| 28/07/2002
MESSAGGIO DI ALLEANZA NAZIONALE DI RINGRAZIAMENTI INDIRIZZATO AL GRUPPO BAIRO
ALLEANZA NAZIONALE
Via Roma, 26 Empoli
Vi siamo
enormemente grati della solidarietà che avete manifestato sulla questione del gattile e
del maltrattamento degli animali, da noi sollevata, ad Empoli. Con stima e simpatia
la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/infostampa7.html
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| Il
Tirreno
sabato 27/07/02
I risultati della campagna
lanciata un mese fa la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/infostampa9.html
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| La Nazione
sabato 27/07/02
Applausi per l'iniziativa «Adotta
un cane»
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Giornale di Alessandria 31/07/02 Cassine: donna con 100 gatti contro il Comune insensibile Cassine (AL) la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/1c_cronaca07_02.html
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| Il Centro -
Pescara 08/08/2002 Petizione contro i rottweiler «Ma la colpa è del padrone» PESCARA. La richiesta avanzata da 34 residenti di San Silvestro di far allontanare o
abbattere i due pericolosi cani rottweiler che si sono resi responsabili della morte di
diversi cani della zona, ha sollevato aspre critiche sia da parte dell'Enpa che
dall'associazione animalista
Bairo. |
| ELBA OGGI 10/01/03 Quanto soffrono gli animali di un circo? Pubblichiamo una lettera aperta alla stampa italiana del Gruppo Bairo, sodalizio animalista che qui ci propone una riflessione sulle condizioni di vita degli animali nei circhi. Sono parole che fanno pensare, che possono anche toccarci profondamente, specialmente se si è amanti di quello che, al di là di tutto, rimane uno spettacolo bellissimo... Egregi signori, Leggiamo spesso sulla stampa italiana articoli che promuovono il circo con gli animali senza approfondire ciò che questo comporta. Ovvero una diseducazione e un avallo della crudeltà. I circhi che hanno come principale attrazione il domatore con le belve o altri numeri che coinvolgono animali si reggono sulla loro sofferenza. Molte volte questi animali sono importati illegalmente e molti di essi vengono poi confiscati dalle forze dell'ordine e ospitati in zoo comunali. Gli animali sono belli da vedere. Certo gli elefantini, gli orsi, i leoncini, le tigri, sono proprio animali che vale la pena ammirare, ma quanti si soffermano a pensare che loro non sono altrettanto contenti di dare uno spettacolo al quale sono preparati con un duro addestramento e di passare la vita in gabbie anguste? Si portano volentieri i bambini al circo, anche perché attraverso di esso possono vedere animali altrimenti inaccessibili. Ma lo spettacolo di animali in gabbia, lontani dal loro ambiente e dai loro comportamenti naturali, difficilmente può essere proposto come "didattico", specialmente per i bambini. Al contrario, fa vedere una realtà fasulla e lontano dall'essere formativo e' diseducativo e, per di più, infinitamente triste. L'animale da circo deve diventare un automa, non può permettersi di sfidare il padrone o fare un passo falso. L'animale che commette il minimo errore imparerà a ubbidire nel modo più duro possibile. Le punizioni saranno esemplari, impossibile dimenticarle. Alcuni non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente per inedia perché sono talmente disperati e rassegnati che non riescono più a mangiare. Nel lungo periodo necessario per piegare la volontà di un animale si arriva anche a togliergli acqua e cibo. "Alla lunga" - ha affermato un domatore - devono assecondare l'uomo o morire". Alcuni, forse i più fortunati, scelgono la morte. Pensate davvero che un cavallo sia contento di ballare con un pennacchio in testa? Esercizi come questo sono stupidi e qualche volta pericolosi e vengono insegnati agli animali con la frusta. Va peggio per gli animali selvatici che conservano un patrimonio genetico non ancora violato. Anche quando vorrebbero riposare e stare tranquilli gli animali sono costretti a provare e riprovare gli esercizi e ad esibirsi in mezzo alla confusione sotto gli occhi di centinaia di persone. Qualche volta a tigri, orsi e alligatori vengono anche tolti i denti e le unghie perchè non possano più ribellarsi. La vita nel circo è così brutta che molti animali diventano pazzi. Quando si spengono le luci e il tendone si chiude, rimangono le gabbie ma soprattutto rimangono degli animali a cui è stato tolto tutto, a cui è stata tolta la dignità. Non siate indifferenti! Ci auguriamo una riflessione coscienziosa, un'informazione precisa e non un atteggiamento superficiale e indifferente quando parlate di circhi. Gruppo
Bairo |
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LA NAZIONE
11/02/03 RISPOSTA DEL GIORNALISTA
Cari amici di Bairo
Probabilmente tutti voi mi disprezzate, come
senza dubbio mi disprezza la signora Roberta Restelli di Bareggio. Mi
chiamo Alessandro Vannetti e sono il giornalista di La Nazione autore
dell’articolo apparso in cronaca di Siena il 29 gennaio 2003, per il
quale la signora Restelli mi ha inviato un messaggio tanto gentile
quanto caustico. Vorrei rispondere a lei e spiegare a lei e a voi alcune
cose che, mi sembra, sono da chiarire.
Credo che più riflessione, meno
superficialità e soprattutto più informazione non siano da consigliare
solo ai giornalisti. Nella lettera della signora Roberta ci sono molti
passaggi che, a mio giudizio, avrebbero meritato meno superficialità,
più riflessione e più informazione. E non mi riferisco al giudizio di
<amorevole solidarietà> che mi attribuisce nei confronti di Prospero
Antonaccio (l’accalappiacani di Colle Val d’Elsa denunciato per
maltrattamento di animali e “sputtanato” da Striscia la Notizia), quello
è il suo giudizio e non ho la presunzione di farglielo cambiare. Mi
riferisco ad altro.
La signora Roberta scrive testualmente:
<…critichiamo l’immoralità dell’amministrazione comunale che lo protegge
cercando casa per lui (l’accalappiacani) e la sua famiglia di animali,
ignorando volutamente e colpevolmente che il signor Antonaccio ha subito
un sequestro per il maltrattamento di questi animali, molti dei quali
gli sono stati già sottratti. La cosiddetta famiglia (i cani rimasti) di
Prospero Antonaccio è costituita non da familiari ma da animali
crudelmente e ripetutamente seviziati>.
Se prima di parlare la signora si fosse
informata avrebbe scoperto che le cose non stanno così. Innanzi tutto l’Antonaccio
non ha subito solo un sequestro ma è stato denunciato penalmente;
inoltre gli animali che gli sono stati sottratti non sono “molti” ma
tutti. Quello che più importa, però, è che la famiglia di Antonaccio non
è composta da animali, ma da una moglie (ammalata di tumore al cervello
in fase terminale) e da una bambina di 8 anni (che merita anch’essa una
tutela e una protezione non inferiori a quella dei cani del suo
sciagurato padre). Passatemi qualche domanda un po’ provocatoria: sapete
quanto costano le cure oncologiche? sapete cosa vuol dire sopportarle in
una famiglia monoreddito? sarebbe più morale un’istituzione comunale che
non provasse a prendersi cura di una famiglia così? Faccio presente che
nell’enorme degrado mostrato da Striscia non ci vivevano solo i cani, ci
vivono ancora Antonaccio, sua moglie e sua figlia. Ci vivono per
mancanza di soldi e sono stati sfrattati. Non parlo della mia pietà per
Prospero Antonaccio, parlo dell’obbligo dell’amministrazione comunale di
aver pietà di una morente e di una bambina di otto anni, che hanno
diritto la prima a morire sotto un tetto e la seconda a una speranza di
futuro.
E la signora Roberta sbaglia anche quando
ritiene che il Comune di Colle Val d’Elsa non usa la tanta solerzia,
dispendio e buona volontà che ha usato per Antonaccio per sostenere i
volontari dei canili dove per rispetto civiltà e amore sicerca di dare
una vita accettabile ai cani. Se si fosse informata un po’ meglio non le
sarebbe stato difficile sapere che da 12 anni il Comune di Colle Val
d’Elsa (dove mi onoro di essere nato) finanzia con circa 40 milioni
annui il canile allestito in località Drove e gestito dall’associazione
U.N.A (Uomo, Natura, Animali) che probabilmente Bairo conosce. Un canile
che è stato costruito per salvare dalla soppressione voluta dalla legge
per i randagi che non vengono né cercati dai padroni né adottati. Se si
fosse informata meglio avrebbe certamente saputo che a Colle non un solo
cane è stato abbattuto negli ultimi 12 anni, e che c’è in corso un
progetto per realizzare un cimitero per animali dove cani, gatti etc.
potranno essere sepolti con la testa rivolta verso la casa dei padroni,
un cimitero la cui costruzione e la cui gestione saranno interamente a
carico del Comune.
Questo sentivo di dover dire riguardo alla
famiglia di Prospero Antonaccio e del Comune di Colle. Quanto alle colpe
dell’accalappiacani ci penserà la magistratura. Quanto a me non amo gli
animali meno della signora Roberta e, liberissimi ovviamente di credermi
o meno, provo per Antonaccio la stessa repulsione che prova lei. Vivo in
campagna e avendo molto spazio posso permettermi di avere due cani e una
quantità incognita e incontrollabile di gatti, colombi, tortore, polli e
conigli che vanno d’amore e d’accordo e vivono liberi, sani, e felici
insieme a me, che finanzio per quanto posso l’U.N.A, non possiedo
pellicce e non mangio i miei animali perché sono vegetariano per scelta
libera e responsabile. E ogni tanto penso anche agli uomini, cercando di
non fare d’ogni erba un fascio e di distinguere le responsabilità perché
i figli non debbano pagare le colpe dei padri, soprattutto i figli dei
padri più sciagurati. Anche a costo di veder scambiato questo mio
impegno per “amorevole solidarietà” verso qualche scriteriato.
Spero perdonerete una lettera troppo lunga
venuta così di getto e che vogliate trasmettere alla signora Roberta
insieme ai miei saluti.
Poggibonsi 11 febbraio 2003
Alessandro Vannetti
La Nazione Valdelsa
Via Costituzione 19 la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/2_cronaca02_03.html
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IL CENTRO
quotidiano dell'Abruzzo
18/02/03
CHIETI CRONACA
Il
gruppo Bairo
onlus CHIETI. «Perché si è diffuso il virus della gastroenterite proprio in un canile sanitario dove i cani dovrebbero essere vaccinati?». E' la domanda che si pone Enrica Boiocchi, vice presidente del gruppo Bairo onlus, dopo la chiusura della struttura sanitaria di Colle Torino, a Bucchianico, a causa dell'epidemia che ha colpito alcuni animali. «Poiché nella provincia circolano cani abbandonati, malati e sofferenti, quindi pericolosi loro malgrado», sottolinea la delegata dell'associazione, «è giunto il momento per i Comuni di applicare la legge quadro nazionale per la tutela degli animali d'affezione, disattesa da oltre dieci anni». Dal suo canto l'assessore alla sanità, Vincenzo Ginefra, spiega che il virus potrebbe essersi diffuso nelle gabbie dove il cane infetto è stato sistemato in attesa di essere sottoposto a vaccinazione e sterilizzazione. «I veterinari», conclude l'assessore, «non potevano conoscere l'infezione che ha colpito l'animale prima di visitarlo». la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/1_cronaca02_03.html
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| SETTIMANALE GENTE
13/03/03
Lo scandalo dei cani di razza beagle, destinati alle torture per
la sperimentazione Da mesi si indaga sull’attività di ditte che allevano cani
usati come cavie per esperimenti. di Renzo Magosso San Paolo d’Enza (Reggio Emilia) marzo Allevare un cane perché lo facciano a pezzi, da vivo. Nel migliore dei casi perché lo imbottiscano di farmaci sperimentali destinati a procurargli indicibili sofferenze. Questa realtà non arriva dall’altro capo del mondo: è stata per decine di anni l’attività commerciale di una ditta specializzata con sede a san Polo d’Enza, vicino a Reggio Emilia, la ditta Morini che ha allevato centinaia di cani di razza Beagle (quelli che assomigliano un po’ a Snoopy, il bracchetto dei cartoni animati) destinati a crudeli pratiche chirurgiche e farmaceutiche. La vicenda è esplosa il 28 maggio dello scorso anno quando, alla frontiera del Brennero la polizia stradale ha bloccato un carico di 56 Beagle destinati ai laboratori in Germania. Lo sdegno di chi ama gli animali è stato enorme, c’è stata una sorte di sollevazione popolare. Il Consiglio della regione Emilia Romagna ha votato una apposita legge per vietare l’allevamento di cani per fini sperimentali. Un gruppo di legali ha fatto ricorso, opponendosi, in particolare, alla revoca dell’autorizzazione concessa alla ditta Morini del comune di San. Polo D’Enza per l’allevamento a scopo di vivisezione. E’ intervenuto il Tribunale amministrativo regionale (Tar) che ha confermato:"Il sindaco di San Paolo deve revocare l’autorizzazione comunale per allevare cani e gatti a fini sperimentali". Il sindaco Ettore Ghielmi, dopo un primo momento di perplessità, ha confermato la revoca dell’autorizzazione comunale alla ditta Morini per l’allevamento di cani destinati alla vivisezione. Ma la battaglia degli amici degli animali non si è fermata: le associazioni animaliste hanno denunciato l’esistenza di altri allevamenti di cani in altre regioni, per esempio in Lombardia, pronti a sostituirsi "in affari" alla ditta Morini con l’obiettivo della vivisezione. Intanto centinaia di poveri cuccioli Beagle (una razza che risulta particolarmente resistente al dolore, quindi è la preferita dagli sperimentatori) continuano a vivere in gabbie di ferro nell’attesa che qualcuno decida se devono finire squartati in nome della sperimentazione o lasciati liberi. Loro possono soltanto aspettare. In silenzio. Guardando le sbarre con gli occhi velati di paura. Ma come è cominciata la vicenda dei Beagle destinati alla sperimentazione? Era il 28 maggio 2002 quando una pattuglia della polizia stradale ha fermato per accertamenti un convoglio che stava trasportando 56 cuccioli di Beagle. Sul certificato d’accompagnamento era specificata anche la destinazione finale: un laboratorio di Amburgo, in Germania, specializzato in esperimenti su animali, in particolare test tosssicologici. La notizia ha immediatamente fatto il giro della Penisola, come un fremito: centinaia di animalisti hanno organizzato manifestazioni di protesta. Il quotidiano Dolomiten ha comprato i 56 cuccioli e li ha poi affidati a cittadini che si sono dichiarati disposti a garantirne il futuro in condizioni di benessere. L’attenzione degli attivisti delle associazioni animaliste si sposta sulla ditta Morini: filtra la notizia che dall’allevamento sono usciti 56 Beagle destinati in Germania per sostituire la "merce" bloccata al Brennero. – Il carico di cuccioli,- spiega Enrica Boiocchi, vicepresidente dell’Associazione animalista Bairo che si è interessata a fondo della questione - è stato per fortuna bloccato mentre già si trovava sulle strade della Svizzera, diretto in Germania. Quei poveri cani come anche gli altri Beagle intercettati al Brennero erano stati venduti come "merce" e la loro era fine segnata.- A questo punto il Consiglio della Regione Emilia Romagna mette velocemente a punto una legge contro l’allevamento di animali a fini sperimentali. La legge viene pubblicata e diventa quindi operativa il 1° agosto 2002: si tratta della prima del genere in Italia. Il suo titolo è:- Norme contro la vivisezione.- Tutto finito? No, perché a distanza di pochi giorni dal varo della legge sono partite dalla ditta Morini altre tre spedizioni di cani Beagle (in tutto 114 animali) destinati ai laboratori di aziende farmaceutiche con sede in Italia. La triplice spedizione è stata scoperta: la ditta Morini ha ricevuto una multa di 35 mila euro, una settantina di milioni di vecchie lire. I cani sono stati affidati alla Guardia Forestale.- A questo punto la vicenda si è tinta di giallo: 21 novembre la ditta Morini ha denunciato il furto di 129 cani, tutti di razza Beagle. Il "rapimento" è stato poi rivendicato da una strana sigla, Alf, che si definisce Fronte di Liberazione Animale. Cinque di questi cuccioli sono stati misteriosamente abbandonati davanti al centro di soccorso animali di Modena. Erano in cattive condizioni, i veterinari hanno cominciato a curarli. Ma, improvvisamente, anche questi cinque cuccioli sono di nuovo stati rapiti. L’azione è stata rivendicata nuovamente dalla fantomatica Alf.- Una cosa davvero strana.- ha commentato l’animalista Enrica Boiocchi – perché non si capisce come mai questi misteriosi personaggi che si dicono del Fronte animalista prima rapiscono tutti i 129 Beagle, poi ne fanno ritrovare cinque e in secondo tempo se li vanno a rapire di nuovo. Sembra di stare in un incubo anche perché di tutti questi poveri cuccioli si sono perse le tracce e nessuno sa più dove si trovino, ammesso che siano ancora vivi.-Nel frattempo, alcune case farmaceutiche con sede in Italia, prima fra tutte le Sigma Tau di Pomezia, vicino a Roma, hanno annunciato di aver di aver sospeso ogni sperimentazione con i cani. E la ditta Morini ha dato mandato ai suoi legali di ricorrere al Tar contro la decisione di revocare il permesso di allevare cani per fini sperimentali. Il Tar ha confermato la revoca. Ma il sindaco di San Polo D’Enza, Ettore Ghielmi ha preso posizione:- In questo modo è soltanto il Comune a rischiare perché questa legge è stata fatta molto in fretta e senza dispositivi d’attuazione. C’è il rischio di dover risarcire la ditta per i danni subiti in conseguenza alla revoca.- La presa di posizione del sindaco Ghielmi ha suscitato nuove polemiche.- ho avuto l’assicurazione da parte del presidente della regione che il Comune che amministro non potrà essere citato, nemmeno in caso di ricorso alla Corte Costituzionale e a questo punto ha avvallato la decisione di revocare il permesso alla ditta Morini di allevare cani destinati alla sperimentazione. Per me la faccenda è chiusa. La ditta può allevare cani e gatti soltanto per venderli a privati come animali da compagnia.- Ora l’attenzione degli animalisti si è spostata su altri allevamenti che si sospetta abbiano rilevato gli "affari" sui cani destinati alla sperimentazione. – In questo particolare c’è una ditta nel Bresciano a Montichiari,- spiega l’animalista Enrica Boiocchi, - che è autorizzata ad allevare cani Beagle destinati alla sperimentazione e non soltanto per malattie come i tumori: i cani vengono torturati per produrre cosmetici. E’ davvero sconvolgente ma è proprio così. Noi animalisti, però, stiamo allerta. E presto chiederemo anche alla Lombardia di varare una legge come quella che è diventata operativa in Emilia Romagna.- Intanto, negli allevamenti della Lombardia e di altre regioni, centinaia di cuccioli Beagle attendono, tristemente, di sapere quale sarà il suo destino. la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/Infostampa4.html - http://www.bairo.info/1_cronaca03_03.html
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IL GIORNO
LEGNANO
10/05/2003
Nuova protesta per salvare le 120 scimmie
NERVIANO (Milano) - E' oggi il «giorno dei macachi»:
questo pomeriggio, infatti, si terrà a Nerviano una manifestazione
di antivivisezionisti per chiedere che vengano «risparmiate» le 120
scimmie arrivate nei giorni scorsi all'aeroporto di Malpensa per
essere inviate nei laboratori della ditta Pharmacia ed essere
sottoposte ad esperimenti scientifici in campo oncologico. I
manifestanti si troveranno alle 15 in piazza della Vittoria, per poi
spostarsi davanti al municipio nervianese ed arrivare, infine, ai
cancelli della multinazionale farmaceutica, dove si terrà un sit-in
di protesta. La manifestazione, messa in piedi dall'Oipa
(Organizzazione internazionale per la protezione degli animali) ha
ricevuto le adesioni di tante altre associazioni della folta
galassia animalista come: Animalieanimali.it, Animalisti italiani,
Associazione progetto Gaia, Atra Lugano, Ayusya, Cda Bellinzona,
Collettivo animalista, Ceda, Diam oci la zampa, Gaia animali e
ambienti, Gruppo Bairo, Enpa
Saronno e Torino, Lega antivivisezione, Vita Universale e della nota
presentatrice televisiva Licia Colò. «Ci aspettiamo almeno un
migliaio di manifestanti - ci spiega Angelica Mereu, presidente
della sezione milanese di Oipa - avremo molti striscioni e cartelli.
Vogliamo distribuire dei volantini informativi anche ai dipendenti
della Pharmacia per spiegare perché siamo contrari alla vivisezione.
In particolare chiederemo la dismissione del laboratorio di ricerche
sugli animali della ditta nervianese». Sul sito internet di Oipa
(www.oipaitalia.it) sono presenti varie informazioni (tra le quali
l'intero percorso che seguirà) sull'intero corteo nervianese. Sulla
vicenda dei macachi in arrivo nei laboratori della multinazionale si
sono espressi anche i Verdi: «I macachi - ha dichiarato il portavoce
del partito ambientalista a Nerviano, Giuliano Biscossi - sono
animali esotici, ovvero una specie protetta, ma il cui uso
sperimentale è concesso in deroga su a utorizzazione ministeriale.
L'uso di questa specie e di altre più comuni, è dunque legale sotto
il profilo normativo». «A nostro avviso - prosegue - rimane
un'occasione per riflettere sulla sperimentazione animale in
generale, cercando di evitare emotività di circostanza, auspicando
metodologie alternative e ricerche realmente utili e trasparenti. La
nostra posizione come Verdi, è riassunta in un progetto di legge
regionale depositato dal consigliere regionale Carlo Monguzzi.
Fondamentale è che tra le finalità previste dal progetto
legislativo, sia prevista la tutela degli animali oggetto di
sperimentazione e l'incentivazione di metodologie alternative in
collaborazione di Università e Istituti Scientifici».
di Stefano Vietta
la storia all'indirizzo:
http://www.bairo.info/anti_pharmacia.html
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IL RESTO DEL
CARLINO
1 LUGLIO
2003
ANCONA Solidarietà per i... cani
ANCONA — Una pioggia di e-mail al Carlino
sull'ordinanza del sindaco Misiti che vieta l'ingresso ai cani nella
piazza di Sirolo. Sono vari membri del Gruppo Bairo Onlus a far sentire la
propria voce da varie città italiane (Roma, Milano, Firenze, Piacenza,
Modena, Oristano, Bergamo, Torino, Cesena, Piacenza, Grosseto). Tutti
firmano una lettera in cui si ricorda come "già lo scorso giugno era stata
emanata un'ordinanza che vietava di tenere più di due gatti a famiglia.
Per quale motivo una famiglia non può tenere in casa più di due gatti? E'
forse suo il problema se questi animali distruggono un divano oppure si
fanno le unghie sulle tende? Qual è il reale motivo? Non credo che sia un
problema igienico in quanto nella propria casa ognuno pulisce il proprio
sporco, quindi il comune non è coinvolto. E poi quale igiene se tutte le
città italiane sono piene di cartacce, i litorali delle spiagge spesso e
volentieri rivelano siringhe usate (come mai le amministrazioni comunali
non si occupano di pulire?) altre città sono sommerse da rifiuti, eppure
lo sporco dei cani sembra essere l'unica cosa veramente essenziale per
tante amministrazioni. Forse si vuole semplicemente spostare l'attenzione
da altri problemi più seri. Forse l'inizio dell'estate per il Comune di
Sirolo è sinonimo di stranezze! Ci si scaglia contro gli escrementi di un
animale e si fa finta di niente delle cartacce che vengono lasciate sui
marciapiedi, degli sputi, delle siringhe e quant'altro attribuito
all'umano. Ma nessuno ha detto a lei signor sindaco, che tolleranza e
rispetto sono il vero indicatore della civiltà? E' a conoscenza che ci
sono anche anziani che trovano nell'animale la sola compagnia? Anche i
padroni dei cani sono cittadini e hanno diritto a tenere i propri animali
secondo le esigenze etologiche. Sa che esistono luoghi anche importanti
geograficamente, popolati da gente civile e progredita in cui vengono
distribuiti sacchetti e palette ai proprietari di cani per le loro uscite
quotidiane? Ci dica, la preoccupazione maggiore per lei sono solo gli
escrementi dei cani? Non sente il dovere, la coscienza, la sensibilità, la
civiltà di occuparsi del loro benessere? Riteniamo tale ordinanza
anticostituzionale, in quanto lede i diritti di tutti i cittadini
possessori di cani e ci auguriamo in una tempestiva riflessione in tal
senso". la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/sirolocronaca.html
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ALTO ADIGE
domenica 6 luglio 2003
BRESSANONE
E non chiamateli più «amici»
Il Gruppo Bairo Onlus invita ad un'attenta riflessione BRESSANONE.
Ecco due brevi estratti dal centinaio di lettere, inviate e-mail da tutta
Italia, che sono piovute su Bressanone, in Provincia e in Regione contro
la recente delibera del Consiglio comunale.
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IL RESTO DEL
CARLINO
12 LUGLIO
2003
ANCONA Cani in piazza, ma al guinzaglio
SIROLO (AN)— E' stata revocata ieri l'ordinanza del sindaco che vietava
ai turisti di transitare in piazza con i cani anche al guinzaglio e che
concedeva, solo ai cani dei sirolesi residenti, il permesso di passaggio
fugace per entrare e uscire di casa. Ventidue giorni sono stati
sufficienti per suscitare il caso, scatenare le reazioni degli animalisti
e cinofili di tutta Italia. Ieri è stata ufficialmente revocata.
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LA
NAZIONE I cinofili in prima fila nella crociata a favore dei cani in spiaggia
MASSA — Levata di scudi dei cinofili contro le
dichiarazioni dei bagnini riportate su queste colonne nei giorni scorsi.
Dopo averlo letto infatti e dopo avere appreso dell'allontanamento da una
spiaggia del litorale apuano di un turista fiorentino con cane al seguito,
replicano con durezza Chiara Piatti di Como e Davide Giannobi di
Seregno (Milano) entrambi del gruppo 'Bairo onlus'. «Non ci
meravigliamo di come, dopo anni e anni di informazioni e pubblicità contro
l'abbandono estivo degli animali, i bagnini di Marina di Carrara si
risentano perchè i cani vanno sulla loro spiaggia e non dovrebbero. Perchè
i bagnini di Marina di Carrara, la Capitaneria di Porto, l'amministrazione
comunale — proseguono — non fanno in modo di attrezzare una spiaggia per i
cittadini con cane?». E aggiungono :«Sarebbe un gesto di civiltà per
coloro che non abbandonano il proprio animale, ma lo portano in vacanza».
la
storia all'indirizzo:
http://www.bairo.info/carraracronaca.html |
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LA
NAZIONE
Protesta contro
il divieto ai cani in spiaggia
CARRARA — Immediate le reazioni degli amici
degli animali alla protesta dei bagnini che non vogliono cani sulla
spiaggia. «Non senza meravigliarci — scrive in una nota Davide Giannobbi
del Gruppo Bairo — per come dopo
anni di informazioni da parte di mass media contro l'abbandono estivo
degli animali i bagnini di Marina si risentano perché i cani vanno sulla
loro spiaggia. Perché i bagnini, la Capitaneria, il Comune non
attrezzano una spiaggia per i cittadini con cane? Sarebbe un gesto di
civiltà, di rispetto per coloro che non abbandonano il proprio animale,
ma lo portano in vacanza con sé. Invece i bagnini rimproverano i padroni
dei cani, la Capitaneria proibisce, il Comune diserta le proprie
responsabilità e i cani hanno la strada dell'abbandono facilitata.
Evidentemente i cittadini con cane sono meno uguali di quelli senza
cane! I cani guida, da salvataggio, vengono ammessi perché,
naturalmente, sono considerati più "uguali" degli altri! I loro corpi
non infettano le acque e da loro i bagnanti non fuggono inorriditi». la
storia all'indirizzo:
http://www.bairo.info/carraracronaca.html |
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IL RESTO DEL CARLINO SABATO 19 luglio 2003 La storia di Cippo fa il giro d'Italia PESARO — La storia di
Cippo, il cane morto sbranato nel canile di Santa Veneranda, fa il giro
d'Italia. L'articolo apparso il 15 luglio sul Carlino, nella cronaca di
Pesaro, è stato letto anche a Trieste, Firenze, Milano, in particolare
dai membri del Gruppo Bairo Onlus, un'associazione animalista che
si occupa per lo più di cani randagi. Da tutta la penisola inviano un
documento via e-mail in cui esprimono il loro sconcerto: accusano il
comune di Pesaro, ritenendolo responsabile della morte di Cippo e
chiedono che revochi la concessione al gestore del canile. Stesso testo,
ma diversi commenti in calce, tutti decisamente polemici. «Vergogna»,
scrive Arianna Bottoni di Ferrara; «raccapricciante», commenta Antonella
Ercolani di Firenze; «il Comune come Ponzio Pilato», si legge nella mail
di Riccardina di Marino di Trieste; «lavarsene le mani», tuonano i
fiorentini Leandro Bianchi e Mariangela Corrieri; «un cane muore
sbranato per incapacità di gestione» è l'amara constatazione di Roberta
Restelli di Bareggio (Mi); «animali come rifiuti» accusa Enrico Barbetti.
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Pervenuta in mailing list di Bairo in data
05/09/2003 Dalla d.ssa Laura Gulotta da Lipari OGGETTO: GRAZIE! Vi ricordate l' SOS DA LIPARI PER CIRCA 20 CANI DETENUTI IN MODO ALLUCINANTE DA UN TIZIO ? Finalmente il primo settembre DOPO 25 ANNI DI ABUSI , IL SINDACO DI LIPARI HA ORDINATO LO SGOMBERO DEI LUOGHI ED IL SEQUESTRO DEI CANI . Adesso sono in un luogo pulito , senza più catene , cibati non più di lardo ma di croccantini , latte , pasta , carni ,.....In qualità di presidente dell'associazione EOLO A QUATTRO ZAMPE , RINGRAZIO TUTTI VOI E PER RENDERE PUBBLICO IL TUTTO HO FATTO STAMPARE DEI POSTERS 50X70 ( DI CUI ALLEGO COPIA ) CHE DA STANOTTE VERRANNO AFFISSI PER TUTTA LIPARI !!!GRAZIE ANCORA PER LA SOLIDARIETA' DIMOSTRATACI.GRAZIE PERCHE' NON CI SIAMO MAI SENTITI SOLI IN QUESTA GUERRA CHE CI HA CONDOTTI VITTORIOSI ALLA GRANDE BATTAGLIA!! POSTER L’Associazione EOLO A QUATTRO ZAMPE
RINGRAZIA
- Il Gruppo BAIRO ; - Animali&animali di LICIA COLO’, nella persona di Gianluca Felicetti; - LE IENE , nella persona di Alessandra Frigo; e tanti , ma tanti amici
per aver AIUTATO A DIVULGARE , fino al MINISTERO DELLA SANITA’ , all’UNESCO ed a tutti gli ENTI PREPOSTI ALLA TUTELA DEI DIRITTI E DEL BENESSERE ANIMALE , NONCHE’ DELL’AMBIENTE , LA “VICENDA C A N N I Z Z A R O” ;
- Il SINDACO ; - L’AMMINISTRAZIONE TUTTA;- LE FORZE DELL’ORDINE ;- CHE HANNO RESO OPERATIVO L’INTERVENTO .
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Italia: le Associazioni animaliste scrivono a
Sirchia
venerdì, 26 settembre, 2003 La pubblica opinione italiana è stata
scossa dalle recenti aggressioni subite da alcuni cittadini da cani di
razza pitbull. Il Ministro alla sanità Sirchia ha emesso un'ordinanza
definita però da molte associazioni ambientaliste ed animaliste confusa
e inadeguata. la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/Ordsirchia1.html
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LIBERO 28/09/03 L'orgoglio canino scende in piazza - Ministro basta, torna a scuola Milano: Milano dice no
all'ordinanza Sirchia. Circa 2000 persone hanno risposto ieri
all'appuntamento del "Dog pryde" in piazza san Babila a Milano per
gridare la loro rabbia contro un provvedimento che impone guinzagli e
museruole a 98 razze canine. La manifestazione promossa da
dall'associazione Amici della Terra e gaia, ha richiamato tanti
cittadini comuni e uomini politici di diversa estrazione: erano presenti
gli assessori Giancarlo Predolin e Tiziana Maiolo della giunta Albertini
e l'ambientalista Maurizio Baruffi. C'è stato anche l'intervento
dell'etologo Giorgio Celli, che simpatizza da sempre a sinistra, che ha
contribuito a dare un carattere "trasversale" alla protesta. In un
corteo variopinto e numeroso, i più composti erano proprio loro, i cani,
destinatari dell'ordinanza. C'erano razze di tutte le taglie: boxer,
pittbull, maremmani, husky, yorkshire, pastori tedeschi. Tutti buoni ed
educati. Un comportamento - hanno detto con orgoglio tutti i
partecipanti - che è la miglior risposta al ministro che vede pericoli
per l'uomo dietro ogni fido. Il corteo si è diretto sino a piazza san
Michele al ritmo di fischi e slogan. Alla testa un grande striscione con
la scritta "siamo tutti potenzialmente pericolosi", di seguito hanno
sfilato i soci delle associazioni che hanno aderito:
Il
Gruppo
Bairo, l'Oipa, Collettivo animalista, l'Enpa
e la Lega del cane, tutti con le rispettive bandiere. Sui cartelli era
riassunto lo stato d'animo di chi ha subito come uno schiaffo la
decisione del ministro:- diamo voce a chi non ha voce - no alla
museruola- . Goliardico invece lo slogan scandito durante la marcia: -
"No guinzaglio no museruola Sirchia ritorna a scuola"-. Divertenti
alcune iniziative come quella dei padroni che portano la museruola al
posto del cane o i cartelli posti al collo di innocui barboncini che
minacciavano "se vi avvicinate vi lecco". A fine mattinata, dopo il
sciogliete le righe, il popolo degli amici di fido ha fatto il punto
della situazione. Superato lo sgomento suscitato dall'ordinanza si pensa
adesso di opporre una resistenza che riesca a modificare l'orientamento
del ministero della Salute pubblica. Già ieri solo i cani di grossa
taglia portavano la mordacchia, a significare la pressochè totale
disobbedienza alle nuove normative:- Non riesco a capire - afferma
Teresa de Vecchi del Gruppo Bairo
- tanta rigidità nei confronti di comportamenti da sempre propri dei
cani. Il vero problema è costituito dalla mancanza di educazione di
tanti proprietari e di coloro che si avvicinano agli animali senza
sapere nemmeno come deve essere l'approccio. E' assurdo poi l'elenco dei
cani a cui mettere la museruola: è compreso anche il Pinscher che pesa
cinque chili.- Neanche le recenti vicende che hanno visto i pittbull
come protagonisti fanno guadagnare qualche simpatia al ministro:- Sono
animali non pericolosi - spiega Massimiliano Portone - la loro
aggressività nasce dagli allenamenti ai quali sono sottoposti per
svolgere le gare clandestine. Per combattere questi fenomeni, si rischia
di colpire il turismo: quanti stranieri saranno disposti a venire in
Italia con queste norme?- Altro punto dolente sono le assicurazioni.
L'obbligatorietà di stipulare una polizza per ogni cane viene rifiutata
senza riserve:- Esiste già un'assicurazione, - spiega Camilla Piazza
segretario di Amici della terra - che è legata all'acquisto della casa.
Bastano 60-70 euro per tutti gli animali che vivono in appartamento.
Adesso invece bisogna sborsare 2-3000 euro per ogni esemplare. Non
possiamo e non vogliamo sottostare a questo salasso.- Un'alternativa
meno onerosa - secondo Piazza - è rappresentata dal patentino "cane buon
cittadino": si tratta di una certificazione rilasciata da un gruppo di
esperti che stabilisce se un cane è in grado di morsicare. Solo in
questo caso bisognerebbe ricorrere alla museruola. Al momento si sta
sperimentando l'efficacia in Francia, Germania e Inghilterra. Gli amici
di fido hanno dato una settimana di tempo a Sirchia per ripensarci. Ieri
una delegazione composta da politici ha consegnato al viceprefetto un
appello. Qualora non sortisca alcun effetto è stata già indetta una
nuova manifestazione tra due settimane. |
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LA PROVINCIA
DI CREMONA
Martedì 7
ottobre 2003
L’amministratore: nessuna richiesta di modifica del regolamento di condominio ‘Con Ivan, Stefano e il cane’ Il sindaco Francesco Marcotti: «Mi fermano anche per la strada tutti vogliono sapere» Tante e-mail ai bimbi che non possono adottare un meticcio La solidarietà arriva da tutta Italia, e anche dalla Svizzera Riccardo Maruti
CASTELVETRO (PC)
Si è
innescata una vera e propria mobilitazione di massa, in un ‘domino’ di
messaggi e di attestati di solidarietà: l’appello di Ivan e Stefano, i
due bimbi di 10 e 11 anni il cui desiderio di accudire un cane è
impedito da un severo regolamento condominiale, ha intenerito il cuore
di moltissime persone. Ieri la casella di posta elettronica della
segreteria comunale di Castelvetro, così come quella del nostro
quotidiano, è stata invasa da decine di messaggi provenienti da tutta
Italia e, in un caso, persino dalla Svizzera. In poche ore, una
cinquantina di e-mail: un numero destinato ad aumentare, dato il
flusso costante di ‘missive elettroniche’ inviate ai terminali. In
particolare la vicenda dei fratellini di Castelvetro ha colpito i
membri del
gruppo ‘Bairo’ onlus, che hanno appoggiato
in blocco (da Padova a l’Aquila, da Roma a Sondrio) il richiamo dei
due bambini. La viva partecipazione della gente al caso di Ivan e
Stefano non è testimoniata soltanto dalla gran quantità di e-mail: «Al
lavoro, addirittura per strada, sono tempestato di domande sulla
questione — racconta il sindaco Francesco Marcotti, destinatario della
lettera-appello dei bimbi —: le parole dei due fratellini hanno
toccato nel profondo tantissime persone». Intanto i piccoli,
accompagnati da mamma Roxanna, hanno più volte fatto visita al canile
di Cremona: le loro simpatie pare siano state calamitate da un vivace
meticcio. Ma dal palazzo di via Platona, almeno per ora, non giungono
novità, come spiega l’amministratore condominiale Luigi Argentieri:
«Io amo gli animali: se fossi residente del condominio accoglierei con
piacere la richiesta dei due bambini. Ma una norma interna al
condominio stesso preclude la presenza di animali nel palazzo: una
decisione presa dopo che per lunghi anni, nel cortile dello stabile,
avevano ‘convissuto’ galline, cani, gatti e conigli. Dai residenti,
finora, non mi è giunta alcuna richiesta di modifica del regolamento».
Intanto, qualcuno si appella a una sentenza del Tar che potrebbe
invalidare la regola condominiale, poiché non specificata dai
residenti al momento dell’acquisto dell’abitazione. Al di là del
ricorso alla giurisprudenza, tutti coloro che hanno preso a cuore la
storia di Ivan e Stefano sperano in un ragionevole dietro-front da
parte dei condomini. la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/iniziativa_castelvetro.html
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LA PROVINCIA
DI CREMONA
Martedì 7
ottobre 2003
MESSAGGI PIENI D'AMORE PER GLI ANIMALI
di
Riccardo Maruti
CASTELVETRO (PC) I messaggi spediti per posta elettronica sono intensi, pieni di tenerezza. «Vi prego di non deludere questi bambini che, essendo piccoli, pensano che l’uomo sia incapace di cattiverie. Cosa c’è, invece, di più cattivo che distruggere i sogni di un bambino e di sottrargli i suoi migliori amici per colpa di regole sterili...» recita una delle e-mail spedite ieri mattina. Altrettanto partecipe e commosso è lo scritto elaborato dai membri del gruppo ‘Bairo’ onlus : «Un canile è sempre un luogo squallido dove povere bestiole restano a languire in attesa di qualcuno che possa donare loro amore e calore...Questi bambini hanno capito l’orrore di tutto questo e chiedono aiuto, affinché almeno una di queste sfortunate creature possa trovare quella dignità che l’umano non tiene mai in considerazione». la
storia all'indirizzo:
http://www.bairo.info/iniziativa_castelvetro.html |
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LA SICILIA nota del Gruppo Bairo
Maltrattamenti animali
Vittoria (RG) La notizia da noi riportata nei giorni scorsi, che cioè al quartiere "Celle" da parte di alcuni ignobili individui sarebbe stata dichiarata una incredibile ed ingiustificata guerra senza quartiere ai gatti della zona (molti eliminati tramite avvelenamento) ha provocato indignazione sia fra i lettori, sia fra gli aderenti alle tantissime associazioni di animalisti e, in particolare, agli amici dei gatti. Una di queste associazioni in particolare, il Gruppo Bairo (con l'adesione di tantissimi altri gruppi), ha inviato un duro messaggio di condanna al presidente della Regione Sicilia e alle autorità istituzionali della provincia di Ragusa. «Umani che compiono gesti tanto crudeli quanto vigliacchi non sono degni nè di paradiso, nè d'inferno - viene scritto -; Sono esseri immondi, dal cuore marcio; nessuna coscienza li anima, nessuno spirito li nutre. Sono mostri meccanici dannosi per la vita di chiunque. Gente da emarginare, gente da punire, da cui guardarsi. Gente che come veleno (quello che distribuiscono a piene mani) si insinua nella società per renderla peggiore, per farla arretrare alla barbarie dalla quale faticosamente, esseri migliori, cercano di uscire. L'evoluzione dell'uomo è culturale, morale e non ha a che fare con la tecnologia, nè con il censo. Chiediamo quindi alle autorità siciliane di mostrarsi degne della civiltà cui aspirano e della quale credono di essere portatori. Civiltà è impedire, eliminare le azioni indegne e punire chi le ha commesse. Ci attendiamo fermezza e determinazione». la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/mailingmex2.html
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