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IL SECOLO XIX
15 SETTEMBRE 2009
Roghi sulle alture,strage di animali È stata trovata sulle alture del golfo Paradiso. Non è sopravvissuta nonostante le cure dei veterinari
Gli effetti degli incendi
I topolini appena nati trovati a Sant’Ilario: sono morti nonostante le cure
Edoardo Meoli
Provincia di Genova - VITTIME SILENZIOSE della follia criminale
dei piromani e della colpa degli incendiari, nelle terribili
giornate vissute sulle alture di Genova a causa degli incendi
sono morti migliaia di animali, se si allarga la visuale a tutte
le specie (insetti compresi, visto che pure loro fanno parte del
mondo animale). In questi giorni, mentre si contano i danni per
il patrimonio vegetale e mentre la magistratura prosegue
l'inchiesta per verificare le responsabilità penali e civili di
quanto accaduto, si tenta un calcolo di quanti esseri viventi
sono rimasti imprigionati dalle fiamme e sono morti. IL SECOLO XIX 15 SETTEMBRE 2009
Enpa e lav, denuncia contro ignoti
Provincia di Genova - Una denuncia contro ignoti, una richiesta danni per il patrimonio faunistico e la richiesta di attivare al più presto sistemi satellitari di avvistamento degli incendi. Sono le primissime iniziative di Enpa e Lav sul fronte degli incendi. L'ufficio legale della Lav presenta una denuncia per uccisione di animali, a carico dei piromani «che non possono ignorare di destinare a morte certa migliaia di animali». L'Enpa, chiede che siano al più presto attivati i sistemi satellitari di avvistamento degli incendi e si regolamenti l'accesso di auto e moto alle zone boschive, almeno durante il periodo di dichiarata grave pericolosità: «Un fuoristrada o una moto con una cattiva combustione e una marmitta sporca possono essere un facile innesco dell'erba secca ai margini delle strade di campagna».
VIRGILIO NOTIZIE
15 SETTEMBRE 2009
Lazio/ Roma, spara al gatto entrato nel suo giardino: denunciato L'animale ucciso a fucilate
I carabinieri di Roma - stazione di Tor Vergata sono intervenuti ieri in via Casilina, dove diverse chiamate giunte al 112 segnalavano l'esplosione di colpi d'arma da fuoco. I militari, una volta giunti sul posto, hanno accertato che un uomo di 69 anni aveva imbracciato un fucile da caccia e sparato contro un gatto nero, abbattendolo sul colpo. I militari lo hanno sorpreso mentre riponeva il gatto morto in una busta di cellophane per gettarlo in un cassonetto della nettezza urbana, poco distante dalla sua abitazione. Il 69enne si è allora giustificato riferendo ai carabinieri di aver abbattuto l'animale poiché infastidito dalle continue incursioni all'interno del suo giardino. L'uomo è stato denunciato per "uccisione di animali ed esplosione di colpi d'arma da fuoco". LA TRIBUNA DI TREVISO 15 SETTEMBRE 2009
Bastonate ai gatti, caccia al seviziatore
CROCETTA (TV). C’è un bastonatore di gatti nella zona di via Unione, a Ciano del Montello. Gatti domestici e non, presi a randellate. Già devono fare i conti con i bocconi avvelenati che ogni tanto vengono lasciati in giro, adesso devono anche stare attenti a chi usa i randelli nei loro confronti. Quando i proprietari di gatti domestici hanno visto tornare a casa i loro mici acciaccati e con evidenti segni di bastonature, si sono infuriati e stanno cercando di individuare chi infierisce contro i gatti a randellate. L’ultimo episodio è accaduto nei giorni scorsi in via Massara, quando un micio già mutilato di una zampa per un incidente, è tornato a casa zoppicando e i proprietari hanno visto subito che era stato malmenato non da un altro animale, ma evidentemente da qualcuno a cui dà fastidio che i mici vadano avanti e indietro per orti e giardini e cerca di farsi giustizia da sè dando loro la caccia col bastone. Da quanto raccontano in quella nuova zona residenziale di Ciano del Montello è solo l’ultimo episodio di una serie, segno che nella zona è pericoloso lasciare che i gatti vadano in giro. In occasione dell’ultimo episodio, quello del micio mutilato preso a bastonate, sono stati chiamati anche i carabinieri, ma mancando testimoni che avessero visto il bastonatore in azione l’eventuale querela non poteva che essere contro ignoti. Così nella zona i proprietari di gatti hanno pensato bene di tenere gli occhi aperti, pronti a individuare il bastonatore in azione e a denunciarlo nel momento in cui riusciranno ad individuarlo. LA TRIBUNA DI TREVISO 15 SETTEMBRE 2009
Taglia di 1000 € sul torturatore dei gatti
CODOGNE’ (TV). La Lac e la proprietaria del povero Romeo, il micio morto a seguito di pesanti torture, mettono una taglia di mille euro per assicurare alla giustizia il responsabile. Continuano infatti i casi di gatti torturati e uccisi da ignoti ella zona tra Codogné e Fontanelle. Lo scorso primo settembre Romeo, un gatto tigrato e sterilizzato di un’anziana residente in via Dalmazia a Cimetta, è rientrato a casa con vistose ferite. Mirella Forest, medico di base e figlia dell’anziana, ha portato subito Romeo in un ambulatorio veterinario dove è morto dopo 5 giorni di agonia. Nel corpo del povero micio sono stati trovati segni di tortura, numerose ferite fatte con un punteruolo. E’ stata fatta denuncia ai carabinieri. «Siamo preoccupati, anche perché questa violenza contro gli animali si potrebbe rivoltare anche contro le persone - dichiara la dottoressa - non è la prima volta che accade, tre gatti dei vicini erano spariti e un altro micio è tornato a casa ferito per tre volte». Alcuni giorni fa a morire è stata la gattina della signora Angelica, residente sempre in via Dalmazia. «In Italia abbiamo delle leggi che tutelano gli animali severamente - afferma Andrea Zanoni, presidente della Lac del Veneto - con la dottoressa Frest abbiamo pertanto deciso di mettere una taglia». Per segnalazioni si può chiamare in ore pasti al 347.9385856. CORRIERE DELLE ALPI 15 SETTEMBRE 2009
Trappola per cani con wurstel colorati di blu
ARSIE’ (BL). Un gesto inspiegabile, ma che poteva costare la vita a due cani. Inquietante ritrovamento domenica mattina a Fastro d’Arsiè, dove in borgata Solivi mani ignote hanno disseminato wurstel probabilmente avvelenati e destinati ad alcuni cani della zona. All’interno dei bocconcini, solo apparentemente normali, è stata trovata una sostanza blu non meglio identificata. L’episodio, che ha gettato nello sconcerto i residenti, è stato immediatamente segnalato alle forze dell’ordine che ora stanno indagando per risalire all’autore. Il raid contro gli animali - che fortunatamente non hanno ingerito nulla, anche per il pronto intervento dei loro proprietari - è stato effettuato con ogni probabilità nella notte tra sabato e domenica. La scoperta risale a due giorni fa quando una signora residente nella zona, una volta uscita di casa, si è accorta della presenza sospetta di alcuni salsicciotti. Piccoli wurstel che ad un’analisi più attenta si sono rivelati un autentico boccone avvelenato: «C’era una sostanza azzurra, ma non abbiamo capito cosa potesse essere», racconta la figlia della donna. Mentre un wurstel si trovava nel cortile, un altro è stato scoperto poco dopo nelle vicinanze della legnaia. Anche in questo caso il “ripieno” era di colore blu. Ma non è tutto. A stupire e inquietare la proprietaria del cane è stato soprattutto il loro confezionamento, tutt’altro che frettoloso: «A occhio nudo non si notava nulla. Il wurstel è stato ricucito ad arte», prosegue la figlia della donna. Il prodotto di un lavoro certosino, insomma, che aveva il chiaro intento di non destare sospetti dopo l’eventuale ritrovamento. Sempre domenica un terzo wurstel è stato rinvenuto in un’abitazione poco distante, anche questa abitata da un cane e dai suoi legittimi proprietari, che in serata hanno segnalato l’episodio ai carabinieri di Arsiè. Resta ora da capire chi possa aver architettato un raid di questo genere, lasciando tra l’altro i bocconi a ridosso della strada comunale. «Se mia madre non si fosse accorta in tempo, quei wurstel sarebbero potuti finire anche nelle mani di qualche bambino o di una persona poco avveduta», sottolinea la ragazza. In questi giorni, saranno effettuate le analisi per capire il grado di pericolosità della sostanza azzurra. Quindi, eventualmente, si procederà con una denuncia.
IL GAZZETTINO
15 SETTEMBRE 2009
L’ennesimo segugio ha rischiato di morire a Valdobbiadene per i micidiali bocconi e il proprietario denuncia: «Ho portato con me le iniezioni e ho salvato l’animale» Polpette avvelenate per i cani in addestramento
Fulvio Fioretti
Valdobbiadene (TV) - Ogni anno la stessa storia: a qualcuno disturba che verso Pianezze si addestrino i cani da caccia, ora è il periodo giusto per i segugi in modo particolare, e mette in atto dei veri e propri atti criminosi verso gli animali. La trappola è sottoforma di polpette avvelenate, disseminate sui sentieri di Domion e Faè, che anche sabato scorso hanno fatto una vittima. Fortunatamente il proprietario si era premunito e così uno splendido esemplare di segugio, Brick, 9 anni, è riuscito a salvarsi. Ma avrebbe potuto aggiungersi all'elenco dei due tre cani almeno, che ogni anno in questa stagione, e sempre nella stessa zona, sono stati meno fortunati.Lo conferma Giovanni Nardi, già presidente per oltre vent'anni dei Segugisti Veneti: «Questa volta è toccato a me. Sabato mattina stavo addestrando i miei tre cani proprio nella zona di Faè-Domion di Pianezze - racconta l’uomo - quando ho visto stramazzare a terra improvvisamente Brick, avvelenato dai bocconi: i sintomi erano evidenti. Le gambe paralizzate, vomito, diarrea. Ho potuto rimediare al peggio perchè da tempo, quando esco in quella zona mi munisco di acqua ossigenata, sale, e delle iniezioni consigliate dal veterinario. Gli ho fatto una iniezione e l'ho fatto vomitare con l'acqua e il sale, poi ho portato il cane subito dopo dallo stesso servizio veterinario, al San Martino di Cornuda».Nardi conferma che ripetutamente in questa stagione si verificano fatti del genere, ma per un motivo o l'altro in pochi denunciano quanto accade: «È risaputo anche che gli autori sono gli stessi, perchè il cerchio si sta restringendo: e i nominativi, sono due-tre persone, gente del posto. Saranno segnalati alla magistratura perchè vengano avviate indagini - conferma Nardi - Si tratta di gente crudele, magari gelosa del proprio territorio: bisogna porre fine a questo scempio e a questi atti delinquenziali. Io dico che invece bisogna lasciare la montagna a chi la vuol vivere, perchè è di questo che la montagna ha bisogno».
PRIMO NUMERO
15 SETTEMBRE 2009
CANE INVESTITO SULLA TANGENZIALE DA UNA
COPPIA DI BELGI
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Termoli (CB). Un cane di grossa taglia e dal pelo
bianco è stato investito nel pomeriggio di oggi, 15
settembre, sulla tangenziale nord di Termoli.
L’animale è deceduto dopo essere stato investito da
una Smart Forfour con a bordo una coppia di turisti
belgi. Il cane ha attraversato improvvisamente la
strada, più o meno nel tratto che si trova
dirimpetto al Grattacielo di Termoli. Per il giovane
belga alla guida, l’impatto è stato inevitabile.
L’animale è morto sul colpo. Sul posto sono
intervenuti i Carabinieri di Termoli per gli
accertamenti. E’ stata quindi contattata l’Asrem per
far intervenire un veterinario necessario per capire
se l’animale aveva il microchip o se era stato
abbandonato. Per i due belgi in vacanza a Mafalda,
paese d’origine del giovane alla guida, una doppia
disdetta. L’auto sulla quale viaggiavano era stata
noleggiata e dovranno quindi pagare i danni per la
riparazione della carrozzeria e del paraurti.
SANREMO NEWS 15 SETTEMBRE 2009
41enne abbandona 9 cuccioli e la mamma, denunciato
CARLO ALESSI
San Bartolomeo a Mare (IM) - Un 41enne, B.R., libero
professionista di San Bartolomeo al Mare, è stato denunciato per
abbandono e maltrattamento di animali dai Carabinieri di Diano
Marina. Il 41enne, ieri sera, è stato visto da un uomo in
frazione Varcavello a Diano Marina mentre, con il suo
fuoristrada, si avvicinava al ciglio della carreggiata,
abbandonando un cestino. Il testimone si è avvicinato ed ha
visto che, all’interno c’erano 9 cuccioli di Golden Retriever,
insieme alla mamma. RIVIERA 24 15 SETTEMBRE 2009
"O sfratti i cani o sfratto te": professionista abbandona 9 cuccioli di Golden Retriever, denunciato
Fabrizio Tenerelli
Diano Marina (IM) - carabinieri della stazione di Diano, coordinati dal luogotenente Umberto Salvatico, al termine di un veloce indagine hanno denunciato per abbandono e maltrattamento di animali un libero professionista, di 41 anni, R.B., di San Bartolomeo al mare.
Nove cuccioli di razza Golden Retriever sono stati
abbandonati, assieme alla loro mamma, in una cesta ritrovata
sulle immediate alture di Diano Marina, in localita'
Varcavello. I carabinieri della stazione di Diano,
coordinati dal luogotenente Umberto Salvatico, al termine di
una veloce indagine hanno denunciato per abbandono e
maltrattamento di animali un libero professionista, di 41
anni, R.B., di San Bartolomeo al mare. Dopo un iniziale
tentativo di dichiararsi estraneo alla vicenda, il
professionista ha confessato di aver abbandonato gli animali
per strada, dicendo di essere stato messo alle strette dal
padrone di casa, che in pratica gli avrebbe imposto un
aut-aut del tipo: 'o sfratti i cani, o sfratto te'. Quest'ultimo,
ieri sera, e' stato notato da un automobilista, mentre a
bordo di un fuoristrada si e' fermato sul ciglio della
provinciale, abbandonando la cesta con un fagotto
all'interno. IL TEMPO 15 SETTEMBRE 2009
Gambatesa (CB) L'animale, fuggito dal mattatoio, è stato poi abbattuto Toro impazzito semina il panico GAMBATESA Attimi di paura ieri mattina a Gambatesa, in contrada «Varana», presso il mattatoio «Enterprise s.r.l.» quando un bovino adulto è sfuggito al controllo del personale addetto riuscendo a scappare nelle campagne circostanti; sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri della locale Stazione ed il personale veterinario che hanno accertato l'impossibilità di recuperare l'animale.
Gamabatesa (CB) - Il Sindaco ha così emanato un'ordinanza per l'abbattimento, eseguita nella tarda mattinata da un militare «tiratore scelto» del Comando Provinciale di Campobasso. A Riccia invece i Carabinieri della locale Stazione, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti C.L., 21enne di Chieuti (FG); il ragazzo è stato infatti sorpreso mentre confezionava uno «spinello». A Campobasso, infine, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno denunciato per guida sotto l'influenza di sostanze alcoliche L.L., 22enne, studente di Ferrazzano il quale, controllato a bordo della propria autovettura, aveva un tasso alcolemico nel sangue pari a 1,50 grammi/litro; la patente di guida è stata ritirata. LA PROVINCIA PAVESE 15 SETTEMBRE 2009
Spariscono due cavalli al maneggio sulla Vigentina
PAVIA. Sono entrati di notte, hanno tagliato la rete che divide il «Ranch il Bosco» dal parco della Vernavola e hanno portato via due cavalli, Gipsy e Cleo di 18 e 21 anni. I proprietari del maneggio sulla Vigentina sono sicuri: «Si tratta di un dispetto». Ad accorgersi di quanto avvenuto venerdì notte è stata Francesca Marinoni, che aiuta nelle attività del maneggio. Una delle stalle era stata richiusa, Gipsy e Cleo erano spariti. Con loro tutti gli attrezzi per caricarli sul camion. «Gli altri cavalli erano stranamente in silenzio - spiega Paola Samarati, proprietaria del maneggio - per questo pensiamo li abbiano sedati, anche perché portare via i due cavalli non è semplice». Sul sentiero che porta alla Vernavola e che costeggia il perimetro della tenuta sabato mattina, quando si sono accorti del furto, c’erano ancora le tracce di un camion. Non hanno portato via cavalli di razza, nemmeno i più giovani. Ma quelli della prima e dell’ultima stalla. «Un furto mirato - dice Paola Samarati - abbiamo già avuto dei dispetti in passato. Un anno fa avevano liberato quattro cavalli e ci avevano rubato due selle in particolare». Gipsy ha 18 anni è una cavalla pezzata. «E’ di proprietà di una signora di sessant’annni, per lei era come un figlio». Cleo era invece il più amato dai bambini che frequentano il maneggio. Ha 21 anni, manto sauro, una lunga striscia bianca sulla fronte. Gipsy ha anche il microchip di riconoscimento. Ma per i due animali non sembrano esserci molte speranze. «Quando spariscono dei cavalli difficilmente vengono ritrovati - dice la proprietaria -. Noi ci speriamo, abbiamo contattato altri maneggi, veterinari, commercianti, ma anche i macelli». E’ questo il principale timore: «Se come pensiamo hanno voluto farci un dispetto li avranno già macellati», dicono al maneggio. La tesi del dispetto sembra essere sostenuta dal fatto che i due cavalli non hanno un particolare valore economico. «Sono cavalle bolse, hanno problemi di respirazione e non possono mangiare fieno - dice Paola Samarati - e sono anche zoppe, non sono cavalli da corsa. E anche se li macelleranno non avranno più di trecento euro». In maneggio resta la delusione e un velo di tristezza e preoccupazione. «Abbiamo fatto denuncia ai carabinieri, hanno anche controllato le telecamere del benzinaio, ma purtroppo non si è visto niente», spiegano i proprietari, che lanciano anche un appello: «A chi li ritroverà daremo anche una ricompensa in denaro».
IL GAZZETTINO
15 SETTEMBRE 2009
Pesticidi nelle viti, morti uccelli e gatti L’allarme dei consiglieri d’opposizione Botteon e Ghizzo. Interrogazione in Consiglio
Elisa Giraud
Conegliano(TV) - «Non parlano neanche più gli uccelli». Un vecchio contadino commentava così, a fine agosto, ciò che succede ogni anno sulle colline del prosecco quando i vigneti vengono irrorati in diverse occasioni con diversi tipi di fitofarmaci. «Dove si appoggia la nuvola, la natura tace» commentava la gente che su queste colline ci vive. Di cosa può accadere se gli animali vengono a contatto con questi pesticidi ne sono stati testimoni oculari alcuni cacciatori coneglianesi che a fine agosto hanno assistito a delle irrorazioni sull’uva quasi matura. A riportare e denunciare quanto hanno visto i cacciatori sono Mario Botteon e Achille Ghizzo, consiglieri comunali di opposizione, che si sono rivolti al sindaco per fare chiarezza sulla questione. «Siamo stati informati da alcuni cittadini, appassionati cacciatori, che alla fine di agosto, nel nostro territorio collinare, hanno assistito a delle irrorazioni sull’uva quasi matura. Questa tardiva irrorazione sembra che avvenga per impedire che maturando la buccia dei chicchi non si guasti, creando così acidità ed altri guai al vino. Forse è il caso di affermare che sarebbe del tutto ‘normale’ e nel diritto dell’agricoltore salvaguardare il proprio prodotto con ritrovati della chimica innocui per sé e per gli altri esseri viventi, ma purtroppo così non è. Gli stessi cittadini hanno assistito alla scena che descriviamo: ad irrorazione avvenuta, degli uccellini hanno beccato e mangiato degli acini d’uva morendo istantaneamente, a sua volta un gatto ha mangiato uno degli uccellini, morendo altrettanto istantaneamente». Non parlano neanche più gli uccelli. E nemmeno i gatti. Mario Botteon aveva già sollevato il problema dei pesticidi quando in consiglio comunale si parlava del progetto della pista ciclabile lungo il Menarè che qualcuno voleva far passare tra i vigneti; «con quello che ci mettono su, non è il caso» aveva obiettato Botteon. E se invece di un uccellino ad assaggiare un succoso acino di uva bianca fosse stato un ignaro turista? O un bambino goloso? «Tutto in regola» avevano detto gli enti preposti a fine agosto, quando l’indagine del Corpo Forestale sugli effetti di questi trattamenti sugli essere viventi aveva scoperchiato la pentola. E se invece corressimo davvero dei pericoli concreti? «La strage di gatti di San Pietro di Feletto recentemente denunciata sulla stampa ha qualche attinenza con il caso che noi denunciamo?» chiedono al sindaco i consiglieri che interrogano inoltre il primo cittadino «per sapere se la questione della pericolosità degli anticrittogamici sia mai stata affrontata con l’Asl e se sì, quali sono i provvedimenti preventivi in atto, affinché la gente e tutti gli altri esseri viventi, non siano avvelenati in nome della necessità di salvaguardare a tutti i costi (e che costi) il guadagno che deriva dalla vendita di un prodotto agricolo così diffuso nelle nostre zone». MESSAGGERO VENETO UDINE 15 SETTEMBRE 2009
SMARRIMENTI
E’ stato smarrito nella giornata di ieri un cane pastore tedesco adulto di colore focato. Il cane si è allontanato dalla zona di viale Vat. Risponde al nome di Jasso. Il cane, regolarmente vaccinato, porta anche un regolare microchip che risponde al numero con il codice 985100009945575. Il cane, come riferiscono i padroni, è normalmente molto buono, ma forse trovando solo, lontano dalla propria abitazione sarà sicuramente spaventato. Chi dovesse trovarlo o chi potesse offrire informazioni sul suo stato riceverà anche un piccolo segno di riconoscenza da parte dei padroni. Si prega di chiamare il numero telefonico 348-6161910. IL SECOLO XIX 15 SETTEMBRE 2009
Da oggi ci pensa Buck a piazza del Popolo
Savona - Più che un’operazione di polizia, sarà un’operazione di «simpatia». «Il messaggio non vuole certo essere quello di militarizzare la piazza, cosa di cui tra l’altro non c’è bisogno, ma semplicemente inserire un riferimento nuovo per accrescere il senso di sicurezza e dare un riferimento in più a chi frequenta i giardini di piazza del Popolo» chiarisce il sindaco di Savona, Federico Berruti. Questo riferimento nuovo, da oggi pomeriggio, sarà Buck, il pastore tedesco di cinque anni in dotazione al corpo di polizia municipale, che con due agenti darà vita ad un nuovo servizio di pattugliamento della piazza nelle tre ore pomeridiane di maggior affollamento: dalle 16 alle 19. «Sappiamo che c’è un senso di insicurezza percepito dai cittadini – prosegue il sindaco Berruti – il contributo che vogliamo dare con questa novità è quello di un’iniziativa sperimentale di sicurezza, tra l’altro con un grande sforzo operativo da parte del Comando dei vigili, che però sarà al tempo stesso un’operazione simpatica e vicina alla gente. La presenza del nostro Buck, pluripremiato per meriti sul campo (ha patentino di ricerca persone e nel Nord Italia è arrivato primo nel corso per ricerca stupefacenti), sarà soprattutto simbolica e portatrice di un atteggiamento amichevole e sereno. Non ho dubbi sul fatto che diventerà la mascotte dei giardini per la sua socievolezza e bellezza. È un cane capace e molto addestrato, se ce ne fosse bisogno, ma è anche un cane amabile e i savonesi lo verificheranno di persona incontrandolo tutti i giorni in pattuglia con la sua divisa». Buck sarà guidato come sempre dal sovrintendente capo Salvo Orfeo, affiancato nell’opera di presidio, alternativamente, dai sovrintendenti Stefania Torterolo e Leonardo Siri. L’orario prescelto per il suo pattugliamento è quello del tardo pomeriggio in cui nei giardini di piazza del Popolo si raduna una grossa concentrazione di persone tra frequentatori dei giardini, utenti degli autobus, dei chioschi bar e spesso di clochard che occupano le panchine meno in vista in mezzo alle aiuole. «Io sarò sempre con lui perché sono il suo conduttore e l’unico che ha le “password” per guidarlo - spiega il sovrintendente Orfeo - è un’animale di rara intelligenza oltre che bellissimo. Ci fermano continuamente altri padroni di pastori tedeschi entusiasti che chiedono di accoppiarlo con le femmine. Lui è ben contento: ha già fatto due cucciolate». «Pur non essendoci un aumento dei reati né un problema specifico di pericolo per nessuno - conclude il primo cittadino - con questo servizio nuovo vogliamo dare un segnale di attenzione a questo polmone verde che storicamente va tenuto d’occhio per non far degenerare certe situazioni. Credo che l’unità cinofila dei vigili sia la risposta più efficace e idonea». Tra l’altro Buck questo sovracarico di lavoro a cui da oggi sarà sottoposto non vuole neppure monetizzarlo e in tempi di crisi economica per il Comune non c’è dipendente migliore. IL PICCOLO 15 SETTEMBRE 2009
LA PASSEGGIATA SI È TRASFORMATA IN TRAGEDIA L’INTERVENTO LA CRISI Cane precipita dal Rilke, padroncina rischia la vita Voleva salvarlo: fermata in extremis dalla mamma. Ilaria, 12 anni, al Burlo in stato di choc La ragazza, in preda a delle convulsioni, portata nel vicino campeggio e poi all’ospedale Il bastardino recuperato in mare ormai senza vita. Intervenuti gli uomini del soccorso alpino
di MADDALENA REBECCA
Trieste - Fino all’ultimo ha sperato di vederlo riapparire tra i cespugli, scodinzolante e pronto a farle di nuovo le feste. Quando però si è resa conto che dopo un volo di oltre 40 metri giù dal Rilke il suo inseparabile compagno di giochi – un cane meticcio di taglia media -, non sarebbe più tornato, ha cercato disperatamente di raggiungerlo, sporgendosi d’istinto oltre il parapetto del sentiero e rischiando di scivolare a sua volta giù dal ciglione. Un rischio evitato solo grazie alla prontezza di riflessi della madre, che è riuscita a trattenerla fino all’arrivo dei soccorsi. Ad assistere impotente alla morte del suo amico a quattro zampe è stata Ilaria, una ragazzina di appena 12 anni. Lo choc per lei è stato così forte che, subito dopo il tragico incidente, è caduta in un profondo stato di crisi che ha reso necessario il trasferimento d’urgenza al Burlo, dov’è arrivata in preda a convulsioni e difficoltà respiratorie.Il drammatico episodio è accaduto domenica pomeriggio attorno alle 17.30. Approfittando della bella giornata di sole, Ilaria aveva deciso di fare una passeggiata lungo il sentiero Rilke assieme alla mamma e a due amiche di famiglia. Con lei, inoltre, aveva portato l’amatissimo bastardino – nato da un incrocio con un labrador -, arrivato in casa solo di recente: stando a quanto riferito ai soccorritori, i familiari l’avevano infatti regalato alla ragazzina per colmare il vuoto lasciato da un altro cane, morto appena pochi mesi prima. Dopo aver percorso il tratto iniziale del sentiero la piccola, sempre seguita a ruota dal fedele cagnolino, aveva scelto di fermarsi per ammirare il panorama. E, per farlo, era entrata dentro uno dei primi bunker adattati a belvedere delimitati da un muretto di protezione. Muretto che, purtroppo, non è riuscito a contenere l’entusiasmo del meticcio che camminava libero e senza guinzaglio assieme a lei.Per raggiungere più rapidamente il punto in cui si era sistemata la padroncina, il cane ha spiccato un salto terminato al di là del recinto di contenimento. Atterrato in un punto particolarmente scosceso, l’animale non è riuscito a rimanere aggrappato a lungo e, una volta persi definitivamente gli appigli, è scivolato giù per il ciglione, facendo un salto di oltre 40 metri e finendo violentemente in mare. Il tutto sotto lo sguardo impietrito della dodicenne e della madre, la prima ad allertare i vigili del fuoco. Al loro arrivo, i pompieri hanno avvistato il corpo dell’animale che galleggiava in acqua già senza vita. Per recuperarlo, quindi, hanno dovuto richiedere l’intervento dell’imbarcazione della squadra nautica e dei sommozzatori. Vedendoli all’opera, la dodicenne ha realizzato che per il bastardino non c’era ormai più nulla da fare. D’istinto quindi ha cercato di sporgersi dalla protezione, nel tentativo disperato di raggiungerlo e salvarlo. Tentativo sventato grazie alla vicinanza della mamma, riuscita in extremis a far desistere la figlia dal pericoloso proposito. A nulla sono invece valsi i suoi tentativi di tranquillizzare la ragazzina. Disperata all’idea di aver perso due cani nell’arco di pochi mesi, la piccola è stata assalita da crisi di pianto e convulsioni. Crisi che hanno spinto alla fine gli uomini del Soccorso alpino a caricarla su una barella e a trasportarla nel vicino campeggio. Lì è stata fatta poi arrivare l’ambulanza che ha trasferito la dodicenne in stato di choc al Burlo, dove è stata sedata per poi essere riaccompagnata a casa in serata.
IL GAZZETTINO VENEZIA
15 SETTEMBRE 2009
Il
problema dei colombi non si risolve così
Gianfranco Pezzoli
Venezia - Siamo alle comiche, al paradosso grottesco!
Invece di invitare i Vigili urbani ad intervenire
finalmente in modo massiccio con le sanzioni previste
sui turisti e sui colombofili che se ne fregano dei
divieti previsti dall’ordinanza comunale e continuano
indisturbati a ingozzare i colombi con ogni genere di
cibo contribuendo alla loro proliferazione, l’assessore
all’Ambiente dr. Belcaro ne ha inventata un’altra delle
sue dopo quella di voler sterilizzare i pochi gatti
ancora in circolazione: punire paradossalmente i poveri
veneziani vittime dei colombi con multe fino a 500 euro
se non provvederanno a pulire tetti, davanzali e
terrazze dagli escrementi dei colombi. Come dire, dopo
il danno la beffa! Provvedimento ingiusto e indecente
che penalizza molti cittadini che al contrario
dovrebbero essere indennizzati dal Comune per i molti
soldi fin qui spesi per risanare abitazioni ed edifici
dai danni provocati dai colombi e per impiantare
dissuasori e quant’altro.Basta dunque con queste
iniziative strampalate e impopolari! Gli interventi di
pulizia e di disinfestazione devono essere a carico
della Pubblica Amministrazione ed in particolare
dell’Assessorato all’Ambiente a cominciare dai siti di
stazionamento dei volatili in questione e dalla
distruzione dei loro nidi che si trovano a pochi metri
da terra; nonchè della Sovrintendenza ai Beni culturali
la quale, per esempio, non si decide ancora ad
intervenire su quella vergognosa situazione in cui
versano i bassorilievi dal lato Procuratie Nuove in
Piazza S. Marco. Ed infine basta falsi pudori e
condizionamento da parte degli animalisti-colombofili!
L’ordinanza anti-colombi deve essere finalmente resa
pubblica con manifesti e cartelli soprattutto nell’area
marciana, dove la situazione è ancora critica e il
rischio sanitario è sempre incombente.
LA CITTA’ DI SALERNO 15 SETTEMBRE 2009
Nocera, sequestrato un allevamento
Nocera Superiore (SA). Ancora un focolaio d’influenza aviaria, emessa ordinanza d’urgenza dal sindaco. Nella giornata di ieri, in occasione dei controlli presso un allevamento ovino in via Kennedy, a Nocera Superiore, i medici dell’Unitá Operativa Veterinaria di Sanitá animale e profilassi del Distretto 1, hanno comunicato l’insorgenza di un focolaio della pericolosa malattia. Al fine di impedire il diffondersi, dietro segnalazione dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, Gaetano Montalbano ha emesso un’ordinanza d’urgenza disponendo il sequestro dell’allevamento avicolo e l’abbattimento di tutti i volatili presenti.Le operazioni di bonifica saranno concordati con i medici del Distretto di Nocera Superiore. • Vista l’urgenza, nella stessa mattinata di ieri l’ordinanza è stata trasmessa al servizio veterinario competente per territorio, al comando della polizia locale e a quello dei carabinieri. «Grazie alla puntualitá dei controlli eseguiti dall’Asl - ha spiegato il primo cittadino - la macchina della prevenzione si è messa rapidamente in modo. Contiamo di circoscrivere il focolaio in questo allevamento, pur rimanendo in uno stato di allerta. Parliamo pur sempre di un virus, il cui indice di penetrazione all’interno della popolazione animale è decisamente alto. Tuttavia, - ha concluso - siamo ben preparati e pronti a fronteggiare l’emergenza per gli animali infetti». L’allevamento è stato messo in quarantena e per un raggio di 20 chilometri è stato attivato un cordone sanitario. «E’ bene essere prudenti, ma non c’è motivo di allarme. Invito i cittadini a mantenere la calma».
SALUTE EUROPA
15 SETTEMBRE 2009
Eutanasici solo in mano al veterinario: pronto il decreto
Il bugiardino del tanax è in via di riscrittura e questo medicinale veterinario, come tutti gli eutanasici rientrerà fra i medicinali ad uso esclusivo del medico veterinario. Un decreto ministeriale firmato dal Sottosegretario di Stato alla Salute Francesca Martini - già approvato dalla Conferenza Stato Regioni e ora alla Corte dei Conti - porterà a breve in Gazzetta Ufficiale la soluzione normativa.Lo rendono noto la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari (Fnovi) e l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) a proposito dell’impiego del Tanax per l’eutanasia di cani e gatti. Il decreto, al quale ha lavorato per mesi il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali- con la sua Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario- insieme alla Fnovi e all’Anmvi, colma un vuoto legislativo e rappresenta un intervento normativo coerente con il sistema di farmacovigilanza veterinaria attivo nel nostro Paese per il controllo e la sicurezza dei medicinali impiegati sugli animali. Dunque sul foglietto illustrativo del Tanax non si leggerà più “da usarsi sotto il diretto controllo del medico veterinario”, ma sarà solo il medico veterinario a poterlo gestire. Quanto alla modalità di somministrazione del farmaco al cane o al gatto, foglietto illustrativo a parte, è consolidata prassi medico veterinaria quella di evitare la sofferenza del paziente sottoposto ad eutanasia, come la deontologia e la buona pratica veterinaria richiedono. Ma il provvedimento darà garanzie anche maggiori e andrà oltre il caso Tanax- rassicurano Fnovi e Anmvi. Infatti, potranno essere impiegati solo dal veterinario tutti gli eutanasici e le categorie di farmaci (come ad esempio gli anestetici e gli antineoplastici iniettabili) che richiedono speciali accorgimenti e specifiche competenze per la detenzione e la somministrazione. Quello della sofferenza dell’animale da sopprimere è un problema sentito anche in campo zootecnico, per quei bovini- anche loro esseri senzienti e tutelati dalla legge- non più destinabili alla macellazione e per i quali non esiste alcun farmaco autorizzato. E’ questo un altro problema che i veterinari italiani stanno affrontando con addetti ai lavori, animalisti e autorità ministeriali.
AGI
15 SETTEMBRE 2009
ANIMALI: REGIONE LIGURIA APPROVA ODG SU
EUTANASIA
Genova - Il consiglio regionale della Liguria ha
approvato all'unanimita' l'ordine del giorno
sull'eutanasia degli animali presentata dal
consigliere del Pdl, Gianni Plinio: "E' motivo di
grande soddisfazione - dice il consigliere di
minoranza - constatare l'unanimita' del consiglio
regionale su un documento assai significativo
relativo alla necessita' di far modificare dal
ministero del welfare le modalita' di eutanasia per
gli animali cosi' da renderle meno dolorose rispetto
alle attuali. Con questa decisione la regione
Liguria corrisponde alle richieste di tanti
veterinari e cittadini i quali auspicano che a cani
e gatti venga riconosciuto il diritto a morire senza
sofferenze ponendosi all'avanguardia di una nobile
battaglia di etica".
ANMVI OGGI
15 SETTEMBRE 2009
CANE SENZA MICROCHIP, MULTA AL VETERINARIO
L'Anmvi ha chiesto al Sottosegretario Martini che la riforma della 281 recepisca i contenuti dell'Ordinanza 6 agosto 2008 rispetto al ruolo del veterinario libero professionista in caso di mancata identificazione del cane di proprietà. In particolare, l'Ordinanza stabilisce che i veterinari pubblici e privati abilitati ad accedere all'anagrafe canina, nell'espletamento della loro attivita' professionale, devono verificare la presenza dell'identificativo. In caso di mancanza o di illeggibilità dell'identificativo, "il veterinario libero professionista deve informare il proprietario o il detentore degli obblighi di legge".E' questo a parere dell'Anmvi l'indirizzo che il Legislatore dovrà tenere nel riformare la Legge 281, con conseguenti ricadute sulle disposizioni regionali, non ravvisando nel ruolo del libero professionista compiti di "delazione". La sollecitazione viene da alcuni casi riferiti al servizio di consulenza legale dell'Associazione, l'ultimo di pochi giorni fa, che vede coinvolto un libero professionista siciliano: in base alla Legge regionale 15/2000, un Comune del catanese ha sanzionato il libero professionista che, avendo in cura i cani di una cliente "ometteva di segnalare alla Ausl competente la mancata iscrizione all'anagrafe canina degli animali di cui lo stesso ha cura". La sanzione amministrativa, di 172 euro nel caso in questione, può arrivare fino a 520 euro.Ma la Sicilia non è l'unica Regione ad aver imposto l'obbligo di segnalazione del proprietario. Con fattispecie diverse, il veterinario libero professionista è obbligato a riferire alla Asl o al Comune la mancata identificazione del cane di proprietà secondo la normativa vigente in molte Regioni, ad esempio Calabria, Campania, Friuli, Lazio, Toscana, Sardegna, Liguria, Marche. La Sicilia Per l'Anmvi non può attribuirsi al medico veterinario privato un ruolo che giuridicamente non gli compete e che è prettamente clinico, di prevenzione e di informazione. La segnalazione del proprietario inadempiente può risultare controproducente rispetto alle necessità di cura dell'animale e il proprietario deve essere incoraggiato a rispondere di obblighi di legge di cui rimane tuttavia il solo responsabile. In tal senso si è espressa questa estate anche la Fnovi, indicando come non perseguibile dal punto di vista deontologico-disciplinare il medico veterinario che dia corso alle cure ad un paziente non identificato.
METROPOLIS
15 SETTEMBRE 2009
Animali: allo zoo di Napoli nati
leoncini
NAPOLI - Nuove nascite allo zoo di Napoli dove sono venuti alla luce dei leoncini. Presentata anche l´associazione ´Watchdog´ che sovrintenderà al benessere degli animali che negli ultimi anni sono aumentati di 40´ unità."La nascita di questi leoncini è un miracolo della natura visto che Charlie, il papà, e la mamma Lory avevano avuto dei piccoli solo a maggio scorso", spiegano l´amministratore del parco Zoo di Napoli, Cesare Falchero, e l´assessore provinciale Francesco Emilio Borrelli, nominato responsabile dell´associazione ´Watchdog´. "Proprio per questo i veterinari Piero Laricchiuta e Marco Campolo - continuano - hanno deciso di istallare un chip sottocutaneo alla leonessa per evitare nuovi parti per almeno un anno. Inoltre abbiamo deciso di lanciare proprio da Napoli una campagna per la difesa del leone asiatico oramai in via di estinzione".Intanto l´associazione Watchdog si occuperà, tra l´altro, del controllo del benessere degli animali ospiti del parco che sono passati negli ultimi anni da 380 a 420 esemplari. "Lo zoo - conclude Borrelli - era simbolo di morte dopo il fallimento, oggi sta diventando l´emblema della vita anche se va ristrutturato e le condizioni degli ospiti rese sempre più accettabili".
IL MESSAGGERO
15 SETTEMBRE 2009
Napoli, quattro leoncini nati
allo zoo: «È un miracolo della natura»
NAPOLI (15
settembre) - Sono nati altri quattro
leoncini al parco zoo di Napoli. I
leoncini sono stati presentati allo zoo
questa mattina dall'amministratore della
struttura Cesare Falchero e dall'ex
assessore provinciale ai parchi
Francesco Emilio Borrelli che da anni
segue la sorte degli animali e che per
l'occasione ha presentato l'associazione
Watchdog (cane da guardia) con cui sarà
seguito il benessere degli animali e i
lavori di ristrutturazione del parco.«Si
tratta di tre femmine ed un maschio
figli di Charlie e Lory - spiegano
Falchero e Borrelli - e stanno in buona
salute. Sono stati assistiti nel parto
dai veterinanari Piero La Ricchiuta e
Marco Campolo gli stessi che prima
dell'estate salvarono la vita
all'elefantessa Sabrina. La nascita di
questi leoncini è un miracolo della
natura visto che Charlie, il papà, e la
mamma Lory avevano avuto dei piccoli
solo a maggio scorso». «Questa mattina
abbiamo presentato anche la campagna -
concludono i due - per la salvezza del
leone asiatico oramai in pericolo di
estinzione. Napoli lancerà la battaglia
per la salvezza di questo splendido
animale. Il parco zoo finalmente sta
diventando un simbolo di vita e non di
morte».
MESSAGGERO VENETO 15 SETTEMBRE 2009
ORSO
Meno entusiasmo per il suo ritorno Vorrei fare alcune considerazioni sulla sempre maggiore presenza degli orsi nelle nostre montagne. A tutti noi fa piacere che l’orso non sia in pericolo di estinzione e che vaghi per qualche inaccessibile foresta. Molti si ricorderanno quanto, da bambini, siamo stati affascinati dai cartoni animati in cui l’orso era protagonista: chi non ha presente le avventure del simpatico orso Yoghi e dell’orsetto Bubu? Ma nella realtà l’orso è davvero così timido e innocuo? Visto il gran parlare sull’orso in questi ultimi tempi, ho voluto fare una breve ricerca per conoscere meglio questo animale, ma i riscontri emersi dalla cruda realtà hanno poco di “poetico”. Fino agli anni 2000 mi rifaccio ai dati ufficiali forniti dall’osservatorio sull’orso voluto dal Governo federale svizzero, preoccupato per il reintegro del plantigrado in Trentino. L’orso che vive in Europa è l’orso bruno (Ursus arctos). Il peso del maschio arriva a 350 chili, è molto agile, raggiunge una velocità di 50 km/h ed è un abile arrampicatore e un ottimo nuotatore. È fra le specie animali più intelligenti. Vive circa 30 anni. È uno dei più grandi predatori carnivori, anche se una parte della sua dieta è vegetariana. La convivenza nello stesso spazio dell’uomo è abbastanza problematica, in quanto la presenza del plantigrado spesso si caratterizza con l’uccisione di vari animali allevati. Le sue vittime predilette sono le pecore, ma ci sono stati casi anche di animali più grossi come asini, mucche, cavalli (210 di questi grandi animali uccisi sulle montagne europee dal 1995 al 1999), razzie di alveari e spesso anche visite nei pollai dei centri abitati. Nel 1996 gli orsi norvegesi (circa 40 esemplari) anno ucciso 1.821 pecore. Gli esemplari che gravitano sulla nostra zona provengono dalla Slovenia, dove esiste una colonia numerosa. Dal 1985 al 1999 sono stati registrati in tutta Europa dodici casi di attacco all’uomo con esito mortale. Ma, visto che in quest’ultimo periodo la popolazione degli orsi è notevolmente aumentata, ripopolando nuovi ambiti grazie a progetti di reintroduzione come in Trentino e di assoluta protezione e tutela da parte di tutti gli Stati europei, elenchiamo cronologicamente alcuni eventi dettati dalla coabitazione con l’orso in questi ultimi due anni. 26 giugno 2007: su un tranquillo sentiero sulle montagne a nord di Bucarest è aggredita da un orso bruno inferocito una comitiva di sei turisti Usa; due sono ridotti in fin di vita e una donna di 31 anni è sbranata e uccisa sul colpo. Il 14 novembre 2007 in Bulgaria, su autorizzazione del ministero dell’Ambiente, è abbattuto un orso che creava notevoli problemi alle popolazioni. 7 novembre 2007: in provincia di Brescia un allevatore è inseguito da un orso, quasi muore dallo spavento, lo salvano persone del posto. Dicembre 2007: in Trentino è completato un robusto recinto elettrificato dove rinchiudere un’orsa che si aggirava per le vie di vari paesi. 29 gennaio 2008: il governo regionale del Tirolo austriaco autorizza l’abbattimento degli orsi che creano problemi come era successo l’anno prima in Baviera con l’orso che aveva sconfinato dal Trentino. 24 luglio 2008: nella Russia orientale un gruppo di orsi bruni prima circonda e poi attacca i lavoratori di una miniera di platino all’aperto, ne sbrana due, gli altri, circa 400, fuggono terrorizzati. 1º agosto 2008: nei Carpazi romeni, a 500 metri dal centro di Brazov, città di 300 mila persone, un uomo è aggredito e ucciso da un orso bruno. Alla tv romena un forestale racconta che poi «ha trascinato il cadavere per 5-6 metri verso il bosco e ha tentato di seppellirlo». La responsabile del progetto orso di Brazov ammette che i plantigradi negli ultimi cinque anni hanno ucciso tre persone. In Carnia l’anno scorso fece scalpore l’uccisione di alcune mucche nei pressi di Passo Monte Croce. Quest’anno una brutta fine è toccata ad alcune pecore nella zona Ampezzo-Enemonzo, ma il 18 ottobre scorso in Val Resia c’è stato anche il primo “finto” attacco a un cacciatore della zona, Francesco Coos. Altro identico attacco è capitato a un cacciatore di Tolmezzo che si trovava sotto malga Lanza, nei boschi di Pontebba. Un suo collega mi ha raccontato che, quando l’orso si è alzato in piedi urlando e con gli artigli bene in vista, il suo cane da caccia se l’è data a gambe e lo sfortunato cacciatore dopo due giorni balbettava ancora dalla paura! Certo che gli attacchi degli orsi all’uomo sono rari, ma potenzialmente possibili e letali. Confesso che, quando vado in montagna o giro per i boschi magari con mio figlio piccolo, provo una sensazione d’impotenza, in quanto non sarei in grado di dargli alcuna protezione. Siccome non è pensabile che tutti i fruitori dei boschi girino armati per autodifesa, vorrei che ci fosse meno entusiasmo per il ritorno dell’orso sulle nostre montagne e chi pensa di preparare altri progetti di reintroduzione dei grandi predatori (lince e magari anche il lupo) dovrebbe essere molto piu responsabile e cosciente prima di creare le basi per rendere pericolosi i boschi e la tranquilla vita dei montanari e degli appassionati camminatori. Non ne sentiamo davvero la mancanza! Guido Della Schiava Arta Terme
COLOMBI
Il rispetto ambientale A proposito della nota del signor Fernando Tirelli di Mortegliano riguardante il «fastidio molto sentito verso i colombi», che provocherebbero problemi rilevanti per la salute e l’igiene delle persone, l’aspetto degli immobili e delle strade, volevo pormi, al contrario di quello che è molto spesso di moda oggi, dalla parte di chi non ha modo di difendersi. Il signor Tirelli ha mai ricevuto il dono di poterne curare uno ferito e trovato sulla strada tra l’indifferenza della razza “uomo” e, una volta guarito, di vederlo tornare sul proprio balcone tutti i giorni di tutte le settimane, di tutti i mesi e non per mangiare, ma soltanto per salutare e poi volar via? Ha mai pensato il signor Tirelli a dove potranno andare i colombi quando tutti i cittadini, tutti i sindaci, tutti i presidenti di Provincia e tutti i governatori della Regione (e forse anche il presidente degli Stati Uniti d’America) si saranno dati da fare per risolvere un problema tanto gravoso? Ha mai pensato il signor Tirelli che il rispetto ambientale va inteso come prima norma, nel senso di tutelare nella propria forma peculiare quello che è stato creato certamente da una sapienza più grande della nostra? Se qualcuno venisse a dirci che gli uomini sono un problema per l’ambiente, che non soltanto sporcano e inquinano tutti i posti dove siedono, ma che stanno eliminando tutti i siti dove le altre creature del Signore possono procreare e vivere e che per l’ipocrisia che li denota si accendono subito (e come lavorano!) quando si tratta di distruggere quanti non si difendono? Se qualcuno ci dicesse che abbiamo fatto sparire foreste, specie vegetali, rondini (i cui nidi vengono abbattuti), cicogne, colombi e quant’altro e che è venuta l’ora di sparire noi? Ricordo al signor Tirelli che la natura è più forte e più saggia di noi, anche se riteniamo il contrario. Anna Maria Gon Animalieanimali 15 SETTEMBRE 2009
REGIONE LIGURIA STERILIZZA SCOIATTOLI GRIGI
Guerra agli scoiattoli grigi. Con consueta polemica, come accade
quasi sempre in questi casi. Stavolta è la Regione Liguria che
ha deciso di liberare il suo territorio dai molti, troppi
esemplari di scoiattolo grigio americano che stanno sfrattando
gli animaletti autoctoni, i nostri scoiattoli rossicci e più
piccoli. Pressata da Francia e Svizzera, a loro volta
preoccupate che qualche scoiattolo grigio oltrepassi le Alpi e
cominci a infestare anche il loro territorio, e sollecitata
persino da Bruxelles, la giunta di Claudio Burlando ha stabilito
di sterilizzare gli scoiattoli grigi nel Parco di Nervi, per
contenerne l’esplosione demografica.Il finanziamento stanziato è
di 240 mila euro, secondo l’opposizione di centrodestra che è
insorta contestando la misura, giudicata eccessiva, e
soprattutto la spesa (eccessiva pure quella).La maggioranza
spiega che il costo dell’operazione è inferiore: in realtà si
aggirerebbe sui 200 mila euro e 120 mila li paga l’Unione
europea. CORRIERE ADRIATICO 15 SETTEMBRE 2009
Raid notturno in un’azienda faunistica
EMANUELE PIERONI
Serravalle di Chienti (MC) - Una sessantina di volatili, tra
fagiani, cornacchie, e altre specie, sono letteralmente svaniti
da una azienda faunistico venatoria di Serravalle del Chienti,
al confine con tra le Marche e l’Umbria. Animalieanimali 15 SETTEMBRE 2009
TUTELA ANIMALI, CONSIGLIO REGIONALE TOSCANA VOTA LEGGE CONTESTATA Lav, Enpa e Lega nazionale per la difesa del cane, testo ormai superato e inutile
Nei prossimi giorni verrà discussa dal Consiglio Regionale della Toscana la proposta di legge n. 3 “Norme per la tutela degli animali” che se approvata abrogherà la legge attualmente in vigore “Norme per la gestione dell’anagrafe del cane, la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo”.Il testo della proposta di legge, però, è complessivamente superato e LAV, Enpa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane hanno scritto ai capigruppo e ai consiglieri regionali, affinché questi non esprimano il loro voto favorevole, adeguando invece il testo all’evoluzione della normativa nazionale.Le associazioni lamentano che, nonostante le perplessità sollevate ed esposte nel corso dell’audizione tenutasi in Quarta Commissione il giorno 22 luglio 2009, la proposta di legge, riesaminata e licenziata nel corso della seduta n. 164 del 9 settembre 2009 dalla Commissione stessa, non reca alcuna modifica relativa a importanti aspetti sollevati dalle associazioni.Le associazioni, anzi, notano con delusione che in virtù di un emendamento approvato durante l’ultima discussione in Commissione Sanità, gli esercizi commerciali potranno tenere esposti gli animali per cinque ore anziché le quattro previste dal testo proposto in Commissione stessa, e questa non può considerarsi certamente una modifica positiva. I contenuti della proposta di legge non tengono sufficientemente conto dell’evoluzione normativa a tutela degli animali d’affezione e per la prevenzione del randagismo ignorando del tutto, inoltre, le norme contenute nell’”Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163” (G.U. 207 del 07/09/2009), che stabilisce i livelli essenziali di tutela e benessere che i Comuni sono tenuti ad assicurare agli ospiti dei canili. Ma vi è di più: in controtendenza con la stessa Ordinanza, che prevede il diritto di prelazione alle associazioni animaliste per la gestione dei canili, la Regione si appresta a trasformare in legge un articolato che prevede tale diritto anche per le imprese sociali. Nella proposta di legge sono del tutto assenti articoli di fondamentale importanza come quelli che definiscono le competenze di Regioni, Sindaci, ASL e Province, molto importanti quest’ultime per il loro ruolo di programmazione e coordinamento delle attività e degli interventi, un ruolo che in linea generale è attribuito a tali enti dal Testo Unico sugli Enti Locali. Particolarmente carenti appaiono gli articoli relativi all’anagrafe (circoscritta peraltro solo a quella canina), alla relativa iscrizione e tempi; l’articolo sui “cani pericolosi” e gli articoli su addestramento e attività commerciali. L’articolo sull’accattonaggio invece è di difficile interpretazione in quanto per gli operatori di vigilanza può non essere semplice distinguere tra “ruolo attivo” e “ruolo passivo” dell’animale impiegato. Anche l’articolo sulle amputazioni non è soddisfacente in quanto oltre ad avere un titolo inesatto (non tutte le operazioni chirurgiche vietate possono definirsi amputazioni) non tiene sufficientemente conto delle disposizioni normative in materia dettate all’Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani (G.U. n. 13-2009). Da rilevare anche come la proposta di legge non contenga alcun articolo sulla vigilanza zoofila, un compito riconosciuto associazioni per la tutela degli animali dalla Legge 20 luglio 2004, n.189.Il ruolo delle associazioni, infine, sebbene sia posto in rilievo tra le finalità della proposta di legge, risulta essere molto marginale non riconoscendo loro ruoli attivi e importanti come la gestione delle adozioni in cani e gattili, o la formazione dei proprietari di cani ad aggressività non controllata, solo per fare degli esempi. MESSAGGERO VENETO 15 SETTEMBRE 2009
Pericolo animali vaganti: sarà installata apposita segnaletica
CORMÒNS (GO). Animali selvatici attraversano all’improvviso la strada in località Monticello, in particolare in due punti sulla strada provinciale, piuttosto trafficata. Un fenomeno assai frequente, che crea non pochi disagi alla circolazione veicolare nonché pericolo per l’incolumità di mezzi e di automobilisti. Un cittadino cormonese ha inviato un esposto al comune di Cormòns segnalando il problema, l’11 settembre e invitando l’amministrazione a provvedere subito con idonea segnaletica verticale, onde evitare problemi in futuro. Subito l’amministrazione comunale di Cormòns si è attivata e ieri il comandante della polizia municipale Augusto Paesini ha emanato un’ordinanza ad hoc, che prevede l’installazione di due cartelli di pericolo, “animali selvatici vaganti”, entrambi in località Monticello. Il primo sarà installato in corrispondenza dell’intersezione formata con la strada provinciale nº 16 di Angoris e il secondo invece in corrispondenza dell’incrocio con via Corona. È questa infatti l’area dove si verificano più spesso gli avvistamenti di animali selvatici. Si tratta in prevalenza di lepri e fagiani, che fuoriescono dalla vicina riserva di caccia privata. Per evitare problemi, soprattutto per chi non è pratico delle zone, è stato dunque deciso di correre ai ripari. Il servizio manutenzioni e sicurezza del Comune si occuperà dell’installazione. Chiunque avesse legittimo interesse, può fare ricorso entro 60 giorni contro l’ordinanza all’ispettorato generale per la sicurezza e la circolazione stradale del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti oppure al Tar.
AGI
15 SETTEMBRE 2009
PUNKABESTIA: FIRENZE, CONTROLLI A TAPPETO ED ESPULSIONI
Firenze - Sono 74 i punkabestia controllati a Firenze nel corso di sette giorni consecutivi di servizi mirati effettuati da equipaggi misti, composti da personale della questura e personale veterinario della Asl, coordinato dal vice questore aggiunto Edoardo Polce. Nessuno degli identificati figura tra quelli controllati e gia' destinatari di provvedimenti durante precedenti ed analoghi servizi. Per sedici punkabestia, tutti con numerosi precedenti di polizia, sorpresi con i rispettivi cani in varie zone della citta', sono scattati provvedimenti amministrativi e denunce. Cinque ungheresi ed uno sloveno sono stati espulsi dal territorio nazionale. Per un cittadino spagnolo e' scattato il provvedimento di allontanamento, perche' ritenuto pericoloso per l'ordine e la sicurezza pubblica. Quattro sono i destinatari di misure di prevenzione, di cui tre fogli di via obbligatori e un avviso orale. Venti esemplari, di varie razze, sono stati affidati in custodia temporanea al personale veterinario coodinato dal dr. Enrico Loretti del dipartimento di prevenzione della Asl di Firenze, che ha concorso nella attuazione dei servizi. I cani sono stati poi restituiti ai rispettivi proprietari. Un cittadino spagnolo e' stato denunciato per possesso di armi, in quanto trovato in possesso di due coltelli di cui non ha fornito alcuna giustificazione.Altri due italiani, non residenti a Firenze, sono stati denunciate per la violazione del foglio di via obbligatorio. I controlli sono stati attuati anche con il concorso operativo della polizia provinciale, coordinata dagli ispettori Alessandro Bonucci ed Alessandro Concione, nonche' dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali), presieduto a Firenze da Simone Porzio."I servizi - spiega il questore Francesco Tagliente - sono stati pianificati sulla base di una mappatura elaborata alla luce dei risultati di analoghi controlli effettuati durante lo scorso anno, nonche' sulla base degli esposti pervenuti da parte di alcuni operatori economici. Attraverso il coordinamento dei diversi uffici della questura e' stata data attuazione ad un piano di controlli specifico, che ha consentito l'adozione di tutti i provvedimenti in materia di misure di prevenzione nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica, nonche' sotto il profilo del contrasto dell'immigrazione clandestina". LIBERO 15 SETTEMBRE 2009
ANIMALI: CTS, SCONGIURATA AMPUTAZIONE ARTO PER TARTARUGA VERDE 'GREEN'
Roma - Green, l'esemplare di Chelonia mydas, piu' comunemente conosciuta come tartaruga verde per il colore del carapace, sta bene. Recuperato il 9 agosto 2009 dal Centro Recupero Animali Marini del Cts e del Parco Nazionale dell'Asinara, l'animale e' stato costantemente seguito da uno staff di biologi e veterinari.Ormai rarissimo nei nostri mari l'esemplare e' stato sottoposto a un intervento per l'applicazione di una sonda esofago-stomica, in quanto, nonostante si alimentasse autonomamente ed esclusivamente di calamari, essendo erbivora e rifiutando un alimentazione a base di vegetali perdeva regolarmente peso. Grazie a un'alimentazione forzata a base vegetale ha incrementato regolarmente il peso. L'arto anteriore destro che al momento del ritrovamento presentava un abbondante edema in seguito allo strozzamento causato da un filo di lenza che si era attorcigliato a livello della diafisi dell'omero, e' stato sottoposto quotidianamente a terapia medica locale e a massaggi linfo-drenanti al fine di riattivare la circolazione e la funzionalita'.''Attualmente le condizioni generali dell'animale sono buone - dichiara Laura Pireddu responsabile del centro - e l'arto sta migliorando: e' stata scongiurata cosi' l'eventuale amputazione dell'arto''.
TISCALI NOTIZIE
15 SETTEMBRE 2009
Ruanda, E' morto Titus, "re dei gorilla". Aveva ormai 35 anni
Kigali - Titus, meglio noto come il "re dei gorilla" del Ruanda, è morto ieri a 35 anni nel Parco nazionale dei Vulcani, nel nord-ovest del Paese. Lo ha annunciato l'Ufficio ruandese del turismo e dei parchi nazionali (Ortpn). Il celebre gorilla "Silverback", cioè dalla schiena argentata, era nato il 24 agosto 1974: "E' con grande tristezza che l'Ortpn apprende della morte del leggendario Titus, conosciuto come il re dei gorilla", secondo il comunicato ufficiale. "Non era solamente il più forte di due Silverback del Parco nazionale dei vulcani, era anche il più famoso", si legge nel testo. Per tutta la vita è stato oggetto di numerosi studi scientifici. Nessun scienziato tuttavia era riuscito a prevedere la sua ascesa dominante nel gruppo, perchè Titus aveva subito un forte schock, quando la sua famiglia era stata massacrata dai bracconieri. Quando era ancora un cucciolo, fu abbandonato dalla madre dopo un violento attacco da un maschio dominante. Da adolescente, entrò a far parte di un gruppo di giovani maschi, a cui successivamente si unirono cinque femmine. Beetsme, il maschio dominante ma che era ormai vecchio, cedette allora il suo posto a Titus, che prese la guida del gruppo. Il gorilla era famoso anche per un documentario del 2008 a lui dedicato e intitolato "Titus, il re dei gorilla". Per fortuna ha una numerosa "prole", secondo l'ufficio turismo. La sua morte, comunque, rappresenta "un'immensa perdita per il Ruanda". Il numero dei gorilla di montagna continua ad aumentare, grazie agli sforzi dell'Ortpn e dei suoi partner: "Tra i 380-400 gorilla che vivono nelle montagne del Virunga, tra il Ruanda, la Repubblica democratica del Congo e l'Uganda, almeno 265 vivono in territorio ruandese, dove sono sotto stretto controllo". VIRGILIO NOTIZIE 15 SETTEMBRE 2009
Rep. Congo/ Inchiesta: gorilla uccisi e venduti per la loro carne Almeno due alla settimana vengono eliminati a Kouilou
Fino a due gorilla alla settimana vengono uccisi e venduti per la loro carne a Kouilou, una regione della Repubblica del Congo (Brazzaville). I corpi, scrive la Bbc citando i risultati di un'inchiesta, vengono trasportati via fiume e passati a trafficanti che li vendono sui mercati delle grandi città. Condotta dal gruppo per la conservazione animale Endangered Species International, l'inchiesta fa luce sull'estensione della caccia ai gorilla nel paese. Si teme che siano addirittura molti di più i gorilla catturati ogni anno nella regione. I ricercatori hanno iniziato la loro indagine sotto mentite spoglie, parlando con i trafficanti nei mercati di Pointe Noire, seconda città della Repubblica del Congo. "La carne di gorilla è venduta a pezzi e affumicata per 6 dollari al taglio", ha spiegato Pierre Fidenci, presidente dell'associazione. Nella foresta di Kouilou, continua Fidenci, sono rimasti circa 200 gorilla ma ogni mese ne viene eliminato circa il 4%. LA ZAMPA.IT
15 SETTEMBRE 2009
Gatto trovato a 3800 km da casa, restituito alla
proprietaria
![]() SYDNEY - Un gatto himalaiano dal pelo lungo ha percorso
oggi in aereo migliaia di chilometri dal nordest
tropicale dell’Australia per ricongiungersi ai suoi
padroni nella temperata isola di Tasmania, a sud del
continente. Il micio di nome Clyde, che ora ha quattro
anni, era scomparso misteriosamente tre anni fa e i
proprietari avevano affisso avvisi con la sua foto in
tutta la regione senza risultato. La settimana scorsa è stato identificato grazie alla microchip inserita sotto pelle da un veterinario di Cloncurry, a 3800 km di distanza, che ha rintracciato i proprietari. Un’infermiera che aveva adottato Clyde quattro mesi fa, dopo averlo visto aggirarsi per il terreno del locale ospedale, lo aveva consegnato al veterinario perchè doveva trasferirsi. Il gatto era scomparso quando la sua padroncina, Ashleigh Phillips che ora ha 19 anni, era partita in vacanza, ma solo lui sa come sia finito fino a Cloncurry. Si suppone che sia saltato in un’auto, o più probabilmente si sia nascosto in una roulotte di vacanzieri in partenza per un lungo viaggio nel continente. Stanotte Clyde, dopo il lungo volo, riposerà in una pensione per gatti a Hobart, prima dell’eccitazione del ricongiungimento con la sua Ashleigh.
CORRIERE DELLA SERA
15 SETTEMBRE 2009
Le ricerche dopo la sua scomparsa
non avevano dato esito. Trovato grazie al
microchip
Micio torna a casa dopo tre anni: si
era allontanato di 4 mila chilometri
Un gatto himalayano attraversa
l'Australia, forse a bordo di un camper di
turisti. Ora torna dalla padrona
MILANO - Un gatto himalayano dal pelo lungo
ha percorso in aereo migliaia di chilometri
dal nordest tropicale dell'Australia per
ricongiungersi ai suoi padroni nella
temperata isola di Tasmania, a sud del
continente. Il micio di nome Clyde, che ora
ha quattro anni, era scomparso
misteriosamente tre anni fa e i proprietari
avevano affisso avvisi con la sua foto in
tutta la regione senza risultato.
L'IDENTIFICAZIONE - La settimana scorsa è
stato identificato grazie alla microchip
inserita sotto pelle da un veterinario di
Cloncurry, a 3800 km di distanza, che ha
rintracciato i proprietari. Un'infermiera
che aveva adottato Clyde quattro mesi fa,
dopo averlo visto aggirarsi per il terreno
del locale ospedale, lo aveva consegnato al
veterinario perchè doveva trasferirsi.
VIAGGIO IN ROULOTTE - Il gatto era scomparso
quando la sua padroncina, Ashleigh Phillips
che ora ha 19 anni, era partita in vacanza,
ma solo lui sa come sia finito fino a
Cloncurry. Si suppone che sia saltato in
un'auto, o più probabilmente si sia nascosto
in una roulotte di vacanzieri in partenza
per un lungo viaggio nel continente. Clyde,
dopo il lungo volo, riposerà in una pensione
per gatti a Hobart, prima dell'eccitazione
del ricongiungimento con la sua Ashleigh.
TRENTINO 15 SETTEMBRE 2009
Se il lupo fa danni, la Svizzera si è data dei criteri oggettivi
In generale il ritorno del lupo sulle Alpi ha trovato le amministrazioni pubbliche piuttosto impreparate o in netto ritardo rispetto alle dinamiche di espansione della specie. Così è stato in Piemonte e in Francia. Ma così non è è stato in Svizzera dove il governo confederale ha adottato con grande tempestività dei criteri oggettivi di intervento. Questo per evitare le secche di un approccio emotivo al problema del ritorno dei grandi predatori. Ma cosa hanno deciso gli svizzeri? In poche parole che la specie è assolutamente protetta, ma che singoli esemplari particolarmente problematici (per via dei danni agli allevatori) possono essere abbattuti. Strada perseguita con un certo rigore, dal momento che a fronte di una presenza stimata di una dozzina di esemplari, nella sola estate 2009 uno è stato abbattuto mentre per altri due è scattato il decreto di abbattimento. Applicazione che ha sollevato non poche proteste. Sarà il caso infatti di ricordare che Nella Convenzione di Berna, il lupo è menzionato all’allegato II, che riguarda le «specie faunistiche assolutamente protette». Ma vediamo quali sono le linee guida adottate in Svizzera. Innanzitutto nelle regioni in cui è presente il lupo i proprietari di bestiame grosso devono adottare misure di prevenzione dei danni. Per singoli lupi che causano danni rilevanti ad animali da reddito, il Cantone può rilasciare un’autorizzazione di abbattimento per prevenire ulteriori danni alla selvaggina. Per valutare l’adempimento dei criteri di abbattimento non sono riconosciuti gli animali da reddito uccisi nelle regioni in cui, malgrado precedenti danni causati dal lupo, non sono state adottate misure di protezione ragionevoli benché esse fossero tecnicamente possibili, praticabili e finanziabili. Un lupo problematico, per essere dichiarato tale, deve sbranare almeno 35 animali da reddito nell’arco di quattro mesi consecutivi o almeno 25 animali da reddito nell’arco di un mese. Il via libera all’abbattimento è possibile però solo se sono state adottate tutte le misure di protezione tecnicamente possibili, praticabili e finanziabili. IMAGO ROMAE 15 SETTEMBRE 2009
PACT Animal Sanctuary
PACT è forse il maggiore santuario per animali di tutta l'East Anglia, in Gran Bretagna.Raccoglie animali con problemi che verrebbero probabilmente abbattuti, e porta avanti una politica rigidamente contraria all'eutanasia.Ospita non meno di 600 animali e la sua missione è quella di rispondere alle esigenze dei suoi ospiti, chiedendosi cosa sia meglio per loro. TERRA NAUTA 15 SETTEMBRE 2009
Il cavallo corre per vincere il titolo di animale da affezione Utilizzato sinora come mezzo di trasporto e per l’intrattenimento in pali, rodei e circhi, il cavallo inizia adesso ad essere apprezzato per le sue qualità caratteriali ed affettive. Cresce, infatti, il numero di persone convinte che questo animale debba entrare a far parte della rosa dei pochissimi privilegiati ‘animali d’ affezione’ e, come tale, essere tutelato.
Il cavallo. Emblema di eleganza, bellezza, carattere. Allo stesso tempo fragile e vulnerabile, e così docile che fin da tempi antichissimi l’uomo ne ha approfittato piegandolo ai propri bisogni per le attività più svariate: come mezzo di trasporto per il commercio, per usi bellici, per l’intrattenimento in spettacoli quali rodei, pali, circhi, corse di ogni genere; infine, quando la vecchiaia non ne rendeva più redditizio il mantenimento in vita, ahimé …come cibo.
L’indole di questo animale, dunque, non si può dire che gli abbia reso un grande servizio dato poi che, come noto, lo sfruttamento, già di per sé fonte di stress e sofferenza, spesso sfocia nel maltrattamento vero e proprio, assumendo forme anche molto brutali. Tutto ciò accadeva un tempo e accade tutt’oggi, benché le tipologie di utilizzo del cavallo siano naturalmente mutate con l’evolversi della società e delle funzioni per le quali questo animale si poteva man mano meglio adattare. Se come mezzo di locomozione per merci e persone è ormai utilizzato solo in contesti agricoli e comunque in maniera sporadica, d’altro canto è incrementato il business legato all’aspetto di intrattenimento e svago che vede protagonista il cavallo nelle corse, nei palii, e nell’attività dell’equitazione in generale, come sport sia agonistico che amatoriale. Lo spostamento da un ambito meramente utilitaristico in cui l’animale veniva considerato solo in funzione del suo essere forza lavoro verso un contesto in cui diviene compagno di svago e di divertimenti, quindi apprezzato per le sue qualità caratteriali e affettive a prescindere da un tornaconto immediato, ha gettato le premesse per una rivalutazione di questo animale e il riconoscimento di diritti prima del tutto negati. Il rapporto affettivo che si instaura con il proprio cavallo, la cura e la dedizione impiegata nell’accudirlo, l’intesa raggiunta nell’amicizia uomo - animale hanno fatto sì che sempre più persone cominciassero a considerarlo, al pari del cane e del gatto, un animale d’affezione e volessero vederlo riconosciuto ufficialmente come tale. Gli animali d’affezione sono, come noto, gli animali da compagnia, cioè quelli che per una serie di circostanze sono entrati nelle nostre case o comunque nel contesto famigliare, divenendone parte; identificati con un nome, plasmati, adattati alla vita domestica, hanno imparato ad abituarsi al contesto casalingo e ad amare un padrone, a divenirne dipendenti e a volte anche succubi, perdendo poi, come nel caso soprattutto dei cani, ogni capacità di riadattarsi ad un contesto selvatico. Animali ‘umanizzati’ dunque.
Volendosi soffermare sul significato di ‘animale d’affezione’, il termine non sta ad indicare evidentemente una specie che si ‘merita’ questo status per una qualche qualità propria che la rende maggiormente degna di tutela rispetto ad altre, cosa peraltro appunto improbabile, ma solo una condizione che la società ha deciso di conferire a quella categoria animale in virtù di un’empatia, per cui si ‘stabilisce’ che è giusto tutelarla, a differenza delle altre. Ma in base a quali criteri? E perché quella specie e non le altre? La motivazione è tutt’altro che razionale, o meglio si può dire che non c’è, risiedendo tutta la questione, molto banalmente, in una maggior conoscenza che abbiamo di un animale rispetto ad un altro (in seguito al suo ingresso in ambito domestico) e quindi una maggior consapevolezza del suo “essere”: un essere “vivente” e “senziente” ossia che vive e che sente. Per esempio il cane e il gatto, animali da tempo definiti “da affezione”, vengono considerati portatori di diritti, quale quello di non essere malmenati, affamati, torturati o uccisi, perchè la loro stretta vicinanza con l’uomo fin da tempi lontani ce li ha resi familiari permettendoci di osservarne da vicino le espressioni, le reazioni, gli stati d’animo e comprendere quindi la loro sorprendente somiglianza con l’essere umano: quanto temano il dolore, quanto amino giocare, essere liberi, socializzare. Di qui l’orrore che ci suscita il vederli vittime di soprusi, e la volontà di tutelarli. Ma gli altri animali? Anche loro hanno un sistema nervoso che li rende capaci di soffrire e gioire, hanno emozioni, paure, desideri. Possibile che l’uomo abbia bisogno di adottare un maialino o una mucca, accarezzarli e guardarli negli occhi da vicino per comprendere quanto, anche loro, siano terrorizzati dalla morte atroce che ogni giorno gli facciamo fare per metterceli nel piatto? Il cavallo tuttavia, sebbene non sarà mai sotto il nostro tavolo mentre mangiamo o sul divano a farsi coccolare forse ha delle buone speranze, pare, per entrare nella rosa dei pochissimi privilegiati che si chiamano appunto ‘animali d’ affezione’. La strada non è certo facile, tuttavia è un dato di fatto che il cavallo - anche sull’onda di recenti fatti di cronaca che hanno riportato di numerosi incidenti durante i palii estivi accendendo un vivo dibattito sul benessere degli animali utilizzati - è sempre più spesso oggetto di discussione in relazione al suo stato di sfruttamento nella nostra società. Il dibattito si è focalizzato su due questioni in particolare: l’utilizzo del cavallo nei palii (dal rinomatissimo palio di Siena a quello di Asti o di Ferrara, oltre a molti altri minori) e nelle tipiche carrozze turistiche presenti nelle città d’arte (Roma, Firenze e Palermo).
Sul primo punto le proteste degli animalisti sono di lunga data ma non sono state granché ascoltate visti i drammatici incidenti che ogni anno coinvolgono fantini, cavalli e spettatori in occasione di giochi equestri e palii; si chiedono da sempre per lo meno alcune basilari precauzioni per evitare la caduta dei cavalli: un fondo stradale sicuro, un tracciato non difficoltoso, la presenza di paratie di protezione, ecc… anche se è evidente che l’obiettivo in prospettiva è la modernizzazione di queste rappresentazioni folkloristiche che miri a bandire per sempre l’utilizzo di animali, lasciando tuttavia intatto l’aspetto storico e commemorativo della festa. Purtroppo, soprattutto in contesti paesani dove l’attaccamento agli aspetti tradizionali e nostalgici è molto radicato, è arduo pensare ad un cambiamento così repentino, quindi per ora si sta puntando per lo meno a regolamentare la materia. A tal proposito il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato il 20 luglio scorso un’ordinanza "sulla disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati". Tutto nasce «sulla scia di sangue di questi anni, in cui abbiamo assistito a decessi di fantini, l'ultimo è di questi giorni a Sedilo (Oristano), ma anche a cavalli abbattuti o con danni permanenti, per non parlare dei rischi per l'incolumità degli spettatori», ha sottolineato la Martini; l’ordinanza prevede che tutte le iniziative popolari in cui vengono impiegati cavalli debbano essere autorizzate da una relazione tecnica del comitato organizzatore e previo parere favorevole di una commissione comunale o provinciale, affiancata da un veterinario dell'Asl territoriale competente. In particolare, per ottenere il via libera, saranno controllati il fondo delle piste o dei campi dove si svolge la manifestazione, il percorso, che dovrà essere protetto da paratie, e il tracciato, che dovrà garantire la sicurezza dei fantini e dei cavalli. Ma a sollevare maggiori polemiche è stato senz’altro il divieto di utilizzo del frustino, poi corretto un divieto di uso «improprio o eccessivo tale da provocare sofferenza all'animale». L’ordinanza ribadisce infine il divieto, già in vigore da anni, di utilizzo di sostanze dopanti per i cavalli, e introduce quello di non far gareggiare animali sotto i quattro anni di età; limitazioni anche per la categoria dei fantini che non dovranno essere stati condannati per maltrattamento o uccisione di animali, né essere ubriachi durante la corsa o risultare positivi all’antidoping. Un’ordinanza questa che va a colmare un grave vuoto normativo e che ha avuto la piena approvazione di tutte le associazioni animaliste.
Per quanto riguarda le carrozze turistiche la battaglia è senz’altro più recente, forse perché la ‘tranquillità’ dell’andatura in carrozza non rendeva immediatamente evidente il maltrattamento, unitamente al fatto che la vista di un cavallo che traina qualcosa o qualcuno è talmente radicato nel nostro immaginario che più difficilmente viene da interrogarsi sulla questione. Anche in questo caso i dati sono simili: incidenti, cadute, svenimenti, alcuni risoltisi con ferite più o meno gravi, altri invece con l’abbattimento dell’animale, dopo lunga agonia. Sia a Roma che a Firenze le associazioni animaliste (vedi www oipaitalia com) – campagna ‘botticelle’) si sono mobilitate per chiedere il bando all’utilizzo di animali per le carrozze turistiche e fin da ora condizioni più dignitose per questi animali costretti a lavorare anche d’estate sotto il sole cocente, trainando carichi fino a 800 kg, a volte persino al trotto. Quindi sono diversi i fronti sui quali i cavalli vengono strenuamente difesi da chi ritiene che meriterebbero maggior rispetto. Per la richiesta di riconoscimento di status di animale d’affezione in Italia già da tempo sono in corso petizioni e iniziative di cui l’ultima promossa dalla F.I.S.E. (Federazione Italiana Sport Equestri). L'obiettivo va ben oltre la richiesta di restrizioni nell’utilizzo di questo animale per corse, palii e circhi puntando prima di tutto sul divieto di macellazione dei cavalli, quindi di commercializzazione della loro carne e dei pellami. Sempre nella stessa direzione il disegno di legge presentato in parlamento dalla LAV sotto l'egida dell'Ass. Parlamentare "Amici del Cavallo" guidata dal Sen. Antonio Tomassini, il cui obiettivo è diffondere la cultura del rispetto di questi animali che passa inevitabilmente, e prima di tutto, attraverso il rifiuto di cibarsi delle loro carni!
LA REPUBBLICA
15 SETTEMBRE 2009
Polpo vivo, larve di falena i cibi più strani del mondo
Il
sito virtualtourist. com ha stilato una classifica dei
dieci piatti più bizzarri. Al primo posto una torta di
sangue di maiale. C'è anche il nostro prosciutto d'asino
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SARA
FICOCELLI
Mangereste un polpo vivo, che
si muove terrorizzato nel piatto? Per i sudcoreani
questa portata è una prelibatezza: il polpo vivo si
mangia ovunque e piace soprattutto ai ragazzi, che fanno
a gara a ingurgitare velocemente i palpitanti
"involtini". Il sito
virtualtourist.com ha stilato una classifica dei
dieci cibi più bizzarri del mondo, lasciando intendere
che quando si tratta di cucina il concetto di stranezza
è relativo se non inconcepibile. Nell'elenco troviamo
infatti anche un piatto italianissimo, l'asino, molto
amato sia stracotto che bollito dal Lazio al Piemonte
eppure guardato con sospetto se non incredulità in molti
Paesi, che mai si sognerebbero di cucinare un animale
così versatile. E a proposito di versatilità, il primo
premio se lo aggiudica l'animale di cui non si butta via
nulla: il piatto più strano del mondo è infatti la
torta di sangue di maiale, che a Taiwan
viene mangiata normalmente come fosse uno snack. Può
capitare di trovarla nelle friggitorie al fianco di
altri dolci cotti nell'olio, ma si mangia anche umida,
immersa in un brodo aromatico. Insomma, ce n'è per tutti
i gusti. Il secondo posto se lo aggiudica il già citato
polpo vivo
della Corea del Sud: nei ristoranti di questo Paese
questi animali vengono arrotolati intorno a dei
bastoncini e poi inzuppati in una salsa saporita. A
questo punto sono pronti per essere serviti: quello che
si dice un piatto veloce. Terza si piazza l'Uganda con
le cavallette,
che vengono catturate durante la stagione piovosa e poi
consumate sia cotte che crude. Chi le ha mangiate ne
dice un gran bene, pare infatti che abbiano un sapore
simile a quello della patatina fritta e che siano anche
molto più salutari. Ad ali e zampette però è meglio non
pensare. Al quarto posto troviamo il
più randagio degli animali,
paradossalmente cucinato in un Paese famoso per la sua
raffinatezza. Il piccione in Francia è
una specialità e guai a dire a uno chef parigino che il
pennuto che sta facendo a pezzi si nutre di tutto ciò
che trova, perché potrebbe rispondervi che anche la
cozza lo fa, ed è comunque prelibata. Di fatto la carne
del grigio pennuto è più saporita di quella del pollo ed
è per questo che un piatto di piccione arrosto costa
molto di più di uno di pollo con le patate. Al quinto
posto troviamo il Durian, un frutto del Sudest Asiatico
dal caratteristico odore di piedi. La forma elegante e
il sapore gradevole contrastano con la puzza di questo
singolare prodotto della natura, che può essere lungo
anche 30 centimetri e misurarne 15 di diametro. I suoi
detrattori sostengono che sia meglio mangiare un frutto
insipido e inodore di uno che olezza in modo così
pestilenziale. Su youtube si possono addirittura trovare
dei video che mostrano come sia possibile resistere al
puzzo di feci, uova marce e vomito per 22 secondi
consecutivi, ma solo per 8 a quello del Durian. Che però
a quanto pare è molto amato in Malaysia. Sesto posto per
il lutefisk, il più tipico piatto di
stoccafisso
preparato in Norvegia, Svezia e alcune regioni degli
Stati Uniti (abitate da discendenti di immigrati
scandinavi), dove costituisce il must del Natale. Il
nome deriva da "lutche" (soda caustica) e "fisk"
(pesce). La preparazione prevede una lavorazione di 14
giorni prima della cottura: inizialmente il pesce è
lasciato in acqua per sei giorni, poi viene messo in una
soluzione di idrossido di sodio per due giorni. Questo
trattamento determina una denaturazione delle proteine e
fa sì che il prodotto assuma una consistenza gelatinosa
e diventi addirittura velenoso. Per poter essere
consumato deve subire un secondo ammollo di 6 giorni,
durante i quali l'acqua viene cambiata frequentemente
per allontanare la soda caustica. Solo a questo punto il
lutefisk può essere cucinato e servito, accompagnato da
patate e lefsa, sorta di piadine, abbondantemente
imburrate. In Australia invece vanno forte
le larve: settimi
infatti questi piccoli insetti bianchi e ricchi di
proteine. Tra le più gettonate quelle di falena, un
tempo parte integrante della dieta degli Aborigeni.
All'ottavo posto della classifica c'è lo Snake Wine, letteralmente il "Vino al serpente", una bevanda alcolica che si può trovare facilmente nello Snake Village vicino Hanoi, in Vietnam, ma anche in altri paesi del sud est asiatico. Si tratta di un vino ottenuto dal riso che si lascia fermentare per mesi in compagnia di serpenti, tartarughe, scorpioni, insetti e persino uccelli. Pare che abbia proprietà terapeutiche e il suo sapore è talmente forte che va buttato giù tutto d'un fiato. Penultimo tra i cibi più strani del mondo è appunto l'asino italiano, segnalato soprattutto sottoforma di prosciutto, ma forse, all'estero, non sanno del prelibato ragù d'asino, piatto della tradizione mantovana. All'ultimo posto c'è lo struzzo, cucinato tradizionalmente in Sudafrica (e arrivato da qualche tempo anche sulle nostre tavole). La sua carne è ideale per chi soffre di colesterolo, perché ricca di proteine e molto magra.
MONTAGNA TV
15 SETTEMBRE 2009
Ecco come il cane ha superato l'Icefall
KATHMANDU, Nepal -- Sulla prima scaletta
pare un po' impacciato, con le orecchie basse e le
zampe traballanti. Ma poi acquista sicurezza, fino a
muoversi con ferma disinvoltura tra i crepacci dell'Icefall.
Sono davvero incredibili le immagini che abbiamo
scovato sul web e che mostrano come il cane che lo
scorso maggio aveva sorpreso Silvio "Gnaro"
Mondinelli a campo 2 dell'Everest, sia riuscito a
salire fin lassù.
![]()
"Non capisco come abbia fatto a salire fin quassù -
si chiedeva Mondinelli quel giorno -. E' a 6.400
metri di quota, deve aver attraversato l'Icefall.
Cerca croste di formaggio e sembra far dispetto a
tutti quelli che salgono con l'ossigeno".La domanda
era rimasta aperta, ma oggi, grazie all'aiuto del
nostro lettore Fabrizio Castellucci, siamo riusciti
a scovare le fotografie della spettacolare salita
del cagnolone, che sembra aver effettivamente
superato tutte le scalette con le proprie zampe. Le
immagini appartengono all'alpinista Yury Pritzker,
che le ha pubblicate sul suo blog. Eccole qui.
IL RESTO DEL CARLINO 15 SETTEMBRE 2009
CASTELMASSA (RO) Bracconieri già scatenati E i vigili multano i cacciatori Non è iniziata bene la stagione della caccia in Polesine: nei giorni scorsi una vera e propria strage di tortore, mentre altri testimoni raccontano di fagiani e lepri uccisi. I casi di bracconaggio mettono a rischio il futuro della caccia
Rovigo - Mentre al convegno di Crespino giovedì
sera i massimi dirigenti venatori provinciali si
sforzavano di insistere che solo con l’etica
della caccia tipo patti associativi i seguaci di
Nembrotte possono accreditarsi presso l’opinione
pubblica, la solita minoranza di sparatori ha
infangato tutto un mondo in cui il legame col
territorio ed i prelievi ragionati sono ormai
normalità.
In particolare il 2 settembre dalle 7 alle 9 chi
era in bar a Castelmassa ha potuto sentire
chiaramente innumerevoli spari in via Rossi;
altro tiro al bersaglio a Calto nei pressi
dell’area ex cave di pesca. In via Rossi c’erano
ben 25 postazioni per cui è dovuta intervenire,
su richiesta, la vigilanza venatoria per ovviare
all’anarchia sparaiola (cacciatori padovani, uno
di Castelnovo Bariano) e multando parecchio.
Non è un bell’anticipo per l’apertura canonica
della caccia di domenica prossima. Allora, come
ha ribadito a Crespino Luca Bernardelli
presidente dell’Atc Ro 1 Polesine Occidentale,
"in cinque-sei giorni, a campi spogli, fagiani e
lepri saranno fatti fuori e a fine settembre non
ci sarà più nulla da incarnierare, questo per
colpa di pochi sparatori".
SAVONA NEWS
15 SETTMBRE 2009
Savona: fagiani morti prima della caccia, denuncia dell'Enpa
Savona - A pochi giorni dall'apertura della caccia si
cominciano a trovare nelle campagne savonesi fagiani
morti; sono i poveri "polli da caccia" liberati la
scorsa settimana per diventare il facile bersaglio di
un'attività cosiddetta "sportiva" che non ha più nessuna
ragione di esistere.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
15 SETTEMBRE 2009
Maglie, è l'ora della mattanza per la diossina
MAGLIE (LE) - Oggi, presso il mattatoio di Botrugno, saranno soppressi quaranta bovini. Per domani (ore 17,30, sala consiliare) è convocato in seduta aperta il Consiglio comunale con un unico punto all’ordine del giorno: “Emergenza ambientale e sanitaria Copersalento, ordinanza sindacale, discussione ed eventuali deliberazioni”. Così la diossina resta al centro di una situazione straordinaria che da oltre un anno coinvolge il territorio intorno a Maglie. Gli animali dell’allevamento situato nelle vicinanze di Copersalento, ma in agro di Corigliano, erano stati già sequestrati alcuni mesi fa, quando cioè un capo da carne venne macellato per la commercializzazione e le analisi accertarono un accumulo di diossina oltre i limiti. Le prove effettuate in seguito su altri vitelli hanno confermato il dato. Da qui la necessità di abbattere tutti i capi in stalla. Lunedì scorso il Consiglio ha approvato l’istituzione di un Osservatorio per il monitoraggio di Copersalento: si è trattato di una proposta di giunta che la maggioranza ha fatto propria, senza però convincere gli altri schieramenti sull’utilità del nuovo organismo. D’altro canto, a pochi giorni dall’ordinanza del sindaco che permette l’attività di incenerimento per 120 giorni, Pd, Primavera magliese ed Udc avevano presentato una richiesta di convocazione di un Consiglio aperto alla partecipazione del cittadini (si tratta, proprio, dell’appuntamento di domani) argomentando l’inopportunità del provvedimento sindacale adottato prima che sia stato chiarita completamente la portata dell’inquinamento e le ricadute sul territorio e la popolazione. Dai gruppi politici l’osservazione che il monitoraggio è ancora in corso e che non si conoscono gli esiti di tutti i campionamenti effettuati, così che il parere reso dagli organismi tecnici circa il cessato allarme sanitario si fonda su un quadro analitico parziale ed incompleto, tanto che la stessa Asl suggerisce precauzioni prima del consumo di prodotto ortofrutticoli. Aggiungono gli stessi gruppi che il test effettuato da Copersalento nello scorso agosto non è stato superato. Da qui la richiesta di un confronto aperto che sia anche di informazione alla cittadinanza. IL MATTINO 15 SETTEMBRE 2009
Saranno abbattuti a scopo cautelativo i volatili di un allevamento..
GIOVANNA FASANINO
Nocera Supeirore (SA). Saranno abbattuti a scopo cautelativo i volatili di un allevamento di via Kennedy a Nocera Superiore, fra i quali i medici del servizio sanitario veterinario dell'Asl Sa1 hanno individuato due polli sieropositivi al virus dell' influenza aviaria. Con una ordinanza d'urgenza, ieri, il primo cittadino di Novcera Superiore, Gaetano Montalbano, ha raccolto le istanze di profilassi provenienti dal personale medico-veterinario operativo sul territorio nocerino, che, dopo l'istituzione di un cordone sanitario, in questi giorni è impiegato in una vasta operazione di controllo nelle aziende avicole e nei piccoli allevamenti domestici. Proprio nell'ambito di questa vasta operazione di controllo e profilassi, i veterinari dell'Asl Sa 1, hanno individuato due volatili sieropositivi in un allevamento di via Kennedy. Tanto è bastato per fare scattare la macchina della prevenzione e l'ordinanza sindacale di abbattimento dell'intero allevamento. Nessun pericolo per l'uomo: l'influenza dei polli non ha nulla a che vedere con quella che in questi periodi fa tanta paura al'uomo. Non solo: il servizio veterinario dell'Asl sa 1 rende noto che sono in atto controlli scrupolosi esclusivamente per garantire prevenzione e profilassi, dal momento che il virus «H7» (quello che interessa Nocera Superiore) è a bassissima patogenesi e non è assolutamente in circolazione. Gli animali risultati sieropositivi (non infetti, dunque) provenivano da un allevamento di Reggio Emilia: probabilmente è lì che hanno contratto il virus.
SANREMO NEWS
15 SETTEMBRE 2009
Danni dei cinghiali: suggerimento di una lettrice
Una nostra lettrice, Anna, ci ha scritto per dare un
suggerimento ai proprietari di terreni insidiati dai
cinghili:
AGENFAX
15 SETTEMBRE 2009
CLIMA TESO TRA L'ASSOCIAZIONE LIBERA CACCIA E LA PROVINCIA DI ALESSANDRIA
Clima teso tra l’Associazione della Libera Caccia e
l’Amministrazione Provinciale di Alessandria. “A
creare i presupposti del malumore e della protesta -
spiega Giovanni Gallinaro, Presidente Regionale
della Libera Caccia - c’è la mancata risposta ad una
serie di domande poste nelle ultime settimane alla
stessa Provincia”. “Cosa c’è di vero sulla
richiusura di alcune Z.R.C (vedi Masio) che si era
stabilito di aprirle in sede di tavolo di
concertazione, mentre ci risulta che si sia deciso
il contrario? - chiede Gallinaro -
La Libera Caccia ora si è stufata e vuole conoscere
formalmente se è vero che la zona di Masio sarà
ripalinata, se verrà sospeso tale provvedimento
oppure se verrà cambiata gestione, ovvero se la
stessa diventerà promiscua con la presenza di altre
Associazioni. Ma il gestore ufficiale non dovrà più
essere della Federcaccia, altrimenti si dovrà
procedere con altri mezzi forse più persuasivi”.
“Non si è più saputo nulla sulle gestioni delle
Z.R.C., dopo che si era stabilito di formare dei
comitati di gestione formati da Associazioni
venatorie e agricoltori - aggiunge Gallinaro - Per
quanto riguarda poi la Z.R.C. di Ovada, visto che è
stata lasciata in gestione alla Federazione Italiana
della Caccia nonostante abbia la minoranza di
rappresentatività in zona ed il gestore non sia
neanche residente ad Ovada, vorremmo sapere cosa di
concreto la Provincia intenda fare. Precisiamo che
la Libera Caccia è la prima Associazione in quanto a
rappresentatività e ha cinque GG.VV. che sono quelle
che operavano nella zona quando facevano parte della
F.I.d.C.”. Ed ancora: “Per quanto riguarda la zona
cinofila di Frugarolo, vorremmo qualche chiarimento
in merito: si svolgono le gare cinofile del Trofeo
“Diana” sul territorio limitrofo alla zona
cinofilia, praticamente a ridosso. Abbiamo chiesto
il motivo di tale decisione perché tutti i
cacciatori della zona (anche quelli appartenenti
alla Federazione della Caccia) si sono ribellati ed
abbiamo ricevuto come risposta che se la gara si
fosse fatta all’interno della zona cinofilia si
sarebbe disturbata la selvaggina. Anche se a
malincuore abbiamo accettato e ingoiato il “rospo”,
ma quello che a questo punto non si riesce a capire
è come mai domenica 26 luglio u.s. dentro la zona
cinofilia sia stata organizzata una manifestazione
motociclistica. Disturba forse meno il rombo dei
motori rispetto ai cani da ferma? A noi sembra che
nonostante i pochi cambiamenti fatti in Provincia
dopo le elezioni, la Federcaccia la faccia da
padrone e che ottenga sempre tutto quello che
propone. Per quanto assicurato fin da subito i
propri associati che la zona si sarebbe richiusa.
Tutto ciò la dice lunga e fa riflettere”. “A che
punto è la proposta di sostituzione del
rappresentante in ATC - AL 2 e del rappresentante
uditore in ATC - AL 3? E’ un altro quesito senza
riscontro - fa notare Gallinaro - Così come
andrebbero completati i servizi delle Guardie
Volontarie, attualmente compromessi a causa malattia
ed altro”. “La Libera Caccia ha sempre avuto un
comportamento di collaborazione e di stima verso la
Provincia, in particolare verso i dirigenti -
conclude il Presidente Regionale - ma non possiamo
dire lo stesso per quanto riguarda la Provincia.
Abbiamo sempre assecondato anche quando si sarebbe
potuto contestare, ci riteniamo una vera
Associazione di sindacato dei cacciatori, ma da
quando ci sentiamo dire che non contiamo nulla
perché non veniamo presi in considerazione, ci
sentiamo in dovere di fare valere, da oggi in poi,
le ragioni riguardanti le leggi venatorie”.
BIG HUNTER
15 SETTEMBRE 2009
Firenze: firmata l'intesa per l'accesso dei cacciatori negli Atc confinanti
La Provincia di Firenze ha firmato il protocollo d'intesa che regola l'accesso dei cacciatori negli Atc confinanti delle province di Bologna, Prato, Ravenna e Forlì per i relativi Atc (Bologna 2, Forlì 4, Ravenna 3 e Firenze 4). Un accordo che regola le differenti discipline in fatto di calendari venatori, evitando sovrapposizioni di orari e situazioni di eccessivo stress per la fauna selvatica. “L’accordo – spiega la Vice Presidente della Provincia di Firenze Laura Cantini – già sperimentato negli anni scorsi, ha portato ad eliminare le problematiche derivanti da due regolamentazioni venatorie diverse in ATC confinanti, ed è stato possibile grazie al lavoro degli ATC firmatari che hanno saputo collaborare per una migliore fruizione del territorio e delle risorse faunistiche presenti, cercando di mantenere l’equilibrio e l’armonia tra le esigenze venatorie, quelle faunistiche e quelle normative della Regione Toscana e della Regione Emilia Romagna”.In particolare, grazie alla sottoscrizione del protocollo, si stabilisce che i cacciatori iscritti all’A.T.C. FI4 come secondo A.T.C. ed in possesso di residenza venatoria in uno dei seguenti Ambiti Territoriali di Caccia: RA3, BO2 e FO4, nonché quelli iscritti agli A.T.C. RA3, BO2 e FO4 come ulteriore A.T.C. ed in possesso di residenza venatoria nell’A.T.C. FI4, non potranno, nel periodo in cui il calendario venatorio della Regione di provenienza prevede la limitazione della caccia alla selvaggina stanziale a due sole giornate, esercitare attività venatoria nella medesima giornata in entrambi gli Ambiti Territoriali di Caccia. “Come Assessore della Provincia di Firenze alla Caccia e Pesca – ha concluso Laura Cantini - sono soddisfatta del risultato raggiunto, l’esperienza di una così proficua collaborazione è un invito a continuare su questa strada al fine di rendere omogenee le norme e non creare squilibri dannosi al territorio e contrasti inutili con il mondo venatorio. È mia precisa intenzione promuovere per il prossimo anno, il primo in cui avrò questa responsabilità, un calendario venatorio che sia più in armonia rispetto alle altre Province, a partire dall’omogeneità sulla pre-apertura”.
BIG HUNTER
15 SETTEMBRE 2009
Federcaccia Umbria: no alla caccia al cinghiale in forma singola dal 20 settembre
Federcaccia Umbria esprime la propria contrarietà alla proposta sulla gestione dei cinghiali della provincia di Perugia, presentata alle associazioni venatorie e agli Atc provinciali dalla giunta. “La proposta – si legge nel comunicato - prevede la possibilità di effettuare, sin dal giorno 20 settembre e nelle ulteriori quattro giornate concesse dal calendario (23 e 27 settembre, primo e 4 ottobre), prelievi di contenimento alla specie cinghiale, non soltanto tramite le battute delle squadre, ma anche cacciando il suide in forma singola, consentendo ad ogni cacciatore di agire su tutto il territorio degli Ambiti territoriali di caccia, anche all’interno dei settori assegnati alle squadre e momentaneamente non occupati.”
Oltre a stigmatizzare la scelta della
Provincia di convocare le associazioni
venatorie “per metterle davanti ad un
fatto compiuto” visto che la delibera è
stata approvata nella stessa mattinata,
Federcaccia critica la proposta in
quanto la ritiene “foriera di ulteriori
gravi divisioni nel mondo venatorio, tra
praticanti forme diverse di caccia”,
tanto che l'associazione auspica che la
Provincia torni sui suoi passi rispetto
alla scelta di autorizzare il prelievo
in forma singola, che, precisa
Federcaccia potrà essere autorizzata
attrraverso la modifica del regolamento
regionale, sul quale c’è già stato ampio
confronto nella Consulta della Regione.
"Una volta approvata la modifica,
cacciare il cinghiale in forma singola
sarà consentito anche il lunedì e il
mercoledì, ovviamente sempre nelle zone
non vocate".“Considerando che vi è in
Umbria un’altissima densità di
cacciatori – scrive l'associazione
venatoria - , la delibera della
Provincia – che di fatto dà licenza a
tutti, in qualunque modo, di abbattere
il cinghiale – creerà problemi a tutti i
cacciatori e, particolare certo non di
poco conto, trasformerà in caccia quella
che dovrebbe essere un’azione di
contenimento, in attesa dell’apertura
vera e propria al cinghiale, fissata dal
calendario venatorio a domenica 18
ottobre”. Una scelta che, secondo
Federcaccia, apre un problema di
sicurezza su cui avrebbe dovuto essere
coinvolto il Prefetto, oltre che le
associazioni venatorie attraverso un
ragionato dibattito al fine di
instaurare regole maggiormente definite.
BIG HUNTER 15 SETTEMBRE 2009
Altopiano del Cansiglio: Zaia favorevole alla selezione urgente dei cervi
Il Ministro all'agricoltura Luca Zaia appoggia in pieno la protesta degli allevatori dell'altopiano del Cansiglio e ritiene necessario intervenire con abbattimenti selettivi e catture dei cervi in eccesso che danneggiano la produzione dell'intera filiera de prodotti caseari di questa zona a cavallo tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone.
Qui oltre 2 mila cervi hanno
provocato danni per più di 100
mila euro in due anni. Secondo
le richieste degli allevatori,
supportate dal Ministro, occorre
abbattere o trasferire altrove
almeno 500 capi. ''Siccome nei
contesti nei quali l'ecosistema
salta bisogna intervenire perchè
altrimenti si creano davvero
gravi problemi - dichiara Zaia
-, penso che il contenimento
della popolazione dei cervi
ormai sia qualcosa di
irrinunciabile, si tratti di un
piano di abbattimento o di un
programma di trasferimento.
Programmi, questi, sui quali
dovrebbero essere d'accordo
anche gli ambientalisti''.
TISCALI NOTIZIE
15 SETTEMBRE 2009
Esistono cani che non abbaiano?
Si: il basenji è un cane che non abbaia. Ma questo non significa che sia muto. In generale e un animale silenzioso e i suoi versi sono molto particolari: assomigliano a quelli dell'anatra e un po'... allo jodel, il canto tipico del Tirolo. Il motivo? La strana forma della sua laringe. Il luogo di origine di questa razza e l'Africa centrale (e detto infatti anche "cane del Congo" e il suo nome in lingua bantu significa "indigeno"); i primi esemplari arrivarono in Europa, per la precisione nel Regno Unito, negli ultimi anni dell'800. Ma il basenji, animale da caccia e da compagnia, era già noto agli antichi Egizi nel III millennio a. C. ed e infatti raffigurato in alcune tombe. Come ricoscerli. Le femmine sono alte, al garrese, da 38 a 41 cm e pesano dai 9 ai 10 kg; i maschi, da 41 a 43 cm e da 10 a 12 kg. I colori sono vari (bianco rosso, bianco bruno, tigrato). La razza è ufficialmente riconosciuta dall'Enci, l'Ente nazionale della cinofilia italiana, come appartenente al gruppo 5, cioè ai cani di tipo primitivo (come podenco portoghese e cirneco dell'Etna) e spitz (husky, samoiedo, volpino italiano ecc.).
IL GAZZETTINO
15 SETTEMBRE 2009
All’Oasi naturale di Gaggio proseguono le operazioni di inanellamento
Provincia di Venezia - (M.D.L.) All’Oasi naturale di Gaggio proseguono le operazioni di inanellamento a scopo scientifico dei volatili catturati con le reti stese lungo il canneto e la siepe parallela alla strada sterrata che porta all’oasi. Il grande numero di uccelli che gli addetti sono riusciti a catturare e conseguentemente ad inanellare soprattutto nell’ultimo periodo è motivo di soddisfazione per i responsabili dell’oasi e della sezione veneziana della Lipu, giacché la notevole presenza di nuove specie di animali è una chiara testimonianza della bontà ambientale del sito di Gaggio.Da qualche tempo, tra l’altro, è stata segnalata nell’oasi la presenza dello sparviere, un rapace le cui tracce di caccia sono evidenti in molte zone del perimetro boschivo.«Si stima che in tutta l'area di Gaggio – ha spiegato il presidente della Lipu Venezia Giampaolo Pamio - almeno cinque colombi di città al giorno vengano predati dallo sparviere e da altri rapaci segnalati nell’oasi». Durante le operazioni eseguite nel mese di agosto i volontari hanno potuto raccogliere i dati, censire ed inanellare tantissime specie di uccelli, tra cui l’usignolo di fiume, il beccafico, la capinera, la cannaiola, la cinciallegra, il codibugnolo, il canapino maggiore, la passera mattugia, il forapaglie, il martin pescatore, il torcicollo, il cannareccione e la cannaiola verdognola. E’ stata segnalata anche la presenza dei primi migratori di passaggio e di molti esemplari giovani, segno che l'oasi di Gaggio è un importante luogo di riposo e di sosta lungo il percorso migratorio di molti volatili verso il continente africano. Tra l’altro nei giorni scorsi, forse a seguito di un violento temporale, nell’oasi sono caduti due alberi che la Lipu si è raccomandata, però, di non rimuovere. «Gli alberi abbattuti – ha spiegato Pamio - vanno a creare un micro ambiente favorevole a specie di insetti rare e particolari chiamate xilofagi e saproxilici che sono degli organismi la cui vita dipende dal legno morto o morente. Troppo spesso gli alberi morti vengono portati via – ha aggiunto – ma è un’usanza sbagliata soprattutto se si vuole ripristinare un ambiente in sofferenza».
LA ZAMPA.IT
15 SETTEMBRE 2009
Cina, donna si trova nel letto
un serpente con una zampa
![]() Un serpente con una zampa è stato scoperto da una contadina nella città di Suining, provincia sud occidentale cinese del Sichuan. Lo ha riportato il sito del quotidiano Huaxi Dushi. Duan Qiongxiu, 66 anni, ha raccontato di avere trovato il serpente nel cuore della notte. «Ho sentito uno strano fruscio, ho acceso la luce e ho sorpreso il serpente che si arrampicava sul letto con l’aiuto del suo artiglio», ha dichiarato la donna che infine, terrorizzata, ha ucciso l’animale a colpi di scarpa. Il serpente si trova ora nel dipartimento di Scienze naturali dell’università China West Normal di Nanchong (provincia del Sichuan). «Non ho mai visto nulla del genere, potremo dare una risposta solo dopo avere condotto l’autopsia e averlo analizzato», ha affermato Zhou Caiquan, direttore del dipartimento.
LA ZAMPA.IT
15 SETTEMBRE 2009
Una mandria di mucche invade
una drogheria
E' successo a Puyallup, nello stato
di Washington, dove una parte del
bestiame - durante una
manifestazione - è sfuggita al
controllo dei cowboy, ha cambiato
direzione ed è scappata all'interno
di questo negozio. Le telecamere
interne hanno ripreso tutto
l'incidente, compresi i cowboy che
hanno varcato la soglia a cavallo,
senza porsi troppi problemi.
VIDEO
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LE SCIENZE
15 SETTEMBRE 2009
Una
ricerca Irccs Policlinico-Università di Milano
Seveso:
gli effetti a lungo termine della diossina
Lo studio
ha rilevato un significativo aumento del rischio per
l’insorgenza del cancro, sebbene inferiore a quello stimato
sulla base degli studi sugli animali
L’incidente avvenne nel 1976, ma i suoi effetti si sono fatti
sentire ancora per lunghi anni: un nuovo studio pubblicato sulla
rivista ad accesso libero “Environmental Health” stima ora
l’aumento di tumori del seno e di neoplasie del sistema
linfatico e del tessuto emopoietico negli abitanti della zona di
Seveso, che com’è noto fu esposta a notevoli livelli di diossina.Sebbene
la sostanza sia classificata come cancerogena sia dall’International
Agency for Research on Cancer
sia dall'Environmental
Protection Agency degli
Stati Uniti, esiste tutt’ora un dibattito sul reale rischio che
essa pone alla salute della popolazione generale.Per rispondere
almeno in parte alla questione, Angela Pesatori e colleghi della
Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico e dell’Università
degli studi di Milano hanno rilevato i dati epidemiologici
dell’area riguardanti il periodo 1977-96 considerando i dati
sanitari di tutti i soggetti che vivevano nella zona alla data
dell’incidente – 10 luglio 1976 – e di coloro che vi si
stabilirono o vi nacquero nei seguenti 10 anni.“In effetti
abbiamo trovato che essa rappresenta un fattore di rischio per
l’insorgenza del cancro, sebbene
inferiore a quello stimato sulla base degli studi sugli animali",
ha spiegato la Pesatori.Su più di 36.000 casi, vi sono stati
2122 casi di tumore, 660 dei quali con esordio successivo al
1991. Uno specifico quanto significativo incremento del rischio,
in confronto con la popolazione generale, è stato riscontrato
per il tumore del seno e per i tumori linfatici o del midollo
osseo, sebbene sia stato calcolato sulla base di un limitato
numero di casi."Questi incrementi erano attesi, sulla base dei
precedenti studi: le stime di mortalità, che coprono un più
lungo periodo di follow-up, hanno confermato l’eccesso
del rischio linfatico ed emopoietico. Non si è invece
riscontrato un aumento del rischio cancerogeno complessivo, come
si è osservato in coorti occupazionali, in cui l’esposizione era
simile, e in alcuni casi più alta e più complessa”, ha concluso
la Pesatori.
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