14 SETTEMBRE  2009

IL GAZZETTINO
14 SETTEMBRE 2009
 
Taglia di mille euro a chi scopre il "torturatore" del gatto Romeo
 
Erica Bet
 
CODOGNÈ  (TV) - Una taglia da mille euro sul torturatore del gatto Romeo. L’episodio risale al primo settembre, scorso quando il gatto tigrato e strizzato di un’anziana residente in via Dalmazia a Cimetta, dopo essere sparito per tutta la giornata è rientrato con vistose ferite e il pelo intriso di escrementi i maiale e pieno i vermi. Inutili le cure del medico veterinario; Romeo è morto il 5 settembre dopo giorni di agonia. Mirella Forest, figlia dell’anziana, ha denunciato l’accaduto a Polizia Locale e Carabinieri. Il 12 settembre si è verificato un fatto simile; a morire la gatta della signora Angelina, anche lei residente in via Dalmazia. “È ormai da troppo tempo che tra Codognè e Fontanelle vengono denunciate uccisioni e sparizioni di gatti - interviene la Lega Abolizione Caccia -. In Italia abbiamo delle leggi che tutelano gli animali di affezione severamente - dichiara Andrea Zanoni presidente della Lac Veneto - dobbiamo farle rispettare e assicurare alla giustizia il responsabile delle torture affinché vengano elevate le pesanti sanzioni penali. Con la dottoressa Forest abbiamo deciso di mettere una taglia di 1.000 euro a disposizione di chi ci darà gli elementi utili per individuare il responsabile. Chi volesse effettuare queste segnalazioni mi può chiamare in ore pasti al 347/9385856”.

Animalieanimali

14 SETTEMBRE 2009

 

GATTI TORTURATI, MESSA TAGLIA SU RESPONSABILI
Iniziativa di proprietaria degli animal ie Lac in provincia di Treviso.

 

Lo scorso primo settembre Romeo, un gatto tigrato e sterilizzato di una anziana signora residente in via Dalmazia a Cimetta di Codognè, abituato a stare nelle poltrone di casa, verso le 20 è rientrato in casa con delle vistose ferite e con il pelo intriso di escrementi di maiale e pieno di vermi.
La dottoressa Mirella Forest, medico di base e figlia dell’anziana signora, ha portato subito Romeo in un ambulatorio veterinario dove è morto sabato 5 settembre dopo cinque giorni di agonia; nel corpo del povero micio sono stati trovati segni di tortura, ovvero numerose ferite fatte probabilmente con un punteruolo.
La dottoressa Forest che ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri ha dichiarato: “Abbiamo consultato anche un medico psichiatra; chi ha compiuto un atto simile è una persona abituata fin da bambina alla violenza e potrebbe colpire anche le persone più deboli. Non è la prima volta che accadono fatti simili; tre gatti dei vicini erano spariti e un altro micio per tre volte è tornato a casa ferito. Per questo eravamo in allerta”.
Sabato 12 settembre si è verificato nuovamente un caso simile, questa volta a morire è stata una gatta della signora Angelina residente anch’essa in via Dalmazia; è ormai da troppo tempo che tra Codognè eFontanelle vengono denunciate uccisioni e sparizioni di gatti.
“In Italia abbiamo delle leggi che tutelano gli animali di affezione severamente- ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto – dobbiamo quindi far rispettare queste leggi e assicurare alla giustizia il responsabile delle torture affinché vengano elevate le pesanti sanzioni penali.
Con la dottoressa Forest abbiamo pertanto deciso di mettere una taglia di mille euro a disposizione di chi ci darà gli elementi utili per individuare il responsabile. Chi vuole effettuare queste segnalazioni mi può chiamare in ore pasti al 347/9385856”.


IL TIRRENO

14 SETTEMBRE 2009

 

INCENDIO

Bruciano rimessa agricola e una ventina di conigli

 

SANTO STEFANO MAGRA.

 

Sarzana (SP) - Brucia, nei pressi della zona industriale, una rimessa agricola dove era custodita una ventina di conigli. I vigili del fuoco della stazione di Sarzana, pur prontamente intervenuti sul posto, non hanno potuto evitare il peggio e quindi sia la rimessa che i poveri animali sono stati arsi dalle fiamme. Il lavoro dei pompieri è durato circa un’ora per mettere in sicurezza la zona.


IL CITTADINO

14 SETTEMBRE 2009

 

Aiutateci a trovare Charlie, senza di lui siamo disperati

 

Gossolengo (PC) - Da una settimana sta soffrendo. Faceva pet therapy, ma il cane se n’è andato. La moglie del paziente, Valentina Dardari lancia l’appello: «Charlie, il cane di mio marito Ivan potrebbe essere finito a casa di una persona che abita nella Bassa - dice -; per favore contattateci, mio marito senza il suo cane, sta male. Ha bisogno di lui per guarire». Charlie è un simpatico cucciolo shitsu, bianco e nero, di 6 mesi. Ivan lo accudiva tutti i giorni, con amore, gli dava da mangiare, lo coccolava e lui lo ricambiava cercando persino di andare a dormire sul suo cuscino, nel lettone. In quattro mesi di vicinanza, i due avevano coltivato un rapporto speciale. Charlie non perdeva mai un’occasione per coccolare il suo padrone e ogni volta che Ivan si sedeva in poltrona il cucciolo si accoccolava sulle sue gambe. Come fosse un bambino. Fino a quando, la scorsa settimana, Charlie ha trovato il cancello di casa, a Gossolengo, spalancato e ha pensato di andare a fare una passeggiata. Ma da quel giorno non è più tornato. «Ora mio marito sta male - racconta la donna -. Dopo essere scappato Charlie è stato visto a pochi metri da casa da alcuni vicini. Hanno pensato che il cane fosse stato abbandonato e l’anno portato al canile di Piacenza. Lì non hanno potuto accoglierlo, allora si sono rivolti alla clinica veterinaria. Mentre stavano discutendo all’esterno della struttura si è avvicinato un signore per chiedere informazioni e si è inserito nel discorso. «Io ho già due animali - ha detto quest’ultimo -, se volete lo prendo io. E così i miei vicini gli hanno fatto la foto con il cane e gliel’hanno consegnato». Tutti hanno pensato che Charlie fosse un cane da salvare. Non immaginavano che la famiglia di Gossolengo avesse bisogno di lui. «Quando il cane si è perso - prosegue la donna - io non c’ero. Mi hanno avvisata e sono tornata subito a casa a cercare Charlie. Ho incominciato a gridare il suo nome per le vie del paese. Un residente mi ha raccontato che era stato preso dai nostri vicini. Ho suonato il campanello di queste persone e loro mi hanno raccontato tutto. Purtroppo non hanno pensato di farsi dare il numero di telefono dell’uomo cui è stato affidato l’animale. Così ora posso solo contare su quelli che leggono il giornale. Vi prego aiutateci. L’animale non ha nemmeno il microchip. Quando dovevamo metterglielo era ammalato, così abbiamo rinviato». La foto con l’appello è stata affissa anche all’Auchan di San Rocco. Qualcuno ha già detto che l’uomo della foto potrebbe essere proprio un cliente dell’ipermercato. E abitare nella Bassa. L’attuale proprietario è invitato dalla famiglia di Gossolengo a mettersi in contatto con Ivan e la moglie, chiamando il numero di telefono 339/4278870. Restituire il cane significa restituire la tranquillità a chi da una settimana non sorride più.


MARSALA.IT

14 SETTEMBRE 2009

 

AL CANILE DI MARSALA ABBANDONO “LEGALIZZATO” DI CANI

 

Marsala (TP) - L'Oipa di Marsala, in una lettera inviata all'Amministrazione Comunale e all'Asl, denuncia un altro fatto increscioso (dopo quello, denunciato dalla Lav di trasferimenti non autorizzati di animali): approfittando delle ferie del dirigente sanitario del canile, Mariano Baiata, alcuni dipendenti comunali hanno permesso che alcuni cittadini  - evidentemente loro amici - abbandonassero al canile i loro cani. Si tratta - denunciano i volontari dell'Oipa: Martinez, Scardino, Urso - di un fatto inammissibile e illegale, perchè il canile nasce per accogliere i randagi, non per chi invece vuole disfarsi del proprio cane.
Tra l'altro, si tratta di cani non dichiarati come la legge prevede (cioè non dotati di microchip). Chi sono gli impiegati che hanno permesso ciò?  L'Oipa sostiene di avere "tantissimi esempi" di proprietari che hanno chiesto ed ottenuto per vie traverse l'ingresso dei propri cani al canile. Speriamo che dal Comune venga una pronta risposta.


PONENTE NOTIZIE

14 SETTEMBRE 2009

 

In P.zza del Popolo arriva Buck a presidiare

SAVONA
Dice il Sindaco: "la presenza di Buck è un simbolo, è il testimone di un atteggiamento amichevole e sereno. Diventerà la mascotte dei giardini

 

Savona - Da domani, martedì 15 settembre partirà un servizio di presidio stabile in Piazza del Popolo, costituito da 2 funzionari di Polizia Municipale insieme a Buck, l'Unità Cinofila del Corpo di Polizia Municipale, che sarà attivo tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 19. Afferma il Sindaco di Savona Federico Berruti "Sappiamo che c'è un senso di insicurezza percepito dai cittadini. Il contributo che noi diamo è quello di una iniziativa sperimentale, con un grande sforzo operativo da parte della Polizia Municipale: ringrazio per questo il Comandante Igor Aloi e tutto il Corpo per l'impegno profuso anche in questa circostanza. Da domani due funzionari staranno sia sul lato destro che sinistro dei giardini di Piazza del Popolo avvalendosi in questo presidio del nostro Buck. La presenza di Buck è un simbolo, è il testimone di un atteggiamento amichevole e sereno, e sicuramente diventerà la mascotte dei giardini per la sua socievolezza e bellezza". Prosegue il Sindaco Berruti "Lo scopo è quello di perseguire una maggior sicurezza dei cittadini e avvicinare l'Istituzione al territorio. E' uno sforzo operativo importante e rafforza la nostra determinazione a dare più risorse alla Polizia Municipale che è, ogni giorno, la frontiera più vicina ai cittadini". Buck sarà guidato come sempre dal Sovrintendente Capo Salvo Orfeo, affiancato nell'opera di presidio alternativamente dai Sovrintendenti Stefania Torterolo e Leonardo Siri. Buck è una Unità Cinofila di grande profilo, perfettamente addestrato, con brevetto di ricerca stupefacenti e di ricerca persone. Negli esami sostenuti per tutto il Nord Italia è risultato al primo posto. La sua socievolezza ha sempre conquistato la simpatia di tutti, specialmente quella dei bambini.


Animalieanimali

14 SETTEMBRE 2009

 

GIAPPONE; PARTITA CACCIA, TAIJI LA BAIA DEL MASSACRO DI DELFINI E BALENE

Proteste e scontri.

 

Cento delfini dal naso a bottiglia e 50 balene pilota sono il ricco bottino della prima battuta di pesca della stagione, iniziata ufficialmente in Giappone il primo settembre e inaugurata nella baia 'del massacro' di Taiji, città costiera a sud di Osaka.
La prefettura di Wakayama, in cui si trova la città, ha dichiarato che dei cento delfini catturati, i 40 o 50 esemplari più belli saranno venduti agli acquari, mentre gli altri saranno nuovamente rilasciati in mare.
La carne di balena, invece, sarà venduta ai mercati del pesce per essere consumata. Ad accompagnare la pesca non sono mancate le proteste e gli scontri tra i difensori degli animali e i pescatori della città, inaspriti quest'anno dal successo del film documentario dei due registi Louie Psihoyos e Richard O'Barry (The Cove, 'la baia'), presentato e premiato all'edizione 2009 del Sundance Film Festival negli Usa.
Dopo aver tentato invano di ottenere l'autorizzazione della città di Taiji, i due registi hanno girato il film grazie a telecamere nascoste sul fondo della baia. In questo modo sono riusciti a riprendere e trasmettere con grande realismo l'orrore del mare tinto di rosso dopo il massacro.
Le immagini, trasmesse anche sul portale Youtube, hanno fatto il giro del mondo scioccando l'opinione pubblica e costando ai due registi un'accoglienza molto fredda nelle successive visite in Giappone. Dopo la proiezione del film la città australiana di Broome ha rotto il gemellaggio con quella di Taiji per protestare contro la pesca. I giapponesi continuano tuttavia a ribadire la loro estraneità alle argomentazioni dei detrattori stranieri.
"In Occidente si mangia la carne di manzo, di maiale e di pollo. Noi invece mangiamo quella di delfino e di balena, è la stessa cosa", è il commento più facile da ascoltare, mentre la città di Taiji ricorda che ogni anno sono organizzate cerimonie rituali per rendere omaggio agli spiriti dei delfini e delle balene morte.
La stagione della pesca è appena iniziata, ma si preannuncia molto calda. Nonostante alcune concessioni dei pescatori di Taiji, la quota assegnata loro dalla International Whaling Commission per quest'anno è di 240 pezzi, tra delfini e balene. Ora dunque a infuocare la baia di Taiji potrebbero essere i nuovi scontri tra pescatori e animalisti.


IL GIORNALE

14 SETTEMBRE 2009

 

Battaglia vinta dal «Giornale»: gli animali non soffriranno più

 

OSCAR GRAZIOLI

 

Qualcuno, ne sono certo, dirà che è stata una coincidenza, che era tutto pronto, che il traguardo era a pochi passi, ma più passa il tempo più le congiunzioni astrali, e il loro influsso sulle umane vicissitudini, mi appare improbabile. Stando ai puri e semplici fatti, tre giorni fa abbiamo dedicato un'intera pagina ai problemi relativi all'eutanasia degli animali d'affezione e a quell'orrore che sta scritto sul «bugiardino» del Tanax, l'unico prodotto registrato in Italia per somministrare la «dolce morte» a cani, gatti con malattie gravissime che implicano sofferenza per loro (e per noi) inaccettabili.
Abbiamo dunque «inviato» una lettera aperta al ministro Maurizio Sacconi, chiedendogli di fare tutto quanto in suo potere, per sanare una situazione che andava avanti da lustri. Dopo la nostra iniziativa è stato firmato un decreto secondo cui il Tanax, come molti altri farmaci importanti, può essere usato solo dal veterinario, ma soprattutto che è in corso la revisione del foglietto illustrativo che contiene le indicazioni della casa madre e del ministero per il suo utilizzo.
Conviene riassumere brevemente. Come è noto ai veterinari è concesso effettuare, in accordo ovviamente con il proprietario, l'eutanasia di un animale d'affezione qualora si sia maturata la decisione che la malattia di cui soffre è inguaribile e comporta sofferenze inaccettabili e soprattutto inutili. Nel nostro paese c'è una sola specialità registrata: il Tanax. Questo cocktail di sostanze letali non molto dissimili a quelle usate per l'iniezione letale dei condannati a morte in molti stati americani, è stato messo in discussione oltre vent'anni fa nei paesi anglosassoni, in molti dei quali è stato ritirato dal commercio, perché, se somministrato in modo non accorto, conduce a una morte molto dolorosa. Una di questa modalità inadeguate è la via intrapolmonare (in sostanza un'iniezione nella cavità toracica), estremamente dolorosa e con una morte che giunge dopo troppi minuti e troppa sofferenza. Ne è testimone un'infermiera, intervistata ieri dal Tg1 che si è occupato del caso dopo la nostra segnalazione, la quale ha incontrato un pessimo veterinario che ha praticato l'eutanasia sul suo cane appunto con il Tanax per via intrapolmonare. Ora, nel foglietto illustrativo del Tanax è concessa la via intrapolmonare, non solo, è l'unica via ammessa per il gatto e per altri animali (uccelli, conigli, cavie ecc.).
Un vero scandalo che da anni i veterinari segnalavano alle autorità competenti, assieme al fatto che, se l'iniezione di Tanax non è preceduta dalla sedazione profonda o dall'anestesia generale, il suo uso è inaccettabile perché troppo doloroso (e per questo è stato ritirato in Usa e Uk).
Oltre tutto nel foglietto illustrativo si concedeva l'uso del Tanax sotto il diretto controllo del veterinario: in altri termini lo poteva usare chiunque, purché ci fosse un veterinario nelle vicinanze.
Dopo averne parlato all'interno dell'Associazione titolari di struttura (Assovet), che si pone come antesignana di una veterinaria dal volto professionalmente adeguato e da forte senso morale nei confronti dei pazienti e dei loro proprietari, ho dunque indirizzato al ministro un accorato appello perché questa situazione divenuta insostenibile cambiasse al più presto, dopo decine di anni in cui chi poteva farlo ci ha dormito sopra. Pare che il ministro stavolta abbia ascoltato. Chapeau


IL TIRRENO

14 settembre 2009

 

Gara di canto alla fiera nazionale degli uccelli

 

Emanuele Turini

 

CAPANNOLI (PI). Quest’anno accanto ai cartelli pubblicitari della fiera degli uccelli di Capannoli un numero, il 49, sta a significare che siamo di fronte ad una vera istituzione che perdura nel tempo. Quarantanove candeline, quasi le nozze d’oro, per una iniziativa istituita nel 1960 e che ogni anno vanta migliaia di visitatori, quest’anno 16mila. Proprio per accogliere il gran numero di persone sono stati realizzati parcheggi scambiatori con bus navetta gratuita. E’ villa Baciocchi a fare da cornice all’evento e ad essere un punto di richiamo per i visitatori essendo un edificio di alto profilo storico: ubicato nell’antico nucleo di Capannoli dove si trovava il castello medioevale, la villa in stile barocco e neoclassico è appartenuta al conte Baciocchi di Lucca, marito di Elisa, sorella di Napoleone Bonaparte.  Oggi di proprietà comunale, ospita il museo naturalistico, costruito con finalità prevalentemente didattica, molte, infatti sono le scolaresche del territorio che si recano in visita ad un museo, che vanta più di 1400 animali tassidermizzati e un’esposizione archeologica con reperti rinvenuti nelle necropoli dell’alta Valdera.  Già dalle prime ore del mattino, dal parco della villa, si potevano udire i cinguettii di: tordi, merli, fringuelli, allodole, passeri e cesene che facevano riecheggiare i loro richiami nella fresca aria mattutina di fine estate. Alle 11.30 è stato proclamato l’uccello campione nazionale per ciascuna categoria in gara ed è stata ufficialmente aperta la fiera paesana con gli stand enogastronomici e di artigianato locale, l’esposizione e vendita di animali esotici e da cortile, l’esposizione di macchine ed attrezzature agricole e il mercatino di arti e mestieri. Molto apprezzate le mostre allestite in diversi punti del paese: “Uccelli in natura”, mostra fotografica a cura del gruppo fotografi naturalisti toscani, al teatro comunale e quella di modellismo, a Villa Baciocchi  Nel pomeriggio, a divertire i presenti, ci hanno pensato l’orchestra di Manuela Ross con canti e balli e il comico Dado, mentre la gente non si è fatta scoraggiare dall’arrivo improvviso di qualche scroscio d’acqua.


MESSAGGERO VENETO NAZIONALE

14 SETTEMBRE 2009

 

Onore anche per i vecchi muli compagni inseparabili in battaglia

 

Renato Schinko

 

Quando sfilano nelle adunate tengono il passo sulle note della fanfara. Quando devono essere presenti a una cerimonia in onore dei caduti hanno le orecchie dritte: sono i muli, compagni fedeli di tante battaglie. Non per niente è strettissimo il rapporto che lega l’alpino al suo mulo. Anche perchè, in passato, nei momenti più difficili, le penne nere sono riuscite a salvarsi la vita proprio grazie al loro animale. Quando veniva utilizzato durante le campagne militari era anche un preziosissimo “radar”: percorrendo i sentieri, per esempio, riusciva ad avvertire i pericoli prima dell’uomo e la sua reazione metteva in guardia le penne nere. E’ anche noto che durante la ritirata di Russia molti alpini riuscirono a sopravvivere soltanto cibandosi della carne dei muli. Un rapporto che tuttora resta di profondo rispetto reciproco. E ieri, alla sfilata, non potevano mancare quattro muli in rappresentanza di questo importante simbolo alpino. Un simbolo ricco di significati quanto il cappello con la penna nera. I quattro animali, tutti con il numero di matricola sullo zoccolo, appartengono alla sezione di Vittorio Veneto, reparto “Salmerie”. Il loro proprietario è l’alpino Antonio De Luca, che ne ha acquistati ben 13 nel 1993, salvandoli dal macello. Ora ne restano soltanto sei. Tutti molto vecchi, tanto che due sono dovuti rimanere nelle stalle. Quelli che hanno sfilato ieri mattina si chiamano Fina, Iroso, Iso e Laio. Hanno superato i 30 anni di età, che corrispondono ai 90 anni di un essere umano. Ma continuano a partecipare a tutti gli appuntamenti maggiori. Gli alpini quando vedono passare un mulo si commuovono profondamente, perché ricordano il loro fedele compagno di naja. La penna nera Sergio Bulfone racconta che il rapporto con il mulo era di grande amore, ma che necessitava anche di tanta pazienza. «Il mulo è tutto per l’alpino – racconta – , perché è un fedele aiutante. Trasporta i viveri, le munizioni e i medicinali, ma deve essere anche accudito con molta cura». E aggiunge: «Ricordo la loro proverbiale cocciutaggine che spesso ti fa esasperare. E poi devono essere strigliati ogni giorno e richiedono un grosso impegno». Un altro alpino di Udine, Paolo Riccato, dice senza mezzi termini: «Il mulo viene prima di tutto e quando moriva un esemplare tutta la caserma entrava in un profondo lutto». Il presidente della sezione di Vittorio Veneto, Angelo Biz, è al fianco dei muli in viale Trieste. «E’ incredibile quanto siano adorati dagli alpini questi animali – racconta – . Ogni volta che li portiamo alla sfilata si avvicinano vecchi alpini profondamente commossi. Parlano loro all’orecchio e li baciano teneramente». Intanto, i quattro muli mangiano l’erba di un’aiuola. Aspettano pacifici che cominci la sfilata. Alle 10.30 in punto sono “sull’attenti”. Si posizionano all’inizio del lungo serpentone, subito dopo la fanfara della Julia e le divise storiche. Sono pronti a ricevere ancora una volta l’abbraccio della gente.


MESSAGGERO VENETO

14 SETTEMBRE 2009

 

L'assalto dei bimbi: salgono in sella e chiedono al papà la foto ricordo

 

Udine - Un alpino si inginocchia davanti al mulo e dolcemente lo accarezza sul muso. Questo è solo il primo dei ringraziamenti che questi animali hanno ricevuto. Sono protagonisti assoluti della sfilata. Quando marciano un grido si alza dalla folla assiepata ai lati della strada: «Arrivano i muli! I muli!». E dal quel momento tutta la gente è pronta con le macchine fotografiche in mano per scattare decine di fotografie. I muli imperterriti proseguono per la loro strada al fianco del conducente. I bambini impazziscono quando vedono questi quattro splendidi esemplari. Martina, di 5 anni, improvvisamente scappa dalla mano del papà. Vuole correre verso i muli per accarezzarli. Ma il padre è più svelto di lei e riesce a riacciuffarla prima che raggiunga gli animali al centro della strada. «Viva i muli degli alpini!», grida una signora con una bandierina italiana in mano. Gli applausi al loro passaggio sono scroscianti. I conducenti, sempre più fieri, alzano lo sguardo e sorridono alla folla. La gente ha subito capito l’importanza di questo animale per il corpo degli alpini. Arrivati in piazza Primo maggio, al termine della sfilata, i muli sono presi d’assalto dai bambini. I piccoli vogliono salire per scattare una foto ricordo. I conducenti li lasciano fare. I muli sono abituati a essere al centro dell’attenzione. Sono tutti veterani di tante adunate e missioni in montagna. Sopportano senza scalciare. Aspettano solo di essere strigliati e di trovare un po’ d’erba per rifocillarsi. Un anziano alpino, intanto, si commuove davanti al mulo. Lo guarda fisso negli occhi. Il mulo abbassa la testa velocemente e subito dopo la rialza. Tra loro basta uno sguardo per capirsi.


IL PICCOLO

14 SETTEMBRE 2009

 

Animali spazzini

 

In riferimento all’articolo «Animali spazzini» (articolo del 31 agosto) francamente mi sembra ben poco ecologico che degli animali bruchino l’erba che cresce in siti industriali e/o degradati e ben poco igienico che lascino i loro escrementi dove delle persone devono lavorare. Se poi questi poveri animali sono anche costretti a rimanere sotto il sole cocente o alle intemperie... Inoltre non vorrei che i loro prodotti lattiero-caseari e, ahimé, le loro carni, finissero sulle nostre tavole! Giorgio Tamaro


REUTERS

14 SETTEMBRE 2009

 

Inghilterra, bimbi allevano agnellino, poi lo mandano al macello

 

LONDRA (Reuters) - Alcuni studenti di una scuola elementare inglese hanno allevato un agnello -- chiamato Marcus -- fin dalla sua nascita, e hanno poi votato di mandarlo al macello, superando le obiezioni di genitori e attivisti per i diritti degli animali.

Il direttore della scuola elementare del Kent, nell'Inghilterra sudorientale, ha confermato che Marcus è stato ucciso, dopo che il consiglio scolastico -- composto da 14 studenti tra i sei e gli 11 anni -- ha deciso con 13 voti a favore e uno contro per la macellazione dell'agnello di sei mesi.La decisione ha provocato il risentimento di celebrità amanti degli animali, attivisti per i diritti umani e genitori di alcuni dei bambini, portando a minacce nei confronti della scuola elementare Lydd e dei suoi insegnanti, ha detto un membro dello staff.Circa 250 bambini della scuola partecipano ad un programma che punta ad insegnare a prendersi cura e ad allevare gli animali come nelle fattorie. Il laboratorio è stato avviato quest'anno, e comprende anche anatre, polli, conigli e porcellini d'india.L'idea era di comprare alcuni maiali con i soldi ricavati dalla macellazione di Marcus, ma il progetto è stato sospeso a seguito della reazione pubblica provocata dall'uccisione dell'agnello.La scuola ha fatto sapere che il programma potrebbe essere interrotto.La grande maggioranza di ragazzi, insegnanti e genitori -- ha dichiarato l'istituto -- era d'accordo nel mandare al macello Marcus, un maschio castrato che non poteva essere utilizzato per la riproduzione, ma gli oppositori hanno definito l'atto crudele e spietato.Un popolare talk show si era offerto di acquistare l'agnello per salvarlo, e su Facebook sono nati molti gruppi a supporto di Marcus, ma l'ultima parola è spettata ai bambini.La scuola ha difeso la decisione degli alunni, sostenendo che sia stata educativa."Quando abbiamo avviato il laboratorio nella primavera del 2009, l'obiettivo era quello di educare i bambini circa tutti gli aspetti della vita della fattoria e tutto ciò che essa implica", ha dichiarato l'istituto in una nota."I bambini hanno avuto diverse possibilità da valutare su questo argomento, sia in termini di ciclo alimentare sia in termini di etica ... è importante andare avanti e superare questo episodio, in modo che i bambini possano concentrarsi sulla loro istruzione".


ECO BLOG
14 SETTEMBRE 2009
 
Perchè non mangiamo animali, il mondo vegetariano spiegato ai bambini
 
Come spiegare ai bambini l’impatto negativo del nostro regime alimentare sull’ambiente? Ci ha pensato Ruby Roth con il libro illustrato That’s why we don’t eat animals, un volumetto dedicato ai bambini che spiega loro da dove viene il cibo che consumiamo in un’ottica positiva che avvicina i bambini al mondo dei vegetariani e dei vegani.
L’autrice, dopo una lunga esperienza a contatto con i bambini, ha deciso di realizzare il libro illustrato per spiegare loro l’impatto negativo del consumo di carne sull’ambiente e lo stretto legame tra dieta vegetariana e salute, perchè i bambini sono più ricettivi degli adulti e meno abitudinari. Se volete leggere il parere dell’autrice, Ecorazzi l’ha intervistata chiedendole come è nata e come si è sviluppata l’idea del libro, perfetto anche per gli adulti.

VARESE NEWS

14 SETTEMBRE 2009

 

Sgomberate una decina di gallinelle d'acqua dall'Arnetta

L'intervento congiunto di guardie zoofile e vigili del fuoco, che, nello sconcerto generale, hanno portato via gli animali, da anni "residenti" sul greto del torrente

 

Gallarate (VA) - Guardie zoofile e vigili del fuoco del Sempione uniti per combattere il proliferare delle gallinelle d’acqua. L’intervento, particolare e che ha suscitato alcune perplessità tra gli abitanti della zona, per recuperare dal Rile Arno alcuni esemplari di gallinelle americane, che vivevano libere nel greto del torrente da diverso tempo.

Il fatto è accaduto questa mattina (lunedì 14 settembre) attorno alle 10, vicino al ponte all'incrocio tra le vie Sempione e Roma a Gallarate. Un addetto al servizio zoofilo provinciale, dopo aver notato una cospicua colonia di volatili che vivevano sull'argine sinistro del Rile e preoccupato per l'innalzamento del livello dell'acqua a seguito del temporale della notte precedente, ha pensato bene di chiamare i pompieri per recuperare una decina di animali, che si aggirava nei pressi del ponte. I pompieri del Sempione, sono intervenuti subito entrando nel fiume con le attrezzature a loro disposizione, e catturando in un ora e mezza circa, una buona metà delle gallinelle. Dopo averle messe in un apposita gabbia, le hanno consegnate ad un rappresentante del servizio zoofilo, che le ha portate in un "gattile" gestito dal servizio stesso.

Diverse le persone che hanno assistito al recupero e che hanno mostrato rincrescimento per lo "sfratto esecutivo" alle bestiole che, a quanto testimoniato da molti, vivevano da anni nel fiume e che anche durante i periodi di forti piogge, se l'erano sempre cavata senza problemi. Particolarmente dispiaciuto, il cuoco di un vicino ristorante che puntualmente portava del mangime agli animali e che si era molto affezionato ad essi.Dal parapetto a ridosso del ristorante, si possono ancora adesso notare numerose uova che le gallinelle americane, depositavano ogni giorno.

Chissà se il gallo, sfuggito alla cattura, riuscirà in breve a ricostituire il suo inconsueto harem...


 

            14 SETTEMBRE 2009
VIVISEZIONE - SPERIMENTAZIONE
 

LA STAMPA
14 SETTEMBRE 2009
 
Cancellare i ricordi traumatici
 
 
ROSALBA MICELI
 
Un nuovo tassello si aggiunge alla comprensione di fenomeni legati alla memoria. E’ noto che le esperienze traumatiche lasciano un segno, spesso indelebile, proprio a causa della grande emozione provocata dall’evento. I ricordi piacevoli non presentano l’intrusività e l’ossessività che caratterizzano quelli connessi a situazioni emotivamente stressanti. L’ipermemoria e l’ipervigilanza costituiscono un tratto distintivo della personalità dei soggetti traumatizzati, cosicché i ricordi dolorosi possono riattivarsi al minimo segnale associato al trauma, o ripresentarsi spontaneamente, in forma ricorrente, come flashback durante la veglia o incubi nel sonno.
Un deficit nell’estinzione di memorie spiacevoli è particolarmente importante riguardo alla paura e limita gli effetti dei trattamenti dei disturbi d’ansia. L’estinzione della paura implica le influenze inibitorie della corteccia prefrontale sull’amigdala (struttura del sistema limbico che rappresenta la sentinella delle emozioni, capace di rispondere prima della neocorteccia, ed eventualmente, di effettuare una sorta di “sequestro emozionale”). Proprio sulla struttura dell’amigdala si è concentrata l’attenzione di un gruppo di studio guidato da Nadine Gogolla, ricercatrice presso il Dipartimento di biologia cellulare e molecolare della Harvard University, individuando un processo che concorre alla permanenza dei ricordi paurosi. I risultati preliminari dello studio, condotto sui topi, sono stati pubblicati sulla rivista “Science”, con un approfondimento curato da Tommaso Pizzorusso, ricercatore all’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa.
La paura può essere indotta sperimentalmente in animali da laboratorio. L’ansia che viene appresa associando uno stimolo neutro che produce una sensazione inoffensiva (stimolo condizionato, ad esempio, il suono di un campanello o una gabbia bianca) con un rinforzo negativo (stimolo incondizionato, come una breve e leggera scossa elettrica a cui l’animale non può sottrarsi in alcun modo), è detta “paura condizionata”. Il processo opposto, l’estinzione della paura, è una tecnica che si basa sul decremento delle risposte alla paura quando si interrompe l’associazione tra lo stimolo condizionato e quello incondizionato, presentando ripetutamente lo stimolo condizionato senza farlo seguire dallo shock. E’ adesso comunemente accettata l’idea che l’estinzione rappresenti un nuovo apprendimento e non eradichi la preesistente memoria. Al contrario, la memoria originaria può ritornare spontaneamente, o può essere ripresa, se lo stimolo condiziononato viene presentato in contesti differenti da quello in cui il protocollo di estinzione è stato effettuato.
Le ricerche sugli animali hanno mostrato chiaramente che l’efficacia dell’apprendimento legato al processo di estinzione dipende dall’età. Nei soggetti giovani le memorie di eventi paurosi possono essere cancellate in maniera definitiva, mentre negli adulti il condizionamento alla paura induce la formazione di memorie resistenti al trattamento di estinzione. Queste osservazioni hanno suggerito l’ipotesi che le memorie di emozioni spaventose siano attivamente protette negli adulti. Il gruppo di ricerca ha dimostrato che la protezione è conferita dai proteoglicani di condroitin solfato (CSPGs) presenti nella rete perineuronale (una forma altamente strutturata di matrice extracellulare attorno ai neuroni inibitori) che costituisce l’impalcatura dell’amigdala.
Gli esperimenti sono stati condotti nei topi, durante il periodo postnatale (a 16 giorni e a 23 giorni dopo la nascita), e su topi adulti di tre mesi di vita. L’organizzazione dei CSPGs all’interno della rete perineuronale coincide con il periodo cruciale che segna il passaggio alla fase dello sviluppo (dall’età giovanile a quella adulta, intorno alla terza settimana di vita) in cui la memoria della paura diventa persistente. Se la matrice extracellulare è rimossa nell’amigdala di topi adulti tramite un enzima specifico, viene facilitata l’estinzione delle risposte alla paura condizionata, indicando che una rete perineuronale intatta media la formazione di memorie commesse alla paura resistenti all’eradicazione. Nadine Gogolla ha notato altresì che la degradazione chimica della matrice funziona nel cancellare i ricordi spiacevoli solo se viene effettuata prima del condizionamento alla paura e non agisce su quelli già esistenti. Ciò indica la possibilità che la presenza della rete protettiva modifichi il processo attraverso il quale i ricordi dolorosi vengono immagazzinati nel cervello. E’ un piccolo passo in avanti nella conoscenza della neurobiologia della paura, e potrà condurre alla messa a punto di farmaci utili a prevenire, se non a curare, i disturbi d’ansia, nei soggetti più vulnerabili.

ADUC SALUTE
14 SETTEMBRE 2009
 
SPAGNA - Scoperti i geni che danno forma alla pelle
 
Scoperti i due geni 'architetti' della pelle, quelli cioe' che guidano la formazione del tessuto che ci protegge e ci fa comunicare col mondo, programmando in tal senso il destino delle cellule staminali.
Si tratta delle proteine C/EBPalfa e C/EBPbeta, e la loro scoperta si deve a un team internazionale di ricercatori diretti da Claus Nerlov presso il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Monterotondo (Roma), in collaborazione con ricercatori spagnoli del Centro de Investigaciones Energe'ticas, Medioambientales y Tecnologicas (CIEMAT) di Madrid.
Secondo quanto riferito sulla rivista Nature Cell Biology, senza C/EBPalfa e C/EBPbeta la pelle non si forma in modo normale e risulta lisa e fragile, nonche' permeabile. Infatti topolini senza i due geni muoiono per disidratazione poco dopo la nascita.
Sotto la pelle si nasconde una riserva di cellule staminali deputate al continuo ricambio cutaneo, alla guarigione delle ferite o delle scottature solari. Queste staminali nel corso della propria vita possono seguire due strade diverse: o continuano a moltiplicarsi producendo altre staminali identiche a loro, o decidono di 'crescere', cioe' di maturare trasformandosi in cellule cutanee che pero' poi, fatto il loro corso, muoiono e vengono eliminate dal corpo. A decidere tra questi due opposti destini sono le proteine C/EBPalfa e C/EBPbeta: senza di loro, hanno scoperto i ricercatori, la pelle non si forma e, infatti, mettendo KO i due geni in embrioni di topolini, questi muoiono poco dopo la nascita per disidratazione conseguente a una pelle debole e permeabile.
C/EBPalfa e C/EBPbeta sono dunque i direttori d'orchestra del processo di formazione della pelle, ed il loro compito e' quello di attivare e disattivare una cascata di altri geni che poi a loro volta, direttamente, decidono il destino delle staminali. Benche' si tratti di una scoperta nel settore della biologia di base, concludono i ricercatori, queste nuove conoscenze potranno avere numerose ripercussioni in campo clinico, sia nella lotta ai tumori cutanei sia per agevolare la guarigione di ferite e grosse ustioni.

ITALIA SALUTE
14 SETTEMBRE 2009
 
INDIVIDUATO IL GENE CHE AIUTA A COMBATTERE LE MALATTIE
 
Riuscire a sconfiggere molte malattie è anche questione di genetica. Alcuni scienziati inglesi dell'Imperial College di Londra, dello University College of London e del Medical Research Council's National Institute for Medical Research hanno scoperto che il gene E4bp4 ha un ruolo fondamentale nello stimolare le cellule staminali del sangue nel midollo osseo a mutare in cellule immunitarie preziosissime, le Natural Killers (NK). La ricerca è stata pubblicata sul periodico specializzato “Nature Immunology”. Le NK sono leucociti (globuli bianchi) particolari, che riescono a distruggere rapidamente, nel nostro corpo, cellule tumorali, virus, batteri e altri organismi patogeni.
I ricercatori inglesi, per testare la loro scoperta, hanno selezionato alcune cavie di laboratorio, geneticamente prive del gene-chiave E4bp4 e quindi sprovviste delle cellule NK. Per il resto i topolini sono del tutto normali e in salute: verranno osservati per un periodo di tempo, al fine di studiare il funzionamento e le interazioni delle cellule NK in alcune patologie, come quelle autoimmuni, e nell'infertilità femminile. L'obiettivo ultimo dello studio in corso è giungere alla messa a punto di farmaci in grado di stimolare la produzione di cellule NK nell'organismo, in modo da renderlo più forte e protetto contro gli attacchi degli organismi patogeni.
Per ora è solo una speranza remota, ma se gli sviluppi della ricerca inglese saranno validi si potrebbe in futuro curare anche il diabete di tipo 1 (genetico e non alimentare) o la sclerosi multipla (malattia genetica autoimmune) con medicinali che incrementino la produzione delle cellule Natural Killers (NK). Queste patologie autoimmuni, infatti, sono caratterizzate da un “errore” del nostro sistema immunitario, il quale attacca cellule del nostro stesso corpo reputandole come estranee. In questo meccanismo, alcuni studiosi pensano che le cellule NK malfunzionanti abbiano una certa influenza.
Monitoreremo gli sviluppi della ricerca inglese e vi terremo aggiornati sui suoi risultati.

E-GAZETTE

14 SETTEMBRE 2009

 

Così si fa! 50 milioni per non sperimentare più sugli animali

 

Roma  – Cinquanta milioni di euro per non sperimentare più sugli animali. A tanto ammonta lo stanziamento fifty-fifty che la Commissione europea e l'industria europea dei cosmetici, rappresentata dall'Associazione europea dei cosmetici (Colipa), daranno ai progetti che "costruiranno le basi scientifiche delle prove di innocuità future, più rapide e meno costose dei test sugli animali". Bruxelles, infatti, ha pubblicato lo scorso luglio un invito a presentare proposte, dotato di uno stanziamento di 25 milioni di euro, e l'industria europea dei cosmetici si è impegnata a mettere a disposizione un importo equivalente. Al Congresso mondiale sulle alternative all'impiego degli animali nelle scienze della vita, che si è da poco concluso a Roma, la Commissione europea e la Colipa hanno presentato il loro impegno finanziario comune, presentato con parole d'orgoglio dal commissario per la Scienza e la ricerca, Janez Potocnik, "Siamo felici di questo nuovo tipo di cooperazione tra l'industria e la Commissione europea che dimostra la nostra determinazione a evitare l'impiego degli animali nella ricerca rafforzando nel contempo la sicurezza dei prodotti di consumo. Metodi alternativi più rapidi, meno costosi e più affidabili contribuiranno al rafforzamento della sicurezza e della competitività dell'industria europea. La messa in comune di risorse con dei partner privati, in questo caso con l'industria dei cosmetici, è indispensabile per finanziare la ricerca di punta a lungo termine che consente di affrontare queste sfide".
"La nostra industria accoglie con favore l'opportunità di contribuire al finanziamento di questa iniziativa - ha aggiunto il direttore generale della Colipa, Bertil Heerink - che riveste un ruolo importante nel processo di sostituzione delle prove di innocuità sugli animali nel complesso settore scientifico della tossicità sistemica".
Ma quali sono i temi di ricerca che saranno finanziati? Gli inviti sono aperti allo sviluppo di dispositivi di simulazione di organi, all'uso di cellule bersaglio basate su cellule umane, alla definizione di nuove soglie di effetti tossicologici e marker intermedi, alle tecniche di modellizzazione computazionale, all'utilizzo di approcci elaborati nella biologia sistemica e all'analisi integrata dei dati e servizi scientifici.
 

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