivere, tutto ciò fino a domenica 26/11/06.(4 giorni dopo la 2° ecografia ).

Si, quel giorno cambiò tutto, lo trovammo lento nel camminare, beveva di più, non voleva mangiare (non era da lui non mangiare i soliti croccantini Eukanuba e i biscottini della stessa marca )

Non era abbattuto, non tendeva ad isolarsi.

Chiamammo subito il vet. per sapere cosa fare e soprattutto se ci fosse qualche legame con ciò che era uscito dall’ecografia, ma lui ci rassicurò dicendoci che era un fatto indipendente e che sicuramente si trattava di indigestione.

Quando si è molto preoccupati per qualcuno a cui si è molto legati, si è molto apprensivi, e così come per 1 sciocchezza si può cadere in paranoie e  ci si può agitare, così, alla prima notizia rassicurante ( quella che ci aveva appena dato il vet. ) , si torna ad essere  ottimisti, speranzosi e si allontanano i cattivi pensieri.

Ed è proprio quello che abbiamo fatto noi, abbiamo creduto, voluto credere al vet., soprattutto quando abbiamo visto Oliver correre verso il cancello e abbaiare contro il postino che aveva appena bussato.

Il giorno dopo ( 27/11/06 ), però, la situazione non è cambiata: Oliver stava seduto,con gli occhi tristi, non voleva mangiare niente ( ho provato anche con la carne ), non scodinzolava, era apatico nei confronti del cibo e, cosa ancora più brutta, nei nostri confronti, era come se fosse assente!

Abbiamo richiamato il vet.( lunedì non è in servizio alla clinica ), abbiamo chiesto una visita a domicilio, ma non è potuto venire, ci ha solo detto che potevamo portarlo in clinica per un controllo.

Abbiamo preferito chiamare una veterinaria amica di amici, che fa visite a domicilio.

Lo ha subito visitato, gli ha misurato la temperatura ( niente febbre ), gli ha fatto l’elettrocardiogramma ( buono ), gli ha palpato la pancia notandola strana.

Le abbiamo fatto vedere le analisi e l’ecogarfia ( le uniche , quelle del 21/10/06 ): ha pensato al morbo di cushing  viste le dimensioni dei surreni ma si è anche soffermata sul valore della glicemia ( 70  inferiore al minimo per un cane, cioè 80 ) perché a suo avviso in contrasto con l’ipotesi di morbo di cushing e ci ha chiesto se avevamo fatto il test per una verifica (ma non lo avevamo fatto perché  il nostro vet. lo aveva prescritto solo ultimamente per il 29/11/06 ).

La vet. non ha fatto commenti per non giudicare l’operato di un collega ma ci siamo accorti dal suo viso che è rimasta un po’ perplessa.

Ha fatto subito ad Oliver  un test sulla glicemia ed è risultato un valore bassissimo ( 20 ) : Oliver era in uno stato comatoso, ha detto, anche se non ara sdraiato, ma scocciato, indifferente alla nostra presenza! Non ci rispondeva, se lo chiamavamo non si girava……

La vet. gli ha fatto subito 1 flebo di glucosata, ma al successivo controllo la glicemia non era salita, così ha optato per 1 flebo di cortisone.

Durante la flebo si è notato un piccolo miglioramento, era più presente, mi ha dato la zampa mi ha guardato negli occhi, e  su consiglio della vet. gli ho dato piccoli pezzetti di carne scaldata cosparsa di zucchero, poi dei biscottini eukanuba ed ha mangiato tutto.

E’ stato bellissimo vedere Oliver di nuovo presente . Alla fine della flebo, si è alzato, lo abbiamo fatto andare in giardino e ha fatto un giro e i suoi bisogni.

La glicemia era salita a 50.

Lo abbiamo tenuto sotto controllo fino a dopo mezzanotte : la vet. è stata con me accanto ad  Oliver sdraiato sul tappeto!

Visto che però la situazione era altalenante per la glicemia che saliva e scendeva,la vet. ha deciso di portarlo al suo ambulatorio ( dove abita anche ) per continuare a controllare la glicemia; ha continuato anche a fargli flebo di glucosata.

Il mattino dopo, Oliver ha avuto un piccolo miglioramento,si è alzato, voleva uscire, ma poi,nel pomeriggio ci sono state delle complicazioni:ha cominciato a tossire……c’è stato un versamento del fegato e poi complicazioni respiratorie e …………Oliver ci ha lasciato la sera stessa ( 28/11/06 ).

La vet. ha detto che non ha sofferto.

Abbiamo chiesto l’autopsia almeno su fegato e milza e le riporto il risultato:

sarcoma alla milza e noduli del fegato della stessa natura

Non mi do pace, Oliver per me era più di un cane, dicevo che era “ la gioia della mia vita “ e che avrei fatto qualunque cosa per lui.

Ora mi rendo conto, però, di non aver fatto nulla!

Siamo stati 1 mese ad aspettare che morisse!

Mi sono documentata su Intenet sul sarcoma alla milza, sui surreni ingrossati, sulla pancia ingrossata che implica che c’è qualcosa che non va ai surreni………….

La prego mi aiuti a capire! Ho grandi dubbi.

So che il male che aveva Oliver è uno dei più brutti, ma so anche che non mi è stata fatta proprio notare questa eventualità dal veterinario.

Il padrone di un cane è emotivamente coinvolto, ma un vet. è un medico e dovrebbe sapere che la tempestività è molto importante per la vita di un essere umano!

Non mi avrebbe dovuto far capire che se fosse stata una neoplasia poteva anche essere la più brutta e quindi bisognava operare al più presto?

Avrebbe dovuto far fare il test sulle ghiandole surrenali subito dopo la 1° ecografia ( e non aspettare 1 mese ) per poter escludere il morbo di cushing?

 Se avesse rifatto le  analisi il giorno della 2° ecografia ( 22/11/06 ) avremmo potuto evitare, come credo, l’ ipoglicemia di Oliver?

Una persona profana in materia ( noi padroni ) vede il cane con la pancia un po’ grossa e crede solo che sia un po’ cicciotello, ma un vet. dovrebbe essere anche molto scrupoloso e visto che Oliver aveva la pancia un po’ scesa già da due anni ( dal 2004 come può vedere nelle foto ), se ci avesse fatto notre prima che era un fatto patologioco,avremmo potuto tenere i surreni sotto controllo ed evitare questa catastrofe?

C’è anche un’altra cosa strana: abbiamo avuto la 2° ecografia di Oliver solo dopo la sua morte ( il vet. non era in clinica e ha lasciato i risultati alla segretaria ) e  riportava solo due righe come referto:

“ L’esame ecografico ha messo in evidenza:

non si rilevano variazioni significative rispetto al precedente esame “

A differenza della 1° ecografia, non sono riportati i dati relativi ai singoli organi  e in oltre, in quest’ultima, sono riportate solo le stampe relative ai surreni, sulle quali leggo:

“ surr. Dx.   Generic:   01:  3,23 cm   
   surr.Sx.   Generic:   01:  3,31 cm

                                       02:   1,84 cm                                  02:   0,94 cm

                                       03:    0,73 cm                                                 03:   0,91 cm  “

Non avrebbe dovuto riportare anche le stampe di milza e fegato con le dimensioni delle lesioni, per poter veramente affermare che era rimasto tutto come nella precedente ecografia?

Ho letto di cani con lesioni spleniche molto più grandi di quella di Oliver, che hanno superato l’operazione, altri che fanno ancora le chemioterapie, altri che  hanno manifestato inappetenza, debolezza, per parecchio tempo……Oliver invece è stato vispo, allegro, correva e mangiava come sempre fino al  26/11/06, il giorno dopo è precipitato tutto e il 28/11 è morto.

Non mi fraintenda, se la fine sarebbe stata la stessa, è stato meglio così……non ha subito traumi, né il peso di una chemio, né altri stress per operazioni o cure……èstato felice fino all’ultimo momento…..

E’ possibile morire con una situazione ecografia di quel genere?

O dobbiamo pensare che era in fase terminale?

Oliver era una cane di fibra molto forte per resistere con la glicemia a 20?

Probabilmente Oliver avrebbe comunque avuto quel brutto male, ma la prego mi chiarisca questi dubbi e se può mi faccia capire cosa si poteva fare dall’inizio, cosa avrebbe potuto fare un veterinario!

Avevamo scelto per Oliver una clinica veterinaria pensando di dargli il meglio: 5 medici, 3 sale operatorie, 3 ambulatori, 20 gabbie per il ricovero di animali………..

Ma a cosa è servito tutto questo? fatte le analisi abbiamo comunque dovuto aspettare 1 settimana per i risultati, per l’ ecografia abbiamo dovuto comunque aspettare un medico esterno  che va in clinica 1 solo giorno alla settimana……..e soprattutto la domenica e i giorni in cui non sono di turno non ti ascoltano più di tanto!

So solo che Oliver meritava di più!

Mi scusi per lo sfogo.

Aspetto gentilmente 1 sua dettagliata risposta

09/03/2007
 

Cara Daniela, mi dispiace molto per il suo Oliver. Proverò a chiarirle qualche dubbio.
CUSHING. Il cushing è una malattia metabolica cronica, che non causa morte improvvisa e che è assolutamente incompatibile con uno stato di deperimento, malessere, anoressia e ipoglicemia. A meno che, assieme al cushing, non sia presente una malattia diversa e ben più grave. Quindi, di certo, la morte del suo cane non è imputabile a questa patologia. In assenza di sintomi fortemente sospetti per il cushing, non ha alcun senso correre a fare il test di cui parla, perchè anche un esame di laboratorio positivo, soprattutto con questa malattia, deve essere integrato all’interno di un quadro clinico compatibile con la diagnosi. Inoltre la diagnosi di cushing non ha carattere di urgenza, perché è una malattia che non determina emergenze mediche. Quindi, riguardo questo aspetto, l’atteggiamento del collega è condivisibile.
ECOGRAFIA. Una lesione ecografica della milza che non è associata a versamento emorragico e che in diverse settimane non mostra alcuna tendenza ad evolvere non deve far precipitare in sala operatoria. Che poi, in molti casi, cani che hanno subito una splenectomia possano vivere per molti anni è verissimo, soprattutto quando la splenectomia è stata eseguita senza motivo. Perché purtroppo quando la milza risulta coinvolta per davvero in un processo neoplastico maligno, nella maggioranza dei casi (emangiosarcoma, linfoma e mastocitoma in stadio avanzato) alla splenectomia il cane sopravvive ben poco. Di nuovo il comportamento del suo veterinario è stato condivisibile, perché (anche se forse sospettava che la lesione della milza poteva essere un emangiosarcoma) non è “saltato addosso” ad un cane di taglia gigante, anziano, per fare una chirurgia ad esito incerto. Forse il vostro veterinario ha avuto il torto di volervi rassicurare, ma di certo il vostro Oliver lo ha trattato bene.
REFERTO ECOGRAFICO: la stampa delle immagini ecografiche non ha praticamente alcun valore, in quanto l’ecografia è un esame dinamico il cui risultato deriva dall’interazione tra il movimento della sonda nelle mani dell’operatore e le immagini trasmesse sul monitor. Questo risultato viene riportato in forma scritta su un foglio di carta. La stampata delle immagini invece non dà alcuna informazione, di per sé. Con il senno di poi, vista la vostra diffidenza, il veterinario certo avrebbe fatto meglio a stampare un’immagine, ma quello che conta è il referto. Il referto di un ecografista non è giudicabile da una stampata della sua ecografia, non è come un radiogramma (sul radiogramma sono presenti tutte le informazioni che quel radiogramma può dare). Nell’ecografia tutte le informazioni sono racchiuse nel referto scritto. Se non ci si fida del referto bisogna fare una nuova ecografia.
GLICEMIA: una glicemia così bassa può essere il risultato di un errore di laboratorio, di un tempo di attesa troppo lungo del campione di sangue non refrigerato prima dell’esame (magari assieme ad una glicemia già bassa in partenza), o di una neoplasia maligna del pancreas che si chiama insulinoma. In quest’ultimo caso le crisi ipoglicemiche non si possono evitare, se non con la rimozione della neoplasia, quando questa sia stata riconosciuta e quando sia possibile rimuoverla.
A me spiace molto per quello che vi è accaduto, ma il fatto che il vostro cane sia deceduto in assenza di una diagnosi o di un intervento non vuol dire assolutamente che, con una diagnosi e con un intervento, sarebbe potuto vivere più a lungo.
La veterinaria che ha seguito Oliver nelle sue ultime ore è stata solerte e attenta, ma la situazione lo richiedeva, e quindi non ha alcun merito in più rispetto ai veterinari che si sono occupati di Oliver quando erano richieste altri tipi di interventi (diagnostici, non di urgenza, su un cane apparentemente in buona salute).
Rinnovo tutta la mia comprensione per il dolore che provate in questo momento, e spero che le sia di conforto sapere che Oliver è morto nonostante abbia avuto intorno a sé diversi esseri umani che hanno fatto, ognuno per quello che la situazione e il momento richiedeva, quanto di più ragionevole si poteva fare per aiutarlo: bravissimi padroni e veterinari attenti ed onesti.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Salve! da due mesi ho acquistato in un allevamento una bellissima pinscherina nana. Dal giorno in cui l'abbiamo portata a casa abbiamo notato che continuava a grattarsi soprattutto vicino al muso e sulle zampe. L'abbiamo fatto presente al veterinario, il giorno seguente all'acquisto, il quale le ha fatto degli esami scongiurando la rogna ed altri parassiti ma dicendoci cmq che in caso di non miglioramento avremmo dovuto ripetere gli esami. Dalla prima visita, siamo andati dal veterinario altre tre volte, per vaccini ecc., ma il prurito della mia cagnolina non è mai diminuito, anzi è peggiorato. Da circa due settimane infatti ha presentato zone alopeciche, arrossate che le danno veramente fastidio. Questa mattina il verdetto: è rogna rossa!
è stata individuata soltanto ora, probabilmente perchè peggiorata a causa dello stress seguito al vaccino e al probabile primo calore che sta per arrivare.
La veterinaria, peraltro molto competente, ci ha subito indicato una cura  che dovremmo iniziare fra tre giorni, dicendoci anche però che è necessario sterilizzarla a causa della trasmissibilità madre, feto. è proprio necessario non farle avere cuccioli?
Se  la malattia è veramente trasmissibile  solo da madre a cucciolo ciò significa che anche la mamma della mia cagnolina era malata: posso avere un qualche tipo di risarcimento dall'allevamento in cui l'ho presa?infatti le cure non si presentano economiche e anche la sterilizzazione ha un costo!
Ringraziandola
cordiali saluti
Giulia   Ferrara

09/03/2007
 

Gentile Giulia, la risposta alla prima domanda è sì. La risposta alla seconda domanda è sì, ma deve inviare la comunicazione della malattia entro 8 giorni dalla data della diagnosi (la rogna rossa forse può essere considerata un vizio occulto, per il quale la legge le dà una garanzia di 12 mesi dall’atto di compravendita dell’animale, a meno che lei non abbia firmato qualche clausola in cui riduce volontariamente tale garanzia). Non sono un legale e quindi in queste informazioni possono esserci delle imprecisioni!
La mamma non era certo affetta da rogna rossa quando sono nati i cuccioli, e non è detto che lo sia mai stata. Non è detto che l’allevatore fosse a conoscenza del problema (probabilmente no), e di certo non lo conosceva il rivenditore. Non c’è alcun motivo di sospettare alcuna intenzionalità da parte di chi le ha venduto il cane. E i cani, come i gatti, i conigli, i criceti e i pesci rossi, a volte hanno qualche difettuccio che richiede un esborso economico non preventivato. Nel suo caso la malattia è una di quelle che si comportano bene e costano poco.
Comunque di solito con gli allevatori ci si può venire incontro, senza avvocati intendo, mentre a volte con i rivenditori si fa un po’ fatica a colloquiare.
Quindi, a meno che lei non volesse usare la cagnolina per riproduzione e che quindi questa malattia modifichi completamente l’impiego che del cane voleva fare, se ha acquistato il cane in un negozio dovrebbe fare bene i suoi conti prima di pensare di andare da un legale.
E tra tutti i conti ci metta anche che la sterilizzazione non può annoverarla nelle spese “rogna rossa”, perché per non far fare i cuccioli ad un cane basta non farlo accoppiare. La sterilizzazione ha altri importanti vantaggi che non hanno nulla a che fare con la non riproduzone di un animale portatore di malattia trasmissibile alla prole.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 
 
Ho un cagnolino meticcio di 9 anni di taglia medio - piccola,pesa circa 12kg,che presenta un'ernia perianale piuttosto grossa,mi sono rivolta al mio veterinario il quale mi ha sconsigliato l'intervento perchè,oltre ad essere un'operazione piuttosto complicata e lunga,non garantisce che poi il cane ,anche mettendo una "specie di rete" per tenere i tessuti ,non ripresenti dopo poco tempo lo stesso problema. Mi ha invece consigliato di sterilizzarlo,perchè non ingrossandosi più la prostata quando sente l'odore delle femmine,non farebbe peggiorare l'ernia perianale.Vorrei un Suo parere perchè la sterilizzazione mi sembra un paliativo che non risolve però il problema,In attesa di una Sua risposta La ringrazio anticipatamente!!! 

11/03/2007
 

Gentile signora o signor…, il trattamento dell’ernia perineale (non “perianale”) di solito se ben eseguito non dà luogo a recidiva. La castrazione in corso di ernia perineale è invece controversa perché, se da un lato determina la riduzione del volume della prostata, dall’altro tende ad aumentare il rischio di sovrappeso e obesità. Entrambi questi fattori (l’ipertrofia prostatica e l’obesità) sono associati ad un aumentato rischio di ernia perineale, quindi la decisione di eseguire la chirurgia dell’ernia e castrare il cane, piuttosto che eseguire la chirurgia dell’ernia e somministrare una terapia medica per la riduzione del volume prostatico, vengono prese di volta in volta a seconda del caso. In pratica l’erniorrafia viene sempre fatta e ad essa può essere associata o meno la castrazione.
La sola castrazione senza l’intervento di erniorrafia perineale normalmente non è contemplata tra le possibili scelte terapeutiche, di modo che la decisione di operare in questo modo (in un modo cioè non ampiamente condivisibile da un punto di vista scientifico, ma magari adeguato per il singolo caso) può essere solo la scelta ponderata di un proprietario ben informato dal proprio veterinario e quindi assolutamente consapevole di tutti i rapporti costi-benefici. Mi sembra che questo purtroppo non fosse il suo caso.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere.
 
 
Gent.ma dr.ssa Bevere,
spero possa attenuare un po' l'angoscia di questo momento.
Sono proprietaria di 3 Maine Coon: una femmina di 5 anni, un maschio di 1 anno e mezzo e un'altra femmina di quasi 8 mesi.
Poco meno di 2 anni fa ho fatto accoppiare la femmina più vecchia con un maschio della sua razza. Il 27/8/05 ha partorito 3 cuccioli ma due sono morti per cause accidentali: la prima era molto grossa e podalica e io inesperta non sono riuscita ad aiutarla abbastanza velocemente ed è morta. La veterinaria che nel frattempo avevo chiamato non era voluta venire perché diceva che comunque non avrebbe fatto in tempo. Il secondo nato, maschio che ora sta con me, si è salvato. La terzogenita è morta sventrata dalla madre che ha reciso il cordone ombelicale troppo vicino all'ombelico perché la veterinaria mi aveva consigliato di lasciare fare tutto alla gatta e di non toccare assolutamente i cuccioli. La madre dei cuccioli è poi stata malissimo e l'abbiamo salvata per miracolo perchè era rimasta una placenta dentro e stava morendo di setticemia.
Il piccolo  nato il venerdì notte è riuscito a fare solo 2 poppate dalla madre e il lunedì ormai in fin di vita abbiamo iniziato ad allattarlo artificialmente. Il veterinario mi diceva infatti di insistere con le poppate dalla madre.
Questo gattino è quindi cresciuto allattato artificialmente dalla mamma del mio compagno che si svegliava ogni mezzora anche la notte poichè lui era talmente indebolito che riusciva a prendere solo poche gocce.
Nonostante questo, egli è stato sempre bene per più d 1 anno, poi il 2 dicembre 2006 abbiamo acquistato una femmina per lui e dopo 8 giorni si è scatenata l'ira di Dio: prima una forma influenzale con febbre che ha avuto una ricaduta curata con antibiotici tra cui Synulox 50, poi diarrea contagiatagli dalla piccolina e curata col Bimixin e Enterofilus(oltre che con rimedi omeopatici), poi si è preso una zampata dalla madre nell'occhio e quindi il veterinario ha dovuto anestetizzarlo e dargli due punti con relativo antibiotico.
Da quello momento è ripresa la diarrea ad intermittenza nonostante abbiamo provato prima Bimixin poi Stomorgyl 10 per 3 settimane sempre insieme ad Enterofilus. Abbiamo iniziato anche a dare l'Intestinal poi il d/d Hill's sempre su consiglio del veterinario ma la situazione rimane fluttuante.
Il gatto nel frattempo è dimagrito di mezzo kg. che ha in parte recuperato col d/d e lo Stomorgyl.
Ora è però di nuovo inappetente e con diarrea, svogliato.
Abbiamo fatto varie analisi, anche pensando che la piccola avesse portato qualcosa ma lei è risultata FIV e FELV negativa e negativa anche al Calicivirus.
Ora ipotizzano Fip perché dagli esami di laboratorio è emerso che egli ha un enzima dei muscoli più alto del normale e così pure le globuline.
Nel frattempo le altre due stanno però bene.
Ci sono altre malattie che danno gli stessi sintomi e vanno quindi escluse prima di fissarsi sulla Fip che è l'ipotesi più catastrofica e meno facile da diagnosticare?
La ringrazio sentitamente e scusi la lunghezza ma è stata un'odissea...
Daniela

11/03/2007

 

Gentile Daniela, non credo di poterla aiutare perché la mail tace le informazioni più utili. Ad esempio non si capiscono le motivazioni delle svariate terapie antibiotiche intraprese (senza un esame delle feci, senza un emocromo?) e non ho idea di quali elementi abbiano spinto a formulare l’ipotesi della FIP, visto che lei parla di un “enzima muscolare”.
L’aumento delle globuline, soprattutto in assenza di una curva elettroforetica, è un dato molto aspecifico.
Dalla mail inoltre non è chiaro come venga usata la dieta di cui parla: se cioè viene eseguita una vera dieta privativa oppure no, come immagino.
Comunque secondo me è necessario dapprima escludere Giardia, coccidi ed elminti intestinali e poi tutte le forme di diarrea che possono rispondere alla dieta privativa, indipendentemente dalla causa (allergia, intolleranza, o qualche altro meccanismo immunologico che magari si è scatenato in seguito ad un’infezione virale o batterica più o meno imputabile alla nuova gattina).

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dott.ssa Bevere,
la ringrazio della cortese risposta relativamente alla bontà della terapia "preventiva" con ACE inibitori per i miei due gatti Alex e Telly, i cui valori di cretinina erano lievemente rialzati.Sulla base del Suo parere, secondo cui è prassi somministrare l'ACE inibitore a  gatti anziani con cretinina in rialzo, non ho interrotto la terapia.Seguendo il Suo consiglio ho anche  iniziato a somministrare ai miei mici Omega pet, ed ho cercato mangime a basso contenuto proteico e di fosforo. Però gli unici mangimi in commercio con queste caratteristiche che ho trovato sono dedicati a gatti già affetti dalla patologia, e le indicazioni sulla confezione riportano l'avvertimento di non somministrare il mangime senza avere prima avuto indicazione dal veterinario. Il veterinario che ha in cura i miei due micetti ha detto che "non gli sembra il caso" di cambiare la dieta..Pur non essendo veterinario, (lo era mio Papà ma purtroppo non c'è più), sono però convinta che la dieta sia molto importante, dunque vorrei avere ancora un Suo parere relativamente all'opportunità di cambiare la dieta di Alex e Telly in favore di alimenti specifici per la patologia (attualmente mangiano ALMO), o in alternativa, quali alimenti acquistare e cucinare appositamente per loro, in sostituzione dei mangimi commerciali.
Con mille ringraziamenti, La saluto cordialmente

11/03/2007

 

Gentile signora o signore, se ha modo di ritornare sulla lettera di cui parla si accorgerà che io le ho indicato, in modo molto generico, le ragioni teoriche per le quali si somministra l’ACE inibitore quando è presente un aumento della creatininemia, e non le ho dato alcun consiglio diretto. Lei aveva bisogno di chiarimenti e io ho fornito informazioni, non consigli.
Lei sa che i suoi due gatti hanno un valore normale di creatinina e quindi sa che i suoi due gatti non soffrono di insufficienza renale. Di conseguenza ritiene che non sia necessaria una dieta per gatti con insufficienza renale. Bene.
Ma perché allora non si fa gli stessi problemi quando invece accetta di somministrare giornalmente un farmaco??
I suoi gatti non sono malati: allora la dieta non serve… ma una medicina sì??!!

Cordialmente perplessa, dott.ssa Nicoletta Bevere.

 
ho un gatto a cui hanno diagnosticato un solo testicolo. è possibile che nell'addome ci sia l'altro, in quanto l\\\'urina continua ad emanare un cattivo odore. tra l\\\'altro le ghiandole al lato del viso sono molto gonfie. mi aiutate a capire? grazie.

13/03/2007
 

Gentile signora o signore, il monorchidismo nel gatto è un evento eccezionale, mentre il criptorchidismo è piuttosto comune. Se il veterinario che ha operato il suo gatto le ha detto di aver asportato un solo testicolo, è praticamente certo che ve ne sia un altro ancora in attività, da qualche parte. Nella maggioranza dei casi il testicolo è ritenuto in posizione prescrotale o, un po’ più profondamente, a livello inguinale. Più raramente il testicolo può essere ancora in addome.L’intervento di asportazione del testicolo ritenuto risolve tutti i problemi.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere. 
La mia barboncina ha problemi di prurito si gratta siano a strapparsi il pelo.
Il problema è iniziato con mancanza di pelo agli occhi, ma dopo averle somministrato , su consiglio del veterinario cortisone,e compresse antifungine la mancanza  di pelo si è estesa attorno gli arti ed altre parti ove si gratta.
Altro veterinario dopo aver grattato cute mista a sangue  analizzata a microscopio ha escluso rogna e funghi concludendo per esclusione con dermatite da contatto.
Anche dagli esami del sangue non è risultato molto se non un calo di piastrine
Quindi, mi ha suggerito di ripetere il cortisone.
Mi si tratta proprio di dermatite o la patologia è un'altra?
Ho altri due cani perfettamente sani, e alla barbonciana  non ho variato la dieta di recente .
Grazie Eliana
 
13/03/2007

 

Gentile Eliana, che si tratti di dermatite è ovvio, perché la cute è copita da un processo infiammatorio: questa parola non identifica una diagnosi, ma solo un sintomo, ossia l’infiammazione della cute.
“Dermatite allergica da contatto” invece è una diagnosi vera e propria, ma non credo che abbia molte probabilità di essere la diagnosi corretta, nel suo caso. Infatti le dermatiti da contatto, oltre ad essere piuttosto rare, colpiscono tipicamente aree cutanee soggette al contatto prolungato con le superfici d’appoggio (erba, pavimento, tappetini). Il suo cane invece è colpito nella regione perioculare.
La diagnosi di una dermatite pruriginosa prevede l’esecuzione di alcuni test, in una sequenza abbastanza precisa. Purtroppo non condivido l’approccio del collega che ha deciso di eseguire un trattamento senza fare alcun test (stando a quanto lei scrive). Inoltre trovo che somministrare cortisone assieme ad un antifungino sia un controsenso, in quanto se il cane fosse stato colpito davvero da una micosi il cortisone sarebbe stato assolutamente controindicato.
E poi, prima di somministrare un antifungino, non sarebbe meglio fare una micocoltura, giusto per sapere se davvero esiste un fungo da trattare??

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Gentile Dott.ssa. Bevere,
La ringrazio per la sollecita risposta..In effetti il Veterinario che attualmente ha in cura in miei due gatti non ritiene opportuna una dieta per gatti con insufficienza renale MA, ritiene opportuna la terapia farmacologica... Il mio dilemma è se somministrare o meno ai miei adorati micini una ACE inibitore a fronte di un lieve rialzo di creatinina in due gatti anziani (8 e 10 anni),o se non sia preferibile, in questa fase, agire principalmente sulla dieta...Se fosse possibile avere un Suo contatto telefonico tramite il sito, gradirei prendere un appuntamento affinchè vedesse i miei due  micetti e valutasse la situazione, allo scopo di identificare un corretto approccio terapeutico-se necessario-o in alternativa, una strategia di prevenzione... Perdoni la mia insistenza, ma essendo un medico  (virologo) ragiono in termini umani...e non conoscendo le patologie veterinarie... ho delle enormi perplessità relativamente ad un uso così "disinvolto" di un ACE inibitore...senza ulteriori accertamenti tipo eco o altro...
Con mille ringraziamenti,
Laura Q, -Wray

13/03/2007
 

Gentile Laura, forse non è necessario essere un medico per rilevare questo tipo di salto logico, ma ogni tanto la fiducia che si concede al camice bianco fa chiudere gli occhi su inspiegabili stranezze.
La scelta di dare un ACE inibitore a due gatti con la creatinina nella norma, solo perché anziani, secondo me non ha alcuna base scientifica, perché non sta scritto da nessuna parte che un antipertensivo possa essere di alcuna utilità quando non solo non si sa se c’è ipertensione (e pazienza, le ho già raccontato perché si può somministrare ugualmente un antipertensivo), ma in più si sa che la funzionalità renale è nella norma.
E allora perché li facciamo gli esami del sangue?
Dicono che le acque di scarico siano piene di residui di ACE inibitori a causa dell’enorme consumo che si fa nell’uomo, a ragion veduta, di questi farmaci.
Il gatto non è un piccolo uomo e non c’è alcun motivo scientifico per somministrare questo farmaco in assenza di alcuna indicazione clinica.
L’uso è “disinvolto” perché tanto al gatto non sembra far male. Ma si tratta sempre di un farmaco somministrato senza motivo.
Prego per i mille ringraziamenti! (e io lavoro a Milano, se vuole può chiedere il numero a Bairo).

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Sono la proprietaria di Amy,una Cavalier King Charles  nata i 19/12/2004. Qualche giorno fa le è stata diagnosticata una pielonefrite  in trattamento antibiotico ed è stata rilevata la presenza di calcoli renali di circa mm 8 in ciascun dei bacini renali.
L'analisi delle urine non ha consentito di evidenziare la composizione chimica dei calcoli in questione.
Desidererei conoscere ulteriori informazioni su questo tipo di patologia ed il nominativo di eventuali specialisti ai quali rivolgermi al fine di poter predisporre le migliori cure possibili er Amy anche al fine di individuare la dieta più corretta da seguire.
Ringrazio della cortesia e della disponibilità.
Maria Giuliana M.

14/03/2007
 

Gentile Amy la pielonefrite è una malattia infiammatoria, di solito batterica, che colpisce dapprima il bacinetto renale (pielite) e successivamente, se la malattia non viene controllata, anche il rene (pielonefrite propriamente detta). Se la pielonefrite colpisce entrambi i reni, nel suo stadio più avanzato può dare luogo ad insufficienza renale.
La pelvi renale nel cane non è chirurgicamente accessibile, a meno che non sia enormemente dilatata, per cui gli uroliti presenti in questa sede vengono “lasciati in pace”.
La durata della terapia antibiotica in caso di pielonefrite dovrebbe essere almeno di 3-4 settimane, ma naturalmente la presenza di questi calcoli giustifica un trattamento più lungo. A fine trattamento andrebbe eseguita una urocoltura (urina prelevata per cistocentesi), da ripetersi dopo 3-4 mesi. Vista la giovane età del cane e visto il coinvolgimento di entrambi i reni sarebbe prudente tenere sotto osservazione la malattia attraverso ecografie ed esami delle urine eseguiti con una frequenza semestrale, almeno fino a quando non è chiaro il comportamento dei calcoli.
Poiché non è stato possibile determinare la composizione degli uroliti, è necessario somministrare una dieta indicata sia per la dissoluzione dei calcoli di struvite, sia per la prevenzione di quelli da ossalato (Urinary S/O o Urinary Royal Canin).

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
 
Gentilissima dottoressa, al mio piccolo di pastore tedesco (3 mesi circa) è stato diagnosticato il mega esofago, come posso curarlo nella maniera ottimale? Il cucciolo mangia ma spesso vomita il cibo misto a bava molto densa che si rimangia subito, esiste un rimedio per non far formare quella bava che io credo sia la causa della sua nausea? Grazie mille
Barbara

14/03/2007
 

Gentile Barbara, dobbiamo fare un bel po’ di ordine perché possa capire meglio la malattia che è stata diagnosticata. Purtroppo in questa sede sono costretta alla sintesi. Le consiglio quindi di tornare dal collega che ha fatto la diagnosi per un colloquio chiarificatore.
La nausea nel cane si manifesta con sbadigli, lambimento e deglutizione a vuoto. Il vomito è preceduto dalla nausea e si presenta con i conati: violente e rapide contrazioni della parete addominale. Il vomito è l’espulsione dalla bocca di materiale che proviene dallo stomaco o dalla prima parte dell’intestino.
Il rigurgito non è preceduto da nausea ed è l’espulsione dalla bocca di materiale che si trova nell’esofago. Nell’esofago sono presenti molte ghiandole che secernono una sostanza simile ad albume d’uovo, quindi il segno tipico del rigurgito (che è il sintomo principale del megaesofago) è proprio la presenza di quel materiale che lei ha notato e che erroneamente crede essere una causa di nausea. Il suo cane, se ha davvero il megaesofago, non solo non vomita (ma rigurgita), ma non ha nemmeno nausea.
Come avrebbe dovuto spiegarle chi ha posto la diagnosi, la gestione quotidiana del megaesofago richiede che il cane debba essere alimentato “in piedi” e mantenuto in quella posizione per 10-15 minuti dopo la fine del pasto, per agevolare il transito del materiale alimentare dall’esofago allo stomaco.
La terapia farmacologica può prevedere l’uso di agenti procinetici e, in caso di broncopolmonite, la somministrazione di antibiotici.
La terapia chirurgica non si applica nel megaesofago congenito idiopatico (in un cucciolo di Pastore Tedesco questa è l’ipotesi più probabile, ma in teoria bisognerebbe escludere l’ernia iatale e la presenza di un anello vascolare periesofageo).

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Gentile dottoressa,
il mio labrador maschio,4 anni e 1/2,ha un'insufficienza pancreatica,diagnosticatagli fin dai 2 mesi d'età, appena arrivato nella nuova casa dall'allevamento.
E' stata trattata con successo con 4 capsule giornaliere iniziali di Tryplase, poi ridottesi gradualmente ad una,serale, grazie all'aggiustamento della dieta(120 grammi di pollo o tacchino bolliti,
200-220 grammi di pane secco e 5 mele renette al giorno, tutto diviso in due pasti pro die).
Prima di tutto vorrei sottolineare che l'uso delle mele(e vorrei sapere se sbaglio)non e' casuale,in quanto prima di assumerle dovevo dargli maggior quantità di enzimi;poi vorrei sapere se il cane andra' incontro ad altri problemi metabolici (diabete, insufficienza pancreatica cronica)?
Ringraziandola,
Alfredo I.

15/03/2007
 

Gentile Alfredo, una diagnosi di insufficienza pancreatica in un Labrador di due mesi, effettuata subito “appena arrivato a casa” dall’allevamento, mi lascia un po’ fredda. Che poi lei se la cavi con una sola capsula serale e cinque mele mi lascia ancora più perplessa.
Ma siamo proprio sicuri? Forse le converrebbe ripetere la concentrazione sierica della TLI, in quanto la sua storia (se me l’ha riportata bene) si discosta molto da quella che di solito viene raccontata quando in un cane molto giovane si fa diagnosi di insuffcienza pancreatica esocrina.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gent.ma Dottoressa,
avrei bisogno di un Suo parere.
Nel mese di Novembre tramite un allevamento ho acquistato due gatti norvegesi (maschio e femmina) da compagnia.
Dopo aver compiuto il 6° mese e precisamente dopo il 22/02/2007 il maschetto, bellissimo, vispo, rotondetto e coccolone, ha iniziato ad essere svogliato, apatico, non giocava più e mangiucchiava.
L'ho portato dal  veterianario che mi ha detto che forse c'era un'infezione in corso, in quanto presentava una moderata febbre, ma non c'erano altri sintomi (non c'erano: tosse, starnuti, diarrea, vomito). Mi ha consigliato di attendere qualche giorno per vedere se si ristabilizzava - purtroppo non è cambiato nulla; il micio ha iniziato a perdere peso ad essere debole e negli occhi si vedeva abbastanza bene la terza palpebra.
Sono stati quindi fatti gli esami del sangue dei quali Le allego copia, più i test  della leucemia felina che hanno dato responso negativo.
Ho iniziato una terapia antibiotica con Synulox, ma il gatto peggiorava sempre.
Ho portato il micio quindi da un altro veterinario che al fine di escludere la FIP ha fatto al micio i test (cpr) ed avrò i risultati fra 10 giorni, durante la visita mi è stato detto che gli occhi comunque non presentano manifestazioni da FIP, mentre la temperatura era arrivata a 40,5
Nel contempo ha cambiato la terapia antibiotica con una compressa di RENOXAN e 1 cc. di sciroppo per migliorare la funzionalità epatica (non mi ricordo il nome ) più un antiparassitario da applicare a tutti e due i gatti.
Il veterinario mi ha detto che è cautamente ottimista. Ma io che sono un soggetto ansioso, con attacchi di panico, ed in terapia con antidepressivi, ho dei momenti nei quali sto malissimo.
Mi può dare un Suo parere. Cosa ne pensa ?.
La ringrazio tantissimo ed invio i migliori saluti
Patrizia O.


15/03/2007
 

Gentile Patrizia, se non mi ha taciuto nulla sulla sintomatologia del gattino (e se il gatto non sta migliorando in questi giorni con la doxiciclina), bisogna davvero attendere l’esito dell’esame.
Nel caso in cui il gattino avesse un titolo anticorpale del coronavirus (anche non molto alto) la FIP andrebbe davvero considerata una possibile diagnosi, anche se la conta cellulare non è delle più tipiche. Se invece il titolo fosse negativo, allora la FIP sarebbe molto poco probabile.
Però per avere informazioni più dettagliate, in anticipo sull’esito della sierologia, dovrebbe sottoporre il gattino ad un’ecografia addominale. Forse sapere qualcosa di più aiuterebbe lei a vivere la situazione con meno ansia.

Auguri, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile Dottoressa
sono la proprietaria di un golden retrivier di due anni con problemi di sovrappeso adesso pesa 59 kg.
A due mesi lo preso da un allevamento all'estero arrivato in Italia deperito con tosse da canile (cosi' diagnosticata da un veterinario) e' stato curato con farmici con cortisone per due settimane passate le quali la tosse e' sparita ma gli si e' formata una pancia anomala con un improvviso aumento del peso.
Mi viene prescritta una ecografia cardioepatica in cui si evidenzia un'anomala pressione sanguigna verso i vasi del fegato ma non mi viene prescritta alcuna cura.
Cambio veterinario e il cane viene messo a dieta ferrea di corcchete light per tre mesi ma il peso non diminuisce anzi.
Il cane a 4 mesi pesa circa 30 kg e inizia ad avere grosse difficolta' motorie e poca resistenza al moto.
Ricambio veterinario e' attraverso delle prove specifiche gli viene diagnosticata un malformazione alla tiroide viene curato con le eutirox e dopo la cura la tiroide riprende a funzionare ma il peso del cane e' raddoppiato.
Adesso mi trovo nella situazione in cui nessuno mi sa piu' cosa devo fare per il mio cane.
Il cane mangia dorme e fa' i bisogni regolarmente avrebbe voglia di correre ma il suo corpo glielo impedesce.
Saprebbe indirizzarmi verso qualche veterinario nella mia zona, Trieste, dove potermi rivolgermi per avere un aiuto o consiglio.
Ringrazio Monica padrona di Zeus  

16/03/2007

 

Gentile Monica, il suo racconto è un po’ confuso (“pancia anomala”… ma il referto ecografico cosa diceva?) e a tratti incredibile (30 Kg a 4 mesi…) quindi non posso che limitarmi al peso attuale del suo cane.
Le difficoltà di deambulazione di Zeus possono dipendere da diversi fattori, ma è indubbio che 59 Kg per un Golden sono davvero troppi. In genere l’obesità nel cane è dovuta ad errori dietetici, come avviene nell’uomo, per cui la prima cosa da fare è una verifica sincera ed onesta sulle quantità e sul tipo di alimento che il cane ingerisce complessivamente durante la giornata. Le malattie del metabolismo che possono rendere vane dieta ed attività fisica, in un cane di soli due anni, sono da prendere in considerazione in seconda istanza e da verificare con i test specifici, dopo aver sottoposto il cane ad uno screening ematochimico generale.
Ripeto, l’ipotesi più probabile nel suo caso è che lei senza accorgersene alimenti Zeus in modo non corretto e non è da escludere la compresenza, oltre all’obesità, di patologie ortopediche che aggravino la difficoltà deambulatoria.
Per curare l’obesità di solito, più che un veterinario speciale, è necessario che il proprietario cominci a credere che dal bilancio energetico (la differenza tra
quello che si mangia e quello che si consuma) non si scappa.
Se lei cerca il quarto o quinto parere veterinario con lo scopo di trovare una giustificazione a quei 59 kg diversa dal cibo, è probabile che non riesca a risolvere il problema.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
gentile dottoressa, vorrei sapere che controindicazioni ci sono ad acquistare un cane di razza bulldog inglese (di cui siamo appassionati) proveniente dal Camerun (perchè a prezzo vantaggioso) munito di certificato di salute.... a me no interessa la valdità o la veridicità del pedigree, ma la SALUTE del cucciolo..... (essendo anche una razza particolare predisposta a certe malattie).......  saranno cuccioli sani?  in attesa di una sua cortese e sincera risposto le porgo distinti saluti.
nadia

16/03/2007
 

Cara Nadia, ma che bella domanda, potremmo girarla a qualche appassionato di lettura dei fondi di caffè. Non ne ho la minima idea. A parte che in genere la merce viaggia a rischio e pericolo del compratore e che in caso di vizio o malattia dell’animale lei dovrebbe imbarcarsi in una causa internazionale. Non so. A me personalmente non piace rischiare, ma è davvero questione di gusti.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere.

 
Gentile dottore,
da anni mi occupo di una colonia felina negli appennini di parma.
a tempo pieno nel periodo estivo e al fine settimana nel periodo autunno inverno..(purtroppo vivo e lavoro in città) .Uno dei miei gatti maschio di circa 7/8 anni sta progressivamente indebolendosi,da mesi è inappetente ed il pelo è bruttissimo, poco lucido arruffato ed anche il colore si è modificato : da tigrato grigio è diventato rossiccio.
Esiste qualche integratore da potergli dare per vedere se recupera, un complesso vitaminico che non abbia possibili effetti collaterali?
su internet ho letto di alcuni prodotti tipo Korrector Aiuta della Formevet...

Grazie x l'attenzione, e x l'aiuto!

19/03/2007
 

Gentile signora o signore, purtroppo non posso fare a meno di dirle che la somministrazione di un integratore qualunque, nella sottilissima speranza che i sintomi di questo gatto di colonia siano dovuti proprio ad una carenza vitaminica o minerale, ha poche o nulle possibilità di far guarire l’animale. Molto meglio sarebbe chiedere la visita di un veterinario.
Comunque l’integratore di cui parla non ha controindicazioni e se vuole può provare a somministrarlo senza alcun timore di far danno.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

 
gentile dott. ho 1pastore tedesco di 5 anni e 7 mesi 1 mesetto fa è stato riscontrato delle fistole perianali, il mio veterinario, alla prima visita le ha spremute e poi nel corso della settimana e quella
successiva gli abbiamo fatto punture credo di cortisone. ora a distanza di una paio di settimane il cane riscontrava miglioramenti, e così ho ritenuto nn + necessario il veterinario (visto che lui mi aveva detto che se migliorava potevo nn andar +). Invece il mio cane ora ha nuovamente lo stesso problema e mi sembra + infiammato. gli  stato fatto una puntura di dectomax, fardocillina e novestorol. questa volta
nn ha spremuto nulla ,devo far ricontrollare tra 3 gg,ne son passati 2 dalla puntura ma nex miglioramento. saprebbe x caso darmi delucidazioni
in merito.
grazie.mi dispero nel vederlo soffrire così.
Sono della provincia di teramo sulla costa adriatica.

19/03/2007
 

Gentile signora o signore, la sua mail non mi permette di capire quale sia il problema, in quanto la diagnosi di fistole perianali non collima con il trattamento che ha effettuato il suo veterinario: in particolare la “spremitura” si può effettuare su una ritenzione dei sacchi paranali, ma non sulle fistole perianali.
Insomma, mi manca la diagnosi esatta, quindi posso solo dirle che se la patologia del cane è una ritenzione dei sacchi paranali la sola spremitura a volte è sufficiente e il cortisone non serve; se la patologia è l’infiammazione dei sacchi paranali con eventuale ascessualizzazione e fistolizzazione dei sacchi, allora è necessaria una terapia antibiotica per una decina di giorni e il cortisone è controindicato. Infine se si tratta di fistole perianali allora il trattamento consiste in rasatura e detersione della parte, eventuale trattamento antibiotico e trattamento immunosoppressore con ciclosporina per via orale o tacrolimus ad uso topico. Anche in quest’ultimo caso il cortisone non sarebbe indicato.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Salve sono Cettina da salerno.circa tre mesi fa ho adottato un cane randagio che vagava sotto casa.Ha circa tre anni di razza meticcia simile ad uno spinone.Dalle cicatrici che ha sul collo ho pensato che lo abbiano tenuto ad una corda strettissima per anni ho che sia capitato in una trappola per cinghiali.Il mio veterinario ha riscontrato una cataratta ad entrambi gli occhi credo in forma ancora lieve,oltre che un difetto di lacrimazione che lo costringe ad avere sempre gli occi rossi,non ricordo come ha specificato questa patologia.Vorrei sapere se la cataratta si può operare e in che modo posso aiutare Buio se dovesse perdere la vista,perchè a quanto ho capito questo può succedere.La ringrazio infinitamente cettina

19/03/2007
 

Gentile Cettina, la cataratta nel cane può essere trattata con la facoemulsificazione. Si tratta di una procedura specialistica che richiede la prestazione di un oculista veterinario dotato di strumentazione specifica per questo intervento (facoemulsificatore e microscopio operatorio). Naturalmente è l’oculista che dopo la visita decide se e quando sottoporre il cane all’intervento e se prima dell’intervento sono da eseguire indagini particolari.
Io fossi in lei, più che pensare alla cataratta, mi concentrerei sulla causa di questi “occhi rossi”, causa sulla quali lei ha sorvolato come se non fosse nulla di importante, ma che probabilmente per il cane è motivo di disagio molto maggiore rispetto ad un leggero opacamento del cristallino.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentilissima Dottoressa Bevere, prima di tutto grazie per avermi tranquillizzata sul parto della mia gattina. Sono nati senza problemi 4 cuccioli belli e vivaci. Solo che dovendo fare la denuncia di nascita  non riesco a capire se sono maschi o femmine. Il veterinario mi ha detto che il sesso è riconoscibile, mediante un test, entro due o tre giorni dalla nascita. Adesso che sono più grandicelli - due settimane - si rsichia di sbagliare. La distinzione è' davvero così difficile?  Quando potrò capirci qualcosa?
Altra domanda: vorrei vivere l'emozione di un'altra cucciolata, ma non prima di aver dato alla mammina - e anche al papà che è tenerissimo - ,  il tempo
di riprendersi da stress e fatica. Esistono farmaci per inibire il calore (almeno per qualche mese)  che però non siano dannosi per la micetta?
Grazie ancora.
Manuela.

19/03/2007
 

Gentile Manuela, prego. Secondo me ha capito male quello che il suo veterinario ha detto. Per verificare il sesso dei gattini basta un’occhiata, non ci vuole alcun test ed è la cosa più facile di questo mondo (per uno che sa dove guardare, ovviamente). Quando può conoscere il sesso dei suoi gattini? Circa due settimane fa. Ma volendo anche oggi, o domani. Per la seconda domanda, la risposta è no.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

 
Buon giorno
il mio cane appena preso da 10 giorni da un canile ha circa 7 anni e deve essere sottoposto alla anestesia totale per pulizia dei denti, ho paura! è vero che l'anestesia può essere pericolosa, lui non ha patologie
grazie

20/03/2006
 

Gentile signora o signor…, come lei sa già, e come tutti sanno (basta sentire il telegiornale) l’anestesia ha un piccolo (molto piccolo) ma ineluttabile margine di rischio, anche in un essere giovane e sano e anche quando ad occuparsi della procedura è un anestesista dotato di tutti gli strumenti e di tutte le abilità necessarie. Ma “margine di rischio” non è per forza sinonimo di “pericoloso”, a meno che non si voglia definire “pericolosa” qualsiasi attività a causa della quale in teoria si può morire, come andare a sciare, fare il bagno nel lago, andare a cavallo, in moto, bicicletta, usare la macchina…

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere
 

gentile dottore, da un po di tempo la mia gatta vomita spesso schiuma bianca a piccole dosi ma moltissime volte, a cosa è dovuto? come posso aiutarla?
la saluto e grazie mille

20/03/2007

 

Gentile signora o signore, poiché le cause di vomito sono moltissime, alle sue domande non si può rispondere con precisione  senza che lei porti la gatta dal veterinario, almeno per una visita.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 

Gentile Dr.ssa ho una golden di nove anni e mezzo e dieci giorni fa è stata operata ad un nodulo alla mammella.
Il mio veterinario aveva da prima consigliato di togliere tutta la fila per prevenzione ma poi considerando la situazione della mia golden e non essendo io molto propensa ad un intervento così radicale ha tolto solo il nodulo.
Le faccio un riassunto
Due gravidanze.
Sterilizzata all’età di 7 anni in seguito a parto cesareo.
Controlli ecografici su organi addominali e cuore (fatti circa un paio di mesi prima per un controllo di routine) perfettamente normali
Nodulo presente solo sull’ultima mammella.
Dall’esame istologico è risultato un sarcoma ben incapsulato a margini indenni; il laboratorio non è stato in grado di dire se c’erano diramazioni in quanto è stato inviato all’esame esclusivamente il nodulo senza altro tessuto circostante in quanto è stato asportato facilmente essendo appunto molto ben incapsulato.
Il mio veterinario a questo punto mi consiglia la mastectomia totale di tutta la fila mammaria ma vorrei da lei un consiglio per capire se si possono fare altre indagini per verificare l’esistenza di metastasi, Le faccio presente che non ci sono alcune controindicazioni all’intervento chirurgico in quanto la cagna è in perfetta salute (esami del sangue perfetti fatti qualche giorno prima dell’intervento di nodulectomia)) ma vorrei ovviamente evitarle un ulteriore intervento se non necessario.
Grazie in anticipo
Sabrina

21/03/2007

 

Gentile Sabrina, mi sembra che le motivazioni del collega, dopo la nodulectomia, rimangano le stesse che lo avrebbero spinto ad eseguire la mastectomia fin da subito: ossia la prevenzione. In generale prevenire è sempre meglio che curare, ma in questo caso specifico, personalmente, non sono d’accordo sul fatto che si debba eseguire un intervento chirurgico per asportare del tessuto sano, affinchè quello stesso tessuto non possa un giorno, forse, ammalarsi. Perché allora, sulla base di questo principio dovremmo togliere la milza ai pastori tedeschi, le orecchie ai gatti bianchi, la prostata a tutti gli uomini, e così via.
Se la mammella è sana perché eseguire una mastectomia? Comunque questa è davvero una questione soggettiva (chi è a favore dice “quello che non c’è, non si ammala”, chi non è favorevole ribatte “se vogliamo essere strasicuri che un cane non vada incontro a nessuna malattia, dobbiamo sopprimerlo da cucciolo”).
Insomma, deve decidere da sola.
Le indagini preoperatorie atte ad individuare l’esistenza di metastasi o micrometastasi sono rispettivamente la radiologia e la TC del torace.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere. 

Gentile Dr.ssa ho una gattina Ragdoll di circa due anni che ho fatto accoppiare la prima volta a una anno e mezzo e intorno alla 6/7 settimana ha avuto un parto prematuro, è nato un gattino formato ma non vitale ed un un feto ancora non formato, l’allevatrice mi ha detto che poteva succedere e che avendo fatto l’accoppiamento con una maschio molto imparentato poteva essere questa la causa e che avremmo riprovato successivamente. Dopo circa sei mesi abbiamo riprovato con un maschio diverso senza legami stretti di parentela ed ugualmente alla settima settimana ha abortito questa volta sei mici formati ma ovviamente non vitali.
Ad differenza del primo aborto però questa volta la gattina è stata male con febbre alta ed uveite e i miei veterinari mi hanno consigliato di effettuare le analisi del sangue e la ricerca di possibili virus.
Le elenco quelle che ricordo FIV, FELV, FIP, CORONAVIRUS, TOXOPLASMOSI,  ed uno screening completo delle analisi del sangue, risultato per fortuna tutto negativo e analisi del sangue perfette.
Successivamente abbiamo effettuato un accurato controllo oculistico per verificare che l’uveite non avesse portato conseguenze ed anche li tutto a posto e poi controllo ecografico a tutti gli organi per scongiurare cisti ovariche ed anche li tutto a posto.
Mi chiedo che cosa possa provocare questi parti prematuri? Potrebbe essere una carenza ormonale o un invecchiamento precoce della placenta.
In caso ci sarebbero delle cure ormonali da fare per aiutare la gattina a portare avanti la sua gravidanza?
Ho letto su alcuni libri molto divulgativi sulle patologie del gatto che una volta esclusi possibili virus in caso di aborti prematuri si può somministrare l’ormone della gravidanza una settimana prima della data presunta dell’aborto e interrompere una settimana prima della data prevista del parto, da fare attenzione alla corretta somministrazione per evitare di mascolinizzare troppo la gatta o far durare troppo a lungo la gravidanza, ma di che ormone si tratta e come va monitorata la somministrazione?
Avrei piacere di farle fare una cucciolata ma se questo comporta danni alla sua salute non esiterei a farla sterilizzare.
La ringrazio in anticipo.
Cordiali saluti
Sabrina

21/03/2007
 

Gentile Sabrina, in effetti se sono state escluse infezioni batteriche, virali e protozoarie, e avendo anche cambiato il maschio, si può prendere in considerazione una carenza di progesterone. Questa possibilità andrebbe verificata programmando di monitorare il dosaggio ormonale a partire dalla sesta settimana. In questo modo si potrebbe provvedere immediatamente alla somministrazione di progesterone esogeno, non appena dovessere verificarsi un calo di quello prodotto dalla gatta.

In questo modo sono state trattate con successo cagne affette da insufficienza progestinica. Nella gatta il problema è meno descritto, ma almeno la poca bibliografia reperibile è molto recente (2006). Il collega che ha in cura la sua gatta potrebbe consultarla, oppure inviarla presso un centro specializzato in ostetricia veterinaria.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

 

 

Gent.ma  Dott.ssa
La ringrazio per la Sua risposta al problema di una sospetta FIP per il mio gatto di 7 mesi.
Effettivamente e purtroppo la malattia a seguito del test PCR è stata diagnosticata. La forma è quella effusiva infatti il micio aveva la pancina piena di liquido che stato rimosso facilmente.
So che la malattia non ha cura, il veterinario mi ha messo al corrente di tutto, ma anche del fatto che comunque allo stato attuale si può cercare di migliorargli per quanto è possibile la vita e far regredire i sintomi in modo da regalargli ancora qualche mese (spero) di vita dignitosa.
La terapia che è stata instaurata immediatamente è a base di 1 puntura di antibiotico per una settimana e del cortisone per bocca per  quanto sarà possibile.
Già ieri sera ha dato dei buoni risultati a livello di ripresa, infatti ha mangiato da solo, ha ripreso a lavarsi e a parte la magrezza sembra un gatto sano.
Volevo chiederLe se pensa che ci possa essere un tipo di alimentazione con aggiunta di vitamine ed antiossidanti che possano aiutarlo. Il mio veterinario mi ha detto di si, ma non mi ha detto cosa.
Lei cosa ne pensa? Mi può dare qualche indicazione?.
La ringrazio ancora per la Sua cortesia, e Le invio i migliori saluti.
Patrizia O.

23/03/2006
 
Gentile Patrizia, molto spiacente per questa conferma. Per il suo gattino, che si alimenta poco e consuma molte proteine disperdendole nel versamento addominale, sono indicati A/d Hill’s e Convalescence support Royal Canin.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere.

gent.ma dott.ssa,
ho un meticcio da caccia (incrocio tra Setter irlandese, breton, segugio e kurzar) di 11 anni da circa un mese e mezzo è affetto presumibile artrosi  in quanto lamenta dolore se gli si alza la testa, tipo quando li si infila il collare, e ultimamente specie la mattina barcolla sulle gambe posteriori ha un buon appettito ma devo aiutarla avvicinandole la ciotola.
La mia veterinaria - che conosce il cane da cucciolo - le ha fatto una radiografia completa , ma questa non ha eveidenziato alcuna alterazione a livello scheletrico - tranne che per poter avere nitidezza ha dovuto tarare
la'apparecchio come se pesasse 40 kg. (il mio cane pesa 10.5 kg.) dicendomi che aveva una forte contrattura muscolare diffusa; la terapia che sta
seguendo attualmente è: 1/2 cp. Deltacortene con 30 mg. due volte al dì di Ranitidina e VMP articolare 2 cp. al dì- sino ad ieri  unite a Cartidol (glucosamina con condroitina e artiglio del diavolo - per circa dieci giorni
ho associato anche cp. di artiglio del diavolo ma oggi ho sospeso ciò - da ieri ha difficoltà a stare in piedi anche se quando la porto fuori cammina se pur con difficolta le sto facendo fare passeggiate molto brevi e la lascio riposare per tutto il tempo che desidera.
L'anno scorso è stata operata per dei noduli nella zona mammaria e sono state asportate quasi tutte le mammelle con relativo svuotamento delle ovaie e utero, ha fatto una ecografia di controllo nel mese di febbraio e tutto da quel punto di vista e a posto.
Mi rendo conto che se è artrosi non avrò il completo recupero del mio adorato cane , ma sono a chiederLe come cura conservativa - poiche la mia veterinaria dalle lastre fatte esclude l'intervento -se quella in corso - a parte la riduzione spero sino ad eliminazione del cortisone - va bene , un amico amico mi consiglia di unire anche il Fortiflex forte .
In attesa di una Sua graditissima risposta  colgo l'occasione per cordialmente salutarLa.
                                                                           Giampiero F.

24/03/2007
 

Caro Giampiero, sicuramente ha capito male quello che le ha detto la collega perché l’artrosi non è causa di dolore cervicale, né tantomeno di atassia (“barcolla sugli arti posteriori”)!!! Il suo cane potrà anche avere qualche articolazione affetta da artrosi, ma questo non ha assolutamente nulla a che vedere con la sintomatologia che riferisce. Nel suo caso, dimenticando del tutto l’artrosi, andrebbero prese in considerazione in prima istanza (almeno) le infezioni da rickettsiacee e le malattie degenerative dei dischi intervertebrali.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Gent.ma dott.ssa Nicoletta Bevere, La ringrazio per la Sua cortese e tempestiva risposta nel mio messaggio di ieri ho dimenticato di comunicarLe che al cane è stato fatto un esame del sangue da cui non si evidenzia alcuna alterazione e non ha febbre - è una sintomatologia quella delle rickettsiacee                     che può anche non dare febbre? (perdoni l'ignoranza, ma anche se mi fido della mia veterinaria essendoci anche un quasi rapporto di amicizia vorrei verificare, per quanto possibile, anche se mi rendo conto che non vedendo l'animale non potrà essere precisa nella risposta,ma vedere il mio cane che sino a meta febbraio era denominato nel quartiere "il cane pazzo" per l'eccessiva allegria e gioia di vivere e saltare che aveva, in queste condizioni mi fa davvero male al cuore) per l'altra sintomatologia malattie degenerative dei dischi intervertebrali da Lei presunta devo quindi attendere un consulto da parte di uno specialista in ortopedia?.
Mi scusi se mi dilungo, ma potrebbe - poiche molte volte il cane mangiava erba, nei giardini - dove tra l'altro vi è anche un percorso di agility - in cui lo porto, aver ingoiato erba trattata con pesticidi o altro? e se così fosse stato un esame del sangue avrebbe dovuto individuarlo?.
Nella seconda ipotesi formulata potrebbe essere necessaria una mielografia? e se dovessero individuare delle anomalie come descritte gentilmente da Lei c'è una valida terapia?
Perdoni l'insistenza ma non sopporto di vedere il mio cane in queste condizioni, ringraziandoLa anticipatamente per un Sua cortese e gradita
risposta, colgo l'occasione per porgerLe distinti saluti.

Giampiero F.

25/03/2007
 

Caro Giampiero, è vero che una rickettsiosi dovrebbe causare ipertermia e leucocitosi, ma il fatto che il suo cane non abbia questi sintomi non ci dice un bel niente sulla causa della sua malattia.

La diagnostica per un dolore cervicale associato a deficit neurologico non si può certo limitare al rilievo della temperatura e ad un emocromo. A proposito del consulto di cui parla, sono pienamente d’accordo con lei, ma per l’esattezza deve contattare un neurologo o un ortopedico-neurochiurgo, il quale le illustrerà le indagini più adatte e maggiormente accessibili nel suo caso (mielografia, mielo-TC, esame del liquor, ecc…). La prognosi e il tipo di terapia dipendono strettamente dalla diagnosi.

Gli avvelenamenti da pesticidi o da rodenticidi non si manifestano con la sintomatologia che mi ha riferito nella prima mail. Per quanto riguarda l’ opportunità di evidenziare un avvelenamento con degli esami del sangue, ovviamente esiste questa possibilità, ma solo con accertamenti mirati e specifici. Non sapendo quali esami lei abbia fatto, non posso risponderle.

Cordiali saluti,

dott.ssa Nicoletta Bevere.

 

Gentili dottori,
vi scriviamo perchè siamo abbastanza preoccupati per il nostro gattino. Lo abbiamo adottato un paio di mesi fa, ha circa otto mesi e si chiama Aladino. Il 13 marzo è stato vaccinato contro la leucemia felina. Ora, dopo circa due settimane, ci siamo accorti che è comparsa una cisti dura al tatto, della grandezza di un fagiolo, proprio nel punto di inoculazione del vaccino. Purtroppo non sappiamo esattamente quando sia comparsa. Oggi provvederemo a farlo vedere dal nostro veterinario, però essendo abbastanza ansiosi ci terremmo ad avere più di un parere a riguardo. Vorremmo sapere
1) se questa reazione sia normale per quel tipo di vaccino, o se il gatto è a rischio;
2) Come dobbiamo comportarci nei prossimo giorni?
3) Qualora fosse un tumore, quali sono i tempi di sviluppo?
4) Potremmo capire dal tempo trascorso se si tratti di una normale reazione al vaccino?
5) Conviene vaccinare un gatto d'appartamento contro la FelV?
Attendiamo ansiosamente una vostra risposta e vi ringraziamo di tutto.
Cordiali saluti,
Lorenzo e Roberta

26/03/2007
 

Gentili Lorenzo e Roberta, rispondo a tutte le vostre domande. 1) No, non è normale. Esiste la possibilità che non si tratti solo di una reazione infiammatoria. 2) Portare il gatto da un veterinario per far eseguire l’esame citologico della lesione. 3) Abbastanza rapidi. 4) No. 5) No, a meno che non esistano particolari indicazioni, come la convivenza assieme ad un gatto FeLV positivo.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

Gentile Dr.ssa la ringrazio molto della sua risposta e provvederò a fare la radiografia e la TAC al torace per scongiurare la presenza di metastasi, anche se quando avevo chiesto questo al mio veterinario mi ha risposto che se la mia golden avesse avuto metastasi non c’era molto da fare, ma dallo stato di salute del cane non sembra che potesse avere problemi ai polmoni.
In effetti il nodulo che è stato asportato era li da molto e non si era ingrossato in modo rapido, quindi anche a me se pur d’accordo con la prevenzione mi sembra precipitoso effettuare un tale intervento e magari un controllo accurato delle mammelle per prendere in tempo eventuali nuove formazioni di noduli.
Il veterinario mi ha consigliato la mastectomia perché ritiene che il sarcoma sia di origine maligna.
Questo comporta una più facile formazione di nuovi noduli?
C’è la possibilità che alcune cellule possano generare metastasi in altri tessuti?
Grazie ancora della sua disponibilità.
Sabrina

26/03/2007
 

Gentile Sabrina non credo che il suo veterinario le abbia detto esattamente quelle parole. Stando a quanto lei mi ha scritto nella prima e nella seconda mail, il suo veterinario vuole asportare una mammella che ritiene sana, solo per prevenzione. Le ho già risposto e non ho nulla da aggiungere in proposito.
Ma poi sembra che questa mastectomia vada proprio fatta, perché è stato asportato un sarcoma, che è un tumore maligno, pericoloso, che può essersi diffuso al resto del tessuto mammario (anche se era ben incapsulato e con margini indenni?). Però senza una radiografia del torace, perché comunque (dalla sola visita?) non parrebbero esserci metastasi al polmone.
Cioè la mammella, che alla palpazione appare normale, va tolta, ma una radiografia del torace è facoltativa?
A parte queste mie perplessità, per
rispondere alle sue domande posso dirle che il sarcoma è un tumore maligno, ma un sarcoma ben incapsulato e con margini indenni, asportato completamente, dove può andare? Certo che la mammella di una cagna anziana, così come ha sviluppato una neoplasia in un punto, ne può sviluppare una seconda due centimetri più avanti. Il tessuto ghiandolare è comunque più soggetto ora a questo tipo di malattie di quanto non lo fosse sei anni fa.
Le metastasi sono tumori a distanza, generati da un tumore primario. Possono colpire qualsiasi organo o tessuto, ma il polmone nel caso dei tumori mammari è l’organo dove si hanno maggiori probabilità di diffusione.
Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
gentilissima dottoressa,
scrivo da Otranto, nel mese di ottobre ho adottato una bellissima gattina randagia che già sfamavo da tempo più o meno a distanza (a luglio aveva partorito un solo cucciolo proprio vicino al mio portone che purtroppo non ha allattato ed è morto dopo poco). nel momento in cui l'ho avuta in casa mi sono accorta che aveva la tosse e un occhietto un pò umido.
il veterinario mi ha detto che si trattava di vecchi problemi bronchiali o una laringotrachite trascurata (mi pare) visto che fino a poco prima era vissuta all'aperto.
ha aggiunto che se in casa non fosse stata meglio le avremmo fatto una terapia a base di cortisone.
in realtà in casa è migliorata, la tosse è diminuita, a volte non tossiva anche per una settimana consecutiva. ma per evitare ulteriori problemi abbiamo rimandato il vaccino.
poi il primo calore. soffriva moltissimo, voleva ovviamente uscire e dal momento che in casa ho altri gatti (castrati) che ormai non escono più e poi abito in una via molto trafficata, ho deciso di sterilizzarla, togliendo ovaie e utero.
in pre-anestesia ha avuto problemi respiratori che il veterinario ha subito risolto e l'intervento in se non ha creato nessun problema, infatti già al terzo giorno circolava per casa riprendendo vecchie abitudini.
improvvisamente però al quinto giorno è peggiorata! Era molto abbattuta, restava negli angolini di casa, il respiro molto accelerato, il nasino sembrava chiuso perchè sentivo l'aria che passava e sentivo di tanto in tanto anche la presenza di muco.
il giorno dopo il veterinario ha convenuto di intervenire con il bentelan da 0,5 metà compressa al giorno.
premetto che il giorno prima gli aveva fatto un'altra iniezione di antibiotico.
si è ripresa, mangia e sembra dormire tranquilla, il respiro è tornato normale anche se quando respira la pancia si dilata molto mentre negli altri gatti questo non avviene. inoltre quando è accucciata e rilassata fa un movimento strano come fosse un tic... quando cammina non posso notarlo. volendo capire l'ho toccata, accarezzata, osservata, e mettendo le dita
proprio sotto il collo, più o meno al centro delle clavicole (scusi questo modo improprio di descrivere......), ho sentito che ogni 6/7 secondi circa
ha una specie di contrazione, come se fosse attraversata da un fremito, una specie di scossa.
oggi ho richiamato il veterinario e mi ha detto comunque di diminuire il bentelan che ormai do da cinque giorni, dicendomi che presto vuole rivederla.
sono preoccupata. non capisco queste piccole scosse. ho paura abbia qualcosa di grave.
attendo una sua risposta speranzosa.
Annapaola

27/03/2007
 

Gentile Annapaola, credo che la gattina debba essere sottoposta ad una radiografia del torace e a degli esami del sangue. Senza queste indagini sarà difficile stabilire la gravità del problema e sicuramente non può essere identificata la causa.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 
Gentile Dottoressa,
sono Mara e le scrivo in merito al mio gatto Filippo un maschio,  castrato di 6 anni. Filippo pesa circa 8,5 kg e ultimamente abbiamo 
riscontrato che aveva difficoltà respiratorie. Nelle fasi acute  sorgeva una tosse seguita da una specie di rantolo. Portato in una  clinica veterinaria dopo una serie di analisi è risultato che aveva un  riversamento di linfa nella pleura che ci hanno definito lipidi. Hanno 
anche fatto un'elettrocardiogramma che non ha rilevato nulla di  rilevante e l'analisi ematica ha evidenziato un'alterazione dei  trigliceridi. Ci hanno detto che potrebbe avere una malattia detta  "chilotorace idiopatico" e ci hanno consigliato un'alimentazione per  la prevenzione dell'obesità e del diabete e ci hanno consigliato di  mettere a dieta il gatto in modo da fargli perdere almeno un chilo un  chilo e mezzo.
Dalle radiografie non si vedevano masse che potessero far pensare ad  un cancro, ma non hanno escluso che tali versamenti fossero proprio  portati a causa di esso. Il problema è che Filippo non è un gatto  tranquillo, ma purtroppo anche per una semplice visita è necessario  anestetizzarlo.
Quali altri esami potrebbe consigliarci? e a che terapie potremmo  sottoporlo nell'immediato oltre a un regime ipocalorico e povero di  grassi?
La ringrazio anticipatamente per la sua cortese attenzione.
Mara

27/03/2007
 

Gentile Mara, tutto quello che finisce per “idiopatico” purtroppo è solo una dichiarazione di ignoranza in materia, e significa “non sappiamo a cosa è dovuto”. Idiopatico, andrebbe fatto seguire da un bel “fino a prova contraria” o “fino a quando non ne sapremo di più”. E quindi non è detto nel vostro caso che non si evidenzi fra qualche tempo una causa sottostante.
La terapia del chilotorace idiopatico, oltre al drenaggio del versamento chiloso, prevede una dieta iperproteica e povera di grassi, integrata con trigliceridi a media catena (contenuti nell’olio di guscio di palma, nel’olio di cocco e nelle mandorle) e rutina. I risultati sono variabili e in caso di mancata risposta si può optare per il trattamento chirurgico.
Le cause più importanti di chilotorace (non idiopatico) nel gatto sono la filariosi cardiopolmonare, le cardiopatie in genere e le lesioni occupanti spazio del mediastino (granulomi e neoplasie). Quindi gli esami che andrebbero fatti per chiamare un chilotorace idiopatico, sono proprio quelli atti ad escludere queste malattie con un ragionevole margine di certezza: ricerca degli anticorpi specifici per la filariosi, esame ecocardiografico, radiologia ed eventualmente TAC.

Auguri al vostro Filippo! Dott.ssa Nicoletta Bevere
 
Gentile dottoressa, avrei bisogno di un suo prezioso consiglio in merito alle condizioni di salute del mio micio di quasi 8 anni:
Nel marzo 2005 dopo aver riscontrato una sete anomala, il vet mi ha consigliato una ecografia ai reni, questo il risultato:
Reni dx e sx policistici, presenti numerose macrocisti di diametro da 0,5 a 3,2 cm alcune sedimentate, solo il rene sx presenta il bacinetto dilatato.
Vescica nella norma, fegato - cf - milza - stomaco - intestino - pancreas - linfonodi - surrenali nella norma.
Cuore - modesta ipertrofia concentrica del v. sx, ana.pp 0,5 iv 0,49 cm
                                                                      sist.pp0,63iv 0,69 cm
sospetta ipertensione sistemica.
marzo 2005
crea 1,5 azotemia 46
Da allora dieta assoluta con cibi idonei al disfunzione renale e fortekor 2,5 fino a 5 gg.fa.
marzo 2006
crea 1,2 azotemia 49
gennaio 2007
crea 3,5 e azotemia 40
Mi sono preoccupata ma il veterinario mi solo detto di continuare dieta e medicinali e di fare un controllo dopo qualche mese, ho chiesto un parere ad una conoscente veterinaria la quale per avere chiara la situazione mi ha fatto fare un check-up completo:
I valori risultati fuori dalla norma sono i seguenti:
Urea 49,6
Crea  4,00
Colesterolo 349
MCV 62 gli altri sono pressochè nella norma.
La vet. mi ha detto di continuare dieta ed è stata titubante riguardo la continuazione del fortekor tanto che mi ha consigliato di sospenderlo, mi ha chiesto di stare attenta a qualunque cambiamento e di rifare gli esami a fine anno, ho fatto bene nel caso del mio micio a sospendere il fortekor? So che anche lei a volte lo consiglia, mi dica per favore il suo parere o se comunque posso fare qualcos'altro, inutile dirlei che è l'unico esserino con cui vivo e lo considero parte di me, volevo dirle inoltre che ho cominciato da due gg. a dargli gli Omega Pet.
La ringrazio di cuore e attendo con ansia una sua preziosa risposta.
Sara C. -  Cesena (Fc)

27/03/2007
 

Gentile Sara, sono assolutamente d’accordo sulla sospensione del farmaco. Oltre agli acidi grassi dovrebbe anche adottare una dieta specifica: Renal Royal Canin, K/d Hill’s o NF Purina. Dovrebbe privilegiare l’alimento umido al secco ed aumentare i “punti acqua” in giro per casa, di modo da invogliare il gatto a bere un po’ di più.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Buongiorno Dott.ssa Bevere
Sono Nicola da Milano,e volevo sottoporle il problema del mio cane, uno yorkshire di 10 anni di età.
Le faccio una premessa; il cane da circa 4 anni a questa parte, ha degli episodi che si verificano un paio di volte all'anno,nel quale il cane emette degli urli (il classico cai..cai..) ogni qualvolta viene sfiorato,toccato, preso in braccio, anche solo facendo il gesto di toccarlo,e spesso anche nel tentativo di abbaiare (parte con l'abbaio e poi diventa cai..cai..).
Non siamo mai riusciti a capire i motivi di tutto cio,a volte si pensava che avesse del male, ma dopo tempo abbiamo cominciato a credere che fosse una fobia o paura generata da non so cosa. Questi episodi spariscono spontaneamente a volte dopo qualche giorno o dopo qualche settimana; nel mese di luglio scorso addirittura e durato un mese.
Ma ora vengo al problema vero e proprio.
Il giorno 6-02-07 il cane al risveglio mostra una sintomatologia di stanchezza,apatia,spossatezza,all'aperto cammina lentamente a fatica e le zampe tendono a cedere, in questa giornata a tratti a fatto anche gli urli di cui sopra.Aspettiamo due giorni ma la situazione non migliora il cane non si regge in piedi. Il terzo giorno dopo un episodio di vomito decido di portare il cane dal veterinario il quale esegue un emocromo e pannello completo e riscontra questi valori alterati:
09-02-2007:
ALT-GPT UI/L : 155.5  -  (15-90)
AST-GOT UI/L:  83.98  -  (15-65)
gGT UI/L        :  17.26  -  (< 12 )
ALP UI/L        :  333.8  -  (<150 )
WBC microl    :  3700  -  (6000-17000)
Neu.s.microl   :  2109  -  (3000-11500)
Linf. %           :  38      -  (12-30)
Mono. microl. :  148    -  (150-1350)
Eos. %          :  1       -  (2-10)
Eos. microl.   :  37     -  (100-1250)
Successivamente viene fatta un eco addominale con la seguente diagnosi: FEGATO: lieve disomogeneità del parenchima.Piccola struttura aneocgena rotondeggiante di piccole dimensioni a livello del lobo laterale sinistro.Parete della cistifellea lievemente ispessita con immagine a doppia parete.DIAGNOSI: colangite e/o colangioepatite.
Mi viene detto che probabilmente la causa di questa sintomatologia dipende da tutto ciò e mi viene data la seguente terapia per 7 gg: baytril mezza cps al giorno, synulox mezza cps mattino e sera, ursacol mezza cps mattino e sera, enterogermina una fiala al gg, dieta di 50g di pollo lesso 3 volte al gg per 3gg da integrare successivamente con i suoi croccantini. Mi viene poi programmato un controllo epatico dopo 10gg successivi la cura che da i seguenti risultati:
21-02-2007:
ALT-GPT UI/L : 111.8  -  (15-90)
AST-GOT UI/L : 70.3   -  (15-65)
gGT UI/L         : 11.86  -  (< 12)
ALP UI/L         : 314.9  -  (< 150)
Bil.tot.mg/dl     : 1.11   -  (< 0.5)
WBC microl     : 6100  -  (6000-17000)
Neu.s.microl    : 3477  -  (3000-11500)
Linf. %            : 41      -  (12-30)
Eos. %           : 2        -  (2-10)
Eos.microl      : 122     -  (100-1250)
Mi viene detto che i valore tenderanno lentamente a scendere da soli nel tempo, di continuare solo con l'ursacol per 25gg,  alimentazione con secco L/D Hill's, e mi programma un controllo epatico tra un mese e mezzo circa.
Il cane si riprende e sta benissimo in tutti i sensi per piu di un mese, ma il giorno 14-03-07 al cane tornano gli stessi sintomi della prima volta, ma come intensità tre volte tanto!, accompagnati dalla sintomatologia degli urli che le avevo descritto sopra.Il cane ha seri problemi di deambulazione, non sta in piedi, barcolla, sembra ubriaco, fatica a fare la pipi perche gli cedono le zampe, se si mette in posizione per andare di corpo cade all'indietro sul sedere,cammina al rallentatore e spesso anche sul dritto gli cedono le zampe e finisce per sbattere il muso per terra, tutto questo senza ne vomito ne diarrea o altri sintomi fatto salvo una lieve diminuzione di appetito. Porto nuovamente il cane in clinica pensando si fossero ripresentati di nuovo i problemi epatici e mi vengono anticipati gli esami che danno il seguente risultato:
17-03-2007:
Urea mg/dl     : 17.5   -  (20-50)
ALT-GPT UI/L : 58.76 -  (15-90)
AST-GOT UI/L : 48.74 -  (15-65)
gGT UI/L         : 15.36 -  (< 12)
ALP UI/L         : 227.2 -  (<150)
Bil.tot. mg/dl   :  0.37  -  (< 0.5)
Colesterolo     : 321.2  -  (120-300)
Trigliceridi       : 122.6  -  (< 100)
WBC.microl    :  5900  -  (6000-17000)
La dottoressa mi fa notare come i valori epatici siano ulteriormente scesi rispetto l'ultimo controllo fatte salve le gammagt che si sono rialzate, tuttavia non ritiene questo la causa di tali sintomi, mentre per quanto riguarda gli urli alla visita clinica il cane viene stimolato in ogni punto ma non manifesta il benché minimo dolore, viene fatta una radiografia addominale dove non si evidenzia alcunché ne a livello addominale ne alla colonna, cosicché la dottoressa mi propone di somministrare per 3 gg buscopan e mylicon per vedere se questi urli fossero dipesi da dolori o coliche addominali. Scaduti i 3gg riporto il cane in clinica in quanto la situazione non solo non migliora ma sembra sempre peggiorare al che la dottoressa non sapendo cosa fare mi propone una visita neurologica che eseguo regolarmente ma dove non viene a detta del neurologo evidenziato nessun problema, conseguentemente, il neurologo,  decide dopo aver visionato gli esami e aver visto i due valori epatici non ancora in norma,di riprendere la precedente cura che il cane fece a suo tempo per il fegato sostituendo il synulox con il flagyl, inoltre mi propone ulteriori esami del sangue: TLI folati B12, FT4(tiroxina libera), TSH canino, Test di stimolazione con ACTH (2 Campioni) che danno i seguenti esiti:
20-03-2007:
TLI           :  16.0  -  (8.5-35)
Folati       :  14.55 -  (7-17)
Vit. B12   :   779   -  (225-860)
FT4         :   0.9    -  (0.6-3.7)
TSH Can. :  0.06   -  (< 0.5 )
Test Di Stimolazione Con ACTH:
Cortisolo          :  1.4     -  (0.36-5.8)
dopo Stimolaz. :  19.6   -  (16-20)
Passa una settimana di terapia con i farmaci senza nessun miglioramento al che la dottoressa mi fa sospendere i farmaci ad eccezione dell'ursacol, e mi dice chiaramente, insieme al neurologo che gli esami sono a posto, e apparentemente il cane non ha nulla, tuttavia non riesce a spiegarmi la causa di questi sintomi di mancanza di forze e di equilibrio, e mi dice che non sa più cosa fare.
Ad oggi mi trovo in queste condizioni, con un cane, a detta della clinica , senza nessun problema organico, ma con seri problemi di deambulazione, (lentezza nei movimenti, barcollamenti e mancanza di equilibrio, cedimento sulle zampe, cadute spontanee per il cedimento delle stesse, e questi urli che non si sa se siano causati da dolore o da paura visto che il cane spesso trema come una foglia e si inarca dalla paura tenendo il muso rigido in basso ingobbendosi sulla schiena, ecc ecc).
Dottoressa non sò piu che fare gradirei tanto sapere il suo parere a riguardo.
 
Cordiali Saluti...

27/03/2007
 

Gentile Nicola, dalla descrizione la sintomatologia dei primi episodi fa pensare ad una grave algia (la cui causa sarebbe tutta da cercare, ma sinceramente non riesco a trovare un legame con la stasi biliare, che in genere non si associa a dolore) oppure ad una forma un po’ atipica di epilessia.
I sintomi degli ultimi giorni, l’atassia, i cedimenti, la falsa cifosi e i vocalizzi apparentemente immotivati fanno davvero propendere per un problema di natura neurologica e quindi, nonostante già un veterinario abbia affermato che il cane non ha alcun disturbo neurologico, mi sembra evidente che così non possa essere e che sia opportuno un secondo parere.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere. 
Egregio Dottore,
le scrivo per parlarle del mio cane, un whippet maschio di 10 anni che lei avrà certamente visitato quando ancora era a Genova, perchè la nostra residenza principale è Genova. 
PRECEDENTI:
Il cane ha sempre goduto di ottima salute, salvo episodi di artrosi-artrite? agli arti da febbraio 2006 in poi che lo rendevano zoppicante e diagnosticati tramite radiografie e un'ischemia - ictus vertebrale  nella zona lombare a giugno 2006 che gli ha reso per un po la zampa destra posteriore insensibile (non aveva il riflesso di riportarla in posizione, quando piegata all'indietro, e tendeva a trascinarla indietro).
In quel caso, dopo una cura a base di PREVICOX 52 mg.e tanto riposo si è completamente ripreso e nessun episodio di artrosi-artrite si è più verificato da allora fino a lunedi 19, quando dopo un wekend faticoso camminava molto incurvato con la schiena e sollevava la zampa anteriore dx, ho pensato di dargli di nuovio un po di PREVICOX 52mg per dargli sollievo, cosi è stato per tre giorni (matredi, mercoledi, giovedi) una capsula e 1/2 (il cane pesa 13,5 kg) la sera a stomaco pieno.
VENERDI 23 marzo alle ore 13 lo trovo sotto il letto, in uno spazio di circa 30 cm, in preda al panico, l'occhio sinistro piu gonfio e la papilla opaca, l'altro semichiuso ed entrambe non reattivi, la lingua violacea fuori dalla bocca, si agitava con le zampe senza riuscire a sollevarsi, la testa e il collo curvati a 45° verso sinistra sbavando.
Lo porto immediatamente al pronto soccorso veterinario più vicino, dove viene posto in una gabbia, sedato con del valium e visitato da neurologa.
Gli esami del sangue attestano una insufficienza renale.
La neurologa provvede a metterlo in flebo e a fargli del mannitolo per 48 ore.
Le condizioni del cane:
venerdi
agitatissimo, ma mi riconosceva agitando la coda
sabato
stanco e abbattuto, meno reattivo non ho capito se mi riconosceva
domenica
più tranquillo e reattivo, non gli hanno fatto tranquillanti 
nella notte:
tre crisi violente, intervento  con valium e ora si prospetta l'idea di fare una risonanza magnetica a lodi DOMANI (28 marzo) ALLE 15
mi chiedo se
1-è il caso di spostarlo dopo cosi pochi giorni o è meglio aspettare, magari spostandolo in un centro dove sia ricoverato in stanza più tranquilla e silenziosa (nel pronto soccorso c'è via vai rumore agitazione ecc)
2-se esistono terapie utili qualora dalla risonanza emerga un quadro non drammatico
3-se non sia il caso, visto il rischio di addormentare il cane per la risonanza, di evitarla e fargli le stesse terapie che si farebbero nelle diverse ipotesi (rimadil, gardenale)
4-NB: il cane ora come ora non sta ricevendo alcun medicinale e secondo me è molto debole perche non ha mai piu mangiato da giovedi a pranzo in poi salvo un boccone di scatolette domenica, e solo tramite flebo.
grazie per la cortese attenzione
Marco
 
27/03/2007
 

Gentile Marco, (veramente non ho mai lavorato a Genova, ma sempre e solo in provincia di Milano) rispondo a tutte le sue domande.

1) Lo spostamento fino a Lodi ha il solo scopo di arrivare ad una diagnosi, non di farlo stare in un posto calmo e tranquillo. Quindi andare a Lodi o farlo spostare in un luogo di ricovero più tranquillo non sono due differenti possibilità per risolvere uno stesso problema. Se il cane può o meno essere sottoposto all’anestesia generale per la risonanza lo possono decidere i colleghi che lo hanno in cura. E mi sembra che abbiano deciso che si possa fare.
2) Se dalla diagnostica non risulterà nulla probabilmente il cane verrà trattato con farmaci antiepilettci.
3) Certo che si può fare. Il problema è che se il cane avesse crisi convulsive nonostante la terapia, nessuno saprebbe spiegarvene il motivo, senza una diagnosi.
4) Se è ricoverato in gabbia potrebbe essere un po’ depresso e quindi per tale ragione rifiutare l’alimento (questa sarebbe un’ipotesi molto favorevole). Se però il cane è davvero estremamente debilitato, e magari la situazione è molto peggiorata negli ultimissimi giorni, allora qualche dubbio sulla scelta di fare a tutti i costi la diagnosi verrebbe anche a me.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere.

 
Gentile Dottoressa, ho adottato da poco una cagnolina meticcia di circa tre mesi due dei quali trascosi in un canile municipale; da circa un mese presenta le seguenti caratteristiche: lacrimazione, deambulazione incerta, diarrea occasionale, inappetenza. é risultata negativa al cimurro ma nonostante le cure antibiotiche non migliora. cosa mi consiglia di fare? mi hanno deto che potrebbe essere toxoplasmosi, ma non mi risulta che questa malattia possa riguardare i cani. Attendo una sua cortese risposta.

27/03/2007
 

Gentile signore o signora…, la toxoplasmosi è una malattia che nella sua forma extraintestinale può colpire l’uomo, il cane, il gatto e molti altri mammiferi. La malattia si manifesta in particolare nei soggetti immunodepressi o nei feti quando la madre incontra il parassita per la prima volta nella sua vita. (Una madre che invece ha già incontrato il parassita e ha sviluppato un buon titolo anticorpale, protegge dall’infestazione il feto, impedendo che questo si ammali.) Nel cucciolo di cane la toxoplasmosi dà febbre, abbattimento, anoressia e diarrea, polmonite e disturbi neurologici. La sintomatologia in pratica è abbastanza sovrapponibile a quella del cimurro, la cui diagnosi inoltre può presentare qualche difficoltà. Conviene nel suo caso continuare con la terapia di supporto e far eseguire la titolazione di IgM e igG per la toxoplasmosi. Anche in corso di neosporosi si hanno disturbi neurologici e quindi, se fosse possibile, sarebbe bene valutare anche il titolo anticorpale per Neospora caninum. Naturalmente vanno anche escluse tutte le parassitosi intestinali (giardiasi, coccidiosi, elmintiasi).

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere

 

LE vorrei chiedere un consiglio riguardante il mio gatto(maschio) decisamente sfortunato. Operato 2 mesi fa ha subito un intervento allo stomaco per la rimozione di un bolo di pelo enorme (è un persiano) poi dopo 4 giorni un ostruzione uretrale causata da CID ha reso obbligatorio l'intervento di uretrostomia. Ora il gatto sta bene ma la scorsa settimana ha avuto un episodio di cistite (anche se mangia solo urinary) il veterinario gli ha somministrato cortisone e baytril. Dopo circa 1 ora il micio ha dimostrato segni di affaticamento anomalo quasi non stava in piedi ed era molto intontolito. Ho sospeso l'antibiotico e a distanza di 48 ore i sintomi di cistite se ne sono andati e anche l'astenia, ma..questa è la domanda se la cistite era batterica e si ripresenta come faccio a curarla se si è sensibilizzato al baytril? quale altro antibiotico potrei usare? é sempre meglio fargli insieme il cortisone visto la reazione? Attendo una vostra risposta sono molto preoccupata perchè il mio veterinario è stato un po' vago sul da farsi. Grazie Francesca.


28/03/2007

 

Gentile Francesca, se il collega ha somministrato l’enrofloxacin per via sottocutanea o intramuscolare ad un dosaggio elevato, è probabile che la reazione avversa sia da correlare proprio alla modalità di somministrazione e alla posologia e che quindi, adoperando la via di somministrazione orale e la posologia minima, il fenomeno non si ripresenti. Naturalmente esistono altri principi attivi che possono essere efficaci in corso di infezioni urinarie. La scelta del tipo di antibiotico, in futuro, potrebbe essere subordinata ad esame batteriologico e antibiogramma.
Alla domanda “è sempre meglio fargli insieme il cortisone” (quale cortisonico, a quale dosaggio e per che via di somministrazione non è dato sapere) non si può che rispondere no, in quanto l’utilizzo di qualsiasi farmaco viene valutato caso per caso.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 

La ringrazio ancora della sua risposta e seguirò i suoi consigli in modo particolare riguardo ad effettuare un RX al torace per vedere la situazione dei polmoni.
Certo il mio veterinario parla di prevenzione e su questo invece io sono d’accordo con la sua teoria.
Per quanto riguarda le metastasi ai polmoni forse lui voleva intendere che se fossero presenti la situazione sarebbe più grave e la cagna avrebbe avuto dei sintomi quali difficoltà respiratoria. Comunque potrei aver sicuramente interpretato male le sue affermazioni.
La cosa che non capisco è che mi ha detto che avrebbe fatto la RX al torace al momento dell’intervento di mastectomia? Ma in questo caso avrebbe senso fare una mastectomia?
Riguardo alla mia gattina RagDoll ho contattato il centro di Ostetricia Veterinaria dell’Università di Milano e gentilmente mi ha già risposto la Dr.ssa Michela Beccaglia consigliandomi una serie di esami che non sono stati fatti quali HV felino e il controllo tiroideo ed ora il mio veterinario prenderà contatto con loro al fine di eseguire queste altre analisi e cercare di trovare una soluzione a questi parti prematuri.
La saluto cordialmente
Sabrina

28/03/2007

 

Cara Sabrina, leggendo la prima domanda non riesco a capire cosa mi stia chiedendo esattamente. Nella seconda domanda “in questo caso” a cosa si riferisce? Al fatto di trovare metastasi? Se intende questo allora la risposta è no.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Salve dottoressa posseggo un maltese di piccola taglia di 8 mesi e volevo sapere se conferma anche lei che possa,visto la giovane eta' ,sottoporsi al vaccino contro la filaria. La mia veterinaria ha poi detto che andrebbe fatto ad aprile . Grazie e ai prossimi consigli (Fabrizio).

28/03/2007
 

Gentile Fabrizio, confermo tutto, anche se non si tratta di un vaccino ma di una chemoprofilassi. Se non le piace può optare per la somministrazione orale.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere.

 
Salve dottoressa, sono Sara di Cesena e la ringrazio di avere risposto così velocemente alla mia mail del 27/03, volevo dirle che da quando ho  scoperto il problema renale del  mio micio (tre anni fa) l'ho alimentato esclusivamente con cibo Renal, K/D, Stuzzy Vita(low protein), e Eukanuba Renal formula, umido e secco e devo dire che variando un pò le marche sono riuscita a non farlo stancare e lui è molto bravo, seguirò i suoi consigli grazie, infine volevo chiederle come trova il suo quadro clinico perchè da quando c'è stato questo innalzamento della creatinina mi aspetto ogni momento di vederlo stare male ....lo guardo preoccupata e penso al peggio...
Grazie di nuovo Sara C. (Cesena)

28/03/2007
 

Cara Sara, purtroppo la tendenza al rialzo della creatininemia non è un buon indicatore ai fini della prognosi. Se però la creatininemia si stabilizzasse, anche su quest’ultimo valore, potrebbe stare più tranquilla.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 

Gent.ma Dott.sa,
mi chiamo Laura e scrivo da Roma, ho un bellissimo gatto meticcio di 7 anni castrato e regolarmente vaccinato che non ha mai avuto problemi particolari, tranne una settimana fa, quando all’improvviso gli è “scoppiata” (nel senso che è fuoriuscito del pus e del sangue) da una fistola (credo!!) tra l’ano e i testicoli.
Il suo veterinario gli ha dato da prendere 1 pasticca di Therios 60mg. Ogni 12 ore e ½ fiala di Arnica compositum 2 volte al giorno.
Ora sembra non abbia più nulla, solo due graffietti rossi nella stessa zona.
Purtroppo il mio gatto è restio alle visite, soffia, graffia e morde al vet. quindi non so cosa fare ne tantomeno cosa pensare. Potrebbe essere FIV? L’ho vaccinato regolarmente, saltando solo un anno (su consiglio di un’altra veterinaria che mi ha detto che non uscendo di casa non c’era bisogno) in cui però un gatto randagio si è introdotto nel mio appartamento e si sono azzuffati.
Il mio micio ne è uscito con un semplice graffio sull’orecchio ed è stato immediatamente vaccinato contro la leucemia felina. La veterinaria mi disse che era molto improbabile che con un contatto così lieve l’avesse contratta.
Il problema è che lui non si fa fare analisi ed io non so come fare.
Grazie anticipatamente dei consigli.
Laura - Roma


29/03/2007
 

Gentile Laura, l’ascessualizzazione di un sacco paranale non è per forza legata ad uno stato di immunodepressione. E se anche il suo gatto fosse FIV positivo (per il FIV non si fa il vaccino) non ci sarebbe da preoccuparsi troppo, visto che è normale trovare gatti FIV positivi che muoiono di vecchiaia.

Stia tranquilla!

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere. 
Gent.ma D.ssa Bevere,
grazie per la Sua gradita e cortese risposta, il mio cane purtroppo sta ancora male lunedì 02.04 devo portarlo a Sassari  - io risiedo a Cagliari -per fare una mielografia onde poter accertare esattamente quale è la causa e se è necessario intervenire chirurgicamente.
Mi ha consigliato di fare questo la clinica veterinaria dove viene seguita qui a Cagliari la mia cagnolina la D.ssa che dovrebbe fare tutto si chiama Manunta e la chirurga che ha operato il mio cane e la mia veterinaria ( la clinica dove viene seguita qui a Cagliari si chiama Karel) la conoscono personalmente e si fidano di lei.
Qui in Sardegna mi dicono che vi sono anche altri centri ma non danno a parere loro affidabilità, Lei ha qualche consiglio da proporre qui in Sardegna , perchè purtroppo per impegni lavorativi non posso affrontare trasferte in continente, i miei due veterinari avevano proposto Monsummano Terme ma non è al momento attuabile.
Cordiali saluti e resto in attesa di una Sua gradita risposta.
Giampiero F.

30/03/2007
 

No, spiacente. Le faccio i più cari auguri di risolvere presto.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere.

 

Gentile Dr.ssa Bevere, mi scusi ma in effetti rileggendo la mia domanda sono stata poco chiara.
Avevo chiesto al mio veterinario di fare una rx al torace per accertare o meno l’esistenza di metastasi ai polmoni e lui mi ha detto che il momento prima dell’intervento di mastectomia avrebbe comunque fatto un rx al torace e poi effettuato l’intervento.
Mi chiedo se non ci sono metastasi perché togliere le mammelle?
Se invece ci sono metastasi a cosa serve togliere le mammelle?
La ringrazio ancora dei suoi chiarimenti perché anche se cosciente che in qualsiasi momento potrà riformarsi un tumore mammario o su un altro organo sono convinta che la valutazione di un intervento di mastectomia sarà da fare solo nel momento in cui il tessuto dovesse ammalarsi di nuovo.
Cordiali Saluti
Sabrina

30/03/2007
 

Gentile Sabrina, in corso di neoplasia mammaria la radiografia al torace si fa perché, nel caso in cui vi fossero metastasi polmonari, allora non “varrebbe la pena” sottoporre il cane alla chirurgia mammaria, visto che la prognosi è generalmente infausta. Un radiogramma negativo per la ricerca delle metastasi invece vuol dire che, almeno sotto questo aspetto, non vi sono controindicazioni alla chirurgia del tumore mammario.

Cordiali saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere. 
gentilissimo dott
le chiedo aiuto per il cagnolino di una mia vicina di casa,da un paio di giorni ha la febbre e gli hanno somministrato(senza chiedere il parere di un medico)una tachipirina 500 e a distanza di 5-6 ore una siringa di penicillina 1000; la mia preoccupazione e che il cagnolino essendo molto piccolo,sia di statura che di età, questi medicinali gli abbiano causato gravi danni,ora ha delle perdite di sangue nelle urine. vorrei aiutarlo ma non so come. potrebbe indicarmi lei cosa fare?
distinti saluti

30/03/2007
 

Gentile signora o signore, ha ragione nel ritenere che questo trattamento scervellato (adatto forse ad un cane di 50 Kg) possa aver provocato dei danni. Va fatta subito la terapia contro l’intossicazione da paracetamolo, presso un veterinario. E speriamo che questo povero cagnolino maltrattato riesca a farcela!

Saluti, dott.ssa Nicoletta Bevere 
Gentile dottoressa,
le scrivo da Istanbul nella speranza che possa darmi qualche indicazione in piu' sul da farsi.Ho un labrador femmina di 5 anni e 36 chili che da due settimane ha degli strani sintomi.Dapprima ha cominciato a bere in modo esagerato,poi smesso di mangiare e ha cominciato a camminare senza equilibrio.Poi le pupille hanno preso a muoversi freneticamente nelle orbite.Portata di corsa dal vet. gli e' stata fatta una flebo e poi le analisi del sangue che pero' sono pulite. Di seguito a un paio di giorni di medicine per combattere un probabile avvelenamento abbiamo cominciato una cura di cortisone e vitamina B. Oggi Apollonia mangia normalmente e le funzioni corporali sono regolari, ma cammina a fatica, tutta squilabrata e con la testa piegata.Inoltre continua a bere molto per cui le uscite sono spesso impellenti. Devo consultare altri specialisti? La prego mi dia il suo parere: é cosi spenta,prostrata e triste!In casa ci sono anche nove gatti che sono suoi amici...cosa mi consiglia?
La ringrazio molto .
Deniz Ozer

30/03/2007
 

Gentile Deniz, la rotazione della testa, la tendenza a sbandare da un lato e i movimenti delle pupille (nistagmo) indicano una disfunzione del sistema vestibolare. Il fatto che il cane sia depresso e che manifesti un improvviso aumento della sete potrebbe indicare che, oltre al sistema vestibolare, sia coinvolta anche qualche altra regione dell’encefalo. Vista la giovane età del cane è opportuno dapprima escludere le forme infettive (magari iniziare una terapia contro i protozoi) e sicuramente consultare un neurologo.

Cordialmente, dott.ssa Nicoletta Bevere 
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