|
IL TIRRENO
13 LUGLIO 2009
Gatto
ucciso con delle polpette avvelenate
PIEVE A NIEVOLE (PT). Scherzo
crudele o solo stupido odio verso gli animali? Qualsiasi
pulsione si celi dietro il gesto messo a segno alcuni giorni fa
in Via Nova, l’unica cosa certa è che si tratta di una pulsione
criminale. Non può essere definita altrimenti. Fatto sta che
nella zona di via del Melo, via Leonardo da Vinci, nella
frazione pievarina di Via Nova, nei giorni scorsi è stato
trovato morto un gatto. A provocare quel decesso un
avvelenamento. Le cause avrebbero potuto essere anche fortuite
(per esempio il micio poteva aver mangiato qualcosa destinato
alla derattizzazione dei fossati nella zona), ma a far
sospettare il proprietario del gatto e i vicini è stata la
scoperta di alcune polpette, abbandonate in bella vista lungo la
strada. Un bocconcino destinato ad attirare l’attenzione di
cani e gatti della zona, con uno scopo tristemente chiaro,
quello di farli fuori. Non si sa che cosa animi la squallida
persona che ha gettato quei bocconcini letali. Forse un odio
ancestrale per gli altri animali, fatto sta che il caso è stato
segnalato alle forze dell’ordine, mentre tra gli altri residenti
della zona è cresciuta, insieme alla preoccupazione, anche
l’attenzione: «Vogliamo far sapere a chiunque sia stato -
sottolineano i residenti della zona - che siamo sul chi vive, e
che gli conviene non riprovarci».
IL GAZZETTINO
13 LUGLIO 2009
Misteriose scomparse di gatti, all’appello ne mancano 11
MONTEBELLUNA (TV) - E siamo
ormai a quota undici. Tanti sono infatti i gatti scomparsi
da via Giovan Battista Cima da Conegliano e via Palladio,
laterali situate proprio davanti al comando dei carabinieri
di via Sansovino. In ordine cronologico a sparire senza
lasciare tracce è stato un gattino di nome "Birba" il cui
proprietario in poco tempo ha perso non meno di cinque
esemplari. «Questo gatto - afferma il padrone che ha chiesto
aiuto alla Protezione animali - era molto piccolo. Lo
possedevo da poco ed aveva cominciato ad uscire dalla mia
abitazione soltanto da poco tempo. Non so proprio che fine
possa avere fatto in quanto rimaneva sempre all'esterno e
giocava con i gatti dei nostri vicini di casa. Vorrei
mettermi in contatto con i responsabili di un ente che
protegge gli animali per capire come devo comportarmi per
far terminare questa storia. Il gattino l'ho cercato
dappertutto. Io e mia moglie amiamo moltissimo gli animali,
ma non riusciamo mai a tenerne uno troppo a lungo. Del fatto
abbiamo anche avvisato i carabinieri che stanno avviando
un'indagine».
TICINO NEWS
13 LUGLIO 2009
'Animali uccisi con
modalità inquietanti'
Animali uccisi dai
cacciatori di frodo, poi abbandonati nel bosco senza
testa né arti inferiori. O ancora: battute di caccia in
auto in cui l’animale viene abbagliato con i fari e
ucciso, senza che il cacciatore scenda dal veicolo. E
spesso per tenersi la testa, come trofeo. Scene che
fortunatamente non capitano spesso, anzi. Una ventina in
tutto i casi all’anno scoperti dai guardiacaccia
ticinesi.
“Sì, sono una ventina i
casi denunciati annualmente, circa la metà per uso di
strumenti quali tagliole. Il resto - precisa Giorgio
Leoni, capoufficio caccia e pesca, ai microfoni di
Radio3 - con altre modalità altrettanto inquietanti”.“In
Ticino - precisa ancora Leoni - è abbastanza raro che
l’animale venga lasciato sul posto e venga tolta
unicamente la testa. In questi casi solitamente sono
asportati anche gli arti inferiori e i filetti
dell'animale per avere le carni più pregiate”Finita qui?
Non proprio. Perché i cacciatori di frodo usano anche
armi sofisticate con silenziatore, telefonini e
ricetrasmittenti. E agiscono di notte scegliendo prede
abbastanza piccole, quindi più facili da trafugare. Chi
viene sorpreso a cacciare illegalmente, viene denunciato
al Ministero pubblico. Il bracconiere rischia poi una
multa di alcune migliaia di franchi. E nel caso sia in
possesso di una licenza di caccia, può esserne privato
per un periodo fra uno e dieci anni. Ma certo quello del
bracconaggio resta un fenomeno difficilissimo da
quantificare... “Ci sono certi periodi dell’anno più
favorevoli al bracconaggio e quindi i guardiacaccia
escono anche di notte a fare gli appostamenti. Però è
difficilissimo prevedere quanto sia la cifra oscura,
cioè quanti sono i casi nei quali non riusciamo a
risalire al colpevole”, termina Leoni.
FOTO
Animalieanimali
13 LUGLIO 2009
MALTRATTAMENTI A VERONA, PROCURA SEQUESTRA
Su istanza della LAV salvi nel veronese 5 cinghiali, 1 asina, 1 cavallo e tre cani.
A seguito di richiesta della sede LAV di Verona, gli
uomini del Corpo Forestale dello Stato, su
disposizione del P. M. dott. Pier Umberto Vallerin,
hanno sequestrato 5 cinghiali, 1 asina, 1 cavallo e
tre cani in località La Masua di Corrubio di Sant’Anna
d’Alfaedo, tutti ora affidati alla LAV di Verona.Gli
animali erano costretti a vivere da tempo in
condizioni igienico-sanitarie gravemente carenti, in
spazi angusti e bui per buona parte dell’anno,
avendo a disposizione soltanto poca acqua putrida e
cibo scadente. In particolare, i cani venivano
alimentati con pasta cruda scaduta, gettata da una
finestra all’interno del capannone dove erano
rinchiusi, obbligati a stare sopra un pavimento di
terra battuta coperto di escrementi. Terribile anche
la situazione della cinghiala più vecchia,
prigioniera in un recinto sporco e buio.
“Infliggere privazioni agli animali, costringendoli in condizioni che offendono la loro sensibilità psicofisica quali esseri viventi portatori di diritti individuali, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle amorevoli attenzioni dell’uomo, viene considerato oggi, grazie alla recente legge sul maltrattamento degli animali, un reato punibile penalmente”, dice Lorenza Zanaboni, Responsabile della sede LAV di Verona. “Per consumare il reato non è necessaria una volontà di infliggere sofferenza: bastano incuria e abbandono, insensibilità e indifferenza, ovvero incapacità a rapportarsi con attenzione nei confronti delle leggi biologiche del mondo animale.” La LAV ringrazia gli uomini della Forestale di Verona, che mostrano di svolgere il loro lavoro con professionalità, passione e competenza, e il magistrato, dott. Pier Umberto Vallerin, per aver correttamente interpretato la normativa vigente, cogliendone gli aspetti innovativi che hanno trasformato la tutela degli animali in un concetto più avanzato ed eticamente molto più pregnante rispetto alla semplice protezione di cani e gatti o altri animali d’affezione. Oggi infatti, grazie alla legge 189/04 ed alla sensibilità di un numero sempre maggiore di magistrati, la difesa dei diritti animali è estesa a situazioni quali il trasporto, la detenzione in condizioni inadeguate o l’incuria ed il maltrattamento anche di animali da reddito, come dimostrato da recenti episodi accaduti nella nostra provincia.
CORRIERE FIORENTINO
13 LUGLIO 2009
Il cane Axia e l'asino Zaira dell’animal
house contro le paure
Così Graziella cura bambini e anziani. Si
trova a Cantagallo un’oasi per la pet therapy
Laura Antonini
Provincia di Firenze - Un asino di nome Zaira, due
pappagalli Titti e Minni, due conigli Ariete,
Sibilla e Trilly, un coniglio nano d’angora Sissi,
una cavia peruviana, Speedy Gonzalez e un pastore
tedesco femmina a pelo lungo (Axia). Sono
l’assortita famiglia di animali di Graziella Tondi,
giovane toscana specialista in pet therapy che con
il suo parco di piccoli amici aiuta bambini e
anziani disabili a ritrovare fiducia in sé stessi
grazie al rapporto con gli animali. «In un mondo
dominato dalla tecnologia — racconta — il contatto
con gli animali che da sempre ha caratterizzato la
vita sociale delle famiglie italiane è diventato
virtuale. La pet therapy è a chi ha problemi
psico-motori ma anche ai piccoli normodotati che
sembrano aver smarrito la coscienza degli animali e
della vita naturale». Da sempre amante degli animali
sognava di diventare veterinaria, poi «ho fatto
altri studi fino a ritrovare la mai smentita
passione iscrivendosi a Scienze della Formazione.
DA UNA TESI SULLA PET-THERAPHY «Mi sono laureata nel
2002 con una tesi sulla pet-therapy — racconta —
quindi mi sono specializzata nel settore presso
l’associazione Italiana uso cani di Assistenza, e
grazie alla certificazione che attesta l’idoneità
mia e del mio cane è iniziata la mia avventura
nelle strutture socio-sanitarie e educative ».
Tanti i progetti portati avanti dal 2003 ad oggi.
Ultimi quelli con la la cooperativa sociale «Olinto
Fedi» di San Mauro a Signa, presso l’asilo «Il
Campino» di Prato, e con l’Oami (opera assistenziale
malati impediti) di Prato, presso la struttura «
Casa Bandera». «Fino alla settimana scorsa —
racconta — ho lavorato anche a Firenze alla
Cupolina. Tutti i venerdì, dalle 15 alle 16, con i
mei cani, ho seguito i residenti anziani affetti da
demenza senile avanzata e morbo di Alzheimer. Il
risultato più evidente è stato quello di un
miglioramento del tono dell’umore durante gli
incontri con gli animali». Concluso un progetto se
ne apre subito un altro. In estate Graziella si
dedica all’onoterapia terapia ed educazione
assistita con l’asino al Lago Verde di Cantagallo
dove accoglie i bambini dei centri estivi, insieme
a quelli diversamente abili e agli anziani per
attività ludico-ricreative e terapeutiche.
«L’asino è un animale meraviglioso — racconta
Graziella — contro ogni pregiudizio e contro
l’immaginario collettivo che lo vuole stupido e
testardo ormai è dimostrata la sua intelligenza e
affidabilità. Il mio asino, quello che ora vive al
Lago Verde si chiama Zaira».
CITY
13 LUGLIO 2009
San Firmino, 11 feriti dai tori
Continua la pazza festa di Pamplona, in Spagna.
Ieri, nella 6 a corsa dei tori, i feriti sono stati
11. Due, incornati da un animale di 575 chili, sono
gravi. Venerdì scorso un giovane spagnolo di 27 anni
è morto (è la 15 a vittima dal 1911). Dopo 9 giorni,
la festa si chiude domani.
CORRIERE DI VITERBO
13 LUGLIO 2009
Bagnante salvato da un Labrador.
Era in difficoltà a cento metri dalla riva
nelle acque di Sant’Agostino.
Provincia di Viterbo - Incredibile salvataggio nelle
acque di Sant'Agostino. L'eroe di giornata si chiama
Boca, una femmina di Labrador di tre anni
appartenente alla Scuola Italiana Cani da
salvataggio. Durante il normale giro di
pattugliamento il suo istruttore Emiliano Bufalini
si è accorto di un bagnante in evidente stato di
difficoltà a causa della forte corrente che lo stava
trascinando a largo. Emiliano e Boca si sono
immediatamente gettati in mare mentre da riva veniva
prontamente avvisata anche la Guardia Costiera di
Tarquinia e la Sala operativa di Civitavecchia che
ha subito allertato le unità di soccorso. I due dopo
aver raggiunto a nuoto il bagnante in difficoltà che
nel frattempo si trovava a circa 100 metri da riva,
hanno messo in atto tutte le procedure di soccorso.
L'uomo è stato posto dall'istruttore in sicurezza
mediante l'utilizzo di un baywatch mentre il
Labrador tirando la cima del mezzo di salvataggio li
trascinava fino a riva. Intanto sulla battigia si
erano radunate decine e decine di bagnanti che hanno
tributato a Boca un applauso degno di una star.
IL
PICCOLO
13 LUGLIO 2009
Tre giovani in mare soccorsi dai cani
GRADO (GO) - Uomini e cani del gruppo cinofilo
di Trieste hanno tratto in salvo tre giovani tra
i 25 e i 30 anni, due di Trieste e uno residente
a San Canzian, in difficoltà mentre stavano
nuotando a causa della forte corrente che non
riuscivano a fronteggiare. I tre hanno
cominciato a urlare e a chiedere aiuto subito
soccorsi dai volontari del gruppo cinofilo
triestino. È accaduto ieri dinanzi alla spiaggia
della Costa Azzurra nella zona del nautofono.
Dove, puntualmente ogni anno, qualche bagnante
della domenica convinto delle sue capacità, si
mette a nuotare in quello che è un punto
decisamente bello per la profondità e la purezza
dell’acqua. Ma che contestualmente è anche molto
pericoloso, perché quasi sempre la corrente è
molto forte e trascina verso il canale
navigabile d’accesso a Grado che in queste
giornate registra un viavai continuo di
imbarcazioni di ogni genere. Fra l’altro proprio
ieri è stata la prima giornata di servizio nella
spiaggia della Costa Azzurra della stagione 2009
predisposta dai volontari della Protezione
civile di Grado assieme al gruppo cinofilo di
Trieste. Il primo soccorso verso le 11 di ieri
mattina. Due giovani triestini - uno dei quali
di 28 anni, L. M le iniziali del suo nome - ha
lanciato il grido d’aiuto subito soccorsi dagli
animali del gruppo cinofilo. A gettarsi in acqua
sono stati “Snafuz” con il suo addestratore
Davide Gerin e “Chia” con Giulio Mazzoli che
hanno raggiunto i due triestini in difficoltà
riuscendo in poco tempo a riportarle a terra.
Stessa operazione, poco prima delle 13, portata
a termine da “Tobia” con Dino Bonan che è
riuscito a riportare a terra M. F., trentenne di
San Canzian. I tre cani, un Golden Terrier, un
Labrador e un meticcio hanno dimostrato di
essere perfettamente preparati per questo tipo
di soccorso in mare.
SUPERANDO
13 LUGLIO 2009
Dura la vita, con il cane guida!
Che la strada per arrivare a una serena applicazione
di leggi ormai decennali - le quali consentono al
cane guida di una persona non vedente di accedere a
qualunque locale aperto al pubblico - sia ancora
lunga, ben lo dimostra anche la testimonianza di
chi, a Napoli, in meno di due mesi ha avuto modo di
scontrarsi con grandi difficoltà di accesso, sia in
edifici pubblici, che in banca o nei taxi
Abbiamo raccontato nei giorni scorsi la
spiacevole vicenda di cui è stata protagonista a
Mira (Venezia) Graziella Zuccarato, presidente
dell'UIC di Venezia (Unione Italiana dei Ciechi e
degli Ipovedenti), che si è vista chiedere di uscire
da una gelateria per la presenza del suo cane guida
(sull'accaduto e sulle successive scuse ricevute dal
Comune di Mira, si legga cliccando
qui e
qui).
Ma altrettanto significativa - sull'ampiezza del problema e sul fatto che esso sia ancora tutt'altro che risolto - ci sembra la seguente lettera aperta inviata all'assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania Alfonsina De Felice da parte di Salvatore Petrucci, presidente provinciale e vicepresidente nazionale dell'UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), il quale, scrivendoci, dichiara anche di «non poter pensare di uscire di casa ogni mattina ed essere sempre pronto a denunciare tutti! Eppure è proprio quello che inizierò a fare sin dal prossimo rifuto». Ben volentieri, dunque, ne pubblichiamo la testimonianza.
«Gentile Assessora, l’ho ascoltata con piacere al
convegno organizzato dall'UIC di Napoli sulla
Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con
Disabilità [ci si riferisce all'evento di
Napoli del 27 giugno scorso da noi presentato con il
testo disponibile cliccando
qui, N.d.R.] e ho subito
raccolto prontamente l'invito di segnalare le
difficoltà inerenti alla propria condizione di disabilità
sul suo blog.
Mi chiamo Salvatore Petrucci, attualmente vivo a Marano di Napoli, ma da settembre abiterò nel quartiere di Capodimonte. Sono non vedente totale e da circa due mesi mi sposto con il cane guida che ho avuto in affido dalla Scuola per Cani Guida per Ciechi di Scandicci della Regione Toscana. Precisamente mi è stato assegnato un bel labrador, di nome Ares, dopo che avevo seguito un corso di formazione di orientamento e mobilità e successivamente un ulteriore corso di due settimane per imparare a farmi guidare dall'animale. Da quando vivo questa nuova condizione, ho finalmente riacquistato il piacere di passeggiare da solo con i miei pensieri, di recarmi ogni giorno, senza chiedere ad alcuno di accompagnarmi, all'associazione di cui mi occupo e nella quale ricopro la carica di presidente provinciale e di vicepresidente nazionale, vale a dire l'UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), che ha sede nei locali dell'UIC di Napoli della quale è una vera e propria emanazione.Ebbene, da quando mi sposto con Ares, ho incontrato serie difficoltà di accesso ad alcuni luoghi aperti al pubblico. Il primo impatto è stato a Castel dell'Ovo, dove insieme a mia moglie e ad Ares accompagnavamo due amici di Milano, anch'essi minorati della vista, che erano in visita a Napoli. All'ingresso mi fermò l'addetto al controllo, vietandomi l’accesso e dovetti insistere molto per far capire che il mio era un cane guida per ciechi e che pertanto l'ingresso è previsto dalla legge. Dopo che il custode interpellò telefonicamente i superiori - che non sapevano come comportarsi - ci fecero ulteriormente attendere senza risposta e solo dopo un bel po' di tempo e molte nostre sollecitazioni, ci autorizzarono ad entrare con tante scuse da parte dei responsabili.L'episodio probabilmente più grave e mortificante mi è accaduto però il 28 giugno, quando insieme ad alcuni amici, mia moglie ed io decidemmo di portare Ares a passeggiare sul pontile dell'arenile di Bagnoli. Non ci aspettavamo che anche in un posto all'aperto ci fosse il divieto d’ingresso ai cani e ancora una volta fummo costretti a una lunga discussione con una signora addetta al controllo. Dopo tante parole, venne chiamata una guardia giurata che si rifiutò anche di leggere il tesserino rilasciatomi dalla Scuola Cani Guida di Firenze, sul quale è menzionata la legge che autorizza i cani guida ad entrare in tutti i posti aperti al pubblico, citandone gli articoli. Varie telefonate, a destra e a manca, il tempo che passava e gli animi che si agitavano. Alla fine, dopo la mia minaccia di chiamare i Carabinieri, l'autorizzazione ad entrare arrivò, ma accompagnati dalla guardia giurata! A quel punto mi rifiutai energicamente e insieme al mio amico entrammo senza farci scortare da nessuno, minacciando ancora di fare intervenire i Carabinieri se ciò fosse accaduto. Riuscimmo così ad accedere tutti e cinque con l'appoggio di alcuni cittadini che si erano riuniti per "guardare lo spettacolo"!
Qualche giorno dopo mi sono recato - insieme alla
vicepresidente dell'UNIVOC - al Banco di Napoli,
Agenzia Cardarelli, dove l'associazione, tra
l'altro, ha il proprio conto corrente. Alla vista
del cane e dopo il solito battibecco con la guardia
giurata, è uscito il direttore la cui presenza -
anziché calmare gli animi, come pensavamo - ha
peggiorato invece la situazione, perché è
stato proprio lui a sostenere che il cane guida non
avrebbe potuto entrare in alcun caso, anche perché
avrebbe potuto essere pericoloso per gli altri
clienti.
Non c'è stato modo di fargli capire che questi animali sono addestrati e non aggrediscono. Addirittura ha proposto in alternativa di fare uscire gli impiegati (!), convincendosi solo dopo aver visto la mia decisione ad entrare, con o senza la sua autorizzazione, affermando però che lo faceva "per cortesia personale". Una volta entrati ci ha vietato per altro di avvicinarci agli sportelli e ci ha fatto accomodare nel suo ufficio per assolvere le operazioni bancarie. Il tutto mettendo anche in discussione la mia stessa capacità d'intendere e di volere in quanto sosteneva "che non potevo firmare un documento di cui non conoscessi il contenuto". Non sto qui a dire come mi sono sentito e come avrei voluto reagire contro quel funzionario che a mio avviso dovrebbe semplicemente essere ammonito e invitato a porgermi pubbliche scuse.
Ma non finisce qui! Appena qualche giorno fa un
tassista ha rifiutato di farmi salire sul suo mezzo
con il mio cane e per fortuna un suo collega, dopo
averlo rimproverato, si è offerto di accompagnarmi.
Egregia Assessora, ho deciso di scriverle perché se
solo in un mese e mezzo mi è accaduto tutto questo,
mi chiedo cosa mi aspetta, dato che in nessun caso
rinuncerò all'autonomia che Ares mi ha regalato.
A nome mio e di tutte le persone con disabilità che vivono queste umiliazioni - dovute per lo più all'ignoranza - e a nome della dignità che come disabili rivendichiamo, Le chiedo di intervenire con una circolare indirizzata a quegli esercizi pubblici o gestiti da privati, ai beni culturali, alle aziende dei trasporti pubblici ecc. affinché si eviti il ripetersi di episodi tanto spiacevoli e mortificanti per chi deve già combattere con le moltissime barriere di cui le nostre città sono piene».
Vale senz'altro la pena ricordare ancora una
volta che addirittura dal 1974 (Legge
37) «al privo della vista è
riconosciuto [...] il diritto di accedere agli
esercizi aperti al pubblico con il proprio cane
guida», ciò che è stato confermato dalla successiva
Legge 376/88, mentre la più recente
Legge 60/06 ha stabilito che «i
titolari degli esercizi [...] che impediscano od
ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso
ai privi di vista accompagnati dal proprio cane
guida sono soggetti ad una sanzione amminstrativa
pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da
euro 500 a euro 2.500».
IL TIRRENO
13 LUGLIO 2009
Smarrito gatto da esposizione
CECINA (LI). L’affetto per un animale non si
misura in base alla sua bellezza o alle sue
qualità. Ma quando di casa scappa un gatto
campione internazionale la preoccupazione (o la
disperazione) è comprensibilmente alta. Lo è
sicuramente per Luca Vaglini, titolare di un
negozio per animali in via 4 Novembre a Cecina.
«Venerdì sera - racconta Vaglini, che abita in
via Strasburgo numero 19 - la mia gatta, un
campionessa internazionale nella sua categoria,
è saltata giù dal balcone e non l’abbiamo più
rivista». La gatta, di razza abissina, è stata
acquistata da Vaglini addirittura in Norvegia:
ha 4 anni, è di colore sorrel (rosso), e ha il
microchip. «Io abito vicino al Conad di via
della Repubblica - spiega Vaglini - chiunque
l’avesse vista o trovata può contattarmi allo
0586/683537 o al numero 338/8834422 e avrà
sicuramente una buona ricompensa in denaro».
IL TIRRENO
13 LUGLIO 2009
Dobermann fugge dal recinto
«Aiutatemi a ritrovarlo»
SASSOFORTINO (GR). Due cani in fuga a
Sassofortino. E siccome uno è un dobermann,
il proprietario lancia un appello affinché
chi dovesse avvistare gli animali non si
spaventi e avvisi subito il proprietario
stesso. I due quattrozampe (il dobermann di
nome Falco e una meticcia simile a una
lupacchiotta di nome Flo), si sono
allontanati da un recinto in località
Pagiano, probabilmente approfittando della
momentanea apertura del cancello da parte di
chi gli portava il cibo. «Il dobermann Falco
è placido è buonissimo», assicura il
padrone, il signor Romano. «Ma a incontrarlo
per strada ci si potrebbe spaventare». Prima
lo si ritrova, dunque, meglio è. Chi ha
informazioni può chiamare al 328 2828666.
TRENTINO
13 LUGLIO 2009
Capriolo malato cerca aiuto
davanti al bar
MOLVENO (TN). È scesa da casa di buon
mattino per aprire il suo bar, il bar
Perla, situato in via Nazionale, ad
inizio paese direzione Andalo. E grande
è stata la sorpresa di Antonella
Costanzelli di vedere un capriolo
accucciato in giardino. Si è avvicinata:
l’animale non stava bene. La barista ha
ha chiamato l’amico Alberto Stoffella,
guardia forestale in forza alla stazione
di Andalo, che a sua volta ha
immediatamente allertato il Centro
recupero animali selvatici di Casteller.
Da lì è immediatamente partita la
guardia venatoria Fabio Cagol, ovvero
colui che da anni si occupa di accudire
gli animali selvatici feriti ed ammalati
che vengono trovati e portati al centro.
Arrivati sul posto i due esperti hanno
provveduto a caricare l’animale su
quella che Antonella Costanzelli ha
carinamente definito “l’ambulanza degli
animali” e il capriolo è stato portato a
Casteller per essere accuratamente
visitato, medicato e “ricoverato”. «Mi
sono accorta subito - dice la barista -
che il capriolo non stava bene, perché
nonostante io mi fossi avvicinata non ha
avuto alcuna reazione di spavento, come
sarebbe stato logico aspettarsi. È
rimasto accucciato a guardarmi». «Si
vede chiaramente - affermano Stoffella e
Cagol - che l’animale e deperito, forse
anche ammalato. Non si tratta di un
cucciolo ma di un adulto. Difficile ora
dire se se la caverà. Sicuramente verrà
fatto tutto il possibile». La prima ad
augurarsi che il capriolo ammalato
guarisca e ritorni a correre nei boschi
è Antonella Costanzelli. «L’ho riparato
dal sole mettendogli vicino un
ombrellone. Ho anche provato a dargli un
po’ d’acqua ed anche del latte, ma
niente da fare. Evidentemente era
davvero malato. Adesso, speriamo bene».
AGENZIA VIAGGI
13 LUGLIO 2009
Benvenuti gli animali in sette villaggi
Aviomar
Aviomar aderisce al progetto “Finalmente entro
anch’io”, voluto dal ministro Brambilla e promossa
da Astoi per contrastare la piaga estiva
dell’abbandono degli animali: in distribuzione a
breve la guida che segnala strutture ricettive e
altri locali che accolgono animali. Aviomar ha dato
la disponibilità per alcune delle sue strutture più
note.
La campagna, avviata nel 2005, si propone anche di rilanciare il sistema turistico italiano con la creazione di un database di strutture ricettive, di locali, ristoranti e altri esercizi commerciali che accettano animali, pubblicato oltre che in versione cartacea anche su http://www.finalmenteentroanchio.it . «Abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa – spiega Luca Adami, direttore commerciale e marketing di Aviomar – con una selezione delle nostre strutture, in particolare con quelle più adatte ad ospitare animali». Così nel database di “Finalmente entro anch’io” ora ci sono sette strutture commercializzate da Aviomar. Che sono il villaggio Calamoresca, in Sardegna, a pochi chilometri dall’aeroporto di Arbatax/Tortolì, al confine con il Parco Bellavista; I Tusci Residence e Piccola Corte: in Toscana a Follonica, proprietà di Aviomar; il Costa Serena, residence sul mare e situato a soli 5 km da Palau, ancora in Sardegna; La Marée, vicino a Palinuro, nel Cilento; il Villaggio Uliveto nel Gargano a un chilometro dal centro storico di Rodi Garganico; il Villaggio Club Cala del Principe in Puglia, di fronte alle Tremiti; il Corte dei Greci, a Cariati Marina, in Calabria;«Ci auguriamo che questa iniziativa sia la premessa di una riforma della legge che vieta l’accesso a cani e altri animali alle zone balneabili in Italia per motivi igienici – dice anche Adami – ragione per cui molti turisti italiani, pur di non separarsi dai loro amici, preferiscono fare rotta verso altri lidi, come le più ospitali spiagge francesi». http://www.aviomar.it
IL SECOLO XIX
13 LUGLIO 2009
Venti
animali salvati dal caldo la scorsa estate
Genova.
«L'individuazione di almeno una spiaggia libera, per
ogni comune costiero, aperta ai cani prevista dalla
legge regionale del 2000 sulla tutela degli animali
domestici». È una delle richieste avanzate dall'Enpa,
accompagnata dal commento che «meglio sarebbe, come
accade in tutto il mondo, la liberalizzazione di
tutte le spiagge, imponendo rigide norme di
comportamento per evitare che gli animali arrechino
fastidio a terzi». L'ente auspica poi
«l'alleggerimento delle ordinanze comunali sulla
circolazione dei cani in città, con l'eliminazione o
la riduzione dei troppi divieti, come quelli di
accesso alle isole pedonali, giardini pubblici,
lungomari, bar e ristoranti» e «la promozione
dell'accoglienza degli animali al seguito negli
alberghi e campeggi, pur nel rispetto dei diritti
altrui; Enpa ed associazioni alberghiere hanno
stipulato un accordo al quale hanno aderito 650
alberghi». Altro aspetto sottolineato dai volontari
è«il controllo, soprattutto nei giorni caldi estivi,
dei parcheggi cittadini esposti al sole, per evitare
che i cani vengano lasciati dentro le auto roventi,
il servizio, già svolto dalle Guardie Zoofile Enpa,
dovrebbe diventare routinario anche per la Polizia
Municipale».
Nel savonese, tra l'altro le guardie dell'Enpa (volontari che operano a titolo gratuito) avvicinano le auto con animali a bordo e verificano le generalità del proprietario e la presenza del microchip del cane. La loro opera continua inoltre lungo le strade della Riviera, per controllare (e soccorrere, con un kit di primo intervento, costituito da contenitori, bacinelle e spruzzatori d'acqua) che i cani non siano lasciati chiusi in macchina sotto il sole. La scorsa estate sono stati salvati complessivamente venti animali.
IL TEMPO
13 LUGLIO 2009
Maremmano salvato dai Vigili del fuoco
Storia a lieto fine per una coppia di cani
maremmani finiti in un dirupo mentre giocavano.
Montopoli Sabina (RI)
- I due quadrupedi di taglia grande appartengono ad
un proprietario di Montopoli in Sabina e sabato
intorno alle 21 sono caduti in un burrone poco
distante da casa. A mettere in salvo la femmina sono
stati i padroni, riusciti a tirarla fuori senza
troppe difficoltà, mentre per il maschio, quasi
cento chili di peso, è subito scattata la chiamata
al 115. I vigili del fuoco sono scesi nel dirupo e
hanno imbragato l'enorme cane fino a salvarlo.
IL TEMPO
13 LUGLIO 2009
Giovane esemplare di orso marsicano a zonzo
fra le strade e gli orti di San Sebastiano dei Marsi
Ferdinando Mercuri S.
SEBASTIANO (AQ) -
Alle 22 della sera, l'orso in piazza, approfittando
del giorno di riposo di un ristorante che si
affaccia proprio sullo slargo. Non certo per un
appuntamento, ma solo per un casuale incontro
ravvicinato con due giovani del posto. Quest'ultimi
presi alla sprovvista, perché tanta la sorpresa che
non gli ha consentito di filmare con i telefonini
l'evento. «Non ho fatto in tempo a prendere il
telefonino dalla tasca _ racconta Sabatino, un
giovane studente universitario, "sfollato" dalla sua
casa distrutta dal terremoto all'Aquila ed ora con
la famiglia nel piccolo paesino del Giovenco -
perché veniva verso di noi, mentre stavamo
raggiungendo a piedi la piazza in compagnia del mio
amico Emiliano». Ma partite prontamente le
telefonate e in un baleno ecco accorrere sul posto
quelli dell'Associazione Amici dell'orso Bernardo,
mentre i due giovani seguivano a discreta distanza
il plantigrado che tranquillo attraversava le strada
del paese. «Abbiamo fatto lo stesso percorso -
racconta Christian, dell'associazione - e
indirizzati dal cane bastardino Penelope abbiamo
potuto vedere l'orsacchiotto che se ne stava
tranquillo sopra un ciliegio a ingurgitare i
succulenti frutti». Poi, sopra la strada che
sovrasta l'orto, si è radunata tanta gente che ha
potuto ammirare per parecchi minuti l'animale, fino
a quanto non si è dileguato nel buio. Ma,
evidentemente, quelle ciliegie erano troppo buone,
tanto che è ritornato di nuovo all'assalto,
indisturbato, a notte fonda. Potrebbe trattarsi di
uno dei due figli dell'orsa Gemma, stando alla sua
giovane età, di casa a San Sebastiano, visto le sue
continue puntate delle ultime notti.
IL TIRRENO
13 LUGLIO 2009
Trova una vipera nel giardino di casa
FUCECCHIO (FI).
Quando hanno sentito i loro quattro cani
abbaiare, non pensavano che nel giardino di casa
propria avrebbero potuto trovare una vipera di
quasi un metro e mezzo di lunghezza. Che stava
soffiando contro i quattro cagnolini, Taddeo,
Collarino, Ettore e Camilla. Ieri mattina Paolo
Martelli, che abita in via Romana Lucchese alle
Vedute, per qualche minuto se l’è vista proprio
brutta. Ha sentito i cani abbaiare, è uscito a
vedere cosa avessero, e si è ritrovato davanti
un’aspide di oltre un metro e venti. Che aveva
la bocca spalancata e soffiava impaurita.
Martelli non si è fatto prendere dal panico. Ha
indossato un paio di stivali, ha preso un
bastone e ha ucciso la vipera che continuava a
muoversi minacciosa verso i cagnolini che sono
rimasti immobili a fissare quello strano animale
che si sono trovati nel giardino. Non era la
prima volta che la famiglia Martelli riceveva
una visita così poco gradita come quella della
vipera di ieri. «Già sette anni fa un’altra
vipera - racconta Paolo Martelli - un po’ più
piccola di questa si infilò nel nostro giardino.
E qualche volta d’estate, qualche serpentello lo
vediamo passare da qui. Ma un aspide di queste
dimensioni non lo avevamo proprio mai visto. E’
stato un bello spavento trovarselo davanti». La
casa dei Martelli infatti, si trova alle Vedute
e intorno alle abitazioni ci sono diversi ettari
di bosco. La vipera è arrivata nel giardino
probabilmente proprio da lì. «Si vedeva che era
un animale già vecchio - aggiunge Martelli - e
probabilmente un maschio, perchè altrimenti
difficilmente avrebbe raggiunto quelle
dimensioni. Quando sono uscito e l’ho vista ho
avuto paura sopprattutto per i miei cani. Se si
fossero avvicinati o avessero provato a
prenderla sarebbe stato per loro molto
pericoloso». Per fortuna però, i quattro
cagnolini si sono limitati ad abbaiare e non
hanno mosso un passo verso la vipera. Ci ha
pensato Martelli a elimimnare il pericolo. Con
un colpo secco di bastone sulla testa della
vipera.
TRENTINO
13 LUGLIO 2009
Capriolo appeso? Sono stato io
TRENTO. «Ma quale
bravata. Ma quale gesto di cattivo gusto e men
che meno un macabro messaggio ai Bertoli. Sono
io che ho legato la carcassa del capriolo alla
staccionata della funivia Rocce Rosse. E lo ho
fatto soltanto perché i cacciatori o la
forestale si accorgessero dell’animale morto per
fare le loro indagini. Tutto qui». A parlare è
un pensionato passato ieri pomeriggio nella
redazione roveretana del Trentino per raccontare
la sua versione dei fatti. «Mi sono deciso a
raccontarvi tutto dopo quello che ho letto sui
giornali in questi giorni, dopo tutte quelle
illazioni e supposizioni senza fondamento»
spiega l’uomo che non vuole dichiarare le sue
generalità «perché sennò mi cercano i
carabinieri o quelli della Forestale».
Roveretano, alto, magro, un fisico atletico a
dispetto dell’età, il pensionato ricorda che
«ero andato sul Bondone alla ricerca di funghi.
Dopo essere sceso lungo la pista, si era fatto
mezzogiorno e mi eva venuta fame. Non avevo
trovato nulla, ho chiamato mia moglie
avvisandola che da lì a poco sarei rientrato a
casa. Poi mi sono messo a sedere sotto un grande
faggio per mangiare un panino. Ad un certo
punto, l’occhio mi è caduto sull’animale morto.
Al primo sguardo - prosegue l’anziano
“appassionato fungaiolo” come si definisce lui -
mi sembrava con la testa mozzata. Poi, quando ho
controllato meglio, ho visto che era ripiegata
sotto il corpo. La bestia non deve essere stata
ammazzata con un fucile, ma potrebbe essere
morta di morte naturale, magari sotto una
slavina. Aveva perso del pelo, forse era stata
morsa da qualche predatore, ma non puzzava come
fosse un putrefazione. Cosa fare? mi sono
chiesto. E mi è venuto in mente quello che
dicono i cacciatori e la Forestale: avvisare
subito per poter fare gli accertamenti sulle
cause della morte. Io non sapevo dove andare e
così ho pensato di appenderlo alla staccionata.
Sono andato in macchina, ho recuperato due pezzi
di fil di ferro e l’ho messo apposta in bella
vista, proprio perché qualcuno si accorgesse
della carcassa e avvisasse chi di competenza».
Ma non poteva fare una telefonata alla
Forestale piuttosto che scegliere una macabra
esposizione? «Ma dove andavo a prendere il
numero? Sapevo che prima o poi qualcuno
l’avrebbe visto. E’ andata così, punto e basta.
Senza star lì a fantasticare sul perché e sul
percome»
IL CENTRO
13 LUGLIO 2009
Orso fa strage di galline
ROCCARASO (AQ). Un
orso fa strage di galline e conigli.
L’incursione del plantigrado è stata compiuta in
località «Il poggio» di Roccaraso. Due i pollai
e le stalle visitate e danneggiate. Nel primo
caso l’animale ha sfondato la porta e ha
sbranato 25 galline e diversi conigli. Nel
secondo raid, in un altro locale a poca
distanza, l’orso ha ucciso circa settanta
galline. Le incursioni sarebbero avvenute di
notte, ma in due momenti differenti.
Segnalazioni su quanto accaduto sono state fatte
agli agenti della Forestale, intervenuti sul
posto per un sopralluogo. L’orso affamato
sarebbe lo stesso comparso sulle montagne
all’inizio del mese. L’animale non avrebbe il
radiocollare ed è quindi difficile seguirne gli
spostamenti. Di recente, un altro orso, aveva
fatto parlare di sè nella Valle del Giovenco.
Dall’anno scorso il Servizio sorveglianza del
Parco nazionale ha attivato un numero verde (800
010 905) per segnalare la presenza di orsi
all’interno dei centri abitati e per altre
eventuali emergenze che dovessero verificarsi a
causa della presenza dei plantigradi. Con
l’attivazione del numero verde, le segnalazioni
dei cittadini contribuiranno a rendere più
efficaci le azioni messe in campo dall’Ente
Parco e dal Corpo forestale dello Stato per il
controllo degli orsi e delle loro interferenze
con le attività umane.
LA ZAMPA.IT
13 LUGLIO 2009
Lunga vita agli ippopotami di Escobar
Gli animali dell'ex narcotrafficante sono a
rischio uccisione perchè ritenuti pericolosi
COLOMBIA - Ha
dell'incredibile la storia che campeggia da giorni
sulla maggior parte dei quotidiani colombiani e
ripresa dai media internazionali. Protagonisti gli
ippopotami di Pablo Escobar.
Tutto ha inizio negli anni novanta quando il famoso narcotrafficante colombiano, vera e propria leggenda del Cartello di Medellin e uno degli uomini più ricchi al mondo, venne ucciso lasciando, tra gli altri beni, la sua bellissima villa che era diventata anche una sorta di zoo. Tra le sue stravaganze, infatti, Escobar aveva comprato decine di migliaia di ettari di terra e, tra i vari sfizi, si era permesso una collezione di animali esotici.Alla sua morte la maggior parte degli animali non ce l'avevano fatta o erano stati trasferiti in giardini zoologici. Non però la coppia di ippopotami che era sopravvissuta e si era anche riprodotta in una ventina di esemplari: l'ambiente tropicale, l'abbondanza di acqua, vegetazione e spazio era l'ideale per questi "giganti".La notizia di questi giorni è legata all'uccisione di "Pepe", uno di questi esemplari. Una vera e propria caccia organizzata dal governo colombiano a cui le proteste animaliste hanno momentaneamente posto uno stop. In realtà il pachiderma è stato ucciso il 16 giugno scorso con tre colpi di fucile, ma la notizia si è diffusa solo in questi giorni quando sono state rese pubbliche le fotografie dell'animale morto. Il ministro dell'Ambiente, Carlos Costa, ha motivato l'apertura della caccia in seguito ad alcune segnalazioni che vedeva tre di questi ippopotami rei di aver ucciso alcuni altri animali e distrutto delle coltivazioni, oltre al fatto che avrebbero potuto trasmettere delle malattie. «E' solo questione di tempo prima che feriscano qualche persona» afferma Costa, sostenendo che la decisione è stata presa dopo il fallimento dei tentativi di catturarli per inviarli in uno zoo in Costa Rica.Le parole del ministro non placano però le critiche, incluse quelle del suo predecessore Juan Lozano che sottolinea come questa decisione sia «un precedente pericoloso». Marcela Ramirez, leader di una Ong per la protezione degl animali, sostiene che «nulla giustifichi la loro eliminazione. In Colombia esistono molte norme per la protezione degli animali, però molto poco rispettate».Daniel Samper Pizano, editorialista del quotidiano "El Tiempo", scrive in un articolo significativamente intitolato «La colombianísima muerte de 'Pepe'»: «La morte di Pepe [...] incarna la tipica soluzione colombiana». Il giornalista infatti sostiene che l'incapacità delle autorità nell'evitare che questi animali scappassero dalla "riserva di Escobar" equivale alla loro inefficenza nel catturarli e riportarli indietro. La scomparsa ed estinzione dei caimani, tigri e altri animali dalle foreste e fiumi colombiani è avvenuta con le stesse motivazioni con cui è stata decretata la "sentenza di morte" di Pepe.«Loro dicono che era diventato un "pericolo per la comunità" - continua Pizano - ma i contadini locali sostengono che erano legati a lui e si erano abituati alla sua presenza. Il vero pericolo per la comunità è che le autorità hanno trovato solo la soluzione nel fucile».
Animalieanimali
13 LUGLIO 2009
ALLARME UICN, SPECIE A RISCHIO, OBIETTIVI 2010 NON
SARANNO RAGGIUNTI
Pubblicato il nuovo studio
La sopravvivenza delle
specie selvatiche del pianeta è gravemente
minacciata. La denuncia è contenuta nel rapporto
2008 dell'Iucn, l'Unione mondiale per la
conservazione della natura alla quale partecipano
ben 140 Paesi. Lo studio viene pubblicato ogni 4
anni, quest'anno si intitola 'La vita selvatica in
un mondo in mutazione' e lancia l'allarme sullo
stato di salute della biodiversità, denunciando che
gli obiettivi per il 2010, riassunti nell'iniziativa
'count down 2010', non saranno raggiunti.
L'organismo è responsabile, fra le altre cose, della pubblicazione della Red List, ossia l'elenco delle specie animali e vegetali e della loro attribuzione a specifiche categorie di minaccia. Lo studio appena pubblicato prende in esame lo stato di 44.838 specie della Red List Iucn e presenta i risultati per gruppi di specie, regioni geografiche e habitat, offrendo un quadro davvero allarmante: 869 specie sono completamente estinte o estinte allo stato selvatico, una cifra che arriva a 1.159 se si aggiungono le 290 specie in pericolo critico di estinzione classificate come probabilmente estinte. Nel Pianeta si conoscono almeno 16.928 specie minacciate di estinzione, ma l'analisi si limita a solo il 2,7% degli 1,8 milioni di specie descritte e probabilmente gli esseri viventi estinti o in via di estinzione sono molti di più. Tra le specie in stato di criticità, quelle di acqua dolce: in Europa, sottolinea lo studio, il 38% dei pesci sono minacciati; in Africa dell'est il 28%. Ma anche le specie marine sono a rischio: secondo il rapporto una grande varietà di specie marine hanno subito perdite potenzialmente irreversibili a causa della pesca intensiva, dei cambiamenti climatici, delle specie aliene, dell'urbanizzazione delle coste e dell'inquinamento. Almeno il 17% delle 1.045 specie di squali e razze, il 12,4 % delle cernie e 6 su 7 delle specie di tartarughe marine sono minacciati di estinzione. Il 27% delle 845 specie di corallo che formano le barriere sono minacciate, il 20% sono quasi minacciate ed il 17% non sono sufficientemente conosciute per poter essere valutate. Se circa un terzo degli anfibi, più di un uccello su 8 e quasi un quarto dei mammiferi sono minacciati di estinzione, anche per gli alberi è stato di crisi: per alcune specie di piante, come le conifere e le cicadacee, la situazione è preoccupante: rispettivamente il 28% e il 52% delle loro specie sono minacciate di estinzione.
Animalieanimali
13 LUGLIO 2009
PESCA
A STRASCICO, MULTA E SEQUESTRO NEL GROSSETANO
Azione
della Guardia di Finanza
Gli uomini del Reparto
operativo aeronavale della Guardia di finanza hanno
bloccato un peschereccio intento nella pesca a
strascico su fondali vietati nelle acque di Punta
Ala, nel comune di Castiglione della Pescaia
(Grosseto), ovvero in una zona entro le tre miglia
dalla costa e su un fondale inferiore a 30 metri. Il
comandante del peschereccio è stato denunciato e
sanzionato con 2 mila euro, con conseguente
sequestro della rete (lunga circa 50 metri e altra
3) del valore di circa 8 mila euro.
Dall'inizio dell'anno, i reparti aeronavali toscani delle Fiamme Gialle hanno sequestrato 11 reti a strascico ed altrettanti divergenti (ossia le strutture metalliche poste a poppa per mantenere largo e capiente il sacco trainato), nonché 16 reti da posta, alcune delle quali pericolosamente posizionate senza segnalamenti in prossimità ed anche all'interno dei porti, verbalizzando in via amministrativa 25 operatori della pesca, uno dei quali denunciato all'Autorità Giudiziaria. I valori dei sequestri operati vengono stimati in oltre 60.000 euro, mentre le sanzioni a diverso titolo irrogate si attestano a circa 200.000 euro.
NOTIZIARIO
ITALIANO
13 LUGLIO 2009
UN RARO ESEMPLARE DI SQUALO MAKO DI 3 METRI
Lo “squalo di Hemingway” catturato al largo
di Catania
CATANIA - Uno squalo
mako (Isurus oxyrhinchus) è stato catturato nella
notte tra venerdì e sabato al largo della costa
catanese. Lo squalo, di sesso maschile, misurava
circa tre metri ed è stato pescato accidentalmente
da una barca impegnata nella pesca al pesce
spada. Al momento dello sbarco dell'animale, giunto
morto nel porto di Acitrezza in provincia di
Catania, sono intervenuti due ricercatori della
Necton Marine Research Society. I ricercatori hanno
raccolto i campioni biologici, di alcuni parassiti
presenti sullo squalo e dei dati morfometrici che
saranno inseriti all'interno della banca dati della
società di ricerca siciliana con sede a Catania, che
da dieci anni si occupa di ricerca nell'ambito della
biologia marina ed in modo particolare dello studio
di grandi animali marini come delfini, balene,
capodogli, squali. Isurus oxyrhinchus, conosciuto
come Squalo Mako, appartiene alla famiglia Lamnide.
Il suo habitat naturale è costituito dalle acque
tropicali e subtropicali. Si trova anche nel
Mediterraneo, ma lontano dalla riva. Di natura
aggressiva, si tratta dello stesso squalo di cui
parla Ernest Hemingway nel romanzo 'Il vecchio e il
mare'. "La presenza di animali come il mako nelle
nostre acque - spiegano gli esperti della Necton - è
importante al fine di mantenere in equilibrio
l'ecosistema. Appare dunque di fondamentale
importanza lo studio e la salvaguardia degli squali
allo scopo di prevenirne la scomparsa".
IL SANNIO
13 LUGLIO 2009
La
Lipu: «L’aquila vola su San Salvatore Centrale
permettendo...»
Provincia di Benevento - La Lipu sannita richiama
l’attenzione su un evento verificatosi nei giorni
scorsi presso il Monte Acero, nel comune di San
Salvatore Telesino che dovrebbe ospitare la centrale
a “biomasse” Vocem per la quale mercoledì 23 luglio
a Napoli è in programma la Conferenza dei servizi...
Che possa essere un’aquila con il suo volo a scongiurare
la realizzazione della centrale Vocem di San Salvatore
Telesino? La Lipu sannita richiama l’attenzione su un
importante evento verificatosi nei giorni scorsi presso
il Monte Acero, nel comune di San Salvatore Telesino
che, com’è noto, dovrebbe ospitare la centrale a
“biomasse” Vocem per la quale, com’è noto, mercoledì 23
luglio a Napoli è in programma la Conferenza dei
servizi.
IL SECOLO XIX
13 LUGLIO 2009
Gabbiani metropolitani cucciolo salvato dai pompieri
«Da qualche giorno una
coppia di gabbiani reali svezza il proprio cucciolo
sul tetto della casa di fronte, vista mare e VTE -
racconta Seccia nel suo reportage -. Alle prime
prove di volo il cucciolo, quasi un metro di
apertura alare, finisce su un poggiolo troppo
stretto per potere riprendere il volo. Il piccolo ha
“richiamato” i “genitori” tutta la notte con i suoi
pigolii dopo essere rimasto intrappolato sul
balcone. Al mattino l’intervento dei vigili del
fuoco per liberarlo. L’alloggio, infatti, non era
abitato il questo periodo. I vigili si sono calati
dal poggiolo soprastante ».E i vigili del fuoco alla
fine hanno liberato l’animale: «Lieta la conclusione
ma una domanda; come mai per fare e svezzare
cuccioli sempre più uccelli abbandonano i loro spazi
naturali per venire in città?»Una domanda
interessante quella lettore cronista: gli animali,
non solo i gabbiani, per le mutazioni del clima e la
loro “metropolizzazione”, si spingono sempre di più
nelle aree urbanizzate e popolate ricavando un loro
nuovo habitat, alla ricerca di cibo. Il fenomeno è
presente a Genova, ma in altre città europee e di
tutta la regione.In alcune metropoli sono stati
riscontrati anche fenomeni di urbanizzazione di
altre tipologie di animali. Alterano spesso le loro
abitudini. E sono oggetto di studio degli
specialisti del settore.
FOTO
IL MESSAGGERO
13 LUGLIO 2009
Salvataggio di un uomo in mare, a Tarquinia
Tarquinia (VT) -
Salvataggio di un uomo in mare, a Tarquinia.
Protagonista del recupero è stata una femmina di
labrador di 3 anni, alla sua prima stagione da
cane-bagnino. È accaduto in un tratto di spiaggia
libera in località Sant’Agostino dove Boca do Mar,
questo il nome del cane, si trovava insieme al
proprio conduttore, Emiliano Bufalini di 36 anni. La
coppia opera nell'ambito della collaborazione tra la
Scuola italiana cani salvataggio (Sics) e
l'associazione balneare villaggio Sant'Agostino. Le
unità cinofile sono coordinate dalla capitaneria di
porto di Civitavecchia.
Nel giorno d'avvio in Italia della stagione operativa della Sics, cane e conduttore hanno visto a 100 metri dalla riva un uomo in difficoltà a causa della corrente forte. Il labrador ha raggiunto insieme al conduttore il bagnante e lo ha trainato a riva tramite un salvagente detto baywatch. All'arrivo in spiaggia l'unità cinofila è stata accolta da un applauso. Da oggi a fine agosto 40 cani e conduttori saranno operativi a Marina Velca, Tarquinia, Sant'Agostino, Civitavecchia, Nettuno, Pozzuoli, Bacoli, Ischia, Agropoli Paestum.
VILLAGGIO
GLOBALE
13 LUGLIO 2009
Parco d'Abruzzo – Trovati i resti di un
giovane orso
Fuori dai confini ma aveva una marca
auricolare trasmittente. Dubbi del presidente del
Parco sulla validità del progetto lanciato anni fa
Gli scarsi resti di un
giovane orso sono stati rinvenuti ieri da personale
del Servizio di sorveglianza del Parco e del
dipartimento di Biologia Umana e Animale della
Università La Sapienza di Roma in Molise, località
Cerasuolo, in comune di Filignano, al di fuori del
perimetro del Parco.L'animale, che aveva circa 18
mesi, è stato pressoché completamente consumato da
predatori, per cui è stato possibile recuperarne
solo poche parti. L'esemplare era dotato di una
marca auricolare trasmittente, per seguirne i
movimenti nell'ambito della ricerca in corso volta a
determinare consistenza e distribuzione della
popolazione di orso bruno marsicano. Da alcune
settimane, tuttavia, il segnale radio si era perso,
per poi entrare di recente nella modalità che indica
l'assenza di movimento.
L'esiguità dei resti recuperati, come pure il fatto che la morte è da far risalire a parecchi giorni fa, rende molto problematico accertarne le cause: in ogni caso i resti, che sono stati trasportati presso la sede del Parco di Pescasseroli, verranno sottoposti alle analisi del caso presso l'Istituto Zooprofilattico per l'Abruzzo e il Molise.Salgono quindi a due gli esemplari di orso rinvenuti morti nel corso dell'anno. A queste perdite si contrappongono fortunatamente segnali incoraggianti di ripresa della popolazione: dopo l'ottimo numero di cuccioli nati nello scorso anno, almeno dieci, anche i primi avvistamenti di queste settimane testimoniano un buon tasso di riproduzione: sono infatti già stati avvistati cinque cuccioli nati durante l'inverno scorso. Considerato l'alternarsi di buone e cattive notizie sulla salute dell'orso bruno marsicano, il Presidente dell'Ente Parco, Giuseppe Rossi, ritiene però che si imponga, ormai, un momento di riflessione, assolutamente necessario, anche nel quadro della ricerca in corso, che coinvolga i vari attori interessati, partecipi del Patom (Piano di azione tutela orso marsicano). Bisognerà conoscere a fondo l'attuale situazione, individuare esattamente i provvedimenti più urgenti da assumere da altre Istituzioni, oltre a quelli già adottati dal Parco: anche se, come previsto nel progetto di ricerca, i dati conclusivi degli studi, che permetteranno l'elaborazione di un vero e proprio piano di gestione del plantigrado saranno disponibili nel 2010 al termine della ricerca. I vari organismi che aderiscono al Patom devono intanto assumersi le responsabilità che loro competono, proprio per aver sottoscritto quell'Accordo. Altrimenti non si potrà che dichiarare il fallimento di questo «strumento partecipativo» che tanto interesse aveva invece suscitato al momento della sottoscrizione. Non si vedono infatti, in proposito, impegni concreti da parte dei firmatari del Protocollo di intesa del luglio 2006 (regioni, provincie, parchi, ministero dell'Ambiente. Ispra-ex Infs). Purtroppo, spiace constatare che il coordinamento auspicato e previsto da parte della Regione Abruzzo finora non ha funzionato, che il Tavolo tecnico istituito non sta operando secondo programma, che la comunicazione e lo scambio di notizie tra partner praticamente non esiste. È importante fare il punto della situazione e rilanciare un forte impegno in favore dell'orso marsicano. L'Ente Parco continuerà naturalmente con determinazione nella propria azione di tutela e salvaguardia, mettendo in atto ogni ulteriore iniziativa possibile, sperando di trovare la necessaria collaborazione, non soltanto da parte delle pubbliche istituzioni, ma anche di chi sul territorio vive e opera.
ANSA
13 LUGLIO 2009
Animali: boom di rettili salvati da centro
fauna Modena
1. 400 animali recuperati in 6 mesi.
Centinaia rapaci e ungulati
MODENA - Sessanta
serpenti in sei mesi. Quasi tutti innocui colubri,
ma anche due pitoni. Sono 1.400 gli animali
recuperati dal centro 'Il pettirosso' di Modena.
Boom di rettili, ma anche pappagalli esotici, come
uno che nei giorni scorsi svolazzava sugli alberi di
un quartiere di Modena. Molti i rapaci diurni e
notturni (160). E gli ungulati: oltre 200 esemplari
di cervi, caprioli, cinghiali e daini. Nell'elenco
anche centinaia di merli, pettirossi, tordi e cince,
diversi ricci, 13 tassi e 18 istrici. (ANSA).
LIBERO
13 LUGLIO 2009
MODENA: CENTRO FAUNA SELVATICA, NEL 2009
RITROVATI 58 SERPENTI E 2 PITONI
Modena - Cinquantotto
serpenti e due pitoni ritrovati dagli operatori del
Centro fauna selvatica Il Pettirosso di Modena, in
sei mesi di attivita', dall'inizio dell'anno in
corso. Ma anche un piccolo di daino che si era
smarrito dopo un nubifragio a Montese, soccorso,
ormai stremato, da alcuni automobilisti, un 'bambi'
investito a Fiumalbo, diversi piccoli di pipistrello
recuperati a Modena e Carpi e un pappagallo esotico
trovato sugli alberi del quartiere Madonnina a
Modena. Complessivamente sono oltre 1.400 gli
animali selvatici salvati e curati dal Centro. Tra
questi figurano anche 15 animali esotici tra cui
diversi pappagalli sudamericani e due pitoni
recuperati nel parmense. Ma gli animali che hanno
impegnato maggiormente gli oltre 60 tra volontari e
veterinari del Centro sono stati sicuramente gli
ungulati: soprattutto daini, cinghiali e cervi,
oltre a 200 esemplari di capriolo di cui 33 ''bambi''
allattati nella struttura di via Nonantolana 1217 a
Modena che attualmente ospita complessivamente oltre
mille animali.
ASCA
13 LUGLIO 2009
CALDO:
ARRIVA L'AFA, OCCHIO DI RIGUARDO ANCHE PER GLI
ANIMALI
Roma - A soffrire le
conseguenze dell'estate torrida in arrivo non sono
solo gli esseri umani ma anche gli animali
domestici. Con l'occasione la Protezione Animali ha
stilato un decalogo per difendere dal solleone gli
animali d'affezione e selvatici. Ecco le dieci
regole d'oro per la sicurezza dei nostri amici.
1. Non lasciare mai un animale incustodito in auto. Nei giorni di sole, la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e l'auto si trasforma in un vero e proprio forno. Un animale lasciato in queste condizioni puo' morire in poco tempo; bastano anche solo 10 minuti - il tempo di fare una spesa veloce - per condannarlo a una morte orribile. 2. Animali rinchiusi in un'auto al sole. Se qualcuno dovesse vedere un animale rinchiuso all'interno di un veicolo deve pre-stare attenzione a eventuali sintomi che denotano un colpo di calore (difficile respirazione, spossatezza generalizzata); in tal caso il quattrozampe rischia di trovarsi in grave pericolo di vita e occorre rintracciare quanto prima il proprietario del veicolo. Se costui non fosse reperibile bisogna chiamare immediatamente le forze dell'ordine - compresa la Polizia Locale del comune interessato - che interverranno in caso di comprovata emergenza. I numeri di telefono 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 1515 (Corpo Forestale) sono tutti utilizzabili anche per questi casi. Nel frattempo si deve cercare comunque di creare ombra con i mezzi disponibili (es. giornali sul parabrezza), di versare dell'acqua all'interno per bagnare l'animale o, se possibile, farlo bere attraverso un'eventuale fessura del finestrino. 3. Assicurarsi che gli animali abbiano sempre accesso all'ombra e acqua fresca in abbondanza. Questo suggerimento riguarda soprattutto i cani tenuti nelle aziende, negli orti o nei recinti (specie se a catena), e quindi meno controllati rispetto a quelli in appartamento. Evitare sempre l'esposizione al sole diretto, anche nel caso dell'animale che passa alcune ore da solo in casa, in giardino/cortile o in terrazza. In caso di colpo di calore (ipertermia) - se ha la pelle che scotta, barcolla o cade a terra, e ha difficolta' a respirare - e' necessario abbassargli la temperatura mettendogli abbondante acqua fresca su tutto il corpo e contattare immediatamente il veterinario. 4. Non costringere i cani a sforzi eccessivi. Nei giorni piu' caldi portare il cane a passeggio di mattina e di sera per evitare che si bruci le zampe sul suolo caldo e per diminuire il rischio di ipertermia. A maggior ragione se si tratta di un animale anziano e/o con difficolta' respiratorie. Durante le passeggiate avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua e una ciotola.
MOTORI.IT
13 LUGLIO 2009
CdS: arriva l’obbligo di soccorso agli
animali feriti
La proposta dell’onorevole Giammanco
introduce nel Codice della Strada un principio
finora mai contemplato dal Legislatore
Alla vigilia
dell'esodo estivo, in cui molti animali domestici,
cani soprattutto, vengono abbandonati sulle nostre
strade e autostrade, una nuova norma allo studio
della Commissione Trasporti della Camera dei
Deputati potrebbe entrare in vigore e segna un
importante passo avanti in materia di mezzi di
soccorso per animali e incidenti con danno ad
animali.L'idea dell'onorevole Gabriella Giammanco (Pdl),
inserita come emendamento nella Proposta di Legge di
modifica al Codice della Strada, pone sotto una
nuova luce una questione praticamente mai
considerata come il soccorso agli animali.Chi
provocherà un incidente con danno ad uno o più
animali domestici, da lavoro o protetti, è tenuto ad
assicurare l'immediato intervento di un veterinario,
pena una sanzione amministrativa di 1500 euro. In
più, le ambulanze veterinarie potranno dotarsi di
lampeggianti e segnalatori acustici.''Si tratta di
una grande conquista - spiega Giammanco - per la
prima volta verrà inserito nel Codice della Strada
un principio mai contemplato dal legislatore. Il
rispetto nei confronti degli animali è un dovere
civico di primaria importanza, proprio delle culture
più progredite. La legislazione italiana, a piccoli
passi, sta raggiungendo traguardi significativi ma è
necessario che si acceleri questo percorso di
civiltà".
|
|
VIRGILIO NOTIZIE
13 LUGLIO 2009
Genetica/
Campus di Monterotondo festeggia il decennale
Polo di
eccellenza per studi su basi molecolari molte patologie
Compie dieci anni di attività il
centro di ricerca internazionale del Consiglio Nazionale delle
Ricerche 'A. Buzzati Traverso' di Monterotondo (Roma), che ha
dato un contributo cruciale per lo sviluppo e
l'internazionalizzazione della ricerca italiana in bio-medicina
e che è diventato un polo d'eccellenza all'avanguardia negli
studi sulle basi molecolari di patologie come il Parkison, le
tossicodipendenze e le sindromi cardio-vascolari. Un decennale
molto ricco dedicato a studi sui meccanismi molecolari delle
malattie umane, realizzati grazie
all'archivio dei modelli di topi mutanti "Emma" (European Mouse
Mutant Archive), una delle strutture ospitate
presso il campus insieme all'Unità di biologia del topo dell'European
molecular biology baboratory (Embl), all'Unità di Ematologia
molecolare dell'International centre for genetic engineering and
biotechnology (Icgeb) e all'Istituto di biologia cellulare del
Cnr (Ibc-Cnr). Ed è stata proprio l'interazione tra queste varie
componenti, da quella europea e Cnr, ai laboratori dell'Eni
sulla ricerca ambientale, la ragione del successo della
struttura, successo che l'Ente, visti gli ottimi risultati, è
intenzionato a potenziare nel prossimo futuro. Creato dal Cnr in
collaborazione con Eni Spa e dedicato ad Adriano Buzzati
Traverso, padre della biologia molecolare moderna in Italia, il
centro di Monterotondo è stato coordinato sin dall'inizio dall'Ibc-Cnr,
con la cooperazione di partners internazionali. "Il Campus - ha
detto per l'occasione Luciano Maiani, Presidente del Cnr -
racchiude conoscenze e mezzi di fondamentale importanza per
l'intera comunità scientifica italiana, comunitaria e mondiale".
Anche per il futuro, come ha auspicato Glauco Tocchini-Valentini,
capo della commessa Emma-Attività internazionali del Campus
presso l'Ibc-Cnr si prevedono ottimi risultati scientifici e una
sempre maggiore integrazione con i partner internazionali.
L'archivio di Emma è l'unica infrastruttura di questo tipo in
Europa ed è stata realizzata dal Cnr nell'ambito dei Programmi
Quadro Ue, come componente del progetto Infrafrontier dello
European Strategy Forum on Research Infrastructures (Esfri).
Emma ha già archiviato, mediante crio-conservazione, e
distribuito a ricercatori in tutto il mondo, oltre 1600 diversi
ceppi di topo, ognuno dei quali possiede mutazioni che producono
un modello specifico di malattie umane.: "L'Archivio Emma e le
strutture d'avanguardia per l'analisi dei ceppi mutanti - spiega
Francesco Baralle, direttore generale di Icgeb - sono stati e
saranno sempre più importanti per lo sviluppo della rete
scientifica di Icgeb". "Il topo - spiega ancora Glauco
Tocchini-Valentini è uno dei principali organismi modello per la
ricerca in bio-medicina - poiché oltre il 98% dei suoi geni,
così come moltissimi dei suoi tratti patologici, sono simili a
quelli umani". Ed è proprio avvalendosi di questa somiglianza,
ha aggiunto, che nell'ultimo decennio si è potuto produrre e
caratterizzare molti nuovi ceppi mutanti di topo, modelli delle
malattie di Parkinson, di disturbi mentali e comportamentali
(depressione, ansietà, ecc.), di malattie cardio-vascolari, di
leucemia, diabete e sclerosi multipla. Una delle ultime ricerche
effettuate grazie ad Emma ha permesso ai ricercatori di
individuare un nuovo modello di animale per lo studio "in vivo"
degli effetti della dipendenza da droghe d'abuso. "Assieme all'Ibc-Cnr
e Icgeb, a Monterotondo - conferma Nadia Rosenthal, capo
dell'Unità di biologia del topo di Embl - abbiamo raccolto le
esperienze, le infrastrutture e le tecnologie necessarie per la
creazione di un centro d'eccellenza a livello mondiale in questo
settore".
LA REPUBBLICA
13 LUGLIO 2009
RICERCA,
ARCHIVIO TOPI MUTANTI CNR MONTEROTONDO COMPIE 10 ANNI
Compie dieci anni di attività il
centro di ricerca internazionale del Consiglio Nazionale delle
Ricerche 'A. Buzzati Traverso' di Monterotondo (Roma). Un
decennio dedicato a studi d'eccellenza sui meccanismi molecolari
delle malattie umane, realizzati grazie all'archivio
dei modelli di topi mutanti Emma (European Mouse
Mutant Archive), una delle strutture ospitate presso il campus
insieme all'Unità di biologia del topo dell'European molecular
biology laboratory (Embl), all'Unità di Ematologia molecolare
dell'International centre for genetic engineering and
biotechnology (Icgeb) e all'Istituto di biologia cellulare del
Cnr (Ibc-Cnr). Creato dal Cnr in collaborazione con Eni Spa e
dedicato ad Adriano Buzzati Traverso, padre della biologia
molecolare moderna in Italia, il centro di Monterotondo è stato
coordinato sin dall'inizio dall'Ibc-Cnr, con la cooperazione di
partner internazionali. (omniroma.it)
IL SOLE 24 ORE
13 LUGLIO 2009
Influenza
suina: A/H1N1 non è uguale al virus tradizionale
Sempre nuovi dettagli si
aggiungono all`identikit del virus A/H1N1, responsabile della
pandemia dell`influenza suina. Un team di ricercatori
statunitensi e olandesi ha condotto
una serie di test sui furetti,
i cui risultati sono stati pubblicati su Science: le
sperimentazioni hanno dimostrato che la nuova influenza
attecchisce in particolare nel tratto respiratorio e intestinale
delle cavie, a differenza del virus della tradizionale influenza
stagionale che invece risiede soprattutto nella cavità nasale:
“Il nuovo virus è un po` più pericoloso rispetto a quello della
classica influenza – si legge nella ricerca – tuttavia non tanto
quanto H5N1, il virus dell`aviaria, o quello che condusse alla
pandemia di spagnola del 1918”.
Tra gli studiosi, comunque, non c`è ancora unanimità sulla facilità con cui l`influenza suina si trasmette: gli esperti di uno dei due team che hanno condotto gli esperimenti sostengono che il meccanismo di contagio è semplice, gli altri hanno notato una relativa difficoltà di trasmissione nel passaggio da una specie animale all`altra. H1N1, insomma, deve essere ancora studiato per capirne comportamenti e trasmissibilità.
SDAMY
13 LUGLIO 2009
A Rapa Nui
si nasconde l’elisir di lunga vita
Lo studio dell’università texana Secondo un recente studio,
effettuato in Texas, presso l’università di San Antonio,
nell’isola di Pasqua, situata nell’oceano Pacifico, si
troverebbe quello che puo’ essere ritenuto come un vero e
proprio elisir di lunga vita. La rapamicina, sostanza presente
nella terra dell’Isola di Pasqua, possiede un potere anti-aging
I risultati della ricerca, pubblicati nella rivista Nature, indicano nella rapamicina, il farmaco che contiene campioni di terra dell’Isola di Pasqua, l’ingrediente principale dell’elisir.Tra l’altro, il nome dell’Isola di Pasqua in lingua locale, Rapa Nui, deriverebbe proprio dalla rapamicina. Esperimenti effettuati in laboratorio utilizzando topi come cavie hanno dimostrato che la sostanza è in grado di incrementare l’aspettativa di vita media degli animali di circa un terzo. Per questo, come ha spiegato uno dei ricercatori, Arlan Richardson, la rapamicina potrebbe essere un potente rimedio anti-aging, prevenendo malattie ed acciacchi dovuti all’età e bloccando quindi il processo di invecchiamento. “Non ho mai visto una sostanza così promettente nel fermare l’avanzata dell’età“, ha dichiarato Richradson Eventuali impieghi della rapamicina nella lotta contro il cancro Sono già in corso ricerche per individuare eventuali impieghi curativi nel campo della lotta contro il cancro.
Gli effetti collaterali dell’elisir a base di rapamicina
ANSA
13 LUGLIO 2009
Pesce robot
controlla inquinamento
Partito
progetto di ricerca di consorzio centri europei
ROMA -
Un pesce-robot permettera' di comprendere
e imitare i movimenti dei pesci osservando come reagiscono ai
cambiamenti di flusso dell'acqua. E' partito un
progetto di ricerca di un consorzio di centri europei, dal quale
si ricaveranno molteplici applicazioni, dalle ricerche
biologiche, allo sminamento, al controllo dell'inquinamento. Il
prototipo potra' essere usato per studiare l'habitat marino
nelle vicinanze della costa, dove i robot sottomarini
tradizionalihanno difficolta' di manovra.
|