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Animalieanimali 3 LUGLIO 2009
CUCCIOLI SENZA ACQUA, DENUNCIATO COMMERCIANTE Intervento in Sicilia dei Carabinieri,
I
carabinieri di Ficarazzi, piccolo comune alle porte di
Palermo, hanno segnalato ieri all`autorità giudiziaria un
commerciante di 37 anni con l'accusa di "maltrattamento e
abbandono di animali".
LA SICILIA
3 LUGLIO 2009
Animali maltrattati a
ficarazzi
Ficarazzi (PA). Aveva sistemato in appositi contenitori
alcuni cuccioli di cane sotto il sole cocente e senza acqua.
Due cagnolini facevano fatica a respirare. La scena non è
stata persa di vista da un passante che ha avvertito i
carabinieri. IL GIORNO Un giudice: <<Se è senza padroni quel gatto lo adotto io>> Paola Zerboni Pochi animali riescono a manifestare il loro umore attraverso le espressioni in modo tanto distinto quanto i gatti>>, diceva Konrad Lorenz, il fondatore dell'etologia. E anche gli occhi spaventati di un gatto, le sue pupille dilatate di paura, possono diventare l'immagine simbolo di una strage. Le foto di quel micio raccolto da una volontaria della Protezione civile fra le macerie della Viareggio distrutta dall'esplosione, parla da sola. E racconta, a chi sa guardare oltre i pixel di un immagine digitale, la storia di una casa, di una famiglia, di una vita. Non è un paradosso se anche per quel anonimo gatto, scampato all'inferno, ma bruciato dal fuoco, si è già scatenata la gara di solidarietà fra gli amanti degli animali. Il primo a farsi avanti,
offrendo di pagare le spese veterinarie, è un magistrato
della Corte dei Conti, ex volontario della Croce Rossa. Si
chiama Andrea Russo, abita a Massa, ha 71 anni, ed è il
presidente della Sezione giurisdizione e controllo della
Magistratura contabile a Genova. FOTO SIMBOLO DELLA STRAGE DI VIAREGGIO
TISCALI ANIMALI
3 LUGLIO 2009
Inghilterra: cani poliziotto lasciati in auto muoiono per il caldo
Sanno essere fedeli alla causa fino al sacrificio di sé
proprio come i poliziotti a due zampe ma a volte non basta e
capita che proprio i loro colleghi umani si scordino di
loro. È andata così a due cani poliziotto inglesi che sono
stati dimenticati in auto e sono morti a causa del gran
caldo.
IL PICCOLO
3 LUGLIO 2009
Husky trovato
morto avvelenato, si teme un sadico
Luigi Murciano
GRADISCA (GO) Un husky morto avvelenato.
E un pitbull che ha rischiato di fare la stessa fine ma
poi se l’è cavata. Entrambi gli episodi si sono
verificati nello stesso complesso abitativo, il
residence ex Spes alla periferia sud di Gradisca in
borgo Basiol. E adesso nella zona i proprietari di cani
sono in piena psicosi: chi è il “serial killer” che ha
preso di mira i loro animali? Il primo caso di
avvelenamento alcuni mesi or sono, sfortunato
protagonista un pitbull che al mattino ha accusato forti
dolori ed è stato curato con sintomi da intossicamento.
Da allora per il timore che il vile gesto possa essere
ripetuto i padroni lo tengono segregato in casa,
limitandosi a qualche passeggiata per i bisogni o una
boccata d’aria. Il secondo episodio, quello più grave,
nei giorni scorsi: è costato la vita a un cucciolo di
husky di non più di cinque mesi, trovato morto nel
giardino di casa. Con sommo sconforto dei proprietari.
Anche in questo caso, inequivocabile il responso del
veterinario: avvelenamento. Difficile stabilire chi
possa essersi macchiato di un simile comportamento.
Inevitabile pensare ai rapporti di vicinato, anche se a
dirla tutta nel complesso dell’ex Spes sono in molti a
possedere dei cani. Sempre un residente della zona,
proprietario di un labrador, nei giorni scorsi ha
confidato di avere ricevuto una lettera anonima nella
quale veniva accusato di non pulire i bisogni del
proprio animale. Ma a fare capolino è anche un’altra
soluzione, quella di un vero e proprio sadico seriale
che nei mesi scorsi già aveva colpito con frequenza fra
Monfalcone, Sagrado e un po’ in tutta la Sinistra
Isonzo.
LEGGO
3 LUGLIO 2009
UOMO MORTO DA 4 GIORNI CANI VEGLIAVANO IL CORPO
Licata (AG) - I carabinieri di Licata (Agrigento) indagano sul decesso di un uomo di 44 anni, Filippo Volpe, trovato morto nella sua villetta, in contrada Pisciotto. Secondo il medico legale, la morte risalirebbe a domenica scorsa. A trovare il cadavere sono stati i militari dell'Arma andati a casa di Pisciotto in seguito alla segnalazione di un familiare, che non aveva sue notizie da giorni. Accanto all'uomo c'erano i suoi 5 cani che l'hanno vegliato per giorni.
BRESCIA OGGI
3 LUGLIO 2009
È un giallo la morte dei rottweiler
IL DRAMMA DI
GAVARDO. Ieri mattina le analisi all'istituto
Zooprofilattico sui due cani che hanno azzannato i quattro
bambini di Nuvolento. Non avevano la rabbia
Franco Mondini
Provincia di Brescia - Un giallo e un mistero forse
riconducibili ad un'unica mano. Da una parte l'improvvisa
morte, nella serata di mercoledì, dei due rottweiler che a
Gavardo in mattinata avevano azzannato quattro ragazzini che
partecipavano al Grest, in località San Carlo. Dall'altra il
perché della fuga dal recinto che li ospitava col rischio
che potessero uccidere dei bambini.
IL GIORNALE
3 LUGLIO 2009
VIA VIGLIANI, RAPINATORE AZZANNATO DA CANE DURANTE FUGA
Milano - Due rapinatori di alcolici sono stati arrestati dalla polizia all'uscita dell'Esselunga di via Vigliani. Durante il tentativo di fuga uno dei due e' stato morsicato da un cane randagio che si trovava nei paraggi. E' successo ieri alle 20 circa. I due marocchini di 34 e 35 anni sono usciti dal supermercato senza pagare una bottiglia di vino Sangiovese e una di Gin. Dopo aver aggredito l'addetto alla sorveglianza sono stati bloccati e arrestati dagli agenti. L'arresto del 34enne e' stato facilitato dall'intervento di un cane, che improvvisatosi cane poliziotto ha azzannato il marocchino all'avambraccio mentre provava a scappare. L'uomo e' stato trasportato all'ospedale Fatebenefratelli per essere medicato. MESSAGGERO VENETO
3 LUGLIO 2009
Allarme cani abbandonati oltre 800 casi in un anno
Elisa Michellut
Una vera e propria emergenza, un fenomeno che tutti gli
anni, con l'arrivo delle vacanze estive, si ripresenta in
tutta la sua gravità. Ogni anno, in Italia, vengono
abbandonati circa 135 mila animali, dei quali l'80%, muore
in incidenti stradali, per malattia o di stenti. In Friuli
Venezia Giulia, secondo i dati forniti dal Ministero della
salute, sono circa 1650 i cani ospitati all'interno dei
canili. L'Azienda sanitaria numero 4 Medio Friuli, che
gestisce il canile comunale di Udine e che fa capo a
sessantadue comuni della provincia, rende noto che, nel
2008, sono entrati nella struttura 801 cani trovati vaganti
sul territorio, dei quali 419, tutti dotati di microchip,
sono stati restituiti al legittimo proprietario. Per quanto
riguarda, invece, i 362 animali, cui non era stato applicato
il dispositivo, soltanto il 22% ha fatto rientro a casa
mentre 292 cani sono stati assegnati ad alcune strutture
convenzionate. «Tutti gli anni, in provincia di Udine -
spiega Stefano Brisinello, medico veterinario e responsabile
del canile dell'Ass 4 Medio Friuli - i picchi si registrano
nel mese di gennaio, quando molti cani scappano di casa
impauriti dai botti di fine anno, e in agosto, quando molta
gente, purtroppo, decide di sbarazzarsi del proprio animale
prima di partire per le ferie». Secondo il veterinario,
negli ultimi anni, la media dei quattro zampe, che sono
stati accolti nel canile municipale udinese, è stata di
circa 800 esemplari all'anno. Intanto, proprio per
contrastare il fenomeno dell'abbandono di animali, le Forze
dell'Ordine, rendono noto che anche quest'estate opereranno
costantemente sul territorio. «Chiunque trovi un animale
abbandonato - spiega il tenente Fabio Pasquariello,
Comandante del Nucleo Investigativo provinciale dell'Arma
dei Carabinieri - può contattare qualsiasi numero di pronto
intervento, che a sua volta contatterà il cinovigile di
turno, una figura che dipende dall'Azienda Sanitaria e che
ha il compito di portare l'animale in una struttura idonea
ad accoglierlo. L'abbandono di animali è un reato a tutti
gli effetti - ricorda il comandante - e dunque, qualora un
cittadino sia testimone di un episodio di abbandono, ha il
dovere di denunciarlo alle Forze dell'Ordine, fornendo, ove
possibile, il numero di targa dell'automobile». Non va
dimenticato, che abbandonare un animale è considerato un
reato punito dalla legge 189 del 2004 con l'arresto fino ad
un anno o ammenda da 1000 a 10.000 euro. «Un animale
abbandonato può creare incidenti e rappresentare un pericolo
anche per gli automobilisti - riferisce la Polstrada di
Udine -. Presteremo la massima attenzione alle segnalazioni
e, a tale proposito, invitiamo i cittadini a collaborare e a
fornirci il maggior numero di informazioni a riguardo».
LA NUOVA VENEZIA
3 LUGLIO 2009
Cieca umiliata: scuse del Comune
Giacomo Piran
MIRA (VE). «Credo che non farò denuncia per
l’umiliazione di cui sono stata vittima. Però voglio che
questa cosa resti di esempio per tutte le persone in
tutta Italia». Queste sono le parole di Graziella
Zuccarato, professoressa in pensione e presidente
provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti,
che martedì è stata respinta dalla gelateria «Il
Girasole» di Mira perché era entrata con il suo cane
guida «Giove», un bel labrador senza cui non può
muoversi. «Grazie al vostro giornale - spiega Graziella
- il mio caso ha avuto rilevanza nazionale. Vorrei che
queste vicende non dovessero accadere più. La legge che
consente ai cani guida di entrare nei locali pubblici è
del 1974 e dal 2006 prevede una sanzione pecuniaria.
Invece di denunciare la titolare della gelateria sarebbe
bello se lei facesse una donazione al centro per cani
guida del Trineveneto». La donna ha ricevuto le scuse
della titolare e una lettera aperta del sindaco di Mira,
Michele Carpinetti, con le scuse a nome del comune di
Mira e con l’invito durante il prossimo Consiglio
comunale. «E’ un fatto di grave insensibilità - spiega
il sindaco - ma voglio pensare, anzi sono certo, che non
rappresenti Mira, i suoi cittadini e i suoi
commercianti. Conosco bene la signora Graziella per la
sua lunga attività di insegnante nella scuola media di
Mira. L’ho invitata a partecipare al Consiglio comunale
del 9 luglio. Mi piacerebbe che in quella occasione
trovasse modo di scusarsi anche chi è stata la causa di
questo grave gesto».
IL GAZZETTINO 3 LUGLIO 2009
La rivincita della non vedente respinta in gelateria
Luisa Giantin
Mira (VE) - Non penso si tratti di intolleranza ma di ignoranza, che in certe occasioni è anche peggio». Graziella Zuccarato parla con voce calma e sicura di chi, purtroppo, a certi episodi c’è quasi abituato. L’altro ieri la donna, non vedente, che ha insegnato nelle scuole medie di Mira per 28 anni, si è sentita intimare di uscire dalla gelateria, Il Girasole di Mira, perché era accompagnata dal suo cane guida nonostante l’animale avesse tutte le carte in regola, dai simboli previsti dalla legge ai finimenti speciali, per entrare. La giovane cameriera non ha voluto sentire ragioni, neppure dopo che gli stessi clienti, presenti nella gelateria, avevano cercato di convincerla a far entrare il cane. Ieri dopo le scuse formali non solo della titolare della gelateria ma anche dalle due commesse presenti all’increscioso episodio, la signora Zuccarato ha chiesto e ottenuto che nella gelateria in questione venisse affisso il contrassegno che autorizza l’ingresso ai cani e che la titolare, oltre alle scuse inviasse una donazione alla scuola per cani guida di Padova dove Giove, lo spendido labrador messo alla porta, è stato addestrato. Giove, infatti presta la "vista" e tutti i suoi arguti sensi all’ex insegnante di Mira e può entrare a pieno titolo in tutti gli esercizi pubblici, come previsto dalla lege. Tant’è che Graziella che è anche presidente provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti non si è fatta intimorire dai modi spicci della gelataia e ha preteso di essere servita lo stesso. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Michele Carpinetti e l’assessore alle Politiche sociali Margherita Gasparini e nel prossimo consiglio comunale del 9 luglio Gabrielle Zuccarato è stata ufficialmente invitata per le scuse formali da parte del primo cittadino e dall’amministrazione a nome della comunità mirese. «Si è trattato di un fatto di grave insensibilità, ma voglio pensare, anzi sono certo, che non rappresenti assolutamente Mira, i suoi cittadini e i suoi commercianti – ha commentato il sindaco Carpinetti - Conosco bene la signora Graziella per la sua lunga attività di insegnante nella scuola media di Mira, essendone stato anche allievo. Anche per questo, per riconoscere il suo prezioso lavoro di educatrice, oltre che per presentarle le scuse formali, l’ho invitata a partecipare al prossimo Consiglio comunale. Non voglio fare un processo alla giovane - ha spiegato il sindaco - che penso si sia resa conto con sofferenza della sua grave mancanza, ma mi piacerebbe che in quella occasione trovasse modo di scusarsi» 3 LUGLIO 2009
Pecore ristrette Per colpa del caldo le pecore selvatiche di Soay, che vivono a Hirta, isola dell'arcipelago scozzese di St Kilda, si sono ridotte di taglia: -5% in 24 anni. Lo studio pubblicato sulla rivista Science
Non bastava il rischio climatico, a colpi di uragani e alluvioni, né il fatto che le temperature in ascesa mettono in grave pericolo estinzione numerose specie animali; il riscaldamento globale, sempre più avvertito anche nei paesi del Nord prima caratterizzati da inverni rigidissimi, ha i suoi effetti diretti sugli animali, infatti modifica le loro dimensioni corporee. È quanto emerso in uno studio pubblicato sulla rivista Science sulle pecore selvatiche di Soay vivono a Hirta, isola dell'arcipelago Scozzese di St Kilda. Per colpa del caldo le pecore scozzesi di Soay si sono ridotte di taglia negli ultimi anni, spiega Tim Coulson del Imperial College di Londra: precisamente le dimensioni medie del loro corpo sono diminuite del 5% negli ultimi 24 anni.Si tratta di un'evidenza scientifica importante perché per la prima volta si vede come il riscaldamento globale sia così pervasivo addirittura da sovvertire le regole dell'evoluzione biologica, in base alle quali a questi animali è sempre convenuto essere di taglia grossa. In inverno in regioni dal clima proibitivo gli animali tendono ad aumentare di taglia perché questo gli dà un vantaggio evolutivo aiutandoli a superare la rigidità climatica. Eppure le pecore scozzesi, in barba alle regiole dell'evoluzione, hanno cominciato a diminuire di dimensioni. Adesso gli studiosi inglesi hanno sciolto il paradosso delle 'pecore ristrette'. Gli esperti hanno confrontato le dimensioni delle pecre negli ultimi 24 anni e, per alcuni esemplari anche il peso dell'agnellino dalla nascita al primo anno di vita, con i cambiamenti climatici e le temperature stagionali della loro isola.È emerso che quando le temperature invernali decrescono, in risposta ai cambiamenti climatici, il corpo delle pecore si riduce. Inoltre gli agnellini alla nascita hanno peso inferiore della media e non mettono su peso molto rapidamente nel primo anno di vita. "In passato solo le pecore grandi e sane e gli agnellini sani venivano portati al macello - spiega Coulson - ma adesso al seguito del cambiamento climatico globale erba e cibo sono disponibili per le pecore per quasi tutti i mesi dell'anno, le condizioni di sopravvivenza non sono più così impegnative e anche gli agnellini più deboli possono restare al sicuro, anche se il loro peso non è aumentato molto nei primi mesi di vita; anche gli agnelli più gracili e che crescono meno e meno in fretta possono farcela e questo significa che gli animali di dimensioni più piccole stanno diventando via via più prevalenti nella popolazione".Il cambiamento climatico contrasta quindi con forze evolutive importanti quali la selezione naturale.(Ansa)
ASCA 3 LUGLIO 2009
CACCIA: LEGAMBIENTE, DDL ORSI DANNO GRAVISSIMO PER
Roma - ''Sostenere la validita' del ddl Orsi, contro cui si e' ampiamente scagliata tutta l'opinione pubblica, vuol dire consentire una lunga lista di orrori. Il governo dica subito agli italiani se dovranno ricordare l'estate 2009 per la legalizzazione della peggior strage di animali selvatici che si ricordi''. Antonino Morabito, responsabile nazionale fauna di Legambiente, commenta cosi' le dichiarazioni del ministro Zaia che, ieri, nel corso dell'audizione in XIII Commissione Ambiente del Senato ha auspicato un rapido iter per l'approvazione del disegno di legge Orsi, quale base di partenza per la revisione della legge sulla caccia.''Il ministro ha per altro definito la 157/92 'una buona legge' - aggiunge Morabito -. Perche' scadere allora nella caccia selvaggia? Autorizzare la caccia nel mese di agosto tra ignari turisti o armare ragazzi di sedici anni? O ancora autorizzare i cacciatori a legare le civette vive per attrarre altri piccoli uccelli a cui sparare? Sarebbe un danno gravissimo per la natura, la sicurezza dei cittadini e il settore del turismo''.
IL
GAZZETTINO 3 LUGLIO 2009
Cinghiale amico per risparmiare sulla raccolta differenziata
Gabriele
Zanchin
Provincia di
Treviso - Cinghiali per amici. Succede anche questo nella
Pedemontana dove da qualche anno è scoppiata l’emergenza per
questo tipo di animali. Una famiglia di Asolo ha “adottato”
alcuni esemplari, tanto da farseli quasi amici e di...
risparmiare anche sui rifiuti. Una storia fuori dal comune
quella che propone la famiglia di Franco Forner che abita in
mezzo ad un bosco dalle parti della Rocca. Da qualche mese i
Forner hanno avuto incontri ravvicinati con due cinghiali:” Non
abbiamo recinzioni, e si sono avvicinati-spiega Franco Forner-l’unica
arma che abbiamo in casa io e mio figlio sono due fionde,
sicuramente non adatte per la caccia. Allora abbiamo deciso di
farceli amici. Come? Dando loro da mangiare, pezzi di pane e
altro”. E così, con il passare del tempo è diventata quasi
un’abitudine per gli animali selvatici soprattutto al calar del
sole andare a cercare cibo a colpo sicuro. “Abbiamo visto che
sono anche convenienti -spiega Franco- perché a volto porto
anche rifiuti umidi e li mangiano, così risparmio sulla raccolta
differenziata”. Fino a qualche tempo fa c’era un solo cinghiale
che andava a trovare la famiglia, ora le cose sono cambiate. "In
effetti prima veniva un esemplare adulto, ma da qualche tempo
non lo vedo più. In compenso ne sono arrvati altri due piccoli
ed abbiamo instaurato un rapporto amichevole con loro”. ”Io
-conclude Forner- ho un piccolo orto e l’ho recintato. Per il
resto non mi sembra che danneggino. Noi diamo da mangiare e loro
lasciano stare tutto il resto; certo, magari fanno qualche buco
sul terreno ma non è un gran problema”.
MARKET PRESS 3 LUGLIO 2009
FVG: RACCOMANDAZIONI FORESTALE PER INCONTRI CON CUCCIOLI
In queste
ultime settimane diversi cittadini si sono presentati agli
uffici del Corpo forestale regionale portando con sé, in
contenitori di varie misure o peggio ancora in braccio,
esemplari di cuccioli di capriolo o di altri animali selvatici,
raccolti passeggiando nelle zone boschive o nei parchi naturali.
Poiché questi piccoli appaiono non ancora svezzati,
apparentemente abbandonati e in difficoltà, molte persone,
animate da buone intenzioni, si sono avvicinate agli animali, li
hanno raccolti e nutriti. Tale comportamento però, seppur in
perfetta buona fede, è del tutto scorretto e nocivo: è abitudine
della madre infatti, per provvedere al proprio sostentamento,
lasciare momentaneamente il cucciolo in luogo appartato in
quanto non è in grado di seguirla ed eventualmente sfuggire
eventuali aggressori. Il personale del Corpo forestale
regionale, in caso di fortuiti incontri con piccoli esemplari di
fauna selvatica, raccomanda innanzitutto di non avvicinarsi al
cucciolo, anzi di allontanarsi lentamente, assolutamente senza
toccarlo, anche se rimane a terra e sembra privo di sensi: la
madre infatti non riconosce il proprio figlio qualora porti
traccia di odore umano e lo lascia morire di fame. Solamente in
caso di evidente ferita, l´animale va sorvegliato a debita
distanza e va chiesto l´intervento della Forestale o della
Vigilanza Ittico-venatoria provinciale; se poi è necessario
intervenire per motivi di emergenza, è il caso di limitarsi alle
manovre strettamente necessarie e, possibilmente, coprire il
muso dell´animale con un panno scuro affinché resti più calmo.
In ogni caso
3 LUGLIO 2009
Giappone: Tashiro Island, è l'isola gatti
Tashiro
Island è un'isola giapponese soprannominata «l'isola dei gatti».
Qui i gatti sono dappertutto e per le strade non si vede nemmeno
l'ombra di un cane. I gatti di tutti i colori e dimensioni
vivono pacificamente al fianco dei pescatori e quest'isola - si
dice - è stata anche una delle mete preferite di Ishinomori
Shotarou, un famoso illustratore manga.
VIDEO
http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=59&IDalbum=18908&tipo=VIDEO IL SECOLO XIX 3 LUGLIO 2009
Ladri di polli e non solo: dagli orti sparisce anche la verdura Insolite ruberie in val di vara
MATTEO MARCELLO
Provincia di La Spezia - Ladri di galline,
conigli e verdura in azione nella bassa Val di Vara, dove da
diversi giorni si segnalano alcuni furti di animali, ma non
solo. NAPOLI.COM 3 LUGLIO 2009
Anche fido diventa velista Charter e lezioni di vela con il migliore amico dell'uomo
E’ Iniziata
una nuova stagione per i migliori amici dell’uomo, i cuccioli a
quattro zampe potranno salire nuovamente a bordo delle barche a
vela. ANMVI OGGI 3 LUGLIO 2009
TERAPIA DEL DOLORE, LINEE GUIDA PER I VETERINARI
Il Sottosegretario Francesca Martini ha chiarito oggi dalle colonne di Libero che l'Ordinanza sulla prescrizione semplificata dei farmaci contro il dolore severo si applica anche al campo veterinario. "Il Ministero del Welfare - scrive il Sottosegretario- ha di recente provveduto on una apposita ordinanza a rendere meno burocratica la prescrizione dei farmaci necessari contro il dolore severo e ha previsto, con ulteriori provvedimenti, finanziamenti per l'organizzazione territoriale". "Tali nuove regole- aggiunge- adottate in campo umano, si possono parimenti applicare al contesto animale per quanto riguarda il trattamento del dolore severo".Il chiarimento era stato sollecitato dall'Anmvi al Ministero della Salute, con la raccomandazione di tenere in considerazione i medici veterinari che non usano la ricetta Ssn, specie dopo alcune dichiarazioni di stampa sull'ipotesi di far utilizzare la ricetta Ssn per la prescrizione di questi medicinali "agevolati".Il Sottosegretario Martini aggiunge: "Reputo indispensabile intervenire sull'educazione continua e sulla formazione dei medici veterinari al fine di diffondere la cultura della terapia del dolore e acquisire conoscenze specifiche che permettano di applicare i protocolli adeguati e di comunicare ai proprietari la eventuale necessità di tali terapie. Ritengo poi fondamentale emanare urgentemente linee guida nazionali che divengano punto di riferimento per tutta la professione medico veterinaria". "Nei piccoli animali ad esempio- prosegue Francesca Martini- nel caso di dover porre fine alla sofferenza dell'animale mediante l'eutanasia, è corretta prassi far precedere la somministrazione del farmaco eutanasico da una anestesia profonda. Secondo diverse segnalazioni ricevute sembra invece che nel campo degli equidi tale protocollo non venga sempre applicato. E' indispensabile- conclude- intervenire affinchè si adottino protocolli operativi che garantiscano la tutela del benessere animale e rispettino la dignità dei cavalli ed evitino loro inutili sofferenze".
LIBERO
3 LUGLIO 2009
Italia fanalino di coda nella lotta al dolore
OSCAR GRAZIOLI
Cari lettori, ve lo avevamo promesso e puntualmente iniziamo il nostro viaggio per riuscire (badate bene, non per tentare) a cambiare le cose stando dalla parte del benessere dei cavalli. In tanti, a parole, cavalcano questa parte ma nella pratica la calpestano. Noi vogliamo combattere l'ignoranza e la malafede che circonda questo mondo. Partendo dalla cura e dalla terapia del dolore, di cui solo qualche ipocrita moralista può contestare la validità, approfondiremo aspetti come quello lo sport senza doping. Compagni di battaglia saranno: la "guerriera" Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute, il Direttore Vittorio Feltri, Oscar Grazioli, maestro della penna dedicata agli animali, Vittorio Garrone ed Andrea Paul Gross della Fise, Stefano Variasi di Unirelab, Maurizio Rosellini di Fieracavalli, esponenti del mondo dei veterinarie dell'industria farmaceutica. Obiettivo: creare una task force per cambiare la decadente attuale realtà. (Antonio Terraneo).Il dolore fisico è sempre stato un terribile compagno della vita umana. Per questo l'uomo, nei secoli, ha tentato di trovare un rimedio. Da Galeno a Paracelso l'oppio veniva consigliato come una panacea, creando peraltro numerosi tossicodipendenti celebri. D'altronde, calcolando che lavica media allora viaggiava attorno ai 25, il problema era irrilevante.Nel 1806, il chimico tedesco Serturner scopre quella che GayLussac chiamerà morfina e questo derivato dell'oppio, associato alla scoperta dell'ago ipodermico, cambierà la storia anche se, come tutte le eccellenti scoperte scientifiche, fiche, avrà come rovescio della medaglia l'uso improprio che porterà al problema della droga. Colpa dell'uomo, non certo della morfina.A noi però interessa l'utilizzo degli oppioidi e degli altri farmaci contro il dolore nei nostri animali che, non solo soffrono quanto e spesso più di noi, ma sono incapaci di avere coscienza del dolore e della sua possibile transitorietà. Perché se l'uomo si rende conto che il tal dolore è finalizzato alla guarigione, è momentaneo o comunque attenuabile, l'animale non può razionalizzare. Il dolore invade il loro organismo, incapace di capirne la causa, tanto che può essere interpretato come una punizione del proprietario; questo induce stress e depressione che ostacolano la guarigione.Vi sono poi specie animali o addirittura razze con soglie dolorifiche completamente diverse. Il cavallo è una delle specie domestiche tollera peggio il dolore. Ho avuto la fortuna, durante gli studi universitaria Parma, di avere come docente il Prof. Pezzoli e, considerato che era un valente chirurgo, di vedere numerosi cavalli di varie attitudini. I nevrili soggetti da corsa, rispetto a un pacifico cavallo da passeggio, hanno una soglia dolorifica molto più bassa, esattamente come accade che un cane Yorkshire guaisca come un disperato per una ferita da nulla, mentre un Pointer non "dice" nulla pur con un osso fratturato. Il dolore dunque va combattuto non solo per motivi etici, ma perché uomini e animali malati guariscono prima e meglio. Purtroppo l'uso dei farmaci antidolorifici, specie della morfina e suoi derivati, è tenuto in scarsa considerazione in campo umano. Siamo i penultimi utilizzatori di oppioidi a scopo terapeutico in Europa. Non abbiamo dati in campo veterinario, dove forse la situazione è paradossalmente migliore, perché gli stessi proprietari esigono che l'animale non soffra (talvolta preferiscono la morte) e perché il veterinario è forse più sensibile a questo aspetto di fronte a chi non può parlare. Nonostante questo c'è ancora molto da fare, soprattutto per quel che riguarda le troppo rigorose normative che riguardano l'uso degli antidolorifici in specie come il cavallo, dove ancora non v'è distinzione tra animale da compagnia o sportivo e animale da consumo alimentare. Sappiamo che il vice ministro Fazio e il sottosegretario Martini sono molto sensibili a queste problematiche e in loro confidiamo perché una legislazione meno burocratizzata e opprimente renda più agevole l'ottemperanza al dogma che lenire il dolore è un dovere imprescindibile del medico. LA ZAMPA.IT 3 LUGLIO 2009
Ecco Cristiano Ronaldo, coccodrillo albino
E' nato da poco ma è già la celebrità del Sioux City Park nell'isola di Gran Canaria (Spagna). I bambini che visitano il parco naturale lo hanno soprannominato «Cristiano Ronaldo» come il famoso giocatore portoghese appena ingaggiato dal Real Madrid. Perché? Entrambi sono «bianchi» e rappresentano «la novità della stagione».
FOTO http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=59&IDalbum=18928&tipo=FOTOGALLERY
IL GAZZETTINO
3 LUGLIO 2009
Cavallo morì
senza cure, padre e figlio dal giudice
A portare in
Tribunale i vittoriesi Nicolò e Sandro Varaschin è stato l’Enpa:
avrebbero causato il decesso di un "arabo"
Tarzo (TV) - L’ente nazionale
protezione animali chiede i danni a padre e figlio accusati di
avere procurato la morte di un cavallo arabo. Si è aperto ieri
in Tribunale a Conegliano, con l’udienza filtro davanti al
giudice Angelo Mascolo, il procedimento a carico dei vittoriesi
Nicolò e Sandro Varaschin, rispettivamente di 57 e 31 anni. I
due sono accusati di avere portato alla morte, in concorso tra
loro, un cavallo arabo di loro proprietà e del quale avevano il
possesso in una località di Tarzo. A portare al decesso
l’animale, che morì il 6 agosto 2007, sarebbero state secondo
l’accusa formulata dalla Procura alcune omissioni da parte dei
due Varaschin, che non avrebbero curato a dovere il cavallo, che
presentava un taglio allo stinco e presentava, secondo gli
accertamenti eseguiti, un’artrosi avanzata che gli avrebbe
impedito non solo di muoversi sulle quattro zampe ma anche di
alimentarsi e abbeverarsi. La salute dell’animale si sarebbe in
pratica fatta via via più precaria fino al decesso.Il giorno
dopo la scomparsa dell’animale il sindaco del paese firmò
un’ordinanza che prescriveva a Sandro Varaschin di mettere in
atto una serie di misure a tutela della salute degli altri
equini che deteneva. Per il solo 31enne si è così giunti al
rinvio a giudizio per non osservanza di provvedimento della
pubblica autorità. Ieri, nel corso dell’udienza filtro, udito il
pubblico ministero Giovanni Valmassoi il giudice ha rinviato il
procedimento all’udienza del 12 ottobre, quando sarà con ogni
probabilità celebrato il dibattimento, nel quale entrerà anche
l’Enpa, l’ente per la protezione degli animali, che ieri si è
costituita parte civile e perciò sarà rappresentata in aula da
un suo legale durante la sfilata dei testimoni.
EMILIA NET
3 LUGLIO 2009
Mini rodeo
in discarica
Rodeo in
discarica, questa mattina, per catturare alcune pecore lasciate
in zona a pascolare.
MODENA - Mini rodeo, durato quattro
ore, questa mattina, quando la polizia municipale, assieme ai
veterinari dell’Asl, gli operatori dell’Ufficio animali del
Comune, e alcuni paratori, hanno cercato di catturare una
sessantina tra pecore e agnelli che pascolavano nella discarica
di via Caruso, a Modena. Alle fine 20 sono state prese e
affidate ai servizi competenti. Il pastore, un 50enne di
Pavullo, era già stato diffidato dal far pascolare gli animali
in una zona decisamente poco adatta e persino privata. Ma l’uomo
ha continuato lo stesso. Ora tutte le pecore dovranno essere
sequestrate.
IL GAZZETTINO 3 LUGLIO 2009
Maltratta il proprio cane, clochard del posto finisce nei guai
Chioggia (VE) - Un cinquantenne chioggiotto senza fissa dimora e nullafacente è stato denunciato ieri sera dalla polizia di Chioggia per maltrattamento di animali. L’uomo infatti si trovava all’interno di un peschereccio ormeggiato in riva canal Lombardo, in compagnia del suo cane di razza cocker. Non avendo un posto dove dormire all’uomo e al suo quattro zampe era permesso dormire di tanto in tanto nell’imbarcazione di un amico. Forse in preda ai fumi dell’alcol, il cinquantenne ha improvvisamente cominciato a prendere a calci e pugni il proprio cocker, colpevole di chissà cosa. La scena è stata fortunatamente vista da una pattuglia della polizia di Chioggia che è subito intervenuta per separare l’uomo dall’animale. Portato in commissariato è stato nutrito dagli agenti che hanno poi provveduto a chiamare un veterinario. Dopo essere stato visitato l’animale è stato affidato alle cure e all’affetto dei volontari dell’associazione protezione animali di Chioggia. L’uomo invece è stato denunciato. Il cocker ora sta bene e, per dimenticare questa brutta esperienza, cerca una famiglia da cui essere adottato. TARGATO CN 3 LUGLIO 2009
Fossano: si ribalta camion con vitelli, recuperati gli animali
Richy Garino
Provincia di Cuneo - Nella notte un camion adibito al trasporto di vitelli si è ribaltato sulla strada che da Fossano conduce a Levaldigi. Il conducente del mezzo è rimasto illeso. Alcuni animali sono morti, altri invece dalla paura sono scappati nei campi. I Vigili del Fuoco sono intervenuti per il recupero delle bestie che hanno vagato, pur senza generare pericoli, nei prati vicini al luogo dell'incidente.
TUSCIA WEB
3 LUGLIO 2009
Strage
di pecore sull'aurelia
Strage di pecore sull'Aurelia nelle vicinanze del bivio per
Pescia Romana. Ieri sera, mentre il gregge stava camminando
lungo la strada è stato centrato in pieno da una station
wagon che viaggiava in direzione Grosseto. Gli animali
investiti sono finiti sotto l'auto, rimanendo incastrati.
Una carneficina. Sarebbero una cinquantina le pecore morte.
Sul posto, polizia stradale e carabinieri di Montalto di
Castro. L'arteria è stata bloccata a più riprese per
consentire i rilievi. Si cerca di capire, infatti, come mai
il gregge si trovasse li in piena notte.
CORRIERE DELLE ALPI
3 LUGLIO 2009
Più soldi dal Comune per il Palio
FELTRE (BL). Un aumento sostanzioso del contributo che
il Comune versa all’ente Palio. Le difficoltà a fare
quadrare il bilancio della manifestazione, costretto a
fare i conti con gli sponsor (soprattutto i piccoli) che
hanno ridotto i loro contributi ha spinto i vertici
della manifestazione ad appellarsi all’amministrazione
comunale e il sindaco Gianvittore Vaccari ha raccolto la
richiesta. Il primo cittadino ha assicurato «il massimo
sostegno possibile al Palio che rappresenta un’occasione
importante per comunicare a livello nazionale gli
elementi fondanti di un’identità che appartiene a tutti
i feltrini». L’attuale contributo è fermo ai diecimila
euro stabiliti anni fa. Questa sembrerebbe proprio la
volta buona per ottenere un ritocco all’insù, anche se
ancora il Comune non ha ufficializzato la cifra. Nel
frattempo prosegue l’attività promozionale. E’ stata
infatti la delegazione del Palio di Feltre ad aprire la
scorsa settimana il corteo delle Feste Vigiliane di
Trento. Una presenza che ha dato lustro alla
manifestazione e reso un servizio d’immagine importante
al Palio in programma quest’anno dal 31 luglio al 2
agosto. I figuranti feltrini hanno preceduto infatti la
sfilata degli armigeri e dei trentini, accompagnati
dalla banda musicale. Alla sfilata hanno preso parte
figuranti, sbandieratori e tamburini dei quattro
quartieri. Domenica scorsa, invece il Palio di Feltre ha
compiuto un’altra uscita promozionale a Castelfranco con
uno spettacolo di sbandieratori e tamburini. Dopo avere
ufficializzato la terna di veterinari che compone la
commissione (oltre al dottor Sponga ci saranno Mellini e
Tulini) l’ente Palio ha fissato dei paletti più severi
sulla gestione dei cavalli nei giorni pre gara. Gli
animali arriveranno a Feltre con qualche giorno di
anticipo e da quel momento verranno ospitati nella zona
box nei pressi dell’anello di gara. Per assicurare la
tranquillità dei cavalli, gli accessi all’area dei box
sarà drasticamente limitata e tutte le persone
autorizzate dovranno essere munite di un pass. Inoltre,
dalle 20 alle 8 l’accesso non sarà comunque consentito.
Nuove disposizioni anche per la gara: entro quindici
minuti dalla chiamata tutti i cavalli dovranno essere
all’interno del percorso, pena la squalifica. er una
maggiore sicurezza, inoltre, dovranno essere segnalati,
tramite fiocco rosso, i cavalli particolarmente focosi
prima dell’entrata nell’anello di gara. Chi non
rispetterà le norme incapperà in sanzioni. La firma è
avvenuto mercoledì sera. Da una parte il presidente del
Palio, Sergio Maccagnan e dall’altra il dottor
Pierangelo Sponga. Hanno firmato anche i rappresentanti
dei quattro quartieri.
GLI
ANIMALISTI INNEGGIANO ALLA SVIZZERA. GLI ANIMALI FORSE UN
PO' MENO.
![]()
Il Codacons
aveva presentato un ricorso al TAR del Lazio contro
l'ordinanza 3 marzo
La decisione del TAR è stata
quella di respingere il ricorso.
Francesca Martini
avrebbe dichiarato: "La decisione del Tar del Lazio e' un
segno tangibile che abbiamo intrapreso la strada giusta,
strada che peraltro la civile Svizzera ha fatto propria, ed
e' di sostegno all'azione da me intrapresa".
Nella civile Svizzera, sembra
che la legge federale non regolamenti espressamente
l’eutanasia ma che un’Ordinanza imponga espressamente al
detentore di un animale di prestare a questo le dovute cure
e, nel caso non possa fare altrimenti, uccidere l’animale
per evitargli inutili sofferenze.
Nella civile Svizzera
sembra anche che, in base a modifiche apportate abbastanza
di recente a varie norme, sia stato limitato a due mesi il
tempo che intercorre tra il ritrovamento di un animale e la
possibilità di affidarlo ad un nuovo proprietario, perciò,
che il rifugio che accoglie un cane, trascorsi due mesi dal
momento in cui gli è stato affidato, ne possa disporre
liberamente secondo il principio di evitargli inutili
sofferenze.
Inoltre, le recenti
polemiche sulle deportazioni di meticci a scopo di
commercio finalizzato alla vivisezione, indicherebbero
proprio la civile Svizzera tra i Paesi destinatari.
Chi lo sa se la strada
intrapresa non porti magari ad accogliere i suggerimenti
dell’OIE, l’Organizzazione Internazionale per
Chi sa? Forse un giorno le adozioni dietro
contributo verranno finalmente palesate in “vendite” e non
più in “opere di carità” e pagheranno anche loro l’IVA e le
tasse!.... Forse un giorno anche le “staffette del
cuore” effettuate con mezzi di fortuna, dovranno adeguarsi
alle leggi sui trasporti!... Forse un giorno non ci saranno
più organizzazioni che hanno tutto l’interesse che un
randagio permanga in canile per più tempo possibile!... Non
è detto che incominciare a chiamare le cose con il loro nome
sarebbe del tutto negativo per noi esseri umani!... Chi sa
se gli animali ne sarebbero contenti?
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ADUC SALUTE
3 LUGLIO 2009
U.E. -
G.BRETAGNA
Nuova tecnica per monitorare le staminali tumorali
Un'equipe internazionale di
ricercatori coordinata dal Sincrotrone Elettra di Trieste ha
sviluppato un nuovo metodo per monitorare la crescita ed il
movimento delle cellule. La tecnica, presentata alla stampa ieri
a Londra nell'ambito della World Conference of Science
Journalists, potrebbe facilitare la diagnosi dei tumori allo
stadio iniziale, aiutare a determinare se un tumore si e'
diffuso ad altri organi o servire ad osservare come cellule
staminali impiantate riparano i tessuti.
Il sistema si basa su immagini tridimensionali simili alle scansioni Cat utilizzate in ospedale, ma con una risoluzione molto piu' alta. Le cellule vengono 'etichettate' con particelle d'oro che possono poi essere individuate da raggi X ultrasottili prodotti dal sincrotrone. 'Questo nuovo approccio permette ai ricercatori di monitorare la proliferazione e la migrazione delle cellule etichettate dentro ad un organo animale per un lungo periodo di tempo. Cio' significa che l'evoluzione dei tumori in un animale puo' essere osservata e descritta nei minimi dettagli riducendo il numero di animali necessari per uno studio rispetto alle tecniche tradizionali', ha dichiarato Ralf Hendrik Menk, uno dei ricercatori parte del team.
IL CENTRO
3 LUGLIO 2009
Trovato un pitone
PESCARA. Lungo oltre un metro, 3-4 centimetri di diametro,
color senape chiaro: no, quel serpente acciambellato sul
ciglio di via Mantini, traversa di via Raffaello, non
appariva proprio una nostrana biscia troppo cresciuta. Così
un passante, dopo aver osservato l’animale immobile, ma
guardandosi bene dal toccarlo, ha chiamato i vigili del
fuoco. La squadra ha rapidamente catturato il rettile,
identificandolo come un pitone albino. E’ vivo, non è
aggressivo e ha passato la notte in una scatola nella
caserma dei vigili, che gli hanno trovato un angolo caldo,
il clima migliore per questi animali esotici, in attesa di
consegnarlo alla Forestale. Non si sa ovviamente se il
pitone sia sfuggito al proprietario o se sia stato
abbandonato.
IL TIRRENO
3 LUGLIO 2009
Grosseto, allarme lupi
ROCCALBEGNA (GR). Forse sono lupi. Forse sono solo cani
inselvatichiti, ma non meno pericolosi. Certo è che
talvolta si vedono, in branchi, anche di giorno. E di
notte attaccano le greggi. Ad ogni assalto arrivano ad
uccidere anche dieci-quindici pecore, terrorizzando le
altre. Un danno enorme per gli imprenditori grossetani
che, con le pecore, ci vivono. Negli ultimi anni hanno
chiuso decine di aziende, fiaccate dagli assalti, altre
sono con l’acqua alla gola, ma è tutta l’economia che
ruota attorno al latte ovino, sulle colline ai piedi
dell’Amiata, che sta andando in crisi. «C’è una
proposta di legge ferma da mesi - dice Antonio Soro,
allevatore che dopo tanti anni ha dovuto chiudere la sua
azienda a Cana -. Permetterebbe di fare abbattimenti
selezionati, darebbe qualche arma in più per combattere
un fenomeno che, da un paio d’anni, è nuovamente esploso
in tutta la sua drammaticità. Io da solo ho una causa
aperta per danni con la Regione per quasi 300mila euro».
Soro, in sei-sette anni, ha perso 340 pecore. Nel 2002
una stima del perito Bardi parlava, allora, di danni per
3 milioni di euro. «I danni sono di due tipi: c’è la
morte della pecora, ma c’è anche il danno indotto per la
paura: le bestie smettono di fare latte». Altri costi
sono legati allo smaltimento degli animali morti: «Per
due pecore si spendono anche 300 euro. Nessuno se lo può
permettere, e molti preferiscono gettarle in un “borro”
piuttosto che portarle all’inceneritore. Ma così perdono
anche il diritto a chiedere i rimborsi».
IL TIRRENO
3 LUGLIO 2009
Allevatori in rivolta «Sono tornati i lupi
ci fanno chiudere»
ROCCALBEGNA GR). Forse sono lupi. Forse sono solo
cani inselvatichiti, ma non meno pericolosi. Certo è
che talvolta si vedono, in branchi, anche di giorno.
E di notte attaccano le greggi. Ad ogni assalto
arrivano ad uccidere anche dieci-quindici pecore,
terrorizzando le altre. La legge della natura, si
dirà. Ma anche un danno enorme per gli imprenditori
che, con le pecore, ci vivono. Negli ultimi anni
hanno chiuso decine di aziende, fiaccate dagli
assalti, altre sono con l’acqua alla gola, ma è
tutta l’economia che ruota attorno al latte ovino,
sulle colline ai piedi dell’Amiata, che sta andando
in crisi. «C’è una proposta di legge ferma da mesi
- dice Antonio Soro, allevatore che dopo tanti anni
ha dovuto chiudere la sua azienda a Cana -.
Permetterebbe di fare abbattimenti selezionati,
darebbe qualche arma in più per combattere un
fenomeno che, da un paio d’anni, è nuovamente
esploso in tutta la sua drammaticità. Io da solo ho
una causa aperta per danni con la Regione per quasi
300mila euro. Ci chiediamo tutti: a che punto siamo?
Così si mette in ginocchio un’intera economia». Soro,
in sei-sette anni, ha perso 340 pecore. Nelle
colline e nell’Amiata grossetano i capi uccisi sono
parecchie migliaia. Nel 2002 una stima del perito
Bardi parlava, allora, di danni per 3 milioni di
euro. «I danni sono di due tipi: c’è la morte della
pecora, prima di tutto. E poi c’è il danno indotto
per la paura: le bestie smettono di fare latte.
Prima di un assalto mungevo 300 litri di latte al
giorno poi, pur perdendo solo un capo o due,
scendevo a 100. Impossibile da sostenere per
un’azienda». Altri costi sono legati allo
smaltimento delle bestie morte: «Pur non avendo
alcun rimborso, siamo chiamati a smaltire gli
animali morti in impianti particolari. Per due
pecore si spendono anche 300 euro. Nessuno se lo può
permettere, al punto che molti preferiscono gettarle
in un “borro” piuttosto che portarle
all’inceneritore. Ma così perdono anche il diritto a
chiedere i rimborsi. Insomma, temo che il fenomeno
sia più ampio di quanto si pensi». Ora la palla,
come spesso accade, è passata nelle mani dei
politici. Soro, che all’inizio dell’anno ha
raccolto 300 firme da altrettanti allevatori della
zona, è riuscito anche ad incontrare il ministro
Zaia: «Ci siamo stati a febbraio, ci ha promesso un
interessamento. E in effetti adesso c’è una proposta
di legge, che però non va avanti. Per questo
chiediamo ai politici locali, della cosa si è
interessata anche Monica Faenzi, di darci una mano.
Il lupo va tutelato, siamo d’accordo, ma finché
resta nel suo habitat: quando scende in branchi e
uccide le nostre pecore, diventa un criminale. E
come tale va trattato. Sempre che non si voglia
uccidere un intero sistema economico».
MESSAGGERO VENETO
3 LUGLIO 2009
La Lav denuncia: è emergenza anche per
criceti e conigli
“Abbandonate solo le città”, questo lo slogan
scelto dalla Lega Anti Vivisezione per lanciare
la campagna estiva 2009 contro l'abbandono degli
animali. Testimonial dell'iniziativa, il famoso
cantante e conduttore Paolo Belli, fondatore del
gruppo musicale Ladri di biciclette, il quale,
per l'occasione, ha inciso una canzone dal
titolo "Una piccola bestia di razza di cane",
che racconta la storia vera di un cane di
quartiere, strappato al suo ambiente e ai suoi
affetti, e portato in un canile. «Questo quattro
zampe - spiega Barbara Novelli, volontaria della
Lav udinese - è diventato un simbolo, una
testimonianza di un'amicizia e di sentimenti di
speranza trasformati in note. Paolo Belli l'ha
inclusa nel suo ultimo album "20 Anni" e ha
deciso di devolvere alla Lav i proventi ottenuti
dalla vendita del cd. Per vedere il videoclip è
possibile collegarsi al sito della nostra
associazione (www.lav.it)». Nel ricordare come
il fenomeno dell'abbandono interessi non
soltanto cani e gatti ma anche altre tipologie
di animali, i volontari dell'associazione
animalista udinese, da sempre promotrice di
importanti campagne di sensibilizzazione a
difesa dei pets, ricordano ai cittadini che «il
problema dell'abbandono riguarda anche
tartarughe, conigli, criceti, pappagalli e
tantissimi altri piccoli animali domestici.
Purtroppo - aggiungono - solo per alcuno di loro
ci sarà una conclusione felice, molti, invece,
non riusciranno a sopravvivere alla vita di
strada. Non ci stancheremo mai di ripetere che
non bisogna acquistare o adottare un animale con
leggerezza ma con la piena consapevolezza
dell'impegno che comporta. Un animale è un
essere vivente e come tale va trattato».
LA TRIBUNA DI TREVISO
3 LUGLIO 2009
Cani col microchip
Obiettivo eliminare il randagismo
CAPPELLA MAGGIORE (TV). Decolla oggi la
giornata del microchip per dotare i cani
randagi di riconoscimento. Un’iniziativa
voluta dalla giunta di Mariarosa Barazza,
dal comando di polizia locale e dal comitato
Mondocane, per attuare una regolamentazione
in materia di randagismo, che con l’estate
si fa più pesante. Chi possiede un cane e
non l’ha ancora munito di microchip può
farlo oggi dalle 17 alle 20 davanti al
municipio, dove verrà allestito un gazebo.
Oggi saranno presenti un veterinario, che in
futuro aprirà uno studio a Cappella, alcuni
volontari del comitato Mondocane.
L’iniziativa verrà replicata anche il 17
luglio, sempre dalle 17 alle 20. Il Comune
intende con queste due giornate mappare i
cani presenti sul territorio per evitare il
fenomeno del randagismo, che obbliga le
amministrazioni comunali a doversi rivolgere
ai canili in caso di reperimento di animali
senza schedatura. E in estate purtroppo il
fenomeno dei cani abbandonati aumenta a
causa dell’egoismo dei proprietari.
MESSAGGERO VENETO
3 LUGLIO 2009
Allo zoo, per vedere da vicino i
piccoli lemuri
Lignano (UD) - Al parco zoo Punta Verde di
Lignano hanno preso il via gli “Incontri con
i lemuri”, dedicati a tutti gli appassionati
di scimmie, che, per tutta l'estate, avranno
non soltanto la possibilità di effettuare
visite guidate all'interno del reparto dei
Lemuri, e vedere così da vicino questi
splendidi esemplari dalla coda lunga ad
anelli, ma anche di contribuire alla loro
salvaguardia. Il prezzo del biglietto,
infatti, sarà devoluto a favore di un
progetto di ricerca condotto dal parco
lignanese, in collaborazione con altri zoo
italiani e con l'università di Pisa, nella
riserva di Berenty, in Madagascar. «Quest'anno
- spiega Maria Rodeano, direttore del Parco
zoo - i visitatori potranno ammirare anche
un cucciolo di lemure dalla coda ad anelli,
che viene portato a spasso dalla sua mamma.
Appena nate, queste scimmie - spiega il
direttore - stanno aggrappate al petto della
loro madre e, crescendo, cominciano a
spostarsi sulla schiena. Una volta adulte,
invece, iniziano ad esplorare il reparto».
Gli incontri ravvicinati con i lemuri
verranno effettuati tutti i lunedì,
mercoledì, venerdì e domenica alle 10 e alle
11. I gruppi, composti da un massimo di otto
persone, saranno accompagnati all'interno
del reparto da un educatore della struttura,
che spiegherà ai partecipanti le
caratteristiche principali di queste
scimmie. La visita, cui potranno prendere
parte non soltanto gli adulti ma anche i
bimbi, al di sopra dei cinque anni, ha un
costo di 5 euro che, come detto, verranno
interamente devoluti a progetti di
conservazione. Secondo Maria Rodeano, gli
zoo moderni non sono più semplici collezioni
faunistiche generiche, ma sono ormai
diventati importanti centri di conservazione
delle specie. «Seppure in cattività - dice -
gli animali vivono in un ambiente in cui le
variazioni genetiche sono minime. Grande
attenzione viene rivolta alla corretta e
bilanciata alimentazione, che tiene conto
anche delle fasi biologiche di ogni singola
specie in funzione delle variazioni
climatiche». Per informazioni visitare il
sito www.parcozoopuntaverde.it.
CORRIERE DELLE ALPI
3 LUGLIO 2009
L'orso ricompare in Val Canzoi
CESIOMAGGIORE (BL). E’ giovane, in piena
attività e per fortuna poco affamato. L’orso
è ricomparso lasciando tracce inconfondibili
in Valle di Canzoi e nella frazione di
Cullogne. Ha fatto qualche danno, lasciato
molte impronte, se l’è presa con conigliere
e pollai, ma non ha ucciso nessun animale.
L’incursione dell’esemplare che la Polizia
provinciale ritiene piuttosto giovane e un
po’ inesperto è avvenuta nella notte tra
martedì e mercoledì. Un passaggio che ha
comunque destato la curiosità dei residenti.
Il passaparola è stato rapido così come la
segnalazione fatta alla polizia provinciale
che ha eseguito dei sopralluoghi. Difficile
sapere se si tratta dell’orso Dino che a
cavallo della fine di aprile e l’inizio di
maggio scorrazzava tra la Valle di Seren e i
territori di Sovramonte e Lamon. In ogni
caso, l’animale che fece irruzione nel
Feltrino un paio di mesi fa era certamente
più affamato e uccise vari animali da
cortile. Questa volta i residenti hanno
notato qualche rumore sospetto nella notte
ed hanno trovato le tracce del passaggio al
mattino. Il plantigrado ha cominciato a
muoversi dal Primiero. Probabilmente ha
attraversato il Passo Finestra ed è entrato
nel Feltrino scendendo lungo la Valle di
Canzoi. Qui, verso le 3,30 ha fatto una
prima tappa in località Pittol, a metà
strada per l’Orsera, ha tentato di entrare
in un pollaio e poi si è allontanato. Nei
suoi movimenti ha perduto alcuni ciuffi di
pelo che ieri sono stati presi in consegna
da una biologa per le analisi che dovrebbero
consentire di stabilire l’età dell’animale.
Successivamente l’orso ha lasciato la valle
ed ha proseguito la sua marcia notturna
verso i boschi nei pressi della frazione di
Cullogne dove ci sono alcune abitazioni
isolate. Qui ha ribaltato alcune conigliere
e tentato di aprire dei pollai, ma
l’operazione non è riuscita. Una circostanza
che spinge la polizia provinciale ad
ipotizzare che si tratti di un esemplare
piuttosto giovane. Gli animali se la sono
vista brutta ma nessuno ci ha rimesso le
penne. Alla fine restano i danni alle reti,
danneggiate dai denti e dagli artigli
dell’orso che ha lasciato anche numerose
impronte che sono rimaste ben visibili nel
terreno fresco. Il luogo si trova a circa
duecento metri in linea d’aria dal centro di
Cullogne e comunque in una zona con strade
asfaltate. Al termine ha abbandonato il
campo e si è inoltrato nei boschi
dirigendosi a nord verso il territorio di
San Gregorio nelle Alpi. L’abitazione
avvicinata dall’orso è abitata ma l’altra
notte non c’era nessuno. Nessuno spavento
quindi per gli abitanti della zona, quanto
piuttosto una certa curiosità nella speranza
di avvistare l’animale. La polizia
provinciale che ha sempre monitorato gli
spostamenti dei plantigradi nel territorio
provinciale, sta tenendo d’occhio anche
questo esemplare.
LA GAZZETTA DI MANTOVA
3 LUGLIO 2009
Parroco multato per il pollaio
Sul caso interviene anche la Lav
GAZOLDO (MN). Ha sollevato numerose
perplessità, la notizia della condanna al
pagamento di 103 euro ricevuta dal parroco
don Amedeo Ghizzi in merito alla detenzione
di un pollaio abusivo allestito nel cortile
parrocchiale. L’interessato ieri ha
preferito non rilasciare dichiarazioni,
lasciando però trasparire una netta
contrarietà all’attenzione suscitata,
accennando ad ipotetici dissapori con l’ex
sindaco. Il Comune aveva segnalato il caso
alla Procura, a seguito delle numerose
ordinanze emesse per riportare ad un numero
più equo gli animali racchiusi nel recinto:
una settantina nel 1999. Ben 29 le multe
pervenute al sacerdote, unite alle vibranti
proteste dei vicini esasperati dal continuo
disturbo e miasmi provocati dal pollaio. I
parrocchiani, stanchi di svegliarsi di primo
mattino dal canto dei galli, si erano più
volte rivolti al primo cittadino, senza però
ottenere miglioramenti sostanziali. La Lega
Anti Vivisezione di Mantova, afferma di
essere intenzionata ad approfondire la
vicenda, raccogliendo il materiale
necessario, non escludendo poi di sottoporlo
al proprio ufficio legale per valutare la
possibilità di intraprendere iniziative a
tutela degli animali, in considerazione
anche del fatto che verso il religioso
sarebbero stati mossi sospetti di strane
sparizioni di gatti, sfociati in una
denuncia nel 2001.
LA GAZZETTA DI MODENA
3 LUGLIO 2009
Catturate pecore nella discarica
Modena - Mini rodeo nella zona della
discarica in via Caruso. Un gregge di una
sessantina tra pecore e agnelli ha tenuto a
lungo impegnati dieci vigili urbani quattro
veterinari dell’Usl, due dipendenti
dell’ufficio Diritti degli animali e dieci ‘paratori’,
persone cioè specializzate nell’accudimento
di bestiame. Dalle 8,30, per quattro ore,
il nutrito gruppo è stato impegnato nella
cattura di venti pecore ed agnelli che da
tempo un pastore, G.S. 50 anni di Pavullo,
lascia pascolare nella discarica. I tecnici
hanno raggiunto il gregge e, non senza
difficoltà, sono riusciti a catturare 17
pecore e tre agnelli che sono affidati ai
servizi competenti. Da tempo le autorità
avevano diffidato il pastore modenese dal
far brucare gli animali in una zona non solo
privata, ma anche poco adatta
all’allevamento di bestiame. L’uomo però si
è sempre rifiutato di eseguire l’ordinanza
comunale. Nei prossimi giorni proseguirà la
cattura delle pecore rimaste ancora in
libertà, circa una quarantina di capi.
LA NUOVA FERRARA
3 LUGLIO 2009
Ritornano i cani da salvataggio
LIDO ESTENSI (FE). Torna, da domenica
prossima e fino alla fine di agosto, come
accade ormai da alcuni a questa parte, il
servizio di salvataggio dei cani in
spiaggia. A riportarlo è il gruppo di
salvataggio Onda Azzurra. Anche quest’anno,
dalle 9 alle 18 con orario continuato, Onda
Azzurra svolgerà servizio di salvataggio e
sorveglianza nel tratto di spiaggia che
confina con il canale Logonovo a Lido
Estensi, uno dei tratti di mare più
insidiosi e pericolosi della costa
comacchiese. In servizio ci saranno 4 cani,
tra i cui i generosi terranova, cani
maggiormente votati al salvataggio in mare,
insieme a labrador, golden retrivier e
pastori tedeschi. «Quest’anno - ha
sottolineato il coordinatore
dell’associazione, Emanuele Ardizzoni - i
nostri cani sono dotati di un brevetto
nazionale di salvataggio, riconosciuto dal
ministero per le Politiche Agricole e
Forestali. Inoltre, siamo presenti anche a
Rosolina Mare (Ro) con tre unità cinofile.
Quest’anno, poi, nel corso di qualche
domenica, effettueremo anche la scuola di
salvataggio per i cuccioli: ne abbiamo già
alcuni che parteciperanno. Cominciamo la
stagione estiva di sorveglianza e
salvataggio dopo essere appena tornati da un
raduno internazionale che si è tenuto a
Luino, sul Lago Maggiore, dove abbiamo
lavorato con un team inglese». Gli anni
scorsi gli uomini e i cani di Onda Azzurra
sono stati protagonisti di decine di
salvataggi di bagnanti in difficoltà,
mostrando così sempre più la validità e
l’indispensabilità del servizio. Il gruppo
di salvataggio Onda Azzurra, oltre a tutte
le domenica di luglio e agosto,
probabilmente sarà attivo sul Logonovo anche
la giornata di Ferragosto.
CORRIERE DEL TICINO
3 LUGLIO 2009
Nuove misure contro i bracconieri
NON SI FERMA LA CACCIA ILLEGALE NEI
GRIGIONI
COIRA - Nuove misure contro il bracconaggio
transfrontaliero sono state elaborate da un
gruppo di sorveglianza composto da forze
svizzere e italiane. Gli episodi di caccia
illegale si susseguono infatti nonostante i
divieti. L'ultimo ha avuto luogo
recentemente lungo il confine nella regione
del Parco nazionale dello Stelvio e del
Parco nazionale svizzero. Come comunica la
Polizia cantonale grigionese, i bracconieri
hanno abbattuto un cervo, due camosci e
un'aquila reale.
Il nuovo gruppo di intervento, composto da rappresentanti della Polizia cantonale, degli organi direttivi dei due parchi nazionali, del Corpo forestale dello Stato e della Polizia provinciale di Sondrio, intende utilizzare anche apparecchiture di rilevamento notturno di ultima generazione ed elicotteri per sorvegliare le aree interessate. La Polizia invita inoltre la popolazione ad avvisare le autorità svizzere o italiane in caso di avvistamenti o sospetti di bracconaggio. Oggi la caccia illegale è evoluta e non ha più più solo lo scopo di procurarsi del cibo, ma assume spesso le forme della crudeltà gratuita. I bracconieri hanno armi ad alta tecnologia, con le quali ottengono facilmente dei trofei. A volte usano anche le automobili per accecare la selvaggina con gli abbaglianti e colpirla più facilmente senza nemmeno scendere dai veicoli.
TICINO NEWS
3 LUGLIO 2009
Bracconieri sotto tiro
La polizia
grigionese è sulle tracce
dei caccatori di frodo
![]()
Un cervo, due camosci e
un’aquila reale. Questo il
recente bottino delle
scorribande notturne di
bracconieri. Che si fanno
sempre più furbi e si
attrezzano con armi
all’avanguardia.
Capita un po’ dappertutto oramai, ma a darne notizia oggi è la polizia grigionese, che ha deciso di contrastare la caccia illegale elaborando un pacchetto di misure contro il bracconaggio. Tracce evidenti del passaggio dei cacciatori di frodo sono state lasciate lungo il confine nazionale del Parco italiano dello Stelvio e del parco nazionale svizzero. Il gruppo di lavoro - composto da dalla polizia dei Grigioni, dal Corpo delle guardie di confine, dall’Ufficio caccia e la pesca, dagli organi direttivi dei due Parchi nazionali, dal Corpo forestale dello Stato e dalla polizia provinciale Sondrio - impiegheranno apparecchiature di rilevamento notturno di ultima generazione e di elicotteri. “Ciò tuttavia non può prescindere dalla collaborazione attiva della popolazione”, scrive la polizia grigionese. E chiede di informare su “eventi o fatti straordinari”, come ad esempio colpi di arma da fuoco fuori dai periodi autorizzati per la caccia, movimenti sospetti nei campi e nei boschi, ritrovamento di carcasse di selvaggina. Oggi il bracconaggio, osserva la polizia, ha assunto nuove forme. Insomma, le maggiori disponibilità finanziarie dei cacciatori di frodo, fanno sì che i trofei di caccia siano diventati oggetti di prestigio. E così, spesso, dopo aver abbattuto la preda, i bracconieri ne staccano la testa, lasciando sul posto la carcassa dell’animale. Le armi impiegate sono di alta tecnologia, dotate di silenziatori, di dispositivi di rilevamenti notturni. E non mancano telefonini e ricetrasmittenti. Oggi anche le auto vengono impiegate nelle battute di caccia illegali: di notte la selvaggina viene accecata dalla luce degli abbaglianti e successivamente abbattuta senza scendere dalla macchina. “Non di rado - termina la polizia -, gli animali vengono solo feriti e lasciati morire”.
TICINO ONLINE
3 LUGLIO 2009
GRIGIONI
Bracconaggio: abbattuti un cervo, due camosci e un'aquila reale
COIRA - Anche nel Cantone dei Grigioni
il bracconaggio è sempre di attualità.
oco tempo addietro, dei bracconieri sono
entrati in azione lungo il confine
nazionale nella regione del Parco
nazionale italiano dello Stelvio e del
Parco nazionale svizzero. Nel corso
delle loro scorribande sono stati
abbattuti un cervo, due camosci e
un’aquila reale. Le tracce lasciate dai
bracconieri lasciano concludere ad
azioni transfrontaliere.
Collaborazione italo-svizzero -
Per questo motivo gli organismi preposti
alla vigilanza di Italia e Svizzera
hanno rafforzato gli sforzi comuni volti
a fronteggiare questo fenomeno. Come
scrive oggi la polizia cantonale
grigionese "un gruppo di lavoro,
composto da rappresentanti della Polizia
cantonale dei Grigioni, del Corpo delle
guardie di confine, dell’Ufficio per la
caccia e la pesca, degli organi
direttivi dei due Parchi nazionali, del
Corpo Forestale dello Stato e della
Polizia provinciale Sondrio, ha
elaborato un pacchetto di misure volte a
disciplinare l’organizzazione ed il
coordinamento tra i partner
interessati". Nell’ambito del controllo
della regione è previsto l’impiego di
moderni ritrovati della tecnica, come
apparecchiature di rilevamento notturno
di ultima generazione e di elicotteri.
La polizia cantonale spera che la
popolazione collabori per combattere il
bracconaggio, segnalando le infrazioni.
L'invito della polizia -
La Polizia cantonale dei
Grigioni invita a chiamare il 117
(dall’estero 0041 81 257 71 11) per
eventi o fatti straordinari, ad esempio
colpi di arma da fuoco fuori dai periodi
autorizzati per la caccia, movimenti
sospetti nei campi e nei boschi,
ritrovamento di carcasse di selvaggina.In
Italia, invece, si invita a prendere
contatto con il Corpo Forestale dello
Stato, numero diretto 06 47 47 615
(prefisso per chi chiama dall‘estero
0039). La Polizia cantonale ed il Corpo
Forestale dello Stato informeranno
immediatamente gli organi di
sorveglianza della zona interessata.
La storia del bracconaggio -
E’ passato oramai alla storia
il periodo in cui, il bracconaggio
serviva per procurasi del cibo. Ciò non
di meno, esso non è tramontato, anzi
oggi ha assunto nuove forme. Maggiori
disponibilità finanziarie, fanno sì che
i trofei di caccia siano divenuti
oggetti di prestigio. I bracconieri,
dopo aver abbattuto la preda, ne
staccano la testa, lasciando sul posto
la carcassa dell’animale. Nuove anche le
armi: moderne, di alta tecnologia,
dotate di silenziatori, di dispositivi
di rilevamenti notturni nonché cellulari
e ricetrasmittenti. Anche le auto
vengono impiegate nelle battute di
caccia illegali: di notte la selvaggina
viene accecata dalla luce degli
abbaglianti e successivamente abbattuta
senza scendere dalla macchina. Non di
rado, gli animali vengono solo feriti e
lasciati morire.
RADIO NEWS
3 LUGLIO 2009
COIRA
Collaborazione italo svizzera
anti-bracconaggio
Dei bracconieri sono entrati in azione
lungo il confine nella regione del Parco
nazionale italiano dello Stelvio e del
Parco nazionale svizzero. Nel corso
delle loro scorribande sono stati
abbattuti un cervo, due camosci e
un’aquila reale. Le tracce lasciate dai
bracconieri lasciano concludere ad
azioni transfrontaliere. Per questo
motivo è nata una collaborazione
italo-svizzera da parte degli organismi
preposti alla vigilanza di Italia e
Svizzera con sforzi comuni volti a
fronteggiare questo fenomeno. Un gruppo
di lavoro composto da: rappresentanti
della Polizia cantonale dei Grigioni,
dal Corpo delle guardie di confine,
dall’Ufficio per la caccia e la pesca,
dagli organi direttivi dei due Parchi
nazionali e dal Corpo Forestale dello
Stato. Nell’ambito del controllo
verranno impiegati elicotteri e moderne
apparecchiature di ultima generazione
come quelle per il rilevamento notturno.
La polizia cantonale spera, inoltre, che
la popolazione collabori per combattere
il bracconaggio, segnalando le
infrazioni.
BIG HUNTER
3 LUGLIO 2009
AMICHE DI BIG HUNTER: SI PARTE
CON ILARIA RICCIARDI
Ilaria Ricciardi ha 30 anni, vive a San
Pellegrino Terme (BG) è laureata in
Economia e Commercio, lavora come
responsabile amministrativa e
commerciale ed è una cacciatrice. Ilaria
è fra le prime appassionate che ha
aderito all'iniziativa Amiche di
BigHunter, nata con l'intento di far
conoscere il lato femminile della
caccia. Una nuova sezione che andrà ad
aggiungersi al variegato ventaglio di
proposte informative e culturali di
questo portale, che ci auguriamo possa
crescere giorno dopo giorno raccogliendo
idee, proposte e testimonianze dalle
nostre colleghe in Artemide.
Vediamo chi è la cacciatrice Ilaria. Pratica la caccia in forma vagante con il suo Springer Spaniel inglese. Si è avvicinata all'arte venatoria grazie a suo padre, che le ha trasmesso questa passione fin dalla nascita.“Credo che la caccia sia criminalizzata perchè i cacciatori ed il mondo venatorio sono indeboliti da problemi interni e i media trovano facile attaccarli – confessa - In questo modo si riesce a spostare l'attenzione dai veri responsabili dei disastri ambientali”. Sulla caccia e sul suo ruolo nella società dimostra di avere le idee chiare: “Penso che l'attività venatoria debba fungere da collante tra la società moderna e quella tradizionale. Con il veloce progresso che la società attuale sta vivendo, un ritorno alle origini è davvero auspicabile”. Secondo questa intraprendente cacciatrice la caccia è un'occasione per tornare a far parte del mondo inteso come universo naturale che ci circonda: “Da troppo l'uomo cerca di imporre alla natura, i propri tempi, esageratamente accellerati. Quando si va a caccia il tempo si ferma - dice - L'uomo segue i ritmi del sole, della fauna, del proprio corpo, staccandosi dalle convenzioni che gli vengono imposte. Questa società ha voluto demonizzare la caccia senza capire che è il richiamo della natura che porta una persona a svolgere l'attività venatoria”.Ilaria mette l'accento sui valori che la caccia porta con sé, come quello della tradizione “quando il cacciatore vero compie i propri rituali quotidiani o ancora più, i propri rituali nei giorni che precedono l'apertura, non è solo lui a compierli, ma anche il padre, il nonno che glieli ha tramandati ed insegnati”. “I media – prosegue - hanno detto la loro e noi glielo abbiamo permesso”. “I bracconieri – aggiunge poi - hanno dato alla società un capro espiatorio per demonizzarla ulteriormente. Purtroppo, ritengo che il problema maggiore dei cacciatori siano i cacciatori stessi, le loro liti interne, le invidie. Invece di unirsi tra di loro, per un obiettivo comune elevato, si perdono in frivolezza ed interessi personali. E questo avviene anche ai vertici delle associazioni venatorie stesse. Vedo sempre meno la voglia di tutelare i cacciatori e sempre più una politicizzazione dei vertici”.Il contributo di questa giovane testimone della caccia al femminile è una speranza per il futuro, lo dimostra l'atteggiamento propositivo con cui conclude il suo intervento “Quello che ci interessa – dice - è spiegare e far capire alle persone cosa è veramente l'arte venatoria. E questo lo dobbiamo fare tutti i giorni parlando con amici e conoscenti, invitandoli ad acccompagnarci per capire di cosa si tratta veramente, avvicinarli anche tramite l'amore verso i cani. Spiegare ai bambini che la caccia non è quella che vorrebbero far credere”. E chiude con un consiglio per tutti: “Alcuni di noi devono ricordarsi perchè amano la caccia” e ricordarlo agli altri. “Io ad esempio porto tutti i miei amici alle varie competizioni cinofile. Con la scusa di una mangiata in compagnia, cerco di mostrare la passione che brilla negli occhi dei cacciatori cinofili, che anche quella è caccia. Che la caccia non è solo un colpo di fucile. Ma che il colpo di fucile è solo la conclusione di un qualcosa di più elevato, di una preparazione giornaliera, di una passione inesauribile”.
BIG HUNTER
3 LUGLIO 2009
Donne a
caccia: in Francia sono Associazione
Nazionale. PRESTO LE “AMICHE” DI BIG
HUNTER
La caccia
è donna, sono sempre di più le donne che
si avvicinano a questa meravigliosa
attività e che la praticano con costanza
e passione. Il mondo femminile può
aggiungere nuove riflessioni e dare
nuova linfa alle ragioni della caccia,
proprio perchè intimamente connesso ad
aspetti cruciali dei nostri tempi come
l'educazione dei figli e il rispetto
della natura.
Ancora una volta un esempio concreto
viene dalla vicina Francia dove le
cacciatrici si sono organizzate
costituendosi come associazione
nazionale nell'ormai lontano 2000. Dalle
dichiarazioni della presidente
dell'Associazione Nazionale della Caccia
al Femminile Martine Pion non si può che
prendere atto della determinazione di
queste ragazze amanti della caccia:
“L'idea di questa associazione era già
stata lanciata prima della parità dei
sessi che abbiamo oggi, concetto che
accettiamo solamente a metà, ma
mancavano ancora le protagoniste, donne
abbastanza determinate da creare ciò che
abbiamo oggi”. “Sappiate – dice ancora -
che le donne sono spesso più tenaci e
perseveranti rispetto all'uomo, non
siamo e non saremo mai un movimento
femminista, siamo innanzitutto
cacciatrici, proviamo le stesse emozioni
nel percorrere pianure, boschi e paludi,
di chiunque pratichi questa nobile
passione”.Con un approccio del
tutto innovativo l'associazione si
propone alcuni obiettivi fondamentali
come la creazione di una dinamica
femminile all'interno del mondo della
caccia, il sostegno delle istanze
cinegetiche venatorie, la
sensibilizzazione dell'opinione pubblica
incentrata sul fatto che le donne sono
forse per loro particolare natura più
adatte a far comprendere ai non
cacciatori ciò che rappresenta la caccia
nel mondo rurale e a spiegare il valore
sociale della caccia, cosa significa
tutela del patrimonio naturale e,
ovviamente, hanno una marcia in più per
sensibilizzare l'opinione pubblica
tramite i periodici al femminile.
BigHunter,
nel dare notizia di questa importante
realtà della caccia d'Oltralpe,
preannuncia una analoga iniziativa che
sarà promossa e sostenuta tramite il
portale. Invita perciò fin da ora tutti
coloro che hanno a cuore la caccia a
segnalare e raccomandare l'iniziativa
presso tutte le rappresentanti del
gentil sesso dedite all'arte venatoria.
Non solo, BigHunter accoglierà fra le
sue “Amiche”, e questa è la novità,
anche tutte quelle mogli, fidanzate,
amiche e conoscenti che vedono in noi
cacciatori una componente importante
della società.
AGI
3 LUGLIO 2009
PARMIGIANO REGGIANO: FA BENE,
ANCHE ALLE RONDINI - UNA RICERCA
Bologna - Più rondini nei prati della
zona di produzione del Parmiggiano
Reggiano. A testimoniare della salubrità
del territorio: uno degli 'ingredienti
segreti' della qualità del tipico
formaggio emiliano-romagnolo. Da uno dei
progetti di ricerca finanziati dalla
Regione Emilia-Romagna, dedicato a
'Avifauna e Parmigiano-Reggiano', ha
preso lo spunto il Convegno 'Il
Parmigiano Reggiano fa bene alle
rondini' che si è svolto questa mattina
nell'Aula Giorgio Prodi nel Complesso di
S. Giovanni in Monte a Bologna. "Nel
territorio di produzione del Parmigiano
Reggiano, le ricerche dimostrano che i
parametri ambientali sono a posto", ha
sottolineato l'assessore regionale
all'agricoltura Tiberio Rabboni.
"Rondini e altri uccelli selvatici sono
ottime sentinelle ambientali capaci di
testimoniare con la loro presenza la
bontà e salubrità di un territorio. Per
il Parmigiano Reggiano, un prodotto
strettamente e da sempre legato al suo
ambiente, questi animali - ha concluso
Rabboni - sono un ulteriore elemento di
conferma della qualità di un prodotto
che, oltre alle doti riconosciute da
consumatori e gastronomi di tutto il
mondo, può ora vantare anche una reale e
dimostrata capacità di salvaguardia
della biodiversità naturale". Al
Convegno - realizzato in collaborazione
con le Province di Modena, Parma e
Reggio Emilia, la Lipu (Lega italiana
protezione uccelli) e il Consorzio del
Parmigiano Reggiano - hanno partecipato,
tra gli altri, Igino Morini del
Consorzio del formaggio Parmigiano
Reggiano, Elena D'Andrea e Danilo
Mainardi, rispettivamente direttrice
nazionale e presidente onorario della
Lipu. Mainardi ha anche presentato il
suo ultimo volume "L'intelligenza degli
animali". I risultati del progetto
"Avifauna e Parmigiano-Reggiano" dicono
che un mosaico di colture costituito
dall'alternanza di spazi aperti a prato,
da boschetti e siepi favorisce la
presenza di numerose altre specie, sia
animali che vegetali, e che con gli
interventi agroambientali, da tempo
finanziati dalla Regione, si è dato un
impulso positivo anche alla tutela della
biodiversità. In particolare rondini e
altre specie di uccelli selvatici
trovano, nella pianura modenese, un
habitat particolarmente ricco, tra
distese a coltivazione di erba medica e
prati stabili tipici della zona.
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ADUC SALUTE
3 LUGLIO 2009
U.E. -
G.BRETAGNA
Nuova tecnica per monitorare le staminali tumorali
Un'equipe internazionale di
ricercatori coordinata dal Sincrotrone Elettra di Trieste ha
sviluppato un nuovo metodo per monitorare la crescita ed il
movimento delle cellule. La tecnica, presentata alla stampa ieri
a Londra nell'ambito della World Conference of Science
Journalists, potrebbe facilitare la diagnosi dei tumori allo
stadio iniziale, aiutare a determinare se un tumore si e'
diffuso ad altri organi o servire ad osservare come cellule
staminali impiantate riparano i tessuti.
Il sistema si basa su immagini tridimensionali simili alle scansioni Cat utilizzate in ospedale, ma con una risoluzione molto piu' alta. Le cellule vengono 'etichettate' con particelle d'oro che possono poi essere individuate da raggi X ultrasottili prodotti dal sincrotrone. 'Questo nuovo approccio permette ai ricercatori di monitorare la proliferazione e la migrazione delle cellule etichettate dentro ad un organo animale per un lungo periodo di tempo. Cio' significa che l'evoluzione dei tumori in un animale puo' essere osservata e descritta nei minimi dettagli riducendo il numero di animali necessari per uno studio rispetto alle tecniche tradizionali', ha dichiarato Ralf Hendrik Menk, uno dei ricercatori parte del team.
BLOGO SFERE
3 LUGLIO 2009
Nanotubi contro il cancro
Di
nanotubi di carbonio
ne abbiamo
già parlato
in più occasioni, sempre applicati a tecnologie che possono
migliorare la nostra vita quotidiana. Per la qualità della
vita in sé, invece, non quella parte della vita direttamente
collegata alla tecnologia, le nanotecnologie e in
particolare i nanotubi possono fare molte cose. Abbiamo già
detto dei
nanomuscoli,
e ora c'è anche la possibilità di applicare i nanotubi alla
lotta contro i tumori.
James R. Baker, Jr., dell'Università del Michigan descrive i suoi successi nel collegare una molecola singola di nanoparticelle note come dendrimeri con la superficie di un nanotubo. Il nanomateriale risultante è molto stabile, si disperde facilmente in acqua ed è biocompatibile.
I dendrimeri utilizzati
dal gruppo di Baker funzionano come postini che
recapitano i nanotubi specializzati per le cellule
tumorali che hanno una grande affinità con i recettori
dell'acido
folico. Sebbene
altri gruppi di ricerca sono in grado di specializzare i
nanotubi verso le cellule tumorali, questo approccio
presenta alcuni vantaggi, poiché i dendrimeri possono
anche trasportare dei medicinali: in questo modo è
possibile aggiungere ulteriori funzioni ai nanotubi
senza dover sviluppare metodi nuovi e complessi per
modificare i nanotubi.
Alex Biris e Vladimir P. Zharov dell'Università dell'Arkansas a Little Rock, hanno descritto dei metodi per identificare, tracciare e distruggere le cellule tumorali in tempo reale con i nanotubi. In un primo articolo, i ricercatori dimostrano di poter utilizzare la spettroscopia Raman per tracciare i movimenti di un nanotubo all'interno di un essere vivente. Inoltre grazie a tale tecnica di rilevazione è possibile trovare un ampio spettro di nanoparticelle come cellule, batteri e anche virus. Per raccogliere i loro dati, come al solito, i ricercatori hanno iniettato nel sangue di un ratto delle cellule tumorali, che poi sono state rilevate e seguite utilizzando un nanotubo di carbonio. Nel loro secondo lavoro, invece, sono riusciti a mostrare che, una volta rilevata e raggiunta la cellula tumorale, il nanotubo può riscaldarsi fino a distruggere completamente la cellula malata senza intaccare le altre. Un bel risultato che, insieme alle cure genetiche, potrebbe portare a una serie di nanofarmaci universali che potrebbero nettamente cambiare il destino della razza umana (sempre che prima non ci autodistruggeremo). |