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LIBERO
11 SETTEMBRE 2009
Animali spariti dal canile riappaiono su
internet
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FILIPPO COVAZZA
È un canile
insolitamente vuoto quello di Strada Paiola, alla
periferia di Pavia. C’è chi si chiede se l’esiguità
di animali presenti sia da attribuire alla spiccata
sensibilità dei pavesi o all’abilità dei cani
autoctoni di non smarrirsi.La verità sembra tuttavia
essere un’altra: il
canile pavese sarebbe al centro di un traffico
europeo di animali, basato su prestanomi e siti
internet di compravendita del miglior amico
dell’uomo. L’anomalia pavese è stata
sollevata dall’Enpa qualche mese fa. Ora, la
questione è arrivata sul tavolo del sottosegretario
al welfare Francesca Martini, in prima linea nella
difesa dei diritti degli animali. L’Enpa, che fa
regolarmente visita ai cani ospitati in Strada
Paiola, si è accorta che nella struttura erano
presenti poche decine di animali, un numero
significativamente più basso rispetto alle vicine
realtà di Voghera e Vigevano. Ulteriori sospetti
sono nati quando i volontari hanno ritrovato su
alcuni siti web, in Svizzera e Germania, decine di
cani che avevano fotografato nella struttura pavese
e per i quali la direzione locale aveva assicurato
che erano stati adottati o restituiti ai
proprietari. Gli esempi non mancano. Sabrina è una
femmina bretone bianca e marrone, di 4 anni,
accalappiata il 21 ottobre 2008. Il mese successivo
è stata data in affido a una cittadina elvetica.
Eppure, nel giugno di quest’anno, eccola chiedere un
padrone dalle pagine del sito www.amicicani.com. Per
l’Enpa è proprio lei, senza dubbio. Il pavimento, la
lettiera bianca di plastica e il pozzetto per lo
scolo dell’acqua sono gi stessi del ricovero per
cani di Pavia. Una storia simile riguarda Teresio,
un cane dato in adozione tempo fa e di cui le
volontarie Enpa si sono messe invano sulle tracce.
«Chiediamo di conoscere il suo indirizzo, sapere
fisicamente dov’è ma neppure l’Asl ci risponde»,
dicono. Era stato accalappiato nel 2005 e ospitato a
Pavia. Nel 2007 è comparso sul sito di
un’associazione in Germania. E non diverse sono le
vicende di Bettina, Gullit e Radon.Secondo i dati
forniti dal canile, il 40% dei cani ospitati sarebbe
restituito ai legittimi proprietari in tempi brevi,
grazie ai microchip di riconoscimento. La restante
percentuale sarebbe adottata da privati o
associazioni animaliste, dopo i 10 giorni di affido
all’Asl. «Di recente - spiega Vincenza Tardino dell’Enpa
- abbiamo promosso la
campagna “Ti deporto a fare un giro” che denuncia le
finte adozioni e il trasferimento all’estero di
animali italiani, ma siamo stati insultati». Eppure,
«sono anni che tire aerei trasportano gli animali in
Germania, Svizzera e Austria».
LA NUOVA
SARDEGNA
11 SETTEMBRE 2009
Barbone muore carbonizzato nella casa
dei disperati
SASSARI. È morto
carbonizzato mentre dormiva in una stanza
occupata abusivamente in uno stabile di via
Baldedda adiacente al fabbricato che ospita la
Guardia di Finanza. Orlando Geraci, un
senzatetto di 36 anni originario di Pavia, ma
residente da alcuni mesi in città,
ha perso la vita mercoledì
notte assieme ai suoi due cani,
due pastori
tedeschi, nel rogo che ha
devastato il suo piccolo alloggio. A provocare
l’incendio, che ha trasformato quella stanza in
un inferno, probabilmente una sigaretta
dimenticata accesa, o la fiamma di una candela
rudimentale.
TARGATO CN
11 SETTEMBRE 2009
Langhe: CC sequestrano un canile lager e
allevamento bovini
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Bossolasco (CN) -
I Carabinieri della Stazione di Bossolasco –
agli ordini del Maresciallo Paolo Bonfanti –
hanno denunciato un 68enne del luogo per il
reato di maltrattamento di animali. Il
pensionato, già alcuni mesi prima denunciato per
lo stesso reato dai Carabinieri, aveva costruito
un canile in un terreno attiguo al suo cascinale
nel comune di Cerretto Langhe nel quale teneva
25 cani di varia taglia e razza e nei pressi
allevava anche 22 bovini (mucche e vitelli). I
Carabinieri sono intervenuti sul posto insieme a
personale del servizio veterinario dell’A.S.L.
CN/2 di Alba e della Polizia Veterinaria di
Cuneo per constatare le condizioni in cui erano
tenuti gli animali. E’ subito emersa una
assoluta situazione di degrado degli animali,
tutti in evidenti precarie condizioni di salute
e molti di essi denutriti, oltre ad una generale
e diffusa mancanza dei requisiti
igienico-sanitari necessari per la conduzioni di
tale tipo di attività. Dei fatti è stata
informato il Sostituto Procuratore di turno
della Procura della Repubblica di Alba Dott.ssa
Donatella Masia che ha immediatamente emesso un
provvedimento di sequestro di tutti gli animali,
poi affidati ad un canile ed un allevamento del
fossanese, mentre il sindaco del comune ha
emesso una ordinanza di sgombero urgente della
struttura per ragioni igienico-sanitarie che i
Carabinieri hanno eseguito. L’indagato ora
rischia una condanna sino ad un anno di
reclusione, la confisca definitiva degli animali
sequestrati e la sospensione dell’attività.
SAVONA NEWS
11 SETTEMBRE 2009
Celle (SV): Enpa, accattonaggio difficile con gli animali
Celle (SV) - D'ora in poi sarà vita dura a Celle
Ligure per chi vorrà sfruttare cani e gatti ed
animali selvatici per accattonaggio; il Sindaco
Renato Zumino ha firmato un'ordinanza in
materia, redatta e propostagli dalla Protezione
Animali savonese.Il testo, elaborato dai tecnici
e legali volontari dell'ENPA, intende però
distinguere tra chi ha nel cane o nel gatto un
vero compagno di vita e chi invece se ne serve
soltanto per attirare la pietà e l'elemosina dei
passanti, nel qual caso scatta il sequestro e la
confisca; a stabilire la differenza saranno i
Vigili Urbani in collaborazione con le Guardie
Zoofile dell'ENPA ed il Servizio Veterinario
ASL2. Non sarà comunque consentito esibire
animali malati o mutilati o femmine con
cucciolate, che dovranno essere tutti
sterilizzati a cura dell'ASL2 (ed i cani anche
tatuati). LIBERO 11 SETTEMBRE 2009
Cento delfini e cinquanta balene, prima caccia grossa a Taiji
A pezzettoni sui banchi del pesce gli
sfortunati, negli acquari quelli a cui la natura
ha dato forme migliori. Così finiranno delfini e
balene pescati in Giappone il primo giorno di
caccia grossa. In tutto, cento delfini dal naso
a bottiglia e 50 balene pilota. La prima battuta
di pesca della stagione, iniziata ufficialmente
il primo settembre e inaugurata ieri nella baia
'del massacro' di Taiji, città costiera a sud di
Osaka, è stata "buona". La prefettura di
Wakayama, in cui si trova la città, ha
dichiarato che dei cento delfini catturati, i 40
o 50 esemplari più belli saranno venduti agli
acquari, mentre gli altri saranno nuovamente
rilasciati in mare. La carne di balena, invece,
sarà venduta ai mercati del pesce per essere
consumata. Ad accompagnare la pesca non sono
mancate le proteste e gli scontri tra i
difensori degli animali e i pescatori della
città, inaspriti quest'anno dal successo del
film documentario dei due registi Louie Psihoyos
e Richard ÒBarry (The Cove, 'la baia'),
presentato e premiato all'edizione 2009 del
Sundance Film Festival negli Usa. Dopo aver
tentato invano di ottenere l'autorizzazione
della città di Taiji, i due registi hanno girato
il film grazie a telecamere nascoste sul fondo
della baia. In questo modo sono riusciti a
riprendere e trasmettere con grande realismo
l'orrore del mare tinto di rosso dopo il
massacro.
CORRIERE DEL TICINO
11 SETTEMBRE
2009
Obbligò gatto a fumare, condannato
Giovane inglese colpevole di
crudeltà verso gli animali
LONDRA - Un
giovane britannico che aveva obbligato un
gatto a fumare marijuana prima di farlo
roteare sopra la testa chiuso in un sacco è
stato condannato ieri a una pena sospesa.
Gli è stato pure vietato di possedere
animali domestici per dieci anni.
Mark Kane, 20 anni, è stato condannato a 12 settimane di prigione con la condizionale da un tribunale dell'Inghilterra del nord per aver fatto prova di una "crudeltà disgustosa". Kane, disoccupato, aveva filmato le proprie prodezze con il proprio cellulare in gennaio. Le immagini sono state scoperte per caso dalla polizia, che si interessava a lui per un altro caso. Il giovane aveva messo il gatto in un sacco e ci ha soffiato del fumo da uno spinello prima di farlo roteare sopra la testa. Kane si era dichiarato colpevole di crudeltà nei confronti degli animali. Il gatto, sparito dopo l'incidente, non gli apparteneva ma se ne doveva occupare.
ASYLUM
11
SETTEMBRE 2009
CANE EROE SALVA PADRONE DA CASA
IN FIAMME
Major è un
cane sveglio, visto che, lunedì scorso,
ha saputo
fiutare il pericolo
e salvare la vita al suo padrone. Nella
casa in cui viveva, non troppo distante
da Boston, era scoppiato un incendio.
Lui ha subito percepito che le cose si
stavano mettendo male (per entrambi), è
corso nella stanza di John, il padrone,
e ha iniziato a toccarlo sul viso con il
suo naso umidiccio. "E' saltato sul mio
letto intorno all'una e mezza di notte -
racconta l'uomo - e ha messo il naso sul
mio viso. Non lo fa spesso, solo quando
ha bisogno di attenzione. In un primo
momento l'ho mandato via, senza neanche
guardare cosa stesse succedendo". Ma il
cane non ha desistito, e ha continuato a
puntare il naso freddo sul suo viso: "A
quel punto ho aperto gli occhi e ho
visto il fumo nella stanza da letto".
Inizialmente John ha cercato di spegnere
le fiamme da solo, ma poi si è reso
conto che doveva chiamare i pompieri. E,
adesso, ovviamente, è grato a Major: "Mi
ha salvato la vita".
IN DIES INFO
11
SETTEMBRE 2009
C'è un incendio, ma il
cane salva la vita al padrone
A
Boston un cane ha avvisato il
proprio padrone lunedì scorso
verso l'1.30 di notte poiché
nella casa si stava sviluppando
un incendio. Col suo naso freddo
è andato nella camera da letto
di John Healy che dormiva.
Subito, l'uomo ha cacciato il
cane e si è rimesso a dormire,
ma il cane ha insistito e si è
avvicinato di nuovo al padrone
col suo naso freddo, fino a che
questi non ha aperto gli occhi e
visto il fumo nella camera da
letto.
"Penso che il cane mi ha salvato la vita" ha detto l'uomo che non ha ben capito come l'incendio si sia sviluppato nella sua camera da letto. Adesso i pompieri stanno cercando la causa del principio di incendio nella casa, costruita nel lontano 1783 Animalieanimali 11 SETTEMBRE 2009
CONFESSIONE CHOC, "HO UCCISO I CUCCIOLI APPENA NATI DALLE CAGNOLINE DELLA NOSTRA CAMPAGNA In Sicilia, articolo da "ilnuovosoldo".
L’uccisione di cucciolate di animali, anche di
quelli d’affezione, spesso di esserini appena
nati, non è certo una novità, purtroppo, ed a
volte avviene nell’indifferenza più totale e
nella completa ignoranza di leggi che oggi
tutelano gli stessi animali. Accade ovunque e
tale orribile fenomeno non fa certamente
eccezione in una Sicilia in cui il randagismo
abbonda, favorito dall’insufficienza di un’opera
di prevenzione e dall’incuria – tranne rare
eccezioni – delle istituzioni locali e degli
stessi cittadini, nella più totale assenza di
un’opera preventiva di educazione al rispetto
per gli animali e ad un corretto rapporto
uomo-animale.
IL
MATTINO
11
SETTEMBRE 2009
I cani no, non dovete toccarli.
Sono come figli. Piuttosto uccidetemi
Pino
Cerciello
San
Giuseppe Vesuviano (NA) - «I cani no,
non dovete toccarli. Sono come figli.
Piuttosto uccidetemi». La signora ha
chiuso la porta in faccia a vigili e
veterinari e si è barricata in casa con
tutti i suoi 80 bastardini, cuccioli ed
esemplari di razza ritrovati in strada.
Fuori dalla porta vigili urbani e
funzionari Asl accorsi in via Muscettoli
a San Giuseppe Vesuviano per ordine del
sindaco: situazione igienica
insostenibile, sequestrate i cani
custoditi nell’appartamento. Dentro le
due signore asserragliate e i cani ad
abbaiare impauriti. Gran caos in tutto
il quartiere. Con i residenti pronti,
dopo una serie di denunce, a sostenere
la rimozione forzata. A lungo si è
temuto il peggio, una delle due donne ha
smesso di rispondere agli appelli: c’è
voluta una squadra di medici e psicologi
per convincerla. «Mi arrendo ma dovete
giurare che non farete del male ai miei
figlioli», ha detto. Lei in ambulanza, i
cani portati via un po’ alla volta con i
furgoni del servizio veterinario. Alle
due signore è stata diagnosticata una
sindrome da carenza di affetto esternata
in una passione maniacale verso i cani.
Ma da domani anche le povere bestie si
sentiranno sole. Sarà da cani, ma sempre
carenza di affetto è.
LA CITTA' DI SALERNO
11
SETTEMBRE 2009
Cani randagi, è allarme a
Sala Consilina
Sala
Consilina (SA). La notte non è
possibile dormire in pace ed in
alcune zone della cittá spesso ci si
imbatte in cani randagi e non sempre
si tratta di cuccioli. Sono queste
alcune delle lamentele più frequenti
che da tempo arrivano da molti
cittadini per la presenza di cani
randagi. Il problema si è
accentuato con la chiusura del
canile di Cicerale. I cani randagi
di buona parte dei comuni del
comprensorio venivano ricoverati
proprio a Cicerale. In seguito alla
chiusura del canile la situazione è
precipitata ed il problema interessa
adesso non solo Sala Consilina ma
anche altri comuni del Vallo di
Diano. «Siamo a conoscenza del
problema - ha spiegato l’assessore
comunale di Sala Consilna con delega
alla Sanitá Vincenzo Garofalo - e ci
stiamo muovendo per risolverlo al
più presto. A tal proposito oggi è
previsto un incontro con le
associazioni animaliste, il Corpo
Forestale, la Comunitá Montana, l’Asl
ed alcuni rappresentanti di canili
che si trovano al di fuori del
comprensorio per trovare una
soluzione condivisa ed efficace al
problema nell’attesa che vengano
completati i lavori di costruzione
del canile comprensoriale che avrá
sede proprio a Sala Consilina». Per
il momento sono stati presi contatti
con una struttura che si trova fuori
Regione per poter sottoscrivere una
convenzione e poter così portare lì
i randagi. «Dopo la chiusura del
canile cilentano - spiega il primo
cittadino diTeggiano Michele Di
Candia - ci siamo subito attivati ed
abbiamo sottoscritto una convenzione
con un canile della Calabria.
Attualmente il problema a Teggiano
non esiste e questo grazie anche
alla collaborazione dei miei
concittadini». Di Candia ha anche
criticato il modo in cui è stata
gestita in tutti questi anni la
costruzione del canile
comprensoriale: «Se ne parla da
circa quindici anni».
LA REPUBBLICA BOLOGNA
11 SETTEMBRE 2009
Spende 1300 euro per far curare e sopprimere il cane La denuncia della padrona di Blu. I veterinari: "Questione di tariffe, non di deontologia"
Tommaso Romanin
Sasso Marconi (BO) - «Ho speso 1.300 euro per far curare il mio cane in una clinica veterinaria e per farlo sopprimere». E’ un presunto caso di “malasanità canina”, quello denunciato da Grazia Viale, ormai ex padrona di Blu, «un bellissimo animale, anziano, malato da tempo e con una crisi respiratoria», racconta, che il 4 aprile lei stessa portò nella clinica veterinaria dell’Orologio, a Sasso Marconi. «Gli fecero un’endoscopia e altri esami, lo tennero ricoverato due notti poi, vista la situazione, proposero un’operazione per salvarlo. Ma io preferii non farlo soffrire ulteriormente. Sul momento sono tornata a casa triste. Dopo però è prevalsa la rabbia. Così ho scritto all’ordine dei veterinari per sapere se la tariffa che mi hanno applicato è congrua, ma non mi hanno mai risposto», dice la signora. Il presidente provinciale, Laurenzo Mignani assicura di aver trattato il caso e di aver ricevuto il titolare della clinica nella sede dell’ordine, il 30 aprile. «La vicenda è stata anche discussa in consiglio, ma si è deciso di archiviarla perché si trattava di una questione di tariffe. Mentre l’ordine interviene quando ci sono infrazioni del codice deontologico». Con il decreto Bersani, infatti, non esistono più dei tariffari né massimi, né minimi per le prestazioni veterinarie. La clinica risponde dicendo che la spesa è più che giustificata. «Si trattò di prestazioni specialistiche. In quel caso ci fu anche il supporto di un anestesista venuto da fuori. Inoltre era un weekend ed è previsto un sovrapprezzo del 30%. Poi, come sempre accade, era stato fatto un preventivo: la padrona del cane sapeva a cosa andava incontro».
ANMVI
OGGI
11
SETTEMBRE 2009
EUTANASICI AL VETERINARIO: DECRETO
GIA' PRONTO
Il
bugiardino del tanax è in via di
riscrittura e questo medicinale
veterinario, come tutti gli
eutanasici rientrerà fra i
medicinali ad uso esclusivo del
medico veterinario. Un
decreto
ministeriale firmato dal
Sottosegretario di Stato alla Salute
Francesca Martini - già approvato
l'8 di aprile dalla
Conferenza Stato Regioni
e ora
alla Corte dei Conti- porterà a
breve in Gazzetta Ufficiale la
soluzione normativa. Lo rendono noto
la Federazione Nazionale degli
Ordini Veterinari (Fnovi) e
l'Associazione Nazionale Medici
Veterinari Italiani (Anmvi) a
proposito dell'impiego del Tanax per
l'eutanasia di cani e gatti. Il
decreto, al quale ha lavorato per
mesi il Ministero del Lavoro della
Salute e delle Politiche Sociali-
con la sua Direzione Generale della
Sanità Animale e del Farmaco
Veterinario- insieme a Fnovi, Anmvi
e Aisa, colma un vuoto legislativo e
rappresenta un intervento normativo
coerente con il sistema di
farmacovigilanza
veterinaria attivo nel nostro Paese
per il controllo e la sicurezza dei
medicinali impiegati sugli animali.Dunque
sul foglietto illustrativo del Tanax
non si leggerà più "da usarsi sotto
il diretto controllo del medico
veterinario". Sarà solo il medico
veterinario a poterlo gestire.
Quanto alla modalità di
somministrazione del farmaco al cane
o al gatto, foglietto illustrativo a
parte, è consolidata prassi medico
veterinaria quella di evitare la
sofferenza del paziente sottoposto
ad eutanasia, come la deontologia e
la buona pratica veterinaria
richiedono.Ma il provvedimento darà
garanzie anche maggiori e andrà
oltre il caso Tanax- rassicurano
Fnovi e Anmvi. Infatti, potranno
essere impiegati solo dal
veterinario tutti gli eutanasici e
le categorie di farmaci (come ad
esempio gli anestetici e gli
antineoplastici iniettabili) che
richiedono speciali accorgimenti e
specifiche competenze per la
detenzione e la somministrazione.
Quello della sofferenza dell'animale
da sopprimere è un problema sentito
anche in campo zootecnico, per quei
bovini- anche loro esseri senzienti
e tutelati dalla legge- non più
destinabili alla macellazione e per
i quali non esiste alcun farmaco
autorizzato. E' questo un altro
problema che i veterinari italiani
stanno affrontando con addetti ai
lavori, animalisti e autorità
ministeriali.
Anticipazioni
sui
contenuti del decreto per l'uso
esclusivo sono riportate, a cura
della Direzione Generale del Farmaco
Veterinario, nello speciale di
30giorni dedicato alla vigilanza e
alla sorveglianza del farmaco
veterinario.
REGIONE MARCHE
11
SETTEMBRE 2009
Lotta al randagismo canino:al
via la campagna MEGLIO UNO CHE
CENTOUNO !
CAMPAGNA DI CONTROLLO DELLE
NASCITE DEI CANI DI PROPRIETA'
Mezzolani: “Per ridurre il
randagismo è necessario anche
agevolare economicamente i
proprietari che appartengono a
particolari categorie sociali”
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La
Regione Marche concederà ai
Comuni contributi per
incentivare la sterilizzazione
dei cani di sesso femminile i
cui proprietari appartengono a
fasce sociali deboli: titolari
di pensione minima o pensione
sociale; possessori di un
reddito annuo lordo non
superiore a 15 mila euro;
disoccupati o non occupati.
“Ogni
giorno – spiega l’Assessore
Regionale alla Veterinaria,
Almerino Mezzolani – nascono
numerosi cuccioli di cane. Una
femmina che, per negligenza o
incuria del proprietario, è
libera di accoppiarsi, può avere
fino a 20 cucciolate durante
tutta la sua vita riproduttiva,
rappresentando il bacino di
reclutamento per cani
potenzialmente randagi.
Molti proprietari non
sterilizzano i propri animali
perché non hanno le informazioni
adatte o si basano su luoghi
comuni che non hanno riscontri
scientifici.
Fra
tutte le motivazioni –
continua Mezzolani – il
costo dell’intervento è quello
che, però, incide maggiormente,
alimentando così il randagismo.
Di
conseguenza, per favorire le
sterilizzazioni occorre
incentivare economicamente i
proprietari, specie coloro che
appartengono a fasce socialmente
deboli”
Il
progetto biennale (2009-2010) “Campagna
per il controllo delle nascite
nei cani di proprietà di
particolari categorie sociali” approvato
con D.G.R.
n. 1398 del 7 settembre 2009,
nasce allo scopo di proseguire
nelle azioni di contrasto, a
valenza “strutturale”,
nei confronti del randagismo
canino, intraprese dalla
Regione Marche, come fatto per
“Vigilare
è prevenire” del
gennaio scorso, grazie al quale
sono stati donati ai Comuni 250
lettori di microchip destinati a
potenziare la vigilanza svolta
in ambito territoriale.
I
fondi dedicati al
progetto provengono da risorse
ministeriali con destinazione
vincolata alla lotta al
randagismo e verranno ripartiti
tra i comuni, entro il prossimo
mese di dicembre, in quantità
proporzionale al numero dei cani
iscritti all’anagrafe canina
informatizzata regionale. In
questo modo i comuni potranno
contribuire in parte a sostenere
il costo della sterilizzazione.
Al contempo gli Ordini dei medici veterinari delle province marchigiane si sono impegnati a garantire collaborazione e ad applicare una tariffa agevolata per l’intervento.
L’obiettivo è diminuire il
sovraffollamento dei canili ed
il costo sociale per il
mantenimento dei cani randagi;
ridurre i danni provocati dal
randagismo sia all’uomo
(morsicature, incidenti,
trasmissione di malattie) sia
agli altri animali
(aggressioni); aumentare il
risparmio per la realizzazione
di nuove strutture; migliorare
il rapporto uomo/cane
nell’ambiente urbano ed il
controllo dell’igiene urbana.
Chi potrà accedere al contributo
??
I
proprietari di cani di sesso
femminile in regola con
l’iscrizione all’anagrafe canina
informatizzata regionale che
appartengono ad almeno una delle
seguenti categorie:
- titolari di pensione minima
- titolari di pensione sociale - possessori di un reddito annuo lordo non superiore a 15 mila euro - disoccupati o non occupati
Cosa fare per accedere al
contributo ??
I
proprietari interessati potranno
presentare domanda di contributo
al proprio Comune che, valutate
le richieste ricevute, per
quelle accolte invierà apposita
comunicazione ai richiedenti.
Entro 30 giorni dal rilascio del
modulo di accoglimento della
domanda, il proprietario dovrà
far sterilizzare il proprio
animale da un veterinario a sua
scelta tra quelli che hanno
aderito al progetto. Orari e
tempi dell’intervento saranno
concordati tra utente e
struttura veterinaria prescelta.
Il
medico veterinario provvederà:
-
alla verifica del microchip e
dell’ iscrizione del cane
all’anagrafe canina regionale
- alla
compilazione di una apposita
scheda individuale con i dati
del proprietario, i dati del
cane con il numero di microchip,
la data dell’intervento ed il
codice identificativo assegnato
dal comune di competenza.
- All’inserimento dell’operazione nel Sistema Informativo Veterinaria Alimenti ( SIVA )
Il
proprietario rilascerà al
veterinario che ha eseguito la
prestazione il modulo di
concessione del contributo
ricevuto dal comune e pagherà al
professionista l’eventuale
differenza tra la tariffa
dell’intervento e il contributo
concesso dal Comune.
L’amministrazione comunale
provvederà al pagamento del
corrispettivo spettante al
professionista, con frequenza
bimestrale, dietro presentazione
di regolare fattura e/o ricevuta
comprovante gli interventi
effettuati.
La
Deliberazione della
Giunta regionale n.1398 del 7
settembre 2009 con la
quale è stato approvato il
progetto, è
fruibile consultando i link correlati
al presente articolo.
CORRIERE DELLA SERA
11
SETTEMBRE 2009
Come creare una pandemia
Caro BSev/Italians,
ecco una storia di fantasia che temo non sia lontana dalla realtà di come si crea una pandemia. Lunedì David della banca Silbermann & Zipf incontra l’amico François, ricercatore medico in un'istituzione internazionale. - Allora, Fran, nessuna influenza per quest’anno? - Pare che in Australia un uomo sia stato contagiato da un virus dei conigli d'allevamento, l'H9N4. - Ah sì? Ma è una roba tipo spagnola? - Niente di simile. Si tratta di una comune influenza, poco pericolosa. Solo che all’inizio potrebbe diffondersi più rapidamente essendo un virus nuovo. Martedì: David e il suo collega Ben al caffè - I cervelloni della medicina prevedono una nuova pandemia, quest’estate - Davvero Dave? Allora dobbiamo rastrellare azioni delle farmaceutiche che producono gli antinfluenzali, tipo Stanamilvir e Domastarnut. Li fabbrica la HyperPharma, credo. Mercoledì: David al telefono con François - Ti do una dritta, amico mio: compra azioni della HyperPharma, pare che quest’estate schizzeranno quando si saprà della nuova pandemia. - Pandemia? Quale pandemia? - Ma l’influenza dei conigli, no? Non me lo hai detto tu? Dammi retta, precipitati dal tuo agente di borsa. Giovedì, Ben incontra a cena Jack, amministratore delegato di uno dei più importanti gruppi editoriali americani, nonché cliente della S&Z - Sai l’ultima Jack? Stiamo rastrellando azioni della HyperPharma in previsione di una nuova pandemia quest’estate: il virus dei conigli. Se vuoi ne compriamo un po’ anche per te - Una pandemia? Che notizia! Devo mobilitare i miei direttori. Anche a loro farà piacere fare un buon investimento. Venerdì, François incontra Hans e Carlo in un convegno F.: - A quanto pare si sta diffondendo la voce che ci sarà una pandemia dovuta all’H9N4. Stanno tutti comprando azioni della HyperPharma come matti. H.: - Ma l’H9N4 è pressoché innocuo. C.: - Sì, ma sai come ragiona la stampa e l’opinione pubblica. In ogni caso comprerò anch'io un po' di azioni. F.:- Io ne ho già comprate parecchie. Animalieanimali 11 SETTEMBRE 2009
RICHIAMI HI-FI, BRACCONIERE DENUNCIATO
Alla vigilia della stagione venatoria, la
polizia provinciale guidata da Adriano Scapolo,
ha denunciato un bracconiere a Piazzola.
Nascosto tra il mais e con l’ausilio di un
impianto stereo che diffondeva richiami, sparava
agli uccellini con una doppietta dotata di un
rudimentale silenziatore.
IL MESSAGGERO
11 SETTEMBRE 2009
Reti da uccellaggione, trappole e cappi
OSTIA (RM) - Reti da uccellaggione, trappole
e cappi: non si riesce a sconfiggere il
bracconaggio che negli ultimi tempi ha
ripreso vigore sul litorale romano.
VALDAGRI
11
SETTEMBRE 2009
BRACCONAGGIO: A SAN MARTINO
D'AGRI LA PRIMA DENUNCIA DELLA NUOVA
STAGIONE VENATORIA
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San Martino d'Agri
(PZ) - Il personale della Polizia
Provinciale di Senise ha fermato nel
giorno di apertura della nuova stagione
venatoria un 25enne. Il soggetto fermato
è stato colto sul fatto in
"inequivocabile atteggiamento", ossia è
stato fermato mentre esercitava
l’attività venatoria. Gli agenti una
volta accertata l’infrazione, hanno
provveduto subito a fermare il sospetto,
sequestrando l’arma da fuoco e le
munizioni. Il sequestro è avvenuto
all’interno dell’area del Parco
Nazionale dell’Appennino Lucano Val
D’Agri – Lagonegrese, precisamente nel
territorio del comune di San Martino
d’Agri (Pz).Per l’uomo fermato è
scattato il deferimento in stato di
libertà all’autorità giudiziaria per i
reati di: esercizio venatorio
all’interno di area protetta,
introduzione d’arma da fuoco senza
autorizzazione ed esercizio in
periodo non consentito relativamente
alla specie cinghiale.Purtroppo
questo avvenimento, come altri già
verificatisi in passato non hanno per
nulla demoralizzato i Bracconieri, che
soprattutto durante le ore notturne
percorrono indisturbati le piste dei
cinghiali. Questo comportamento in un
certo qual modo viene giustificato dalle
genti del luogo, perché tende a
diminuire la pressione degli ungulati,
colpevoli di danni alle colture.
Purtroppo i cittadini del Parco fanno
ancora fatica ad accettare l’Ente Parco
come istituzione e per tanto nessuno
ancora si rivolge al commissario o agli
uffici del Parco per risolvere, chiarire
o denunciare comportamenti errati
problemi inerenti il territorio. La
soluzione del problema Cinghiali esiste
e si chiama Programma di Gestione, ossia
un progetto serio e scrupoloso affidato
ad esperti nel campo della gestione
della fauna e della salvaguardia
dell’ambiente. In questo modo un equipe
di esperti analizzando a fondo il
problema sul territorio può fissare i
criteri di contenimento della specie,
attraverso l’utilizzo di vari metodi,
come: "chiusini" ed abbattimenti
programmati. Comunque per tutti coloro
che volessero segnalare episodi di
bracconaggio o problemi di vario tipo
all’interno del Parco riportiamo di
seguito la mail e i numeri di telefono
ai quali far riferimento: ENTE PARCO
NAZIONALE DELL’APPENNINO LUCANO VAL
D’AGRI – LAGONEGRESE Sede provvisoria:
Diga del Pertusillo Casa di Guardia,
Spinoso (Pz). Apertura al pubblico Lun –
Merc- Ven. dalle ore 9,00 alle ore
13,00. TEL. 0971 954656 – 954956E-mail:
info@parcoappenninolucano.it
Fonte:
Geaton
Animalieanimali
11 SETTEMBRE 2009
MARMOTTE, SI ALLA STRAGE IN PROVINCIA DI BOLZANO MA... Lav annuncia ricorso al Consiglio di Stato.
L’ennesimo «miracolo» non è riuscito alla
Lav. Il Tar ha respinto il ricorso
presentato contro il decreto che consente —
per tutto il mese di settembre —
l’abbattimento di oltre mille marmotte. La
spunta dunque la Provincia, che veniva da
una serie di sconfitte legali sul tema della
caccia. Delusione alla Lav, anche se
l’avvocato Mauro De Pascalis non si dà per
vinto: «I tempi ormai sono strettissimi, ma
non escludiamo il ricorso al Consiglio di
Stato. Di sicuro il nostro impegno non si
ferma qui».
BIG HUNTER
11 SETTEMBRE 2009
Deroghe, Lombardia: animalisti e cacciatori di Acl in due diversi presidi davanti al Pirellone
Durante la discussione in aula della nuova legge sulle deroghe, gli ambientalisti di Wwf, Lac, Lipu e Lav hanno protestato contro il provvedimento che di lì a poco sarebbe stato approvato. In contrapposizione a questo presidio, tenutosi dal lato di Piazza Duca D'Aosta, i cacciatori di Acl (Associazione Cacciatori Lombardi) sostenevano pacificamente le ragioni della caccia sul lato del Palazzo che accede all'aula consiliare. Chi era presente racconta di momenti di tensione quando alcuni esponenti della Lav si sono spostati vicino al presidio dei cacciatori per sigillare provocatoriamente con il nastro tipico della Polizia Scientifica una parte di marciapiede che conduce all'ingresso del palazzo, sottointendendo che al suo interno si stava svolgendo un crimine contro la natura e gli animali. Qualche parola di troppo è volata da entrambi la parti ma nessun contatto è avvenuto tra i due schieramenti, tenuti a debita distanza e controllati dalle forze dell'ordine. La protesta è giunta fino in aula, quando, al momento dell'approvazione del testo, alcuni animalisti presenti ai margini del Consiglio hanno attirato l'attenzione urlando “vergogna vergogna”, l'azione documentata dalla diretta trasmessa via web dal sito istituzionale, è stata subito stigmatizzata dal presidente del Consiglio che ha invitato gli autori della protesta ad allontanarsi dall'aula .Dopo l'ok del Consiglio le sigle ambientaliste di cui sopra con l'aggiunta di Legambiente, hanno confermato la volontà di procedere nelle azioni legali annunciate negli scorsi giorni, attraverso segnalazioni alla Commissione Europea e le specifiche denunce alla Corte di Giustizia Europea, al Consiglio di Stato e alla Procura di Milano.
BIG HUNTER
11 SETTEMBRE 2009
Umbria: riforme in arrivo per la caccia al cinghiale
Il regolamento sulla caccia al cinghiale in Umbria deve essere modificato per rendere più incisivo il prelievo della specie. Questa l'intenzione della giunta regionale che in tal senso ha avanzato alcune modifiche su cui la Commissione competente ha già espresso parere favorevole.
Secondo le nuove disposizioni ai
cacciatori sarà permesso
prelevare il cinghiale anche
singolarmente all'infuori dei
settori riservati al prelievo di
questa specie e nei giorni ora
preclusi di lunedì e mercoledì;
le squadre dovranno in tal caso
segnalare fin dalle prime ore
del mattino l'area di battuta
scelta per evitare che i
cacciatori singoli si ritrovino
coinvolti in operazioni indicate
in ritardo. Parere positivo
anche sulla riapertura dei
termini per l'iscrizione di
nuove squadre e sull'emendamento
proposto dal consigliere Stefano
Vinti (Prc), di organizzare
battute congiunte di due squadre
al giovedì, quando per motivi
lavorativi è difficile
raggiungere il numero minimo
obbligatorio di 20 cacciatori.
Il provvedimento è stato
illustrato dall'assessore alla
caccia Lamberto Bottini che in
merito all'emendamento di Vinti
si è riservato di ascoltare il
parere delle associazioni
venatorie. Una richiesta è
giunta anche da Aldo
Tracchegiani (La Destra) "''dopo
anni di sperimentazione di
rivedere, assieme alla due
Province e agli Atc, i settori
individuati per le battute, allo
scopo di aumentare i prelievi''.
AREZZO WEB
11 SETTEMBRE 2009
Piano di
abbattimento cinghiali
stagione 2009/2010
COLDIRETTI: La
previsione di una
riduzione del numero da
abbattere aumenterà i
danni per l’Agricoltura
Aretina
AREZZO - Nella stagione
2008/2009 il piano
prevedeva il prelievo di
14.000 cinghiali. Ne
sono stati concretamente
abbattuti in totale
15618 capi.
Nonostante ciò, non sono certamente diminuite le incursioni di cinghiali nelle aziende agricole della provincia di Arezzo. La riduzione degli importi di rimborsi pagati non è dovuto alla diminuzione dei danni alle colture agricole ma alla rinuncia per, scoramento, alla presentazione di domande da parte degli agricoltori ed alla diminuzione tabellare dei prezzi riconosciuti per le colture perse."Rispetto a questo quadro,sottolinea il Direttore della Coldiretti Dr. Massaro, appare assolutamente non opportuno ipotizzare una riduzione del numero dei capi da abbattere per il 2009/2010 abbassandolo da 14.000 a 10.000 cinghiali .Apprezzabile l'obbiettivo del piano, prosegue Massaro, di voler ridurre il numero di capi per ogni 100 Ha dagli attuale 4/5 al numero di 2,5.Tale obbiettivo sarà però impossibile da raggiungere prevedendo una riduzione del numero dei capi da abbattere per il 2009/2010.Riducendo l'obbiettivo da raggiungere si abbassa inevitabilmente la tensione verso questa che è una delle problematiche più sentite dagli agricoltori. La Coldiretti, aggiunge Massaro, nel riconoscere alla provincia di Arezzo un impegno serio verso questa problematica, chiede pertanto alla stessa di esercitare nei confronti delle ATC aretine un prelievio crescente del numero di cinghiali per centrare l'obbiettivo di circa 2 capi per 100 Ha."
IL
TIRRENO
11 SETTEMBRE
2009
Scatta
la guerra ai
cinghiali
Michele
Galardini
PISTOIA. Il 22
settembre
prenderà il via
la nuova
campagna di
abbattimento dei
cinghiali e
degli altri
ungulati che con
la loro presenza
provocano danni
all’agricoltura
collinare. Il
progetto è stato
definito in
quasi 2 anni
dall’Ambito
territoriale di
caccia (Atc)
assieme alla
Provincia e agli
enti competenti.
In pratica si
affida a delle
squadre di
cacciatori (150
in tutto)
debitamente
selezionati e
preparati il
compito di
intervenire
nelle zone in
cui la presenza
di cinghiali
rappresenta
ormai un
pericolo per le
proprietà e le
persone.
«Estendiamo un
provvedimento
già applicato
nell’area di
padule di
Fucecchio - dice
l’assessore alla
caccia Rino
Fragai - che
risponde alla
situazione di
emergenza dei
piccoli
imprenditori e
dei cittadini.
Siamo
consapevoli che
non è solo con
questi
interventi che
si risolve il
problema,
bisogna attuare
una strategia a
lunga durata di
controllo della
selvaggina che
garantisca
l’equilibrio
all’interno del
territorio». Le
battute verranno
condotte da
squadre di
cacciatori
attraverso la
tecnica della
“girata” che
prevede
l’utilizzo di
cani,
permettendo
spedizioni di
breve durata e
la possibilità
di concentrarsi
su un singolo
capo da
abbattere. Per
quanto riguarda
l’utilizzo dei
cinghiali
abbattuti non ci
sono ancora
prospettive
certe se non
quella di
rivendere
l’animale
direttamente ai
cacciatori per
poter così
auto-finanziare
il progetto che,
secondo le
parole della
dirigente della
Provincia Silvia
Masi
«difficilmente
riuscirà a
sostenersi con
la vendita dei
capi abbattuti.
Abbiamo una
serie di spese
di avvio -
prosegue - che
fin’ora sono
state coperte
dalle vendite ai
cacciatori ma
che sono
destinate ad
aumentare: nelle
prime due o tre
battute,
infatti, abbiamo
richiesto la
presenza di un
esperto che
supervisioni il
lavoro e
garantisca il
rispetto delle
norme sanitarie.
I cinghiali
verranno venduti
secondo il
prezzo vigente
di mercato ma
non sappiamo
quanti ne
verranno
abbattuti e
quindi non ci è
possibile fare
un calcolo delle
risorse». Fragai
prospetta un
ulteriore
utilizzo dei
ricavati delle
vendite che
vada, cioè, a
formare un fondo
per le famiglie
e le imprese
danneggiate da
questi animali.
Su questo punto,
tutto è ancora
da decidere,
così come il
nome della prima
area nella quale
verrà attuato il
progetto che
toccherà
Buggiano (Stignano,
Buggiano
Castello, Colle
di Buggiano),
Massa e Cozzile
(Massa Cozzile,
La Molina),
Montecatini
(Montecatini,
Montecatini
alto, Sorgente,
Cardoso), Pieve
a Nievole (Pieve
a Nievole,
Poggio alla
Guardia), Uzzano
(Uzzano, Fosso
Pille) e Pistoia
(San Felice,
Piteccio). In
questo progetto,
che si va ad
assommare agli
altri promossi
da aprile dall’Atc
e dalla
Provincia in
merito al
problema degli
ungulati, gli
organizzatori si
avvarranno della
presenza non
solo della
polizia
provinciale ma
di tutte le
forze
dell’ordine, per
garantire la
sicurezza nelle
zone più
densamente
abitate. Gli
interventi,
gestiti da
squadre di
massimo sei
elementi, si
svolgeranno il
martedì e il
venerdì (dalle 6
alle 11,30) e
termineranno il
23 ottobre per
una durata
complessiva di
dieci
appuntamenti.
IL
PICCOLO
11 SETTEMBRE
2009
Cinghiali
urbani
Davor
Korosec
Trieste -
Questa
sanguinaria
crociata
contro i
cinghiali
del Carso è
degna della
città di
Trieste? Si
può ancora
parlare di
civiltà
mitteleuropea
a fronte di
un
comportamento
così ottuso
e retrogrado
come quello
che il
governo
cittadino
sta
dimostrando
nel caso in
questione,
rivelandosi
assolutamente
incapace di
gestire la
convivenza
con la fauna
selvatica
come invece
la società
civile
richiederebbe?
È davvero
necessaria
tale crudele
mattanza
contro
questa
formidabile
popolazione
di animali
così
straordinari
ed
intelligenti?
Si sono
studiate
soluzioni
alternative?
Chi l’ha
deciso che
sono troppi
e poi che
«essendo
troppi»
vadano
sterminati
senza pietà?
E non mi si
venga a
parlare di
«caccia» o
«abbattimento
mirato»
quando
invece si va
deliberatamente
ad
ammazzarli a
colpo
sicuro, nei
luoghi dove
ormai
avevano
fatto casa,
benvoluti ed
accettati
dalle
persone di
buonsenso,
portatrici
di quella
nuova
umanità, che
da queste
parti sembra
ancora così
lunga a
venire.
Perché negar
loro il
diritto di
vivere? Gli
uomini
moderni, in
virtù del
loro
definirsi
pensanti,
hanno il
dovere di
trattare
giustamente
gli animali,
quindi
rivolgo
questo
appello a
tutte le
persone in
grado di
capire la
differenza
tra bene e
male, tra
giustizia ed
abuso,
affinché si
riesca a
fermare
questo
ignobile
progetto di
strage,
posto
maldestramente
in essere
dalle
autorità
cittadine e
si possano
impedire
anche per il
futuro
eventuali
delibere
similmente
sciocche ed
unilaterali,
perché
quello che
oggi sta
accadendo ai
poveri
cinghiali,
non debba
domani
succedere ai
caprioli o
dopodomani
ancora a
gabbiani,
cani e
gatti.
BIG
HUNTER
11
SETTEMBRE
2009
Amiche
di
BigHunter,
Tiziana:
“la
caccia è
una
sfida
alla
nostra
memoria
storica”
Tiziana
è una
cacciatrice
appassionata
e di
grande
esperienza. Caccia
prevalentemente
in forma
vagante
ma anche
con
appostamento
temporaneo
e allo
“sguas”
(Ndr.
caccia
in
palude
agli
acquatici).
Nella
vita di
tutti i
giorni è
impiegata,
ma è
anche
mamma e
nonna di
due
bimbe.
Se in
merito
all'opinione
generale
sui i
cacciatori
occorre
fare dei
distinguo,
perchè,
specifica
Tiziana,
come per
tutte le
categorie
di
persone
“ci sono
quelli
rispettosi
delle
regole e
altri
meno”,
la
caccia
riguarda
invece
da
vicino
ogni
essere
umano.
“Credo –
ci dice
- che la
caccia
sia un
rapportarsi
continuamente
alla
natura”,
una
“sfida
non più
per la
sopravvivenza
della
specie
ma con
noi
stessi,
per il
nostro
passato
e la
nostra
memoria
storica”.
Alla
domanda
come sei
arrivata
alla
caccia,
Tiziana
ci
risponde:
“mio
padre va
caccia,
i miei
zii
vanno a
caccia,
gli
amici di
mio
padre
vanno a
caccia,
penso
che io
abbia
nel
sangue
questa
passione”.
Dal
padre in
particolare
ha
appreso
la magia
e
l'entusiasmo
per
l'arte
venatoria :
“mio
padre ha
ottanta
anni e
la sua
sola
ragione
di vita
è la
caccia e
il suo
cane.
Tutto
l'anno
passa in
preparazione
di
questo
grande
evento
che da
quando
aveva 16
anni
(con il
permesso
di suo
padre)
ha
scandito
ogni
autunno
della
sua
vita Io
rimango
affascinata
dal suo
costante
impegno
nel
curare
le
allodole,
i tordi,
il
pulire i
suoi
fucili
come
fosse un
rito
ancestrale”.
La
caccia
però ha
oggi i
suoi
problemi
legati
alla
riduzione
degli
ambienti
e alla
conservazione
della
fauna
“purtroppo
il
territorio
diventa
sempre
più
piccolo,
per le
costruzioni
di nuovi
insediamenti
abitativi
e
industriali,
per le
nuove
strade e
soprattutto
per la
monocultura
che ha
spazzato
via
tutte
quelle
coltivazioni
che
permettevano
una
variegata proliferazione
di varie
specie –
spiega
Tiziana
-. Mi
sembra
retorico
parlare
poi dei
diserbanti,
sono
anni che
non vedo
più una
lumaca e
non
sento il
gracidare
di una
rana.
Hanno
tolto
anche
quel
poco di
terreno
che i
contadini
dovevano
tenere
senza
coltivazione....(il
contributo
statale
lo
prendono
ancora?)”.Le
ragioni
della
caccia
sono
anche di
tipo
economico
“sarebbe
impensabile
e
controproducente
chiudere
un
settore
che dà
lavoro a
molte
persone
e
coinvolge
un
indotto
così
ampio”
conclude
Tiziana.
ECOLOGIAE.COM
11
SETTEMBRE
2009
PARTITA
LA
STAGIONE
DI
CACCIA
PEGGIORE
AL
MONDO:
A
TAIJI
OLTRE
22MILA
CETACEI
RISCHIANO
LA
VITA
Richard
O’Barry,
documentarista
di
fama
internazionale
sulla
vita
dei
delfini,
nonché
addestratore
del
famoso
Flipper,
il
protagonista
della
serie
televisiva,
se
lo
aspettava.
Sapeva
infatti
che
il
blocco
sulla
caccia
al
delfino
di
quest’anno
era
troppo
bello
per
essere
vero,
o
durare
a
lungo.
La
stagione
venatoria
non
è
stata
cancellata,
ma
soltanto
spostata
di 8
giorni.I
cacciatori
di
cetacei
stagionali
hanno
già
iniziato
ad
uccidere
a
Taiji
(Giappone)
circa
50
balene
pilota
e
100
delfini.
Japan
Probe
ci
informa
che
la
caccia
è
iniziata
verso
le
5:30
di
ieri
mattina
in
Giappone,
non
appena
le
condizioni
atmosferiche
sono
migliorate.
Il
piano
dei
pescatori
di
Taiji
è di
catturare
circa
2.400
delfini
durante
questa
stagione,
e
altrettante
balene
pilota,
nessuna
delle
quali
è
protetta
dal
divieto
della
Commissione
baleniera
internazionale
sulla
caccia
alle
balene.
Per
cacciare
loro,
circa
22.000
tra
delfini,
focene
e
orche
vengono
“per
errore”
uccise
durante
ogni
stagione
di
caccia.Nonostante
il
modo
straziante
in
cui
i
delfini
vengono
uccisi,
il
peggio
di
tutta
questa
situazione
è
che
la
carne
viene
venduta
ad
una
popolazione
di
persone
che
sono
per
la
maggior
parte
del
tutto
inconsapevoli
che
essa
è
piena
di
mercurio
(la
carne
di
delfino
servita
in
Giappone
contiene
circa
5000
volte
mercurio
in
più
di
quanto
consentito
dalle
leggi
giapponesi),
e
soprattutto
senza
sapere
che
nella
maggior
parte
dei
casi
la
carne
che
viene
venduta
come
“carne
di
balena”,
in
realtà
appartiene
ad
un
delfino.
Si
usa
questo
stratagemma
per
spuntare
un
prezzo
più
elevato.
Quindi
non
solo
sono
i
pescatori
uccidono
migliaia
di
animali
innocenti
in
modo
orribile,
ma
anche
uccidono
la
gente
lentamente.Per
fortuna,
la
consapevolezza
è in
crescita.
Un
motivo
importante
per
cui
la
caccia
ha
subìto
dei
ritardi
sono
state
le
proteste
provenienti
dai
mezzi
di
comunicazione
il
giorno
di
apertura
della
caccia.
Con
tutti
gli
occhi
addosso,
i
pescatori
hanno
esitato
ad
iniziare
la
mattanza.
Spiegano
dall’Associated
Press
che:[Un
rappresentante]
ha
detto
che
non
era
chiaro
se
la
città
avrebbe
smesso
di
uccidere
i
delfini.
Ha
detto
che
voleva
evitare
guai
per
i
residenti,
ma
non
voleva
gli
attivisti
nella
baia
per
non
rinunciare
a
ciò
che
vedono
come
una
tradizione.
Ric
O’Barry,
la
star
di
“The
Cove”,
ha
accolto
con
favore
la
notizia,
dicendo
che
era
un
segno
che
la
pressione
d’oltremare
aveva
funzionato
ed
esprimeva
la
speranza
che
nella
città
si
sarebbe
ora
istituita
una
politica
di
“non-abbattimento”.
Purtroppo,
ancora
una
volta,
le
sue
speranze
sono
state
deluse.
IL TEMPO 11 SETTEMBRE 2009
Storie da Kabul Scan e Akon, il cane e il leone Il leone e il cane di Kabul
Maurizio Piccirilli
Potrebbero essere due storie di Esopo invece sono la strordinaria realtà quotidiana nella capitale afghana. Episodi che vedono protagonisti gli animali ma soprattutto i militari italiani impegnati in Afghanistan per aiutare quel Paese a tornare alla normalità. Il pastore tedesco ha un nome altisonante: Scan Von Play Boy: «Ha un carattere splendido e una motivazione altissima» spiega il suo istruttore il caporalmaggiore Scelto Pietro Bonaventura, guastatore esperto di bonifica esplosivi. Scan è un cane specializzato EDD (Explosive Detection Dog), MDD (Mine Detection Dog) ovvero scova ordigni ovunque siano nascosti. Il suo fiuto è eccezionale così trova le bombe nascoste dai talebani garantendo la sicurezza ai paracadutisti del 186° reggimento Folgore, una delle componenti di spicco dell'Esercito, attualmente impegnati nella missione Isaf a Kabul. Salvate il leone Akon. Un simbolo per Kabul, per lo zoo e i suoi abitanti. Non è stato semplice l'intervento d'urgenza assicurato dal personale veterinario del contingente italiano «Italfor XX» in Afghanistan per asportare un tumore che minacciava la vita dello splendido felino, vanto dello zoo di Kabul, entrato ormai nel cuore degli abitanti della capitale afghana dopo la scomparsa del mitico leone Marjan, morto di vecchiaia nel 2002 dopo essere sopravvissuto per vent'anni a guerre, carestie e devastazioni. Dono dell'ex ambasciatore cinese Sun Yuki, il leone Akon preoccupava gli addetti al giardino zoologico per la presenza di una ferita, a volte sanguinante, sulla parte superiore del collo, parzialmente coperta dalla criniera. I responsabili dello zoo hanno così deciso di chiedere aiuto al veterinario in forza al contingente italiano di stanza a Camp Invicta, Tenente Reno Caforio, giunto a Kabul il 22 agosto scorso ed effettivo al Centro Militare di Equitazione di Montelibretti. Quattro ore sotto i ferri e poi Akon è tornato a ruggire. IL CITTADINO 11 SETTEMBRE 2009
Si esibiranno in alcune prove di abilità equestre sbrancando piccole mandrie di vitelli: senza maltrattare gli animali Sarà una domenica in stile “western” I cow boys del Ponderosa Ranch in azione al centro sportivo
Caselle Landi (LO) - Come sul set di un film di Sergio Leone, a Caselle Landi le emozioni delle pellicole western di altri tempi tornano alla ribalta. O meglio, alla realtà. Niente finzione o effetti speciali infatti: in occasione della 145ª fiera autunnale il maneggio Ponderosa Ranch di Calendasco, nel Piacentino, propone presso il centro sportivo comunale di Caselle due gare western adatte ai cavalieri più scaltri. Ranch sorting e Cattle penning: queste le due attività sportive pronte così a conquistare il pubblico a partire dalle 15.30.«Si tratta di gare itineranti che da qualche tempo proponiamo con successo nelle diverse fiere – spiega Claudio Salvia del Ponderosa Ranch – e in nessuna di queste attività sportive è previsto il contatto diretto con gli animali innanzitutto per scongiurarne eventuali maltrattamenti e poi per valorizzare l’abilità con cui i cavalieri devono riuscire a sbrancare i vitelli». Il Ranch sorting in particolare consiste nello sbrancamento di 12 vitelli da una recinzione all’altra in soli 90 secondi. «I vitelli sono numerati da 0 a 9 più 2 esemplari completamente anonimi – ha precisato Salvia – e i due cavalieri impegnati nello scontro sono chiamati a dimostrare le loro abilità di cow boys sbrancando i vitelli in sequenza a partire dal numero sorteggiato dalla giuria». Così, proclamato il numero di partenza, i cavalieri si devono impegnare per suddividere nel minor tempo possibile la mandria dei vitelli in due grandi gruppi da sei, passando naturalmente per le porte da 5 metri poste all’ingresso dei due recinti larghi 20 metri l’uno. Una specialità che di fatto sostituisce la tradizionale gimkana sull’onda del successo ottenuto con il campionato primaverile di Ranch sorting.«Nella gara di Cattle penning invece il cavaliere corre da solo – ha spiegato Salvia – e all’interno di una mandria di 12 elementi è un solo vitello a dover esser smarcato in un mini recinto». Nessun dubbio: per gli appassionati delle atmosfere alla John Wayne lo spettacolo è garantito. Anche per i più piccoli però l’ambientazione western offre un simpatico passatempo. «Per i bambini infatti abbiamo pensato alla gara di traino dell’asino – prosegue il responsabile della manifestazione –, un’iniziativa che consiste nel condurre gli asini senza montarli però, consentendo ai piccioli di divertirsi nella massima sicurezza». Situato in località Puglia di Calendasco, a due passi dalla concluenza del fiume Trebbia nel Po, il maneggio Ponderosa Ranch, attivo da dieci anni, si rivela così l’anima del pomeriggio della fiera di Caselle Landi, dove accanto al campo delle sfide è possibile osservare i tantissimi esemplari in mostra presso i 19 espositori di bestiame che hanno aderito all’edizione 2009 della kermesse. MARKET PRESS 11 SETTEMBRE 2009
IL GOLFO DI NAPOLI ASPETTA GAIA E BECKETT
Mercoledì 9 settembre le prime 2 ospiti dell’Asilo delle tartarughe marine di Cattolica, dopo un periodo di 5 mesi, dove hanno ripreso forze e peso, sono tornate nel Golfo di Napoli – nell’ area Protetta di Porto Paone a Nisida. Gaia e Beckett, le due tartarughe marine della specie Caretta, ospiti da 5 mesi nell’Asilo per le tartarughe marine, all’Acquario di Cattolica sono state trasportate dai biologi e veterinari della stazione Zoologica di Napoli (dalla quale i due esemplari provengono) nell’area protetta di Porto Paone a Nisida, nel Golfo di Napoli per concessione del Ministero di Grazia e Giustizia e dell’Autorità Portuale di Napoli. Da qualche anno la Stazione Zoologica utilizza questa zona per riabilitare le tartarughe marine in ambiente naturale prima del loro definitivo ritorno in libertà. A distanza di 5 mesi dal loro arrivo a Cattolica, Gaia e Beckett così battezzate a Napoli, sono aumentate di peso di 3,50 kg e hanno raggiunto la lunghezza di circa 10 cm. Oramai hanno accumulato le energie sufficienti per essere reintrodotte in natura ecco perché il Dott. Cristiano Da Rugna, biologo dell’ Acquario di Cattolica in sinergia con la Dott. Ssa Flegra Bentivegna, curatrice dell’Acquario della Stazione Zoologica di Napoli e responsabile del centro di riabilitazione tartarughe marine Turtle Point, hanno deciso di rilasciarle in mare prima dell’arrivo dell’inverno. I due esemplari che hanno circa 3 anni, fin dal loro arrivo nel mese di marzo scorso, si sono da subito perfettamente adattate alla nuova vasca di Cattolica, progettata e predisposta come una piccola baia in mare aperto, realizzata con una grande vetrata e due finestre laterali dalle quali filtra la luce del sole soprattutto durante le ore del mattino. Il sole, infatti è indispensabile ai rettili per sintetizzare la vitamina D per accrescere e irrobustire il carapace. Durante il soggiorno le tartarughe sono state sempre monitorate ed è stata somministrata loro, 3 volte alla settimana, una dieta calibrata consistente in alici ,sgombro, totano e nasello. “Il positivo risultato che ci vede orgogliosi di questa prima sperimentazione, con la Stazione Zoologica A. Dhorn di Napoli, sta anche nell’ essere riusciti a mantenere nello stesso ambiente 2 esemplari di questa specie senza che sviluppassero comportamenti aggressivi, l’uno nei confronti dell’altra, come contrariamente succede in casi simili” spiega il Dott. Cristiano Da Rugna, responsabile Settore Mediterraneo dell’ Acquario di Cattolica. Questo progetto consolida la collaborazione intrapresa da anni tra l’Acquario di Cattolica e l’Acquario della Stazione Zoologica A. Dhorn di Napoli con la sua struttura distaccata del Turtle Point, rinomato centro di cura e riabilitazione delle tartarughe marine trovate in difficoltà. E proprio grazie a questa sinergia, scambio di esperienze e professionalità, che ha preso vita il primo Asilo delle tartarughe, un luogo nato per ospitare giovani tartarughe marine durante le fasi più vulnerabili della loro vita, un ambiente protetto in grado di garantire loro, un periodo temporaneo di convalescenza durante il quale lo staff dell’ Acquario, (acquaristi, biologi e veterinario), ne monitorizzi la crescita, (variazioni di peso e di taglia) l’ autonomia e ne garantisca il perfetto stato di salute allo scopo di riportarle in mare. “Ritengo sia opportuno sottolineare l´importanza di questa nostra collaborazione allo scopo di contribuire alla salvaguardia delle tartarughe marine, animali in via d´estinzione. Purtroppo, in Italia ancora non si è compreso che per salvare questi animali non basta l´impegno di una singola Istituzione o di una Associazione ma occorre lavorare tutti insieme secondo le stesse metodiche e per gli stessi obiettivi. Le tartarughe marine sono delle specie migratrici e per questo non hanno confini. Appartengono a tutto il Mediterraneo. Dovremmo, perciò imparare da esse a sentirci meno protagonisti e prendere coscienza che il nostro lavoro, è utile soltanto se ad esso si aggiungono gli sforzi di tutti gli altri Paesi del Mediterraneo. Noi abbiamo cominciato Gli animali resteranno nell’ area di Porto Paone fino alla fine di settembre , Poi saranno rilasciati a sud di Napoli lungo le coste cimentane. Questo per evitare loro la zona più trafficata del Golfo di Napoli e dare una chance maggiore di sopravvivenza . Esse dovrebbero spostarsi verso il bacino orientale appena la temperatura dell’ acqua scendera al di sotto dei 17 °C. ” . Conclude la Dott. Ssa Flegra Bentivegna curatore e resp. Acquario della Stazione Zoologica di Napoli Una storia purtroppo sempre più comune in tutti i mari italiani quella delle due tartarughe marine, una specie diffusa in Mediterraneo, ma anche ad alto rischio di estinzione, legata ai cambiamenti climatici del pianeta, a causa delle attività umane e di fattori ambientali sfavorevoli. Parte dall’inverno 2008 quando furono catturate accidentalmente da un peschereccio in una rete a strascico a nord del golfo di Napoli, trovate assiderate in un area identificata dagli studiosi come zona di pascolo, cioè ricca di cibo per le tartarughe. Le due tartarughe marine, per i cambiamenti climatici dovuti a un estate troppo prolungata, non si erano ancora dirette verso la Grecia e la Turchia per passare l’inverno ed erano state colte da un freddo improvviso che aveva provocato loro un principio di assideramento. Portate al Turtle Point della Stazione Zoologica di Napoli, erano state sottoposte a specifiche terapie fino alla graduale ripresa . Successivamente sono state trasportate a Cattolica per trascorrere nell’ Asilo, un periodo di convalescenza prima della reintegrazione a mare. .
LA REPUBBLICA
11 SETTEMBRE 2009
Esce dal canile e torna a colpire Pitbull attacca la vicina di casa Aveva già azzannato una donna, eppure è stato fatto uscire dal canile e ieri ha morso un'altra volta. È accaduto in via Gramsci a Borgaro, in una palazzina Atc. La vittima, una vicina di casa di mezz'età, cercava di accarezzare il cane attraverso la recinzione del giardino
Federica Cravero
Borgaro (TO) - Quel pitbull aveva già azzannato una
donna, eppure è stato fatto uscire dal canile e ieri
ha morso un'altra volta. È accaduto in via Gramsci a
Borgaro, in una palazzina Atc. La vittima, una
vicina di casa di mezz'età, cercava di accarezzare
il cane attraverso la recinzione del giardino,
quando è stata attaccata dal cane, che pure
conosceva bene. LA ZAMPA.IT 11 SETTEMBRE 2009
Missione compiuta: Scooby è libero Il cagnolino è rimasto intrappolato per cinque giorni in una caverna australiana
AUSTRALIA
VIDEO http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=59&IDalbum=20505&tipo=VIDEO
CORRIERE DELLA SERA
11 SETTEMBRE
2009
Classifica sul sito russo in inglese
«Pravda»
Nasi enormi, musi con tentacoli Ecco
le creature più strane del mondo
Dall'axolotl al pesce blob, dal
tapiro al clamidosauro: esseri incredibili
che in qualche caso rischiano di sparire
MILANO - Vivono negli
angoli più lontani del pianeta e ciò che li
accomuna e il loro aspetto davvero
singolare. Alcuni sono conosciuti solo dagli
esperti, mentre altri sono molto più
popolari. Il sito russo in inglese Pravda
ha fatto
una
rassegna dei 10 animali più strani della
Terra.
IL PODIO - Primo in
classifica è l'axolotl, una salamandra che
vive nel lago di Xochimilco, in Messico.
Questa specie, che raggiunge la maturità
sessuale in forma di larva, è lunga circa 25
centimetri e presenta due ciuffi branchiali
all'estremità della testa. Capace di
rigenerare parti del proprio corpo, l'axolotl
è un predatore notturno ed è famoso per la
sua voracità: si nutre di pesciolini e di
piccoli crostacei ed è considerato una
specie in via d'estinzione a causa del forte
inquinamento che ha distrutto in parte il
suo habitat naturale. Segue il coniglio
angora, una specie molto apprezzata per la
particolarità del suo pelo. Originario della
Turchia, questo animale presenta una
pelliccia che può raggiungere gli 8 cm di
lunghezza e che ricopre anche guance,
orecchie e fronte. È un animale di compagnia
e richiede molte cure visto che deve essere
spazzolato tutti i giorni. Il terzo animale
è la nasica, primate caratterizzato dal
lungo naso, particolarmente pronunciato nei
maschi: negli esemplari anziani può
raggiungere i 17 centimetri. L'animale, alto
circa 70 cm e con una coda di 80, vive per
lo più nelle foreste tropicali del Borneo.
Non si sa quale sia l'esatta funzione del
suo naso: alcuni studiosi sostengono che
funga da richiamo sessuale, mentre per altri
scienziati la "proboscide" serve a
disperdere calore.
GLI ALTRI - Più si va
avanti nella rassegna, più le specie
appaiono strane. Il clamidoforo troncato è
un armadillo diffuso soprattutto nelle zone
pianeggianti e sabbiose dell'Argentina
centro-occidentale. Lungo circa 15 cm, con
una coda che sfiora i 5 cm e artigli adatti
a scavare, è ricoperto da una pelliccia di
colore bianco e una corazza gialla. Vive
sottoterra, come le talpe esce solo col
tramonto e lascia orme facilmente
riconoscibili. Il pesce blob vive nelle
acque tra l'Australia e la Nuova Zelanda:
sebbene possa apparire spaventoso (ha un
aspetto gelatinoso ed è stato così chiamato
in omaggio all'omonimo film dell'orrore
diretto da Irvin S. Yeaworth Jr) è una
specie innocua, grande circa 30 cm che
riesce a sopravvivere in condizioni estreme
di luce e pressione. Segue il tapiro,
diffuso in Asia e in America meridionale. Ha
un corpo massiccio, zampe corte e una
piccola proboscide, si nutre di frutta e di
foglie e può pesare fino a 300 kg. Settimo
animale in rassegna è la talpa dal muso
stellato: diffusa nel Canada meridionale e
in alcune zone degli Stati Uniti, questa
specie, che è cieca, presenta dei tentacoli
mobili e carnosi sul naso, molto sensibili,
che servono probabilmente a intercettare
prede molto piccole. Lunga circa 20 cm, ha
grandi zampe, numerosi denti e si nutre di
vermi e insetti. Il clamidosauro è un
piccolo rettile che vive in Australia e
Nuova Guinea. Presenta un collare di circa
25 cm che usa per difendersi dai predatori.
Si nutre di insetti ed è molto agile e
veloce. Chiudono la top ten l'orso malese e
l'aye-aye: il primo è l'orso più piccolo del
mondo (misura 1 metro e 20 cm), possiede
unghie a forma di falce e vive nelle foreste
pluviali dell'Asia meridionale. Si muove per
lo più di notte e non va mai in letargo: si
ciba di uccelli e di lucertole e pesa poco
più di 60 kg. Il secondo è un primate che
vive in Madagascar: misura circa 90 cm (solo
la coda arriva a mezzo metro), ha un pelo
lungo e denti molti simili a quelli dei
roditori.
IL
TIRRENO
11
SETTEMBRE 2009
Il campo dei conigli selvatici
PRATO. Più
che di collina dei conigli, si può
parlare di campo dei conigli; alle
Fonti, prima del ponte sull’autostrada,
da sette anni vive in libertà un’intera
colonia. «Un’estate - spiega Fausto Nuti
proprietario del terreno - mi sono
trovato due bestiole, le ho tenute e nel
giro di poco il numero è aumentato, sia
per la nota capacità di figliare di
questi animali, sia perché, soprattutto
prima delle ferie, molte persone le
hanno abbandonati qui». Calcolare il
numero è impossibile, ma all’incirca
saranno una settantina, tanto che alla
fine della strada è stato anche messo un
cartello che indica l’attraversamento
dei conigli. «Incredibilmente- spiega -
hanno imparato ad attraversare e non
vanno mai verso l’autostrada». La grande
famiglia è stata adottata dagli abitanti
della zona, molti portano da mangiare,
alcuni chiedono di poterne portare a
casa uno, c’è solo l’imbarazzo della
scelta. «Sono bestiole sveglie - spiega
Nuti - abituate a muoversi in libertà,
quindi difficilmente si adatterebbero a
stare in gabbia. Qualche tempo fa è
venuto un signore, che aveva un grosso
giardino, per prenderne un numero
consistente, ma non è stato facile
catturarli, abbiamo provato con le reti,
ma sono troppo furbi per entravi».
Comunque sia, i conigli, verso sera
quando escono in cerca di fresco,
offrono uno spettacolo incredibile, che
ricorda proprio qualche passo del libro
di Adams, con tanto di gallerie,
naturalmente meno lunghe, visto lo
spazio limitato. A.A.
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ASCA
11 SETTEMBRE 2009
SALUTE: STAMINALI, ACCORDO ITALIA-USA CONTRO
DEGENERAZIONI RETINICHE
Roma, 11 set - Utilizzare
le staminali prelevate dal liquidi amniotico per
combattere le degenerazioni retiniche: e' l'obiettivo
dell'istituto Biocell Center di Busto Arsizio (Varese),
della Fondazione Irccs - Ospedale Maggiore, Policlinico
Mangiagalli e Regina Elena di Milano e dell'Harvard
Medical School di Boston (Stati Uniti), che hanno
siglato un accordo di ricerca sulla terapia cellulare
per degenerazioni retiniche con cellule staminali da
liquido amniotico. Obiettivo primario del progetto,
spiegano i ricercatori, e' la standardizzazione di un
protocollo per il differenziamento delle cellule
staminali prelevate da liquido amniotico in epitelio
pigmentato retinico e in fotorecettori, e la successiva
fase di verifica sulle possibilita' di inoculare tali
differenziamenti in
modelli animali di retinite pigmentosa e
di degenerazione maculare - patologie per cui, ancora
oggi, non esiste alcun tipo di terapia. Il successivo
passo, al termine del progetto, sara' l'avvio di una
fase di test sull'uomo. Si tratterebbe del primo esempio
di protocollo differenziativo per tessuto retinico da
staminali da liquido amniotico: ''Il vantaggio di
effettuare il differenziamento utilizzando cellule
staminali da liquido amniotico - spiega Giuseppe Simoni,
direttore scientifico di Biocell Center - sta
principalmente nel fatto che, comparate con le staminali
embrionali, le amniotiche sono piu' stabili dal punto di
vista cromosomico e dovrebbero quindi evitare la
formazione di teratomi, ovvero tumori''. ''Crediamo che
le staminali amniotiche rappresentino un approccio molto
innovativo - conclude Joan W. Miller, dell'Harvard
Medical School - che speriamo, in futuro, potra' portare
a nuovi trattamenti per le patologie dell'occhio''.
VIVISEZIONE Animalieanimali 11 SETTEMBRE 2009
RIMPIAZZARE ESPERIMENTI SU ANIMALI CON METODI MODERNI E SICURI, FIRMA LA PETIZIONE EUROPEA Promossa da Animal Defender International.
Il
Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri sta per
varare i nuovi regolamenti sulla sperimentazione animale.
Questa è una opportunità unica per sostenere l'uso di
metodologie alternative alla sperimentazione sui primati ed
altri animali. La petizione sarà presentata con le nostre
firme da Animal Defender International al Parlameno Europeo
e alla Commissione. Qui di seguito la petizione:
REUTERS
11 SETTEMBRE 2009
Scienziati Usa fanno levitare topi per studiare bassa
gravità
LOS ANGELES (Reuters) -
Gli scienziati del
laboratorio Propulsione Jet della Nasa sono riusciti a
far levitare dei topi, un risultato che credono possa
portare a dei progressi nel trattamento della perdita di
massa ossea degli astronauti che vivono per lunghi
periodi in ambienti a gravità ridotta.Il
fisico Yuanming Liu, del laboratorio Propulsione Jet ,
ha detto ieri in un'intervista che le cavie sono state
fatte levitare grazie a un dispositivo chiamato
'simulatore di assenza di gravità, alimentato da un
magnete superconduttore."Vogliamo far levitare le cavie
perché siamo consapevoli della situazione degli
astronauti che stanno in ambienti a micro-gravità per
periodi sufficientemente lunghi da avere una perdita di
massa ossea", ha spiegato Liu a Reuters."Facendo
levitare i topi possiamo simulare condizioni analoghe
per vedere se nelle cavie si verifica effettivamente una
perdita di massa ossea, e questo ci aiuterà a
comprendere meglio quello che potrebbe succedere agli
astronauti", ha continuato.Liu ha detto che la seconda
fase dell'esperimento consisterà nel far vivere le cavie
per una settimana io più a lungo all'interno del
dispositivo, per analizzare gli effetti sul
fisico."Prima abbiamo provato a farlo con un topo
completamente cosciente, ma non gli è piaciuto molto, ha
iniziato a girare su se stesso ed è rimasto
disorientato", ha detto Liu."Ai
topi piace stare attaccati a qualcosa, quindi fluttuare
in aria è una situazione molto differente (per loro) a
cui adattarsi", ha detto.Successivamente
l'esperimento è stato ripetuto con una cavia
parzialmente sedata da un veterinario, e il piccolo
roditore è rimasto molto più tranquillo mentre
galleggiava in aria.
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