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MONTAGNA
TV
2 OTTOBRE 2009
Strage
di canguri per
una corsa d'auto
SYDNEY,
Australia --
Volevano che la
gara d'auto si
svolgesse
indisturbata.
Così hanno
deciso di
sterminare la
popolazione
locale di
canguri che
viveva dalla
parti della
pista. Oltre 140
marsupiali sono
stati uccisi nel
territorio
montuoso di
Bathurst, comune
che si trova ad
ovest di Sydney.
![]()
E' stato il
sindaco stesso a
dare
l'autorizzazione
la Servizio
parchi e fauna
di compiere la
strage di
canguri.
Risultato: la
popolazione
locale dei
simpatici
animali è stata
dimezzata. E la
corsa V8
Supercar "Bathurst
1000" di Mount
Panorama, potrà
partire
tranquillamente,
dopo che
nell'edizione
2007 un canguro
era stato
filmato mentre
saltellava sulla
pista fra le
auto in corsa,
prima di balzare
sopra una
barriera
(nella foto).Ovviamente,
la strage ha
scatenato le ire
di Verdi e
ambientalisti,
che esprimono
preoccupazione
per i cuccioli
nel marsupio
delle madri
abbattute e
condannano
l'uccisione come
«inumana e non
necessaria».
Secondo il
deputato verde
Lee Rhiannon si
è trattato di
una reazione
impulsiva e
sarebbero stati
sufficienti dei
recinti ben
sistemati: «Il
massacro di 140
canguri e dei
loro cuccioli a
causa di una
corsa d'auto non
è giustificato»
ha detto. Un
portavoce del
Comune ha
replicato che la
popolazione di
canguri è
notevolmente
aumentata e
sarebbe stato
impossibile
tenerli a
distanza. Non ci
hanno neanche
provato...
CORRIERE
DELLA SERA
2 OTTOBRE
2009
Nell'edizione
2007 un
esemplare
era arrivato
sulla pista
Strage in
Australia,
uccisi 140
canguri
Motivo: lo
svolgimento
di una gara
d'auto
Dimezzata la
popolazione
sul Mount
Panorama. I
Verdi: atto
inumano e
non
necessario.
Il Comune:
erano troppi
Centoquaranta
canguri
uccisi in
Australia.
Motivo:
impedire ai
marsupiali
di
interferire
alla corsa
di V8
Supercar "Bathurst
1000" di
Mount
Panorama,
che parte
giovedì. Il
comune di
Bathurst, a
ovest di
Sydney,
conferma di
aver
ordinato
l'uccisione
di 140
esemplari
Eastern Grey
nella
montagna -
dimezzando
così la
popolazione
- con
l'autorizzazione
del Servizio
parchi e
fauna, per
garantire la
sicurezza
dei piloti e
del
pubblico.
Nell'edizione
2007 della
corsa un
canguro era
stato
filmato che
saltellava
sulla pista
fra le auto
in corsa,
prima di
balzare
sopra una
barriera.
VERDI: «ATTO
INGIUSTIFICATO»
- Dure
proteste di
Verdi e
ambientalisti,
che
esprimono
preoccupazione
per i
cuccioli nel
marsupio
delle madri
abbattute e
condannano
l'uccisione
come
«inumana e
non
necessaria».
Secondo il
deputato
verde Lee
Rhiannon si
è trattato
di una
reazione
impulsiva e
sarebbero
stati
sufficienti
dei recinti
ben
sistemati:
«Il massacro
di 140
canguri e
dei loro
cuccioli a
causa di una
corsa d'auto
non è
giustificato»
ha detto. Un
portavoce
del Comune
ha replicato
che la
popolazione
di canguri è
notevolmente
aumentata e
sarebbe
stato
impossibile
tenerli a
distanza.
BLITZ
QUOTIDIANO
2
OTTOBRE
2009
Australia,
140
canguri
uccisi
per una
corsa
automobilistica
Centoquaranta canguri
abbattuti
per
permettere
lo
svolgimento
di una
gara
automobilistica.
La
sconcertante
mattanza
è
avvenuta
a
Bathurst
in Australia
e i
marsupiali
sono
stati
uccisi
per
consentire
ai
piloti
di
gareggiare
nel
circuito
del
Mount
Panorama nel
Nuovo
Galles
del
Sud.A
confermare
la
notizia
è lo
stesso
Comune
della
città
australiana
che ha
fatto
sapere
di aver
disposto,
dopo
aver
ottenuto
l’autorizzazione
dal
Servizio
parchi e
fauna,
l’uccisione
dei canguri
per
garantire
la
sicurezza
di
spettatori
e
corridori.
Una
strage,
che,
nella
zona, ha
prodotto
il
dimezzamento
della
popolazione
di
marsupiali.Nel
2007,
infatti,
un
canguro
aveva
invaso
il
circuito
facendo
un vero
e
proprio
slalom
stra le
macchine
in corsa
prima
fuggire
balzando
sopra
una
barriera.Gli
ambientalisti
australiani,
però,
sono
infuriati
e
parlano
di un
massacro
«inumano
e non
necessario». Secondo
il
deputato
verde
Lee
Rhiannon
si
tratta
di una
reazione
impulsiva
e
sarebbero
stati
sufficienti
dei
recinti
ben
sistemati:
«Il
massacro
di
140 canguri
e dei
loro
cuccioli
a causa
di una
corsa
d’auto
non è
giustificabile»
ha
affermato
Rhiannon.
LA
ZAMPA.IT
2
OTTOBRE
2009
Australia,
uccisi
140
canguri
perchè
ostacolavano
gara
automobilistica
Gli
ambientalisti
esprimono
preoccupazione
per
i
cuccioli
nel
marsupio
delle
madri
abbattute
e
condannano
l'uccisione
come
inumana
e
non
necessaria
SYDNEY
-
Proteste
dei
Verdi
e
degli
ambientalisti
australiani
per
la
massiccia
uccisione
mirata
di
canguri
che
è
stata
eseguita
nei
giorni
scorsi
senza
alcuna
pubblicità,
per
impedire
l’avvicinarsi
dei
marsupiali
alla
corsa
di
V8
Supercar
’Bathurst
1000’
di
Mount
Panorama,
che
parte
giovedì.
Il
Comune
di
Bathurst,
a
ovest
di
Sydney,
ha
confermato
di
aver
ordinato
l’uccisione
di
140
canguri
Eastern
Grey
nella
montagna,
dimezzandone
la
popolazione,
con
l’autorizzazione
del
Servizio
parchi
e
fauna,
per
garantire
la
sicurezza
dei
piloti
e
del
pubblico,
dopo
che
nell’edizione
del
2007
un
canguro
era
stato
filmato
che
saltellava
sulla
pista
fra
le
auto
in
corsa,
prima
di
balzare
sopra
una
barriera.
Gli
ambientalisti
esprimono
preoccupazione
per
i
cuccioli
nel
marsupio
delle
madri
abbattute
e
condannano
l’uccisione
come
inumana
e
non
necessaria.
Secondo
il
deputato
dei
verdi
Lee
Rhiannon,
si è
trattato
di
una
reazione
impulsiva
e
sarebbero
stati
sufficienti
dei
recinti
ben
sistemati.
«Il
massacro
di
140
canguri
e
dei
loro
cuccioli
a
causa
di
una
corsa
d’auto
non
è
giustificato»,
ha
detto.
Un
portavoce
del
Comune
ha
replicato
che
la
popolazione
di
canguri
è
notevolmente
aumentata
e
sarebbe
stato
impossibile
tenerli
a
distanza.
CORRIERE
DELLA SERA
2 OTTOBRE 2009
«Impedire che il
reato sia
pubblicizzato».
«scene
raccapriccianti
e non è vietato
ai minori»
L'Enpa:
ritirate «Baarìa»
da tutte le sale
Denuncia
penale della
protezione
animali contro
il film di
Tornatore per la
scena del bovino
sgozzato dal
vero
![]()
Un frame
della scena
contestata dagli
animalisti (Emmevi)
MILANO - L'Ente
nazionale
protezione
animali (Enpa)
ha chiesto il
ritiro dalle
sale
cinematografiche
di «Baarìa»,
l'ultimo film di
Giuseppe
Tornatore,
candidato
italiano per la
prossima notte
degli Oscar.
Alla base della
decisione,
scaturita in una
denuncia penale
alla Procura di
Roma presentata
dalla presidente
Carla Rocchi, è
legata alla
ormai
tristemente nota
scena della
macellazione di
un bovino per
sgozzamento (e
dopo che
all'animale è
stato conficcato
un punteruolo
nella testa),
ripresa dal vero
in un mattatoio
tunisino. Una
scena che aveva
sollevato le
proteste di
numerose
associazioni
ambientaliste e
di tanti
semplici
cittadini, che
l'avevano
trovata oltre
che cruenta
anche del tutto
inutile, visto
che la stessa
avrebbe potuto
essere girata
ricorrendo ad
effetti
speciali. Non
così la pensa
Tornatore che in
più occasioni e
anche nella
videochat con i
lettori di
Corriere.it
si è
giustificato
dicendo che non
sarebbe stato
possibile
ricreare lo
stesso effetto e
che
l'animale non è
stato ucciso
appositamente
perché le
riprese sono
state effettuate
in un luogo dove
comunque ogni
giorno vengono
ammazzati
animali in quel
modo.
«RISCHI PER I
BAMBINI» -
Per l'Enpa la
pellicola non
dovrebbe essere
proiettata
«anche al fine
di impedire - si
legge nella
querela
presentata dal
professor
Mariano Buratti
- che il reato
venga portato ad
ulteriore
conseguenza e
sia per evitare
che la scena in
questione
continui a
produrre inutile
sgomento,
gratuito
ribrezzo e
profondo
raccapriccio,
non esclusi i
bambini, in
quanto tale
"capolavoro" non
è nemmeno
vietato ai
minori». L'Enpa
propone anche
«formale
denunzia-querela
nei confronti di
chiunque sarà
ritenuto
responsabile dei
reati di cui
agli articoli
544bis e ter»
(che punisce con
la reclusione
fino ad un anno
e sei mesi
chiunque per
crudeltà e senza
necessità
cagiona la morte
di un animale,
ndr).
«BAARI'A
UGUALE
MACELLERIA» -
«La denuncia
che abbiamo
presentato - ha
commentato Carla
Rocchi - tende a
punire un reato
che si ammanta
fintamente di
pretese
artistiche. Il
risultato è che
di questo film
si parla ormai
soltanto per la
crudeltà
immotivata di
quella scena.
Baarìa uguale
macelleria». Il
professor
Buratti, ha
invece
sottolineato che
«nel caso
qualcuno ritenga
che la scena di
questo film da
noi denunciata
sia stata girata
all'estero (in
Tunisia, ndr)
per evitare
sanzioni penali
in Italia, dovrà
purtroppo per
lui ricredersi
molto presto,
perchè previa
istanza al
ministro della
Giustizia, il
procedimento
penale può
radicarsi in
Italia». Non
solo «La pretesa
di Tornatore
dell'indispensabilità
della scena di
violenza -
commenta ancora
Carla Rocchi -
fa pensare
invece a un
fatto
strumentale: la
necessità di
attivare per
reazione una
discussione come
quella che sta
avvenendo
adesso. Peccato
che Tornatore
non abbia
valutato il
disgusto e la
riprovazione che
lo stanno
ricoprendo».
LA ZAMPA.IT
2 OTTOBRE 2009
L'Enpa denuncia il film "Baarìa"
Gli animalisti chiedono il sequestro di tutte le copie del film di Tornatore diffuse in Italia
Dopo le polemiche arriva la denuncia. L’Ente nazionale protezione animali ha presentato una denuncia alla Procura di Roma, contro il film "Baaria", diretto da Giuseppe Tornatore e in corsa per rappresentare l’Italia agli Oscar. Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, chiede «l’urgente sequestro di tutte le copie del film attualmente presenti sul territorio nazionale». Al centro della questione la scena dell’abbattimento di un toro «"iniziata" con un punteruolo e "finita" con lo sgozzamento dell’animale palesemente ancora in vita». Si chiede di vietare la proiezione di "Baaria" «anche al fine di impedire - si spiega nella querela presentata dall’avvocato Mariano Buratti - che il reato venga portato ad ulteriore conseguenza e sia per evitare che la scena in questione continui a produrre inutile sgomento, gratuito ribrezzo e profondo raccapriccio, non esclusi i bambini, in quanto tale "capolavoro" non è nemmeno vietato ai minori». L’Enpa chiede anche di indagare su chi ha realmente portato a termine la scena, che secondo Tornatore è stata ripresa in un mattatoio. Il penalista Buratti ha poi sottolineato che «nel caso qualcuno ritenga che la scena di questo film da noi denunciata sia stata girata all’estero (in Tunisia, ndr) per evitare sanzioni penali in Italia, dovrà purtroppo per lui ricredersi molto presto, perché previa istanza al ministro della Giustizia, il procedimento penale può radicarsi in Italia».
APCOM
2 OTTOBRE
2009
Cinema/
Protezione
animali a pm:
sequestrare
film 'Baaria'
Enpa
presenta una
denuncia in
Procura a
Roma
Roma - Dopo le polemiche arriva la denuncia. L'Ente nazionale protezione animali ha presentato una denuncia alla Procura di Roma, contro il film 'Baaria', diretto da Giuseppe Tornatore e in corsa per rappresentare l'Italia agli Oscar. Carla Rocchi, presidente dell'Enpa, chiede "l'urgente sequestro di tutte le copie del film attualmente presenti sul territorio nazionale". Al centro della questione la scena dell'abbattimento di un toro "'iniziata' con un punteruolo e 'finita' con lo sgozzamento dell'animale palesemente ancora in vita". Si chiede di vietare la proiezione di 'Baaria' "anche al fine di impedire - si spiega nella querela presentata dall'avvocato Mariano Buratti - che il reato venga portato ad ulteriore conseguenza e sia per evitare che la scena in questione continui a produrre inutile sgomento, gratuito ribrezzo e profondo raccapriccio, non esclusi i bambini, in quanto tale 'capolavoro' non e' nemmeno vietato ai minori". L'Enpa anche di indagare su chi ha realmente portato a termine la scena, che secondo Tornatore è stata ripresa in un mattatoio. Il penalista Buratti ha poi sottolineato che "nel caso qualcuno ritenga che la scena di questo film da noi denunciata sia stata girata all'estero (in Tunisia, ndr) per evitare sanzioni penali in Italia, dovrà purtroppo per lui ricredersi molto presto, perché previa istanza al ministro della Giustizia, il procedimento penale può radicarsi in Italia".
AGI
2
OTTOBRE
2009
BAARIA:
ENPA
CHIEDE
RITIRO
FILM,
SGOMENTA
SCENA
UCCISIONE
TORO
Roma -
L'Ente
nazionale
protezione
animali
contro 'Baaria',
l'ultimo
film di
Giuseppe
Tornatore
in corsa
per
rappresentare
l'Italia
agli
Oscar.
Carla
Rocchi,
presidente
dell'Enpa,
ha
presentato
una
denuncia
penale
alla
Procura
di Roma
per
chiedere
'l'urgente
sequestro
di tutte
le copie
del film
attualmente
presenti
sul
territorio
nazionale'.
La scena
dell'abbattimento
di un
toro
''iniziata'
con un
punteruolo
e
'finita'
con lo
sgozzamento
dell'animale
palesemente
ancora
in vita',
non
piace
agli
animalisti,
secondo
i quali
il
lungometraggio
non deve
essere
proiettato
nelle
sale
'anche
al fine
di
impedire
- si
legge
nella
denuncia
querela
presentata
dal
professor
Mariano
Buratti
- che il
reato
venga
portato
ad
ulteriore
conseguenza
e sia
per
evitare
che la
scena in
questione
continui
a
produrre
inutile
sgomento,
gratuito
ribrezzo
e
profondo
raccapriccio,
non
esclusi
i
bambini,
in
quanto
tale
'capolavoro'
non e'
nemmeno
vietato
ai
minori'.
L'Enpa propone anche 'formale denunzia-querela nei confronti di chiunque sara' ritenuto responsabile dei reati di cui agli articoli 544bis e ter (che punisce con la reclusione fino ad un anno e sei mesi chiunque per crudelta' e senza necessita' cagiona la morte di un animale, ndr), che saranno identificati per il tramite di urgenti indagini di polizia giudiziaria, tenendo altresi' presente che lo stesso Tornatore ha formalmente ammesso la verita' della scena' in dichiarazioni alla stampa. 'La denuncia che abbiamo fatto tende a punire un reato che si ammanta fintamente di pretese artistiche - ha detto la Rocchi -. Il risultato e' che di questo film si parla ormai soltanto per la crudelta' immotivata di quella scena. Baaria uguale macelleria'. Il professor Buratti, ha invece ha sottolineato che 'nel caso qualcuno ritenga che la scena di questo film da noi denunciata sia stata girata all'estero (in Tunisia, ndr) per evitare sanzioni penali in Italia, dovra' purtroppo per lui ricredersi molto presto, perche' previa istanza al ministro della Giustizia, il procedimento penale puo' radicarsi in Italia'.
ANSA
2
OTTOBRE
2009
Protezione
animali,
sequestro
Baaria
Per
la
scena
che
mostra
''la
barbara
uccisione
di
un
bovino''
ROMA
- Il
ritiro
del
film
''Baaria''
di
Tornatore
su
tutto
il
territorio
nazionale
e'
richiesto
dall'Enpa
(Ente
Nazionale
Protezione
Animali).
L'ente
e'
contro
la
nomination
all'Oscar,perche'''e'impensabile
che
l'Italia
voglia
farsi
rappresentare
da
una
pellicola
di
cui
si
parla
quasi
esclusivamente
per
la
scena
che
mostra
la
barbara
uccisione
di
un
bovino''.''Baaria-
dice
la
Rocchi(Enpa)-
e'
non
il
film
testimonianza
di
uno
spaccato
siciliano,ma
del
macello
gratuito
di
un
povero
animale''.
ADN KRONOS
2 OTTOBRE 2009
CINEMA: FILM 'BAARIA', DENUNCIA PER SCENA CRUENTA
Roma - Denuncia penale e urgente richiesta di sequestro per il film 'Baaria' di Giuseppe Tornatore, candidato all'Oscar. La cruente scena dell'abbattimento di un toro con un colpo in fronte di punteruolo, ha indotto l'onorevole Carla Rocchi, presidente e rappresentante legate dell'Ente nazionale protezione animali a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma con l'assistenza del professor Mariano Buratti.
VIRGILIO NOTIZIE
2 OTTOBRE 2009
Cdm approva ddl contro la tratta dei cuccioli
Inasprisce le pene per chi maltratta cani e gatti
Il consiglio dei ministri ha approvato questa mattina il questa mattina un disegno di legge per la ratifica della convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il disegno di legge, pensato per combattere il traffico clandestino in particolare di cuccioli da compagnia, irrigidisce anche le pene contro uccisioni e maltrattamenti di animali prevedendo, come nel resto d'Europa, il sanzionamento di chi effettua tagli di code, orecchie, asportazione di unghie o denti per cani e gatti effettuati a scopi non terapeutici, pratiche ampiamente utilizzate per presunti fini estetici o di standard inventati che mettono a repentaglio la vita degli animali domestici. Soddisfatta la Lega antivivisezione (Lav), che "plaude al disegno di legge che il Cdm ha approvato a tutela degli animali e delel famiglie che vivono con cani e gatti, per stroncare il vergognoso traffico dei cuccioli dall'Est, grande fonte di rischi sanitari come la reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali, evasione fiscale". "Si introduce così - spiega la Lav - uno specifico reato penale di traffico clandestino organizzato di animali da compagnia, prevedendo la contestuale pena della reclusione e la multa così come vengono codificate le fattispecie di introduzione e rivendita illecita di animali da compagnia oggi ampiamente diffuse e non perseguite compiutamente per assenza di specifiche violazioni con nuove sanzioni amministrative per ogni animale introdotto". "E' la prima volta - sottolinea Gianluca Felicetti, presidente della Lav - che un Governo, e per questo ringraziamo in particolare il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha posto mano ad uno strumento legislativo diretto, ratificando una convenzione del Consiglio d'Europa per la quale eravamo rimasti ultimi nel continente e fornendo con il sostegno dei ministeri della Giustizia e del Lavoro, salute e politiche sociali, strumenti concreti d'intervento efficaci a magistratura e forze di polizia". "La tratta dei cuccioli coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell'Est - ricorda la Lav - in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti, senza il regolare microchip, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all'acquirente. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l'arrivo in Italia raggiunge il 50%. Il valore di mercato di un cucciolo importato dall'Est (soprattutto Schitzu, Carlini, Pincher, Jack Russell, West Highland) falsificando i documenti può aumentare fino a 20 volte, con un giro d'affari annuo stimato in 300 milioni di euro". Soddisfazione esprime anche l'Enpa (Ente nazionale protezione animali). "Salutiamo con grande approvazione - commenta Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - l'introduzione nel nostro ordinamento del reato di traffico illegale di animali da compagnia. Non appena il Parlamento ratificherà la convenzione, chiunque sia responsabile di tale reato potrà essere condannato fino a 15 mesi di reclusione, con pena aumentata di un terzo se gli animali hanno meno di otto settimane di vita. Il provvedimento annunciato dal ministro Frattini - aggiunge Rocchi - e largamente condiviso dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nonché dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, sarà un importantissimo strumento per reprimere il commercio criminale di animali, molti dei quali muoiono tra atroci sofferenze durante il loro trasferimento in Italia. Il mio più vivo auspicio - conclude - è che il Parlamento possa approvare quanto prima la legge di ratifica e che, come anticipato dal ministro degli Esteri, le nuove norme entrino in vigore prima delle feste natalizie"
ANSA AMBIENTE
2 OTTOBRE 2009
TRAFFICO CUCCIOLI BUSINESS DA 300 MLN L'ANNO/SCHEDA
ROMA, 2 OTT - Il traffico di cuccioli e' un vero e proprio business che movimenta circa 300 milioni di euro l'anno, legato al valore economico degli animali. Ecco un quadro sul traffico di migliaia di cuccioli di cane e gatto che arrivano dai Paesi dell'Est e vengono venduti per italiani (Fonte Lega Antivivisezione): - BUSINESS: 300 miliardi di euro l'anno; un cane di razza di origine ungherese puo' essere venduto a 200 euro, mentre un cane della stessa razza di origine italiana ha un valore sul mercato tra i 500 e 1.500 euro; - PROVENIENZA ANIMALI: i cuccioli arrivano da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca; - COME FUNZIONA IL TRAFFICO: i cuccioli nascono nelle cosiddette 'puppy mills', strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stipate in box piccolissimi. I cuccioli vengono strappati alle cure materne verso i 30-40 giorni di vita, viaggiano soprattutto di notte sui mezzi di trasporto a volte locali e a volte italiani, spesso accompagnati da passaporti falsi o falsificati. Altri arrivano nascosti nei portabagagli delle auto e il viaggio puo' durare anche 10-11 ore. Vengono venduti anche su internet o ai caselli delle autostrade; - MALATTIE: in questo traffico mancano elementari controlli sanitari e in Italia sono ricomparse malattie sconfitte come cimurro e rabbia. Nei cani si registrano casi di endoparassitosi, micosi, parvovirosi e rogna. Nei gatti sono diagnosticate endoparassitosi, infezione delle vie respiratorie superiori, micosi e rogna; - MORTALITA': intorno al 50% tra il trasporto e dopo l'arrivo in Italia; - NORMATIVA: per le norme comunitarie i cuccioli non possono essere spostati prima dei tre mesi (data di somministrazione del vaccino) e 21 giorni, periodo necessario per sviluppare gli anticorpi.
Animalieanimali 2 OTTOBRE 2009
BRAVI NEGOZIANTI... BLITZ DEI NOE NELLE MARCHE, SEQUESTRATI PESCI RARI
Blitz dei carabinieri del Nucleo ecologico nei negozi che vendono pesci da acquario, denunciato un importatore bolognese che inseriva un colorante negli organismi dei pesci. Un colorante speciale che trasformava normali pesci in esemplari rari, provocando dunque un innalzamento dei prezzi sia ai rivenditori che ai clienti stessi. L'operazione è stata effettuata nei mesi scorsi a conclusione di un'attività investigativa. I carabinieri del Noe Marche (Nucleo operativo ecologico) hanno interrotto l'importazione e la commercializzazione illegale, ad Ancona e nella regione, di un pesce ornamentale da acquario, il Danio Rerio, più noto come Zebra Fish, di cui ne sono stati sequestrati alcuni esemplari presso dei negozi di animali di Ancona. Si tratta di un piccolo pesce che in natura è di colore verdognolo con striature blu ma che, grazie ad una modifica genetica ottenuta tramite l'iniezione del gene che induce la proteina Rfp (Red Fluorescent Protein), assumeva un'innaturale colore rosso fluorescente. Trattandosi quindi di un organismo geneticamente modificato, l'importazione e la commercializzazione in ambito comunitario sono vietate. Il titolare di una ditta bolognese di importazione di animali è stato denunciato alla procura della repubblica presso il tribunale di Ancona ai sensi del decreto legislativo 224/2003 che punisce la commercializzazione di Ogm non autorizzata.
SASSUOLO 2000
2 OTTOBRE 2009
Boretto (RE): la Municipale consegna ai veterinari del canile 5 cuccioli di incerta provenienza
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Boretto (RE) - Ieri, giovedì 1 ottobre, durante le frequenti attività di monitoraggio del territorio, una pattuglia della Polizia Municipale di Boretto composta da Ag.Sc.Campochiaro Salvatore e Ag.Ribezzo Annamaria, guidata dal Comandante Davide Grazioli ha messo in salvo 5 cuccioli di cane, scoperti durante un’operazione di controllo. I presunti proprietari, quattro cittadini di nazionalità slovena e privi della regolare certificazione veterinaria, non hanno saputo fornire spiegazioni attendibili a proposito della provenienza degli animali e della finalità del loro trasporto.A scopo cautelativo dunque il Comandante Grazioli ha posto i cuccioli in una condizione di vincolo veterinario facendoli prelevare dal personale del canile che provvederà ad effettuare controlli e vaccinazioni per preservare lo stato di salute dei cani.Sono ancora oggi in corso indagini per verificare l’utilizzo che si voleva fare di questi cani e procedere, eventualmente, agli atti di polizia del caso. I fatti di cronaca e la comune esperienza confermano infatti che le povere bestie sono spesso utilizzate in contesti violenti, come cavie, per le elemosine o destinati alla vendita illegale.Gli esempi non mancano anche sul nostro territorio dove, la settimana scorsa, in collaborazione con le Guardie Zoofile di Reggio Emilia, la Polizia Municipale di Boretto è intervenuta in un ennesimo caso di maltrattamento animale in località Santa Croce. Purtroppo l’animale è perito ma l’intervento degli agenti ha permesso di denunciare il proprietario alla Procura della Repubblica per maltrattamento.“Sono in previsione – ha confermato il Comandante Davide Grazioli – controlli mirati a garantire la condotta dei proprietari di cani poichè i dati parlano di una espansione delle violenze sugli animali e riteniamo sia necessario sensibilizzare al rispetto degli amici a quattro zampe”.
VIRGILIO
NOTIZIE
2
OTTOBRE
2009
Animali/
Frattini:
Legge
contro
tratta
cuccioli
entro
Natale
"Divieto
di
abbandono
e
sanzioni
penali
per
il
traffico
illecito"
Dovrebbe
essere
approvata
dalle
Camere
entro
Natale
la
Convenzione
europea
per
la
protezione
degli
animali
da
compagnia.
Lo
ha
annunciato
in
una
conferenza
stampa
il
ministro
degli
Esteri
Franco
Frattini
dopo
il
Consiglio
dei
ministri
che
ha
varato
il
disegno
di
legge
per
la
ratifica
parlamentare.
Fra
le
novità
introdotte
dal
provvedimento,
"il
reato
del
traffico
illecito
di
cani
e di
gatti,
con
particolare
riferimento
alla
tratta
di
cuccioli".
In
particolare,
il
capo
della
diplomazia
ha
spiegato
che
la
norma
che
sarà
introdotta
nel
codice
penale
"punirà
con
una
pena
severa
chi
traffica
illecitamente
animali
da
compagnia
fino
a 15
mesi
di
reclusione,
e la
pena
potrà
essere
aumentata
di
un
terzo
nel
caso
dei
cuccioli,
cioè
cani
e
gatti
che
hanno
meno
di
otto
settimane
di
vita".
La
convenzione
approvata
oggi
dal
Consiglio
dei
ministri
risale
al
lontano
1987
e
"riguarda
milioni
di
famiglie
italiane"
ha
fatto
notare
Frattini.
"Solo
negli
ultimi
undici
mesi
70mila
cuccioli
sono
stati
trafficati
illegalmente
verso
l'Italia
- ha
osservato
il
ministro
- è
un
fenomeno
di
dimensioni
assolutamente
inaccettabili".
Fra
i
principi
della
convenzione,
Frattini
ha
elencato:
"il
divieto
di
abbandono
di
animali;
il
divieto,
che
sarà
punito
assai
più
severamente,
di
maltrattamento
degli
animali;
il
diritto
degli
animali
al
benessere
e a
interventi
medico/chirurgici
che
siano
fatti
con
tutte
le
caratteristiche
per
evitare
sofferenze".
Saranno
poi
introdotti
"limiti
importanti
per
l'impiego
degli
animali
da
compagnia
negli
spettacoli
e
nelle
esposizioni,
come
il
divieto
assoluto
di
drogarli".
Così
come
sarà
sanzionato
chi
effettua
tagli
di
code,
orecchie,
asportazione
di
unghie
o
denti
a
cani
e
gatti
a
scopi
non
terapeutici,
pratiche
ampiamente
utilizzate
per
presunti
fini
estetici
o di
standard
inventati
che
possono
mettere
a
repentaglio
la
vita
degli
animali
domestici.
Tornando
al
traffico
di
animali,
sono
previste
sanzioni
per
i
negoziati
che
vendono
cuccioli
arrivati
in
Italia
illegalmente
ma
anche
per
i
trasportatori,
che
rischieranno
dopo
tre
violazioni
di
perdere
la
licenza.
"Dal
1987
l'Italia
riempie
un
vuoto
- ha
commentato
Frattini
-
c'era
una
legge
del
2004
del
precedente
governo
Berlusconi,
ma
con
la
ratifica
della
Convenzione
Ue
il
cerchio
si
chiude".
"Chiederemo
al
parlamento
che
a
questa
ratifica
sia
data
assoluta
priorità
- ha
proseguito
il
ministro
-
Vogliamo
far
sì
che
per
il
periodo
natalizio
queste
norme
siano
entrate
in
vigore.
E'
assolutamente
possibile
che
in
una
sessione
parlamentare
il
disegno
di
ratifica
venga
approvato.
E
che
per
le
vacanze
di
Natale
non
siano
più
in
vendita
cuccioli
trafficati
illegalmente".
ANMVI OGGI
2 OTTOBRE 2009
INFORMAZIONE CONTRO IL REATO DI TRAFFICO CUCCIOLI
L'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) ringrazia il Ministro degli Esteri Franco Frattini per aver mantenuto oggi in Consiglio dei Ministri l'impegno assunto con i medici veterinari di introdurre nell'ordinamento nazionale il reato di traffico illegale di animali da compagnia.Da tempo infatti, la categoria si trova a dover fronteggiare un fenomeno che non sembra subire flessioni e che è fonte di gravi problemi sanitari per gli animali illegalmente introdotti nel nostro Paese e che espone a rischi per la salute pubblica. Preoccupazioni da tempo all'attenzione delle autorità sanitarie nazionali - che hanno reso necessario l'intervento della Farnesina per i risvolti sulla filiera regolare di scambi fra i Paesi comunitari - ma che non trovavano adeguato conforto nell'ordinamento giuridico italiano anche per la mancanza di una specifica fattispecie di reato.I medici veterinari sono impegnati nel divulgare informazioni sugli accorgimenti da adottare per non incorrere in un "incauto acquisto" che è l'anticamera di una dolorosa esperienza per l'animale per il proprietario in ragione del forte legame affettivo che si instaura da subito con il cucciolo. Attenzione quindi a scegliere cuccioli provenienti dalla filiera legale, tenendo presente che il nostro Paese non importa cuccioli da Paesi Terzi. Attenzione quindi all'identificazione tramite microchip (o tatuaggio chiaramente leggibile) e alla presenza del passaporto comunitario che deve riportare l'attestazione dell'esecuzione della vaccinazione antirabbica eseguita da un veterinario abilitato dall'autorità competente del Paese di provenienza. L'Italia ha inoltre vietato l'introduzione di cani e gatti di età inferiore ai tre mesi e non vaccinati nei confronti del virus della rabbia. Le spedizioni di cuccioli possono essere effettuate soltanto dopo 21 giorni dalla fine del protocollo vaccinale per la rabbia ( il che permette anche di evitare che siano spediti animali troppo giovani per essere allontanati dalle madri)."E' fondamentale - dichiara Carlo Scotti (ANMVI) -che il futuro proprietario prima dell'acquisto o dell'adozione, incontrando il medico veterinario, possa operare una scelta consapevole, essere informato degli obblighi di legge, sia messo a conoscenza dell'esistenza di traffici illegali di cuccioli ed evitarli".
COMUNICATO ENPA
2 OTTOBRE 2009
VIA LIBERA ALLA CONVENZIONE DI STRASBURGO L’ENPA: “IMPORTANTISSIMO PASSO AVANTI PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI”
L’Enpa si unisce alla soddisfazione espressa dalle altre associazioni animaliste e plaude all’iniziativa con cui il Consiglio dei Ministri oggi ha dato il via libera alla ratifica della Convenzione di Strasburgo, che introduce norme particolarmente severe a protezione degli animali d’affezione. “La novità più importante di tutte – ha spiegato il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, presentando il provvedimento - è l’introduzione del reato di traffico illecito di cani e di gatti con particolare riferimento al traffico di cuccioli”. “Salutiamo con grande approvazione l’introduzione nel nostro ordinamento del reato di traffico illegale di animali da compagnia – ha commentato Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa –. Non appena il Parlamento ratificherà la Convenzione chiunque sia responsabile di tale reato potrà essere condannato fino a 15 mesi di reclusione, con pena aumentata di un terzo se gli animali hanno meno di otto settimane di vita”. “Il provvedimento preannunciato dal Ministro Frattini – ha aggiunto Rocchi – e largamente condiviso dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nonché dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, sarà un importantissimo strumento per reprimere il commercio criminale di animali, molti dei quali muoiono tra atroci sofferenze durante il loro trasferimento in Italia”. “Il mio più vivo auspicio – conclude Rocchi – è che il Parlamento possa approvare quanto prima la legge di ratifica e che, come anticipato dal Ministro degli Esteri, le nuove norme entrino in vigore prima delle feste natalizie”.
ANSA AMBIENTE
2 OTTOBRE 2009
VETERINARI, ECCO COME RICONOSCERE CUCCIOLI IN REGOLA
ROMA - L'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) esprime soddisfazione per l'approvazione del disegno di legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia, ed invita a tener conto di alcuni accorgimenti da adottare per non incorrere in un 'incauto acquisto' di cuccioli illegali, che e' ''l'anticamera - affermano - di una dolorosa esperienza per l'animale e per il proprietario''. ''Attenzione quindi - avvertono i veterinari - a scegliere cuccioli provenienti dalla filiera legale, tenendo presente che il nostro Paese non importa cuccioli da Paesi Terzi''. Ecco come riconoscere i cuccioli 'in regola': Attenzione all'identificazione tramite microchip (o tatuaggio chiaramente leggibile) e alla presenza del passaporto comunitario che deve riportare l'attestazione dell'esecuzione della vaccinazione antirabbica, eseguita da un veterinario abilitato dall'autorita' competente del Paese di provenienza. L'Italia ha inoltre vietato l'introduzione di cani e gatti di eta' inferiore ai tre mesi e non vaccinati nei confronti del virus della rabbia. Le spedizioni di cuccioli, ricorda l'Anmvi, possono essere effettuate soltanto dopo 21 giorni dalla fine del protocollo vaccinale per la rabbia (il che permette anche di evitare che siano spediti animali troppo giovani per essere allontanati dalle madri). ''Da tempo - sottolinea l'Anmvi - la categoria si trova a dover fronteggiare un fenomeno che non sembra subire flessioni e che e' fonte di gravi problemi sanitari per gli animali illegalmente introdotti nel nostro Paese e che espone a rischi per la salute pubblica. Preoccupazioni da tempo all'attenzione delle autorita' sanitarie nazionali, che hanno reso necessario l'intervento della Farnesina per i risvolti sulla filiera regolare di scambi fra i Paesi comunitari, e che non trovavano adeguato conforto - concludono i veterinari - nell'ordinamento giuridico italiano anche per la mancanza di una specifica fattispecie di reato''.
ASCA
2 OTTOBRE 2009
ANIMALI: SOTT. MARTINI, TRAFFICO CUCCIOLI FINALMENTE SARA' REATO
Roma - ''Grande soddisfazione'' del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, per l'approvazione da parte del CdM delle nuove norme a tutela degli animali ''frutto dell'intenso lavoro di collaborazione tra questo Ministero e il Ministero degli Affari Esteri . Con questo atto normativo, oltre a ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa di Strasburgo emanata nel lontano 1987 - ricorda Martini - sono state introdotte importanti modifiche al Codice Penale. In particolare il taglio della coda, delle orecchie, e altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche, sono diventati reati penali attraverso la modifica dell'art. 544ter del Codice Penale. Inoltre e' stato introdotto il reato di traffico illecito di cani e gatti con un inasprimento delle pene in caso di cuccioli di eta' inferiori a tre mesi. Infine, sono previste sanzioni anche per chiunque introduce nel territorio nazionale cani e gatti non identificati e sprovvisti di certificazione sanitaria cosi' come previsto dalla normativa vigente.Ringrazio sentitamente l'amico e collega Franco Frattini per l'impegno profuso per l'approvazione di questo provvedimento importante per una societa' civile''.
ASCA
2 OTTOBRE 2009
ANIMALI: LAV, PRIMA VOLTA CHE GOVERNO ISTITUISCE STRUMENTO DIFESA
Roma - ''Plaudiamo al Disegno di Legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato a tutela degli animali e delle famiglie che vivono con cani e gatti, per stroncare il vergognoso traffico dei cuccioli dall'Est, grande fonte di rischi sanitari come la reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali, evasione fiscale''. E' il commento della LAV all'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di nuove norme in difesa degli animali da compagnia.''Si introduce cosi' uno specifico reato penale di traffico clandestino organizzato di animali da compagnia prevedendo la contestuale pena della reclusione e la multa cosi' come vengono codificate le fattispecie di introduzione e rivendita illecita di animali da compagnia oggi ampiamente diffuse e non perseguite compiutamente per assenza di specifiche violazioni con nuove sanzioni amministrative per ogni animale introdotto - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV - e' la prima volta che un Governo, e per questo ringraziamo in particolare il Ministro degli Esteri Franco Frattini, pone mano ad uno strumento legislativo diretto, ratificando una Convenzione del Consiglio d'Europa per la quale eravamo rimasti ultimi nel Continente e fornisce con il sostegno dei Ministeri della Giustizia e del Lavoro, Salute e politiche sociali, strumenti concreti d'intervento efficaci a Magistratura e Forze di polizia come in particolare Corpo Forestale dello Stato e Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia (Regione-cardine del traffico per motivi geografici), Guardia di Finanza e Carabinieri NAS''.Il Disegno di Legge del Governo irrigidisce anche le pene previste dal titolo IX-bis del Codice penale contro uccisioni e maltrattamenti di animali prevedendo, come nel resto d'Europa il sanzionamento di chi sottopone e di chi effettua tagli di code, orecchie, asportazione di unghie o denti per cani e gatti effettuati a scopi non terapeutici, pratiche ampiamente utilizzate per presunti fini estetici o di standard inventati che mettono a repentaglio la vita degli animali domestici.
ANSA
2 OTTOBRE 2009
Animali: Giunta Trentino, da abbattere 30 cormorani
In totale sono circa 400; ritenuti tra cause calo trota marmorata
TRENTO - Spari a salve a scopo dissuasivo e l'abbattimento di 30 esemplari di cormorani sul totale di circa 400 presenti in Trentino. Sono provvedimenti approvati dalla Giunta provinciale per il controllo della popolazione per limitare la pressione sulla trota marmorata. Dopo il rischio d'estinzione degli anni Settanta, il cormorano risulta una specie a larga diffusione europea, con un milione d'individui. In riduzione invece la trota marmorata, che pare avere i cormorani tra i suoi problemi.
FEDERFAUNA
2 OTTOBRE 2009
Mese del microchip in Lazio......
FederFauna, bravi ai veterinari. Ma da che parte stanno gli animalisti? (01/10/09) Con l'obiettivo di promuovere l'iscrizione dei cani all'anagrafe canina, la Regione Lazio in collaborazione con gli Ordini dei medici Veterinari, ha dato al via alla campagna "Metti al sicuro il tuo cane" con la quale, nel mese di ottobre, sia presso gli ambulatori Asl, che presso ben 416 veterinari accreditati in tutto il Lazio, i cittadini potranno iscrivere il proprio cane all'Anagrafe Canina regionale ad una tariffa promozionale di 20,00 euro. Già la Legge n. 281 del 1991, imponeva che le Regioni disciplinassero, entro sei mesi dall’entrata in vigore, l'istituzione dell'anagrafe canina, nonché le modalità per l'iscrizione a tale anagrafe. Tuttavia, come riporta il Ministero della Salute, il sistema delle anagrafi, nazionale e territoriali, è stato istituito con l’accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003, è dal 1 gennaio 2005 che il microchip è diventato l'unico sistema identificativo nazionale e, dopo ulteriori 3 anni, il 6 agosto 2008, Francesca Martini ha ritenuto di dover ribadire l’obbligo all’iscrizione dei cani all’anagrafe, con la sua “Ordinanza contingibile ed urgente concernente misure per l'identificazione e la registrazione della popolazione canina.” FederFauna, dal canto suo, ricorda che gli allevatori italiani professionisti, già da tempo usano iscrivere i loro cani ed anche i commercianti, soprattutto quelli che vendono cuccioli di importazione, introdotti nel nostro Paese secondo i dettami del Regolamento CE 998/2003, garantiscono già la corretta tracciabilità degli animali. Ma allora perchè la FNOVI è costretta a ricordare che “nonostante sia un obbligo, ancora oggi la maggior parte dei cani di proprietà non è registrato rendendo impossibile in caso di smarrimento o abbandono l’identificazione dell’animale e del suo proprietario e che questo mal costume da un lato penalizza l’animale, che rischia di finire in un canile per tutta la vita dall’altro in quanto randagio diventa un rischio ed un costo per la sociètà”? La risposta forse ci viene dal noto sito animalista “AmiciCani”, testimonial Rita Dalla Chiesa, che, il 19/08/2009, nella categoria “novità”, pubblicava: “Dal 1 Settembre 2009 l`inserimento del microchip del cane da adottare sarà obbligatorio, tranne che per motivi gravi specificati nella scheda di adozione del cane...” e poco dopo “…Siamo consapevoli che questa restrizione diminuirà sicuramente l`immissione dei cani in quanto molti canili e volontari non microchippano il cane…”. Lo stesso sito, il 28/08/09, sempre nella categoria “novità”, pubblicava: “Inserimento microchip nelle schede facoltativo, basta segnalare una motivazione seria”. Vi è poi la vicenda dell’arrivo da Agrigento, all’inizio di agosto di quest’anno, di un cucciolo di tre mesi, ufficialmente dato in affido ad una famiglia di Forlì attraverso l’associazione onlus marchigiana “Noi animali”. Il cane, un piccolo meticcio, non aveva il microchip imposto dalla legge e la veterinaria Patrizia Magnani si era rifiutata di chippare il cane, in quanto erano già scaduti i termini di legge, suscitando le proteste della onlus animalista che aveva coordinato l’affido e che il 5 agosto aveva ritirato diversi cuccioli all’aeroporto di Bologna. Davide Rosetti, presidente del consiglio direttivo dell'Ordine dei Veterinari della Provincia di Forlì, firmò invece una nota in cui affermava che "Il medico veterinario deve rifiutare di prestare la propria attività quando vi è la possibilità di un'operazione illecita o di rischio per la salute del cane o dei proprietari. E quindi la collega ha agito in maniera corretta e doverosa". Per concludere, il caso dei pointer di Ravenna, già identificati all’origine ma sequestrati a fine 2008 e affidati ad altre associazioni animaliste che, come testimonia un documento redatto dalla Forestale, dopo averli nuovamente microchippati anche con chip non rintracciabili in anagrafe canina, li hanno riaffidati a terze persone. Ad oggi, l’iniziativa "Metti al sicuro il tuo cane", per la quale FederFauna si complimenta con gli Ordini dei medici Veterinari delle Province Laziali, sul fronte animalista, sembra abbia ricevuto il plauso solamente dell’ENPA.
ANSA AMBIENTE
2 OTTOBRE 2009
CANI PERICOLOSI: CODACONS FA CAUSA MINISTERO,VIETARE PITBULL
ROMA - Dopo l'ennesima aggressione fatta da un pitbull, avvenuta ieri nel milanese e nella quale un uomo non riusciva a liberarsi dalla presa del cane, il Codacons ha deciso di fare causa al ministero della Salute. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori. L'obiettivo, spiega il Codacons, ''e' di ottenere dal ministero il divieto di vendita e di allevamento dei pitbull, cani troppo pericolosi per poter essere venduti a chiunque ne faccia richiesta. Attualmente tutti possono acquistare un pitbull, senza nemmeno l'obbligo di un patentino''. Il presupposto della causa, sottolinea l'associazione, e' che ''il ministero, ed in particolare il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, e' responsabile del fatto di aver cancellato con una ordinanza la lista delle 17 razze ritenute potenzialmente piu' pericolose, tra le quali appunto il pitbull, eliminando l'unico rimedio che finora aveva concretamente ridotto le aggressioni nei luoghi aperti al pubblico, ossia l'obbligo per i padroni di questi cani di condurli sia con il guinzaglio che con la museruola''. L'episodio di ieri, conclude il Codacons, ''dimostra che non e' possibile avere delle regole identiche sia per i cocker che per i pitbull, visto che questi ultimi hanno una presa incredibilmente piu' salda rispetto a tutte le altre razze e sono cosi' potenti e massicci da essere piu' impegnativi di tutti gli altri. Cosi' impegnativi che il Codacons chiede di vietarne la libera vendita''.
CITTADINO LEX 2 OTTOBRE 2009
Revisionata l'autorizzazione all'immissione in commercio dell’unico farmaco letale Farmaco per l'eutanasia animale da usare solo con l'anestesia Provv. 181/2009 Lavoro, Salute e Politiche Sociali - GU n. 223 del 25.9.2009)
Finalmente gli animali da affezione sottoposti ad eutanasia non dovranno più morire tra atroci sofferenze. È stato, infatti, sottoposto a revisione il foglietto illustrativo del Tanax, l’unico medicinale autorizzato in commercio in Italia usato per questo scopo, per cui d’ora in poi non sarà più possibile usarlo senza anestesia e dovrà essere iniettato esclusivamente da veterinari. Le modifiche riguardano le avvertenze speciali e le precauzioni speciali. Nel “bugiardino” di questa soluzione iniettabile per cani, gatti ed animali di piccola taglia si indica come concessa la via intrapolmonare di somministrazione per i cani, mentre la si impone come unica via ammessa per i gatti e per altri animali (uccelli, conigli, cavie, ecc.). La somministrazione intrapolmonare è un’iniezione praticata all’interno del torace, che in questo caso conduce la povera bestiola ad una morte molto dolorosa e lenta. Ecco, quindi la assoluta necessità di farla precedere da una sedazione profonda, che elimini questo effetto del farmaco e che conduca i poveri animali, già sofferenti di gravi malattie senza speranza di guarigione, ad una vera “dolce morte”. Perciò sul foglietto nuovo, alla voce avvertenze speciali per ciascuna specie di destinazione, dovrà essere scritto :”Al fine di evitare possibili sofferenze, l'animale, prima dell'inoculazione di Tanax, deve essere sottoposto ad anestesia generale”. Inoltre, tra le precauzioni speciali per l'impiego negli animali, il foglietto dovrà riportare che “la somministrazione e la detenzione del medicinale deve essere effettuata esclusivamente dal medico veterinario” e che “gli animali soppressi devono essere distrutti o comunque posti in luoghi inaccessibili ad altri animali”. Dovranno poi anche essere riportate precauzioni speciali da adottarsi a cura del veterinario che somministrerà il prodotto agli animali, poiché l’'iniezione di questo farmaco nell'uomo può essere letale. Tutte le indicazioni per la revisione del “bugiardino” del Tanax sono contenute nel provvedimento 181/2009 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre scorso con entrata in vigore immediata. La casa farmaceutica olandese avrà 180 giorni a partire da questa data di pubblicazione per adeguare gli stampati della medicina veterinaria, trascorsi i quali, le confezioni non aggiornate dovranno essere ritirate dal commercio. I medici veterinari, invece, dovranno applicare subito la nuova regola dell’anestesia generale e profonda, senza aspettare nessun aggiornamento del foglietto illustrativo. (02 ottobre 2009)
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI COMUNICATO Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Tanax» (09A11277) Provvedimento n. 181 del 17 settembre 2009
Medicinale per uso veterinario TANAX soluzione iniettabile per cani, gatti e animali di piccola taglia. Confezioni: flacone da 50 ml - A.I.C. n. 101383014. Titolare A.I.C.: Intervet International con sede in Boxmeer (Olanda), rappresentata in Italia dalla Intervet Italia S.r.l. con sede legale e fiscale in Segrate (Milano), via F.lli Cervi snc - codice fiscale 01148870155. Oggetto del provvedimento: modifica stampati: modifiche apportate al punto 4.4 ed al punto 4.5 del riassunto delle caratteristiche del prodotto e conseguenti modifiche al foglio illustrativo: 4.4 Avvertenze speciali per ciascuna specie di destinazione «Al fine di evitare possibili sofferenze, l'animale, prima dell'inoculazione di Tanax, deve essere sottoposto ad anestesia generale.». 4.5 Precauzioni speciali per l'impiego «Precauzioni speciali per l'impiego negli animali. La somministrazione e la detenzione del medicinale deve essere effettuata esclusivamente dal medico veterinario. Gli animali soppressi devono essere distrutti o comunque posti in luoghi inaccessibili ad altri animali. Precauzioni speciali che devono essere adottate dalla persona che somministra il prodotto agli animali. L'iniezione di questo farmaco nell'uomo può essere letale - prestare la massima attenzione per evitare l'autoiniezione accidentale. Il prodotto non deve essere somministrato da donne in gravidanza. Nel caso che il medico veterinario venga a contatto accidentalmente tramite ferite cutanee o nel caso di penetrazione nei tessuti sottocutanei dell'ago della siringa contenente Tanax devono essere prese le seguenti misure: lavare la ferita con acqua corrente e comprimere il sito della puntura. Consultare immediatamente un medico, mostrargli il flaconcino o il foglietto illustrativo del prodotto. Gli antidoti sono sostanze ad attività analettica centrale (contro la componente narcotica) e fisostigmine (contro la componente curaro-simile). Evitare il contatto con occhi, cute e mucose. Indossare occhiali e guanti di protezione durante la somministrazione del medicinale. In caso di contatto accidentale lavare con abbondante acqua e consultare il medico.». Il medicinale per uso veterinario deve essere posto in commercio con stampati conformi ai testi allegati al presente provvedimento, e i medici veterinari devono attenersi immediatamente a quanto indicato al punto 4.4 del riassunto delle caratteristiche del prodotto. L'adeguamento degli stampati delle confezioni in commercio deve essere effettuato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento. Trascorso il suddetto termine non potranno più essere vendute confezioni che non recano le modifiche di cui al presente provvedimento. Il presente provvedimento che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ha validità immediata.
IL CENTRO
2 OTTOBRE 2009
Gli animalisti liberano 130 visoni
Blitz all’allevamento D’Amico, tentato anche l’incendio del laboratorio
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Roberto Raschiatore
CASTEL DI SANGRO (AQ). Un blitz anti-pelliccia ha portato alla liberazione di 130 visoni da un allevamento di Castel di Sangro. Gli animalisti sono entrati di notte, hanno fatto saltare i lucchetti delle gabbie e dopo avere staccato i cartellini identificativi hanno lasciato correre via i predatori dal pelo pregiato. Non contenti hanno tentato di incendiare il laboratorio di conceria e rotto alcune apparecchiature. E’ accaduto una settimana fa.Una «crociata» senza le telecamere che spesso accompagnano simili azioni. Un fatto che forse sarebbe passato sotto silenzio - l’a llevatore non ha presentato neanche denunce - se non fosse accaduto che i visoni, lungo il loro sentiero della libertà, hanno cominciato ad assaltare i pollai dell’Alto Sangro e del vicino Molise. Alcuni esemplari sono stati avvistati a Vastogirardi e San Pietro Avellana, in provincia di Isernia. Altri sono comparsi lungo le sponde del fiume Sangro, in prossimità del Parco nazionale d’A bruzzo. Diversi persino nella riserva naturale di Monte di Mezzo e nei boschi circostanti. «Sono affamati e feroci», raccontano alcuni agricoltori del posto che si sono imbattuti nei visoni in fuga. Che raccontano di vere e proprie stragi di galline, anatre e altri animali incrociati sul loro percorso. I mustelidi dai denti aguzzi stanno creando un serio problema all’ecosistema. «Un disastro», sottolinea Angelo Caruso, vicesindaco di Castel di Sangro, «questi visoni stanno causando notevoli danni e sono diventati un caso».Un caso che nei giorni scorsi ha interessato anche i carabinieri della compagnia sangrina, agli ordini del capitano Paolo Befera, informati delle incursioni.La famiglia D’Amico, titolare dell’allevamento, non ha voluto fare commenti sulla vicenda. L’azienda, nel 1999, finì alla ribalta nazionale per un altro raid, all’epoca compiuto da Animalisti Italiani, organizzazione romana aderente alla Peta (People for the ethical treatment of animals) che protestava per presunti maltrattamenti subiti dagli animali destinati a diventare pellicce. La protesta sfociò in una rissa a colpi di bastone e forcone. Nove ecologisti rimasero feriti. Scattarono le denunce e ci fu anche l’i nchiesta della magistratura. Del caso si occupò più volte anche Striscia la notizia.I visoni liberati nei giorni scorsi sono della specie americana, allevata in cattività e non abituata a procacciarsi il cibo. Nelle gabbie di allevamento si nutrono di carne o pesce e stando a quanto riportato dall’Associazione italiana allevatori di visoni tutte le aziende adottano misure per evitare maltrattamenti. Per gli esperti, invece, la loro sopravvivenza in natura è destinata a finire nel giro di qualche mese. Un tempo necessario per compiere altre dannose scorribande fra l’Alto Sangro e il Molise. Tanto che non si escludono provvedimenti per tentare di catturare i visoni in fuga.
CIAO PEOPLE
2 OTTOBRE 2009
Zac Efron tortura e ferisce un gatto con una pistola
Il famoso attore Zac Efron è stato denunciato per molestie su un gatto al quale avrebbe sparato ripetute volte con una pistola a piombini, ferendolo alla testa e al viso
Zac Efron non è solo un irresistibile sex symbol, è anche un irresponsabile ragazzaccio, almeno stando alla notizia riportata dal sito di gossip www.celebjihad.com.A quanto pare il protagonista di Hilgh School Musical si trovava in Australia per le riprese del nuovo film "You’ve Got Male 2: The Thunder Down Under", sfruttando la popolarità del precedente successo cinematografico di 17 again, quando ha cominciato a sparare all'impazzata con una pistola a piombini.La cosa grave è che per combattere la noia dello sparare a vuoto ha preso di mira un povero gatto che passava da quelle parti e che cercava di tornare a casa dalla sua padrona, la piccola Lisa Robins."Un atto scioccante di crudeltà sugli animali!", queste le parole delle forze dell'ordine intervenute sul posto per garantire le dovute cure al micio, rimasto sotto i ferri diverse ore a causa delle 13 pallottole conficcate nella testa (vedi photogallery). Bisognerà attendere il responso legale della famiglia Robins e sperare che Zac riceva una degna punizione.
MAGAZINE
2 OTTOBRE 2009
Zac Efron spara 13 volte ad un gatto (che imbecille)
Zac Efron è un imbecille! Il nano attore si trova in Australia per le riprese del film “You’ve Got Male 2: The Thunder Down Under”. Per trascorrere il suo tempo libero ha pensato bene di sparare, con un fucile ad aria compressa, 13 palline in testa ad un gatto di nome Smokey. Lisa Robins, la padrona del povero gattino sfigato, è rimasta traumatizzata dal gesto e la polizia parla di “uno scioccante atto di crudeltà sugli animali”. La prossima volta caro Zac, veniamo noi con il fucile ad aria compressa, per spararti sul culo!
LA ZAMPA.IT
2 OTTOBRE 2009
Depresso per aver lasciato l'Eliseo: ecco il problema di Sumo
La famiglia Chirac si separa dal proprio cane
PARIGI - A Sumo, il piccolo cane maltese dell'ex famiglia presidenziale francese, l’addio all’Eliseo non è mai andato giù. Una brutta depressione, quindi l’aggressività: è questa l'evoluzione negativa che ha colpito il cane degli Chirac. Dopo aver subito qualche morso di troppo, gli illustri padroni si sono dovuti convincere a fare a meno dell’amato cagnolino, diventato troppo pericoloso e consegnato quindi a una pensione per animali. Jacques Chirac e consorte amavano moltissimo quel piccolo animale che era stato regalato alla nonna Bernadette, in un giorno di festa di qualche anno fa, da Martin, il nipotino. «Come era felice lì», ricorda ancora oggi Bernadette, che a Le Parisien confida che «certo, all’Eliseo avevamo un grande giardino». E Sumo era sempre con la lingua di fuori, a rincorrersi e giocare con Scott, il retriever di Martin: «come erano amici...», ricorda Bernadette commuovendosi. I guai cominciarono quel giorno del 2007, quando la coppia presidenziale dovette traslocare per far spazio ai nuovi inquilini, i Sarkozy (allora Nicolas-Cecilia, oggi Nicolas-Carla). Addio giardini, addio saloni, e Sumo non l’ha mandata giù. Quel duplex meraviglioso che l’ex presidente ha avuto dal figlio dei Rafik Hariri, l’ex primo ministro libanese assassinato, affacciato sulla Senna (a Quai Voltaire) non gli è mai piaciuto. Sumo è diventato quasi subito nervoso e aggressivo, per tre volte in questi due anni ha morso il padrone, Jacques Chirac. Dopo averlo affidato alle cure del veterinario - che gli ha prescritto anche antidepressivi - l’ex coppia presidenziale si è arresa. All’ultima aggressione, il piccolo maltese è stato spedito in un pensionato per animali in una bella fattoria a pochi chilometri da Parigi, gestita da amici degli Chirac: «Da allora - assicura Bernadette - non ha più morso nessuno...».
CORRIERE ADRIATICO
2 OTTOBRE 2009
Incubo serpenti a Ostra “Ma non sono velenosi”
Ostra (AN) - Non sono né boa né pitoni, quelli che si aggirano per le campagne ostrensi. È da smentire la voce che circola da giorni nella città di Ostra secondo cui, dei grossi serpenti esotici stanno vagando per alcune strade del territorio ostrense, non troppo lontane dal centro storico.Le prime voci che giravano in città nei giorni scorsi, riguardavano degli avvistamenti di serpenti boa di colore verdastro della circonferenza di 12-15 centimetri e di una lunghezza superiore ai due metri. Dopo alcune segnalazioni, da parte di cacciatori e guardiacaccia, i carabinieri del comando di Ostra hanno effettuato dei sopralluoghi mirati. Le aree maggiormente controllate sono state quelle di via Massa e via del Paradiso, zona generalmente conosciuta con il nome di “Triponzio”, luogo frequentato da persone che scelgono questo posto per correre e fare jogging, dai cacciatori per addestrare i loro cani e da alcuni contadini che nei campi limitrofi hanno le coltivazioni.Dopo le accurate ricerche, effettuate dalle forze dell’ordine di Ostra, si può affermare con una certa sicurezza che a circolare per le campagne ostrensi non sono né pitoni, né boa, ma semplici serpenti marchigiani, non velenosi, conosciuti con il nome di “Amatrici”.
TRENTINO
2 OTTOBRE 2009
Nell «arena» degli allevatori: ecco l'asta
di Silvia Conotter
TRENTO. Nella frenesia del mondo moderno, tra tecnologia e ritmi serrati, sono rimasti ormai pochi appigli alla tradizione. Quelli che sopravvivono, però, rimangono ben saldi. Come l’asta degli animali della Federazione provinciale degli allevatori. Per i 7 appuntamenti annuali accorrono centinaia di allevatori, e non solo dal Trentino. Ieri siamo andati a curiosare in via delle Bettine. C’è il ring, o l’arena. Ci sono gli spalti gremiti, le palette per rilanciare l’offerta, il cartellone elettronico con il prezzo continuamente aggiornato e soprattutto c’è il battitore, attento ai continui rilanci. Ieri, dalle 10 e per oltre due ore, hanno sfilato 130 capi, che sono stati venduti tra i 500 euro e il record della giornata di 2.530 euro per una manza di razza bruna. L’ordine di uscita è determinato dalla razza, nell’ambito della quale prima le vitelle e poi le manze gravide. A seguire, le vacche asciutte e quelle in lattazione. Sono centinaia gli allevatori che arrivano da tutta la Provincia, ma ieri c’erano anche acquirenti da Novara, Brescia, Bergamo, Parma, Belluno e Verona. Ma come funziona esattamente il meccanismo? Sono ammessi solo gli animali da riproduzione: vitelle, manze, vacche asciutte e in lattazione. Un mese prima vengono raccolte le prenotazioni, per la vendita poi su un catalogo vengono elencati gli animali con tutti i dati relativi alla loro storia. Due giorni prima della vendita i capi possono essere visionati, ma è durante l’asta che si determina il prezzo. Quello base lo stabilisce un tecnico della Federazione, poi comincia il su e giù frenetico delle palette, con rialzi ogni volta di venti euro. Cosa determina il valore dell’animale? La morfologia e il patrimonio genetico. Il prezzo sale se il capo è in gravidanza. Sulle tribune tiene sotto controllo la situazione il direttore della Federazione Mario Tonina, soddisfatto del buon afflusso: «Siamo diventati un punto di riferimento nel mondo zootecnico, visto che ci facciamo garanti dell’intermediazione. Prima c’erano le mostre-mercato, ora gli allevatori si trovano in via delle Bettine. All’anno passano di qui tra gli 800 e i mille capi». Visto il momento di crisi che sta attraversando il settore, si saranno abbassati anche i prezzi. «Sì - conferma Tonina - per capo siamo sui 100-150 euro in meno rispetto a quelli dell’anno scorso». I prossimi appuntamenti sono per il 21 ottobre, l’11 novembre e il 2 dicembre.
Animalieanimali 2 OTTOBRE 2009
TRE CAMOSCI DALLA MAJELLA AI SIBILLINI
Tre nuovi camosci, provenienti dal Parco Nazionale della Majella vanno ad arricchire il Parco Nazionale dei Monti Sibillini che conta ora 11 esemplari di questa specie, un numero destinato a salire nei prossimi giorni. E' quanto si legge in una nota della Provincia di Perugia dove si spiega che si e' conclusa cosi' la prima fase di rilasci finalizzati a consolidare il nucleo di 8 esemplari presenti reintrodotti lo scorso anno. Nei giorni scorsi, appunto, sono stati rilasciati nel Parco dei Sibillini tre esemplari di camoscio appenninico, di cui due femmine e un maschio, provenienti dall'area faunistica di Lama dei Peligni, nel Parco della Majella. I camosci sono stati catturati dall'equipe dell'area protetta abruzzese, mediante siringhe narcotizzanti lanciate da un apposito fucile ad aria compressa.
CORRIERE DELLE ALPI
2 OTTOBRE 2009
Non lasceremo abbattere i cervi
VENEZIA. La Lac del Veneto contro le ipotesi di abbattimento dei cervi nella foresta demaniale del Cansiglio. Di recente, durante una manifestazione in Pian Cansiglio, gli allevatori hanno protestato chiedendo che vengano abbattuti centinaia di cervi, a loro parere in sovrannumero e che provocano numerosi danni. Ma l’ipotesi di aprire la caccia anche nel territorio demaniale trova la Lac fortemente contraria. Spiega Andrea Zannoni: «Non permetteremo che le doppiette violino un santuario della natura vietato alla caccia da oltre 100 anni». «La mancanza della benché minima conoscenza di quella che è la “biologia della conservazione” all’interno delle pubbliche amministrazioni coinvolte: personale impreparato, tecnici faunisti improvvisati, forestali obsoleti, operatori estemporanei “fai da te” a cui viene affidata l’informazione e l’educazione naturalistica, sta portando al collasso anche una delle ultime aree naturali rimaste quasi intatte dopo il sacco edilizio e viario di questi ultimi 30 anni. Un approccio semplicistico e arretrato determina un unico rimedio, cioè sparare e ammazzare sempre e comunque». Il cervo è una specie che si può regolarmente cacciare da settembre a gennaio (5 mesi) su tutto il territorio delle province di Treviso, Belluno e Pordenone confinanti con il Cansiglio, spiegano ancora all’associazione. «Perché dunque sparare all’interno del Cansiglio, unico fazzoletto di terra dove da 100 anni non si caccia e gli animali possono vivere in pace? La Foresta del Cansiglio, che si voglia o no, è un’area protetta visitata settimanalmente da migliaia di escursionisti che desiderano un ambiente “pulito” sotto tutti i punti di vista». E la legge prevede che ci sia il controllo sulla fauna anche nelle zone vietate alla caccia. «Non permetteremo che le doppiette violino un santuario della natura vietato alla caccia da oltre 100 anni - ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega Abolizione Caccia - Con le elezioni regionali alle porte questa concessione di sparare addirittura nella foresta demaniale del Cansiglio potrebbe diventare l’ennesima mossa di amministratori senza scrupoli per vedere accresciuti i propri pacchetti di voti. Abbiamo già allertato i nostri legali per impugnare al Tar eventuali delibere regionali o provinciali, a buon intenditor poche parole».
IL CENTRO
2 OTTOBRE 2009
Rapaci, scatta l'operazione «Artiglio»
Ylenia Gifuni
PESCARA. Un traffico internazionale di rapaci introdotti illegalmente nel Centro e nel Sud della Penisola è stato scoperto dagli uomini del servizio Cites della Forestale. Venti esemplari di aquila reale, falco, barbagianni e gufo reale sono stati sequestrati tra le città di Pescara, Chieti e Bari. Erano privi delle regolari certificazioni previste dalla convenzione di Washington che regola il commercio di piante e animali in via di estinzione. I volatili provenivano da alcune nazioni europee quali Germania, Austria, Inghilterra, Olanda e da altri paesi extraeuropei. Venivano utilizzati all’interno di parchi di divertimento abruzzesi, strutture ricreative e manifestazioni pubbliche. «Si tratta di un business di diverse migliaia di euro», spiega il comandante del Corpo forestale dello Stato Guido Conti , «il valore di mercato dei falconidi oscilla da un minimo di 2 mila o 3 mila euro, fino a un massimo di 10 mila euro per le aquile reali. Fiorente è il giro d’affari legato agli uccelli impagliati, venduti anche a 500 euro». Non ce l’hanno fatta altre decine di rapaci, trovati morti all’interno di congelatori posti nei capannoni e nelle altre strutture perquisite. Nell’ambito dell’operazione «Artiglio» è stato denunciato l’amministratore di una società pugliese. L’uomo gestiva la tratta dei rapaci che venivano chiusi in piccole gabbie e trasportati in condizioni spesso disumane. L’autorità giudiziaria competente è la Procura di Vasto che ha disposto la custodia degli esemplari nel centro di recupero di Pescara. Saranno rimessi in libertà «dopo un periodo di ambientamento che può avere la durata anche di un anno». «Controlli e sequestri sono stati effettuati nei mesi scorsi su segnalazione dei colleghi tedeschi», aggiunge Guido Conti, «sono in corso attività di intelligence effettuate in collaborazione con le autorità europee di gestione Cites e non si escludono nuovi provvedimenti di ambito nazionale». Secondo la Forestale, in 20 anni sono stati curati e rimessi in libertà circa 10 mila falconidi.
IL CENTRO
2 OTTOBRE 2009
Falchi e aquile sotto sequestro
PESCARA. Un traffico internazionale di rapaci introdotti illegalmente nel Centro e nel Sud Italia è stato scoperto dagli uomini del servizio Cites della forestale. Venti esemplari di aquila reale, falco, barbagianni e gufo reale sono stati sequestrati tra Pescara, Chieti e Bari. L’autorità giudiziaria competente è la procura di Vasto che ha disposto la custodia degli esemplari nel centro di recupero di Pescara. I volatili erano privi delle regolari certificazioni previste dalla convenzione di Washington che regola il commercio di piante e animali in via di estinzione. I volatili provenivano da alcune nazioni europee quali Germania, Austria, Inghilterra, Olanda e da altri paesi extraeuropei. Venivano utilizzati all’interno di parchi di divertimento abruzzesi, strutture ricreative e manifestazioni pubbliche. «Si tratta di un business di diverse migliaia di euro», spiega il comandante della forestale Guido Conti , «il valore di mercato dei falconidi oscilla da un minimo di duemila o tremila euro, fino a un massimo di diecimila euro per le aquile reali. Fiorente è il giro d’affari legato agli uccelli impagliati, venduti anche a 500 euro». Non ce l’hanno fatta altre decine di rapaci, trovati morti all’interno di congelatori posti nei capannoni e nelle altre strutture perquisite. Nell’ambito dell’operazione «Artiglio» è stato denunciato l’amministratore di una società pugliese: l’uomo gestiva la tratta dei rapaci che venivano chiusi in piccole gabbie e trasportati in condizioni disumane. Saranno rimessi in libertà «dopo l’ambientamento che può avere la durata anche di un anno».
CORRIERE ADRIATICO
2 OTTOBRE 2009
Tornano i cacciatori anti-piccioni Simoncini vara misure straordinarie ma striglia anche i residenti: “Serve pure maggiore senso civico”
Osimo (AN) - Centro storico in degrado e residenti imbufaliti? Simoncini bacchetta certi osimani “sempre più incivili”, tuttavia alcune soluzioni sono già al vaglio. Il primo cittadino, in merito ai problemi legati alla presenza dei piccioni in centro, ha sottolineato che “la sterilizzazione è una procedura molto dispendiosa, che non offre garanzia di risultati ed è comunque a lunghissimo termine”, per questo si è deciso di “mettere in atto interventi di altra natura”. Riparte l’ordinanza In questo senso Simoncini ha fatto sapere in una nota che “è stata riproposta l’ordinanza per la riduzione della popolazione di piccioni per mezzo di abbattimento attraverso l’impiego di cacciatori”. Tale ordinanza, già approvata dall’allora sindaco Latini, “era stata bloccata da un ricorso al Tar delle associazioni animaliste” ammette il sindaco stesso. Accanto all’abbattimento, l’amministrazione “porterà avanti anche una campagna di catture”, procedura che comporta “una spesa di circa 3euro a capo e che dunque richiederà un consistente impegno economico al Comune, visto che i piccioni di stanza in città sono ormai diverse migliaia”. Gli spilloni da incrementare Contemporaneamente, è stata avviata anche l’opera di chiusura dei fori e dei varchi esistenti sugli edifici pubblici, in modo da non consentire più la nidificazione. Restano però gli edifici privati, “per i quali gli interventi sono di competenza dei proprietari”, e i monumenti, come le mura romane. Il sindaco rileva che “questo proliferare di piccioni rappresenta un problema anche sanitario” e che si muoverà su questo fronte “perché la presenza di guano sui selciati stradali e il forte sospetto che molti di questi capi possano essere ammalati genera problemi di ordine sanitario, oltre che evidente sporcizia di alcuni luoghi”. Come Porta Vaccari (Tre Archi), dove “alcuni interventi richiesti sono stati già fatti”, ad esempio “la posa degli spilloni anti-piccioni, che saranno ulteriormente incrementati”. Il rimprovero del sindaco Per quel che concerne le altre lamentele espresse in Consiglio di Quartiere sulla presenza di deiezioni di cani e di rifiuti gettati a terra, Simoncini fa notare che “ci troviamo di fronte a comportamenti gravemente negligenti dei cittadini e che la situazione, oltre che per l’intervento dell’amministrazione, si deve risolvere soprattutto con la adeguata crescita del senso civico della popolazione”. Sarebbe “evidente” che stiamo assistendo a “un comportamento sempre più incivile da parte di alcuni concittadini”. Anche questa cosa “ha un costo che potrebbe essere limitato dal comportamento più civile delle persone”, infatti “se spendiamo per tenere pulita la città, abbiamo meno risorse da investire altrove”.
BIG HUNTER
2 OTTOBRE 2009
Perugia, domenica ultima battuta selettiva: Guasticchi plaude ai cinghialai
Con quella di domenica prossima termineranno le battute selettive al cinghiale decise dalla Provincia di Perugia secondo il Piano di prelievo della specie che ha coinvolto le le squadre di cinghialai iscritte agli A.T.C. Perugia 1 e Perugia 2 ma anche per la prima volta i singoli cacciatori, non senza alcune perplessità da parte degli stessi cinghialai e di alcune associazioni venatorie.
Il Presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi si è detto soddisfatto dell'esito delle operazioni fin qui effettuate “al termine dei prelievi, necessari per cercare di venire incontro alle esigenze del mondo agricolo – ha dichiarato poi Guasticchi -, verranno censiti gli interventi che le varie squadre hanno effettuato e verranno valutati gli effetti che gli stessi hanno prodotto in termini di difesa delle coltivazioni agricole. Vorrei fare un plauso alle squadre che hanno partecipato ai prelievi e che hanno dimostrato la volontà di seguire il percorso tracciato dalla Provincia teso a instaurare un nuovo rapporto tra agricoltori e cacciatori".
IL GAZZETTINO ROVIGO
2 OTTOBRE 2009
Caccia nelle Zps solo al germano reale forti perplessità fra i seguaci di Diana
Ma qual è la logica che guida le scelte venatorie più recenti?La domanda l'ha posta Saverio Bersanetti, che si autodefinisce «un vecchio e brontolone cacciatore da 49 anni». Dito puntato sulla possibilità nelle zone Zps dell'ambito Ro3 di aprire la caccia a una sola specie di anatra, il germano reale. «C'è chi mi reputa un buon conoscitore di animali acquatici e non - spiega Bersanetti - Tuttavia, nella soffusa luce dell'alba non sono sicuramente in grado di distinguere con certezza se la fugace ombra che mi sfreccia davanti sia un germano reale o una canapiglia, un mestolone o un fischione o anche qualche altro anatide simile».Bersanetti spiega che non commettere errori è per lo meno proibitivo.«Quindi che fare? - si è chiesto - Le strade sono tre: il cacciatore nel dubbio non spara mai per non infrangere la legge. Oppure spara in buona fede ma con una alta probabilità di infrangere le norme. O, ancora, senza preoccuparsi della legge, spara a tutto quello che passa. Ci sarebbe anche una quarta possibilità che è quella scelta dal sottoscritto e da altri cacciatori: starsene a casa per non correre il rischio di incorrere in violazioni. Nessuna di queste condizioni ha però senso e può cosiderarsi accettabile. Quindi aver aperto la caccia nelle Zps a una sola specie è sbagliato. Oltretutto perché si dà per valido il principio che all'interno del perimetro della Zps si possa sparare solo al germano ma a pochi metri di distanza dai suoi confini lo sparo sia libero su tutto? Sarebbe più sensato che si stabilisca una data compatibile per la caccia a tutte le specie consentite. Questa forma di apertura parziale è una istigazione a delinquere per gli onesti che, spinti dalla passione, non riescono a rinunciare alla caccia. Per i disonesti poi diventa perfino un'agevolzione visto che, noncuranti di leggi e regolamenti come sono, ne approfittano avendo modo di perpetrare i loro misfatti senza troppe remore». F. P. Animalieanimali 2 OTTOBRE 2009
SCATTA DIVIETO CACCIA VICINO AL MARE E IN 29 AREE NATURALI “ZPS” DELLA SICILIA
Il Presidente della I^ sezione del TAR di Palermo, con decreto urgente n. 922 del 30 settembre scorso, ha accolto la richiesta di sospensione sui ricorsi presentati dalle Associazioni ambientaliste ed animaliste ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), LAV (Lega Anti Vivisezione), LEGAMBIENTE, MAN (Associazione Mediterranea Natura) e WWF contro il decreto del 31 agosto 2009 dell’Assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, on. Michele Cimino, che disciplinava la caccia nelle aree interessate dalle rotte migratorie degli uccelli e nelle “Zone di Protezione Speciale” (ZPS) individuate dall’Unione Europea in Sicilia.Il decreto assessoriale era stato emanato - a pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria e avrebbe dovuto dare esecuzione alle precedenti decisioni dello stesso TAR che, con le ordinanze n. 730/09, 731/09, 732/09 relative ai ricorsi delle medesime Associazioni ambientaliste, aveva censurato il Calendario Venatorio regionale imponendo all’Assessore di proibire l’attività venatoria nelle “rotte migratorie”: aree dove si concentra il “passo” degli uccelli migratori. Questo avrebbe determinato il divieto di caccia, per esempio, in tutte le Isole minori siciliane, in parte delle zone umide ed in tutta la fascia costiera della regione per almeno mezzo chilometro dalla battigia.Al contrario il decreto dell’Assessore Cimino, invece di dare corretta esecuzione alla decisione della Magistratura amministrativa, la eludeva palesemente stabilendo che quelle rotte migratorie coincidono con aree già interdette alla caccia (riserve, demani forestali, fondi agricoli recintati, etc…). Insomma un decreto-truffa che di fatto non mutava nulla ed anzi continuava a consentire alle doppiette di sparare nelle aree attraversate dall’avifauna migratoria. Così adesso, a seguito di nuova impugnazione da parte di ENPA, LAV, LEGAMBIENTE, MAN e WWF, il TAR ha sospeso l’efficacia del decreto dell’Assessore all’Agricoltura in attesa dell’udienza del prossimo 13 ottobre. Le dirette conseguenze dello “stop” del TAR sono:
MESSAGGERO VENETO
2 OTTOBRE 2009
Volpe rabida, vietata la caccia con i cani
Maristella Cescutti
MERETO DI TOMBA (UD). Primo caso di rabbia silvestre accertato in una volpe abbattuta a Mereto di Tomba. In seguito a questo è stata emanata una ordinanza da parte dell’Ass4 “Medio Friuli” contenente divieti e prescrizioni. A fronte di questo provvedimento la giunta di Mereto, di concerto con il presidio veterinario, ha fatti propri i contenuti della prescrizione che renderà pubblici. «Stiamo calendarizzando la vaccinazione obbligatoria di tutti i cani - spiega il sindaco Andrea Cecchini - la cui programmazione verrà inviata ai rispettivi proprietari ed esposta nelle bacheche comunali. Non allarmismi ma senso di responsabilità da parte di ognuno» sottolinea Cecchini La vaccinazione antirabbica precontagio si estende ad altre specie di animali esposti alla trasmissione dell’infezione, gli interessati possono avere informazioni presso il servizio veterinario di Codroipo al numero 0432 909121. La disposizione ordinata proibisce la caccia con i cani, anche se vaccinati, in tutto il territorio del comune. A partire dal 20 settembre scorso e per i 60 giorni successivi tutti i cani, anche se muniti di museruola non possono circolare se non condotti al guinzaglio. Il ritrovamento della volpe a Plasencis risale al 20 settembre. In una corte privata il proprietario dell’abitazione ha segnalato la presenza dell’animale - spiega Oreste Battilana direttore Soc area Sanità Animale dell’Ass - è stato chiamato il Servizio veterinario. Dopo i rilievi si è ritenuto di procedere al suo abbattimento. La carcassa è stata inviata all’istituto di zooprofilassi di Padova. Positivo il risultato delle analisi. In Friuli è presente attualmente un numero elevato di volpi - sottolinea Battilana - questo è il momento rischioso per l’estendersi della malattia anche per ragioni di spostamento degli animali dovute alle conseguenze della patologia. «L’ordinanza interessa anche i comuni di Basiliano, Codroipo, Coseano, Fagagna, Flaibano, Sedegliano, e San Vito di Fagagna. Gli agenti adibiti alla cattura dei cani e gli agenti della Forza pubblica, sono autorizzati all’accalappiamento e al trasferimento al canile Sanitario Aziendale in via Lumignacco a Udine di tutti i cani incostuditi. È fatto obbligo di non toccare animali sospetti, vivi o morti e di segnalarne l’eventuale ritrovamento. «Un segnale di attenzione è necessario - Battilana – segnalando allo 800961967 o al veterinario di turno qualsiasi anomalia».
IL CENTRO
2 OTTOBRE 2009
Predatore pericoloso per la lontra
AVEZZANO (AQ). «Un disastro: altro che animalisti. Il visone americano è un predatore molto potente, che creerà gravi danni all’ecosistema, mettendo in difficoltà tutti i piccoli roditori autoctoni e gli insettivori che vivono nelle aree ripariali. Anche la lontra, recentemente tornata nel Sangro, ora è a rischio». Il professor Luigi Boitani (foto), docente di Biologia animale e dell’uomo all’Università La Sapienza di Roma e consulente del Parco nazionale d’Abruzzo, è su tutte le furie. «Molti di questi visoni moriranno liberi, invece che in gabbia. Gli altri cambieranno il volto agli ambienti ripariali. Quello che è accaduto a Castel di Sangro è l’effetto della totale ignoranza della gente. Liberare 130 visoni americani nel Parco è come tentare di immettere zebre in città. Una follia».
IL GAZZETTINO
2 OTTOBRE 2009
Gallina depone uovo gigante e muore due ore dopo
NEW YORK (1 ottobre) - Morta di "parto": una gallina, soprannominata Roberta, è morta per gli sforzi fatti per "espellere" un uovo gigante, due volte superiore alla media. È accaduto a Honeyoye Falls, nello stato di New York, dove il fattore ha scoperto l'uovo di 138 grammi (la media è tra i 35 e i 77 grammi) nel fieno. «Non riuscivo a crederci, c'erano cinque uova normali e il sesto uovo era enorme», ha detto Chris Schaeurman, l'allevatore. «Ero contentissimo, ma la gioia è passata quando ho visto che la gallina, poche ore dopo, era morta».
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