13 SETTEMBRE  2009

IL GIORNALE
13 SETTEMBRE 2009
 
Eutanasia
 
Ho letto l’articolo del dott. Grazioli in merito alla specialità che noi medici veterinari utilizziamo per l’eutanasia dei piccoli animali. Condivido completamente quanto scritto dal collega giornalista e spero che nessuno debba più assistere alla morte barbara di cani o gatti ai quali sia stato somministrato il farmaco senza una precedente anestesia o perlomeno, una profonda sedazione. Vari anni fa, ho assistito all’uccisione (non so come altro chiamarla) di una cane sanissimo di cui il proprietario voleva sbarazzarsi, in quanto l’animale gli aveva ucciso varie galline. Il cane, un maremmano quindi piuttosto massiccio, era tenuto bloccato da tre assistenti e un medico veterinario gli ha inoculato direttamente in vena il farmaco, senza sedazione. Il cane ha emesso un urlo agghiacciante, che non ho mai più udito da un animale dopo allora, un urlo che sembrava venire dall’oltretomba, poi si è accasciato con uno sguardo che ricorderò per sempre. Allibita, chiesi al collega perché mai avesse soppresso il cane in quel modo e lui mi rispose che non era obbligatorio sedare l’animale. Non è possibile che sia ancora permesso uccidere animali in questo modo. Tanto varrebbe fare come i vecchi contadini che sparavano ai cani un colpo di fucile in testa. Credo che la sofferenza sarebbe minore.
Spero che l’articolo del collega Grazioli non cada nel vuoto, non credo sia difficile apportare una piccola modifica al «bugiardino» del farmaco; questo permetterebbe di agire per vie legali contro medici veterinari, spero pochi, che dimostrano di non avere la minima sensibilità.
L’eutanasia ha una sua procedura che comporta un profondo rispetto dell’animale e della sua relazione con i suoi proprietari, che spesso assistono all’evento. Va effettuata con dovuta calma, con raccoglimento e con tutto il tempo necessario, in un posto tranquillo dove i proprietari possano piangere in pace il loro animale. è nostro dovere che l’animale arrivi a questo momento nel modo più rilassato e indolore possibile e che se ne vada passando dal sonno alla morte, altrimenti tanto vale cambiare il termine di «eutanasia».
Forlimpopoli (FC)

IL MATTINO
13 SETTEMBRE 2009
 
I carabinieri della stazione di Paternopoli salvano un cane utilizzato dai cercatori di tartufi
 
Paternopoli. I carabinieri della stazione di Paternopoli salvano un cane utilizzato dai cercatori di tartufi. Il setter inglese era caduto in una vasca colma di acqua utilizzata per l'irrigazione agricola, forse rincorrendo una preda. I militari, con l’aiuto di volontari, hanno provveduto a tirare il segugio dalla vasca. Rifocillato, è stato successivamente affidato al servizio veterinario dell’Asl per le cure del caso. Attraverso il microchip di cui era dotato è stato possibile identificare l'animale, regolarmente registrato all'anagrafe canina, risalendo dunque al proprietario. In tal modo il cane e il padrone si sono ritrovati.

SAVONA NEWS
13 SETTEMBRE 2009
 
Savona: oasi felina, ritrovo per i drogati della città
 
Savona - Non c'è pace per i gatti dell'oasi felina libera posta sotto il ponte di accesso alla fortezza del Priamar a Savona; dopo le incursioni notturne di grossi cani che avevano ferito gravemente alcuni gatti, ora è diventata ritrovo notturno di alcuni drogati. Quasi ogni mattina i Volontari della Protezione Animali che sfamano e curano i felini trovano, oltre alle tipiche siringhe, cucce rubate, reti divelte, porte stranamente cucite con fil di ferro ed i gatti spaventati e nascosti nelle vicinanze.
L'ENPA ha rinnovato la richiesta di aiuto alla Polizia Municipale, ai Carabinieri ed alla Questura, per intensificare la vigilanza in zona, anche nelle ore notturne. Ricorda inoltre che l'articolo 8 della legge regionale 23 del 2000, elaborato e proposto proprio dalla sezione savonese, detta norme precise un materia: "I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o di allontanarli dal loro habitat.", "La somministrazione di cibo e cura delle colonie feline da parte degli zoofili non può essere impedita", "E' vietato a chiunque ostacolare l'attività di gestione di una colonia o asportare o danneggiare gli oggetti impiegati"; e prevede per i trasgressori sanzioni fino a 516 euro.

Comunicato LAC
13 settembre 2009

Gatti torturati e uccisi a Codognè (TV) la LAC con una proprietaria mettono una taglia di 1.000 euro per assicurare alla giustizia il responsabile.
Continuano i ritrovamenti dei gatti morti.

Lo scorso primo settembre Romeo, un gatto tigrato e sterilizzato di una anziana signora residente in via Dalmazia a Cimetta di Codognè, abituato a stare nelle poltrone di casa, verso le 20 è rientrato in casa con delle vistose ferite e con il pelo intriso di escrementi di maiale e pieno di vermi.
La dottoressa Mirella Forest, medico di base e figlia dell’anziana signora, ha portato subito Romeo in un ambulatorio veterinario dove è morto sabato 5 settembre dopo cinque giorni di agonia; nel corpo del povero micio sono stati trovati segni di tortura, ovvero numerose ferite fatte probabilmente con un punteruolo.
La dottoressa Forest che ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri ha dichiarato: “Abbiamo consultato anche un medico psichiatra; chi ha compiuto un atto simile è una persona abituata fin da bambina alla violenza e potrebbe colpire anche le persone più deboli. Non è la prima volta che accadono fatti simili; tre gatti dei vicini erano spariti e un altro micio per tre volte è tornato a casa ferito. Per questo eravamo in allerta”.
Sabato 12 settembre si è verificato nuovamente un caso simile, questa volta a morire è stata una gatta della signora Angelina residente anch’essa in via Dalmazia; è ormai da troppo tempo che tra Codognè eFontanelle vengono denunciate uccisioni e sparizioni di gatti.
“In Italia abbiamo delle leggi che tutelano gli animali di affezione severamente- ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto – dobbiamo quindi far rispettare queste leggi e assicurare alla giustizia il responsabile delle torture affinché vengano elevate le pesanti sanzioni penali.
Con la dottoressa Forest abbiamo pertanto deciso di mettere una taglia di mille euro a disposizione di chi ci darà gli elementi utili per individuare il responsabile. Chi vuole effettuare queste segnalazioni mi può chiamare in ore pasti al 347/9385856”.
Lega per l’Abolizione della Caccia - Sezione del Veneto


 

            13 SETTEMBRE 2009
VIVISEZIONE - SPERIMENTAZIONE

CORRIERE FIORENTINO
13 SETTEMBRE 2009
 
ANIMALI DA ESPERIMENTO
La digestione si studia sul pitone
 
Pitoni? Potrà sembrare strano, eppure per cercare di capire meglio i meccanismi della digestione, dell'assorbimento e della utilizzazione dei principi nutritivi, questi serpenti si rivelano assai utili. A usarli, all'Università dell'Alabama , è Stephen Secor, esperto di fisiologia della digestione che da anni si dedica a questo tipo di ricerche. Ma perché proprio questi serpenti? Perché i pitoni, a secondo delle caratteristiche della specie, possono mangiare anche solo una o poche volte l’anno, prede anche di notevoli dimensioni (come piccoli suini selvatici) che sono in grado di digerire completamente. E' dunque evidente che in questi rettili, le risposte fisiologiche al consumo di cibo possono essere assai più «rilevabili», visti i tempi e l’impegno richiesto dalla digestione, rispetto a quelle di altri animali, che mangiano più spesso e in minori quantità; può quindi diventare molto più facile studiare i meccanismi coinvolti.

 
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