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AGI
3 OTTOBRE 2009
CAVALLO
FERITO DA COLPO DI FUCILE A BRINDISI
Brindisi, 3 ott.- Ignoti hanno
sparato ad un cavallo, custodito in un casolare di campagna. E'
accaduto la scorsa notte alla periferia di Brindisi. I
carabinieri, chiamati dal proprietario, un agricoltore del
posto, hanno accertato che i malfattori hanno prima praticato un
foro nella recinzione in lamiera, poi hanno esploso un colpo di
fucile che ha ferito il cavallo. Indagini sono in corso per
accertare il movente e identificare i responsabili.
LA PROVINCIA PAVESE
3
OTTOBRE 2009
Incidente per un cane, è grave
di
Paolo Fizzarotti
BRESSANA
(PV). Il cane è uscito all’improvviso dal cortile e gli ha
tagliato la strada. Il motociclista ha tentato inutilmente
di frenare, ma c’era troppo poco spazio: un istante dopo la
moto ha investito il cane, il conducente ha perso
l’equilibrio ed è caduto in modo rovinoso sull’asfalto. E’
questa, quasi certamente, la dinamica di un grave incidente
stradale che si è verificato nel primo pomeriggio di ieri a
Cà Bellotti, una minuscola frazione di Bressana Bottarone,
sulla strada provinciale che da Bressana porta a Verrua. Il
conducente della moto si chiama Giorgio Calvi, ha 40 anni e
abita a Verrua. Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione
del San Matteo di Pavia, con prognosi riservata. Al pronto
soccorso di Pavia i medici gli hanno riscontrato uno stato
di politraumatismo, con varie fratture, e un grave trauma
cranico. Il cane è morto sul colpo. «Saranno state le 14.30
- spiega una coppia di pensionati che abitano esattamente di
fronte al luogo dell’incidente - Eravamo in casa quando
abbiamo sentito una breve frenata e poi uno schianto
fortissimo. Siamo usciti a vedere cos’era accaduto e abbiamo
visto quel giovane per terra. La moto era di lato, mentre il
cane era sull’asfalto, morto. Ci siamo avvicinati; il ferito
sembrava privo di sensi e respirava male. Stavamo per
tornare in casa per dare l’allarme, quando si è fermata
un’auto: è stato l’automobilista a chiamare il 118». Sul
posto in breve sono arrivati la Croce rossa di Casteggio, l’automedica
di Pavia e una pattuglia della polizia stradale di Pavia.
Calvi non respirava quasi più, il medico ha dovuto intubarlo
sul posto per farlo respirare: poi il motociclista è stato
trasportato a Pavia. La stradale ha appurato che il
motociclista arrivava da Verrua ed era diretto verso
Bressana. Sull’asfalto sono rimasti i segni di una frenata
lunga un paio di metri e non di più: segno che il cane, un
animale di grossa taglia, ha attraversato la strada davanti
alla moto all’improvviso. A quanto sembra il cane appartiene
a una famiglia che abita nel cortile vicino: lo si vedeva
spesso lungo la provinciale. Giorgio Calvi non è sposato e
vive con i genitori a Verrua. Il fratello ha un’azienda
artigiana e lui lavora come operaio in una ditta della zona.
Probabilmente ieri stava arrivando da casa sua. «Ci spiace
molto, perchè lo conosciamo - spiega il pensionato - è il
figlio di un mio coscritto. Questa strada, però, è molto
pericolosa: il comune deve fare assolutamente qualcosa al
più presto».
STABIA CHANNEL
3 OTTOBRE 2009
Castellammare (NA) - Strage di gatti. "Avvelenati dai
residenti"
La
denuncia arriva da Rosaria Boccaccini, presidente
dell'Adda stabiese.
Dario Sautto
Castellammare di Stabia
(NA) - "In memoria di tutti i gatti avvelenati e
massacrati". Questo è il messaggio apposto sui manifesti
a lutto che sono comparsi nelle strade di Castellammare
di Stabia. Secondo l'associazione animalista Adda, tra
via Marconi, via Sirico, via Plinio e via Bracco, in
poche settimane sono stati ammazzati almeno 100 felini,
tutti vaccinati, sterilizzati e con il microchip
dell'azienda sanitaria, curati dai volontari stabiesi.
"Qualche sera fa - racconta Rosaria Boccaccini,
presidente dell'Adda stabiese - alcuni negozianti si
sono accorti in tempo che nelle ciotole di acqua e cibo
che erano state lasciate ai gatti, in realtà erano stati
versati veleno ed acido. Questa è un'azione precisa e
puntuale di persone, forse residenti, che vogliono fare
piazza pulita dei randagi nei loro quartieri". Una
situazione che è stata denunciata anche alle forze del'ordine
che stanno verificando, nelle zone segnalate, se
qualcuno abbia visto qualcosa. La presidente dell'ente
denuncia ancora una volta il disinteresse delle
istituzioni cittadine sull'argomento randagismo,
nonostante la presenza sul solo territorio stabiese di
800 cani abbandonati. "Noi - prosegue Rosaria Boccaccini
- continueremo la nostra battaglia contro il
maltrattamento e l'uccisione di animali, ricordando che
si tratta di reati gravi, oggi puniti con pene
severissime". A quanto pare, nelle relazioni consegnate
alle forze dell'ordine, c'è un immenso elenco di
violenze subite dagli animali nelle strade stabiesi.
Alcuni delinquenti si divertono a massacrare cani e
gatti con pietre e calci, mentre ora qualcuno
addirittura versa acido e creolina nelle ciotole
lasciate per strada dai animalisti e cittadini per
dissetare e sfamare gli animali. Intanto, in un clima
tutt'altro che felice, domenica mattina nella cattedrale
di Castellammare si terrà la consueta benedizione degli
animali.
LIBERO NEWS
3 OTTOBRE 2009
Zac Efron
spara 13 volte a un gatto. Padrona sotto choc
Un atto di
una crudeltà inaudita che ancora non è stato commetato dal suo
stesso autore. L'idolo delle adolescenti ha sparato con un
fucile ad aria compressa a un povero micino. La bestiola è stata
addormentata e operata per rimuovere i proiettili
![]()
Il povero gatto Smokey, 9 anni,
australiano, ha camminato a fatica fino al tappetino di ingresso
della casa della sua padrona e poi si è lasciato cadere, con la
testa sanguinante. La sua padrona lo stava cercando da tre
giorni. Al gatto sono state sparate nella testolina ben 13
pallottole con un fucile ad aria compressa e l'autire di
questa inaudita crudeltà a quanto pare è Cac Efron. Così
racconta una fonte vicina alla padrona del micio. Lisa Robins,
proprietaria della bestiola, è sotto choc: «Ho denunciato il
fatto alla polizia che ha dichiarato che si tratta di
una scioccante azione di crudeltà verso gli animali». La signora
a poi aggiunto: «Sono sconvolta all'idea che Zac Efron abbia
potuto tenere ferma la testolina del mio gatto per poi
sparargli, per 13 volte di fila». Il sergente Jim Solvang ha
fatto sapere che sono state estratte dal gatto, sedato e
operato, 13 pallottole dal cranio e dal muso. «Efron e la sua
troupe (in Australia sul set, ndr.) hanno commesso un atto di
insensata crudeltà mostrando di non avere alcun rispetto per la
vita degli animali lasciando il gatto sdraiato a terra credendo
fosse morto». Le associazioni animaliste australiane chiedono
che il ragazzo sia punito con la galera.
Efron, tuttavia, è accusato di questo inaudito crimine, ma mancano ancora le conferme ufficiali del suo staff e sorpattutto Zac non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Le sue fan sperano in una smentita di questa incresciosa vicenda.
LA GAZZETTA DI MANTOVA
3 OTTOBRE 2009
Stop
ai bocconi avvelenati
Mattia Frignani
Suzzara (MN) - Vorrei attirare
l’attenzione di tutti i lettori su un grave problema che
periodicamente si presenta nelle nostre belle campagne: i
bocconi avvelenati. Venerdi 1 ottobre, come tutte le
mattine, passeggiavo nei campi intorno alla mia abitazione
di S.Prospero di Suzzara quando ho notato che il cane aveva
iniziato a scavare tra i resti del mais raccolto da qualche
settimana. Memore di altre brutte esperienze passate (un
cane salvato in extremis dal veterinario e un altro
leggermente intossicato ma senza sintomi gravi, senza
contare i diversi cani morti, tutti per avvelenamento, nella
zona) mi sono precipitato a controllare e con orrore ho
scoperto un boccone di carne avvelenata sepolto tra le
foglie. Fortunatamente sono riuscito a evitare che lo
toccasse e ora la polpetta è conservata in luogo sicuro
pronta per essere portata alle autorità competenti per le
analisi e la denuncia. Vorrei chiedere a chi predispone
queste trappole perchè lo fa e soprattutto se abbia mai
visto morire un cane per avvelenamento. Assicuro a tutti che
è una scena straziante, tremori talmente forti che non gli
consentono di restare in piedi, bava alla bocca, dolori
atroci dovuti alle emorragie interne provocate dagli agenti
tossici mescolati alla carne. Spesso si tratta di
detergenti, insetticidi, topicidi, qualsiasi prodotto
chimico a disposizione in casa (per maneggiare i veleni
servono particolari autorizzazioni), che non fanno altro che
prolungare l’agonia dei malcapitati animali. Vorrei
chiedere a chi predispone queste trappole se ha mai pensato
che i campi sono frequentati oltre che dai cani (in questa
stagione molti cani da caccia) e dai loro padroni anche da
persone che cercano un po’ di silenzio e pace, o magari
qualche fungo o frutto selvatico. Molto spesso al pomeriggio
si vedono bambini che passano un po’ di tempo con i nonni in
mezzo al verde. Cosa succederebbe se uno di questi bambini
toccasse i bocconi e poi inavvertitamente si portasse la
mano alla bocca? E’ una possibilità tutt’altro che remota.
Nei prossimi giorni inoltrerò le dovute segnalazioni alle
autorità e, sperando che nessun altro debba fare questo
genere di esperienze, invito chiunque si trovi in situazioni
simili a fare altrettanto. Le nostre belle campagne non
devono diventare un pericolo per tutti noi.
LA PROVINCIA
PAVESE
3 OTTOBRE 2009
Lo
trovano un mese dopo la morte
di Adriano
Agatti
CHIGNOLO PO (PV). L’unica
a vegliarlo con amore è stata Nerina, una cagnolina che
è stata presa in custodia dal servizio veterinario dell’Asl.
Natale Serra, un uomo che aveva 71 e abitava in località
Casottina, è morto in solitudine: il suo corpo è stato
ritrovato dopo un mese. Natale Serra era una persona
conosciuta per il suo grande desiderio di solitudine.
Nel 2001 aveva addirittura sepolto in cortile il corpo
della moglie che era deceduta a seguito di una lunga
malattia. Era stato denunciato per occultamento di
cadavere ma era stato assolto dai giudici del tribunale
di Pavia. Così il pensionato era rimasto solo nella
vecchia casa che si trova in campagna al termine della
discesa di via Casottina, alla periferia di Chignolo Po.
Un’abitazione semi-abbandonata dove sembra non ci sia
nemmeno il collegamento con l’energia elettrica. Natale
Serra non voleva queste comodità. Viveva con la sua
cagnolina alla quale voleva un gran bene. «L’abbiamo
visto l’ultima volta circa un mese fa - spiegano i
vicini che vivono a circa cinquanta metri
dall’abitazione della tragedia - e così ci siamo
insospettiti. Non sentivamo più il cane abbaiare e ci
siamo resi conto che poteva essere successo qualcosa di
molto grave. All’inizio abbiamo pensato che fosse andato
da qualche parte a lavorare. Purtroppo la verità era
un’altra». Giovedì sera i carabinieri della locale
stazione sono andati in via Casottina e sono arrivati
vicino alla vecchia abitazione di Natale Serra. Hanno
subito sentito un odore terribile. I militari hanno
chiamato più volte il padrone di casa ma non hanno
ricevuto risposta. Si sono allontanati, impossibile
resistere in quelle condizioni. Ieri mattina hanno
avvisato il Procuratore della repubblica di Pavia e
hanno ottenuto il permesso di sfondare la porta per
capire cosa era successo in quell’abitazione. I militari
sono entrati con le mascherine, sono saliti al piano
superiore, hanno aperto la porta della camera da letto e
si sono trovati di fronte uno spettacolo impressionante.
Il corpo del padrone di casa era steso sul letto, a
fianco c’era la cagnolina Nerina. I carabinieri hanno
preso il povero animale, ridotto ad una scheletro, e
l’hanno portato fuori. Poi un medico ha constatato il
decesso.
GAZZETTA DI PARMA
3 OTTOBRE 2009
Boretto (RE): sequestrati cuccioli senza documenti
Boretto (RE) - Cinque
cuccioli, privi di documentazione legale e veterinaria, sono
stati sequestrati dalla Polizia municipale di Boretto. I
cuccioli si trovavano a bordo dell'auto di quattro cittadini
sloveni.
È accaduto giovedì a Boretto, durante un controllo della polizia municipale. Sono al momento in corso accertamenti per stabilire se gli animali siano stati usati per elemosine, cavie, vendite illegali o, addirittura, addestramenti finalizzati ai combattimenti tra cani. In attesa di dare una risposta a questi dubbi, gli agenti hanno avviato il “vincolo veterinario” degli animali.
LA GAZZETTA DI
REGGIO
3 OTTOBRE 2009
Sequestrati cuccioli clandestini
BORETTO (RE). Viaggiavano
su un furgone, trasportati da quattro cittadini sloveni
che non hanno mostrato nessun documento di vaccinazione
e che non hanno saputo fornire un minimo di spiegazione
sul loro utilizzo e la loro destinazione. Si tratta di
cinque cuccioli di cani scoperti durante un controllo
stradale da una pattuglia della polizia municipale
composta dagli agenti Salvatore Campochiaro e Annamaria
Ribezzo e guidata dal comandante Davide Grazioli. I
cinque cuccioli sono stati sequestrati e sottoposti a
«vincolo veterinario» e consegnati al personale del
canile che provvederà adesso a tutti i controlli
sanitari e alle eventuali vaccinazioni. Intanto
proseguono le indagini per capire da dove i cuccioli
sono arrivati e soprattutto a chi erano destinati. Le
cronache sono piene di episodi dove gli animali, in
particolare i cuccioli, sono vittime di episodi violenti
e illegali: da cavie per laboratori dove non ci si fa
tanti scrupoli, all’uso «stradale» per chiedere
elemosine e intenerire i passanti, fino alle vendite
illegali, fatte sottocosto e senza nessuna garanzia
veterinaria, sia per i cuccioli stessi che per altri
animali con i quali possono venire a contatto e con
rischi anche per l’uomo. «Sono in previsione - ha
confermato il comandante Davide Grazioli - ulteriori
controlli mirati a garantire soprattutto la condotta dei
proprietari di cani, poichè i dati parlano di una
preoccupante espansione delle violenze sugli animali e
riteniamo sia necessario sensibilizzare al rispetto
degli amici a quattro zampe».
CORRIERE DELLA SERA
3 OTTOBRE 2009
La
legge dovrà passare alle Camere
Vietati gli interventi per abbellire i cani
Tratta
di cuccioli, fino a 15 mesi di carcere. Sanzioni penali per
operazioni «estetiche» a coda e orecchie
ROMA — Mai più cuccioli
clandestini. La tratta di cani, gatti importati in Italia
per vie illegali subisce un duro colpo dopo l’approvazione
di una legge severa in Consiglio dei ministri. I
trafficanti saranno puniti con pene severe, fino a quindici
mesi di reclusione e anche più se gli animali hanno meno di
otto mesi. È uno dei puntI fondamentali del provvedimento
proposto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, per
recepire una vecchia Convenzione europea. Diventano penali
altri reati ai danni dei più deboli. Abbandono,
maltrattamento, taglio di coda e orecchie per fini estetici
e in generale tutti gli interventi chirurgici che generano
sofferenza, comprese l’asportazione di unghie e denti.
La legge dovrà essere
esaminata da Camera e Senato ed essere votata entro
Natale, come ha annunciato Frattini: «La Convenzione
riguarda milioni di famiglie italiane. Solo negli ultimi
undici mesi circa 70 mila cuccioli sono arrivati nel
nostro Paese illegalmente. Un fenomeno di dimensioni
inaccettabili ». Sanzioni per i negozianti che si prestano
a vendere cuccioli senza certificato, rischi di vedersi
ritirare la licenza per i trasportatori.
Il provvedimento si inserisce
in un quadro di iniziative legislative a favore degli
animali che acquistano diritti propri di tutti gli esseri
«senzienti». È appena stata presentata una sorta di testo
unico su iniziativa del sottosegretario al Welfare,
Francesca Martini: «La ratifica della Convenzione firmata
nel 1997 a Strasburgo è il risultato della collaborazione
col ministero degli Esteri. Vengono introdotte importanti
novità. In particolar modo, taglio di orecchie e coda
diventano reati penali attraverso la modifica dell’articolo
544ter del Codice penale. Pene severe anche per chi porta
in Italia cani o gatti non identificati e sprovvisti di
certificazione».
L’Associazione nazionale
medici veterinari (Anmvi) attendeva da tempo: «Il traffico
illegale non sembra avere inflessioni e abbiamo difficoltà
a fronteggiarlo perché è causa di gravi problemi sanitari».
Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, Ente protezione animali
descrive una realtà drammatica: «Le frontiere sono un
colabrodo. I cuccioli importati con viaggi faticosi per ogni
via muoiono o si ammalano. Sono accompagnati da falsa
certificazione per essere venduti come provenienti da
allevamenti italiani».
CORRIERE
FIORENTINO
3 OTTOBRE 2009
Legge Tratta di cuccioli, fino a 15 mesi di carcere
Vietati gli interventi per abbellire i cani
Sanzioni penali per operazioni a coda e orecchie
Margherita De Bac
ROMA — Mai più cuccioli
clandestini. La tratta di cani, gatti importati in
Italia per vie illegali subisce un duro colpo dopo
l’approvazione di una legge severa in Consiglio dei
ministri. I trafficanti saranno puniti con pene severe,
fino a quindici mesi di reclusione e anche più se gli
animali hanno meno di otto mesi.
È uno dei punto fondamentali del provvedimento proposto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, per recepire una vecchia Convenzione europea. Diventano penali altri reati ai danni dei più deboli. Abbandono, maltrattamento, taglio di coda e orecchie per fini estetici e in generale tutti gli interventi chirurgici che generano sofferenza, comprese l’asportazione di unghie e denti. La legge dovrà essere esaminata da Camera e Senato ed essere votata entro Natale, come ha annunciato Frattini: «La Convenzione riguarda milioni di famiglie italiane. Solo negli ultimi undici mesi circa 70 mila cuccioli sono arrivati nel nostro Paese illegalmente. Un fenomeno di dimensioni inaccettabili ». Sanzioni per i negozianti che si prestano a vendere cuccioli senza certificato, rischi di vedersi ritirare la licenza per i trasportatori. Il provvedimento si inserisce in un quadro di iniziative legislative a favore degli animali che acquistano diritti propri di tutti gli esseri «senzienti». È appena stata presentata una sorta di testo unico su iniziativa del sottosegretario al Welfare, Francesca Martini: «La ratifica della Convenzione firmata nel 1997 a Strasburgo è il risultato della collaborazione col ministero degli Esteri. Vengono introdotte importanti novità. In particolar modo, taglio di orecchie e coda diventano reati penali attraverso la modifica dell’articolo 544ter del Codice penale. Pene severe anche per chi porta in Italia cani o gatti non identificati e sprovvisti di certificazione». L’Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) attendeva da tempo: «Il traffico illegale non sembra avere inflessioni e abbiamo difficoltà a fronteggiarlo perché è causa di gravi problemi sanitari». Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, Ente protezione animali descrive una realtà drammatica: «Le frontiere sono un colabrodo. I cuccioli importati con viaggi faticosi per ogni via muoiono o si ammalano. Sono accompagnati da falsa certificazione per essere venduti come provenienti da allevamenti italiani».
LA PROVINCIA
DI LECCO
3 OTTOBRE 2009
Traffico illegale di cani e gatti Via libera
alle norme più severe
ROMA - Giro di vite al
traffico illegale di cani e gatti. La pratica
fuorilegge in Italia diventa reato punibile con una
condanna fino a 13 mesi, pena che viene aumentata di
un terzo se vittime del traffico sono cuccioli di
meno di otto settimane di vita. Molta attenzione al
trasporto illecito di cuccioli proveniente dall'est,
un business di 300 milioni di euro l'anno. Saranno
reato anche le mutilazioni come il taglio della
coda, delle orecchie, e altre mutilazioni non
motivate. Il Consiglio dei ministri ha dato il via
libera al ddl di ratifica della Convenzione di
Strasburgo.
TG COM
3 OTTOBRE 2009
Animali, stop a interventi estetici
Punito
chi taglia coda-orecchie a cani
Il Consiglio dei Ministri ha
dato il via libera al ddl di ratifica parlamentare della
Convenzione di Strasburgo, che introduce norme
particolarmente severe a protezione degli animali
d'affezione. La Convenzione, ha spiegato il ministro degli
Esteri, Franco Frattini, "introduce dei principi e delle
sanzioni penali, in particolare il divieto di abbandono
degli animali", e il no a interventi chirurgici o medici non
curativi ma "estetici".Oltre al reato di traffico illegale,
si introduce infatti quello del taglio della coda, delle
orecchie, e di altre mutilazioni non motivate da esigenze
terapeutiche. Infine sono previste sanzioni anche per
chiunque introduce nel territorio nazionale cani e gatti non
identificati e sprovvisti di certificazione sanitaria cosi'
come previsto dalla normativa vigente.Soddisfatte le
associazioni. ''Sarà un importantissimo strumento per
reprimere il commercio criminale di animali, molti dei quali
muoiono tra atroci sofferenze durante il loro trasferimento
in Italia'', ha detto il presidente nazionale dell'Ente
nazionale protezione animali (Enpa), Carla Rocchi. Secondo
il presidente della Lega Antivivisezione, Gianluca Felicetti,
in questo modo ''si stronca il vergognoso traffico dei
cuccioli dall'Est, grande fonte di rischi sanitari come la
reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali,
evasione fiscale''.
CORRIERE DELLA SERA
3 OTTOBRE 2009
Animali spediti in scatola La Lav: chiudere l’azienda
Lo
denuncia Striscia. Il titolare: siamo in regola
Andrea Alba
BASSANO DEL GRAPPA – Un appello alla Procura della Repubblica di Bassano, affinché interrompa l’attività di chi per lavoro spedisce «piccoli animali esotici vivi per posta, li sottopone a viaggi di durata indefinita, rinchiusi in pacchetti ermeticamente sigillati, senza possibilità di respirare, né indicazioni del contenuto sulla confezione ». A farlo è la Lega antivivisezione (Lav) che punta il dito contro un’azienda vicentina, pur precisando che è «in compagnia di altre»: il «mirino » è rivolto al negozio «Natura Viva» di Bassano del Grappa, specializzato nella vendita online di animali esotici, e finito l’altra sera all’interno del tg satirico Striscia la notizia di Canale 5. Dal negozio però respingono le accuse: «Le nostre spedizioni sono conformi alla legge, lo ha accertato nei giorni scorsi anche il Corpo Forestale». Gli ambientalisti segnalano le attività del negozio bassanese da oltre un anno e mezzo. L’azienda infatti, protagonista di un servizio tv andato in onda su «Striscia» nella serata del primo ottobre, già nel 2008 era stata oggetto di denuncia della Lav, depositata alla Procura della Repubblica di Bassano: con l’esposto si segnalava la pratica di spedire animali vivi. Nelle immagini di «Striscia» viene riportata un’intervista al Corpo Forestale che segnala come pratica illecita la spedizione di animali vivi, e successivamente un tentativo di intervista nel negozio bassanese, che finisce in un vivace battibecco per impedire di fare immagini, fra il negoziante Roberto Baccin e i giornalisti del tg satirico. Alla fine i giornalisti mostrano l’auto e la telecamera pesantemente danneggiate, e ne attribuiscono la responsabilità all’intervistato. «Natura Viva» è presente anche su internet, nel sito web vengono mostrati i tipi di animali che vengono venduti via posta: principalmente tartarughine e piccoli rettili. «Purtroppo 'Natura Viva' non è l’unica azienda a proporre questo tipo di vendita – commenta Nadia Masutti, responsabile Lav settore Animali esotici – il mercato dei piccoli animali esotici da compagnia, che ha preso recentemente una piega esponenziale in Italia, va arginato con fermezza: molte sono specie protette di cui è regolamentata o vietata la commercializzazione ». Secondo la Lav la vendita per posta è illegale: «E’ ricordato anche nel sito di Poste Italiane, e nel merito si è espressa anche l’Avda (Associazione Veterinaria per i Diritti Animali) secondo cui 'le eventuali conseguenze del trasporto vanno valutate in riferimento a quanto previsto dalla legge 189\04 che punisce i comportamenti che inducono sofferenza». Dal negozio bassanese respingono al mittente le accuse di Lav e «Striscia». «Ho trovato tre persone dentro la mia proprietà che filmavano e registravano, nonostante gli inviti non sono usciti e mi hanno aggredito – dichiara Baccin – Martedì gli agenti della Forestale di Milano hanno svolto un accertamento nel nostro negozio, non hanno rilevato nulla di irregolare nell’attività e nelle spedizioni e hanno fatto due verbali con cui lo attestano. Nessuna denuncia, nessun sequestro». Baccin ribadisce di operare secondo la legge: «La magistratura indaga da due anni, ma non ha trovato nulla perché è tutto in regola: da 15 anni spediamo gli animali secondo le normative del settore. I pacchetti non sono ermetici, o gli animali morirebbero, ma sono fatti secondo quanto previsto dall’azienda sanitaria locale. Se Striscia avesse fatto regolare richiesta, avrei autorizzato le immagini».
IL TIRRENO
3 OTTOBRE 2009
Tre dissequestri al Carapax
MASSA MARITTIMA (GR). Si avvicina il momento della
sentenza del processo Carapax, per le presunte
irregolarità nella detenzione degli animali di cui
sarebbero stati autori i responsabili del centro, Donato
Ballasina, Maria Joris Vandepitte e Donatella Pestelli.
E nel frattempo, sono giunti i primi provvedimenti di
dissequestro. Li ha firmati il giudice Giovanni Puliatti,
davanti al quale si terranno altre due udienze: il 14
ottobre per ascoltare una testimonianza e il 23 per la
discussione finale. Il primo provvedimento di
dissequestro riguarda il locale adibito a sala riunioni
e quindi di tutta la documentazione contenuta. Il
secondo provvedimento riguarda invece le scatole
contenenti i gusci dei rapaci: sono state liberate dal
sequestro penale e dell’esecuzione è stato incaricato il
corpo forestale dello stato. La forestale dovrà però
verificare se ci siano gli estremi per un sequestro
amministrativo. Il terzo provvedimento riguarda la terza
vasca: perché, ha argomentato il giudice, le tartarughe
che vi sono custodite sono oggetto di furto e non vi è
motivo di mantenere i sigilli.
LA NUOVA FERRARA
3 OTTOBRE 2009
A Cento (FE) non si trovano veterinari per
le urgenze
Caro direttore, scrivo per un gruppo di persone di
Cento che giovedì 1 ottobre, alle ore 20.30 circa,
ha assistito ad un incidente nel quale è stato
investito un cane. Siamo molto indignati perché per
trequarti d’ora abbiamo cercato un medico
veterinario a Cento senza alcun successo. L’unico
(che ringraziamo) è stato il dottor Gabriele Garuti
di XII Morelli. Possibile che se viene investito o
sta male un animale fuori orario di ambulatorio non
esista nessun medico d’urgenza in una città come
Cento? Comunque vogliamo far sapere che per ben
trequarti d’ora abbiamo visto un cane in agonia,
sperando di trovare un medico e che alcuni di loro
hanno anche risposto alla nostra chiamata però
impossibilitati di assistenza. A cosa serve il
numero delle urgenze? Siamo amanti di tutti gli
animali e riteniamo che queste cose non devono più
succedere. Lettera firmata
IL CENTRO
3 OTTOBRE 2009
Visoni in fuga, ordine di cattura del
Parco
Roberto
Raschiatore
CASTEL DI SANGRO (AQ). Celeste Silvestro se l’è
trovati in giardino e ha tentato di mandarli via
a colpi di scopa. Alla guardia comunale hanno
ucciso un’oca. Amico Di Vincenzo li ha visti
fuggire via dopo un banchetto nel suo pollaio.
Una ventina quelli morti sulla superstrada,
travolti dalle auto, come segnalato da Roberto
Marotta. I visoni liberati dall’allevamento di
Castel di Sangro hanno fatto danni in un raggio
di 30 chilometri, spingendosi fino nel Parco.
UN VERO CASO. I 130 predatori che corrono sul
sentiero della libertà sono diventati un caso.
In tutto l’Alto Sangro e nei confinanti paesi
del Molise. Un caso perché le loro scorribande
in orti e pollai causano danni. Un caso perché
si sono spinti anche nel Parco nazionale
d’Abruzzo. Una segnalazione è arrivata persino
da Opi. IL FATTO. I visoni neri dalla pregiata
pelliccia sono stati liberati una settimana fa
durante un blitz di un gruppo di animalisti. Gli
ecologisti sono entrati di notte
nell’allevamento di Castel di Sangro. Hanno
fatto saltare i lucchetti delle gabbie e dopo
avere staccato i cartellini identificativi hanno
lasciato correre via i predatori. Hanno tentato
di incendiare anche il laboratorio di conceria e
hanno danneggiato alcune apparecchiature. Ben
presto i mustelidi, conosciuti per la loro
aggressività e voracità, hanno iniziato a fare
danni. A Rionero Sannitico, Ateleta, Scontrone.
I PROPRIETARI. Hanno pochissima voglia di
parlare. Qualche anno fa finirono alla ribalta
delle cronache per un altro blitz degli
animalisti sfociato in un duro scontro, con nove
feriti e strascichi giudiziari. Nell’allevamento
nei pressi di un cavalcavia della superstrada
652 vengono selezionati circa 2mila visoni. Si
trovano nelle gabbie disposte in 5 strutture.
L’azienda è intestata a Francesco D’Amico . «Non
c’è niente da dire», afferma il padre Raffaele ,
insegnante all’Istituto per l’agricoltura di
Castel di Sangro e collaboratore del figlio, «ma
una cosa scrivetela: odio gli animalisti. I
visoni? In giro ce ne sono tanti, come è normale
che sia da queste parti». LE TESTIMONIANZE.
Sulla vicenda non sono state presentate denunce,
neanche da parte di coloro che in questi giorni
stanno subendo danni dai visoni in fuga. Gli
assalti più frequenti a Rionero Sannitico,
comune della provincia di Isernia a una manciata
di chilometri da Castel di Sangro. Ne sanno
qualcosa Celeste Silvestro o Amico Di Vincenzo .
«Alla guardia comunale hanno ucciso anche
un’oca», racconta il presidente della locale
Associazione dei cacciatori, «sono terribili e
gli avvistamenti si susseguono». Una donna ne ha
trovati sette, otto nel giardino della propria
abitazione e quando ha cercato di scacciarli i
visoni hanno cominciato a mordere il bastone.
Roberto Marotta aggiunge: «Una ventina sono
stati trovati morti sulla superstrada. Ho
sentito dire che nei prossimi giorni ci sarà una
caccia al visone e la Forestale piazzerà una
serie di bidoni con interiora di pollo per
attirare i visoni e poterli catturare». Ma
quella della cattura, per ora, sembra solo una
leggenda metropolitana. Come spiega anche Mauro
D’Andrea , comandante della stazione della
Forestale di Forlì del Sannio. ECOSISTEMA A
RISCHIO. Lo ha già evidenziato il professor
Luigi Boitani , docente di Biologia animale e
dell’uomo all’Università La Sapienza di Roma e
consulente del Parco nazionale d’Abruzzo. Lo
ribadisce Tiziana Altea , responsabile
dell’Ufficio biodiversità della Forestale di
Castel di Sangro: «E’ una specie molto
aggressiva che può attaccare roditori, rettili e
anfibi, turbando l’equilibrio dell’ecosistema. I
mustelidi sono molto reattivi e hanno un
metabolismo accelerato. Il problema è di chi ha
compiuto questa oscenità. Si potrebbero
catturare o pensare a interventi di
sterilizzazione per evitare che si riproducano.
Io stessa ne ho visto uno a San Pietro Avellana,
sempre in Molise». I TIMORI DEL PARCO. Li
mette in luce il presidente Giuseppe Rossi . «Ci
sono segnalazioni nelle zone limitrofe al Parco
e stiamo vagliando quella arrivata da Opi»,
afferma il responsabile del Parco nazionale
d’Abruzzo, Lazio e Molise, «vanno immediatamente
fermati. Perché si tratta di una specie aliena
che pone un problema delicatissimo nella zona
protetta e non solo. Faremo delle verifiche e
valuteremo gli interventi di controllo da
adottare. I maggiori pericoli potrebbero esserci
per la lontra, recentemente riavvistata. Non
vorremmo che si verificasse ciò che sta
accadendo con i cani randagi o rinselvatichiti,
diventati più pericolosi dei lupi». -
IL TIRRENO
3 OTTOBRE 2009
Né carne né pesce, parola di chef
Claudio Bottinelli
CAPALBIO (GR). Cresce, anche in Italia, il
popolo dei vegetariani e dei vegan. In
particolare dei vegan, che non solo rifiutano di
mangiare animali (pesci compresi), ma anche
qualunque cibo che abbia origine animale, come
uova, latte o formaggi. E lo fa per una precisa
riflessione che rifiuta l’idea di uccidere o di
sfruttare esseri viventi. L’Eurispes nel 2006
stimava i vegetariani in 6 milioni in Italia, in
costante crescita. Anche i vegan sono sempre di
più. Ma finora era per loro difficile poter
andare al ristorante. Visto che i ristoranti
italiani propongono oper lo più menù basati in
gran parte su sughi, arrosti, stufati a base di
carne; e per un vegan questo vuol dire non
mangiare o limitarsi a patate fritte e insalata.
Ecco dunque l’idea, lanciata dalla Lav e fatta
propria dall’Ascom Confcommercio, di ristoranti
che - segnalati da targhe adeguate - da oggi
proporranno accanto al menù “classico” anche un
menù alternativo in stile veg, che oltre a
tutelare gli animali va anche incontro
all’ambiente e all’economia globale, perché - fa
notare chi pensa ‘vegan’ - l’allevamento porta
gravi danni da inquinamento, causa
deforestazione per la creazione di pascoli,
offre un risultato in termini nutrizionali che è
solo un decimo di quello che potremmo ottenere
(e magari redistribuire nei Paesi colpiti dalla
fame) se consumassimo direttamente i vegetali
usati per far crescere gli animali. Il progetto
si chiama “Veg+” e verrà lanciato in tutta
Italia stamattina, partendo da Capalbio (ore
11.30, ristorante “Il Frantoio”) con una
conferenza stampa nazionale cui seguirà una
degustazione a buffet di cibi vegan. Non è un
caso la scelta della località nella quale l’idea
si concretizza per la prima volta in Italia:
Capalbio infatti è stata negli ultimi quarant’anni
protagonista di grandi momenti dell’ambientalismo
e siè trovata più volte in prima linea nrl
fronte del rispetto e della salvaguardia
dell’ambiente. e della natura. Con il
presidente Lav, Gianluca Felicetti, e il
direttore Ascom Grosseto, Paolo Regina,
testimonial della giornata saranno il
presentatore Red Ronnie, Daniela Poggi, la
nutrizionista Michela De Petris e il filosofo
Tom Regan, uno dei pensatori che più hanno
sviluppato negli ultimi decenni la teoria
animalista. Sono già molti (più di venti solo
nella provincia di Grosseto), i ristoranti che
hanno aderito e proporranno anche un menù,
quello veg, bene accetto anche a chi sta attento
a quel che mangia, visto che i piatti sono
assolutamente privi di colesterolo. Non bisogna
pensare però che le ricette vegan si limitino a
verdure, cotte o crude, e a poco più. Tutt’altro.
Usando in modo adeguato cibi come il seitan e il
tofu, ad esempio, si possono cucinare piatti da
far venire l’acquolina in bocca. Le ricette
vegan sono un’infinità, ma finora erano rimaste
nel “segreto” delle cucine di pochi. Da oggi,
con il progetto lanciato dalla Lav e promosso
dall’Ascom Confcommercio, in molti ristoranti
italiani sarà un’altra cosa. E accanto al menù
di sempre ci sarà un menù vegan che oltretutto
darà anche un valore turistico aggiunto e
sicuramente gradito sul piano internazionale:
qualcosa in più insomma che non potrà non
attirare l’attenzione. Tutto parte da Capalbio.
Stamani prima di mezzogiorno.
IL SECOLO XIX
3 OTTOBRE 2009
Domani l'apertura della caccia al cinghiale
La Spezia - Parte domani
la caccia al cinghiale in tutta la Provincia con mille
capi in più da abbattere, rispetto allo scorso anno.
Visto il gran numero di ungulati la Provincia della
Spezia ha portato infatti a 4.500 esemplari il limite
massimo degli abbattimenti possibili. Sono quasi 2.200 i
cacciatori spezzini, più o meno lo stesso numero dello
scorso anno, sui 3.400 che hanno rinnovato la licenza,
riuniti in 53 squadre, pronti a scendere in campo
domattina per l'attesa apertura che inizierà alle 7,45 e
si protrarrà sino alle 16,45. Giornate di caccia il
mercoledì e la domenica. Tra le novità del calendario
venatorio 2009-2010 la possibilità di cacciare il
cinghiale anche nel mese di gennaio se il tetto dei
4.500 esemplari abbattuti non sarà stato raggiunto entro
il 31 dicembre. Tutto il territorio provinciale è
suddiviso come nel passato, in 6 distretti di caccia, 11
comprensori e 53 zone di caccia . Tra le novità del
calendario annuale la possibilità, in via sperimentale,
dell'effettuazione di braccate con l'unione di due
squadre che cacciano in zone fisse confinanti per un
numero massimo di tre nell'intera stagione. Per ogni
comprensorio è stato fissato un numero massimo di capi
da abbattere che non potrà essere superato. Questi i
distretti: 1 con i comuni di Carro, Maissana e Varese
Ligure, comprensori A e B; 2 con i comuni di Zignago,
Sesta Godano, Rocchetta (zona Ovest) e Brugnato (zona
Ovest) ed i comprensori C ed M; 3 con i comuni di
Bonassola, Deiva Marina, Framura, Levanto, Carrodano,
Borghetto, Pignone e Riomaggiore con i comprensori E ed
F; 4 con i comuni di Rocchetta Vara (zona Est), Brugnato
(zona Est), Calice, Beverino e Bolano, con i comprensori
D ed H; 5 con i comuni di Riccò del Golfo, Follo,
Vezzano Ligure, La Spezia e Portovenere ed il
comprensorio G; 6 con i comuni di Santo Stefano, Arcola,
Lerici, Sarzana, Ameglia, Castelnuovo e Ortonovo ed i
comprensori I ed L. La composizione media di ogni
squadra è di 35 cacciatori (il numero minimo previsto è
di 20 con in più un massimo di 6 invitati) ma alcune
arrivano a 70-80 elementi con un numero massimo di
cacciatori inferiore a quello dello scorso anno, quando
si era arrivati a registrarne anche 90. "Come sempre
varare un calendario efficacenon è stato facile –spiega
l'assessore provinciale alla caccia Giorgio Traversone-
ma anche quest'anno ci siamo riusciti con un'attenta
opera di mediazione e facendo prevalere il buonsenso là
dove c'era aperta conflittualità per l'assegnazione
delle zone di caccia».
IL GIORNALE DI
VICENZA
3 OTTOBRE 2009
Caccia agli uccelli protetti In Regione c'è
la delibera
IL CASO. Le "deroghe" per la stagione in
corso inserite in un atto amministrativo. Il via
libera è atteso per martedì
Legge bloccata dalla guerra Lega-Pdl, la
Giunta ci prova con la "scorciatoia". Ma la Lac
avverte: «Ricorriamo al Tar»
Vicenza. La caccia in
deroga imbocca la scorciatoia, dopo essersi
impantanata sulla strada maestra. Niente legge
regionale, almeno per ora: avanti con delibera della
Giunta veneta, che ammetterà di abbattere quattro
specie protette in deroga rispetto ai limiti
europei.
Il provvedimento è stato adottato in prima battuta dal governo Galan. Ora passerà in commissione, poi tornerà in Giunta per il via libera definitivo. Tutto avverrà martedì, in poche ore. Salvo intoppi - premessa d'obbligo - dal 7 ottobre pispola, peppola, fringuello e storno finiranno nel mirino dei cacciatori veneti e delle 20 mila doppiette vicentine. Ma le associazioni animaliste e ambientaliste sono in agguato: già minacciano di bloccare tutto con un ricorso al Tar. LA SCORCIATOIA. A differenza di quanto avvenuto ininterrottamente dal 2002 al 2008, non sarà una legge a consentire la caccia in deroga, bensì un atto amministrativo. La delibera di Giunta è la preannunciata "opzione-bis" che l'assessore alla Caccia Elena Donazzan aveva promesso al popolo delle doppiette nel caso di stallo della proposta legislativa in Consiglio regionale. E stallo, per usare un eufemismo, è stato: anche la settimana scorsa l'assemblea di Palazzo Ferro Fini non ha avuto i numeri - complici le assenze nel Pdl - per discutere della legge. Tutto questo dopo un'estate di guerra aperta tra Lega Nord e Pdl, partiti che, anche tra i cacciatori, pensano di giocarsi migliaia di voti per le prossime Regionali. QUATTRO SPECIE. Se in luglio il Carroccio proponeva di poter sparare a ben 11 specie mentre il Pdl si fermava a cinque, nelle settimane successive fu trovato un compromesso su una nuova proposta per sei specie cacciabili. Inutile. In Consiglio regionale quel compromesso non ha mai superato la prova del voto, nel senso che mai si è giunti a discutere la legge. Così, l'assessore Donazzan ora estrae dal cappello la delibera per poter cacciare 4 specie. IL RAMMARICO. «Non essere riusciti a varare la legge è una brutta pagina - riconosce Donazzan -. Finché abbiamo tenuto il tema venatorio su un piano trasversale e su contenuti "tecnici", non si sono stati problemi. Ma quando è diventato scontro politico ci siamo schiantati. Annusata l'aria, da qualche tempo ho pensato alla delibera, che si regge sulla legge quadro approvata nel 2007 e modificata l'anno scorso». OCCHIO AI RICORSI. «Non è certo colpa nostra se non si è arrivati alla legge», rilancia Roberto Ciambetti, capogruppo della Lega Nord. «La delibera è meglio di niente, ma dà meno garanzie della legge: crea incertezze per i cacciatori e per chi fa i controlli». E soprattutto, come riconosce la stessa Donazzan, «è impugnabile». In effetti si preannuncia battaglia. Gianfranco Bettin, leader dei Verdi in Regione, giudica la delibera «illegittima». Se la legge tornerà in Aula, è pronto a calare «migliaia di emendamenti»; se ci si limiterà alla delibera, «saranno le associazioni ambientaliste a fare ricorso». «I nostri legali - annuncia Andrea Zanoni, presidente della Lac - sono al lavoro per la stesura del ricorso al Tar». E la Lipu è sulla stessa linea. Ma la strada delle legge è davvero impercorribile? «Io non ho perso le speranze - afferma Ciambetti -. La Lega in aula sarebbe presente». «Anche il Pdl ci sarebbe - conclude Donazzan - ma ci sono pochissime possibilità che la legge passi. Ci vorrebbero dieci mesi. E a quel punto la stagione sarebbe chiusa e anche le elezioni regionali sarebbero passate».
BRESCIA
OGGI
3 OTTOBRE 2009
Caccia, il Tar boccia i due giorni
«extra»
LA SENTENZA. Nuova vittoria
ambientalista, accolto il ricorso che chiedeva
di bloccare la concessione di un periodo
supplementare nei mesi di ottobre e novembre
Sala: «Calpestata la nostra tradizione venatoria» La Lac: «Un nuovo smacco per una politica dissennata»
Altra doccia
fredda per i cacciatori bresciani. Ieri il Tar
di Brescia, dopo lo stop alla pre apertura per
tortora e merlo, ha bocciato un'altra decisione
della giunta provinciale (legata a una deroga
regionale alla legge nazionale): sospesi i due
giorni alla settimana di caccia aggiuntiva alla
fauna migratoria nei mesi di ottobre e novembre.
Insomma, adesso si potrà sparare solo per tre
giorni alla settimana anziché cinque. Lo stop
arriva con una ordinanza che accoglie una
istanza presentata ai giudici dalla Lega
abolizione caccia (Lac). La motivazione cardine?
«Il numero di giornate di caccia appare
recessivo rispetto all'interesse alla
conservazione delle specie cacciate che, dal
parere dell'Ispra, appare minacciato, non
esclusivamente ma indubbiamente anche
dall'esercizio dell'attività venatoria». La
vittoria degli ambientalisti diventa poi
triplice se si considera anche l'ordinanza,
sempre del Tar, per la maggior tutela dei
valichi alpini (Maniva e Colle San Zeno) a cui
la Provincia si è adeguata nei mesi scorsi
vietando la vagante all'avifauna migratoria.
Durissimo il commento dell'assessore provinciale alla Caccia Alessandro Sala, mentre esultano le associazioni ambientaliste, Lac in testa. «Il provvedimento - ha dichiarato Sala - è di una gravità inaudita ed è motivo di indignazione per i cacciatori. Ineccepibile sotto il profilo formale, ha conseguenze che calpestano con indifferenza la tradizione venatoria e che risultano offensive nei confronti dei cacciatori bresciani». Per l'assessore il Tar non ha approfondito la documentazione presentata dalla Provincia, che dimostrava come le specie prese in esame non fossero in sofferenza: «Il Tar basa il suo giudizio esclusivamente sul parere negativo dell'Ispra, senza commentare i dati forniti da noi. A questo punto si dubita persino che siano stati letti». Scarno ma incisivo il commento della Lega abolizione caccia: «Un nuovo smacco per la politica dissennatamente filovenatoria della Provincia di Brescia, dal momento che il Tar ha tranquillamente fatte proprie le nostre motivazioni sulla minaccia alla fauna selvatica rappresentata dalla caccia. Una nuova vittoria che si tradurrà in una minore perdita di vite alate sacrificate sull'altare di un crudele e anacronistico passatempo».
QUI
BRESCIA
3 OTTOBRE 2009
Stop del Tar alla caccia
supplementare
Il Tar di Brescia ha
bocciato una decisione della giunta
provinciale sulla attività venatoria,
sospendendo i due giorni di caccia
aggiuntiva alla fauna migratoria nei mesi di
ottobre e di novembre. La decisione arriva
dopo quella di negare il via libera alla
pre-apertura per le specie di tortora e
merlo.
Con questa sentenza, che accoglie anche una istanza dei della Lega abolizione caccia, le doppiette potranno sparare solamente tre giorni alla settimana anziché cinque. La motivazione, si basa sul parere dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la Ricerca ambientale) che ha valutato eccessivo il numero di giornate di caccia rispetto all’interesse ed alla conservazione delle specie oggetto dell’attività venatoria. Per i cacciatori si tratta di una vera e propria doccia fredda che segue un’altra ordinanza del Tar che, nei mesi scorsi, ha vietato di fatto la caccia vagante all’avifauna migratoria, con la motivazione di una maggior tutela dei valichi alpini del Maniva e di Colle San Zeno. Per l’assessore provinciale Alessandro Sala si tratta di “un provvedimento che calpesta la tradizione venatoria e che risulta offensivo nei confronti dei cacciatori bresciani”, mentre esulta la Lav che parla di una “vittoria che si traduce in una minore perdita di vita alate sacrificate in nome di un anacronistico passatempo”
FUTURO PROSSIMO
3 OTTOBRE 2009
Gli
speciali - 8 animali bionici - 5 - Pierre, Pinguino bionico
![]()
Povero Pierre! E' un pinguino
africano di 26 anni ospite dell'Accademia Californiana delle
Scienze: ha perso le piume con la vecchiaia e rabbrividiva
quando i suoi 19 compagni sguazzavano tranquillamente
nell'acqua."Aveva freddo, si scuoteva di continuo" dichiara Pam
Schaller, biologo dell'Accademia. La soluzione? Convertire una
speciale muta da sub per missioni di profondità oceanica in una
seconda pelle per Pierre: l'integrazione con uno speciale strato
di velcro ha permesso il raggiungimento dell'obiettivo.
SAVONA NEWS
3 OTTOBRE 2009
Finale
Ligure (SV): allarmante moria di germani reali e anatidi
![]()
Finale ligura (SV) -Le guardie
zoofile dell'Enpa di Savona indagano su una misteriosa moria
di germani reali ed altri anatidi che si è verificata alla
foce del torrente Sciusa a Finale Ligure. Insieme agli
ispettori del Servizio Veterinario dell'ASL 2 le guardie
zoofile hanno accertato la morte di almeno una ventina di
animali, altri ancora vivi sono stati prelevati dai
volontari dell'Enpa per essere curati. Prelevati alcuni
corpi e campioni di acqua da
sottoporre ad analisi per accertare le cause della moria, che sembra da attribuirsi allo scarso deflusso del torrente ed al conseguente aumento di concentrazione di sostanze botuliniche, particolarmente velenose per i volatili. I volontari dell'Enpa, proprio in questi giorni, stanno soccorrendo numerosi gabbiani in diverse spiagge della provincia, segnalati da turisti e cittadini. "Il soccorso della fauna selvatica - ricorda l'Enpa - e' di competenza della Provincia ma fino ad oggi e' svolto esclusivamente con propri mezzi dalla Protezione Animali, che attende fiduciosa che la Giunta Vaccarezza destini al settore le indispensabili risorse economiche ed organizzative".
IL GIORNALE
3 OTTOBRE 2009
BAARIA PROTEZIONE ANIMALI CHIEDE IL SEQUESTRO
Dopo le polemiche per la
scena dell’abbattimento del toro, su «Baarìa» piomba una
denuncia. L’Ente nazionale per la protezione degli
animali chiede «l’urgente sequestro di tutte le copie
del film». L’Enpa chiede di vietare la proiezione «per
impedire che il reato venga portato ad ulteriori
conseguenze e per evitare che la scena continui a
produrre inutile sgomento, gratuito ribrezzo e profondo
raccapriccio anche ai bambini».
TEATRO
NATURALE
3 OTTOBRE 2009
Agricoltori e ambientalisti, è scontro
Troppi danni e solo parzialmente risarciti,
perché tanto accanimento verso gli agricoltori da
parte delle associazioni ambientaliste? Cia e
Confagricoltura presentano opposizione al ricorso
Tar di Lav, Lac ed Enpa
Caccia in deroga: Cia
e Confagricoltura dell’Emilia-Romagna impugnano
l’arma della giurisprudenza e presentano opposizione
al ricorso d’urgenza presentato al Tar (Tribunale
amministrativo regionale) dell’Emilia-Romagna dalle
associazioni Lav (Lega anti vivisezione), Lac (Lega
anti caccia) ed Enpa (Ente nazionale protezione
animali). Il ricorso presentato dagli animalisti,
infatti, è finalizzato all’ottenimento della
sospensiva della Delibera della Giunta della Regione
Emilia-Romagna che regolamenta la caccia in deroga
alla specie storno in alcuni comuni delle province
(esclusa Piacenza) della regione ed alla specie
tortora dal collare nelle province di Forlì-Cesena,
Ravenna e Rimini. “In considerazione degli ingenti
danni che questi volatili arrecano alle coltivazioni
e che solo parzialmente vengono risarciti – scrivono
Cia e Confagricoltura - non si comprende
l’accanimento di certe associazioni, che si
definiscono ambientaliste, nel voler impedire
un’attività di prelievo che può ridurre l’onere a
carico degli agricoltori. Tale insistenza –
proseguono Cia e Confagricoltura - è ancor più
incomprensibile alla luce della sentenza del
Consiglio di Stato che, in merito ad analogo ricorso
presentato lo scorso anno, aveva confermato la
correttezza dell’operato della nostra Regione”.
IL GAZZETTINO
3 OTTOBRE 2009
Treviso. Scarica di pallini in faccia:
colpito da cacciatore nel giardino di casa
Vivaista centrato al volto mentre stava per
tosare l'erba Il feritore aveva mirato ad un
fagiano, mancandolo
TREVISO - Ustioni al
viso di primo grado. Poteva andar meglio. Ma anche
peggio a Renato Pavan, vivaista di 57 anni,
residente con la moglie al numero 2 di via
Aeroporto.
AGI
3 OTTOBRE 2009
BRACCONIERI DENUNCIATI NEL COSENTINO,
SEQUESTRATI FUCILI
Cosenza - La
Guardia di Finanza del distaccamento di Sibari,
a Cassano Ionio, compagnia istituita il primo
agosto scorso, ha effettuato il sequestro di tre
fucili da caccia calibro 12, due di marca Breda
e uno di marca Benelli, 90 cartucce, 8 casse
altoparlanti, 5 musicassette, 2 riproduttori di
suoni e 2 autoradio. Inoltre ha denunciato a
piede libero tre persone, dedite ad attivita' di
bracconaggio, scoperte nelle campagne
circostanti il fiume Raganello. I tre, appena
scoperti, hanno anche cercato di nascondere le
attrezzature utilizzate per la caccia di frodo.
SIBARI.NET
3 OTTOBRE 2009
Raganello: la Finanza coglie sul
fatto tre bracconieri
Sibari (CS) -
Primo risultato di servizio messo a segno
dalla neo istituita Compagnia delle Fiamme
Gialle di Sibari che ha effettuato il
sequestro di tre fucili da caccia calibro
12, novanta cartucce, otto casse
altoparlanti, cinque musicassette, due
riproduttori di suoni e due autoradio, con
la contestuale denuncia a piede libero di
tre cacciatori dediti ad attività di
bracconaggio. In particolare, i militari
della Compagnia Sibarita, nell’ambito della
costante e vigile presenza sul territorio,
attratti da un inusuale e costante
cinguettio e dal susseguirsi di colpi di
fucile, riveniente dalle campagne antistanti
il fiume Raganello, si sono addentrati nei
campi ed hanno proceduto a un rastrellamento
tra gli uliveti. Dove hanno rilevavato la
presenza dei cacciatori intenti al massacro
della selvaggina attratta dai richiami
posizionati a debita distanza. Alla vista
dei militari i cacciatori furtivamente hanno
tentato invano di nascondere i richiami
acustici elettromagnetici nella propria
autovettura posta a breve distanza. Il
tempestivo intervento dei militari,
testimoni dell’attività di bracconaggio dei
tre cacciatori, ha portato alla
cpontestazione della flagranza di reato.
SESTO
POTERE
3 OTTOBRE 2009
La buona notizia: salvati un gabbiano
ferito e un ghiro in difficoltà
La Spezia - 3
settembre 2009 - Un piccolo di ghiro è stato
recuperato, ieri, da due donne che percorrevano,
in automobile, la strada che da Campiglia
conduce al centro cittadino. L’animale,
probabilmente caduto dal nido, è stato trovato,
tremante ed infreddolito, ai margini della
strada ed è subito apparso in difficoltà.
Intenerite, le due donne non hanno quindi avuto
esitazioni a prendersi cura del piccolo ghiro,
portandolo personalmente al più vicino Comando
Stazione del Corpo forestale dello Stato. Il
personale del Comando Stazione Forestale della
Spezia, con la collaborazione del Comando
Stazione Forestale di Riomaggiore e della
Polizia Provinciale, ha subito provveduto a
prestare le prime cure all’animale, che già in
giornata sarà portato al Centro W.W.F. di Ronchi
di Massa.
Nella stessa giornata, personale del Comando Stazione Forestale della Spezia ha recuperato un gabbiano ferito in un’area limitrofa al Circolo Ufficiali della Marina Militare. L’animale è stato consegnato al personale della sezione faunistica della Polizia Provinciale che provvederà a consegnarlo all’Oasi W.W.F. di Ronchi di Massa.
AGI
3 OTTOBRE 2009
CACCIATORE FERITO NEL CHIETINO
DURANTE BATTUTA AL CINGHIALE
Vasto (Chieti)
- L'uomo, ferito alla schiena da un solo
colpo di fucile, e' ricoverato in prognosi
riservata all'ospedale di Pescara. I
carabinieri di Torino di Sangro (Chieti),
che indagano sull'episodio, hanno gia'
acquisito la testimonianza degli altri
cacciatori, residenti a Casalbordino e
Torino di Sangro. Pare certo che si e'
trattato di un incidente.
AGI
3 OTTOBRE
2009
CACCIATORE FERITO NEL CHIETINO
DURANTE BATTUTA AL CINGHIALE
Vasto (Chieti)
- E' stato sottoposto ad un delicato
intervento chirurgico all'ospedale di
Pescara C.G., un uomo di 31 anni di
Casalbordino (Chieti), ferito nella
tarda mattinata di oggi durante una
battuta di caccia al cinghiale, in
localita' Colle Termine, a Torino di
Sangro (Chieti).Secondo le prime
testimonianze, l'uomo sarebbe stato
raggiunto da uno o piu' colpi di fucile
da altri cacciatori che, vedendo una
sagoma muoversi dietro un cespuglio,
credevano di aver individuato la preda.
Non e' ancora ben chiaro, pero', se
l'uomo sia finito per caso nella
traiettoria dei colpi o se,
effettivamente, sia stato scambiato per
l'animale. Subito soccorso dai colleghi,
C.G. e' stato trasportato con l'eliambulanza
del 118 all'ospedale di Pescara dov'e'
giunto poco dopo le 13. Sull'episodio
indagano i carabinieri di Torino di
Sangro e i colleghi della compagnia di
Ortona (Chieti).
NEWSFOOD
3 OTTOBRE 2009
Allevato da Sheeren Thompson, per ora è
solo un attrazione da fiera
Canada: ecco Poe, il cavallo gigante
E' alto 2,05 metri per 1.300 Kg. La
padrona: "Vogliamo che i responsabili del
Guinness vengano qui il prima possibile"
![]()
Poe è un cavallo
di razza Clyesdale che vive a Tupperville,
cittadina di provincia nell'Ontario, in Canada.Ma Poe
non è un cavallo comune: con i suoi 2,05 metri
di altezza per 1.300 kg è un vero gigante e la
proprietaria vuole che il Guinness dei primati
lo riconosca come il cavallo più alto del mondo.
"Vogliamo che i responsabili del Guinness vengano qui il prima possibile. Sappiamo da un po che il nostro potrebbe essere il cavalo più alto del mondo, ma abbiamo bisogno della documentazione ufficiale da Londra" spiega la padrona, una giovane donna di nome Sheeren Thompson. Secondo Sheeren, per mantenersi in salute il cavallo ha bisogno di 4,5 chilogrammi di grano e beve circa 340 litri d'acqua. Una volta cavallo da soma, Poe (in attesa dell'esame del Guinness) campa facendo l'animale da esposizione nelle fiere locali, attirando numerosi visitatori, allo stesso tempo incuriositi ma un po' spaventati. Afferma la proprietaria: "E' molto popolare ma la sua stazza fa sì che le persone si tengano sempre a distanza di sicurezza da lui, anche se in realtà è un vero cucciolo e non farebbe male a nessuno".
CORRIERE
DELLA SERA
3 OTTOBRE 2009
FAUNA SELVATICA
Avvistata una foca monaca nelle Pontine
Legambiente: emersa vicino alla barca di
due pescatori vicino l'isolotto di Gavi. La
specie è in via di estinzione
ROMA - Un
esemplare di foca monaca, specie in via di
estinzione, è stato avvistato più volte nell'
isolotto Gavi nell'arcipelago pontino. Lo hanno
riferito testimoni all'equipaggio della Goletta
Verde nel Lazio, la campagna di Legambiente per
il mare laziale. L'animale è emerso a 50 metri
dalla barca di due pescatori, si è guardato
attorno e poi si è immerso di nuovo, quando un
gommone di turisti si è avvicinato per vederlo.
Un sub di Roma ha confermato la notizia,
raccontando di aver avvistato la foca monaca
nella stessa zona, nei pressi delle Scoglietelle.
SPECIE PROTETTA -
La foca monaca è una specie protetta, minacciata
di estinzione. In tutto il Mediterraneo vivono
circa 300 esemplari: 70 in Turchia; 120 nelle
isole greche Sporadi e Ionie; 100 tra Algeria e
Marocco. In Italia, secondo Legambiente, si può
considerare estinta a partire dagli anni
Ottanta, anche se un altro avvistamento è stato
registrato solo poco più di tre mesi fa, lo
scorso giugno, nei pressi dell'isola del Giglio.
Dopo il 2000 altri avvistamenti sporadici sono
inoltre stati registrati lungo le coste
orientali della Sardegna, presso Montecristo, in
Sicilia e nello Ionio. «È un episodio
eccezionale - ha detto il presidente di
Legambiente Lazio Lorenzo Parlati - ma non
significa che la foca monaca stia ripopolando i
mari italiani. Questi avvistamenti sono
probabilmente legati alla fase giovanile della
dispersione: è il momento in cui si sperimentano
nuovi areali, che possono risultare troppo
affollati per le proprie abitudini e quindi non
venire ulteriormente frequentati. Se si volesse
favorire la presenza della specie sarebbe
fondamentale proteggere quell'area marina».
GOLETTA VERDE
-Goletta Verde è impegnata nella quarta campagna
di iniziative che Legambiente dedica al Lazio.
Partita da Ponza toccherà Ventotene, Formia,
Gaeta, Sperlonga-Fondi, Nettuno, Anzio, Ostia,
Fiumicino, Santa Marinella e Civitavecchia. I
temi, oltre al no al nucleare e sì
all’efficienza energetica e alle rinnovabili,
più attenzione alla depurazione, lotta
all’abusivismo edilizio, accessibilità al mare e
meno porti, lotta ai cambiamenti climatici e
all’erosione delle coste, anche valorizzazione
delle aree protette e delle bellezze naturali
per lo sviluppo del turismo sostenibile: questi
i temi centrali della campagna che durerà un
mese. «Vogliamo occuparci della salvaguardia
delle coste - dice Cristiana Avenali, direttrice
di Legambiente Lazio- anche fuori dalla stagione
balneare: riflettori puntati, dunque, su
Montalto di Castro a rischio di una nuova folle
scelta nucleare, ma anche sugli scarichi
illegali alle foci dei fiumi, su abusivismo
edilizio, portualità, accessi negati al mare. E
poi educazione ambientale con le scuole che si
svolgerà durante tutte le tappe sulle spiagge
del litorale: laboratori gratuiti, con attività
divulgative legate all’ambiente marino e
costiero, per avvicinare i ragazzi alle
bellezze, ma anche alle problematiche degli
ambienti più peculiari della regione.”
ANSA
3 OTTOBRE 2009
Animali: foca monaca avvistata
nell'Arcipelago pontino
Evento raro, e' una specie in via di
estinzione
ROMA - Un
esemplare di foca monaca, specie in via di
estinzione, e' stato avvistato piu' volte nell'
isolotto Gavi nell'arcipelago pontino. L'animale
e' emerso a 50 metri dalla barca di due
pescatori e poi si e' immerso di nuovo quando un
gommone si e' avvicinato. Un sub ha confermato
la notizia, raccontando di aver avvistato la
foca nella stessa zona. La foca monaca e' una
specie protetta, minacciata di estinzione. In
tutto il Mediterraneo vivono circa 300
esemplari.
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