12 SETTEMBRE  2009

 

 

 

            12 SETTEMBRE 2009
VIVISEZIONE - SPERIMENTAZIONE
 

LA REPUBBLICA
12 SETTEMBRE 2009
 
Le falene meglio dei topi per i test in laboratorio
Un team di biologi irlandesi: "Il loro sistema immunitario è per il 90% simile ai mammiferi". Ma la sperimentazione sugli animali è controversa, e si cercano metodi alternativi
 
FLAMINIA FESTUCCIA
 
ADDIO topi da laboratorio. Le sperimentazioni sui farmaci potrebbero presto essere effettuate su falene, moscerini e bruchi. Lo spiega una ricerca presentata pochi giorni fa nel corso di un meeting di microbiologia, a Edimburgo, dal ricercatore irlandese Kevin Kavanagh. Se questa possibilità verrà adottata, il numero dei topi usati come cavie per i test di sostanze chimiche e batteri si ridurrà dell'80%, riducendo tempi e costi della ricerca. "Ormai è una pratica collaudata - spiega Kavanagh - i test iniziali dei farmaci vengono fatti prima su larve di insetto, poi si passa ai topi. Il metodo è più veloce, i test sugli insetti danno risultati in 48 ore, quelli sui roditori impiegano dalle 4 alle 6 settimane". Kavanagh e i suoi colleghi hanno scoperto infatti che le cellule del sistema immunitario dei mammiferi e quelle degli insetti lavorano praticamente allo stesso modo. "Abbiamo usato gli insetti per verificare la patogenità di un fungo o di un batterio, e abbiamo trovato un'ottima correlazione con i risultati sui mammiferi. Il sistema immunitario corrisponde al 90 per cento".
Meglio dei topi. Secondo il biologo, questi risultati potranno portare all'uso quasi esclusivo di falene e moscerini della frutta per testare farmaci antimicrobici, esperimenti per i quali si usano di solito mammiferi, per la maggior parte roditori come i topi. Rispetto agli altri animali, infatti, i topi sono piccoli, economici, si riproducono in fretta e sono facili da studiare. Ma il costo di allevamento per un a singola cavia da laboratorio si aggira tra le 50 e le 80 sterline (da 60 a 90 euro). Un bruco, invece, si alleva, si nutre e si ospita con 10, massimo 20 pence (intorno ai 20 centesimi di euro). Un risparmio enorme, senza considerare anche la maggiore rapidità di risposta che permetterebbe di tagliare i tempi della ricerca, migliorandone l'efficienza.
I problemi dei test sugli animali. Gli esperimenti su animali sono da anni nel mirino non solo degli ambientalisti e delle associazioni contro la vivisezione, ma anche degli stessi ricercatori. Dalle pagine dell'autorevole rivista scientifica Nature, poco più di un mese fa Thomas Hartung, farmacologo e tossicologo tedesco dell'Università di Costanza, commentava: "Non siamo ratti da 70 chili, i test sugli animali hanno la stessa accuratezza del lancio di una moneta". Una provocazione, ma anche una constatazione su basi statistiche. Fra gli esempi citati da Hartung: il 40% delle sostanze chimiche irritanti per i conigli non lo era per l'uomo, mentre solo il 43% degli effetti tossici di alcuni farmaci sull'uomo si riscontrava anche nei topi. I problemi, secondo il tossicologo, sono anche i falsi positivi: i casi di una sostanza non dannosa per l'uomo che viene invece classificata come tale.
Le differenze di reazione. La lista dei principi attivi che agiscono in modo completamente diverso su animali e uomini è lunga. La penicillina uccide le cavie (tra i roditori più usati per i test) mentre è un efficace antibiotico per l'uomo. L'aspirina è dannosa per topi, scimmie, cani e gatti, mentre stricnina e arsenico, letali per gli esseri umani, sono innocue rispettivamente per le scimmie e le pecore (ma anche polli e porcospini non riportano danni da questi veleni). E ancora, i conigli possono cibarsi senza danni di un fungo altamente tossico come l'amanita falloide, e topi e ratti sopravvivono benissimo all'assenza della vitamina C: il loro organismo la produce autonomamente, mentre così non è per l'uomo, in cui l'avitaminosi induce lo scorbuto.
I casi più drammatici. Ma sono molti anche i casi di farmaci che, testati sugli animali e giudicati innocui, hanno provocato enormi danni sugli esseri umani. E' tristemente noto il caso Thalidomide, un tranquillante venduto negli anni Sessanta come farmaco "da banco", che ha provocato pesantissime malformazioni in quasi dodicimila bambini, figli delle donne che lo avevano assunto in gravidanza. Stesso destino per il Dietilstilbestrolo, un estrogeno di sintesi usato per ridurre l'incidenza degli aborti spontanei. Tra le figlie nate da madri che avevano fatto uso di questo ormone si è riscontrata l'incidenza di una forma rara di cancro alla cervice anche in età giovanissima (tra i 15 e i 25 anni). Non rare le malformazioni dell'apparato riproduttivo e l'aumento del rischio di aborti e gravidanze extrauterine. Si potrebbe andare avanti a lungo.
La proposta di Hartung. Nel suo articolo intitolato "Tossicologia per il ventunesimo secolo", Thomas Hartung propone una via alternativa da seguire per arrivare a una strategia integrata che utilizzi le tecniche più recenti di colture cellulari e bioinformatica. I fenomeni biologici possono ora essere studiati in vitro, spiega Hartung, su strutture tridimensionali "organotipiche", costruite cioè come organi e tessuti umani. Un metodo che non esita a definire più affidabile, efficace, moderno. E, non ultimo, etico.

TECNOCINO
12 SETTEMBRE 2009
 
La NASA fa levitare i topi
 
 
L’ultimo esperimento della NASA ha avuto come protagonisti due topini, che sono stati infilati in uno speciale contenitore e fatti levitare grazie a un “variable gravity simulator”! Il primo era visibilmente terrorizzato, il secondo è stato sedato e “sembrava contento di fluttuare”, l’hanno intervistato pure? Piccolo consiglio: prossima volta fotografate i topi non dall’alto.
Questa speciale macchina levitante è così potente da riuscire a sollevare una piccola quantità di acqua di circa 5 centimetri nell’aria, ma è soprattutto in grado di far levitare esseri viventi senza pericoli sull’incolumità fisica. Già perché il dispositivo si basa su un magnete superconduttore che genera un potente campo che solleva l’acqua contenuta all’interno di animali viventi così come spiega Yuanming Liu del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena in California e Da-Ming Zhu della University of Missouri, Kansas City.
Il primo topolino di tre settimane di vita e 10 grammi di peso era entrato nel panico (cercando freneticamente di appoggiarsi a qualcosa) così il secondo è stato in parte sedato e secondo i testimoni sembrava contento, ma forse dipendeva dalla sostanza somministrata? Ma che utilità ha questo Variable Gravity Simulator? Fa parte degli studi sugli effetti della permanenza prolungata in un ambiente di microgravità sul fisico degli esseri viventi; gli stessi che coinvolgono anche la ISS e che mirano a una futura base scientifica sulla Luna. Infatti i topi sono stati mantenuti così per quattro ore ed è stato registrato un adattamento graduale alla situazione particolare, anche senza ricorrere a sedativi. Prima dei topi erano stati testati rospi e cavallette.
A quando il test sugli esseri umani? Scommetto che i volontari non mancherebbero… Qualche tempo fa avevamo visto una riproduzione della Terra e della Luna fluttuanti e addirittura un letto magnetico

BARI MIA
12 SETTEMBRE 2009
 
La sigaretta rinforza i ricordi gradevoli
 
Gli studiosi hanno somministrato nicotina a dei topi, annotando l'attività cerebrale. Le cavie sono state liberate in una scatola con due scompartimenti: in uno prendevano nicotina, nell'altro una soluzione salina. Gli scienziati hanno misurato il tempo dei passaggi dei topi nei due settori e, registrando l'attività dell'ippocampo, l'area del cervello dove si sviluppano i nuovi ricordi, hanno annotato incredibilmente, connessioni nervose fino al 200% più forti. I topi hanno imparato in questo modo a trascorrere più tempo nel settore della nicotina, disinteressandosi dell'altra.
Il prof. John Dani, docente di neuroscienze del BCM e coautore del saggio afferma che in modo naturale il nostro cervello trasmette un segnale di gratificazione, rilasciando dopamina nel momento in cui facciamo atti che contribuiscono al nostro benessere. La nicotina è capace di controllare questo processo inconscio illudendo il cervello, che inizia a rispondere a uno stimolo come se fumare fosse un gesto positivo, rilasciando dopamina, facendoci sentire bene e fissando nei nostri ricordi gli istanti piacevoli passati a fumare. In altre parole,la nicotina concorre a creare collegamenti resistenti tra i particolari dell'ambiente in cui viene assunta e l’azione di accendere una sigaretta.

FUTURO PROSSIMO
12 SETTEMBRE 2009
 
Gli animalisti esultano: per gli esperimenti tossicologici addio ai topolini
 
Un piccolo passo avanti verso l'abolizione dell'uso degli animali per gli esperimenti in laboratorio: le sperimentazioni sui farmaci potrebbero presto essere effettuate su falene, moscerini e bruchi.

Lo spiega una ricerca del ricercatore irlandese Kevin Kavanagh presentata pochi giorni fa nel corso di un meeting di microbiologia, a Edimburgo. Se questa possibilità verrà adottata, il numero dei topi usati come cavie si ridurrà dell'80%, riducendo tempi e costi della ricerca. I test iniziali dei farmaci verranno fatti prima su larve di insetto, poi sui topi. Il metodo è più veloce, i test sugli insetti danno risultati in 48 ore, quelli sui roditori impiegano dalle 4 alle 6 settimane. Le cellule del sistema immunitario dei mammiferi e quelle degli insetti lavorano praticamente allo stesso modo. Il sistema immunitario corrisponde al 90 per cento. Secondo il biologo, questi risultati porteranno all'uso quasi esclusivo di falene e moscerini della frutta per testare farmaci antimicrobici, esperimenti per i quali si usano di solito mammiferi, per la maggior parte roditori. Il costo di allevamento per una singola cavia da laboratorio si aggira tra i 60 e i 90 euro. Un bruco, invece, si alleva, si nutre e si ospita con massimo 20 centesimi di euro:un risparmio enorme, oltre alla maggiore rapidità di risposta che taglierebbe costi e tempi della ricerca, migliorandone l'efficienza.

Gli esperimenti su animali sono da anni nel mirino non solo degli ambientalisti e delle associazioni contro la vivisezione, ma anche degli stessi ricercatori.

Dalle pagine dell'autorevole rivista scientifica Nature, poco più di un mese fa Thomas Hartung, farmacologo e tossicologo tedesco dell'Università di Costanza, commentava: "Non siamo ratti da 70 chili, i test sugli animali hanno la stessa accuratezza del lancio di una moneta". Una provocazione, ma anche una constatazione su basi statistiche. Fra gli esempi citati da Hartung: il 40% delle sostanze chimiche irritanti per i conigli non lo era per l'uomo, mentre solo il 43% degli effetti tossici di alcuni farmaci sull'uomo si riscontrava anche nei topi.

La lista dei principi attivi che agiscono in modo completamente diverso su animali e uomini è lunga. La penicillina uccide le cavie (tra i roditori più usati per i test) mentre è un efficace antibiotico per l'uomo. L'aspirina è dannosa per topi, scimmie, cani e gatti, mentre stricnina e arsenico, letali per gli esseri umani, sono innocue rispettivamente per le scimmie e le pecore (ma anche polli e porcospini non riportano danni da questi veleni). E ancora, i conigli possono cibarsi senza danni di un fungo altamente tossico come l'amanita falloide, e topi e ratti sopravvivono benissimo all'assenza della vitamina C: il loro organismo la produce autonomamente, mentre così non è per l'uomo, in cui l'avitaminosi induce lo scorbuto. Sono molti anche i casi di farmaci che, testati sugli animali e giudicati innocui, hanno provocato enormi danni sugli esseri umani. E' tristemente noto il caso Thalidomide, un tranquillante venduto negli anni Sessanta come farmaco "da banco", che ha provocato pesantissime malformazioni in quasi dodicimila bambini, figli delle donne che lo avevano assunto in gravidanza. Stesso destino per il Dietilstilbestrolo, un estrogeno di sintesi usato per ridurre l'incidenza degli aborti spontanei. Tra le figlie nate da madri che avevano fatto uso di questo ormone si è riscontrata l'incidenza di una forma rara di cancro alla cervice anche in età giovanissima (tra i 15 e i 25 anni). Non rare le malformazioni dell'apparato riproduttivo e l'aumento del rischio di aborti e gravidanze extrauterine. Si potrebbe andare avanti a lungo.

IL FUTURO DELLA TOSSICOLOGIA - Nel suo articolo intitolato "Tossicologia per il ventunesimo secolo", Thomas Hartung propone una via alternativa da seguire per arrivare a una strategia integrata che utilizzi le tecniche più recenti di colture cellulari e bioinformatica. I fenomeni biologici possono ora essere studiati in vitro, spiega Hartung, su strutture tridimensionali "organotipiche", costruite cioè come organi e tessuti umani. Un metodo che non esita a definire più affidabile, efficace, moderno. E, non ultimo, etico.

 

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