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8 LUGLIO 2009
Ucciso
piccolo di pochi chili: «si spara ovunque»
Provincia di Savona - La protesta dell'Enpa non riguarda soltanto la
caccia al capriolo. L'organizzazione per la protezione degli animali
contesta la caccia al cinghiale indiscriminata contro animali adulti
e piccoli come mezzo per porre un freno alla incursioni degli
animali nelle colture dell'entroterra.
8 LUGLIO 2009
Cucciolo di breton salvato sulla a10
recuperato dalla polizia è al canile di monte contessa
Provincia di Savona - Correva puntando Savona in contromano in
autostrada. Veloce e scattante come solo un fuori classe della sua
razza, razza da caccia. Decine di persone, temendo per la sua vita,
hanno chiesto aiuto alla società Autostrade e alla polizia stradale.
La mobilitazione, ieri mattina alle 8, è scattata per un cucciolo di
Breton che, chi sa come (forse smarrendosi durante una battuta o un
addestramento di caccia, appunto), si è ritrovato sull'A10, nel
tratto tra Pegli e Voltri. Percorreva l'autostrada al contrario,
rischiando di morire ma anche di provocare gravi incidenti nel
traffico dell'ora di punta. 8 LUGLIO 2009
Lasciano il cane in auto. Multati
Roma - È rimasto da solo chiuso nell'auto dei suoi proprietari per
oltre un'ora sotto il sole caldo di luglio. È stato un pomeriggio
difficile per Tommy uno yorkshire, lasciato in una Micra nera
parcheggiata in piazza Sabaudia mentre i suoi padroni erano dal
medico per una visita.
IL GIORNALE
8 LUGLIO 2009
CON IL SUO
ABBAIARE EVITO' UNA TRAGEDIA, DE LILLO PREMIA LA CAGNOLINA GISA
L'assessore comunale ha consegnato una targa ai padroni della
trovatella che riuscì a limitare i danni nel corso del rogo
della palazzina vicino al Pantheon
Jacopo Granzotto
Roma - Una targa di riconoscimento
per aver impedito, con il suo abbaiare, che il rogo scoppiato lo
scorso 25 giugno in un palazzo di via della Maddalena a due
passi dal Pantheon si trasformasse in tragedia. A premiare la
cagnolina Gisa è stato ieri l'assessore capitolino all'Ambiente
Fabio De Lillo. «Grazie al suo pronto intervento - aveva detto
De Lillo annunciando il premio - il padrone ha potuto avvertire
i Vigili del Fuoco evitando una catastrofe. Ancora una volta gli
animali dimostrano di avere capacità sensitive superiori a
quelle dell'uomo. Capacità che, come in questo caso, possono
rivelarsi fondamentali per salvare vite umane». Alla cerimonia
oltre a De Lillo c'erano anche il direttore dell'Ufficio Tutela
e Benessere Animali, Bruno Cignini, e i due proprietari della
cagnolina Ugo Merlo e Graziella Vecchiarelli.
«Sono particolarmente contento di dare questo premio simbolico alla nostra amica Gisa - ha proseguito De Lillo -. Una cagnolina che lo scorso ottobre era stata abbandonata, in pessime condizioni, sulla Cassia. I coniugi Merlo l'hanno raccolta per strada e si sono presi cura di lei. Lo scorso 25 giugno il suo pronto intervento ha evitato conseguenze ben più drammatiche in occasione dell'incendio divampato nella palazzina di piazza della Maddalena, dove Gisa ormai è diventata una beniamina. La sua storia può essere esemplare per sensibilizzare i cittadini su due tematiche importantissime: il vergognoso fenomeno dell'abbandono dei cani, che puntualmente si acuisce con l'arrivo della stagione estiva, e l'incremento delle adozioni». Bruno Cignini, direttore dell'Ufficio Tutela e Benessere degli Animali ha sottolineato «l'importanza dell'aumento delle adozioni all'interno dei canili super affollati».
CORRIERE DELL'UMBRIA
8 LUGLIO 2009
Scoppia lo scandalo dello zoo La società: “Respingiamo le
accuse”.
La Lav
all’attacco della Città della Domenica
PERUGIA - Scoppia il caso Città della Domenica. La Lega
antivivisezione (Lav) spara a zero sulla gestione del parco
e in particolare dello zoo, dopo il video-denuncia di
un’emittente tv locale finito su youtube. “Ci riserviamo .
ersordisce Carlo Guidi, responsabile del rettilario - di
intraprendere azioni legali. Posso dire che la Città della
Domenica è strutturata sotto il profilo dell’assistenza agli
animali: per quello che riguarda il ‘benessere’ c'è Paolo
Massini, veterinario presente tutti i giorni assieme ai
guardiani. Si vuole giocare sugli equivoci: nella mangiatoia
vuota delle zebre inquadrata nel video viene data la razione
giornaliera di integratori, e lì non viene mai messa
l'acqua. L'abbeveratoio è da un'altra parte. E così tutto il
resto. Per metà si tratta di ignoranza e forse per l'altra
metà di malafede. Sul fatto della sicurezza e dell'anticendio,
sono attivi impianti di nuova generazione. Quelli ripresi
sono vecchi bocchettoni degli anni 50 completamente
inservibili. C'è comunque l'ingegner Claudio Cicogna che
vigila quotidianamente su questo”.
GIORNAL 8 LUGLIO 2009
Il Sindaco animalista scrive al collega
Provincia di Alessandria - Da amico ad amico, da collega a collega.
Il Sindaco di Castelnuovo Scrivia (AL), Gianni Tagliani, scrive al
neo eletto primo cittadino di Novi Ligure, non solo per
congratularsi per il secondo mandato amministrativo, ma soprattutto
per rivolgergli un appello. Da animalista convinto Tagliani, dopo
aver vietato nel suo paese ogni forma di attività con animali e dopo
aver appreso della presenza di un circo a Novi, non ce l'ha fatta a
trattenersi. Ha preso carta e penna e ha scritto una lettera aperta
che vale oggi per la città di Robbiano, ma che potrebbe essere
estesa ad ogni centro della provincia di Alessandria che, ospitando
un circo, appoggi indirettamente l'utilizzo di bestie per scopi
ludici.
SESTO POTERE
8 LUGLIO 2009
Elefante a
bordo di un rimorchio per pubblicizzare il circo Togni.
Interviene la Polstrada
Crotone - Questa mattina una pattuglia della Polizia Stradale di
Crotone ha fermato e bloccato un rimorchio che trasportava per
le vie cittadine un elefante indiano, un’assurda “trovata”
pubblicitaria deata dai circensi del Lidia Togni per promuovere
i loro spettacoli nel centro calabrese. Già nei giorni passati
la sezione Enpa di Crotone era intervenuta presso le autorità
sanitarie, il Sindaco e il Corpo Forestale dello Stato affinché
riconsiderassero le autorizzazioni all’attendamento del Lidia
Togni in una zona che, secondo la Protezione Animali, è inadatta
a ospitare il tendone. In mattinata numerosi cittadini hanno
contattato la sezione locale dell’Enpa segnalando,
scandalizzati, la “trovata” pubblicitaria dei circensi, che non
è sfuggito neanche alla Polizia Stradale. Gli agenti, gia
impiegati in altri controlli, prima hanno fermato il rimorchio,
poi lo hanno scortato presso il circo, dove sono in corso
controlli e verifiche per accertare se il mezzo fosse
autorizzato a circolare e comminare eventuali sanzioni. “Questo
episodio – ha commentato il presidente nazionale dell’Enpa,
Carla Rocchi – dimostra ancora una volta la insensibilità del
mondo circense e l’assoluta noncuranza del comune sentire dei
cittadini nonché del benessere degli animali. Ci domandiamo
infatti quale possa essere stato in questa stagione e con questo
clima il piacere dell’elefante,trasportato nella indecorosa
maniera che viene segnalata”. “Desidero ringraziare – prosegue
Carla Rocchi – il comandante della Polizia Stradale di Crotone e
i suoi uomini che sono intervenuti con tempestività e, al tempo
stesso, grande sensibilità, a tutela del benessere dell’animale,
della sensibilità dei cittadini e del principio di legalità. Mi
compiaccio col dirigente superiore, Dottor Roberto Sgalla,
direttore del servizio di Polizia Stradale, per la grande
professionalità degli uomini al suo comando”.
AGI
8 LUGLIO 2009
ANIMALI: POLSTRADA CROTONE BLOCCA CAMION CIRCO CON ELEFANTE
Crotone - Una pattuglia della
Polizia Stradale di Crotone ha fermato e bloccato, stamani,
un rimorchio che trasportava per le vie cittadine un
elefante indiano. Si sarebbe trattato, secondo quanto
sostiene in una nota l'Enpa, di "un'assurda trovata
pubblicitaria ideata dai circensi del Lidia Togni per
promuovere i loro spettacoli nel centro calabrese. Gia' nei
giorni passati la sezione Enpa di Crotone - si evidenzia
nella nota - era intervenuta presso le autorita' sanitarie,
il Sindaco e il Corpo Forestale dello Stato affinche'
riconsiderassero le autorizzazioni all'attendamento del
Lidia Togni in una zona che, secondo la Protezione Animali,
e' inadatta a ospitare il tendone. In mattinata numerosi
cittadini hanno contattato la sezione locale dell'Enpa
segnalando, scandalizzati, la "trovata" pubblicitaria dei
circensi, che non e' sfuggito neanche alla Polizia Stradale.Gli
agenti, gia' impiegati in altri controlli, prima hanno
fermato il rimorchio, poi lo hanno scortato presso il circo,
dove sono in corso controlli e verifiche per accertare se il
mezzo fosse autorizzato a circolare e comminare eventuali
sanzioni". "Questo episodio - ha commentato il presidente
nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi - dimostra ancora una
volta la insensibilita' del mondo circense e l'assoluta
noncuranza del comune sentire dei cittadini nonche' del
benessere degli animali. Ci domandiamo infatti quale possa
essere stato in questa stagione e con questo clima il
piacere dell'elefante,trasportato nella indecorosa maniera
che viene segnalata. Desidero ringraziare - prosegue Carla
Rocchi - il comandante della Polizia Stradale di Crotone e i
suoi uomini che sono intervenuti con tempestivita' e, al
tempo stesso, grande sensibilita', a tutela del benessere
dell'animale, della sensibilita' dei cittadini e del
principio di legalita'. Mi compiaccio col dirigente
superiore, dottor Roberto Sgalla, direttore del servizio di
Polizia Stradale, per la grande professionalita' degli
uomini al suo comando".
LIBERO
8 LUGLIO 2009
ANIMALI: GIAMMANCO (PDL), CIRCO TOGNI LI MALTRATTA
Roma - "La spregiudicata
trovata pubblicitaria del circo Togni, al di la' delle
precisazioni e delle smentite di circostanza, dimostra
ancora una volta quanto poco rispetto e attenzione
abbiano i circhi nei confronti degli animali". E' quanto
afferma la parlamentare del Pdl, Gabriella Giammanco,
che aggiunge: "un elefante chiuso in una gabbia e
portato in giro per la citta' di Crotone e' un anti-spot
per il mondo circense, recludere, esibire e soffocare la
vera natura di un animale esotico e' un'indubbia forma
di maltrattamento".
8 LUGLIO 2009
La storia Gli animali saranno addestrati per ippoterapia, salto
ostacoli, dressage. Ne saranno recuperati 150 l'anno
I
purosangue salvati: dal macello al cinema
Una fantina apre il primo centro per ex cavalli da corsa
ROMA — È nato in Italia il primo centro di recupero e ricollocamento
al lavoro per cavalli da corsa a fine carriera. Non certo creato
dalle istituzioni, bensì da una onlus che si chiama Relived Horses,
e a inventarla nessun mecenate, ma un ex fantino donna capace di
mettere in riga parecchi colleghi, oggi stuntgirl al cinema, di nome
Jacqueline Freda. Il modello è Usa. Animalieanimali 8 LUGLIO 2009
GIBBONE SEQUESTRATO, CHE FINE HA FATTO?
Ne abbiamo scritto anche noi, giorni fa, di quel gibbone dalle mani
bianche, una scimmia tipica delle foreste tropicali del sudest
asiatico e in serio pericolo di estinzione, trovato “casualmente per
strada” in quel di Milano.
VIRGILIO NOTZIE
8 LUGLIO 2009
Sardegna/
Martini: dopo episodio Oristano norme su corse cavalli
Predisposta ordinanza: disciplina manifestazioni fuori ippodromi
Norme precise per disciplinare le
manifestazioni pubbliche e private nelle quali vengono
utilizzati i cavalli. E' quanto ha deciso il sottosegretario
alla Salute, Francesca Martini, dopo il tragico episodio
accaduto lunedì scorso in provincia di Oristano nel quale un
fantino ha perso la vita ed un altro è rimasto gravemente ferito
durante lo svolgimento di una tradizionale corsa di cavalli. Il
sottosegretario ha predisposto una ordinanza che disciplina le
manifestazioni pubbliche o private nelle quali vengono
utilizzati equidi, che si svolgono al di fuori degli ippodromi
ufficialmente autorizzati. Il provvedimento è volto a tutelare
la salute e la sicurezza di persone ed animali attraverso
l'assunzione di misure di prevenzione che evitino il ripetersi
di eventi come quello accaduto in provincia di Oristano.
L'ordinanza sarà presentata mercoledì 15 luglio alle 11.30
presso l'auditorium di Lungotevere Ripa 1 a Roma.
8 LUGLIO 2009
Atti
vandalici contro il bio parco di Natalino Comin
Montebelluna (TV) - Atto vandalici nei giorni scorsi nei confronti del bio parco di Natalino Comin che in questi giorni in via Gazie è in fase di ultimazione. Nel laghetto sono state gettate delle tartarughine brasiliane che si possono acquistare tranquillamente nelle fiere paesane sempre più frequenti in questo periodo della stagione. "Queste tartarughe - spiega Comin - sono molto voraci e attaccano tutti quegli animali che non sono in grado di difendersi. Fortuna ha voluto che mi accorgessi della cosa e subito abbiamo predisposto un intervento mirato che ha sicuramente limitato i danni salvando i girini e gli avanotti. Da diversi giorni stiamo cercando di risanare lo stagno che proprio in questo periodo è stato visitato da uccelli che prima d'ora nel montebellunese non si fermavano". "Il bio parco indubbiamente sta crescendo e sta assumendo una grande importanza sopprattutto a livello educativo. Con l'aiuto di vari volontari siamo riusciti a realizzare una specie di isola felice che nei prossimi mesi diventerà un luogo didattico di grandissima importanza. Purtroppo non mancano quei personaggi che fanno di tutto per rovinare il lavoro di volontari che vogliono tutelare l'ambiente, la fauna e la flora dei nostri luoghi. Questi personaggi che comprano ad un euro le tartarughe alle fiere vanno condannati".
GIORNALE DI CALABRIA
8 LUGLIO 2009
Catanzaro,
liberati in Sila 15 uccelli rapaci
CATANZARO. Il Cras (Centro
Recupero Animali Selvatici) dell’Amministrazione Provinciale di
Catanzaro ed l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità del
Corpo Forestale dello Stato hanno provveduto alla liberazione di
15 rapaci nei cieli delle aree protette della Sila. Sono stati
reintrodotti tre esemplari di gheppi, tre civette, tre
barbagianni e sei allocchi ( tre a forma rossa e tre a forma
grigia). “La liberazione dei rapaci - spiega in una nota il Cfs
- è finalizzata alla reintroduzione di alcune specie animali per
ristabilire l’equilibrio biologico e salvaguardare la catena
alimentare nei territori del Parco Nazionale e delle Riserve
Naturali Biogenetiche della Sila catanzarese. I volatili, giunti
in cattive condizioni di salute presso il Centro di Recupero
gestito dalla Provincia di Catanzaro con sede nel Parco della
Biodiversità Mediterranea, grazie alle attente e premurose cure
del veteriario Fabio Castagna, hanno potuto rimettersi in forza
e riacquistare la libertà”. Soddisfazione è stata espressa dal
Capo dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Catanzaro,
Nicola Cucci, il quale ha evidenziato “la concreta e positiva
sinergia che si è instaurata tra il Corpo Forestale dello Stato
e l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro nel campo della
tutela e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale”.
LA NUOVA VENEZIA
8 LUGLIO 2009
Caccia ad
altre 11 specie
VENEZIA. La Quarta commissione -
Agricoltura, caccia, pesca - del Consiglio regionale, ha
approvato con i voti di Pdl (astenuto Bond) e Lega Nord,
(contrari Pd, Idv e Verdi), il testo di legge per la caccia in
deroga. In particolare il consigliere dei Verdi Bettin, si è
opposto «ad una nuova strage di uccelli in deroga alle leggi
nazionali ed europee, che rappresenta l’ennesima concessione
alla lobby, sempre meno numerosa ma sempre più potente». Il
provvedimento ripropone, in vista dell’apertura della stagione
venatoria - in programma l’11 settembre - la possibilità da
parte dei cacciatori di abbattere capi di specie avicole vietate
dalla direttiva Cee (79/409 del 1979). Il testo licenziato dalla
commissione, unificazione di due progetti presentati, dalla
Giunta e dalla Lega. Il primo prevede che nella stagione
2009-2010 in Veneto si possano cacciare lo storno, il
fringuello, la peppola, la pispola e il prispolone mentre il
secondo aggiunge piviere dorato, frosone, gabbiano reale,
cormorano, tortora dal collare e verdone. Il testo prevede anche
il tetto massimo di capi abbattibili da ciascun cacciatore per
ogni giornata e per l’intera stagione. La parola definitiva
sulla legge passa ora all’aula del Consiglio che la prenderà in
esame in una delle sedute che verranno convocate prima della
pausa estiva. La commissione prima di licenziare il testo aveva
incontrato i rappresentanti delle Province venete e delle
organizzazioni venatorie che, pur d’accordo con la proposta di
caccia in deroga, avevano suggerito ai legislatori regionali di
prendere in considerazione la possibilità di abbattere animali
nocivi non volatili come nutrie e cinghiali, sollecitando
l’approvazione della legge che regionalizza l’Istituto per la
fauna selvatica. Decisamente contraria la posizione degli
ambientalisti e, in particolare, del rappresentante di settore
della Lav che ha sottolineato i numerosi pronunciamenti del Tar
del Lazio, del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale
nei confronti della normativa nazionale e regionale di
recepimento della direttiva Cee in materia di fauna selvatica,
ricordando la censura della Consulta nei confronti della
Lombardia per aver scelto lo scorso anno, lo strumento della
legge, anziché della deliberazione amministrativa per
regolamentare la caccia in deroga.
ALTO ADIGE
8 LUGLIO 2009
Installazione con pulcini d'artista
Provincia di Bolzano - I polli
ruspanti arrivati a Fortezza nell’ambito della mostra
interregionale 2009 «Labirinto:: Libertà» si sono riprodotti.
Nel forte asburgico sono sgusciati quattro pulcini. Una chioccia
della razza «Altsteirer» ha covato le uova. Dopo il «parto» la
madre e i suoi pulcini stanno molto bene. «Abbiamo messo le uova
di tutte le quattro razze di polli presenti al forte nel nido di
questa chioccia. Da nuove uova sono sgusciati quattro pulcini,
una media del tutto normale», dice il custode della mostra,
Stefan Assner. Johann Tappeiner, il contadino ecologico della
Val Senales che aveva messo a disposizione i polli ruspanti,
parla di un piccolo miracolo. Tappeiner: «Questi polli sono
animali molto sensibili e intelligenti. Ci siamo aspettati che
le galline, stressate dal trasferimento da Senales a Fortezza,
non facessero più uova. Per questo motivo sono molto sorpreso.
Sembra che al forte tiri un buon vento». «Probabilmente il
successo è dovuto alla cura affettuosa di tutti noi», aggiunge
Stefanie Prieth dello staff della mostra interregionale. I polli
fanno parte dell’installazione d’arte «Frei - Land - Hühner»
(«polli ruspanti») dell’artista e curatore Paul Thuile. L’opera
dimostra come i polli ruspanti si possono muovere nel loro
ambiente come i loro progenitori. L’uomo ha addomesticato la
gallina 3400 anni fa, ed oggi questa specie è fatta oggetto di
un allevamento di massa industriale. Il pollo ruspante, al
contrario dell’esemplare industriale, non solo favorisce la
biodiversità, ma fornisce all’uomo prodotti indubbiamente più
naturali. Labirinto:: Libertà fino a settembre: tutti i giorni
10-19. Ottobre: tutti i giorni 9-17. Ingresso libero
Informazioni: Tel. 0472-458038 E-mail: info lab09.net
www.lab09.net
IL GIORNALE
8 LUGLIO 2009
PAMPLONA,
NEL SECONDO ENCIERRO IL PRIMO INCORNATO DEI SANFERMINES
Marco Zucchetti
BUON SANGUE NON MENTE. Sono i tori
tradizionalmente più pericolosi. Quelli dell’allevamento
andaluso di Cebada Gago, il secondo più presente nella storia
delle celebrazioni di San Fermin con 23 partecipazioni, sono i
tori con all’attivo il maggior numero di incornati: 38 prima
dell’encierro di stamattina, con una media di 1,65 incornati a
encierro. Un record che sale oggi a 39, grazie a un ragazzo
ferito ad un gluteo sul rettilineo dell’Estafeta. Salgono così a
15 le partecipazioni di Cebada Gago con almeno un incornato.
SCIVOLONI. Il secondo encierro dei
Sanfermines 2009, regolarmente al via alle 8 di stamattina, si è
corso in 2’35”, solo lievemente più lento di quello inaugurale
di ieri. Una corsa caratterizzata dalle numerose cadute che
hanno visto la mandria sfaldarsi, ricompattarsi e infine
dividersi in due corpi distinti. Inizio subito emozionante, con
un manzo che provoca la caduta di un toro nero già nella Cuesta
di Santo Domingo. Con quello che gli esperti chiamano “spirito
gregario”, gli animali si ricompattano e giungono insieme all’Ayuntamiento
e alla curva di Mercaderes, dove un altro scivolone coinvolge
due tori. Ed è da questo punto in poi che il pericolo si fa
costante. Sul rettilineo della Estafeta, in una giornata non
particolarmente affollata, la mandria si spacca: davanti 4 manzi
e un toro solitario, dietro 5 tori e un manzo. Situazione
difficile, in cui i corridori devono raddoppiare l’attenzione.
Soprattutto nel gruppo di coda gli episodi non mancano, anche
perché l’ennesima caduta provoca irritazione in un toro
ritardatario, pronto però a rincorrere la mandria. Così, in una
corsa molto emozionante in cui le probabilità di ferite sono
state alte, il coraggio si è mischiato alla fortuna e i tori –
nonostante le molte occasioni di far male – hanno preferito
filare diritti verso l’arena.
PER UN PELO. Il replay della
televisione “Cuatro” (diretta internet ogni mattina dalle 7.15
su www.cuatro.com/sanfermines) mostra tutti gli episodi più
interessanti: dall’incosciente che si ferma proprio all’esterno
della curva Mercaderes (uno dei punti più pericolosi, dove i
tori sono propensi ad allargare per la forza centrifuga) e viene
investito da un corridore che però sfugge alla mandria, al
ragazzo vestito di azzurro che alla curva Telefonica vede il
corno di un toro sfiorargli il fegato strappandogli la
maglietta. Tragedia mancata per questione di centimetri. Altro
episodio interessante, nella sua stupidità, è quello di un
corridore che – una volta scivolato un toro in calle Estafeta –
gli si avvicina e lo colpisce ripetutamente sulla schiena. Un
comportamento assurdo e vietatissimo: non solo per una questione
di rispetto dell’animale, ma soprattutto perché i colpi possono
distrarre il toro dalla mandria e provocarne la furia. E se il
toro carica la folla assiepata ai lati della strada… beh,
inevitabilmente i sanitari avranno molto da suturare e
disinfettare. Ultimo fermo immagine per due valorosi e fortunati
che al termine dell’Estafeta vengono avvicinati da un toro che
appoggia loro le corna alla schiena: un’angolazione e una
potenza differenti e ci sarebbero stati due incornati in più e
due fortunati in meno.
IL BILANCIO SANITARIO. Quello che
“Cuatro” non mostra è invece l’unico incornato dell’encierro (e
primo di questi Sanfermines), di cui dà invece notizia il
“Diario de Navarra” nella sua edizione online. Colpa
probabilmente della frattura della mandria avvenuta nell’Estafeta,
dato che il ragazzo è stato incornato ad un gluteo proprio in
quel tratto. Sono stati trasportati in ospedale altri due
contusi: uno per un trauma maxillo-facciale, l’altro per ferite
ad un ginocchio. LE STATISTICHE. L’encierro di oggi è il 47°
nella classifica dei più veloci e fa in modo che la tradizione
di Cebada Gago (27 incornati nelle ultime 17 apparizioni) non
subisca inversioni di tendenza. Nella classifica giornaliera,
invece, quello odierno è stato l’ottavo più veloce corso di
mercoledì.
IL PROGRAMMA. Dopo la deludente
corrida di ieri, oggi si attendono migliori spettacoli da parte
della triade composta da Antonio Barrera, Francisco Marco e
Sergio Aguilar, che affronteranno i tori di Cebada Gago che
hanno da poco concluso l’encierro. Domani mattina toccherà
invece ai tori dell’allevamento El Ventorrillo di Toledo.
8 LUGLIO 2009
Troppe volpi, più di una ogni chilometro quadro. Si valuta una
campagna di abbattimento
Provincia di Udine - La prima volpe scoperta rabbida, nell’ottobre
scorso, graffiò e morsicò un anziano che fortunatamente, dopo essere
stato sottoposto alla profilassi dalle autorità sanitarie, è ormai
fuori pericolo. Dopo la ricomparsa della rabbia in regione è stata
intensificata la sorveglianza a ogni livello. Anche i bovini che
vanno al pascolo vengono vaccinati. E i gatti? «Tutti i mammiferi
possono contrarre la malattia, compresi i pipistrelli - risponde
Oreste Battilana, veterinario dell’Ass 4 - Per i gatti il contagio è
difficile perchè non si lasciano toccare».Nel territorio del Medio
Friuli sono stati registrati tre casi di rabbia silvestre. In linea
d’aria la città ormai non è molto lontana, c’è il rischio che gli
animali infetti scendano ancora più verso la pianura? «Se lo sapessi
sarei un mago...C’è anche la possibilità che con il caldo tornino
verso la montagna» fa notare. Quali segnali devono mettere in
allarme? «Ci vengono segnalate anche le volpi morte al lato della
strada che analizziamo ma quasi certamente sono state investite. È
difficile dire. In ottobre, ad esempio, a Prepotto c’era una volpe
che dormiva con le galline, a fianco di una gallina morta, e di
fronte a questo comportamento anomalo eravamo certi che fosse
infetta mentre le analisi hanno dimostrato che così non era. Certe
forme sono quasi impercettibili» ricorda il veterinario.«Il grosso
problema è che le volpi sono troppe. Dovrebbero essere 0,28-0,30 per
chilometro quadrato invece sono più di una» rileva.A livello
regionale si sta studiando la possibilità di consentire un
abbattimento selettivo per diminuirne il numero ma è una misura da
valutare con attenzione perchè presenta vantaggi e svantaggi. CORRIERE FIORENTINO 8 LUGLIO 2009
Trovati sei bambi nel parco della villa
Firenze - Sei caprioli, che erano entrati nel parco di una villa di
Firenze, in via Aretina, sono stati catturati ieri mattina dagli
agenti della polizia provinciale e dal personale dell’ufficio caccia
della provincia di Firenze. 8 LUGLIO 2009
Sei caprioli che erano entrati nel parco di una villa ..
Firenze - Sei caprioli che erano entrati nel parco di una villa (in via Aretina, nei pressi del Girone) sono stati catturati ieri dagli agenti della Polizia Provinciale e dal personale dell’Ufficio Caccia della Provincia. La cattura è avvenuta tramite l’uso di reti. I caprioli (2 cuccioli, 3 maschi e 1 femmina) sono stati successivamente “incassettati” all’interno di apposite strutture in legno che hanno permesso il loro trasferimento in condizioni di massima sicurezza. Subito dopo gli animali, in perfetto stato di salute, sono stati rimessi in libertà in un parco di 170 ettari, un’area protetta (oasi di protezione) in zona Pratolino, dove vivranno insieme ad altri membri della stessa specie e saranno tutelati dall’Amministrazione. 8 LUGLIO 2009
VIA LA BLACK LIST ANCHE DALLE POLIZZE
L'eliminazione della black list "non giustifica più l'attuale
differenziazione dei premi assicurativi a copertura dei danni
provocati dai cani". La Direzione Generale della Sanità Animale e
del Farmaco Veterinario ha scritto all'ANIA, l'Associazione
Nazionale fra le Imprese Assicuratrici invitando le compagnie ad
uniformarsi alla vigente normativa. L'Ordinanza 3 marzo 2009 sulla
tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani ha infatti
eliminato l'elenco delle razze canine potenzialmente pericolose, per
"l'impossibilità di determinare scientificamente la correlazione tra
il rischio di aggressività di un cane e l'appartenenza ad una razza
o ai suoi incroci".Di conseguenza, decade anche il riferimento al
maggior grado di rischio che le compagnie assicurative considerano
nella definizione dei premi assicurativi. All'ANIA si chiede quindi
di che "tutte le compagnie assicuratrici vengano informate su quanto
previsto dalla normativa vigente e, nel calcolo dei premi
assicurativi concernenti il rinnovo o la stipula di nuovi contratti,
non siano più adottati criteri discriminatori in base alla razza
canina".La nota della Direzione ministeriale fa seguito a
segnalazioni di "difficoltà oggettive per coloro che intendano
stipulare polizze assicurative per cani appartenenti ad una delle
razze ricomprese nella lista della precedente ordinanza. In tali
casi infatti le compagnie assicurative prevedono ancora premi più
elevati". http://www.anmvioggi.it/files/LA%20NOTA%20DELLA%20DGSAFV_3.PDF 8 LUGLIO 2009
TRAFFICO CUCCIOLI, SANZIONI IN RATIFICA CONVENZIONE
Il traffico illegale dei cuccioli è un problema che il Ministero della salute ha affrontato insieme al Ministro degli esteri e sul quale "vi è stata una intensa discussione in seno al Governo italiano". Tuttavia il problema "oltrepassa i confini nazionale e richiede un forte intervento da parte dell'Unione europea". L'ha dichiarato il Sottosegretario Francesca Martini in visita ieri a Londra alla alla manifestazione internazionale del Kennel Club in rappresentanza del Governo italiano. "In ogni caso - ha aggiunto- nella legge di ratifica della Convenzione sulla protezione degli animali da compagnia, in lavorazione, saranno previste sanzioni penali per commercio illegale di cuccioli".Il Sottosegretario al Welfare Francesca Martini ha anche annunciato che verrà presentato, entro breve tempo, al Parlamento italiano un disegno di legge contenente le previsioni precedenti ed ulteriori previsioni per garantire il benessere animale. In particolare saranno stabilite disposizioni relativamente ai requisiti strutturali e gestionali dei rifugi, addestramenti, allevamento, commercio, attività di toelettatura, all'impiego di animali nello spettacolo, agli interventi sanitari di pronto soccorso, ai cimiteri per animali nonché agevolazioni fiscali per chi adotta un cane. 8 LUGLIO 2009
STERILIZZAZIONI, IL COMUNE DI LADISPOLI AIUTA PER QUELLE DEI CANI
Iniziativa con la Asl Roma F.
"Con l'arrivo dell'estate sono iniziati gli abbandoni estivi dei
cani sulle strade italiane. Un fenomeno che l'amministrazione di
Ladispoli intende fronteggiare in modo concreto grazie alla
collaborazione della Regione Lazio". A parlare è il sindaco
Crescenzo Paliotta che ha annunciato come il comune abbia deciso di
avviare un progetto di lotta al randagismo in sinergia con Azienda
sanitaria locale Rm F ed i medici veterinari di Ladispoli, grazie al
quale i cittadini residenti possessori di uno o più cani possano
accedere al servizio di sterilizzazione chirurgica del proprio
animale. "L'abbandono di un cane, abituato a vivere in una casa -
prosegue il sindaco Paliotta - è un vero e proprio crimine, una
piaga, come il randagismo che spesso ne è conseguenza. Questa
iniziativa è volta soprattutto alla prevenzione del fenomeno
randagismo e nel contempo vuole aiutare i proprietari a meglio
tutelare i loro animali da affezione. La sterilizzazione di cani
costituisce la più importante arma di cui si dispone nella lotta al
randagismo ed al sovra popolamento di canili in tutta Italia. Grazie
ai fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio oltre ai cani
randagi che, su segnalazione alla Polizia municipale verranno
catturati ed ospitati in canili pubblici, si potranno sterilizzare
più di centocinquanta cani legalmente detenuti da persone
appartenenti alle fasce socialmente deboli ed in possesso di un
apposito ticket rilasciato dal Comune". Il Servizio veterinario
della Asl Rm F assicurerà la prestazione gratuita per i proprietari
residenti aventi diritto all'erogazione di prestazioni veterinarie e
titolari di una situazione economica e patrimoniale, determinata
mediante l'indicatore della situazione economica equivalente pari ad
un massimo di euro 12.900. Ogni proprietario potrà sterilizzare al
massimo due cani. I medici veterinari libero professionisti di
Ladispoli aderenti al progetto assicureranno: Prestazione gratuita
per i proprietari residenti aventi diritto all'erogazione di
prestazioni veterinarie e titolari di una situazione economica e
patrimoniale, determinata mediante l'indicatore della situazione
economica equivalente pari ad un massimo di euro 8.500,00. Pagamento
di una quota minima (25%) da parte dei proprietari aventi diritto
all'erogazione di prestazioni aventi una situazione economica e
patrimoniale, determinata mediante l'indicatore della situazione
economica equivalente pari ad un massimo di euro 12.900. Ogni
proprietario potrà sterilizzare al massimo due cani. I cittadini
interessati al progetto possono ottenere ulteriori informazioni
leggendo il sito del Comune www.comune.ladispoli.roma.it,
telefonando al Comune di Ladispoli Ufficio Tutela Animali
06.99231212, 06.99231326 oppure recandosi presso gli uffici comunali
tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12. ANSA AMBIENTE 8 LUGLIO 2009
MARTINI, ABBANDONO E' REATO,IN ARRIVO GUIDA VACANZE
ROMA - ''Abbandonare o maltrattare un animale e in particolare un cane che e' animale d'affezione, e' un reato punibile con l'arresto da 3 mesi ad un anno''. A ricordare le sanzioni previste dalla legge italiana e' il sottosegretario alla Salute Francesca Martini intervenuta oggi a Uno Mattina per presentare un filmato realizzato per contrastare il fenomeno dell'abbandono e del conseguente randagismo. E proprio per aiutare le famiglie a vivere in armonia con i propri amici a quattro zampe anche il periodo delle vacanze sabato sara' presentata una apposita guida realizzata in collaborazione con il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. ''Alla base del rapporto uomo-animale - ha ricordato Martini - ci deve essere il principio di responsabilita'''. Di qui la spinta a realizzare il film che verra' trasmesso nelle scuole ''con l'obiettivo - ribadisce il sottosegretario - di stimolare il processo di educazione e il dibattito soprattutto tra i giovani'', affinche' siano consapevoli di cosa vuol dire accogliere in casa un animale. ''L'abbandono - conclude - mette in condizione disumana l'animale e crea uno choc nel bambino che si trova ad assistere alla scena. Non solo: mette a rischio l'incolumita' pubblica dando origine a incidenti stradali e randagismo'' 8 LUGLIO 2009
Roma, domani apre a Ponte Milvio l'oasi dei cani
Roma - Domani giovedì 9 luglio prende il via, il nuovo progetto
“Villa Bau Village-Tvb Roma”. L’iniziativa nasce dalla volontà di
offrire i servizi necessari alla corretta convivenza e al reciproco
rispetto fra l’uomo e gli animali in un contesto del tutto speciale
e creato ad hoc: una spiaggia per lo svago dei cani e dei loro
proprietari, un parco attrezzato e sicuro per i cittadini
comprensivo di spazi recintati per il gioco dei cani e campi di
agility dog. In occasione dell’inaugurazione prevista alle ore 18,00
sarà presente la consigliera comunale del Pd Monica Cirinnà già
delegata del sindaco Walter Veltroni all’Ufficio diritti animali.
“Qualche anno fa – rammenta la consigliera Cirinnà - insieme a un
gruppo di amanti dei cani avevo sognato, per quelli romani, una
‘spiaggia cittadina’ dove passare qualche ora nel periodo estivo.
Con tanto lavoro, insieme alla Regione Lazio e grazie anche
all’impegno del presidente del Municipio XX Gianni Giacomini, questo
sogno è diventato realtà”. “Nulla sarebbe stato possibile – prosegue Cirinnà - senza l’Associazione che gestirà la struttura. Ma si sa ormai da anni che le migliori iniziative sono proprio quelle che nascono dalla spinta comune del mondo delle onlus”. L’area che aprirà i battenti domani sera si estende per oltre due ettari ed è compresa tra Ponte Milvio e il Viadotto Di Corso Francia. Nel nuovo spazio si concentreranno da mattina a sera attività ricreative, educative, terapeutica e di spettacolo per i cani e i loro amici umani. “Lo spazio che si inaugurerà domani per gli amici a quattro zampe – conclude Cirinnà – darà accesso alla prima spiaggia per cani realizzata in una città italiana e sarà un vero e proprio polo cinofilo al centro della città di Roma sulle sponde del fiume Tevere, a Ponte Milvio”.
8 LUGLIO 2009
Afghanistan, l'ultima "arma" dei Marines? Il mulo, bestia da soma
intelligente
Anna Guaita
NEW YORK (8 luglio) - Gli americani hanno speso centinaia di milioni di dollari per fornire armi sofisticate ed efficienti ai loro soldati in Afghanistan. E tuttavia, l’ultimo strumento offerto ai Marines impegnati nella nuova offensiva nel tormentato Paese asiatico è vecchio di circa 6 mila anni. La nuova ”arma” ha quattro gambe, due orecchie lunghe, un vero caratteraccio e una grande abilità di percorrere sentieri scoscesi, portando sulle spalle un peso fino a 150 chili. I Marines riscoprono l’asino, e il suo fratellastro, il mulo. Insomma, riscoprono i meriti delle bestie da soma. E per meglio usarle, vanno anche a scuola di ”uso e trattamento di asini e muli”, a Pickel Meadow , una delle basi più recondite degli Stati Uniti, nella Sierra Nevada, in California.La guerra afghana, in gran parte dimenticata negli anni più virulenti della guerra in Iraq, è diventata di nuovo centrale per la Casa Bianca. Barack Obama ha promesso che ritirerà del tutto i soldati Usa dall’Iraq entro il 2010, e che recupererà il tempo perduto in Afghanistan, non solo sconfiggendo per la seconda volta i talebani, ma questa volta rimanendo nel territorio e cercando di conquistare la fiducia e la collaborazione dei locali. E’ effettivamente opinione degli esperti di strategia militare, che l’errore compiuto in Afghanistan dopo la vittoria del dicembre del 2001, sia stato di non lasciare le forze alleate sul posto abbastanza a lungo per aiutare il Paese a costruire una società civile autosufficiente. I talebani hanno pian piano fatto ritorno, e ora si combatte aspramente per respingerli nuovamente. Da vari giorni gli americani sono impegnati in una controffensiva nella valle del fiume Helmand, dove sono arrivati oltre 8 mila Marines. La missione - la più massiccia operazione aviotrasportata dai tempi della guerra in Vietnam - non è solo di sconfiggere i talebani, ma anche di mantenere nei vari villaggi della zona sia i Marines che un folto gruppo di civili specializzati in ricostruzione. Contemporaneamente si combatte in altre zone ricadute nelle mani dei talebani. Nel nord-ovest, gli uomini della nostra Folgore sono impegnati insieme a spagnoli e americani a strappare la regione di Bala Murgab ai guerriglieri integralisti. La manovra si svolge in accordo con i tedeschi e gli afghani che invece operano nella regione confinante di Ghowrmach. E’ un’estate dura questa in Afghanistan. Il numero dei morti sta salendo - 7 americani e due britannici nel fine settimana - e si prevede che andrà aumentando prima che si possa dichiarare vittoria. Il modello a cui si guarda è la controffensiva lanciata in Iraq nel 2007, la cosiddetta ”surge”, che è stata molto sanguinosa all’inizio, ma ha poi portato alla pacificazione delle aree più ostili e alla possibilità per gli americani di ritirare le truppe. In questo drammatico panorama, l’umile asino sembra una componente del tutto trascurabile. Eppure non deve passare inosservato: «I talebani sono uomini di montagna - spiega il sergente Tyler McDaniel al Los Angeles Times -. E si muovono più veloci di noi. Gli animali da soma sono un modo per aumentare la nostra forza». Difatti neanche la più robusta e sofisticata jeep può arrancare fra le vette afghane, dove non ci sono strade e spesso neanche sentieri, e dove l’aria è rarefatta. Ma asini e muli hanno dimostato attraverso i secoli di poter dare aiuto prezioso in simili situazioni. Gli americani stessi li hanno usati in molte delle loro guerre. Tuttavia li avevano ”messi in pensione” dopo la guerra di Corea, nel 1953. Per l’appunto, li hanno riscoperti proprio grazie all’Afghanistan. Ma non adesso, con la guerra contro i talebani, bensì negli anni Ottanta, quando i precursori dei talebani, i mujaheddin, lottavano contro gli invasori sovietici. In quegli anni, gli americani - nella logica della Guerra Fredda contro l’Urss - aiutarono i mujaheddin, non solo rifornendoli di armi, ma anche mandando loro centinaia di muli. Adesso che sono gli americani a trovarsi a combattere contro i figli e i nipoti dei mujaheddin, i generali si sono ricordati di quanto le bestie da soma si fossero dimostrate utili venti anni fa. E hanno mandato i loro Marines a scuola. Per due settimane, ogni recluta deve andare al Marine Corps Mountain Warfare Training Center, in California, e addestrarsi a gestire le bestie da soma. I più fortunati si ritroveranno ad avere assegnato un mulo, un animale più intelligente e paziente. Tuttavia i soldati non sottovalutano i testardi asini, perché ne hanno imparato a conoscere l’astuzia: l’asino può infatti diventare anche un animale da guardia, e ”avvertire” il pericolo molto prima degli umani. Quindi non solo si porterà sul groppone rifornimenti, acqua, e tutto l’occorrente per un piccolo ospedale da campo, ma se dovesse fermarsi di colpo, rizzando le orecchie e annusando l’aria con evidente allarme, potrebbe rivelarsi doppiamente utile. I Marines del Campo Pickel Meadow imparano l’arte di caricare una bestia in modo che il peso sia ben distribuito e che l’animale possa portarlo senza soffrirne. Imparano a tenere le redini nel modo corretto e a dare gli ordini. E scoprono velocemente anche i segreti per andare d’accordo con le loro bestie. E il primo segreto è di non trattarli male: «Dovete parlare a un asino con una voce dolce come se stesse parlando alla donna che amate» raccomanda il sergente Chad Giles. Alcuni dei soldati ricorrono a un piccolo trucco: prima di iniziare le loro scarpinate su per le vette della Sierra Nevada, si infilano nel sacco qualche mela a spicchi, per condividerle con l’asino e farselo amico. Alla Base di Pickel Meadow ci sono 5 asini e 24 muli, ma gli animali usati ”in loco” verranno acquistati direttamente dagli afgani: ogni capo costerà circa 5 dollari. Una vera inezia, ma preziosa: «E’ certo un modo primitivo di trasportare armi e materiale - ammette il sergente Joe Neal -. Ma funziona».
IL SECOLO XIX
8 LUGLIO 2009
I
cinghiali di casa nel parco della gavoglio
Provincia di Genova - UN COLPO secco sparato con la pistola,
direttamente all'interno del gabbione, in cui (per sua sventura) è
finito il cinghiale lunedì notte. A spiegare modalità e motivazioni
rispetto a questa apparentemente crudele decisione è lo stesso Piero
Fossati, assessore provinciale che da oltre tre mesi a ingaggiato la
sua personalissima battaglia con i bestioni: «Catturarli con i
gabbiani e sopprimerli con un colpo ravvicinato utilizzando una
pistola non è affatto più crudele che prenderli e portarli al
macello - dice - Il problema è che bisogna rendersi conto che questi
animali non possono stare in città. Prima di scegliere la strada
della soppressione le abbiamo tentate tutte». Tra l'altro si è
scoperto, con un sopralluogo compiuto dagli stessi tecnici
provinciali, che nel cuore della città esiste una vera e propria
"riserva abusiva", dove gli animali vivono allo stato brado e
soprattutto prolificano. Si tratta del grande parco dell'ex caserma
Gavoglio, di proprietà del comune di Genova da circa due anni: «È
un'area molto vasta che parte dal Lagaccio e arriva fin sotto via
Bari - dice Fossati - Nessuno c'era più stato a fare controlli e
quando abbiamo perlustrato la zona, abbiamo trovato una quindicina
di capi, ma anche quattro femmine, due incinte». Intanto, a corredo
dell'articolo dal titolo "Caccia ai cinghiali , decisi a fermare le
prossime battute" pubblicato lunedì, per errore è stata pubblicata
una fotografia che ritraeva due tecnici del Parco naturale delle
Capanne di Marcarolo impegnati nell'attività di monitoraggio
scientifico del cinghiale. Ce ne scusiamo con gli interessati e con
i lettori.
MILANO WEB
"TERME DI FIDO", IL CENTRO BENESSERE PER CANI
Pessano con Bornago (MI) - Da 3 anni a Pessano con Bornago, alle
porte di Milano, i cani hanno trovato il proprio ‘centro relax’. Sì,
avete capito bene: esiste un centro di benessere e riabilitazione
proprio per i vostri fedeli amici a 4 zampe. Si chiama
“Le terme di Fido” ed è una
struttura aperta da Daniele Costanzo, istruttore cinofilo
specializzato in fisioterapia per animali attraverso dei corsi
seguiti all’estero, perché in Italia la sua è una professione non
ancora riconosciuta.“Ho deciso di aprire questo posto” – afferma
Daniele – “perché il mio cane aveva avuto bisogno di alcuni
trattamenti e avevo faticato molto a trovare strutture adeguate,
così ho pensato di aprire questo centro per offrire un servizio
completo a quanti ne avessere necessità”. Le proposte delle “Terme
di Fido” vanno dalle terapie riabilitative alla toelettatura alle
pratiche educative. All’interno della riabilitazione, le sedute di
shiatsu per favorire il "relax
muscolare" sono utili dopo traumi e incidenti. 8 LUGLIO 2009
Se Fido viene in vacanza con noi è meglio proteggerlo dal sole
Anche gli amici a quattro zampe sono sensibili all'eccessiva esposizione solare e pure loro possono rimediare scottature, dermatiti e veri e propri tumori alla pelle. Ma non pensiamo di proteggerli con i nostri prodotti solari: gli animali hanno una cute diversa dalla nostra e le creme che noi usiamo potrebbero essere inadeguate.
Creme e lozioni da cani - Per questo
esistono trattamenti solari appositi per uso veterinario come creme
dermatologiche per la protezione della cute e lozioni spray per
proteggere il mantello. I rischi - L'eccessiva esposizione ai raggi solari, soprattutto alle radiazioni ultraviolette (UV-A e UV-B), può provocare negli animali domestici, in particolare in quelli a pelo corto e cute chiara, arrossamenti e lesioni cutanee del tutto simili a quelle umane, conferma la dottoressa Luisa Cornegliani, medico veterinario, diplomata Ecvd (European College of Veterinary Dermatology).
Attenzione a muso e orecchie - Le zone
più colpite sono quelle meno protette dal pelo, come la regione
intorno al muso, le orecchie, le palpebre che potrebbero arrossarsi,
ma anche subire modificazioni strutturali con la comparsa di vere e
proprie dermatiti. IL PICCOLO 8 LUGLIO 2009
All'ospedale dei selvatici
Valenza (AL) - Eccoci all’ospedale degli animali selvatici. Detto in sintesi, si capisce. Con parole giuste è il Centro di recupero della fauna selvatica del Piemonte orientale, ovvero uno dei servizi interni al Parco del Po. In tutta la regione di strutture come questa ce ne sono quattro, e qui fa riferimento, per motivi di vicinanza, anche parte della provincia di Pavia.Periferia di Valenza. Villa Groppella s’impone a fianco, di là i capannoni della zona industriale. Carlo Carbonero lavora qui, non da solo. Lui è il responsabile della vigilanza (una sorta di capo dei guardaparco) e del Centro di recupero, una struttura che dipende dalla Provincia. In soldoni funziona che qui si portano gli animali selvatici feriti, ma anche i piccoli rimasti senza mamma, li si cura con un’unica finalità: rilasciarli nel loro habitat, ovvero nel territorio del Pparco del Po.«In questi giorni gli esemplari che curiamo sono una quarantina - racconta Carbonero - Ci sono molti piccoli uccelli, caduti dai nidi, dalle civette ai gufi, dagli allocchi agli assioli. E poi, in questo periodo, abbiamo in cura quattro volpi, una delle quali è finita nella gabbia per le nutrie, un’altra, molto piccola, è rimasta sola dopo che la madre fu investita da un’auto. E poi abbiamo due cuccioli di caprioli».Da ieri c’è un ospite in più Da ieri mattina, c’è un ospite in più. Mentre Carlo racconta, i vigili provinciali Franco Caruso e Damana Schiavi portano una civetta. L’hanno recuperata a Gaggina, frazione di Montaldo. «L’aveva in casa una signora, necessita di cure». Carlo compila una scheda e rilascia una sorta di ricevuta. «L’animale, comunque, è in buona salute. In pochi giorni sarà lasciato libero». Meno fortunata una poiana, costretta nella gabbia: «Le hanno strappato le penne: dobbiamo tenerla in cattività, il recupero è lento». Nella voliera vicina, una taccola nera che «è stata portata qui da Alessandria». Più in là un rondone e un cuculo. In una teca all’interno dell’edificio, invece, si nasconde un biacco, l’unico rettile - al momento - in custodia al centro. Le cure sono prestate da due veterinari esperti di animali selvatici, la dottoressa Elena Ghelfi e il dottor Nieddu. Carlo e altri due collaboratori si preoccupano della pulizia e del cibo Animalieanimali 8 LUGLIO 2009
IN CONSIGLIO VENETO CI RIPROVANO CON LA CACCIA IN DEROGA!
La LAV: provvedimenti illegittimi che non devono essere approvati.
Si è tenuta ieri mattina, presso la quarta Commissione consiliare
del Veneto, l’audizione delle associazioni ambientaliste,
relativamente a due Progetti di Legge regionali sulla caccia in
deroga. ANSA AMBIENTE 8 LUGLIO 2009
PRESIDENTE FAI A LOIERO, BENE TUTELA TARTARUGHE
CATANZARO - ''Non puo' immaginare con quanta soddisfazione le scrivo questa lettera. Non per lamentarmi, come spesso succede, ma per complimentarmi con lei e la sua Giunta, specificatamente nella persona dell'assessore all'Ambiente Silvio Greco''. E' quanto scrive il presidente del Fai, il Fondo ambiente italiano, Giulia Maria Mozzoni Crespi, in una lettera inviata al presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. ''Siete riusciti - aggiunge - a portare a compimento la firma del Protocollo di intesa congiunto tra Regione Calabria, Ministero per l'Ambiente e tutela del mare, Universita', enti e altre autorita' preposte e associazioni ambientaliste, creando cosi' l'istituzione della Rete regionale per la conservazione delle tartarughe marine Caretta caretta, specie a rischio di estinzione tutelata dalla Comunita' Europea''. ''Tra il 70 e il 90% delle nidificazioni in tutta Italia di questa specie - afferma ancora il presidente del Fai - avvengono sulle coste del mar Jonio. Con grande competenza, superando personalismi e interessi di parte, il professor Silvio Greco e' riuscito a portare a compimento il Protocollo d'intesa e per questo il Fai gli e'grato. Sono sicura che il documento sottoscritto sara' alla base di una serie di azioni che promuoveranno maggior rispetto e amore per i doni che la natura ha dato alla vostra meravigliosa terra''. AGI 8 LUGLIO 2009
AMBIENTE: LIBERATI IN SILA 15 UCCELLI RAPACI
Catanzaro - Il Cras (Centro Recupero Animali Selvatici) dell' Amministrazione Provinciale di Catanzaro ed l'Ufficio Territoriale per la Biodiversita' del Corpo Forestale dello Stato hanno provveduto alla liberazione di 15 rapaci nei cieli delle aree protette della Sila. Sono stati reintrodotti tre esemplari di gheppi, tre civette, tre barbagianni e sei allocchi ( tre a forma rossa e tre a forma grigia). "La liberazione dei rapaci - spiega in una nota il Cfs - e' finalizzata alla reintroduzione di alcune specie animali per ristabilire l'equilibrio biologico e salvaguardare la catena alimentare nei territori del Parco Nazionale e delle Riserve Naturali Biogenetiche della Sila catanzarese. I volatili, giunti in cattive condizioni di salute presso il Centro di Recupero gestito dalla Provincia di Catanzaro con sede nel Parco della Biodiversita' Mediterranea, grazie alle attente e premurose cure del veteriario Fabio Castagna, hanno potuto rimettersi in forza e riacquistare la liberta'". Soddisfazione e' stata espressa dal Capo dell'Ufficio Territoriale per la Biodiversita' di Catanzaro, Nicola Cucci, il quale ha evidenziato "la concreta e positiva sinergia che si e' instaurata tra il Corpo Forestale dello Stato e l'Amministrazione Provinciale di Catanzaro nel campo della tutela e valorizzazione della biodiversita' animale e vegetale". IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA 8 LUGLIO 2009
Uccelli rapaci liberati nella Sila Catanzarese
La reintroduzione dei rapaci è finalizzata alle attività mirate alla
salvaguardia della catena alimentare nei territori delle aree
protette
Provincia di Catanzaro - Quindici uccelli rapaci sono stati liberati in alcune aree del Parco nazionale della Sila nell’ambito delle attività di collaborazione instaurate tra il Centro recupero animali selvatici (Cras) della Provincia di Catanzaro e l’Ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo forestale dello Stato. I volatili – tre gheppi, tre civette, tre barbagianni e sei allocchi – erano giunti in cattive condizioni di salute nel centro catanzarese dove sono stati curati e si sono potuti ristabilire. La reintroduzione dei rapaci è finalizzata alle attività mirate alla salvaguardia della catena alimentare nei territori delle aree protette e delle riserve naturali biogenetiche della Sila catanzarese. L’iniziativa, riferisce un comunicato del Corpo forestale dello Stato, ai inserisce nel quadro attività di promozione ambientale e di azione didattica e educativa avviate dal Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro e dal Centro Visite «Antonio Garcea» di Monaco di Villaggio Mancuso. CORRIERE ADRIATICO 8 LUGLIO 2009
Caccia ai cinghiali, nuove regole “La Regione protegge il
territorio”
Fabriano (AN) - Eliminare i cinghiali in zone dove la superfice
boschiva sia inferiore al 70 per cento; riportare la caccia al
cinghiale a pura e semplice attività venatoria; introduzione della
rotazione nell’assegnazione delle zone per le squadre di cacciatori.
Tre risposte concrete della Regione alle richieste del Comitato
spontaneo di coltivatori e allevatori delle zone limitrofe al parco
regionale che si erano rivolti, tramite la portavoce Patrizia
Balducci, al governatore Spacca e all’assessore Petrini, chiedendo
di introdurre nuove regole per per evitare la pasturazione dei
cinghiali da parte delle squadre di cacciatori, che porta a
concentrare i selvatici in aree agricole con danni sempre più
rilevanti.“Andiamo verso la completa eradicazione del cinghiale
nelle zone dove la superficie a bosco è inferiore al 70% - dichiara
l’assessore regionale all’Agricoltura e Caccia Paolo Petrini -. Con
un’ulteriore convinzione: che quella al cinghiale debba ritornare ad
essere una disciplina venatoria e nient’altro”. E quel “nient’altro”
pesa come un macigno su ciò che è oggi. Ma non solo, il calendario
venatorio appena varato estende la caccia al cinghiale per tre
giorni prima dell’apertura (in ottobre) e tre giorni (gennaio) dopo
la chiusura della stagione. Iniziativa che ridurrà il problema.
IL GAZZETTINO
8 LUGLIO 2009
Cane crea problemi al traffico, ma anche alla Municipale
Latisana (UD) - Un pastore maremmano, sfuggito al proprietario, blocca il traffico sulla statale, viene recuperato da un volontario della sicurezza latisanese ma il comando della municipale chiarisce che l’intervento è stato eseguito in veste di semplice cittadino. Il cane di grossa taglia, disorientato ed impaurito, con il suo continuo zig-zag da una parte all’altra di via Sottopovolo aveva costretto diversi automobilisti a manovre assai azzardate per tentare di schivare l’animale. Un gruppo di passanti è alla fine intervenuto e così il cane è stato imbragato da un volontario della sicurezza latisanese e condotto temporaneamente presso un’ abitazione privata di via Sabbionera. Ieri l’animale, dotato di microchip, è stato recuperato dal leggittimo proprietario che ora rischia, in base all’ordinanza del sindaco, una multa di 50 euro per omessa custodia. Sull’episodio il comandante Stefano Blaseotto ha voluto precisare che il volontario della sicurezza che ha provveduto a bloccare l’animale non era in servizio. In questi casi infatti sono previste delle procedure che scattano sia per la valutazione dello stato di salute del cane che per l’individuazione dell’eventuale proprietario.Un chiarimento per evitare, considerato il clima caldo che si respira in tema di volontari della sicurezza, ogni possibile equivoco sulla delicata materia. VARESE NEWS 8 LUGLIO 2009
ORSI IN SVIZZERA, COSA FARE IN CASO DI PERICOLO
Niente rifiuti organici fuori dalle case e regole di comportamento
in situazioni di emergenza: l'Ufficio federale dell'ambiente
rielabora la "Strategia Orso", il regolamento per la gestione di
questo animale in Svizzera
Negli ultimi anni sono stati diversi i casi di migrazione di orsi in
Svizzera. L'ultimo dei quali si trova ora nella Valle Poschiavo. La
gestione dell'animale è disciplinata dalla "Strategia Orso",
applicata dal 2006. Sulla base delle esperienze acquisite con gli
orsi negli anni recenti, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha
rielaborato detta strategia completandola con nuove regole. Esse
stabiliscono come mettere a verbale e valutare il comportamento
degli orsi, in particolare di quelli problematici. Particolare
attenzione è rivolta alla gestione dei rifiuti nei territori
frequentati dagli orsi.
La ricerca di cibo in prossimità delle case da
parte degli orsi è infatti una delle più frequenti cause di
incidente con l'uomo. Per questo motivo la gestione dei rifiuti
assume un'importanza particolare. Fra l'altro elenca
importanti regole comportamentali
volte a prevenire conflitti con il plantigrado. È essenziale
rendere il più difficile possibile l'accessibilità dell'orso ai
rifiuti organici al fine di togliergli ogni opportunità di abituarsi
alle potenziali fonti di alimentazione presenti nei centri abitati.
Gli orsi in Svizzera
Jurka, la madre della cucciolata, è rinchiusa
da tempo in un recinto in Italia, proprio a causa del fatto che né
l'uomo né i centri abitati le incutono paura. Era stata cibata
dall'uomo e aveva pertanto perso ogni timore nei suoi confronti. È
lecito supporre che il comportamento problematico dei suoi cuccioli
sia frutto dei suoi insegnamenti.
L'orso JJ5, che soggiorna attualmente nella
Valle di Poschiavo, è anch'esso figlio di Jurka. Tuttavia, non
sappiamo ancora se ha lo stesso comportamento problematico della
madre, ma sarà dotato al più presto di un collare radiotrasmittente
che permetterà di seguirne i movimenti al fine di stabilire in
qualsiasi momento il suo luogo di soggiorno e di pianificare al
meglio eventuali misure. Nel 2007 la Svizzerà ha dato ospitalità anche all'orso MJ4, figlio dell'orsa Maja e dell'orso José. Il giovane orso ha avuto un comportamento assolutamente ineccepibile e non è quasi mai stato avvistato. È probabile che si trovi tuttora a girovagare nel territorio di confine fra l'Italia, la Germania e la Svizzera. IL GAZZETTINO 8 LUGLIO 2009
Moria di vongole "bevarasse", il settore si mobilita per
fronteggiare la crisi
Chioggia (VE) - Una situazione difficile quella che sta vivendo il settore della pesca della vongola di mare, la “bevarassa”. Forse il più difficile di tutta la vicenda di questo mestiere. Tre mesi di fermo, dopo quelli obbligatori ed uno volontario, per trovare, alle prime uscite di luglio, una situazione disastrosa. Le vongole falcidiate da una moria, le cui cause apparirebbero esterne e quindi, magari involontariamente, provocate, che ha ridotto gli stock del 90 per cento. Alcune aree, segnatamente quelle a nord di Venezia, appaiono addirittura sterili, vuote di prodotto. Ieri in un incontro con l’assessore regionale alla pesca, Isi Coppola, i due Cogevo, Consorzi gestione vongole di Chioggia e di Venezia, in tutto 200 imbarcazioni da cui traggono il vitto più di 600 famiglie, s’è fatto il punto della situazione.“Prima del fermo iniziato ad aprile – riassume Paolo Tiozzo, presidente del Cogevo di Chioggia - avevamo elaborato un progetto per valorizzare al massimo l’aspetto organizzativo della nostra categoria: uniformità per i punti di sbarco, monitoraggi a mare, banca dati per una gestione utile ed oculata dell’attività. Ora questo progetto che la Regione s’impegna di sostenere non basta più. Nell’immediato non sappiamo neppure cosa fare. Prolungare il fermo per aspettare che cresca il prodotto che non c’è? Una scelta improponibile a lavoratori che da tre mesi non portano a casa soldi”.L’assessore Coppola ha garantito che la Regione seguirà col massimo di attenzione la vicenda destinando alla soluzione le risorse disponibili. Nei prossimi giorni, queste le decisioni assunte dalle due presidenze dei Cogevo, ci sarà una riunione congiunta dei due consorzi ed allargata alle organizzazioni di categoria e alla ricerca. “Si tratta di percorrere una strada che francamente non siamo in grado di determinare in questo momento. Abbiamo bisogno – conclude Paolo Tiozzo - della collaborazione di quanti sono in grado di sostenere un settore che pure ha saputo darsi un’organizzazione esemplare”. All’incontro verranno invitate anche le rappresentanze sindacali. “Il panorama che si apre sui prossimi mesi e soprattutto per il periodo dell’autunno-inverno è quanto meno preoccupante. Occorre quindi una forte assunzione di responsabilità a livello di territorio, regionale ed anche nazionale. Se servirà portare la questione su tavoli di vertice non c’è dubbio che lo faremo. Qui si tratta di difendere non solo il presente ma il futuro nostro e delle nostre famiglie”. TIO.CH 8 LUGLIO 2009
TICINO
LUGANO - Il Ticino, per la sua stessa natura, è un habitat ideale
per i cinghiali. Questo animale selvatico è sempre più presente sui
monti e nelle foreste del Cantone. Ne sono ben consci gli abitanti
delle zone limitrofe ai territori in cui i branchi di cinghiali, che
lamentano danni alle colture e agli orti.
Il rapporto - Il recente Rapporto della
stagione venatoria 2008/2009 e delle ricerche sulla selvaggina,
stilato dall'Ufficio della caccia e della pesca del Dipartimento del
territorio, parla chiaro. L'evoluzione dei danni riguardo gli
ungulati (cervo e cinghiale) è in aumento nel 2008 (1722
abbattimenti, contro i 1018 del 2007). Sebbene sia il cervo
l'animale che crea più danni alle colture, i cinghiali sono
maggiormente percepiti dalla popolazione come un problema. Forse
perché i cinghiali tendono maggiormente ad avvicinarsi alle case,
rispetto ad altre specie selvatiche.
La testimonianza - Christian Zocchi abita sui
monti di Mezzovico. I cinghiali, per lui, sono un grosso problema.
"La situazione è sensibilmente mutata: la popolazione dei cinghiali
è aumentata, se non raddoppiata". Zocchi ci porta nel giardino e
nell'orto della sua abitazione, che recano le tracce della
devastazione operata dai cinghiali. "Questi animali scendono
all’imbrunire per cibarsi di radici, tuberi o bulbi" Profonde buche,
scavate dalle zanne dei cinghiali, costellano il prato.
I danni - Zocchi non è il solo a cui questi
branchi di animali, in cerca di cibo, hanno distrutto il giardino.
Altri lettori hanno segnalato situazioni analoghe, in cui i
cinghiali hanno rivoltato il terreno coltivato, cibandosi dei semi
appena piantati. Un danno economico, oltre al dispiacere di veder
vanificate ore di lavoro. “Parlando di costi" dichiara sempre Zocchi
"rimettere in sesto un prato come si deve è sempre una spesa che si
aggira intorno al migliaio di franchi, tra materiale ed ore di
lavoro”. Nel 2006 i danni causati alle coltivazioni dagli ungulati
(non solo dai cinghiali, dunque) erano quantificabili in 250.000
franchi.
Le contromisure – I cittadini, come rimedio
alle devastazioni apportate dai cinghiali nelle loro proprietà,
adottano spesso come rimedio la posa di recinzioni metalliche. Cosa
viene fatto invece, a livello cantonale, per tenere sotto controllo
i cinghiali? Ulteriori informazioni assunte presso l'Ufficio caccia
e pesca dichiara che non sono in programma battute di caccia
straordinarie, e la situazione viene regolata attraverso i canali
classici della caccia stagionale e degli interventi mirati. "Il 2008
ha visto un aumento dei capi abbattuti, ed in parte è dovuto alle
abbondanti nevicate, che hanno agevolato la caccia invernale. Al di
fuori del periodo di caccia, vengono assegnati dei permessi che
vanno a classificarsi sotto guardiacampicoltura".
Guardiacampicoltura - I livelli di caccia sono
tre: la caccia alta in settembre, quella in dicembre e gennaio, e la
guardiacampicoltura. Di cosa si tratta? Sono interventi mirati,
effettuati in presenza di danni, ripetuti tutto l'anno da parte dei
cinghiali. Dopo segnalazione di forti danni, l'Ufficio caccia e
pesca dà mandato ad un cacciatore di controllare quell'area da
postazione fissa, e per qualche sera si apposta. In caso di arrivo
di cinghiali, il cacciatore è autorizzato a sparare. La situazione,
nel primo semestre del 2009, vede un gran numero di abbattimenti
addebitabili alla guardiacampicoltura. Malgrado l'alto numero di
catture dell'inverno, la presenza del cinghiale è sentita, tanto che
il numero delle catture è in forte crescita. Le segnalazioni,
nell'ultimo periodo, sono cresciute specialmente nel Luganese.
Fenomeno spiegabile con quanto sta succedendo ultimamente nella
vicina Italia.
Caccia in Italia - In provincia di Como sono
state organizzate recentemente delle battute straordinarie, per
cercare di tenere sotto controllo il numero di capi. Non si puo'
escludere che qualche gruppo di cinghiali possa passare in
territorio ticinese, in fuga dai cacciatori italiani. Vicino alle case - I cinghiali sono sempre più insidiosi? Christian Zocchi, che ormai convive quotidianamente con questi animali, dà un paio di consigli. "Il cinghiale è un animale selvatico, quindi di norma alla vista dell’uomo tende a scappare. L’unica cosa che non si deve mai e poi mai fare, è tentare di avvicinare un piccolo, perché al 90% la madre si trova nei paraggi. Una carica di un cinghiale non è assolutamente piacevole". Dall'Ufficio caccia e pesca, per contro, si tende a minimizzare la presenza degli animali nei dintorni delle case. Questa è perlopiù giustificata con la ricerca di cibo, e non si tratta di un mutamento di abitudine di questa specie, di solito abbastanza timorosa dell'uomo.
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MARKET PRESS
8 LUGLIO 2009
STUDIO
IDENTIFICA UN NUOVO GENE DEL DIABETE E IL SUO "INTERRUTTORE"
Bruxelles, 8 luglio 2009 - Alcuni scienziati finanziati
dall´Unione europea hanno identificato un gene associato con un
aumentato rischio di sviluppare il diabete e un "gene saltante"
che ne disturba l´attività e che favorisce la riduzione della
malattia. I risultati, pubblicati nella rivista Public Library
of Science (Plos) Genetics, hanno ricevuto il sostegno
dell´Unione europea nell´ambito del progetto Eugene2 ("European
network on functional genomics of type 2 diabetes"), finanziato
in riferimento all´area tematica "Scienze della vita, genomica e
biotecnologie per la salute" del Sesto programma quadro (6° Pq).
Nel mondo ci sono attualmente circa 230 milioni di persone
affette da diabete di tipo 2. Il rischio di sviluppare questa
patologia è in parte riconducibile allo stile di vita (ad
esempio, al regime alimentare seguito) e in parte al patrimonio
genetico. Per quanto riguarda questo secondo fattore, negli
ultimi anni gli scienziati hanno identificato una serie di geni
che influiscono sulla predisposizione di un soggetto a
sviluppare il diabete di tipo 2. In questo recente studio alcuni
scienziati tedeschi sono riusciti ad individuare in un gene -
denominato Zfp69 - il fattore di rischio per lo sviluppo del
diabete nei topi. Inoltre, l´omologo gene umano - Znf642 - si è
dimostrato particolarmente attivo negli individui sovrappeso
affetti da diabete. Secondo quanto affermato dai ricercatori, il
gene Zfp69 codifica una proteina che sembra interferire con il
deposito di grassi nei tessuti adiposi, aumentando la
deposizione di grasso nel fegato. "I dati in nostro possesso
suggeriscono che il prodotto proteico del gene, che aumenta il
rischio negli individui obesi, accresce il deposito di grassi
nelle cellule adipose," ha spiegato il primo autore dello
studio, il dottor Stephan Scherneck del dipartimento di
farmacologia presso l´Istituto tedesco per la nutrizione umana (Dife).
"Di conseguenza, il grasso in eccesso si accumula nel fegato,
contribuendo allo sviluppo del diabete".
Gli scienziati hanno inoltre messo a
confronto due specie di topi: la prima presentava problemi
relativi al metabolismo del grasso e del glucosio e sviluppava
il diabete in tempi rapidi, mentre la seconda pur essendo
affetta da obesità era meno predisposta al diabete.
La differenza tra le due specie era costituita dalla presenza di
un cosiddetto "gene saltante" (altrimenti detto trasposone) del
gene Zfp69 nei topi non affetti da diabete. I trasposoni sono
segmenti di Dna di piccole dimensioni in grado di "saltare"
all´interno del genoma. In questo caso, il trasposone è
effettivamente in grado di "spegnere" il gene, riducendo il
rischio per l´animale di sviluppare il diabete. "A questo
proposito abbiamo scoperto un meccanismo finora mai descritto
legato all´ereditarietà di diabete e obesità," ha affermato
Hans-georg Joost, direttore scientifico di Dlfe, per quanto
concerne il trasposone. "Questo trasposone è piuttosto attivo ed
è in grado di ´spegnere´ pressoché completamente il gene Zfp69.
Abbiamo rilevato dati che suggeriscono che lo stesso è attivo
anche in altri geni dei topi. Poiché il genoma umano è ricco di
questo tipo di frammenti, è abbastanza probabile che rivestano
un ruolo ancora più importante di quanto finora ritenuto". I
ricercatori suggeriscono che - in futuro - gli studi dovrebbero
prestare maggiore attenzione non solo ai geni, bensì anche ai
trasposoni siti in prossimità degli stessi. Per maggiori
informazioni, visitare: Istituto tedesco di nutrizione umana
Potsdam-rehbruecke (Dife) http://www. Dife. De/ Plos Genetics:
http://www. Icsu. Org/ Eugene2: http://www. Bmj. Com/ .
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