Il GRUPPO BAIRO
.........scrivono e dicono di noi.....
(i riferimenti a tanti articoli di cronaca pubblicati in queste pagine li troverete in altre sezioni del sito di Bairo)

 

La Stampa              
10/01/2002
 

IL CANE ANCORA CON LA FAMIGLIA, MA LA MAGISTRATURA STA SEGUENDO IL CASO:
L´ANIMALE VERRA´ ESAMINATO DA UN VETERINARIO

Sollevazione per il tabui maltrattato
Invasa di lettere la casella di posta elettronica della Stampa

VERCELLI - Lettere. Da Roma a Milano, con un tam tam che unisce tanti amici degli animali. La casella di posta elettronica della redazione deborda. E tra le righe scorrono tristezza e indignazione. Tutti hanno letto la storia del «tabui» di Borgovercelli, il cane meticcio che anzichè carezze riceve calci e pugni, che viene legato alla catena e lasciato piangere sino allo sfinimento. Finchè i conati di vomito non hanno il sopravvento. E la domanda è una sola: il cane è ancora con una famiglia (peraltro denunciata dai carabinieri per maltrattamenti agli animali) che non sa regalargli amore? Già una volta il padrone aveva abbandonato il minuscolo meticcio lungo il fiume Sesia, poi è arrivata la segnalazione per le botte: la cronaca dei soprusi, dice il tam tam degli amici degli animali, si deve interrompere. Qualcuno, che allega la lettera spedita al Comune di Vercelli, si è anche offerto per l´adozione. A tutti gli amici del tam tam, per ora, facciamo arrivare una rassicurazione: il cane è ancora con la famiglia, ma la sua storia non è stata dimenticata dalle forze dell´ordine. La magistratura di Vercelli (il sostituto procuratore Muriel Ferrari) sta seguendo il caso, e con grande umanità: in queste ore, con l´aiuto di un veterinario, vengono verificate le condizioni in cui viene tenuto il meticcio. E tanta attenzione è certamente un primo deterrente contro qualsiasi cattiva intenzione. Se quest´ultimo esame confermerà i maltrattamenti (serviranno un paio di giorni), il meticcio verrà allontanato e gli verrà cercata una nuova casa. Noi promettiamo di fare tutto il possibile. Ed ecco le lettere, ovviamente in sintesi, degli amici del meticcio di Borgovercelli. Molte *missive hanno tratti comuni: predomina la richiesta di fare in fretta, di evitare altro male ad un «cucciolo» senza colpe. La prima lettera, doverosamente anche se non cronologicamente, è quella di Gilda Melucci, che scrive da Gessate, in provincia di Milano. E´ lei ad aver inviato la richiesta di adozione al Comune di Vercelli, all´assessore Claudio Fecchio che, per delega, si occupa del «benessere animale». «Vi esorto - dice invece la lettrice a La Stampa - nel continuare ad informare l´opinione pubblica sulla violazione della legge 727». E´ girata in copia al Comune (e ad una serie di consiglieri e assessori) anche la lettera di Daniela Romagnoli, del Gruppo Bairo, che esorta le forze dell´ordine ad agire prima che il cane subisca altri soprusi. Il tono è duro nei confronti del «torturatore» di una «creatura che, in quanto a dignità, gli è superiore». Insieme a Elena Carini di Cremona, Daniela promette di seguire il caso del tabui attraverso internet finchè non verrà risolto. Carla Spagnuolo scrive invece da Roma, chiedondoci di continuare a tenerla informata. «Noi che attraverso internet comunichiamo - dice - e che amiamo gli animali ci organizzeremo e denunceremo pubblicamente qualsiasi danno possa essere arrecato al piccolo cane. Vi preghiamo di agire tempestivamente per non ricreare un altro caso-Mantova». Marilena Iovino, di San Donato Milanese, nella sua lettera ricorda anche quale sia il caso-Mantova: «Vi scrivo in relazione al cagnolino picchiato dalla coppia di borgovercellesi. Vi chiedo di dare risalto alla vicenda, così come è successo per il caso di Aronne, il cagnolino `´bollito´´ a Casatico da due mostri. In quel caso la Gazzetta di Mantova è stata mitica. I casi di maltrattamento verso animali vanno fatti conoscere perchè questo incivile, orrendo, barbaro malcostume deve finire. E chi commette crudeltà deve essere punito». Emanuela Mascherpa da Milano e Roberta Restelli da Bareggio, sempre nel Milanese, parlano di un «ennesimo caso di malvagità ancora una volta rivolto a esseri indifesi quali gli animali». Anche le loro lettere sono rivolte, per conoscenza e con la richiesta di un impegno forte, a numerosi amministratori vercellesi. Per finire Barbara Salvadori, non sappiamo da dove perchè ci ha lasciato soltanto la sua e-mail, incita: «Togliamo quel cane a quelle bestie».

Roberta Martini

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/stampa050102.html

 

 

La Stampa              
15/02/2002

Vercelli

IL METICCIO MALTRATTATO ADOTTATO AD ARBORIO

BORGOVERCELLI (Vercelli) - Operazione conclusa per Tobia, il tabui maltrattato. Non è neppure stato necessario portarlo al canile di Alice Castello, con cui il Comune di Borgovercelli è convenzionato: il piccolo meticcio scuro ha subito trovato una nuova famiglia. Probo, da Arborio, ha risposto in poche ore all´appello lanciato da «La Stampa» e si è offerto di tenere Tobia con sè: ha altri tre cani meticci, che gli fanno compagnia, e un grande terreno vicino a casa in cui possono correre liberi. Anche il sindaco di Borgovercelli, Angelo Balocco, a cui la magistratura, dopo il sequestro del cane, ha affidato l´operazione Tobia, è soddisfatto. «Tobia e il suo nuovo proprietario sono diventati subito amici», commenta. Nella stessa giornata del sequestro, Probo ha raggiunto Borgovercelli e preso in consegna un Tobia festoso. «E´ un cane affettuosissimo», dice il sindaco che, insieme ai carabinieri del paese, ha seguito la sorti del piccolo tabui scuro. I suoi antichi proprietari sono stati denunciati due volte per maltrattamenti agli animali: una prima volta perchè hanno abbandonato Tobia nelle campagne vicino al fiume Sesia, una seconda perchè hanno infierito sul cane, picchiandolo e legandolo, lasciandolo piangere sino allo sfinimento. La storia delle vessazioni subite da Tobia ha sollevato l´indignazione dei lettori. Ci sono arrivate e-mail e telefonate da tutta Italia (in particolare dalla Lombardia, da cui ieri ci è arrivata anche una seconda richiesta di adozione) in favore del tabui maltrattato. Sempre ieri ci sono arrivate anche le lettere del Gruppo Bairo, già informato dell´evolversi della situazione, e soddisfatto per il sequestro e la nuova famiglia trovata a Tobia. Grazie soprattutto a loro, che hanno attivato questa campagna di opinione. Senza farne un vessillo (in questo lieto fine si è tutti soltanto felici comprimari), adesso impegnamoci a lasciare Tobia nella nuova casa, a recuperare tutta la dolcezza e l´allegria che possiede.
R.M.

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/stampa050102.html
 

 

L'ARENA
29/03/02

Valanga di lettere da tutta Italia


La prima ondata è di una trentina di lettere in posta elettronica arrivate in redazione e in buona parte anche al Comune di Sanguinetto. Sono spedite un po' da tutta Italia e indicano il buon funzionamento del passaparola tra
gli amici degli animali. Pubblichiamo alcune di queste e-mail. Altre sono arrivate da Raffaella di Ostuni (Bari), Ombretta Miotto di Milano, Marinagela Corrieri e Leandro Bianchi del gruppo Bairo di Firenze, Raffella Frasca di Brescia, Paola Pardo, Viviana Schiavetta, S. Forlani, Suaria Maria Morena, Benedetta, Silvia Francioni, Marina Berati, Rossella Armanasco, Andrea Sozzi, Lucilla Mattei, Gabriella Sgariboldi di Milano, Simona Martini, Lara Ballatore, Stefania Simoni, Ursula Mazzucchetti di Porto Ercole (Grosseto), e molti altri.

l Ho letto l'interesse del Comune di Sanguinetto ad ospitare toreri spagnoli per la Festa del toro.
Perché autorizzare una manifestazione con l'uso, anche incruento, della corrida?
Non si fa che pubblicizzare uno spettacolo di massacro condannato da chiunque abbia rispetto per gli animali.
Cosa ci può essere di divertente nel mostrare un «pagliaccio» che ostenta bravura davanti a una bestia terrorizzata? Cosa ci può essere di educativo per i nostri figli?
C'è già tanta violenza in Italia... basta per favore!
Maria Grazia Zanellato
Torino

l La legge italiana, fortunatamente, proibisce di sottoporre gli animali a «condizioni incompatibili con la loro natura, valutata anche secondo la necessità etologiche della specie» (art. 727 C.P.). Ve lo
ricordate?
Questo vuol dire che organizzare una corrida in Italia è Reato!!! Che un tale reato sia contemplato proprio da una pubblica amministrazione è il colmo del grottesco.
Carmen Dell'Aversano
Università di Pisa

l Vi scriviamo per manifestare il nostro fermo No ad ogni tipo di spettacolo che includa maltrattamenti agli animali: tra questi spettacoli barbari, c'è in primis, la corrida.
Nemmeno in Spagna, dove la corrida è nata, l'opinione pubblica si trova a favore: stanno chiudendo le plazas de toros ed il movimento anti-corrida è fortissimo; per questo i toreri tentano di esportare il loro macabro
spettacolo all'estero.
Vi preghiamo di non accettare l'organizzazione di uno spettacolo di sangue e tortura, quale è la corrida. «Solo un sadico può divertirsi con la sofferenza altrui».
A. Sagramora
F. Cancelleri
Como

1 La festa del Toro: in molte parti d'Italia si sono fatti e si stanno facendo passi in avanti riguardo a feste che coinvolgono animali.
Questo sinceramente, nonostante il Vostro buon proposito, mi sembra un passo indietro.
Quale sarebbe, secondo Voi, il positivo effetto che si otterrebbe portando gente a vedere una semi-corrida incruenta?
Armando Croce
Rosciolo (Aquila)

1Io reputo che in ogni festa l'uso di animali vada proibita; si dovrebbe utilizzare solo l'abilità e l'arte umana (e questo sarebbe un vero segno di civiltà e di rispetto per gli animali), in quanto si utilizzerebbero esseri consenzienti e non sfruttati. L'uso di animali in uno spettacolo è sempre una forma di maltrattamento, anche senza ricorrere alle armi, si tratta di sottoporre gli animali a «condizioni incompatibili con la loro natura,
valutata anche secondo la necessità etologiche della specie» (art. 727 C.P.). Non direi proprio, e sarete concordi con me, che una corrida possa essere considerata attività compatibile alla natura di un toro, se pur
incruenta che sia.
Vorrei porre l'attenzione su un altro punto: autorizzando questo spettacolo e pubblicizzandolo, si farebbe implicitamente propaganda alla corrida spagnola (e forse questo è il fine ultimo dei toreri che si sono proposti);
questo tipo di corrida va invece fermamente boicottata, per la ferocia particolare dei suoi riti. Altri Comuni hanno abolito delle manifestazioni con uso di animali, sostituendoli con attività più civili e invece Voi le introducete, regredendo?
Giulia Maglione
Torino

1Ogni festa che usi gli animali va proibita, non incoraggiata, perché si tratta comunque di sottoporre gli animali a «condizioni incompatibili con la loro natura, valutata anche secondo le necessità etologiche della specie»
(art. 727 C.P.) e non si può dire che una corrida, se pure incruenta, sia un'attività «naturale» per i tori. Come si può promuovere o provare del divertimento a spese della sofferenza di altri animali? Sicuramente questi spettacoli forniscono anche un modello aducativo errato, in quanto abituato a non empatizzare con il dolore altrui, al contrario, propongono una chiara seppure implicita accettazione del non rispetto e della violenza.
Inoltre, organizzando quelto spettacolo si farebbe anche pubblicità alla corrida spagnola, che va invece biocottata in quanto si tratta di un retaggio barbarico che nulla ha a che vedere con la tradizione, di uno spettacolo cruento e terribile, una macchina per spillare soldi ai turisti.
Non sarebbe meglio, più divertente e intelligente, usare nelle feste e negli spettacoli solo l'abilità umana, senza sfruttare gli animali? Questo sarebbe un vero segno di civiltà.
Angelica Mereu
Milano
 

 

Il Giorno -  fascicolo Brianza 
14 maggio 2002

Il «Gruppo Bairo», l’associazione che si occupa di innumerevoli temi animalisti, quali il randagismo, l’abbandono, i maltrattamenti, e appunto la vivisezione, ha diffuso in Internet un messaggio di ringraziamento alla redazione di Monza, che chiunque sostenga la lotta animalista poteva sottoscrivere. Decine di cittadini, molti dei quali residenti proprio nei paesi della Brianza, hanno appoggiato, firmato e inviato questo messaggio.
 

Coro contro la vivisezione: sadica e inutile

Spettabile redazione,  scrivo per ringraziarvi di aver pubblicato in data  9 maggio, nell’inserto Brianza, una lettera del dottor Oscar Grazioli,  che stimo tantissimo essendo animalista e antivivisezionista. Vi ringrazio e spero che in futuro tornerete  a pubblicare articoli suoi e a occuparvi di temi animalisti!           

Anna Poretti
Milano 
 

La settimana scorsa in una lettera pubblicata sul vostro quotidiano si è parlato di vivisezione. Io ho un’idea chiara: è totalmente inutile,   scientificamente non   valida. Lo sanno benissimo tutti quelli che la praticano, che oltre al sadismo hanno come spinta le sovvenzioni  che le aziende  farmaceutiche prendono quando devono fare una  sperimentazione nuova:  con i metodi alternativi non guadagnerebbero allo  stesso modo.  Esperimenti, trapianti e sostanze testate sugli animali non sono  affatto  sicure sull’uomo: bisogna  svegliarsi perché in ultima analisi le cavie siamo noi. E’ infatti sulla distribuzione di massa che si vedono i veri effetti di una medicina. Deve cadere il velo dell’ignoranza e apparire il vero mondo imperniato sullo sterminio animale. Nel nostro piccolo si può arrivare a questo, ma ci vorrà molto impegno e  sacrificio,        

Barbara   

Conegliano (TV)

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/infostampaa1.html

 

 

IL TIRRENO
Venerdì 17 maggio 2002

Piombino

Un messaggio di sdegno raccoglie firme via internet

PIOMBINO. La vicenda della cagnetta Asia, rilanciata sul Tirreno Internet, ha provocato una catena di reazioni. Un messaggio-petizione ha cominciato a navigare fra gruppi di conoscenti che lo sottoscrivevano e lo rimandavano alla nostra posta elettronica.

Si può provare solo rabbia alla lettura dell'articolo. La storia di questa piccola meticcia era stata segnalata da molti testimoni, addirittura si era provveduto a chiamare i vigili, i carabinieri le associazioni animaliste e nessuno ha mosso un dito per salvarla.
Come
gruppo Bairo intendiamo gridare a tutti quanta insensibilità e superficialità si usano verso esseri viventi non umani.
Chiediamo espressamente che sia applicata la legge 727 contro i maltrattamenti su animali e diffonderemo questa vergogna tramite internet e i giornali, perchè è l'unico modo possibile per smuovere la sensibilità latente di troppi umani.
Enrica Boiocchi Cremona Alice Manconi. Torino Giusy M., Bari Anna Poretti- Milano Carmela De Luca Salerno Daniela Romagnoli - Roma Monica Picchedda - Roma Arianna Borghi Ancona Barbara dal Cin (Conegliano) 

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/infostampaa2.html

 

 

IL MATTINO   
02/06/02

Dossier diramato dagli animalisti su Internet
Farmaci sperimentati su animali: quanti errori
Cani in gabbia: per tanti animali c´è la triste sorte della vivisezione perché utilizzati come cavie per sperimentare la validità di farmaci o di altre sostanze

Una sfilza di errori. La sperimentazione animale - sinonimo di vivisezione - trasferisce all´uomo i risultati ottenuti sugli animali a scopo di ricerca.
Secondo i dati del
Gruppo Bairo, reperibili su internet, non tutti sanno che in undici anni solo in Italia sono stati ritirati per inidoneità o perché pericolosi oltre 25000 prodotti farmaceutici la cui validità era stata garantita dalla sperimentazione animale la quale oltre che crudele è inutile e dannosa. In molti casi gli esperimenti sugli animali possono fuorviare i ricercatori o addirittura possono causare la malattia o il decesso di pazienti, non essendo idonei a far prevedere gli effetti tossici che i farmaci possono avere nell´uomo. Risultati fuorvianti, ottenuti in
esperimenti sugli animali hanno in molti casi addirittura ritardato i progressi in campo medico.
Alcuni esmepi: la digitale, un farmaco molto importante per la cura di numerosi disturbi cardiaci, venne utilizzata con almeno 10 anni di ritardo perché dannosa per il cane. Il dietilstilbestrolo, somministrato come antiabortivo alle gestanti e "garantito" dalla sperimentazione su animali, ha poi rivelato di provocare cancro alla mammella nella madre, tumori ai testicoli nei figli, cancro vaginale o uterino nel 95% delle figlie. Nel 1978, 30.000 persone, accecate o paralizzate dal cliochinolo (un farmaco uscito dai laboratori dei vivisettori), urlarono la loro disperazione per le vie di Tokyo.
Nel 1982, venne ritirato dal commercio (per la constatazione di 3500 casi di tossicità nell´uomo, con 61 morti) l´Opren, un antiartritico che non dava effetti tossici nelle scimmie. Nel 1983, il Flosint (indoprofene), un analgesico e antinfiammatorio che aveva dimostrato "eccellente tollerabilità nei ratti, nei cani e nelle scimmie", venne
ritirato dal commercio in Gran Bretagna, con l´accusa di aver causato effetti tossici in 217 casi accertati, con 8 decessi. Nel 1994, il Bactrim (sulfametossazolo, un sulfamidico da sempre usato in abbondanza con i bambini) è stato accusato di essere responsabile di migliaia di morti in tutto il mondo, con 113 casi accertati in Inghilterra. Il talidomide, un tranquillante addirittura consigliato alle gestanti come innocuo (visti i sette anni di ricerca sugli animali), provocò la nascita di oltre 10000 bambini focomelici e migliaia di aborti spontanei.
 

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/1a_cronaca06_02.html

 

 

Alto Adige       
05/06/02
Bolzano

«Vanno difesi tutti»
Gli animalisti contro Randi della Caritas


BOLZANO. Dopo l'indignazione di Mauro Randi, direttore della Caritas, è ora la volta di un'associazione animalista. Il Gruppo Bairo scende in campo a difesa dei 56 cuccioli di beagle e critica le affermazioni di Randi.
Tanta attenzione per i cani e totale indifferenza per i 50 profughi, tra i quali 35 bambini, accampati nei giardini della stazione di Bolzano, avevano suscitato disappunto nel direttore della Caritas. Randi aveva anche parlato di interesse e «facile ritorno d'immagine» dietro al gesto dell'europarlamentare Svp Michl Ebner che avrebbe strumentalmente "adottato" le bestiole. Un gesto comunque che ha salvato i cuccioli da un funesto destino di sperimentazioni scientifiche.
Ma il Gruppo Bairo non ci sta. Un'inutile contrapposizione tra uomini e animali che a detta di simpatizzanti e aderenti dell'associazione animalista e umanitaria non ha alcun senso. Ecco che in redazione sono arrivati e-mail da Roma, Ancona e Caserta, tutte con lo stesso ritornello. «La contrapposizione bambini-animali viene generalmente usata da chi non fa nulla nè per l'uno nè per l'altro» scrive Claudia del Gruppo Bairo di Roma. Ma aggiunge anche, rivolgendosi con disappunto a Randi,: «Tutte le creature vanno difese quando non possono farlo da sole». Sugli stessi toni Arianna di Ancona che sempre al direttore della Caritas scrive: «Piantiamola con questa musichetta e cerchi anche lei, nel suo tempo libero, che immagino sia poco, di aiutare questi poveri animali».
Carla di Caserta rincara la dose: «Il rispetto di ogni forma di vita dovrebbe essere il principio fondamentale di ogni paese civile e non dovrebbe porre nessuna preferenza fra vita animale e vita umana».
Nelle parole di queste associate le posizioni del Gruppo Bairo che, a cani e gatti, dedica un articolato sito internet. Qui vengono affrontati i temi caldi a difesa delle bestiole quali il randagismo, l'abbandono, i maltrattamenti, la vivisezione ecc. E a presentare il gruppo animalista e il sito è Bairo in persona: un cane randagio deluso dall'uomo. Sempre in internet uno spazio per adottare gli animali, con tanto di foto e occhioni languidi di cagnolini abbandonati, tutte le leggi e le ordinanze in tema di bestie, la rubrica il "veterinario risponde" e lo spazio lettera aperta per denunciare casi di abbandoni e di sfruttamento.

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/Infostampa4.html

 

 

Quotidiano di Bari  
24/06/2002


Cari Bairo ed amici della mailing list, ecco le novità sui 15 cani avvelenati....
Un abbraccio forte, Giulia da Molfetta (Ba)  - giornalista del quotidiano di Bari


Ha forti sospetti ma spera che, con una “spinta” economica, chiunque abbia visto o sentito qualcosa, parli. Continua la sua battaglia Ester Montesanti, la proprietaria del terreno adibito a canile in cui sono stati avvelenati quindici cani nella notte tra il 20 e il 21 giugno. La giovane, volontaria dell’Enpa di Barletta, ha fissato una taglia di mille euro, pari a quasi due milioni delle vecchie lire, che si impegna a versare a chiunque collaborerà all’identificazione dei responsabili del massacro, parlando o rivolgendosi alla polizia, che indaga sull’accaduto. “Se le indicazioni fornite condurranno ad accertare legalmente l’identità dell’individuo protagonista di questa ignobile azione – dice – mi impegno personalmente a versagli una ricompensa di mille euro. Chi ha ucciso gli animali si è servito di un potente veleno, un insetticida per il cui acquisto è indispensabile il possesso di un particolare patentino”. “E’ una vergogna per l’intera città di Barletta – continua – che possano circolare nella più completa impunità individui capaci di tali misfatti. Di un orribile e macabro misfatto si tratta, non si un semplice e pur deprecabile maltrattamento, perché l’autore conosceva bene gli effetti micidiali del veleno e le atroci sofferenze che avrebbe procurato alle povere innocenti bestiole”. Va giù pesante Ester: “Un simile individuo denota una natura crudele e sadica, priva di qualsiasi risonanza affetiva, e perciò pericoloso non solo per gli animali ma anche per la società”. Parole condivisibili. Del resto, lo diceva anche Orazio: “La crudeltà sugli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini”. Intanto, l’uccisione gratuita dei quindici cagnolini ha suscitato vivo sdegno non solo a Barletta, ma anche nel resto d’Italia. La notizia è stata ripresa dai principali telegiornali nazionali ed è finita al centro di dibattiti tra iscritti a mailing list di siti Internet animalisti, come “Bairo…io randagio” di Milano che, dopo questo ennesimo episodio di violenza, spinge, insieme agli Animalisti Italiani di Roma, per l’approvazione di una proposta di legge che preveda l’inasprimento delle pene – tra cui il carcere - per chi maltratta, sevizia e uccide un animale. L’articolo 727 del codice penale, infatti, prevede solo una denuncia e una pena pecuniaria. Troppo poco per Ester e tutti gli altri animalisti che conducono battaglie quotidiane in difesa degli animali. Sì, perché per Ester “è giusto che il responsabile della morte dei 15 cagnolini venga punito dalla legge e che, soprattutto, una volta individuato possa avvertire sulla sua pelle tutto il peso del disprezzo da parte di quella comunità civile di cui è indegno partecipe”. Chi sa parli. Ora c’è anche una taglia.
(Giulia La Volpe)
 

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/Infostampa5a.html

 

 

LA NUOVA VENEZIA          
venerdì 27 giugno 2002  

Venezia/Chioggia


Decine e decine di messaggi al Comune che si costituirà parte civile
Da tutta Italia per i gatti sbranati

s.rav.

CHIOGGIA (VE). Ha incontrato un consenso in tutta Italia l'iniziativa assunta dal sindaco Fortunato Guarnieri di costituire parte civile il Comune contro i responsabili di un fatto di gratuita violenza consumata giorni fa ai danni di alcuni gatti (mamma e cuccioli) sbranati per un macabro gioco nel giardino dell'Istituto Righi. La storia macabra, come l'intenzione del sindaco di dare un segnale esemplare contro questi gesti di vera inciviltà, raccolte dal nostro giornale è stata conosciuta via Internet da tantissime persone sensibili al problema e diffusa ulteriormente da alcune associazioni che si battano per la protezione degli animali. In tanti hanno voluto esprimere il loro apprezzamento direttamente anche tramite e-mail. «La violenza è come una pianta infestante - dice uno di questi messaggi - è come il sale: basta una piccola quantità per disgregare e distruggere. Siamo grati al comune di Chioggia per la sua posizione decisa e coraggiosa che vorremmo altri comuni imitassero. Occorre dare il giusto valore negativo agli atti di crudeltà verso gli animali, atti che sono l'anticamera per ogni altro possibile delitto». In testa in questa serie di consensi il
Gruppo Bairo di Roma. Altri messaggi sono giunti da Bergamo, Cremona, Vercelli, Firenze, Treviso, Alessandria, Roma. E la catena di consensi continua ancora. Talvolta scrivono animalisti, talvolta intere famiglie o gruppi di amici. La gente sembra stanca della violenza gratuita, anche contro gli animali.

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/1c_cronaca06_02.html

 

 

POPULIS            
03/07/02

Vacanze da cani    Non abbandonateli
 

martedì 3 luglio
Cremona - Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 150.000 cani, di cui ben 100.000 nei mesi estivi, l' 80% dei quali muore sulle strade. Tra le conseguenze più gravi degli abbandoni, gli incidenti stradali causati dagli animali vaganti.

Solo negli ultimi 10 anni, gli scontri automobilistici causati da cani e gatti abbandonati sono stati 45.000, 4.000 i feriti e 200 i morti. Nel Belpaese sono stimati circa 220.000 cani randagi e 600.000 vaganti (fenomeno maggiormente diffuso in Campania, Puglia, Sicilia e Basilicata).

Contro l'abbandono dei cani insorgono anche i navigatori di internet possono contribuire a fermare questi gesti ignobili. Il sito del gruppo Bairo
cerca, attraverso le inserzioni o le denunce degli internauti, di fermare il randagismo e promuove campagne di sensibilizzazione su questo problema.

Il manifesto della Campagna "Randagismo", intitolato "Non li abbandonate! Vi amano!", è sostenuto anche sul sito de "Le Aquile- sezione Oglio-Po", l'organizzazione nazionale dei volontari di protezione civile che ha come scopo principale di svolgere attività di volontariato di protezione civile in collaborazione con le autorità in occasione di particolari eventi o pubbliche calamità, nonché per iniziative di carattere umanitario o di interesse generale, esclusivamente per fini di solidarietà.

Lettera aperta
 

 

Il Giornale di Sicilia
16 luglio 2002
CRONACA DI PALERMO

Si cercano 30 mila euro, il presidente della commissione Bilancio dice sì a un emendamento ds

SOLDI AL CANILE, C'E' UN PRIMO ACCORDO

In attesa che arrivi l'accordo generale sul bilancio, a Sala delle lapidi è scattata anche la corsa a trovare i soldi che servono alla ristrutturazione del canile municipale. L'assessore comunale della sanità Mimmo Miceli sta studiando con i tecnici una soluzione che possa fare saltare fuori 30 mila euro che servono. In consiglio comunque c'è già una prima intesa su un emendamento proposto dai Ds, che recupera i fondi con il ricorso ai debiti fuori bilancio. L'ipotesi di modifica ha trovato il sì anche del presidente della commissione Bilancio Salvatore Italiano e di un altro consigliere di Forza Italia Gloria Cammarata. L'emendamento del segretario cittadino della Quercia Davide faraone, serve ad evitare il rischio che si perdano anche i fondi già stanziati dalla Provincia che come annunciato durante la campagna del mese dedicata al randagismo ha concesso un contributo di 30 mila euro. Per usufruirne infatti, è necessario uno stanziamento di pari proporzioni da parte del proprietario del canile, in questo caso l'Amministrazione municipale.
Così l'annuncio della concessione del finanziamento, dato dall'assessore provinciale all'Agricoltura, Raffaele Loddo, ha lasciato spiazzata la giunta, che aveva che aveva varato il proprio strumento finanziario senza prevedere i fondi per la ristrutturazione del canile. E domani, quando in consiglio comunale si riapriranno le danze per l'approvazione del bilancio, per l'emendamento del numero uno dei Ds ci sarà il via libera di alcuni esponenti di Forza Italia, che a sala delle Lapidi ha la maggioranza relativa: Salvatore Italiano e Gloria Cammarata, i due consiglieri del partito di  Berlusconi che nei giorni scorsi avevano definito "raccapricciante" le condizioni del canile, hanno annunciato che voteranno a favore della proposta di Faraone. - Quanto alla situazione del rifugio - afferma Italiano - mi è stato detto che il problema si è verificato solo per pochi giorni. Tornerò a controllare.- In ogni caso Italiano non rinuncia a parole di fuoco per i responsabili di via Tiro a Segno - Attendo da lungo tempo una relazione sulle necessità del canile - prosegue il presidente della commissione Bilancio - senza, non ho potuto mettere mano al documento finanziario.- Accuse che però vengono respinte al mittente del responsabile amministrativo Salvatore Lo Iacono - Io ho presentato una relazione all'assessore alla Sanità Mimmo Miceli sulle necessità della struttua - replica - E' a lui che Italiano si deve rivolgere.- L'intermediario fra i consiglieri e gli uffici è la Giunta - gli fa eco dal canto suo Miceli - E a me non è mai arrivata nessuna richiesta di documentazione. Il canile che di sicuro non è "raccapricciante" va rilanciato con proposte concrete. Tutto il resto è solo sterile polemica.-
Claudio Reale

Giro di e-mail: gli animali maltrattati, disertate la Sicilia

Si moltiplicano i casi di intolleranza nei confronti degli animali, e fra gli amici di cani, gatti e mouse va in scena la protesta contro la sicilia. Sul filo della rete come autaut - Organizzatevi per la tutela dei quattrozampe o non verremo in Sicilia per la crudeltà e l'indifferenza che mostrate verso gli animali.-
L'iniziativa, destinata a scatenare polemiche, è del Gruppo Bairo, un'associazione animalista milanese che raccoglie nella propria Mailing List oltre duemila contatti in Italia e all'estero, dalla Svizzera al Messico, e trae spunto da fatti di cronaca avvenuti nell'isola: dalla storia di Nerina, la cagna sottratta alla scuola di Cinisi, al sequestro di 39 animali a S. Gregorio di Catania, dalla crocefissione di un randagio a Messina al nodo dei fondi per la ristrutturazione del canile di Palermo. Nell'ultimo mese sono stati molti i problemi che, al grido di "animalisti di tutto il web unitevi" con messaggi standard fatti girare da ciascuno di loro, hanno fatto battere i cuori e i modem degli aderenti al gruppo. - Intendiamo manifestare il nostro dissenso contro tutte le regioni che non rispettano gli animali.- Afferma Enrica Boiocchi, dello staff nazionale di Bairo - non possiamo sopportare i maltrattamenti.- Le e-mail del resto, non lasciano spazio a dubbi.- Non visitiamo la vostra regione - si legge in uno dei messaggi tipo - per la crudeltà e l'indifferenza che mostra verso cani e gatti, protetti inutilmente dalla legge nazionale e dal 2000 anche da quella regionale. Non possiamo accettare la vista di centinaia di animali che vagano scheletrici o malati, in cerca di cibo.- E' tempo di vacanze, dalle nostre parti: le istituzioni sono avvertite.
Cl. Re
 

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/infostampa6.html
 

 

L'INTERVISTA CON LA VOCE DI GROSSETO
24/07/2002 -

Parco di Montioni:
paradiso o inferno per cani?

di Manuela Plastina


Tutto è cominciato da un’email che poi, come un’eco virtuale, si cominciata a diffondere e a tornare indietro e a moltiplicarsi a vista d’occhio, finché le caselle di posta elettronica di testate giornalistiche, carabinieri, uffici comunali, uffici statali - in maniera, diciamolo, anche molto fastidiosa visto che sono indirizzi di lavoro - sono state letteralmente inondate da centinaia di email tutte uguali, realizzate con un semplice copia-incolla o un banale forward e firmate da persone sempre diverse.

È questo il metodo di manifestazione virtuale di un gruppo di persone riunite sotto la sigla Bairo che non si sa quale angolo di Italia fanno partire queste migliaia di email in difesa degli amici animali.
E anche Grosseto è rimasta coinvolta in una di queste accuse virtuali

Sotto osservazione il Parco di Montioni che si trova a metà tra il comune di Follonica e quello di Orbetello, quindi tra le province di Grosseto e Livorno.
I signori del gruppo Bairo dicono di aver saputo da amici, turisti in Maremma, della presenza di questo splendido parco naturale, ma - e qui sta il punto della polemica - non adatto agli “animali di affezione (cani) che vengono tenuti prigionieri, senza neppure il conforto della tutela che la legge accorda loro” scrivono.

Eppure, ricordano, il regolamento del Parco stesso e una lettera del sindaco di Follonica alla cittadinanza in merito - della quale il gruppo Bairo riporta dei brani, - sembra un’ode agli animali. "......se è vero che nel nostro territorio la tradizione rende particolarmente sentito l'affetto per questo animale........"."Il comune di Follonica....promuove la cura e la presenza nel proprio territorio degli animali quale elemento fondamentale e indispensabile dell'ambiente". "Il Comune di Follonica valorizza la tradizione e la cultura animalista della città ed incoraggia le forme espressive che attengono al rispetto e alla difesa degli animali."

Ma, denuncia il gruppo Bairo e chi ha duplicato le lettere, rivolgendosi al Comune: “Il vostro Regolamento, la lettera del sindaco, l'art. 727 del C.P. sono inapplicati e i commoventi principi declamati con tanta enfasi, sono vuoti come fantasmi”.
Appena attraversato il cancello di Montioni ed entrati nel parco, a poche decine di metri, sulla sinistra si trova un canile che contiene una quindicina di cani, tutti cuccioli (salvo uno o due adulti) tra cui anche un piccolo pitbull. “Alcuni recinti, o per meglio dire gabbie di 1,50x1,50 metri - accusano gli autori del messaggio - contengono tre cani senza acqua e senza cibo. I recinti sono oscurati da teloni verdi affinchè gli animali non si vedano e non vedano”.

Dure dunque le accuse del gruppo Bairo che si chiede: “Dov'è il comune? Dov'è la ASL? Dove sono le istituzioni che dovrebbero proteggere gli animali di affezione, controllare il loro benessere, rispettare e far rispettare la legge?”

Tartassato dalla mole di email ricevute, il sindaco del Comune di Follonica
Emilio Bonifazi replica alle polemiche del gruppo e spiega la posizione della sua amministrazione. “Da tempo il Comune di Follonica sta lavorando per trovare una soluzione dignitosa al problema dell’abbandono dei cani - spiega Bonifazi. - L’attuale struttura, gestita dall’ENPA, non è sicuramente all’altezza della situazione, ed il nostro impegno è diretto, se possibile, alla realizzazione di un nuovo canile su base comunale o comprensoriale, o al concreto miglioramento dell’attuale”.

Ma, risponde il sindaco, la situazione di Montioni non è così terribile come viene delineata dagli autori dell’email. “Nella zona sono stati condotti sopralluoghi da parte degli organi competenti e le condizioni attuali non risultano tragiche come quelle evidenziate. Di sicuro, non esistono, per quanto a nostra conoscenza, episodi di maltrattamento o denutrizione o abbandono, fatti dei quali i volontari dell’ENPA avrebbero la diretta responsabilità e per i quali saremmo noi i primi interessati all’intervento. Il Comune di Follonica ed il servizio veterinario sono presenti ed attenti, sicuramente molto più che in altre realtà ed il nostro impegno è concreto e, soprattutto, documentabile”.
”Il problema più grave è quello di consentire ai cani di permanere nel canile solo per tempi limitati, favorendo l’adozione - spiega ancora il sindaco di Follonica. - Esiste, da questo punto di vista, la pressochè totale indifferenza. Il gesto più bello che gli amici del Gruppo Bairo potrebbero fare sarebbe quello di adottare un cane e farsi portavoce di questo appello perché altri facciano altrettanto. Per questo è in fase di decollo una campagna informativa per promuovere e favorire l’adozione”.

Ma il chiarimento non basta al gruppo Bairo che ha nuovamente replicato al sindaco con la solita catena di mail che continua a soffocare le caselle postali. Chi scrive chiede a Bonifazi di andare al parco di Montioni e cercare nella boscaglia “le centinaia di canili abusivi e lo stesso canile dell'Enpa”.

Il battibecco virtuale è destinato, purtroppo, a continuare.
 

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/1cronaca07_02.html   -   http://www.bairo.info/lett9.html

 

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