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L'ARENA GIORNALE DI VERONA 14 AGOSTO 2009
E nell'Est i felini scompaiono MONTEFORTE (VR). Sul monte Riondo una dozzina di «mici», negli ultimi mesi, si è letteralmente volatilizzata Denunciati ai Carabinieri anche alcuni episodi di maltrattamento e di morti sospette
Provincia di
Verona - Sul
Monte Riondo i
gatti si
volatilizzano,
ma c'è anche chi
s'è visto
tornare il micio
impallinato e ha
denunciato il
fatto ai
carabinieri. E'
Dora Bellin, che
abita al civico
24 di via Monte
Riondo, a
sollevare il
caso: «Ho due
femmine ed un
maschio e fino
alla fine di
giugno avevo
ospite anche il
gatto di mia
nipote. Un
giorno il gatto
è sparito, l'ho
cercato per un
mese ed è
proprio col tam
tam tra i vicini
che ho scoperto
un fatto strano:
nell'ultimo
periodo sono
spariti sei
gatti nella via
ed altri sette
poco fuori».
Alla donna
qualcuna delle
diciannove
famiglie della
sua strada dice
di provare a
cercare il gatto
in una vecchia
casa disabitata,
poco sotto la
sua, dove i
randagi si
ritrovano
abitualmente:
«Ci sono andata,
ma non ho
trovato nulla se
non ciotole
vuote». L'idea
che in zona si
sono fatti è che
la stagione
felina degli
amori,
accompagnata da
miagolii a più
voci, possa aver
disturbato
qualcuno: «Anche
perché nelle
notti
dell'ultimo mese
al coro dei
gatti seguiva
quello dei cani,
e
all'acquietarsi
dei cani la
ripresa dei
gatti e così
via. Per me è
inconcepibile,
però…». A darle
in qualche modo
una conferma
circa la
singolare
“evancesenza”
dei mici della
zona è stata, il
2 agosto, una
lettera che
tanto lei quanto
le altre
famiglie della
via si sono
trovate nella
cassetta della
posta. L'ha
firmata uno dei
residenti dopo
essersi visto
tornare a casa
il proprio gatto
con un pallino
da pistola ad
aria compressa
conficcato sotto
un occhio. La
lettera fa
riferimento a
«numerosi altri
episodi di
maltrattamento,
morti per
avvelenamento e
sparizione di
animali», fa
presente che
quel che gli è
accaduto è stato
oggetto di una
denuncia ai
carabinieri e si
appella al senso
di
responsabilità
dei vicini nel
vigilare. La
lettera si
rivolge anche
all'eventuale
responsabile
intimando lo
stop alle
macabre
pratiche. «Solo
qualche giorno
prima», dice
Dora Bellin,
«sono andata
anche io dai
carabinieri a
segnalare questi
strani episodi.
Ho voluto che
quello che sta
accadendo
diventasse di
dominio pubblico
per mandare un
segnale a chi è
responsabile,
per fargli
sapere che siamo
tutti all'erta e
prima o poi
potrebbe essere
colto con le
mani nel sacco».
L'ARENA GIORNALE DI VERONA 14 AGOSTO 2009
ERBEZZO (VR). La denuncia di una donna che d’estate soggiorna in paese e anche d’inverno sale a portar cibo agli animali Strage di gatti a Erbezzo Decine quelli avvelenati La signora che li sfamava: «Chi butta esche qua e là uccide anche altre specie qui invece si è voluta colpire la mia attività»
Erbezzo (VR)
- Ancora
gatti morti
avvelenati:
la strage
continua ad
Erbezzo. La
denuncia è
di Loredana
Garonzi,
impiegata
part-time in
un'agenzia
di
assicurazioni,
residente a
Verona ma
d'estate
villeggiante
ad Erbezzo,
che il suo
tempo libero
lo spende
nel dare
sostentamento
ai mici
randagi del
piccolo
Comune
montano.
LIBERO
14
AGOSTO
2009
PALERMO:
TROVA
GATTO SU
COFANO
AUTO E
LO GETTA
IN
DIRUPO,
DENUNCIATO
Palermo
- Lega
un gatto
con un
corda e
lo
lancia
da un
dirupo.
Accade a
Baucina,
in
provincia
di
Palermo,
dove i
carabinieri
hanno
denunciato
per
maltrattamenti
di
animali
un
65enne
disoccupato.
L'uomo
e' stato
notato
dai
carabinieri,
mentre
transitava
in
contrada
Rini con
una
corda in
mano,
intento
a
disfarsi
di un
fardello,
che alla
vista
dei
militari
l'uomo
non ha
esitato
a
lanciare
in un
dirupo,
provocando
presumibilmente
la morte
del
gatto.
Il
dirupo,
infatti,
e' molto
impervio
e non e'
stato
possibile
recuperare
l'esemplare
ferito,
nemmeno
la
carcassa
dell'animale.
Subito
bloccato
e
accompagnato
in
caserma,
l'anziano
si e'
giustificato
dicendo
che il
gatto,
senza
padrone,
da
giorni
si
aggirava
attorno
a casa
sua, ma
la cosa
che lo
ha fatto
andare
sulle
furie e'
stata
quella
di
trovarlo
accovacciato
sul
cofano
della
sua
auto,
cosi'
l'ha
catturato
e
lanciato
nel
dirupo.
UFFICIO
STAMPA
APAS
14
AGOSTO
2009
L'APAS
denuncia
gli
assassini
del
capriolo
a
Borgo
maggiore
(RSM)
San
Marino
-
L’Associazione
Sammarinese
Protezione
Animali
(APAS)
apprende
con
costernazione
quanto
accaduto
a
Borgo
Maggiore
(RSM)
nella
prima
mattinata
di
Giovedì
13
Agosto
u.s.
ovvero
la
barbara
uccisione
a
bastonate
di
un
capriolo
da
parte
di
spietati
balordi
che,
probabilmente
sotto
l’effetto
di
alcool
e
droga
hanno
massacrato
a
colpi
di
bastone
il
povero
animale,
sottraendone
poi
il
corpo.
Diversi
cittadini,
inorriditi
dalla
notizia
appresa
dai
giornali
si
sono
rivolti
all’APAS
per
chiedere
giustizia
e
per
far
sì
che
i
colpevoli
del
disumano
ed
efferato
gesto
vengano
severamente
puniti
ai
sensi
dell’art
282
bis
del
Codice
Penale.
Il
Consiglio
Direttivo
APAS
si
attiverà
quanto
prima
per
sporgere
denuncia
contro
ignoti,
invitando
le
forze
dell’ordine
ad
indagare
con
massima
attenzione
per
catturare
appunto
i
malviventi.
L’atto barbaro compiuto ai danni di un povero e mansueto animale, la cui unica “colpa” è stata quella di avvicinarsi troppo al centro abitato, andando incontro così ad una fine tragica e dolorosa, ha ferito la sensibilità di molte persone, che si sono sentite offese nella propria appartenenza ad una società civile ed evoluta, scevra da violenza e da sopraffazione verso esseri indifesi, i quali, nel caso specifico sono parte del patrimonio indisponibile dell’intera comunità. Allo stesso modo è forte la preoccupazione che atti del genere possano essere frutto di un malessere esistenziale che pervade alcune persone, alienate e annoiate, che passano la notte a bere e a drogarsi, sfogando le proprie frustrazioni, attraverso atti di indicibile violenza come quello citato. L’APAS, si augura che un tale deplorevole episodio rappresenti un fatto isolato, da condannare in assoluto e che esso non costituisca un esempio da seguire per i giovani, i quali, al contrario manifestano nei confronti degli animali e verso la natura grande sensibilità e motivazione personale. Il Consiglio Direttivo APAS invita segnatamente coloro che avessero indizi, testimonianze, nuovi elementi da apportare sulla triste vicenda, a rivolgersi alla brigata della Gendarmeria di Borgo Maggiore, dove l’APAS stessa nella giornata di lunedì 17 Agosto formalizzerà la denuncia.
LA
GAZZETTA
DI
MODENA
14
AGOSTO
2009
Cane
sotto al
treno:
un'odissea
MODENA -
Un cane
investito
dal
treno
non è un
fatto
comune.
Ma
diventa
un
episodio
unico se
il
macchinista
si ferma
per
recuperare
l’animale
ferito e
allerta
il
capostazione
che
mobilita
i
colleghi
per
salvare
la
bestiola.
Il
fatto è
successo
ieri
sulla
linea
Modena -
Sassuolo,
a
pochissima
distanza
da
piazza
Manzoni.
L’animale
stava
attraversando
un
sottopassaggio
buio
assieme
a un suo
amico:
solo che
lui era
di
colore
scuro e
il
convoglio
di
‘Gigetto’
non ha
fatto a
tempo ad
accorgersi
di
quello
che
stava
succedendo.
Quando
ha
sentito
i guaiti
il
macchinista
si è
fermato
e la
mobilitazione
dei
ferrovieri
è stata
totale.
Solo che
i loro
sforzi
in
quegli
attimi
sono
stati
frustrati
dalle
incomprensioni
col
centralino
del
Comune
di
Modena.
Uno dei
dipendenti
Atcm si
è così
sentito
in
dovere
di
correre
dal
primo
ambulatorio
veterinario
privato,
caricando
il cane
ferito e
sanguinante
sulla
vettura.
La
storia
ha avuto
un lieto
fine. Il
veterinario
ha
fornito
le prime
cure e
ha
rassicurato
i
soccorritori
sulle
condizioni
di
salute
dell’animale.
Nel
frattempo
è
arrivato
l’accalappiacani,
non
appena
identificato
il luogo
dov’era
stato
portato
il cane,
e anche
il suo
proprietario,
identificato
dal
numero
di
cellulare
scritto
su una
targhetta
attaccata
al
collare.
L’Ufficio
Diritti
degli
Animali
del
Comune
si è
mosso in
parallelo
per
verificare
la
destinazione
della
vittima
dell’incidente.
Risultato:
il cane
è stato
portato
dal
veterinario
di
fiducia
del
proprietario
e lì è
rimasto
per
qualche
ora per
controllare
gli
esiti
delle
medicazioni
e in
serata è
stato
rientrato
a casa.
LA
NUOVA
SARDEGNA
14
AGOSTO
2009
Sgozzate
sette
mucche
di
Maria
Antonietta
Cossu
SEDILO
(OR).
Criminali
con
l’animo
dei
carnefici.
Sono
i
misteriosi
individui
che
nella
notte
fra
martedì
e
mercoledì
hanno
colpito
duro.
Prima
hanno
tramortito
-
pare
a
martellate
o a
colpi
di
crick
- e
poi
sgozzato
sette
capi
bovini,
lasciati
al
pascolo
brado
in
un
terreno
di “Lure”,
località
campestre
quasi
al
confine
tra
l’agro
di
Sedilo
e
quello
di
Dualchi.
Il
proprietario
del
bestiame,
Pietro
Depalmas,
81
anni,
ha
scoperto
il
massacro
alle
prime
luci
dell’alba
di
avantieri,
poco
dopo
aver
raggiunto
il
suo
podere
per
la
consueta
cura
delle
bestie.
Alla
vista
di
quella
carneficina
l’anziano
allevatore
è
rimasto
visibilmente
scosso,
ma è
rimontato
subito
in
auto
dirigendosi
in
caserma
per
sporgere
denuncia
contro
ignoti.
La
crudeltà
con
cui
i
feroci
“macellai”
hanno
agito
lascia
pochi
dubbi
sulla
volontà
di
intimorire
con
quel
sinistro
“messaggio”
l’ultraottuagenario
allevatore.
Che
tuttavia
risulta
un
messaggio
d’incomprensibile
lettura,
tenuto
conto
dell’ottima
reputazione
di
cui
Pietro
Depalmas
gode
in
paese.
Resta
un’ipotesi,
ma
la
tesi
di
un
avvertimento
o di
una
ritorsione
sembrerebbe
avvalorata
dalla
scelta
degli
attentatori
di
infierire
solo
sui
capi
adulti,
risparmiando
circa
una
ventina
di
vitelli. Tra
l’altro
la
cruenta
esecuzione
ha
richiesto
tempo
e
metodica:
i
poveri
animali
sono
stati
condotti
nel
paddock
accanto
alla
stalla,
immobilizzati,
quindi
storditi
a
sprangate
sul
cranio
per
poi
essere
scannati
e
lasciati
agonizzanti
nel
box.
Sull’
episodio
indagano
i
carabinieri
della
stazione
e
quelli
della
compagnia
di
Ghilarza.
Ci
sono
due
gravi
precedenti:
Pietro
Depalmas
era
già
finito
nel
mirino
degli
attentatori,
che
nel
2002
piazzarono
un
ordigno
nella
stalla
di
“Pranoscula”
devastando
la
struttura
e le
attrezzature
meccaniche;
mentre
qualche
anno
dopo
gli
fu
decimato
un
gregge
di
pecore.
C’è
un
nesso?
ASYLUM
14 AGOSTO 2009
DECAPITA IL SUO CAVALLO CON LA MOTOSEGA E LO DA IN PASTO AI CANI
C'è chi ha dichiarato il suo amore malato per gli equini, l'uomo di cui vi parliamo oggi ha dato un'ulteriore prova di dove può arrivare la follia dell'orrore umano. Un californiano è accusato di aver decapitato un cavallo con la motosega dandolo in pasto ai suoi cani e dovrà affrontare un processo per crudeltà contro gli animali.Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe colpito il suo cavallo con un martello e poi gli avrebbe tagliato la testa con la sega elettrica. La macabra esecuzione avrebbe avuto luogo nella fattoria dell'uomo, in un paese sperduto tra le montagne. All'inizio sembrava che ad attaccare e uccidere il cavallo fossero stati i 40 cani di Ziniuk, ma lo sceriffo intervenuto ha pensato che difficilmente un animale a quattro zampe può impugnare un martello.
Ziniuk si dichiara non colpevole e dice che amava molto l'animale, di nome Grizzle, che sarebbe stato già morto quando il proprietario è intervenuto. Il veterinario non è dello stesso parere, secondo l'autopsia il cavallo sarebbe stato ancora vivo al momento del "taglio". L'uomo potrà affrontare una condanna fino a 3 anni e 8 mesi di carcere. LA ZAMPA.IT 14 AGOSTO 2009
Genova, gli animalisti liberano il cinghiale Piero: "Ora è clandestino" «Era stato "arrestato" a maggio dalla polizia provinciale perchè aveva morso una persona»
GENOVA - Il cinghiale Piero, mascotte di via Carso a Mignanego, nella estrema periferia di Genova, catturato perchè solito avvicinare le persone in cerca di cibo e per sottrarlo alle battute di caccia finalizzate, è stato liberato nei giorni scorsi con un blitz da un gruppo di animalisti che hanno operato durante la notte. Ne dà notizia il Corriere Mercantile di Genova. Il cinghiale Piero, ormai diventato amico degli esseri umani, era stato "arrestato" a maggio dalla polizia provinciale perchè aveva morso una persona. Dopo l’arresto, anche il popolo di Facebook ha ritenuto di concorrere a salvarlo. Piero era stato confinato in una gabbia di 3 metri per 3, ufficialmente per «salvarlo dalle battute di caccia». Qualche notte fa un gruppo animalista ha portato a termine la liberazione del cinghiale: le griglie della gabbia sono state tagliate e Piero è tornato in libertà. Nella rivendicazione, diffusa per web e su alcuni muri della città, si afferma di «aver deciso di restituire la libertà a Piero distruggendo la sua prigione con la complicità della notte. Ora Piero è clandestino».
MESSAGGERO
VENETO
14
AGOSTO
2009
Nell'area
festeggiamenti
torna
la
corsa
sugli
asini
Porcia
(PN)
- PORCIA.
In
origine
a
Porcia
si
montavano
gli
asini
in
competizione
due
volte
l’anno,
durante
la
Pasqua
e,
ad
agosto,
in
occasione
della
Festa
dell’Assunta.
Succedeva
più
di
un
secolo
fa,
quando
la
“corsa
dei
musi”
nasceva
come
una
sfida
tra
le
comunità
dei
vecchi
borghi.
Anche
all’epoca,
come
oggi
e
dopo
ben
107
edizioni,
la
vittoria
veniva
proclamata
di
fronte
alla
porta
d’accesso
alla
torre
campanaria:
il
primo
fantino
che
in
groppa
al
suo
asino
superava
i
concorrenti
nel
tragitto
dal
mussodromo
alla
torre
conquistava
il
diritto
di
salirvi
fino
alla
cima.
Oggi,
nell’area
festeggiamenti
di
via
delle
Acacie,
con
inizio
alle
19.30,
sarà
questa
la
tradizione
che
una
decina
di
ragazzi
di
Porcia
in
groppa
ad
altrettanti
asini
(prestati
da
privati
allevatori
della
bassa
friulana)
andranno
a
rievocare.
«Da
qualche
anno
abbiamo
apportato
ulteriori
accorgimenti
–
spiega
Giacomo
Perin
del
comitato
festeggiamenti
– a
tutela
degli
animali
e
per
la
sicurezza
dei
fantini:
per
cui,
diversamente
dalla
tradizione,
dopo
alcuni
giri
all’interno
del
mussodromo
questi
scenderanno
e
cercheranno
di
portare,
a
piedi,
il
proprio
asino
fino
alla
torre.
La
corsa
è
tutta
su
sterrato».
La
manifestazione
è
una
delle
principali
attrattive
della
sagra
dell’Assunta,
che
si
concluderà
domenica.
Domani,
intanto,
Festa
dell’Assunta
dopo
la
santa
messa
delle
18
ci
sarà
la
processione
dei
fedeli
nel
centro
storico
accompagnata
dalla
banda
musicale
di
Porcia.
Il
sipario
calerà
invece
domenica:
dopo
l’esibizione
dell’orchestra
“Rossella
Ferrari
e i
Casanova”,
l’estrazione
dei
biglietti
della
lotteria
e,
alle
24,
l’immancabile
spettacolo
pirotecnico.
LA TRIBUNA DI TRVISO
14 AGOSTO 2009
Osei in mostra
Vittorio Veneto (TV) - Ferragosto a Vittorio Veneto è come dire «Plurisecolare mostra mercato degli uccelli», una storia che si perde nei secoli e che l’associazione «’l Gavinel», presieduta da Pierfrancesco Comis, mantiene di estrema attualità. E’ un appuntamento che negli ultimi tre anni ha visto affluire a Vittorio Veneto tanti visitatori quanti gli abitanti della città, circa 28.000. La festa comincia alle prime luci dell’alba. A partire dalle 5 girando per Serravalle si potrà gustare il canto di allodole, merli, sasselli, prispoloni, fringuelli, tordi, quaglie che partecipano al Concorso Canoro 2009. In palio oltre 3.000 euro. Alle 6,30 in via Antonello da Serravalle apre la «Mostra animali da cortile» e alle 7,30 in via Parravicini quelle di «Farfalle e insetti» e dell’artigianato locale. E poi costumi medioevali, uccelli rapaci e falconeria.
SAVONA NEWS
14 AGOSTO 2009
Noli (SV): liberate le tre civette soccorse a giugno dall'Enpa
![]()
Noli (SV) - Liberate in una zona protetta le tre civette soccorse a Noli lo scorso giugno dai volontari della Protezione Animali.
I piccoli, dopo essere cresciuti in via Cavour e avviati al centro di recupero di Bernezzo sono state liberate nell'entroterra.Nei prossimi giorni, i rappresentanti dell'Enpa incontreranno gli amministratori povinciali per risolvere il grave problema del soccorso, della cura e della riabilitazione della fauna selvatica in difficoltà.
LA REPUBBLICA DI PARMA
14 AGOSTO 2009
ABBANDONA UN GATTO IN STRADA, DENUNCIATA DAL TRIBUNALE DEGLI ANIMALI
Parma - Abbandona il suo gatto sulla strada a Parma: individuata e denunciata per il reato di abbandono di animali. Il fatto è accaduto in via Bavagnoli nella giornata di mercoledì 12 Agosto. Verso le 18.30 da un’auto Mercedes ClasseA grigio metallizzata guidata da una donna si ferma in via Bavagnoli. Un gattino maschio di pochi mesi viene scaraventato nel mezzo della strada, quindi l’auto si allontana. Un cittadino di Parma che assiste alla scena, dopo aver preso il numero di targa dell’auto, riesce anche a recuperare il gattino che nel frattempo si era nascosto in un giardino limotrofo al luogo dell’abbandono e a portarlo in salvo presso la propria abitazione, dove il micino – dopo le cure veterinarie – si trova tuttora al sicuro. L’uomo si è successivamente rivolto al Tribunale degli Animali di Aidaa di Parma raccontando quanto avvenuto. Immediatamente il presidente nazionale Aidaa ha deciso di sporgere denuncia penale nei confronti della persona responsabile di questo ignobile gesto.
“Non è facile cogliere in flagrante qualcuno che abbandona gli animali, in questo caso grazie soprattutto alla prontezza di spirito del signore che ha assistito alla scena siamo stati in grado di denunciare alle autorità l’autore dell’abbandono di un micio di 4 mesi lasciato in mezzo alla strada nella calda giornata di mercoledì scorso. Pur essendo chiusa la sede del Tribunale degli Animali di Parma per il periodo estivo – dice Lorenzo Croce presidente di Aidaa – ho ritenuto necessario procedere immediatamente alla stesura ed all’invio della denuncia penale ipotizzando il reato di abbandono di animale contro la persona autrice di questo ignobile gesto. Ringrazio pubblicamente il cittadino di Parma che con la sua prontezza di riflessi ha reso possibile l’individuazione dell’autrice del fatto – continua Croce – ringraziamento ancora più sentito in quanto il cittadino in questione non solo non si è voltato dall’altra parte, ma si è messo a disposizione fornendoci la testimonianza indispensabile per procedere con la denuncia, ed inoltre si è preso carico del gattino, salvandolo da morte quasi sicura. Si tratta forse di un piccolo gesto – conclude Croce – ma che comunque, anche in questo caso, rappresenta l’alta civiltà dei cittadini parmensi”.
IL GAZZETTINO DI PADOVA 14 AGOSTO 2009
Non abbandonate gli animali. Nè quelli domestici e neppure quegli esotici
Nicoletta Cozza
Padova - «Non abbandonate gli animali. Nè quelli domestici e neppure quegli esotici». L’appello arriva da Alessandro Zan, neo assessore all’Ambiente, che sta avviando una serie di iniziative per tutelarli. Alcuni incontri si sono già tenuti, altri sono in agenda nei prossimi giorni, visto che questo è il periodo in cui purtroppo molti proprietari non si fanno scrupolo di lasciare al loro destino bestiole di tutti i tipi, comprese quelle arrivate clandestinamente in Italia come souvenir, nascoste in valigia in modo da bypassare dogane e controlli.«Il numero degli animali esotici che vengono abbandonati - ha osservato Zan - è in continuo aumento, come mi hanno confermato gli uomini della Guardia Forestale ai quali ieri mattina ho chiesto di fare il punto sulla situazione. In certi casi si tratta di specie innocue, in altri, invece, di soggetti che costituiscono un pericolo per l'incolumità. Il problema è che non sono registrati e quindi è pressoché impossibile risalire ai proprietari che li hanno importati in modo illecito. Vale la pena di ricordare, comunque, che la legge prevede per il reato di abbandono un anno di reclusione e un’ammenda minima di 10 mila euro, il cui importo però sale qualora gli animali lasciati soli arrechino danni a cose, o a persone.L’assessore, intanto, ha iniziato li incontri con le associazioni di volontariato presenti sul territorio. «Ce ne sono tante e parcellizzate - ha spiegato - e quindi l’ideale sarebbe riuscire ad avviare un tavolo di coordinamento che le riunisca, visto che l'obiettivo è lo stesso per tutte. Mi piacerebbe che a partire da settembre si potessero avviare delle iniziative coordinate, che vadano oltre gli interventi dell’Ulss che sono invece finalizzati alla sterilizzazione degli esemplari che vivono nelle colonie».Alessandro Zan, inoltre, si prefigge anche un altro obiettivo: riuscire a coinvolgere gli anziani nella realizzazione di alcune casette da collocare all’interno dell’area dell’ex Macello dove da tempo vivono alcuni gatti, grazie al fatto che ci sono delle persone sensibili che si prendono cura di loro dandogli da mangiare. «Questa - ha concluso - potrebbe essere una prima iniziativa, a costo zero per le casse comunali, ma che consentirebbe di dare un segnale concreto e positivo per la tutela degli animali presenti sul nostro territorio».
LIBERO
14 AGOSTO 2009
ANIMALI: SU TRATTO CAMPANO A3 STRISCIONI SALERNO FUTURISTA CONTRO ABBANDONI
Salerno - ''Non tradirlo, l'abbandono e' un crimine''. Recitano cosi' gli striscioni affissi nella notte nel tratto campano della Salerno-Reggio Calabria dagli attivisti dell'associazione culturale "Salerno Futurista - CasaPound Italia".''Completa la scena del crimine un peluche che rappresenta gli animali domestici che ogni anno vengono abbandonati per una non meglio specificata maggiore liberta' di andare in vacanza da parte di gente senza scrupoli - afferma il responsabile cultura di Cpi Campania Luca Lezzi - Nonostante l'ampliamento delle pene e' dura a morire questa cattiva consuetudine che ogni estate si ripete provocando la morte di cuccioli e animali incapaci di badare a se stessi privi dell'affetto di una famiglia che loro non tradirebbero mai! Le azioni a difesa degli animali non si concluderanno oggi ma ci vedranno impegnati su svariati fronti, l'associazione culturale si fara' promotrice della situazione degli animali 'detenuti' nei canili comunali e di una vasta opera di sensibilizzazione nelle scuole alla ripresa dell'attivita' scolastica tramite il Blocco Studentesco''.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 14 AGOSTO 2009
Lav: a Palio Siena troppi incidenti Appello degli animalisti a previgilia di corsa dell'Assunta
FIRENZE - 'Troppi incidenti al Palio di Siena: due cavalli feriti a luglio, almeno 48 animali morti negli ultimi decenni'. LA ZAMPA.IT 14 AGOSTO 2009
Gigius, il cane innamorato prende il treno per la Francia Aldo, il padrone: «Adora stanare camosci e cervi ma per le femmine...»
SILVIA GARBARINO
LA ZAMPA.IT 14 AGOSTO 2009
"Normale, hanno un universo olfattivo che li fa orientare" Parla l'etologo Pier Vittorio Molinario
Gigius,
capace
di
andare
in
treno
a
Modane
e
ritorno
a
quattro
zampe
a
Bardonecchia,
è un
cane
eccezionale?
Non
lo
pensa
l’etologo
Pier
Vittorio
Molinario
che
ride
e
dice:
«No,
è un
cane».
KATAWEB 14 AGOSTO 2009
Le responsabilità dei produttori, dei medici veterinari e dei sindaci Bocconi avvelenati, i pericoli per cani e gatti d'estate (Ordinanza Salute - GURI 13 del 17.1.2009)
L'ordinanza è di
pochi mesi fa ma
torna di
attualità ora,
durante le
vacanze, quando
i nostri cani di
città si trovano
spesso in luoghi
nuovi e
sconosciuti. Il
pericolo dei
bocconi
avvelenati non
va sottovalutato
ed è bene sapere
che esistono
delle regole
molte severe.
Eccole.
IL
TIRRENO
14 AGOSTO
2009
Laghetto
senza cigni
L'ultimo è
malato
Gabriele
Noli
VIAREGGIO
(LU). Nel
“Laghetto
dei Cigni”
adesso di
cigni non ce
ne sono più.
L’ultimo
rimasto è
stato
trasferito a
Livorno per
essere
curato.
Sandra
Palmucci,
che gestisce
il canile
comunale e
conosce la
storia del
povero
animale,
assicura che
«il cigno,
una femmina,
non è in
gravi
condizioni.
È
continuamente
monitorato e
a breve
potrà
tornare a
Viareggio in
un’area che
dovrà
comunicare
il Comune».
Anche le
oche del
laghetto,
seppur
ferite, non
destano
preoccupazione:
«Quella con
il becco
rotto ormai
si alimenta
autonomamente,
la frattura
è presente
da troppo
tempo per
poterla
risanare.
L’altra oca,
quella con
l’ala
fratturata,
sarà
sottoposta
ad un
intervento.
La Palmucci
si augura
che il
“Laghetto
dei Cigni”
sia
sottoposta
ad un’opera
di bonifica:
«E’
necessaria -
dice - le
fratture
delle oche
non sono
casuali,
sono atti di
crudeltà.
Sarebbe
opportuna
una diversa
sistemazione
per gli
animali,
possibilmente
in un luogo
in cui non
si possa far
loro del
male».
LA
PROVINCIA
PAVESE
14
AGOSTO
2009
Gambolò,
controlli
ai cani
dei
nomadi
GAMBOLO’
(PV). L’Asl
ha
mandato
un
controllo
al campo
nomadi,
dove
vivono
alcune
famiglie
sinti.
Alcuni
di loro
hanno
dei cani
e
l’azienda
sanitaria
locale
in
accordo
col
Comune
si è
mossa
per
controllare
lo stato
di
salute
degli
animali.
«Sì, uno
dei
nostri
veterinari
-
spiegano
i
responsabili
dell’Asl
-
mercoledì
12 ha
effettuato
una
visita
al campo
nomadi
di
Gambolò
per
verificare
le
condizioni
di
detenzione
di
alcuni
cani. Il
verbale
relativo
al
sopralluogo
non
appena
in
possesso
della
direzione
del
dipartimento
aziendale
di
compentenza
sarà
trasmesso
al
sindaco
di
Gambolò».
L’ultima
parola
toccherà
quindi
al
sindaco
Elena
Nai, nel
caso in
cui
venissero
riscontrate
anomalie.
Non
sarebbe
il primo
provvedimento
che
arriverebbe
dal
Comune
riguardante
la
comunità
sinti. A
gennaio
era
stata
emessa
un’ordinanza
di
sgombero,
dal
momento
che le
roulotte,
che si
trovano
su un
lembo di
terreno
ai bordi
della
strada
che
conduce
alla
frazione
Remondò,
erano
ritenute
d’intralcio
al
traffico.
I nomadi
hanno
però
ricorso
al Tar
ottenendo
la
sospensiva.
Al
momento
è tutto
fermo e
nei
prossimi
mesi il
tribunale
si
pronuncerà,
decidendo
se i
sinti,
che sono
cittadini
gambolesi
a tutti
gli
effetti,
potranno
rimanere
sul
terreno
oppure
dovranno
spostarsi.
SESTO POTERE 14 AGOSTO 2009
Vacanze, anche cani e gatti devono essere muniti di un passaporto quando viaggiano
Roma - Con la stagione delle vacanze che entra nel vivo, molti europei si preparano a lasciare l'ufficio e a soggiornare in un altro paese. Che vi apprestiate a fare trekking nei Carpazi, esplorare le isole del Mediterraneo o visitare le tante attrazioni culturali e architettoniche del continente, è comunque importante conoscere i propri diritti e portare con sé i documenti necessari per un viaggio piacevole e senza intoppi.Valigie già pronte? Non dimenticate la carta d'identità - anche se non ci sono controlli alle frontiere interne dell'UE (ad eccezione di Regno Unito, Irlanda, Cipro, Romania e Bulgaria), bisogna portare la carta d'identità o il passaporto per i viaggi in aereo, o anche solo per mostrare chi siete in caso di prenotazione alberghiera.Anche cani, gatti e furetti devono essere muniti di un passaporto per animali quando viaggiano: si tratta di un documento rilasciato dal veterinario e indicante che l'animale è stato vaccinato contro la rabbia. Se vi recate col vostro animale a Malta, in Irlanda, nel Regno Unito, in Finlandia o in Svezia, è obbligatorio sottoporlo a un trattamento contro le zecche e la tenia.A volte, gli spostamenti da e verso casa possono causare qualche problema: può capitare di perdere l'aereo o la navetta, oppure ancora il bagaglio. In quanto passeggero di un aereo, però, ciascuno di noi ha dei diritti precisi, e può ricevere un rimborso. Da qualche tempo, le norme europee permettono di confrontare più facilmente i costi dei voli: i prezzi pubblicizzati devono comprendere tutte le tasse e le spese aggiuntive.Il cellulare ci permette di tenerci in contatto coi nostri cari che sono rimasti a casa, e in alcuni casi è un'àncora di salvezza. Gli elevati costi del roaming hanno spesso scoraggiato chi voleva chiamare dall'estero, ma le nuove norme hanno introdotto limiti di 0,43 euro al minuto per le chiamate in un altro paese dell'UE e di 0,19 euro per le telefonate ricevute. L'invio di un sms non costa più di 0,11 euro.Infine, è utile sapere che in tutta l'UE si può usare il 112 come numero unico di emergenza . Il 112 può essere chiamato da qualunque paese dell'Unione europea e da qualunque tipo di telefono, fisso o mobile. BIG HUNTER 14 AGOSTO 2009
Cani e aggressività: presto nuove regole
I ripetuti fatti di cronaca che negli ultimi mesi hanno visto cani apparentemente docili aggredire e in alcuni casi uccidere delle persone, hanno costretto a rivedere le regole sull'aggressività canina, attualmente è infatti in corso una revisione della legislazione in materia. Viene perciò messa in discussione l'ordinanza voluta dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini che ha sostanzialmente annullato la lista delle razze “pericolose”, sulla base del nuovo concetto che la responsabilità del comportamento dei cani ricade direttamente sul proprietario.Forse la questione non è così semplice e vanno considerati altri elementi, quali anche le caratteristiche genetiche e fisiche e sociologiche del cane. Un aspetto da non sottovalutare secondo recenti studi sono, per esempio, le ragioni di base di queste improvvise crisi di “pazzia”. Secondo ricercatori dell'Università di Vienna i cani manifestano alcune reazioni simili a quelle dei bambini, come gelosia e frustrazione, spesso aggressive. Frederike Range, del dipartimento di neurobiologia e ricerca cognitiva dell'Università di Vienna, ha infatti sottolineato: "I cani hanno uno spiccato senso della giustizia e quando percepiscono di essere trattati ingiustamente, allora, diventano gelosi". IL TEMPO 14 AGOSTO 2009
Antrodoco (RI) Forestale, equini infetti Denunciati due allevatori In seguito all'ordinanza del primo cittadino di Micigliano relativa al caso di equini risultati positivi ai test seriologici, i forestali del comando stazione di Antrodoco hanno proceduto ad una serie di controlli sugli equini nelle località Treu e Maiuri accertando in due situazioni che i proprietari di alcuni muli, risultati postivi al test sierologico per l'anemia infettiva, anziché essere custoditi in stalla, lontano da altri equini per evitare il contagio, venivano invece utilizzati per attività di esbosco.
Antrodoco (RI) - Considerato che il sindaco aveva emesso un'ordinanza relativa appunto alla custodia degli animali contagiati, i forestali hanno proceduto al sequestro degli animali infetti affidandoli ai relativi proprietari per la custodia. Oltre al sequestro, ai due allevatori sono stati denunciati per una serie di violazioni: dal mancato rispetto dell'ordinanza, alla potenziale diffusione di malattia a danno al patrimonio zootecnico. L'attività di controllo nel settore zootecnico da parte della Forestale è particolarmente attiva nel periodo estivo. Animalianimali 14 AGOSTO 2009
PIEMONTE,
UNA
FIRMA
PER
SALVARE
I
CAPRIOLI
Dopo
l’estate
2006 in
cui si
verificarono
un
interesse
mediatico
ed uno
sdegno
dell’opinione
pubblica
senza
precedenti
a
denuncia
degli
abbattimenti
dei
caprioli,
si
riparte
peggio
di
allora.
LIBERO
14
AGOSTO
2009
Caldo,
stambecchi
in
pericolo
Al Gran Paradiso morti la metà
L'innalzamento
delle
temperature
legato
ai
cambiamenti
climatici
sta
mettendo
a
rischio
la
sopravvivenza
degli
stambecchi
proprio
nel
loro
ambiente
simbolo:
il
Parco
nazionale
del
Gran
Paradiso,
a
cavallo
tra
la
Valle
d'Aosta
e il
Piemonte.
L'allarme
è
stato
lanciato
dall'Unione
Internazionale
per
la
Conservazione
della
Natura
(Iucun)
per
le
Liste
Rosse
che
ha
iniziato
a
considerare
la
specie
come
vulnerabile
visto
che
la
popolazione
di
stambecchi
presente
nel
Gran
Paradiso
insieme
a
quelle
del
gemello
francese
Parco
della
Vanoise
e
del
Parco
Nazionale
Svizzero
sta
vivendo
momenti
difficili
con
un
declino
superiore
al
35
per
cento.
Nel
solo
Gran
Paradiso
si è
passati
da
5.000
capi
nel
1993
agli
attuali
2.600.
«Quello
che
sta
emergendo
dagli
studi
condotti
anche
nel
Parco
è
che
il
declino
delle
popolazioni
sia
legato
alla
caduta
della
sopravvivenza
dei
capretti
di
stambecco
che
non
riescono
a
raggiungere
il
primo
anno
di
vita
e
scompaiono
già
durante
le
fasi
finali
della
stagione
estiva»,
spiega
Bruno
Bassano,
responsabile
del
servizio
scientifico
e
veterinario
del
Parco
del
Gran
Paradiso.
Studi
recenti
hanno
dimostrato
esserci
un
legame
tra
la
caduta
della
sopravvivenza
dei
capretti
e i
fattori
climatici,
legati
al
riscaldamento
globale.
Sulle
praterie
alpine
infatti
ci
sono
negli
ultimi
anni
primavere
troppo
calde
che
favoriscono
una
rapida
crescita
della
vegetazione,
producendo
un
foraggio
poco
nutriente
e
poco
proteico
per
i
cuccioli.
LA
NUOVA
VENEZIA
14
AGOSTO
2009
Pipistrelli,
topi
o
gatti
e
oche
da
salvare
PADOVA.
Ci
sono
i
pipistrelli
che
si
annidano
nelle
abitazioni,
i
gatti
che
salgono
sui
tetti,
le
oche
intrappolate
in
mezzo
ai
laghetti
e
c’è
persino
l’elefante
che
precipita
sull’argine.
Gira
e
rigira
a
intervenire
sono
sempre
loro,
i
vigili
del
fuoco.
Il
loro
ordinamento
prevede
anche
la
salvaguardia
e la
protezione
degli
animali,
ma
durante
i
loro
interventi
si
va
ben
oltre
il
«protocollo
previsto».
I
pompieri
amano
gli
animali
e lo
dimostrano
ogni
giorno.
Ecco
alcuni
degli
interventi
più
curiosi
successi
negli
ultimi
anni.
«I
pipistrelli
entrano
nelle
abitazioni
e i
cittadini
hanno
paura
e
chiamano
-
racconta
l’ispettore
dei
vigili
del
fuoco
Gabriele
Griggio
- le
nostre
squadre
intervengono,
chiudono
le
porte,
tranquillizzano
i
residenti
e
fanno
uscire
l’animale
dalla
finestra.
Poi
ci
sono
i
topi,
sia
piccoli
che
grandi,
che
si
intrufolano
negli
appartamenti
e
causano
scompiglio.
E
anche
in
questo
caso,
chi
credete
che
chiami
la
gente?
Nel
centro
storico
qualche
volta
veniamo
chiamati
di
notte
perché
ci
sono
lungo
le
riviere,
le
oche,
rimangono
tutte
in
un
isolotto
circondato
da
acqua
e
fango
e
magari
starnazzano.
Poi
ci
sono
i
gatti
che
salgono
su
tetti,
alberi
e
grondaie
e
non
riescono
a
scendere.
Tempo
fa a
Campo
San
Martino
c’era
un
elefante
unica
attrazione
di
un
circo.
I
domatori
l’avevano
portato
a
brucare
l’erba
e
non
riusciva
a
risalire.
Ci
hanno
chiamato:
abbiamo
fatto
come
fosse
stato
un
grosso
furgone.
Il
domatore
lo
ha
imbragato
e
l’abbiamo
sollevato.
Spesso
gli
animali
da
stalla
finiscono
dentro
le
vasche
del
liquame
o
scappano
e
noi
interveniamo.
In
questo
modo
facciamo
150-160
intervenuti
di
recupero
animali
all’anno. E
l’intervento
non
finisce
con
la
salvezza
dell’animale,
bisogna
pensare
anche
alla
sua
tutela,
bisogna
trovare
il
proprietario
che
accetti
la
restituzione
o
affidare
a
dei
veterinari
o
alla
guardia
forestale
lo
sfortunato
esemplare.
ANSA 14 AGOSTO 2009
Animali: si estingue capra apuana, dimezzati capi in 10 anni Sono rimasti 400 esemplari, dieci anni fa erano 1000
MASSA (MASSA CARRARA) - E' sull'orlo dell'estinzione la capra apuana, una delle poche razze che resiste ancora allo stato brado. La popolazione era a quota mille esemplari dieci anni fa, mentre oggi si e' praticamente dimezzata superando di poco i 400 capi. Il Parco della Apuane sta studiando incentivi per i pastori che ancora portano avanti la tradizione della transumanza.
IL
TIRRENO
14
AGOSTO
2009
Lotta ai
predatori
di
pecore
CASTEL
DEL
PIANO
(GR).
Dopo gli
incontri
con le
associazioni
di
categoria
degli
agricoltori,
gli
allevatori
e le
associazioni
ambientaliste
e di
protezione
animali,
sul
problema
delle
aggressioni
dei
predatori
alle
greggi,
la
Provincia
passa
all’azione.
Dalla
seconda
metà di
agosto e
per
tutto
settembre,
la
Polizia
provinciale
effettuerà
sopralluoghi
specie
nelle
zone
degli
attacchi.
«Il
compito
delle
guardie
provinciali
- spiega
l’assessore
allo
Sviluppo
rurale
Enzo
Rossi
che
coordina
l’iniziativa
insieme
all’assessore
alla
Polizia
provinciale
Patrizia
Siveri -
sarà
quello
di
vigilare
ed
effettuare
indagini
sul
campo,
con
l’aiuto
degli
allevatori,
per
rilevare
la
eventuale
presenza
del
lupo,
utilizzando
vari
metodi
tra i
quali
quello
del
richiamo.
Ma anche
segnalare
la
presenza
di cani
abbandonati,
inselvatichiti
e
incrociati
con il
lupo che
sono, a
detta
degli
allevatori,
il
problema
principale».
«In
tutto -
continua
l’assessore
- sono
stati
programmati
20
sopralluoghi
a cui se
ne
potrebbero
aggiungere
altri in
futuro,
se
ritenuti
necessari.
Per ogni
uscita
verranno
impegnati
3
uomini».
«Come è
stato
più
volte
ricordato
-
commenta
Rossi -
ad
attaccare
le
greggi
sono
spesso
cani
randagi
in cerca
di cibo.
Mentre
nel caso
del lupo
il
nostro
margine
di
azione è
fortemente
limitato
dalla
legge,
per
quanto
riguarda
i cani
si
cercherà
di
risolvere
il
problema
agendo
su più
fronti.
Tra
l’altro
la
Provincia
chiederà
alla
Regione
Toscana
di
sostenere
finanziariamente
l’azione
dei
Comuni
per
attivare
in tempi
brevi i
piani di
cattura».
«Ci
stiamo,
inoltre,
muovendo
con la
Regione
-
aggiunge
Rossi -
affinchè
il
Ministero
e la
Comunità
europea
individuino
specifiche
misure
per la
salvaguardia
del
lavoro
degli
allevatori
nelle
zone
dove il
lupo è
ormai
insediato.
Al
riguardo
il
presidente
Leonardo
Marras
sta
lavorando
con
l’assessore
regionale
Anna
Rita
Bramerini
per
realizzare
a
Grosseto,
nel mese
di
ottobre,
una
giornata
di
studio
di
livello
nazionale
che
coinvolga
il
Ministero
dell’Ambiente
e la
Commissione
europea
nella
individuazione
di
opportune
soluzioni”.
Animalianimali 14 AGOSTO 2009
CON L'AUMENTO DEL CALDO SI RIMPICCIOLISCONO I VOLATILI Secondo una ricerca australiana durante l'ultimo secolo, durante il quale le temperature sono cresciuto dello 0,7 per cento, alcuni uccelli si sono ridotti del 4 per cento.
Aumenta il
caldo si
rimpiccioliscono
i volatili.
Secondo una
ricerca
australiana
durante
l'ultimo
secolo,
durante il
quale le
temperature
sono
cresciuto
dello 0,7
per cento,
alcuni
uccelli si
sono ridotti
del 4 per
cento. IL GAZZETTINO 14 AGOSTO 2009
NOVE (VI) - Il sindaco Manuele Bozzetto invita a non creare falsi allarmi sulla vicenda della moria di uccelli Anatre morte, nessun pericolo La causa della strage resta ignota ma non ci sono rischi per l’uomo. Resta il divieto di balneazione
Nove (VI) - “Invito tutti a non creare falsi allarmismi. Qui non c’è alcuna situazione di pericolo e ogni preoccupazione per la salute dell’uomo in merito a quello che è accaduto negli ultimi dieci giorni con la moria di anitre è del tutto ingiustificata”. L’appello lanciato ieri dal sindaco di Nove, Manuele Bozzetto, è quanto mai chiaro e tranquillizzante, sia per i cittadini che per tutti quelli che frequentano l’Oasi del Brenta a Nove. D’altra parte il responso dell’Ulls 3 sulla morte di alcune anatre nel laghetto di Crosara di Nove era già stato chiaro nei giorni scorsi: escluse tutte le principali malattie infettive dei volatili, quale ad esempio l’aviaria e l’intossicazione botulinica da decomposizione dei vegetali, che avviene normalmente nei laghetti nella stagione calda. Ieri a mezzogiorno l’amministrazione comunale, accompagnata dai servizi veterinari dell’Azienda Sanitaria locale, dalle forze dell’ordine e da alcuni volontari ha incontrato la stampa proprio per fare chiarezza sulle paure che sono sorte da queste segnalazioni.“Non c’è alcun pericolo per l’uomo – ha ribadito Bozzetto – anche se adesso vogliamo andare a fondo della questione e attraverso tutte le analisi possibili vogliamo trovare la causa della morte di questi animali. L’ultimo peraltro risale a due giorni fa e a seconda del parere del veterinario si tratta anche di un esemplare piuttosto vecchio, che potrebbe aver ingerito qualche cibo avariato, quindi non si tratta delle nuove nidiate”. “In ogni caso, valutata bene la situazione, ho voluto emanare un’ordinanza che vieta la balneazione in quest’area dell’alveo del Brenta; vieta la distribuzione di cibo agli animali e l’abbandono di rifiuti che possono essere ingeriti dalle anatre. Inoltre abbiamo provveduto ad aumentare anche il volume di acqua nel laghetto, per contrastare le problematiche legate al gran caldo di questi giorni”. E sulla questione del biglietto d’ingresso che ha sollevato tanti pareri discordi? “Voglio sottolineare che la quota di dieci euro è stata inserita per disciplinare l’utilizzo della zona. Chi usufruisce degli spazi interni all’Oasi, del parcheggio e dei servizi è giusto che paghi una sorta di ‘pedaggio’ mentre chi vuole accedere all’Oasi a piedi e portare con sè un tavolino, delle sedie o l’occorrente per un pic-nic lo può fare liberamente e a costo zero. Sul fatto che i novesi non pagano mi sembra che anche in questo non servano molte spiegazioni. Diamo un servizio ai nostri cittadini che già sono contribuenti con le loro tasse per il mantenimento dell’area. E soprattutto voglio evidenziare che gli introiti non fanno cassa, bensì vengono reinvestiti nel miglioramento e nella gestione dell’Oasi stessa”. Animalianimali 14 AGOSTO 2009
PADOVA, TROVA UN PITONE NEL WATER. E CE N'E' UN ALTRO IN GIRO! Lungo un metro e mezzo, è stato catturato da un erpetologo. C'è la denuncia per un altro serpente reale a piede libero in città.
Pitone
reale di
un metro
e mezzo
ritrovato
comodamente
"acciambellato"
sul
pavimento
del
bagno in
una casa
del
Bassanello.
A far la
scoperta
da
brivido
la
coppia
residente
nell'appartamento.
Il
pitone,
uscito
dal
water, è
stato
catturato
da un
erpetologo
intervenuto
per
risolvere
la
situazione
che
stava
facendosi
complicata.E
ora si
cerca un
altro
rettile
della
stessa
specie,
di oltre
un metro
e del
quale è
stata
denunciata
la
sparizione,
ancora
libero
di
girare
per la
città e
le case
dei
padovani.
LA
NUOVA
VENEZIA
14
AGOSTO
2009
Scappa
un
altro
pitone,
è
psicosi
di
Enrico
Ferro
PADOVA.
A 24
ore
dalla
cattura
del
pitone
nell’abitazione
di
via
Tomitano,
scatta
l’allarme
per
la
fuga
di
un
altro
rettile.
Si
tratta
ancora
una
volta
di
un
pitone
reale,
stavolta
maschio,
lungo
circa
un
metro
e
mezzo.
E’
fuggito
mercoledì
sera
da
un’abitazione
di
Vigodarzere,
in
via
Udine
7.
Ed è
già
scoppiata
la
psicosi.
NUOVO
CASO.
Via
Udine
è la
piccola
porzione
di
un
quartiere
residenziale
appena
fuori
dal
centro
di
Vigodarzere.
Charlene
Piccinato,
24
anni,
teneva
in
casa
il
rettile
dal
2002.
Ormai
Lupin,
questo
il
nome
scelto
per
il
serpente,
era
a
tutti
gli
effetti
un
animale
domestico.
Conviveva
con
un
cane
e un
gatto,
in
perfetta
armonia.
«Stiamo
ritinteggiando
le
pareti
interne
dell’abitazione
-
racconta
Jaqueline,
la
madre
di
Charlene
-
abbiamo
aperto
tutte
le
finestre
per
far
asciugare
il
colore
e
verso
le
21
di
mercoledì
ci
siamo
resi
conto
che
Lupin
era
sparito.
Abbiamo
provato
a
cercarlo
sia
in
casa
che
in
giardino,
poi
ci
siamo
arresi
e
abbiamo
chiesto
aiuto
ai
carabinieri».
I
militari
del
Radiomobile
di
Padova
hanno
perlustrato
da
cima
a
fondo
l’area
intorno
all’abitazione
di
via
Udine,
dalle
23
fino
all’una
di
notte.
Ma
niente
da
fare.
In
un
primo
momento,
appena
dato
l’allarme,
i
carabinieri
hanno
ipotizzato
che
si
trattasse
della
padrona
del
pitone
trovato
in
via
Tomitano.
Ma i
tempi
non
coincidono.
«Il
nostro
è
rimasto
a
casa
fino
a
mercoledì
pomeriggio
-
sottolinea
la
donna
-
l’altro
invece
è
stato
avvistato
la
prima
volta
sabato
notte».
AL
BASSANELLO.
Lo
choc
non
è
ancora
stato
superato.
Paolo
Iemmolo
e la
compagna
Valeria
sono
ancora
frastornati
dall’esperienza
fatta
all’interno
delle
mura
domestiche.
Sabato
notte
nel
bagno
di
casa
Paolo
ha
trovato
un
pitone
dietro
il
water.
Il
rettile
non
ha
esitato
a
saltare
all’interno
della
tazza
scendendo
poi
giù
lungo
lo
scarico,
nel
momento
in
cui
l’uomo
ha
iniziato
a
urlare.
In
quell’istante
è
stato
dato
l’allarme,
con
la
richiesta
di
intervento
a
carabinieri,
vigili
urbani
e
vigili
del
fuoco.
Successivamente
è
stata
chiesta
un’ispezione
anche
ai
tecnici
di
Aps,
ma
del
serpente
nessuna
traccia.
L’animale
ha
fatto
capolino
sempre
nel
bagno
dell’appartamento
al
civico
15
di
via
Tomitano
quattro
giorni
dopo,
verso
le
22
di
martedì.
Valeria
si
stava
lavando
le
mani,
quando
ha
rivisto
il
pitone
accanto
al
termosifone.
Il
compagno
è
riuscito
a
tenerlo
a
bada
con
un
bastone,
spostandolo
poi
all’interno
del
box
doccia.
I
vigili
del
fuoco
hanno
contattato
l’erpetologo
Mauro
Ghidotti,
che
l’ha
catturato.
Fino
ad
ora
però
nessuno
non
si è
fatto
vivo.
Non
si
sa
da
quanto
tempo
fosse
in
libertà
e
per
quanto
sia
rimasto
tra
le
tubature
della
rete
fognaria.
L’ERPETOLOGO.
«Ho
provato
a
chiamare
la
Forestale
ma
non
sono
riuscito
a
mettermi
in
contatto
con
nessuno,
sarà
per
il
periodo
di
ferie
-
rivela
Mauro
Ghidotti,
l’erpetologo
intervenuto
in
via
Tomitano
-
nel
frattempo
il
pitone
resta
al
Tiger
Experience
di
Campolongo
Maggiore.
Resto
comunque
in
attesa
di
indicazioni».
Ghidotti
era
stato
messo
in
allerta
dai
vigili
del
fuoco
già
sabato
notte,
dopo
il
primo
avvistamento.
«Martedì
sera,
quando
mi
hanno
richiamato,
sono
corso
in
via
Tomitano
-
racconta
- il
rettile
era
stato
rinchiuso
nel
box
doccia,
ma
non
ho
dovuto
faticare
per
catturarlo».
Il
pitone
reale
è
originario
dell’Africa
occidentale:
lo
si
trova
in
particolare
nel
Togo,
nel
Ghana
e
nel
Gabon.
E’
un
serpente
mansueto
e
non
velenoso.
In
particolare,
quello
catturato
è un
esemplare
femmina
di
circa
4
anni,
lungo
un
metro
e
mezzo.
«Il
suo
habitat
è la
boscaglia,
le
aride
radure
africane.
Però
ama
vivere
anche
sei
mesi
l’anno
sottoterra,
nelle
tane
abbandonate
di
altri
animali».
ANCORA
ALLERTA.
Dopo
la
denuncia
fatta
dai
proprietari
del
rettile
di
Vigodarzere,
Ghidotti
è
stato
messo
nuovamente
in
allerta.
«I
vigili
del
fuoco
mi
hanno
chiamato
mercoledì
sera,
comunicandomi
la
scomparsa
del
pitone
dall’abitazione
di
Vigodarzere.
Sono
episodi
simili
ma
del
tutto
casuali,
collegati
a
distrazioni
o
comunque
ad
abbandoni.
In
luglio
e
agosto
abbiamo
sempre
un
piccolo
degli
animali,
esotici
e
non,
abbandonati.
E’
un
comportamento
stupido
perché
esistono
centri
che
li
possono
ospitare
anche
per
lunghi
periodi
e
comunque
se
ne
possono
stare
tranquillamente
a
casa.
Riescono
restare
anche
cinque
mesi
senza
mangiare.
Hanno
un
altro
metabolismo
rispetto
a
noi».
MATTINO
DI
PADOVA
14
AGOSTO
2009
Due
casi
in
due
giorni
PADOVA
-
Due
casi
in
due
giorni.
Due
pitoni
fuggiti,
ma
solamente
uno
ritrovato.
Con
la
paura
che
qualche
altra
famiglia
venga
terrorizzata.
Le
foto
qui
accanto
mostrano
la
cronistoria
di
queste
due
giornate
al
limite
dell’irreale.
MARTEDI’
SERA.
Poco
dopo
le
21
in
un
appartamento
al
piano
terra
del
condominio
al
civico
15
di
via
Tomitano
viene
trovato
un
pitone
lungo
un
metro
e
mezzo.
I
padroni
di
casa
l’hanno
avvistato
la
prima
volta
quattro
giorni
prima
e
l’animale
ricompare
accanto
al
water.
Qui
accanto
ecco
la
foto
del
rettile
sul
piatto
della
doccia.
L’immagine
è
stata
immortalata
dal
padrone
di
casa
con
il
telefonino.
Sempre
martedì
sera
i
vigili
del
fuoco
richiedono
l’aiuto
di
Mauro
Ghidotti
(nella
foto
al
centro),
erpetologo.
L’esperto
riesce
a
catturare
l’animale,
per
poi
consegnarlo
in
custodia
al
Tiger
Experience.
MERCOLEDI’
SERA.
Sembra
uno
scherzo.
Ma
non
lo
è. I
carabinieri
ricevono
una
telefonata
da
una
famiglia
di
Vigodarzere.
Charlene
Piccinato,
residente
in
via
Udine
7,
dice
di
aver
perso
il
suo
serpente:
un
pitone
reale
maschio,
lungo
circa
un
metro
e
mezzo.
I
militari
si
precipitano
a
casa
della
ragazza,
dove
sono
tornati
anche
ieri
pomeriggio
(l’intervento
nell’ultima
delle
tre
foto)
per
ulteriori
accertamenti.
I
proprietari
del
rettile
hanno
ammesso
di
aver
lasciato
tutte
le
finestre
aperte.
In
questo
periodo
stanno
ritinteggiando
le
pareti
interne
dell’abitazione
e
serviva
riciclo
d’aria
per
far
asciugare
il
colore.
Il
pitone,
di
nome
Lupin,
ne
ha
approfittato
ed è
scappato.
LA
PSICOSI.
La
gente
ora
ha
paura.
Sia
in
via
Tomitano
a
Padova,
che
in
via
Udine
a
Vigodarzere,
la
gente
si
guarda
intorno
con
circospezione.
L’assessore
all’Ambiente
Alessandro
Zan
ha
proposto
l’istituzione
di
appositi
controlli
e
multe
per
tutti
coloro
che
abbandonano
gli
animali
domestici
ed
esotici.
IL GAZZETTINO 14 AGOSTO 2009
La Capitaneria di porto recupera altre due tartarughe in difficoltà PUNTA SABBIONI
Giuseppe Babbo
Provincia di Venezia - Tartarughe spiaggiate recuperate dalla Capitaneria di Porto. Questa volta ad essere state recuperate sono stati due giovani esemplari della specie “caretta caretta”, entrambe dal peso di un chilo e mezzo rinvenute lo scorso mercoledì nella spiaggia di Punta Sabbioni e a riva dell’isola di Sant’Andrea. La segnalazione è partita da alcuni turisti che avevano notato i due animali a riva e subito recuperati dai militari della Guardia costiera che successivamente hanno consegnato le tartarughe alle cure degli esperti della facoltà di veterinaria dell’università di Padova. Gli esemplari, riportavano lungo tutto il corpo ed il carapace numerosi “balani” (chiamati anche “denti di cane”), ovvero piccoli parassiti marini che solitamente incrostano gli scogli e le carene delle barche e che potevano portare al decesso delle stesse tartarughe essendosi formati in parti vitali come gli occhi e la bocca, andando ad impedirne l’apertura e pertanto limitando le funzioni vitali. Non appena le tartarughe verranno ripulite dai “balani” saranno rilasciate in mare come accadrà questa mattina per una tartaruga di 30 chili recuperata domenica scorsa sempre nella laguna nord e curata nei giorni scorsi dagli stessi esperti dell’università di Padova. La Capitaneria di Porto raccomanda di tenere le tartarughe in una bacinella con acqua dolce o salata o di avvolgerle in uno asciugamano umido, di non togliere i “balani” ed eventuali corpi esterni presenti sul corpo (lenze e ami) e di telefonare al 1530. LA REPUBBLICA 14 AGOSTO 2009
FERRAGOSTO, "GHIACCIOLI" DI PESCE E FRUTTA PER OSPITI BIOPARCO
"Sabato 15 e domenica 16 agosto, dalle ore 11 fino alle 16 al Bioparco di Roma si potrà assistere ai pasti degli animali. I visitatori grandi e piccoli potranno partecipare e festeggiare il giorno di Ferragosto in compagnia degli animali del Bioparco". E' quanto si legge in una nota del Bioparco di Roma. "In particolare alla Valle degli orsi - prosegue il testo - si potranno vedere i quattro esemplari di orso bruno tuffarsi nella grande piscina alla ricerca del loro ghiacciolone preferito, a base di pesce e frutta fresca. Sandro, Nino e Luca, che sono tre fratelli nati nel 1996, in questo periodo di caldo torrido amano sgranocchiare il cibo in acqua, così si nutrono e si rinfrescano allo stesso tempo. Non sono da meno i macachi del Giappone che non mancheranno di tuffarsi nella loro piscina, alla conquista del loro ghiacciolo di yogurt o di frutta fresca, come susine, banane, meloni ecc. Le due elefantesse asiatiche Nelly e Sophia amano alternare il loro pasto, a base di erba e frutta freschissima, con docce rinfrescanti e bagni di fango che utilizzano come una crema protettiva contro i raggi solari". "I lemuri del Madagascar festeggeranno il ferragosto insieme al piccolo lemure Catta nato da qualche settimana da mamma Kintana, mangiando cocomeri, verdura e frutta mista di stagione. Gli Scimpanzé pranzeranno con frutta e verdura, come carote o patate lesse oppure canne di bambù piene di yogurt o frutta congelata. A festeggiare il loro primo ferragosto ci saranno anche Primo, il piccolo di zebra di Grant nato tra la notte del 19 e il 20 giugno nell'area della Savana, e Nausicàa la piccola di tapiro Terrestris nata tra la notte del 6 e 7 agosto nell'area del Sud America". "Inoltre, alla fattoria dei bambini, si possono osservare tutti gli animali domestici di una tipica fattoria: mucche, pecore, conigli, galline, maialini e le due asinelle sarde - conclude la nota - Per concludere la giornata, c'è il pasto delle foche che in questo periodo mangiano tra i 5 e i 7 chili di pesce al giorno". Questo è l'orario dei pasti: macachi, ore 11; lemuri, ore 11.30; elefanti, ore 12; orsi, ore 12.30; scimpanzé, ore 14.30; ippopotami anfibi, ore 15; "A tu per tu con la Fattoria, ore 15.30; foche, ore 16.
LIBERO
14
AGOSTO
2009
Canada,
spariti
9
milioni
di
salmoni
La carica dei nove milioni di scomparsi. Dove sono i salmoni rossi? In Canada se lo chiedono in molti visto che ne mancano all’appello circa nove milioni. Un’assenza che si nota: era attesa l'ondata di salmoni nati nel 2005 in acqua dolce, che hanno raggiunto l'oceano due anni più tardi per tornare in acqua dolce per deporre nel quarto anno di vita prima di morire. All’appuntamento però non si è presentato quasi nessuno. per il terzo anno consecutivo il governo di Ottawa ha interdetto la pesca del salmone rosso sia a scopo commerciale che ricreativo lungo il Fraser River, ma la misura non sembra essere servita a molto. E il quotidiano Globe and Mail parla già di «catastrofe» per le comunità native che vivono lungo il corso d'acqua e che vivono essenzialmente di pesca.Per gli ambientalisti i motivi di questo drastico calo di presenze è dovuto alla pulce di mare, un parassita nato negli allevamenti lungo il fiume, che avrebbe quasi sterminato il salmone rosso canadese. l'associazione ambientalista da anni chiede siano allontanati dal suo corso. Per il governo, non avviene nel fiume ma nell'Oceano Pacifico, e come ipotesi alternative si pensa al surriscaldamento degli oceani dovuto ai cambiamenti climatici, alla conseguente carenza di cibo o alla migrazione verso nord di grandi predatori. Resta un mistero anche perchè per altre varietà di salmone, come «chinook», «coho» e salmone rosa, le cosa vadano meglio. E perchè un altro fiume della British Columbia frequentato d'estate dai salmoni, lo Skeena, abbia patito un calo molto minore rispetto al Fraser.
IL
TIRRENO
14
AGOSTO
2009
La
città
chiude
i
giardini
ai
cani
Appaiono
i
cartelli
di
divieto
ed
esplode
subito
la
protesta
PONTEDERA
(PI).
«È
assurdo,
devono
spiegarmi
dove
devo
portare
il
mio
cane
per
la
passeggiata
quotidiana,
ora
che
hanno
tolto
quei
pochi
spazi
che
ci
erano
rimasti».
Simonetta
Sabbatini
era
molto
arrabbiata
ieri
mattina
al
telefono.
Abita
vicino
alla
scuola
Maltagliata
ed
era
uscita
come
ogni
giorno
per
far
sgranchire
un
po’
le
gambe
al
suo
cane,
trovando
però
gli
operai
del
Comune
intenti
a
sistemare
cartelli
di
divieto
di
accesso
per
cani
al
guinzaglio
in
uno
dei
giardini
della
zona.
«Qui
avevamo
solamente
questo
giardino
dove
far
circolare
legati
i
nostri
cani
-
spiega
la
donna,
fattasi
portavoce
di
numerosi
cittadini
che
ieri
mattina
hanno
trovato
l’amara
sorpresa
- ma
adesso
che
c’è
il
divieto
cosa
dobbiamo
fare
secondo
l’amministrazione
comunale?».
La
soluzione
sarebbe
quella
di
spostarsi
nell’area
recintata
del
Parco
dei
Salici,
dove
i
cani
possono
fare
ciò
che
vogliono
indisturbati,
oppure
percorrere
una
parte
dell’argine
dell’Era
adibita
alle
passeggiatine
degli
animali
a
guinzaglio.
«Non
credo
sia
la
soluzione
ideale
-
ripende
la
donna
-
specie
per
chi
come
me è
invalida
o è
anziano.
Qui
ci
sono
molti
campi
completamente
abbandonati
con
l’erba
alta
e
piante
cresciute
senza
controllo.
Potrebbero
pulire
e
recintare
questi
spazi
e
creare
aree
destinate
ai
cani
e ai
loro
bisogni».
Ecco
la
soluzione,
secondo
la
signora,
che
potrebbe
anche
essere
oggetto
della
riunione
sull’argomento
in
Comune
che
avverrà
verso
la
fine
del
mese,
come
spiegato
dal
vicesindaco
Massimiliano
Sonetti.
«Si
-
riprende
Sabbatini
-
intanto
però
si
continua
a
usare
il
divieto
contro
i
cani,
quando
sarebbe
più
educativo
effettuare
veri
controlli
e
pulizie
dei
giardini.
Sembra
che
ci
sia
un
accanimento
contro
chi
ha
cani,
mentre
nelle
ultime
sere
siamo
stati
costretti
a
chiamare
le
forze
dell’ordine
di
notte
per
gli
schiamazzi
che
provenivano
dalla
strada,
senza
però
vedere
nessun
intervento».
Gli
operai
del
comune
che
stavano
sistemando
i
cartelli
ieri
mattina
hanno
dovuto
fronteggiare,
loro
malgrado,
le
proteste
di
numerosi
cittadini
con
i
loro
cani
al
guinzaglio.
Non
solo
nella
zona
della
scuola
Maltagliata,
nel
quartiere
Fuori
del
Ponte,
ma
anche
al
percorso
pedonale
del
laghetto
della
Fornace
Braccini.
TARGATO CN
14 AGOSTO 2009
Per conoscere da vicino la Pecora di Langa
![]()
L'APA ha diffuso un articolo cui diamo pubblicazione, tratto da 'Il Quaderno' supplemento n.13 e scritto da Antonio Crespi, Piero Cagnotti, Seppe Rinaldi.
Piccoli gruppi di animali, cinque-dieci: 'strup', che caratterizzavano il paesaggio rurale di Alta e Bassa Langa: cespugli ambulanti bianco avorio, dinamici e sincopali o l'uno dietro l'altro "come i frati maggior vanno per via", alla ricerca di alimento furtivo e ombra. Un allevamento minore che tanto minore poi non era: l’economia della donna e spicciola della casa, spesso era legata alle 'cavagne' ceste di giunco pesanti di tume e uova portate sottobraccio. Con i soldi delle 'cavagne' e degli agnelli arrivavano in casa zucchero e sale, olio e acciughe, stoviglie, indumenti. La pecora di Langa, alta, snella con testa leggera e senza corna, lunghe orecchie ciondolanti e muso marcatamente montonino, ha il vello bianco avorio dai boccoli ondulati e appuntiti, la pancia è senza pelo e le zampe sono lunghe e sottili. La lunga coda viene d'abitudine recisa per agevolare mungitura e accoppiamento. La lana di poco pregio: da materasso, ma già un lusso al confronto delle ruvide foglie di meliga e del crine delle 'paiasse' su cui giaceva l'aborigeno langarolo, veniva adoperata - niente si butta - per calze 'scapin', canotte e mutande cartavetrande, la cui morbidezza poco ricorda la lana dei Mohair. Questa razza di pecora, già esistente in epoca romana (i formaggi puzzolenti citati da Cesare nel De Bello Gallico), migliorata dagli Arabi giunti dal Nord Africa per la Spagna, é da considerarsi autoctona. Se negli anni trenta contava circa 40.000 capi, con la fuga dalle campagne negli anni 60-70, rischiò l'estinzione, ora c'è stata una certa ripresa con i 15.000 capi odierni. Le pecore della Langa venivano portate al pascolo mattino e sera spesso da bam¬bini e ragazzi nei terreni marginali e anche nelle vigne prima del germogliamento, così si teneva tutto pulito evitando gli incendi. Per i bambini andare al pascolo era motivo di divertimento e giochi comuni, come saltare un gorgo del Belbo con le pecore spinte dal cane o andare a cavallino su quelle più domestiche oppure far assaggiare il bastone alle bestie più dispettose: bistorne e sofistiche, che volentieri scappavano e sconfinando portavano a liti. D'inverno l'alimento era molto povero, per lo più fogliame secco raccolto in fascine, fieno brutto, il buono era peri bovini. Solo all'epoca dei parti, tardo inverno e primavera o nel primo periodo di mungitura si davano le bacinelle col pastone di farina di granaglie aziendali, crusca dì grano "bren", orzo, mais. Gli animali erano ricoverati in porticati precari o sotto tettoie di fortuna dalle porticciole sbilenche legate col fil di ferro e, solo al momento del parto, le pecore venivano portate per qualche giorno nella stalla. Era tutto a carico delle donne, cosi la mungitura e la fabbricazione dei formaggi. L'uomo non si occupava delle pecore, ma dei buoi, vacche e vitelli. I possessori di arieti erano rari, così vigeva la curiosa abitudine di portare le pecore alla monta dove rimanevano circa un mese, per lo più a settembre. Il grande mercato dei montoni “i beru” era a Murazzano, sempre l'ultimo venerdì di agosto e tutt'ora e così. Il “beru” valeva circa il doppio di una pecora e veniva cambiato tutti gli anni, era quindi di giovane età, uno o due anni. La mungitura, una volta manuale, avveniva per i primi due mesi, anche tre volte al giorno, in estate solo due volte e una sola volta nel tardo autunno e nel periodo della monta, avendo cura di allontanare il montone onde evitare spia¬cevoli incidenti. Gli agnelli venivano portati al mercato, spesso a Pasqua a 20-30 giorni dalla nascita e del peso di 15/17 kg., dopo aver poppato solo latte materno; la loro carne e sempre stata molto considerata: squisita, prelibata e rituale. L'allevamento moderno della pecora di Lana è molto cambiato, non più piccoli gruppi di animali, ma allevamenti specializzati di 100-200 capi, vere e proprie imprese agricole; queste sono dotate di stalle razionali e mungitura meccanica, idonei locali di caseificazione a norma; la stagionatura delle robiole avviene con temperature e umidità controllate. Alle robiole di Murazzano, per finezza di profumo e di pasta è stata ora concessa la D.O.P.: denominazione di origine protetta. Le pecore vengono ancora fatte pascolare, ma su buoni prati e l'alimentazione è integrata con mangimi specifici, d'inverno si usa fieno di migliore qualità. Una buona pecora di Lunga produce 180-200 litri di latte in sei mesi, con punte sino a 250-300 litri. Gli agnelli sempre molto richiesti sono svezzati precocemente: dopo aver poppato il colostro vengono alimentati con latte in polvere ricostituito. Le stalle sono localizzate solo più nell'Alta Langa, mentre nella Bassa Langa sono state scalzate dalla monocoltura, specie della vite e dei nocciolo. L'allevamento ovi-caprino può essere rivalutato per una serie di componenti sociologiche e ambientali di primo piano e nella prospettiva di un augurabile ripopolamento e valorizzazione delle alte colline e valli montane. Le tume di Langa, squisite per profumo, sapore e digeribilità sono molto apprezzate; la loro fama è uscita dal Piemonte e sono richieste nelle mense dei buongustai ben oltre i nostri confini.
IL TIRRENO
14 AGOSTO 2009
Carne scaduta, scatta il sequestro
PRATO. Se qualcuno pensava che la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione fosse un’esclusiva dei cinesi, dovrà ricredersi dopo i sequestri che in questi giorni sono stati compiuti dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione e dagli ispettori dell’Unità alimenti di origine animale dell’Azienda sanitaria. In entrambi i casi i titolari delle attività sono italiani. Il primo sequestro risale a lunedì ed è stato compiuto in una macelleria di Montepiano, nel comune di Vernio. Gli ispettori dell’Asl, non si sa se in seguito a una precisa segnalazione o nel corso dei controlli di routine, sono andati a far visita al negozio e hanno accertato che tra gli alimenti presenti in dispensa c’era una certa quantità di carne suina, di insaccati e di formaggi in cattivo stato di conservazione. In alcuni casi invece gli alimenti sarebbero stati già scaduti. A questo punto gli ispettori hanno fatto un inventario e hanno provveduto al sequestro della merce. Una segnalazione è stata inviata alla Procura. La merce quasi certamente verrà distrutta. L’altro sequestro, come detto, è stato compiuto dai carabinieri del Nas ed è di maggiore entità. Martedì mattina i militari hanno fatto un controllo in un deposito di alimenti di Carmignano, di cui non è stato reso noto il nome. Si tratta di un’azienda che importa carne e rifornisce numerosi ristoranti della provincia. Nelle celle frigorifere sono stati trovati complessivamente 300 chili di carne scaduta o congelata senza rispettare le norme in materia alimentare. Il titolare, un italiano di 54 anni, è stato denunciato. I carabinieri, nell’ambito dei controlli sulla sicurezza alimentare, hanno trovato la carne, sia italiana sia di provenienza francese, nei congelatori e nelle celle frigo del deposito. Su alcune confezioni, come data di scadenza, era riportato l’anno 2007. Una pessima notizia per chi ancora crede che andare in certi ristoranti e non in altri è una garanzia di qualità. Il sospetto è che, se il distributore era in cattiva fede, nemmeno i ristoratori avrebbero mai saputo che la carne era scaduto o che era stata conservata male. Non sarebbe la prima volta che l’etichetta di scadenza viene sostituita per commercializzare alimenti che altrimenti dovrebbero essere buttati via. Anche in questo caso la carne verrà distrutta all’esito degli ulteriori accertamenti della magistratura. I controlli del Nucleo anti-sofisticazione proseguiranno nei prossimi giorni per prevenire possibili frodi alimentari.
TRENTINO
14
AGOSTO
2009
In
Paganella
arrivano
i primi
cassonetti
«anti-orso»
TRENTO.
Cassonetti
per la
spazzatura
a prova
di orso:
sono
stati
distribuiti
in
alcune
zone del
Trentino,
dove in
più
occasioni
i
plantigradi
si sono
avvicinati
alle
zone
abitate
alla
ricerca
di cibo
nei
cassonetti
e li
hanno
aperti,
rovesciati
e se ne
sono
serviti.
L’iniziativa
è
scattata
nei
giorni
scorsi,
forti
dell’esperienza
collaudata
per i
grizzly
in
Alaska e
avviata
anche
nei
Grigioni
in
Svizzera
per i
più
tranquilli
orsi
bruni.
La
presenza
degli
orsi in
Trentino
non è
infatti
più
sporadica
come in
passato
ma quasi
“normale”
visto il
progetto
di
reintroduzione
dei
plantigradi,
Life
Ursus.
Al
centro
dell’attenzione
stavolta
ci sono
i bidoni
per
l’umido,
che
restano
gli
stessi,
quelli
marroni,
ma con
qualche
accorgimento
per
ostacolare
gli
orsi.
Per
aprire
il
coperchio
bisogna
far
girare
una
manopola
per
sganciarlo,
azione
che
dovrebbe
essere
complicata
per un
orso, in
più
proprio
la zona
del
bordo
del
coperchio
è
rinforzata
d’acciaio,
per
resistere
alle
unghie
di
questi
animali.
Per ora
sono
stati
distribuiti
dalla
Provincia
nella
zona
della
Paganella
(al
momento
i
cassonetti
già
presenti
in zona
sono
circa un
centinaio),
e la
diffusione
proseguirà
in
maniera
progressiva
nelle
altre
zone del
Trentino.
In
alcune
aree
intanto
sono
stati
costruiti
i moloch
interrati,
quegli
spazi in
muratura
per
contenere
i
rifiuti,
e
altrove,
in Val
d’Algone,
un
recinto
elettrico
per
l’isola
ecologica
è stata
la
soluzione
trovata
per
calmare
i
“bollenti
spiriti”
della
fame
degli
orsi
trentini.
LA
NUOVA
VENEZIA
14
AGOSTO
2009
Allarme
volpi
in
campagna
Giovanni
Monforte
SAN
DONA’
(VE).
E’
allarme
volpi
nelle
campagne
tra
San
Donà
e
Ceggia.
Gli
agricoltori
si
dicono
molto
preoccupati,
mentre
i
cacciatori
chiedono
di
poterle
ammazzare.
L’ultima
razzia
risale
alla
notte
scorsa,
quando
alcuni
animali,
che
potrebbero
essere
volpi
anche
se
alcuni
sostengono
siano
cani
randagi,
hanno
preso
di
mira
un
pollaio
nella
zona
di
via
Valdoro,
proprio
al
confine
tra
San
Donà
e
Ceggia.
Nonostante
la
recinzione
alta
quasi
due
metri,
le
volpi
sono
riuscite
a
penetrare
nel
pollaio.
Tra
animali
uccisi,
feriti
gravemente
o
scappati
nel
caos,
le
volpi,
secondo
il
proprietario,
avrebbero
ucciso
un’ottantina
tra
anatre
selvatiche,
germani
reali
e
oche.
Un
danno
economico
non
indifferente.
Tanto
più
che
in
zona
era
già
toccato
ad
altre
aziende
agricole
ed
agriturismo.
Se
gli
agricoltori
protestano,
i
cacciatori
temono
di
veder
compromessi
gli
interventi
di
ripopolamento
di
lepri
e
fagiani
e,
guarda
caso,
chiedono
di
poter
sparare
anche
alle
volpi.
«In
questi
anni
la
Provincia
ha
rilasciato
ai
cacciatori
dei
permessi
per
la
selezione
della
volpe,
ma -
rileva
Graziano
Vidali,
segretario
dell’ambito
territoriale
di
caccia
5 A2
di
San
Donà
- si
tratta
di
permessi
che
possono
essere
utilizzati
solo
nel
periodo
da
settembre
a
marzo
e
solo
nelle
zone
di
rifugio
e
cattura.
Sarebbe
auspicabile
estendere
il
periodo
del
permesso
e,
soprattutto,
permettere
la
selezione
anche
nel
territorio
libero».
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MESSAGGERO VENETO
14 AGOSTO 2009
Sclerosi e diabete, scoperto il meccanismo che li scatena
Importante risultato dei
ricercatori del gruppo di Immunologia dell’università di
Udine: in collaborazione con l’Istituto tumori di Milano,
hanno scoperto uno dei meccanismi che stanno alla base
dell’inizio delle malattie autoimmuni, come la sclerosi
multipla, il diabete o l’artrite reumatoide. Inoltre,
dall’assenza o dal malfunzionamento di questo stesso
meccanismo nel caso di malattie neoplastiche, i ricercatori
hanno dedotto come il sistema immunitario potrebbe essere
direttamente coinvolto nello sviluppo e nella progressione
dei tumori. Si tratta, dunque, del primo, fondamentale passo
per il proseguimento degli studi verso la definizione delle
strategie terapeutiche per il controllo delle componenti
infiammatorie responsabili sia dell’inizio delle patologie
autoimmuni, sia dell’espansione tumorale e che sarebbero di
fondamentale importanza dal punto di vista della prevenzione
e cura di queste malattie. Lo studio, pubblicato sulla
rivista Blood, è stato condotto dalle ricercatrici Giorgia
Gri e Barbara Frossi del gruppo di Immunologia dell’ateneo
friulano (http://groups.google.it/group/the-pucillo-laboratory-group,
diretto da Carlo Pucillo, che opera nel dipartimento di
Scienze e tecnologie biomediche e nel Centro di eccellenza
Mati (Microgravità, aging, training and immobilità)
dell’università di Udine. La
ricerca «è stata condotta – precisano Gri e Frossi - sul
modello animale della sclerosi multipla, ma
lo stesso meccanismo di regolazione si può estendere ad
altre malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il
diabete e il lupus eritematoso, o ad altre patologie
infiammatorie croniche come, a esempio, la celiachia». Lo
studio è la prosecuzione della ricerca, pubblicata sulla
rivista Immunity nel novembre 2008, che ha consentito agli
stessi ricercatori udinesi di individuare il meccanismo
molecolare che regola l’innesco delle risposte immunitarie,
ossia delle reazioni, scatenate dalle allergie. «Tutti
questi risultati – dice Pucillo – mostrano che molti
disordini di natura immunologica sono riconducibili a un
unico meccanismo di interazione cellulare che, se alterato,
è responsabile sia dell’insorgenza delle allergie, sia delle
malattie autoimmuni. Lo stesso meccanismo, se mancante,
consente lo sviluppo e la progressione del tumore. Ora, uno
studio più approfondito, da parte del nostro gruppo o
dell’intera comunità scientifica, permetterà di definire
meglio strategie terapeutiche».
VIRGILIO NOTIZIE
14 AGOSTO 2009
Progressi in lotta contro cancro, in Usa scoperto nuovo
farmaco
Il
trattamento uccide le cellule staminali del tumore
Si è aperta una nuova strada
nella ricerca contro il cancro. Gli scienziati
dell'università di Harvard e del Massachusetts Institute of
Technology hanno messo a punto una strategia con cui
selezionare farmaci particolarmente efficaci nel distruggere
i tumori. L'obiettivo degli esperimenti era trovare composti
chimici adatti a colpire le cellule cancerogene staminali,
ritenute le più difficile da eliminare, e in molti casi
l'origine della malattia. Dopo 16.000 tentativi, i
ricercatori hanno scelto 32 composti chimici: li hanno
testati e la più efficace si è dimostrata una molecola detta
Salinomicina, un antibiotico già da tempo in uso. In campo
oncologico si sarebbe dimostrato almeno 100 volte più
potente dei farmaci più comuni nei cicli di chemioterapie.
L'esperimento è stato condotto
su cavie animali che avevano sviluppato tumori al seno.
"Molte terapie uccidono gran parte della massa cancerogena,
non tutta però, e la malattia ritorna: questo studio
potrebbe essere l'inizio di una nuova cura", ha detto Eric
Lander, direttore del Broad Institute, il laboratorio di
ricerca del Mit e di Harvard. Le cellule staminali
cancerogene, secondo le ricerche degli ultimi anni,
alimentano la crescita di molti tumori, come quelli al seno,
ai polmoni e al cervello. Queste cellule dimostrano una
particolare resistenza alle terapie: "Trovare un sistema per
ucciderle è dunque fondamentale", spiega Judy Lieberman,
docente alla Harvard Medical School. "Adesso abbiamo un
metodo che i laboratori di tutto il mondo possono utilizzare
nella ricerca di un trattamento contro cellule cancerogene
staminali, e potenzialmente trovare un cura contro la
malattia", ha detto Piyush Gupta, uno degli autori dello
studio. Gupta, insieme ad altri scienziati, testerà la
Salinomicina su altri animali per studiarne l'efficacia,
fino ad un'eventuale sperimentazione sull'uomo.
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