28/07/2002

MESSAGGIO DI ALLEANZA NAZIONALE DI RINGRAZIAMENTI INDIRIZZATO AL GRUPPO BAIRO 

ALLEANZA NAZIONALE

Via Roma, 26 Empoli


Empoli 28 luglio 2002

Cari amici

Vi siamo enormemente grati della solidarietà che avete manifestato sulla questione del gattile e del maltrattamento degli animali, da noi sollevata, ad Empoli.
Dopo la nostra denuncia sul giornale “Il Tirreno” non è cambiato niente, tanto che c’è chi ha provveduto a chiedere alla ASL 10 ed al Sindaco di Empoli di provvedere a controllare lo stato di questi cani, nonostante le foto e la denuncia sul giornale, nessuno si è mosso.
La vostra pressione fatta con le e-mail mandate al Comune di Empoli hanno suscitato una grande impressione negli amministratori di Empoli, tanto da ritenere che un’ulteriore pressione sarebbe opportuna.
Vi invitiamo ad inviare una nuova e-mail con la richiesta di verifica dello stato di salute degli animali oggetto dell’articolo.
Vi allego il testo della richiesta fatta da una nostra concittadina alla ASL 10 ed al Sindaco di Empoli.

Con stima e simpatia

Paolo Baroncelli
Nicola Nascosti

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/infostampa7.html

 

 

Il Tirreno             
sabato 27/07/02

I risultati della campagna lanciata un mese fa

Successo dell'iniziativa
«Adotta un cane randagio»



VECCHIANO (Pisa). Adotta un cane randagio, riceverai gratis per un anno il cibo necessario al suo mantenimento. Con questo slogan, l'amministrazione comunale di Vecchiano, aveva lanciato, circa un mese fa, una campagna contro il randagismo, una piaga particolarmente rilevante proprio durante i mesi estivi.
L'iniziativa, che consiste anche nell'attivazione di una pagina specifica sul sito internet del comune (www.comune.vecchiano.pisa.it) nella quale accanto ad una foto vi è anche una breve descrizione dei cani ospitati attualmente presso il canile convenzionato con il comune stesso, ha riscosso il plauso di Claudia Spagnolo del gruppo animalista Bairo di Roma, la quale in una breve comunicazione al sindaco di Vecchiano, Rodolfo Pardini, ha espresso le sue congratulazioni «per essere così previdenti e sensibili per le iniziative prese per stimolare le adozioni». Se tutti i Comuni - ha poi concluso l'esponente del gruppo animalista - agissero così, forse le cose andrebbero nel modo migliore per gli animali e potremo chiamarci un paese civile dal momento che, anche loro, sono esseri viventi ed indifesi e quindi hanno bisogno del nostro aiuto per sopravvivere.
Grande soddisfazione è stata espressa dall'assessore all'ambiente del comune di Vecchiano, Massimiliano Angori, il quale ha ricordato
che il plauso del gruppo Bairo è importante non solo per il prestigio della stessa associazione animalista, che è molto attiva anche all'estero del nostro paese, ma costituisce senza dubbio un' ulteriore prova che la strada intrapresa, contro il randagismo, è quella giusta.

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/infostampa9.html

 

 

La Nazione             
sabato 27/07/02

Applausi per l'iniziativa «Adotta un cane»

VECCHIANO (Pisa). Adotta un cane randagio, riceverai gratis per un anno il cibo necessario al suo mantenimento. Con questo slogan, l'amministrazione comunale di Vecchiano, aveva lanciato, circa un mese fa, una campagna contro il randagismo, una piaga particolarmente rilevante proprio durante i mesi estivi.
L'iniziativa, che consiste anche nell'attivazione di una pagina specifica sul sito internet del comune (www.comune.vecchiano.pisa.it) nella quale accanto ad una foto vi è anche una breve descrizione dei cani ospitati attualmente presso il canile convenzionato con il comune stesso, ha riscosso il plauso di Claudia Spagnolo del gruppo animalista Bairo di Roma, la quale in una breve comunicazione al sindaco di Vecchiano, Rodolfo Pardini, ha espresso le sue congratulazioni «per essere così previdenti e sensibili per le iniziative prese per stimolare le adozioni». Se tutti i Comuni - ha poi concluso l'esponente del gruppo animalista - agissero così, forse le cose andrebbero nel modo migliore per gli animali e potremo chiamarci un paese civile dal momento che, anche loro, sono esseri viventi ed indifesi e quindi hanno bisogno del nostro aiuto per sopravvivere.
Grande soddisfazione è stata espressa dall'assessore all'ambiente del comune di Vecchiano, Massimiliano Angori, il quale ha ricordato
che il plauso del gruppo Bairo è importante non solo per il prestigio della stessa associazione animalista, che è molto attiva anche all'estero del nostro paese, ma costituisce senza dubbio un' ulteriore prova che la strada intrapresa, contro il randagismo, è quella giusta.

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/infostampa9.html

 

 

Giornale di Alessandria
31/07/02

Cassine: donna con 100 gatti contro il Comune insensibile
 

Cassine (AL)
Inondati da email di animalisti del gruppo Bairo. Questa mattina ben 18 lettere firmate da vari amici da tutta Italia sono giunte in redazione per denunciare la colpevole cecità, a loro parere, del Comune di Cassine nei confronti di un centinaio di gatti accuditi da una signora del paese. Ecco la lettera che spiega come la signora Franca, la donna che da sola, e a spese proprie, si prende cura dei randagi:
A Cassine, c'è una signora che da sola si occupa del mantenimento, della cura e delle sterilizzazioni di 100 gatti randagi. il Comune non se ne occupa per niente, e nonostante gli svariati appelli di aiuto,soprattutto per creare un rifugio visto che per 60 di loro la vita è limitata in due stanze, il comune fa orecchie da mercante, nonostante ci sia una legge regionale la 34/93 che dice chiaramente che se un comune chiede i fondi per creare un rifugio la regione manderà i fondi, bene il sindaco non ha interesse ha chiedere questo aiuto. Franca per mantenere i gatti randagi del Comune deve andare a fare delle ore in giro e ora la situazione è insostenibile.
Non solo a Cassine abbiamo avuto problemi di avvelenamenti di gatti delle colonie e non, di tagliole e lacci nei boschi, di guardiacaccia che sparano ai gatti e ai cani dei privati anche vicinissimo alle case, e poi problemi di maltrattamenti,addirittura una donna ha lasciato morire il proprio cane chiuso nella casa che aveva messo in vendita, il Comune ne era a conoscenza ma non ha mosso un dito,insomma al Comune degli animali non importa nulla,in più pretende che la signora Franca continui a addossarsi il mantenimento dei gattini che continuamente vengono abbandonati o buttati nei cassonetti,insomma il Comune per gli animali non esiste e pensare che il sindaco è il primo responsabile del benessere degli animali che vivono nel suo territorio.
Al Comune di Cassine il telefono squilla a vuoto, ma appena risponderanno chiederemo spiegazioni al più presto Sindaco
Roberto Gotta.
 

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/1c_cronaca07_02.html

 

 

Il Centro - Pescara
08/08/2002

Petizione contro i rottweiler «Ma la colpa è del padrone»

PESCARA. La richiesta avanzata da 34 residenti di San Silvestro di far allontanare o abbattere i due pericolosi cani rottweiler che si sono resi responsabili della morte di diversi cani della zona, ha sollevato aspre critiche sia da parte dell'Enpa che dall'associazione animalista Bairo.
«Il problema non sono i cani, ma il loro padrone», spiega Carmelita Bellini, responsabile della sezione pescarese dell'Ente per la protezione degli animali. Sulla stessa lunghezza d'onda Gabriella Cavalli dell'associazione
Bairo, la quale aggiunge: «E' come se i bambini del mio vicino di casa rompono le piante e io me la prendo con loro. Anche l'educazione del cane dipende da "genitori", dal padrone».

 

ELBA OGGI
10/01/03

Quanto soffrono gli animali di un circo?

Pubblichiamo una lettera aperta alla stampa italiana del Gruppo Bairo, sodalizio animalista che qui ci propone una riflessione sulle condizioni di vita degli animali nei circhi. Sono parole che fanno pensare, che possono anche toccarci profondamente, specialmente se si è amanti di quello che, al di là di tutto, rimane uno spettacolo bellissimo...

Egregi signori,

Leggiamo spesso sulla stampa italiana articoli che promuovono il circo con gli animali senza approfondire ciò che questo comporta. Ovvero una diseducazione e un avallo della crudeltà. I circhi che hanno come principale attrazione il domatore con le belve o altri numeri che coinvolgono animali si reggono sulla loro sofferenza.

Molte volte questi animali sono importati illegalmente e molti di essi vengono poi confiscati dalle forze dell'ordine e ospitati in zoo comunali. Gli animali sono belli da vedere. Certo gli elefantini, gli orsi, i leoncini, le tigri, sono proprio animali che vale la pena ammirare, ma quanti si soffermano a pensare che loro non sono altrettanto contenti di dare uno spettacolo al quale sono preparati con un duro addestramento e di passare la vita in gabbie anguste?

Si portano volentieri i bambini al circo, anche perché attraverso di esso possono vedere animali altrimenti inaccessibili. Ma lo spettacolo di animali in gabbia, lontani dal loro ambiente e dai loro comportamenti naturali, difficilmente può essere proposto come "didattico", specialmente per i bambini.

Al contrario, fa vedere una realtà fasulla e lontano dall'essere formativo e' diseducativo e, per di più, infinitamente triste. L'animale da circo deve diventare un automa, non può permettersi di sfidare il padrone o fare un passo falso. L'animale che commette il minimo errore imparerà a ubbidire nel modo più duro possibile. Le punizioni saranno esemplari, impossibile dimenticarle.

Alcuni non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente per inedia perché sono talmente disperati e rassegnati che non riescono più a mangiare. Nel lungo periodo necessario per piegare la volontà di un animale si arriva anche a togliergli acqua e cibo.

"Alla lunga" - ha affermato un domatore - devono assecondare l'uomo o morire". Alcuni, forse i più fortunati, scelgono la morte. Pensate davvero che un cavallo sia contento di ballare con un pennacchio in testa? Esercizi come questo sono stupidi e qualche volta pericolosi e vengono insegnati agli animali con la frusta. Va peggio per gli animali selvatici che conservano un patrimonio genetico non ancora violato.

Anche quando vorrebbero riposare e stare tranquilli gli animali sono costretti a provare e riprovare gli esercizi e ad esibirsi in mezzo alla confusione sotto gli occhi di centinaia di persone. Qualche volta a tigri, orsi e alligatori vengono anche tolti i denti e le unghie perchè non possano più ribellarsi.

La vita nel circo è così brutta che molti animali diventano pazzi. Quando si spengono le luci e il tendone si chiude, rimangono le gabbie ma soprattutto rimangono degli animali a cui è stato tolto tutto, a cui è stata tolta la dignità. Non siate indifferenti! Ci auguriamo una riflessione coscienziosa, un'informazione precisa e non un atteggiamento superficiale e indifferente quando parlate di circhi.

Gruppo Bairo
 

 

LA NAZIONE
11/02/03

RISPOSTA DEL GIORNALISTA
 

Cari amici di Bairo

 

Probabilmente tutti voi mi disprezzate, come senza dubbio mi disprezza la signora Roberta Restelli di Bareggio. Mi chiamo Alessandro Vannetti e sono il giornalista di La Nazione autore dell’articolo apparso in cronaca di Siena il 29 gennaio 2003, per il quale la signora Restelli mi ha inviato un messaggio tanto gentile quanto caustico. Vorrei rispondere a lei e spiegare a lei e a voi alcune cose che, mi sembra, sono da chiarire.

 

Credo che più riflessione, meno superficialità e soprattutto più informazione non siano da consigliare solo ai giornalisti. Nella lettera della signora Roberta ci sono molti passaggi che, a mio giudizio, avrebbero meritato meno superficialità, più riflessione e più informazione. E non mi riferisco al giudizio di <amorevole solidarietà> che mi attribuisce nei confronti di Prospero Antonaccio (l’accalappiacani di Colle Val d’Elsa denunciato per maltrattamento di animali e “sputtanato” da Striscia la Notizia), quello è il suo giudizio e non ho la presunzione di farglielo cambiare. Mi riferisco ad altro.

La signora Roberta scrive testualmente: <…critichiamo l’immoralità dell’amministrazione comunale che lo protegge cercando casa per lui (l’accalappiacani) e la sua famiglia di animali, ignorando volutamente e colpevolmente che il signor Antonaccio ha subito un sequestro per il maltrattamento di questi animali, molti dei quali gli sono stati già sottratti. La cosiddetta famiglia (i cani rimasti) di Prospero Antonaccio è costituita non da familiari ma da animali crudelmente e ripetutamente seviziati>.

Se prima di parlare la signora si fosse informata avrebbe scoperto che le cose non stanno così. Innanzi tutto l’Antonaccio non ha subito solo un sequestro ma è stato denunciato penalmente; inoltre gli animali che gli sono stati sottratti non sono “molti” ma tutti. Quello che più importa, però, è che la famiglia di Antonaccio non è composta da animali, ma da una moglie (ammalata di tumore al cervello in fase terminale) e da una bambina di 8 anni (che merita anch’essa una tutela e una protezione non inferiori a quella dei cani del suo sciagurato padre). Passatemi qualche domanda un po’ provocatoria: sapete quanto costano le cure oncologiche? sapete cosa vuol dire sopportarle in una famiglia monoreddito? sarebbe più morale un’istituzione comunale che non provasse a prendersi cura di una famiglia così? Faccio presente che nell’enorme degrado mostrato da Striscia non ci vivevano solo i cani, ci vivono ancora Antonaccio, sua moglie e sua figlia. Ci vivono per mancanza di soldi e sono stati sfrattati. Non parlo della mia pietà per Prospero Antonaccio, parlo dell’obbligo dell’amministrazione comunale di aver pietà di una morente e di una bambina di otto anni, che hanno diritto la prima a morire sotto un tetto e la seconda a una speranza di futuro.

E la signora Roberta sbaglia anche quando ritiene che il Comune di Colle Val d’Elsa non usa la tanta solerzia, dispendio e buona volontà che ha usato per Antonaccio per sostenere i volontari dei canili dove per rispetto civiltà e amore sicerca di dare una vita accettabile ai cani. Se si fosse informata un po’ meglio non le sarebbe stato difficile sapere che da 12 anni il Comune di Colle Val d’Elsa (dove mi onoro di essere nato) finanzia con circa 40 milioni annui il canile allestito in località Drove e gestito dall’associazione U.N.A (Uomo, Natura, Animali) che probabilmente Bairo conosce. Un canile che è stato costruito per salvare dalla soppressione voluta dalla legge per i randagi che non vengono né cercati dai padroni né adottati. Se si fosse informata meglio avrebbe certamente saputo che a Colle non un solo cane è stato abbattuto negli ultimi 12 anni, e che c’è in corso un progetto per realizzare un cimitero per animali dove cani, gatti etc. potranno essere sepolti con la testa rivolta verso la casa dei padroni, un cimitero la cui costruzione e la cui gestione saranno interamente a carico del Comune.

 

Questo sentivo di dover dire riguardo alla famiglia di Prospero Antonaccio e del Comune di Colle. Quanto alle colpe dell’accalappiacani ci penserà la magistratura. Quanto a me non amo gli animali meno della signora Roberta e, liberissimi ovviamente di credermi o meno, provo per Antonaccio la stessa repulsione che prova lei. Vivo in campagna e avendo molto spazio posso permettermi di avere due cani e una quantità incognita e incontrollabile di gatti, colombi, tortore, polli e conigli che vanno d’amore e d’accordo e vivono liberi, sani, e felici insieme a me, che finanzio per quanto posso l’U.N.A, non possiedo pellicce e non mangio i miei animali perché sono vegetariano per scelta libera e responsabile. E ogni tanto penso anche agli uomini, cercando di non fare d’ogni erba un fascio e di distinguere le responsabilità perché i figli non debbano pagare le colpe dei padri, soprattutto i figli dei padri più sciagurati. Anche a costo di veder scambiato questo mio impegno per “amorevole solidarietà” verso qualche scriteriato.

 

Spero perdonerete una lettera troppo lunga venuta così di getto e che vogliate trasmettere alla signora Roberta insieme ai miei saluti.

 

Poggibonsi 11 febbraio 2003

 

                                                                           Alessandro Vannetti

                                                    

                                                                           La Nazione Valdelsa

                                                                           Via Costituzione 19

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/2_cronaca02_03.html

 

 

IL CENTRO  quotidiano dell'Abruzzo
18/02/03
CHIETI CRONACA

Il gruppo Bairo onlus
Canile chiuso per infezione E' polemica

CHIETI. «Perché si è diffuso il virus della gastroenterite proprio in un canile sanitario dove i cani dovrebbero essere vaccinati?». E' la domanda che si pone Enrica Boiocchi, vice presidente del gruppo Bairo onlus, dopo la chiusura della struttura sanitaria di Colle Torino, a Bucchianico, a causa dell'epidemia che ha colpito alcuni animali. «Poiché nella provincia circolano cani abbandonati, malati e sofferenti, quindi pericolosi loro malgrado», sottolinea la delegata dell'associazione, «è giunto il momento per i Comuni di applicare la legge quadro nazionale per la tutela degli animali d'affezione, disattesa da oltre dieci anni». Dal suo canto l'assessore alla sanità, Vincenzo Ginefra, spiega che il virus potrebbe essersi diffuso nelle gabbie dove il cane infetto è stato sistemato in attesa di essere sottoposto a vaccinazione e sterilizzazione. «I veterinari», conclude l'assessore, «non potevano conoscere l'infezione che ha colpito l'animale prima di visitarlo».

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/1_cronaca02_03.html

 

 

SETTIMANALE GENTE
13/03/03

Lo scandalo dei cani di razza beagle, destinati alle torture per la sperimentazione
Per ora è salvo: però sta rischiando ancora la vita

Da mesi si indaga sull’attività di ditte che allevano cani usati come cavie per esperimenti.
Si tratta dei Beagle, la cui dolcezza ricorda lo Snoopy del famoso fumetto.
Resistono al dolore: così sono ricercati per le barbare pratiche. Ma ora c’è chi vuole salvarli.

di Renzo Magosso

San Paolo d’Enza (Reggio Emilia)    marzo

Allevare un cane perché lo facciano a pezzi, da vivo. Nel migliore dei casi perché lo imbottiscano di farmaci sperimentali destinati a procurargli indicibili sofferenze. Questa realtà non arriva dall’altro capo del mondo: è stata per decine di anni l’attività commerciale di una ditta specializzata con sede a san Polo d’Enza, vicino a Reggio Emilia, la ditta Morini che ha allevato centinaia di cani di razza Beagle (quelli che assomigliano un po’ a Snoopy, il bracchetto dei cartoni animati) destinati a crudeli pratiche chirurgiche e farmaceutiche. La vicenda è esplosa il 28 maggio dello scorso anno quando, alla frontiera del Brennero la polizia stradale ha bloccato un carico di 56 Beagle destinati ai laboratori in Germania. Lo sdegno di chi ama gli animali è stato enorme, c’è stata una sorte di sollevazione popolare. Il Consiglio della regione Emilia Romagna ha votato una apposita legge per vietare l’allevamento di cani per fini sperimentali. Un gruppo di legali ha fatto ricorso, opponendosi, in particolare, alla revoca dell’autorizzazione concessa alla ditta Morini del comune di San. Polo D’Enza per l’allevamento a scopo di vivisezione. E’ intervenuto il Tribunale amministrativo regionale (Tar) che ha confermato:"Il sindaco di San Paolo deve revocare l’autorizzazione comunale per allevare cani e gatti a fini sperimentali". Il sindaco Ettore Ghielmi, dopo un primo momento di perplessità, ha confermato la revoca dell’autorizzazione comunale alla ditta Morini per l’allevamento di cani destinati alla vivisezione. Ma la battaglia degli amici degli animali non si è fermata: le associazioni animaliste hanno denunciato l’esistenza di altri allevamenti di cani in altre regioni, per esempio in Lombardia, pronti a sostituirsi "in affari" alla ditta Morini con l’obiettivo della vivisezione. Intanto centinaia di poveri cuccioli Beagle (una razza che risulta particolarmente resistente al dolore, quindi è la preferita dagli sperimentatori) continuano a vivere in gabbie di ferro nell’attesa che qualcuno decida se devono finire squartati in nome della sperimentazione o lasciati liberi. Loro possono soltanto aspettare. In silenzio. Guardando le sbarre con gli occhi velati di paura. Ma come è cominciata la vicenda dei Beagle destinati alla sperimentazione? Era il 28 maggio 2002 quando una pattuglia della polizia stradale ha fermato per accertamenti un convoglio che stava trasportando 56 cuccioli di Beagle. Sul certificato d’accompagnamento era specificata anche la destinazione finale: un laboratorio di Amburgo, in Germania, specializzato in esperimenti su animali, in particolare test tosssicologici. La notizia ha immediatamente fatto il giro della Penisola, come un fremito: centinaia di animalisti hanno organizzato manifestazioni di protesta. Il quotidiano Dolomiten ha comprato i 56 cuccioli e li ha poi affidati a cittadini che si sono dichiarati disposti a garantirne il futuro in condizioni di benessere. L’attenzione degli attivisti delle associazioni animaliste si sposta sulla ditta Morini: filtra la notizia che dall’allevamento sono usciti 56 Beagle destinati in Germania per sostituire la "merce" bloccata al Brennero. – Il carico di cuccioli,- spiega Enrica Boiocchi, vicepresidente dell’Associazione animalista Bairo che si è interessata a fondo della questione - è stato per fortuna bloccato mentre già si trovava sulle strade della Svizzera, diretto in Germania. Quei poveri cani come anche gli altri Beagle intercettati al Brennero erano stati venduti come "merce" e la loro era fine segnata.- A questo punto il Consiglio della Regione Emilia Romagna mette velocemente a punto una legge contro l’allevamento di animali a fini sperimentali. La legge viene pubblicata e diventa quindi operativa il 1° agosto 2002: si tratta della prima del genere in Italia. Il suo titolo è:- Norme contro la vivisezione.- Tutto finito? No, perché a distanza di pochi giorni dal varo della legge sono partite dalla ditta Morini altre tre spedizioni di cani Beagle (in tutto 114 animali) destinati ai laboratori di aziende farmaceutiche con sede in Italia. La triplice spedizione è stata scoperta: la ditta Morini ha ricevuto una multa di 35 mila euro, una settantina di milioni di vecchie lire. I cani sono stati affidati alla Guardia Forestale.- A questo punto la vicenda si è tinta di giallo: 21 novembre la ditta Morini ha denunciato il furto di 129 cani, tutti di razza Beagle. Il "rapimento" è stato poi rivendicato da una strana sigla, Alf, che si definisce Fronte di Liberazione Animale. Cinque di questi cuccioli sono stati misteriosamente abbandonati davanti al centro di soccorso animali di Modena. Erano in cattive condizioni, i veterinari hanno cominciato a curarli. Ma, improvvisamente, anche questi cinque cuccioli sono di nuovo stati rapiti. L’azione è stata rivendicata nuovamente dalla fantomatica Alf.- Una cosa davvero strana.- ha commentato l’animalista Enrica Boiocchi – perché non si capisce come mai questi misteriosi personaggi che si dicono del Fronte animalista prima rapiscono tutti i 129 Beagle, poi ne fanno ritrovare cinque e in secondo tempo se li vanno a rapire di nuovo. Sembra di stare in un incubo anche perché di tutti questi poveri cuccioli si sono perse le tracce e nessuno sa più dove si trovino, ammesso che siano ancora vivi.-Nel frattempo, alcune case farmaceutiche con sede in Italia, prima fra tutte le Sigma Tau di Pomezia, vicino a Roma, hanno annunciato di aver di aver sospeso ogni sperimentazione con i cani. E la ditta Morini ha dato mandato ai suoi legali di ricorrere al Tar contro la decisione di revocare il permesso di allevare cani per fini sperimentali. Il Tar ha confermato la revoca. Ma il sindaco di San Polo D’Enza, Ettore Ghielmi ha preso posizione:- In questo modo è soltanto il Comune a rischiare perché questa legge è stata fatta molto in fretta e senza dispositivi d’attuazione. C’è il rischio di dover risarcire la ditta per i danni subiti in conseguenza alla revoca.- La presa di posizione del sindaco Ghielmi ha suscitato nuove polemiche.- ho avuto l’assicurazione da parte del presidente della regione che il Comune che amministro non potrà essere citato, nemmeno in caso di ricorso alla Corte Costituzionale e a questo punto ha avvallato la decisione di revocare il permesso alla ditta Morini di allevare cani destinati alla sperimentazione. Per me la faccenda è chiusa. La ditta può allevare cani e gatti soltanto per venderli a privati come animali da compagnia.- Ora l’attenzione degli animalisti si è spostata su altri allevamenti che si sospetta abbiano rilevato gli "affari" sui cani destinati alla sperimentazione. – In questo particolare c’è una ditta nel Bresciano a Montichiari,- spiega l’animalista Enrica Boiocchi, - che è autorizzata ad allevare cani Beagle destinati alla sperimentazione e non soltanto per malattie come i tumori: i cani vengono torturati per produrre cosmetici. E’ davvero sconvolgente ma è proprio così. Noi animalisti, però, stiamo allerta. E presto chiederemo anche alla Lombardia di varare una legge come quella che è diventata operativa in Emilia Romagna.- Intanto, negli allevamenti della Lombardia e di altre regioni, centinaia di cuccioli Beagle attendono, tristemente, di sapere quale sarà il suo destino.

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/Infostampa4.html   -   http://www.bairo.info/1_cronaca03_03.html

 

 

IL GIORNO
LEGNANO
10/05/2003

Nuova protesta per salvare le 120 scimmie

NERVIANO (Milano) - E' oggi il «giorno dei macachi»: questo pomeriggio, infatti, si terrà a Nerviano una manifestazione di antivivisezionisti per chiedere che vengano «risparmiate» le 120 scimmie arrivate nei giorni scorsi all'aeroporto di Malpensa per essere inviate nei laboratori della ditta Pharmacia ed essere sottoposte ad esperimenti scientifici in campo oncologico. I manifestanti si troveranno alle 15 in piazza della Vittoria, per poi spostarsi davanti al municipio nervianese ed arrivare, infine, ai cancelli della multinazionale farmaceutica, dove si terrà un sit-in di protesta. La manifestazione, messa in piedi dall'Oipa (Organizzazione internazionale per la protezione degli animali) ha ricevuto le adesioni di tante altre associazioni della folta galassia animalista come: Animalieanimali.it, Animalisti italiani, Associazione progetto Gaia, Atra Lugano, Ayusya, Cda Bellinzona, Collettivo animalista, Ceda, Diam oci la zampa, Gaia animali e ambienti, Gruppo Bairo, Enpa Saronno e Torino, Lega antivivisezione, Vita Universale e della nota presentatrice televisiva Licia Colò. «Ci aspettiamo almeno un migliaio di manifestanti - ci spiega Angelica Mereu, presidente della sezione milanese di Oipa - avremo molti striscioni e cartelli. Vogliamo distribuire dei volantini informativi anche ai dipendenti della Pharmacia per spiegare perché siamo contrari alla vivisezione. In particolare chiederemo la dismissione del laboratorio di ricerche sugli animali della ditta nervianese». Sul sito internet di Oipa (www.oipaitalia.it) sono presenti varie informazioni (tra le quali l'intero percorso che seguirà) sull'intero corteo nervianese. Sulla vicenda dei macachi in arrivo nei laboratori della multinazionale si sono espressi anche i Verdi: «I macachi - ha dichiarato il portavoce del partito ambientalista a Nerviano, Giuliano Biscossi - sono animali esotici, ovvero una specie protetta, ma il cui uso sperimentale è concesso in deroga su a utorizzazione ministeriale. L'uso di questa specie e di altre più comuni, è dunque legale sotto il profilo normativo». «A nostro avviso - prosegue - rimane un'occasione per riflettere sulla sperimentazione animale in generale, cercando di evitare emotività di circostanza, auspicando metodologie alternative e ricerche realmente utili e trasparenti. La nostra posizione come Verdi, è riassunta in un progetto di legge regionale depositato dal consigliere regionale Carlo Monguzzi. Fondamentale è che tra le finalità previste dal progetto legislativo, sia prevista la tutela degli animali oggetto di sperimentazione e l'incentivazione di metodologie alternative in collaborazione di Università e Istituti Scientifici».
 
di Stefano Vietta
 

 

 

IL RESTO DEL CARLINO
1 LUGLIO 2003
ANCONA

Solidarietà per i... cani

ANCONA — Una pioggia di e-mail al Carlino sull'ordinanza del sindaco Misiti che vieta l'ingresso ai cani nella piazza di Sirolo. Sono vari membri del Gruppo Bairo Onlus a far sentire la propria voce da varie città italiane (Roma, Milano, Firenze, Piacenza, Modena, Oristano, Bergamo, Torino, Cesena, Piacenza, Grosseto). Tutti firmano una lettera in cui si ricorda come "già lo scorso giugno era stata emanata un'ordinanza che vietava di tenere più di due gatti a famiglia. Per quale motivo una famiglia non può tenere in casa più di due gatti? E' forse suo il problema se questi animali distruggono un divano oppure si fanno le unghie sulle tende? Qual è il reale motivo? Non credo che sia un problema igienico in quanto nella propria casa ognuno pulisce il proprio sporco, quindi il comune non è coinvolto. E poi quale igiene se tutte le città italiane sono piene di cartacce, i litorali delle spiagge spesso e volentieri rivelano siringhe usate (come mai le amministrazioni comunali non si occupano di pulire?) altre città sono sommerse da rifiuti, eppure lo sporco dei cani sembra essere l'unica cosa veramente essenziale per tante amministrazioni. Forse si vuole semplicemente spostare l'attenzione da altri problemi più seri. Forse l'inizio dell'estate per il Comune di Sirolo è sinonimo di stranezze! Ci si scaglia contro gli escrementi di un animale e si fa finta di niente delle cartacce che vengono lasciate sui marciapiedi, degli sputi, delle siringhe e quant'altro attribuito all'umano. Ma nessuno ha detto a lei signor sindaco, che tolleranza e rispetto sono il vero indicatore della civiltà? E' a conoscenza che ci sono anche anziani che trovano nell'animale la sola compagnia? Anche i padroni dei cani sono cittadini e hanno diritto a tenere i propri animali secondo le esigenze etologiche. Sa che esistono luoghi anche importanti geograficamente, popolati da gente civile e progredita in cui vengono distribuiti sacchetti e palette ai proprietari di cani per le loro uscite quotidiane? Ci dica, la preoccupazione maggiore per lei sono solo gli escrementi dei cani? Non sente il dovere, la coscienza, la sensibilità, la civiltà di occuparsi del loro benessere? Riteniamo tale ordinanza anticostituzionale, in quanto lede i diritti di tutti i cittadini possessori di cani e ci auguriamo in una tempestiva riflessione in tal senso".
Enrica Boiocchi (vicepresidente), Mimma Bernardi, Restelli Roberta, Maria Pia Masciovecchio, Maria Barbara Piccioli, Mario Capponi, Ada Cusimano, Manuela Arioli, Annunziata Pascale, Daniela Giussani, Davide Pistone, Valentina B., Antonio Augusto, Ursula Mazzucchetti, Leandro Bianchi, Angela Corrieri, Antonella Ercolani, Giannetti Sara, Enzo D'Ignazio, Cinzia Sona, Federica Garau, Linda Guerra e Cinzia Sona, Davide Giannobi.

la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/sirolocronaca.html

 

 

ALTO ADIGE
domenica 6 luglio 2003
BRESSANONE
 
 
E non chiamateli più «amici»
Il Gruppo Bairo Onlus invita ad un'attenta riflessione

BRESSANONE. Ecco due brevi estratti dal centinaio di lettere, inviate e-mail da tutta Italia, che sono piovute su Bressanone, in Provincia e in Regione contro la recente delibera del Consiglio comunale.
"Claudia" scrive tra l'altro. Nulla da ridire sulla maleducazione dei proprietari dei cani che non si forniscono del necessario per lasciare le strade pulite, ma come la mettiamo con i randagi? (...) nemmeno voi aiutate a risolvere questo problema, negando l'ingresso ai cani in quasi tutti i bar e ristoranti della zona. Proprio per questo, benché io ami moltissimo le vostre montagne, ho cambiato destinazione perché ho trovato posti più civili nel resto d'Italia.
Il
Gruppo Bairo Onlus scrive invece:...ci viene da commentare che tutta la nostra cattiveria, tutta la nostra rabbia, la nostra incapacità e forse anche la nostra paura, la scarichiamo sugli animali (...) Se una società ha bisogno di reprimere, di condannare, di perseguitare, non conosce la civiltà perché civiltà è accogliere, condividere, capire, educare.
E poi, non chiamateli "amici". Salvateci dall'ipocrisia. Gli amici si accolgono nella nostra casa (città) con la massima premura e disponibilità. Ci auguriamo un'attenta riflessione.
Anche noi. (g.v.s.)


la storia all'indirizzo: http://www.bairo.info/bressanonecronaca.html

 

 

IL RESTO DEL CARLINO
12 LUGLIO 2003
ANCONA

Cani in piazza, ma al guinzaglio

SIROLO (AN)— E' stata revocata ieri l'ordinanza del sindaco che vietava ai turisti di transitare in piazza con i cani anche al guinzaglio e che concedeva, solo ai cani dei sirolesi residenti, il permesso di passaggio fugace per entrare e uscire di casa. Ventidue giorni sono stati sufficienti per suscitare il caso, scatenare le reazioni degli animalisti e cinofili di tutta Italia. Ieri è stata ufficialmente revocata.
In un comunicato l'Amministrazione spiega il motivo. «Dopo l'emissione dell'ordinanza il sindaco Misiti dichiarò che avrebbe revocato l'ordinanza a fronte di una corretta collaborazione dei cittadini. Il sindaco ringrazia i cittadini che hanno risposto alla sua richiesta, e poiché - è sostenuto - mantiene le sue promesse ha revocato l'ordinanza per cui i cani possono ritornare sulle piazze».
Stando al comunicato del Comune, quindi ci sarebbe stata un'inversione di tendenza. I padroni dei cani bollati dal sindaco come “incivili”, tutt'ad un tratto sarebbero diventati...più civili.
La Oipa (organizzazione internazionale protezione animali) da Milano, appena uscita l'ordinanza tuonò «non c'è una legge specifica che vieti il transito con i cani nei luoghi pubblici. Tutto ciò è ridicolo. L'ordinanza è impugnabile. Bisognava formularla diversamente e scrivere: “nella piazza di Sirolo è fatto l'obbligo della raccolta degli escrementi dei cani. Chi non lo fa può essere multato. Ma vietare il transito non si può».
E questo è successo, per la gioia degli animalisti dell'Oipa e del Gruppo Bairo che possono cantare vittoria dopo aver intasato Internet e i fax con le proteste. Dopo ventidue giorni il sindaco ha ritirato l'ordinanza di transito dei cani in piazza e ha aggiornato il provvedimento prescrivendo “l'obbligo tassativo di raccogliere gli escrementi utilizzando idonea o apposita attrezzatura e mantenendo le sanzioni in caso di trasgressione”...


la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/sirolocronaca.html

 

 

LA NAZIONE
lunedì 14 luglio 2003

I cinofili in prima fila nella crociata a favore dei cani in spiaggia

MASSA — Levata di scudi dei cinofili contro le dichiarazioni dei bagnini riportate su queste colonne nei giorni scorsi. Dopo averlo letto infatti e dopo avere appreso dell'allontanamento da una spiaggia del litorale apuano di un turista fiorentino con cane al seguito, replicano con durezza Chiara Piatti di Como e Davide Giannobi di Seregno (Milano) entrambi del gruppo 'Bairo onlus'. «Non ci meravigliamo di come, dopo anni e anni di informazioni e pubblicità contro l'abbandono estivo degli animali, i bagnini di Marina di Carrara si risentano perchè i cani vanno sulla loro spiaggia e non dovrebbero. Perchè i bagnini di Marina di Carrara, la Capitaneria di Porto, l'amministrazione comunale — proseguono — non fanno in modo di attrezzare una spiaggia per i cittadini con cane?». E aggiungono :«Sarebbe un gesto di civiltà per coloro che non abbandonano il proprio animale, ma lo portano in vacanza».
Insomma a loro non è andato giù che «i cani non hanno diritto d' entrata sull' arenile — spiegavano così i bagnini — perché, secondo le disposizioni della Capitaneria di Porto, possono accedere solo i quadrupedi adibiti al salvataggio e ovviamente muniti dell'apposito permesso, o i cani per i non vedenti». E ancora «con arroganza e superiorità — sottolineavano i bagnini — continuano a fare il loro comodo».
Parla invece di «vergognoso scandalo razzista nei confronti degli animali» Roberto Guelfi della Lega del cane (sezione 'Apuania'). Scrive infatti: «La Lega stigmatizza la solerzia con cui un operatore balneare ha cacciato da una spiaggia libera un turista con il proprio cane di piccola taglia quando probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto». Aggiunge quindi: «La Lega del cane si chiede se l'autorizzazione a fare entrare in spiaggia un cane non sia uguale a quella di vietarne l'ingresso. Infatti l'animale autorizzato, in fatto di igiene pubblica, reca fastidi come quello non autorizzato. Quindi le regole sono da rivedere». E conclude: «In una località turistica si dovrebbe attivare quanto è necessario per incentivare il turismo, non impedirlo».

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/carraracronaca.html

 

 

LA NAZIONE
lunedì 14 luglio 2003

Protesta contro il divieto ai cani in spiaggia
«Si facilita la strada verso l'abbandono»

 

CARRARA — Immediate le reazioni degli amici degli animali alla protesta dei bagnini che non vogliono cani sulla spiaggia. «Non senza meravigliarci — scrive in una nota Davide Giannobbi del Gruppo Bairo — per come dopo anni di informazioni da parte di mass media contro l'abbandono estivo degli animali i bagnini di Marina si risentano perché i cani vanno sulla loro spiaggia. Perché i bagnini, la Capitaneria, il Comune non attrezzano una spiaggia per i cittadini con cane? Sarebbe un gesto di civiltà, di rispetto per coloro che non abbandonano il proprio animale, ma lo portano in vacanza con sé. Invece i bagnini rimproverano i padroni dei cani, la Capitaneria proibisce, il Comune diserta le proprie responsabilità e i cani hanno la strada dell'abbandono facilitata. Evidentemente i cittadini con cane sono meno uguali di quelli senza cane! I cani guida, da salvataggio, vengono ammessi perché, naturalmente, sono considerati più "uguali" degli altri! I loro corpi non infettano le acque e da loro i bagnanti non fuggono inorriditi».
 

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/carraracronaca.html

 

 

IL RESTO DEL CARLINO
SABATO 19 luglio 2003

La storia di Cippo fa il giro d'Italia

PESARO — La storia di Cippo, il cane morto sbranato nel canile di Santa Veneranda, fa il giro d'Italia. L'articolo apparso il 15 luglio sul Carlino, nella cronaca di Pesaro, è stato letto anche a Trieste, Firenze, Milano, in particolare dai membri del Gruppo Bairo Onlus, un'associazione animalista che si occupa per lo più di cani randagi. Da tutta la penisola inviano un documento via e-mail in cui esprimono il loro sconcerto: accusano il comune di Pesaro, ritenendolo responsabile della morte di Cippo e chiedono che revochi la concessione al gestore del canile. Stesso testo, ma diversi commenti in calce, tutti decisamente polemici. «Vergogna», scrive Arianna Bottoni di Ferrara; «raccapricciante», commenta Antonella Ercolani di Firenze; «il Comune come Ponzio Pilato», si legge nella mail di Riccardina di Marino di Trieste; «lavarsene le mani», tuonano i fiorentini Leandro Bianchi e Mariangela Corrieri; «un cane muore sbranato per incapacità di gestione» è l'amara constatazione di Roberta Restelli di Bareggio (Mi); «animali come rifiuti» accusa Enrico Barbetti.
La polemica è approdata anche in consiglio comunale e Walter Stafoggia, capogruppo di An, chiede la costituzione di una commissione consigliare che «verifichi che vi siano i presupposti per mantenere tale gestione». «L'episodio, purtroppo, non è un caso isolato», scrive in una lettera indirizzata a Sindaco, Prefetto e Procuratore della Repubblica, e chiede perché il Comune continui a rinnovare la concessione «vista la manifesta incapacità del gestore a garantire la vita e la salute dei cani ospitati». Francesca Binda, presidente dell'associazione Animal House, che gestisce parte del canile, scrive una lettera al Sindaco e all'Assessore all'ambiente, declinando ogni responsabilità per l'accaduto. «Dal 1996 — si legge — con il passaggio di competenze dalle Usl alle amministrazioni comunali, il Comune di Pesaro ha affiancato alla nostra associazione la cooperativa sociale L'Adriatico, determinando così una gestione separata, anche fisicamente, del canile». Animal House precisa che il tragico episodio di Cippo è avvenuto nella parte di canile gestita dalla cooperativa L'Adriatico. Anche da parte di quest'ultima, arrivano precisazioni su quanto accaduto.

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/cippo.html

 

 

Pervenuta in mailing list di Bairo in data 05/09/2003
Dalla d.ssa Laura Gulotta da Lipari

OGGETTO: GRAZIE!

Vi ricordate l' SOS DA LIPARI PER CIRCA 20 CANI DETENUTI IN MODO ALLUCINANTE DA UN TIZIO ? Finalmente il primo settembre DOPO 25 ANNI DI ABUSI , IL SINDACO DI LIPARI HA ORDINATO LO SGOMBERO DEI LUOGHI ED IL SEQUESTRO DEI CANI . Adesso sono in un luogo pulito , senza più catene , cibati non più di lardo ma di croccantini , latte , pasta , carni ,.....In qualità di presidente dell'associazione EOLO A QUATTRO ZAMPE , RINGRAZIO TUTTI VOI  E PER RENDERE PUBBLICO IL TUTTO HO FATTO STAMPARE DEI POSTERS 50X70 ( DI CUI ALLEGO COPIA ) CHE DA STANOTTE VERRANNO AFFISSI PER TUTTA LIPARI !!!GRAZIE ANCORA PER LA SOLIDARIETA' DIMOSTRATACI.GRAZIE PERCHE' NON CI SIAMO MAI SENTITI SOLI IN QUESTA GUERRA CHE CI HA CONDOTTI VITTORIOSI ALLA GRANDE BATTAGLIA!!

POSTER

L’Associazione EOLO A QUATTRO ZAMPE

                          

RINGRAZIA

 

-       Il Gruppo BAIRO ;

-       Animali&animali di LICIA COLO’, nella persona di Gianluca Felicetti;

-       LE IENE , nella persona di Alessandra Frigo; e tanti , ma tanti amici

 

 

per aver AIUTATO A DIVULGARE , fino al MINISTERO DELLA SANITA’ , all’UNESCO ed a tutti gli ENTI PREPOSTI ALLA TUTELA DEI DIRITTI E DEL BENESSERE ANIMALE , NONCHE’ DELL’AMBIENTE , LA  “VICENDA  C A N N I Z Z A R O” ;

                 
RINGRAZIA ANCORA

-       Il SINDACO ;

-       L’AMMINISTRAZIONE  TUTTA;

-       LE FORZE DELL’ORDINE ;

-       CHE HANNO RESO OPERATIVO L’INTERVENTO .


la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/caniLipari.html

 

 

Italia: le Associazioni animaliste scrivono a Sirchia

venerdì, 26 settembre, 2003

La pubblica opinione italiana è stata scossa dalle recenti aggressioni subite da alcuni cittadini da cani di razza pitbull. Il Ministro alla sanità Sirchia ha emesso un'ordinanza definita però da molte associazioni ambientaliste ed animaliste confusa e inadeguata.

Dal sito del Gruppo Bairo, associazione che da anni si occupa di sensibilizzazione sui temi animalisti, si sottolinea che non ha alcun senso criminalizzare l'animale quando il suo comportamento è frutto di maltrattamenti, abbandono o sfruttamento per combattimenti da parte dell'uomo. Si invita quindi Sirchia, tra le altre cose ad "impedire il commercio dei cani, impedire la selezione di nuove razze, incentivare l'adozione dei cani nei canili, introdurre la "carta di identità" per tutti i cani, impedire la detenzione di cani a persone non idonee ed infine inserire nelle scuole seminari sul corretto rapporto uomo-animale".

Si è espresso in merito anche Paolo Cento, vicepresidente commissione Giustizia della Camera. "L'ordinanza urgente del Ministro Sirchia sui pitbull è confusa negli obiettivi e inadeguata giuridicamente ad affrontare l'emergenza determinata dai casi di aggressione a persone. D'altra parte è contraddittorio rispetto al fatto che il Parlamento sia fermo dal mese di luglio, per l'inerzia del Governo e la contrarietà della Lega, sulla proposta di legge che introduce il reato di maltrattamento contro gli animali e sanzioni penali per chi utilizza pitbull e altre razze canine per i combattimenti clandestini".

E agli aspetti giuridici dell'Ordinanza si rifesce anche un Comunicato della LAV: "Si corre il rischio di creare un vero e proprio inghippo giuridico, con disparità di trattamento tra i cittadini, che alimenta ancora di più confusione e incertezza" ha commentato Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, alla notizia della circolare del Procuratore della Repubblica di Roma in merito all’Ordinanza del ministro Sirchia sui cani potenzialmente pericolosi. Il Procuratore della Repubblica di Roma ha emanato due giorni fa una circolare indirizzata alle forze di polizia in cui afferma che l'Ordinanza del ministro Sirchia "non appare applicabile". Nel comunicato la LAV rinnova l'invito al ministro Sirchia a ritirare il provvedimento e ad affrontare la questione in un apposito disegno di legge.

Altre fonti: Gruppo Bairo.

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/Ordsirchia1.html

 

 

LIBERO
28/09/03

L'orgoglio canino scende in piazza - Ministro basta, torna a scuola

Milano: Milano dice no all'ordinanza Sirchia. Circa 2000 persone hanno risposto ieri all'appuntamento del "Dog pryde" in piazza san Babila a Milano per gridare la loro rabbia contro un provvedimento che impone guinzagli e museruole a 98 razze canine. La manifestazione promossa da dall'associazione Amici della Terra e gaia, ha richiamato tanti cittadini comuni e uomini politici di diversa estrazione: erano presenti gli assessori Giancarlo Predolin e Tiziana Maiolo della giunta Albertini e l'ambientalista Maurizio Baruffi. C'è stato anche l'intervento dell'etologo Giorgio Celli, che simpatizza da sempre a sinistra, che ha contribuito a dare un carattere "trasversale" alla protesta. In un corteo variopinto e numeroso, i più composti erano proprio loro, i cani, destinatari dell'ordinanza. C'erano razze di tutte le taglie: boxer, pittbull, maremmani, husky, yorkshire, pastori tedeschi. Tutti buoni ed educati. Un comportamento - hanno detto con orgoglio tutti i partecipanti - che è la miglior risposta al ministro che vede pericoli per l'uomo dietro ogni fido. Il corteo si è diretto sino a piazza san Michele al ritmo di fischi e slogan. Alla testa un grande striscione con la scritta "siamo tutti potenzialmente pericolosi", di seguito hanno sfilato i soci delle associazioni che hanno aderito: Il Gruppo Bairo, l'Oipa, Collettivo animalista,  l'Enpa e la Lega del cane, tutti con le rispettive bandiere. Sui cartelli era riassunto lo stato d'animo di chi ha subito come uno schiaffo la decisione del ministro:- diamo voce a chi non ha voce - no alla museruola- . Goliardico invece lo slogan scandito durante la marcia: - "No guinzaglio no museruola Sirchia ritorna a scuola"-. Divertenti alcune iniziative come quella dei padroni che portano la museruola al posto del cane o i cartelli posti al collo di innocui barboncini che minacciavano "se vi avvicinate vi lecco". A fine mattinata, dopo il sciogliete le righe,  il popolo degli amici di fido ha fatto il punto della situazione. Superato lo sgomento suscitato dall'ordinanza si pensa adesso di opporre una resistenza che riesca a modificare l'orientamento del ministero della Salute pubblica. Già ieri solo i cani di grossa taglia portavano la mordacchia, a significare la pressochè totale disobbedienza alle nuove normative:- Non riesco a capire - afferma Teresa de Vecchi del Gruppo Bairo - tanta rigidità nei confronti di comportamenti da sempre propri dei cani. Il vero problema è costituito dalla mancanza di educazione di tanti proprietari e di coloro che si avvicinano agli animali senza sapere nemmeno come deve essere l'approccio. E' assurdo poi l'elenco dei cani a cui mettere la museruola: è compreso anche il Pinscher che pesa cinque chili.- Neanche le recenti vicende che hanno visto i pittbull come protagonisti fanno guadagnare qualche simpatia al ministro:- Sono animali non pericolosi - spiega Massimiliano Portone - la loro aggressività nasce dagli allenamenti ai quali sono sottoposti per svolgere le gare clandestine. Per combattere questi fenomeni, si rischia di colpire il turismo: quanti stranieri saranno disposti a venire in Italia con queste norme?- Altro punto dolente sono le assicurazioni. L'obbligatorietà di stipulare una polizza per ogni cane viene rifiutata senza riserve:- Esiste già un'assicurazione, - spiega Camilla Piazza segretario di Amici della terra - che è legata all'acquisto della casa. Bastano 60-70 euro per tutti gli animali che vivono in appartamento. Adesso invece bisogna sborsare 2-3000 euro per ogni esemplare. Non possiamo e non vogliamo sottostare a questo salasso.- Un'alternativa meno onerosa - secondo Piazza - è rappresentata dal patentino "cane buon cittadino": si tratta di una certificazione rilasciata da un gruppo di esperti che stabilisce se un cane è in grado di morsicare. Solo in questo caso bisognerebbe ricorrere alla museruola. Al momento si sta sperimentando l'efficacia in Francia, Germania e Inghilterra. Gli amici di fido hanno dato una settimana di tempo a Sirchia per ripensarci. Ieri una delegazione composta da politici ha consegnato al viceprefetto un appello. Qualora non sortisca alcun effetto è stata già indetta una nuova manifestazione tra due settimane.
 

 

LA PROVINCIA DI CREMONA
Martedì 7 ottobre 2003
 

L’amministratore: nessuna richiesta di modifica del regolamento di condominio
‘Con Ivan, Stefano e il cane’ Il sindaco Francesco Marcotti: «Mi fermano anche per la strada tutti vogliono sapere»
Tante e-mail ai bimbi che non possono adottare un meticcio La solidarietà arriva da tutta Italia, e anche dalla Svizzera
 

Riccardo Maruti

 
CASTELVETRO (PC)
 

Si è innescata una vera e propria mobilitazione di massa, in un ‘domino’ di messaggi e di attestati di solidarietà: l’appello di Ivan e Stefano, i due bimbi di 10 e 11 anni il cui desiderio di accudire un cane è impedito da un severo regolamento condominiale, ha intenerito il cuore di moltissime persone. Ieri la casella di posta elettronica della segreteria comunale di Castelvetro, così come quella del nostro quotidiano, è stata invasa da decine di messaggi provenienti da tutta Italia e, in un caso, persino dalla Svizzera. In poche ore, una cinquantina di e-mail: un numero destinato ad aumentare, dato il flusso costante di ‘missive elettroniche’ inviate ai terminali. In particolare la vicenda dei fratellini di Castelvetro ha colpito i membri del gruppo ‘Bairo’ onlus, che hanno appoggiato in blocco (da Padova a l’Aquila, da Roma a Sondrio) il richiamo dei due bambini. La viva partecipazione della gente al caso di Ivan e Stefano non è testimoniata soltanto dalla gran quantità di e-mail: «Al lavoro, addirittura per strada, sono tempestato di domande sulla questione — racconta il sindaco Francesco Marcotti, destinatario della lettera-appello dei bimbi —: le parole dei due fratellini hanno toccato nel profondo tantissime persone». Intanto i piccoli, accompagnati da mamma Roxanna, hanno più volte fatto visita al canile di Cremona: le loro simpatie pare siano state calamitate da un vivace meticcio. Ma dal palazzo di via Platona, almeno per ora, non giungono novità, come spiega l’amministratore condominiale Luigi Argentieri: «Io amo gli animali: se fossi residente del condominio accoglierei con piacere la richiesta dei due bambini. Ma una norma interna al condominio stesso preclude la presenza di animali nel palazzo: una decisione presa dopo che per lunghi anni, nel cortile dello stabile, avevano ‘convissuto’ galline, cani, gatti e conigli. Dai residenti, finora, non mi è giunta alcuna richiesta di modifica del regolamento». Intanto, qualcuno si appella a una sentenza del Tar che potrebbe invalidare la regola condominiale, poiché non specificata dai residenti al momento dell’acquisto dell’abitazione. Al di là del ricorso alla giurisprudenza, tutti coloro che hanno preso a cuore la storia di Ivan e Stefano sperano in un ragionevole dietro-front da parte dei condomini.
 

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/iniziativa_castelvetro.html

 

 

LA PROVINCIA DI CREMONA
Martedì 7 ottobre 2003
 
MESSAGGI PIENI D'AMORE PER GLI ANIMALI
di Riccardo Maruti  
 

CASTELVETRO (PC)

 

I messaggi spediti per posta elettronica sono intensi, pieni di tenerezza. «Vi prego di non deludere questi bambini che, essendo piccoli, pensano che l’uomo sia incapace di cattiverie. Cosa c’è, invece, di più cattivo che distruggere i sogni di un bambino e di sottrargli i suoi migliori amici per colpa di regole sterili...» recita una delle e-mail spedite ieri mattina. Altrettanto partecipe e commosso è lo scritto elaborato dai membri del gruppo ‘Bairo’ onlus : «Un canile è sempre un luogo squallido dove povere bestiole restano a languire in attesa di qualcuno che possa donare loro amore e calore...Questi bambini hanno capito l’orrore di tutto questo e chiedono aiuto, affinché almeno una di queste sfortunate creature possa trovare quella dignità che l’umano non tiene mai in considerazione».

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/iniziativa_castelvetro.html

 

 

LA SICILIA
giovedì 13 novembre 2003

nota del Gruppo Bairo

Maltrattamenti animali
un appello alle istituzioni

Vittoria (RG) 

La notizia da noi riportata nei giorni scorsi, che cioè al quartiere "Celle" da parte di alcuni ignobili individui sarebbe stata dichiarata una incredibile ed ingiustificata guerra senza quartiere ai gatti della zona (molti eliminati tramite avvelenamento) ha provocato indignazione sia fra i lettori, sia fra gli aderenti alle tantissime associazioni di animalisti e, in particolare, agli amici dei gatti. Una di queste associazioni in particolare, il Gruppo Bairo (con l'adesione di tantissimi altri gruppi), ha inviato un duro messaggio di condanna al presidente della Regione Sicilia e alle autorità istituzionali della provincia di Ragusa. «Umani che compiono gesti tanto crudeli quanto vigliacchi non sono degni nè di paradiso, nè d'inferno - viene scritto -; Sono esseri immondi, dal cuore marcio; nessuna coscienza li anima, nessuno spirito li nutre. Sono mostri meccanici dannosi per la vita di chiunque. Gente da emarginare, gente da punire, da cui guardarsi. Gente che come veleno (quello che distribuiscono a piene mani) si insinua nella società per renderla peggiore, per farla arretrare alla barbarie dalla quale faticosamente, esseri migliori, cercano di uscire. L'evoluzione dell'uomo è culturale, morale e non ha a che fare con la tecnologia, nè con il censo. Chiediamo quindi alle autorità siciliane di mostrarsi degne della civiltà cui aspirano e della quale credono di essere portatori. Civiltà è impedire, eliminare le azioni indegne e punire chi le ha commesse. Ci attendiamo fermezza e determinazione».

la storia all'indirizzo:  http://www.bairo.info/mailingmex2.html

 

AVANTI

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