15 SETTEMBRE  2009

IL SECOLO XIX

15 SETTEMBRE 2009

 

Roghi sulle alture,strage di animali

È stata trovata sulle alture del golfo Paradiso. Non è sopravvissuta nonostante le cure dei veterinari

Gli effetti degli incendi
Per ogni ettaro distrutto, bruciati vivi o asfissiati 5 milioni di insetti, almeno 5 mila rettili e uccelli, 200 mammiferi

 

I topolini appena nati trovati a Sant’Ilario: sono morti nonostante le cure

 

Edoardo Meoli

 

Provincia di Genova - VITTIME SILENZIOSE della follia criminale dei piromani e della colpa degli incendiari, nelle terribili giornate vissute sulle alture di Genova a causa degli incendi sono morti migliaia di animali, se si allarga la visuale a tutte le specie (insetti compresi, visto che pure loro fanno parte del mondo animale). In questi giorni, mentre si contano i danni per il patrimonio vegetale e mentre la magistratura prosegue l'inchiesta per verificare le responsabilità penali e civili di quanto accaduto, si tenta un calcolo di quanti esseri viventi sono rimasti imprigionati dalle fiamme e sono morti.
L'unica certezza, fino a oggi, è che sono davvero tanti. Basti pensare che secondo un calcolo confermato dal Corpo Forestale a livello nazionale, per ogni ettaro distrutto dalle fiamme, muoiono, bruciati vivi o asfissiati cinque milioni di insetti, da cinque a diecimila rettili ed uccelli, circa duecento mammiferi. E non se la passeranno molto bene, per lungo tempo, i superstiti che, fuggiti nelle aree vicine, si troveranno a competere con le popolazioni originarie in ambienti che non conoscono, correndo seriamente il rischio di morire di fame. Accanto alle statistiche, ci sono poi le vicende singole. Alcune tragiche, altre a lieto fine. Per la giovane poiana trovata una settimana fa sulle alture del golfo Paradiso, non c'è stato nulla da fare; nonostante gli sforzi dei veterinari di Animal Assistance, il servizio dell'Ente protezione animali di via della Libertà: «Il rapace era stato trovato da un escursionista sopra Bogliasco - racconta Rosanna Zanardi, responsabile Enpa - aveva le piume bruciate ed era spaventatissimo. Vittima dell'incendio, abbiamo sperato che potesse essere salvato. Per giorni è stato tenuto dentro una gabbia e curato dai veterinari. Poi ieri, purtroppo, è morto». È andata meglio, sempre restando nel campo dei rapaci, ai due gheppi, recuperati ad Apparizione. Le loro condizioni erano apparse difficili ma non gravi come quelle della poiana. Rifocillati e sistemati in una voliera, sempre nella giornata di ieri sono stati liberati.
Commovente la vicenda dei topolini di campagna trovati da un volontario antincendio, questa volta a Sant'Ilario. Soli e appena nati, erano accanto alla madre purtroppo uccisa dal fumo e dalle fiamme: «Le abbiamo tentate tutte, utilizzando ogni sistema per sfamarli, ma erano troppo piccoli»; nemmeno uno dei topini è riuscito a sopravvivere. Più fortunato il tasso, anche lui sfuggito per un soffio alle fiamme del levante genovese. E' stato recuperato all'interno della sua tana, con il pelo bruciacchiato ma ancora vivo; le ferite riportate erano superficiali e dopo una cura disintossicante è stato dichiarato fuori pericolo e già immesso in un bosco: «Chiaramente lo abbiamo liberato in un'altra zona, nella parte alta della Valpolcevera, perché l'habitat in cui aveva vissuto non esiste più», racconta Zanardi.
Le quattro storie raccontate sono chiaramente la punta del fenomeno. Nelle ore immediatamente successive alle operazioni di spegnimento sono state trovate carcasse di cinghiali, caprioli, uccelli; sono stati recuperati interi alveari carbonizzati: «È un dato di fatto che anche gli animali subiscono le conseguenze degli incendi - dice Paola Tomassone, comandante del Corpo Forestale per la provincia di Genova - la maggioranza degli animali riesce a fuggire in tempo e il loro istinto è proverbiale in queste situazioni. Ma non tutti ce la fanno. Gli animali che rimangono in trappola, i piccoli o quelli troppo vecchi, spesso soccombono di fronte alla violenza delle fiamme». E una ricerca compiuta dal Corpo Forestale ricorda che dopo ogni rogo si estinguono localmente tra il 55 e il 60 per cento delle specie animali prima presenti. Per ripristinare la diversità tipica del bosco maturo, sono necessari almeno 25 anni.


IL SECOLO XIX

15 SETTEMBRE 2009

 

Enpa e lav, denuncia contro ignoti

 

Provincia di Genova - Una denuncia contro ignoti, una richiesta danni per il patrimonio faunistico e la richiesta di attivare al più presto sistemi satellitari di avvistamento degli incendi. Sono le primissime iniziative di Enpa e Lav sul fronte degli incendi. L'ufficio legale della Lav presenta una denuncia per uccisione di animali, a carico dei piromani «che non possono ignorare di destinare a morte certa migliaia di animali». L'Enpa, chiede che siano al più presto attivati i sistemi satellitari di avvistamento degli incendi e si regolamenti l'accesso di auto e moto alle zone boschive, almeno durante il periodo di dichiarata grave pericolosità: «Un fuoristrada o una moto con una cattiva combustione e una marmitta sporca possono essere un facile innesco dell'erba secca ai margini delle strade di campagna».


VIRGILIO NOTIZIE

15 SETTEMBRE 2009

 

Lazio/ Roma, spara al gatto entrato nel suo giardino: denunciato

L'animale ucciso a fucilate

 

I carabinieri di Roma - stazione di Tor Vergata sono intervenuti ieri in via Casilina, dove diverse chiamate giunte al 112 segnalavano l'esplosione di colpi d'arma da fuoco. I militari, una volta giunti sul posto, hanno accertato che un uomo di 69 anni aveva imbracciato un fucile da caccia e sparato contro un gatto nero, abbattendolo sul colpo. I militari lo hanno sorpreso mentre riponeva il gatto morto in una busta di cellophane per gettarlo in un cassonetto della nettezza urbana, poco distante dalla sua abitazione. Il 69enne si è allora giustificato riferendo ai carabinieri di aver abbattuto l'animale poiché infastidito dalle continue incursioni all'interno del suo giardino. L'uomo è stato denunciato per "uccisione di animali ed esplosione di colpi d'arma da fuoco".


LA TRIBUNA DI TREVISO

15 SETTEMBRE 2009

 

Bastonate ai gatti, caccia al seviziatore

 

CROCETTA (TV). C’è un bastonatore di gatti nella zona di via Unione, a Ciano del Montello. Gatti domestici e non, presi a randellate. Già devono fare i conti con i bocconi avvelenati che ogni tanto vengono lasciati in giro, adesso devono anche stare attenti a chi usa i randelli nei loro confronti. Quando i proprietari di gatti domestici hanno visto tornare a casa i loro mici acciaccati e con evidenti segni di bastonature, si sono infuriati e stanno cercando di individuare chi infierisce contro i gatti a randellate.  L’ultimo episodio è accaduto nei giorni scorsi in via Massara, quando un micio già mutilato di una zampa per un incidente, è tornato a casa zoppicando e i proprietari hanno visto subito che era stato malmenato non da un altro animale, ma evidentemente da qualcuno a cui dà fastidio che i mici vadano avanti e indietro per orti e giardini e cerca di farsi giustizia da sè dando loro la caccia col bastone. Da quanto raccontano in quella nuova zona residenziale di Ciano del Montello è solo l’ultimo episodio di una serie, segno che nella zona è pericoloso lasciare che i gatti vadano in giro. In occasione dell’ultimo episodio, quello del micio mutilato preso a bastonate, sono stati chiamati anche i carabinieri, ma mancando testimoni che avessero visto il bastonatore in azione l’eventuale querela non poteva che essere contro ignoti. Così nella zona i proprietari di gatti hanno pensato bene di tenere gli occhi aperti, pronti a individuare il bastonatore in azione e a denunciarlo nel momento in cui riusciranno ad individuarlo.


LA TRIBUNA DI TREVISO

15 SETTEMBRE 2009

 

Taglia di 1000 € sul torturatore dei gatti

 

CODOGNE’ (TV). La Lac e la proprietaria del povero Romeo, il micio morto a seguito di pesanti torture, mettono una taglia di mille euro per assicurare alla giustizia il responsabile. Continuano infatti i casi di gatti torturati e uccisi da ignoti ella zona tra Codogné e Fontanelle. Lo scorso primo settembre Romeo, un gatto tigrato e sterilizzato di un’anziana residente in via Dalmazia a Cimetta, è rientrato a casa con vistose ferite. Mirella Forest, medico di base e figlia dell’anziana, ha portato subito Romeo in un ambulatorio veterinario dove è morto dopo 5 giorni di agonia. Nel corpo del povero micio sono stati trovati segni di tortura, numerose ferite fatte con un punteruolo. E’ stata fatta denuncia ai carabinieri. «Siamo preoccupati, anche perché questa violenza contro gli animali si potrebbe rivoltare anche contro le persone - dichiara la dottoressa - non è la prima volta che accade, tre gatti dei vicini erano spariti e un altro micio è tornato a casa ferito per tre volte». Alcuni giorni fa a morire è stata la gattina della signora Angelica, residente sempre in via Dalmazia. «In Italia abbiamo delle leggi che tutelano gli animali severamente - afferma Andrea Zanoni, presidente della Lac del Veneto - con la dottoressa Frest abbiamo pertanto deciso di mettere una taglia». Per segnalazioni si può chiamare in ore pasti al 347.9385856.


CORRIERE DELLE ALPI

15 SETTEMBRE 2009

 

Trappola per cani con wurstel colorati di blu

 

ARSIE’ (BL). Un gesto inspiegabile, ma che poteva costare la vita a due cani. Inquietante ritrovamento domenica mattina a Fastro d’Arsiè, dove in borgata Solivi mani ignote hanno disseminato wurstel probabilmente avvelenati e destinati ad alcuni cani della zona. All’interno dei bocconcini, solo apparentemente normali, è stata trovata una sostanza blu non meglio identificata. L’episodio, che ha gettato nello sconcerto i residenti, è stato immediatamente segnalato alle forze dell’ordine che ora stanno indagando per risalire all’autore.  Il raid contro gli animali - che fortunatamente non hanno ingerito nulla, anche per il pronto intervento dei loro proprietari - è stato effettuato con ogni probabilità nella notte tra sabato e domenica. La scoperta risale a due giorni fa quando una signora residente nella zona, una volta uscita di casa, si è accorta della presenza sospetta di alcuni salsicciotti. Piccoli wurstel che ad un’analisi più attenta si sono rivelati un autentico boccone avvelenato: «C’era una sostanza azzurra, ma non abbiamo capito cosa potesse essere», racconta la figlia della donna.  Mentre un wurstel si trovava nel cortile, un altro è stato scoperto poco dopo nelle vicinanze della legnaia. Anche in questo caso il “ripieno” era di colore blu. Ma non è tutto. A stupire e inquietare la proprietaria del cane è stato soprattutto il loro confezionamento, tutt’altro che frettoloso: «A occhio nudo non si notava nulla. Il wurstel è stato ricucito ad arte», prosegue la figlia della donna. Il prodotto di un lavoro certosino, insomma, che aveva il chiaro intento di non destare sospetti dopo l’eventuale ritrovamento.  Sempre domenica un terzo wurstel è stato rinvenuto in un’abitazione poco distante, anche questa abitata da un cane e dai suoi legittimi proprietari, che in serata hanno segnalato l’episodio ai carabinieri di Arsiè.  Resta ora da capire chi possa aver architettato un raid di questo genere, lasciando tra l’altro i bocconi a ridosso della strada comunale. «Se mia madre non si fosse accorta in tempo, quei wurstel sarebbero potuti finire anche nelle mani di qualche bambino o di una persona poco avveduta», sottolinea la ragazza. In questi giorni, saranno effettuate le analisi per capire il grado di pericolosità della sostanza azzurra. Quindi, eventualmente, si procederà con una denuncia.


IL GAZZETTINO

15 SETTEMBRE 2009

 

L’ennesimo segugio ha rischiato di morire a Valdobbiadene per i micidiali bocconi e il proprietario denuncia: «Ho portato con me le iniezioni e ho salvato l’animale»

Polpette avvelenate per i cani in addestramento

 

Fulvio Fioretti

 

Valdobbiadene (TV) -  Ogni anno la stessa storia: a qualcuno disturba che verso Pianezze si addestrino i cani da caccia, ora è il periodo giusto per i segugi in modo particolare, e mette in atto dei veri e propri atti criminosi verso gli animali. La trappola è sottoforma di polpette avvelenate, disseminate sui sentieri di Domion e Faè, che anche sabato scorso hanno fatto una vittima. Fortunatamente il proprietario si era premunito e così uno splendido esemplare di segugio, Brick, 9 anni, è riuscito a salvarsi. Ma avrebbe potuto aggiungersi all'elenco dei due tre cani almeno, che ogni anno in questa stagione, e sempre nella stessa zona, sono stati meno fortunati.Lo conferma Giovanni Nardi, già presidente per oltre vent'anni dei Segugisti Veneti: «Questa volta è toccato a me. Sabato mattina stavo addestrando i miei tre cani proprio nella zona di Faè-Domion di Pianezze - racconta l’uomo - quando ho visto stramazzare a terra improvvisamente Brick, avvelenato dai bocconi: i sintomi erano evidenti. Le gambe paralizzate, vomito, diarrea. Ho potuto rimediare al peggio perchè da tempo, quando esco in quella zona mi munisco di acqua ossigenata, sale, e delle iniezioni consigliate dal veterinario. Gli ho fatto una iniezione e l'ho fatto vomitare con l'acqua e il sale, poi ho portato il cane subito dopo dallo stesso servizio veterinario, al San Martino di Cornuda».Nardi conferma che ripetutamente in questa stagione si verificano fatti del genere, ma per un motivo o l'altro in pochi denunciano quanto accade: «È risaputo anche che gli autori sono gli stessi, perchè il cerchio si sta restringendo: e i nominativi, sono due-tre persone, gente del posto. Saranno segnalati alla magistratura perchè vengano avviate indagini - conferma Nardi - Si tratta di gente crudele, magari gelosa del proprio territorio: bisogna porre fine a questo scempio e a questi atti delinquenziali. Io dico che invece bisogna lasciare la montagna a chi la vuol vivere, perchè è di questo che la montagna ha bisogno». 


PRIMO NUMERO
15 SETTEMBRE 2009
 
CANE INVESTITO SULLA TANGENZIALE DA UNA COPPIA DI BELGI
 
 
Termoli (CB). Un cane di grossa taglia e dal pelo bianco è stato investito nel pomeriggio di oggi, 15 settembre, sulla tangenziale nord di Termoli. L’animale è deceduto dopo essere stato investito da una Smart Forfour con a bordo una coppia di turisti belgi. Il cane ha attraversato improvvisamente la strada, più o meno nel tratto che si trova dirimpetto al Grattacielo di Termoli. Per il giovane belga alla guida, l’impatto è stato inevitabile. L’animale è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Termoli per gli accertamenti. E’ stata quindi contattata l’Asrem per far intervenire un veterinario necessario per capire se l’animale aveva il microchip o se era stato abbandonato. Per i due belgi in vacanza a Mafalda, paese d’origine del giovane alla guida, una doppia disdetta. L’auto sulla quale viaggiavano era stata noleggiata e dovranno quindi pagare i danni per la riparazione della carrozzeria e del paraurti.

SANREMO NEWS

15 SETTEMBRE 2009

 

41enne abbandona 9 cuccioli e la mamma, denunciato

 

CARLO ALESSI

 

San Bartolomeo a Mare (IM) - Un 41enne, B.R., libero professionista di San Bartolomeo al Mare, è stato denunciato per abbandono e maltrattamento di animali dai Carabinieri di Diano Marina. Il 41enne, ieri sera, è stato visto da un uomo in frazione Varcavello a Diano Marina mentre, con il suo fuoristrada, si avvicinava al ciglio della carreggiata, abbandonando un cestino. Il testimone si è avvicinato ed ha visto che, all’interno c’erano 9 cuccioli di Golden Retriever, insieme alla mamma.
L’uomo ha chiamato i Carabinieri ed i militari si sono messi subito alla ricerca del fuoristrada, non prima di aver chiamato l’Asl per la sistemazione dei cuccioli. E’ stata trovata l’auto e, dopo qualche tentennamento, il 41enne ha confessato di aver abbandonato i cuccioli, perché pressato dal padrone di casa, viste le lamentele degli altri condomini del palazzo dove vive. L’uomo è stato denunciato ed i cuccioli, insieme alla madre, ora si trovano alla cooperativa ‘Gli Ulivi’.


RIVIERA 24

15 SETTEMBRE 2009

 

"O sfratti i cani o sfratto te": professionista abbandona 9 cuccioli di Golden Retriever, denunciato

 

Fabrizio Tenerelli

 

Diano Marina (IM) - carabinieri della stazione di Diano, coordinati dal luogotenente Umberto Salvatico, al termine di un veloce indagine hanno denunciato per abbandono e maltrattamento di animali un libero professionista, di 41 anni, R.B., di San Bartolomeo al mare.

Nove cuccioli di razza Golden Retriever sono stati abbandonati, assieme alla loro mamma, in una cesta ritrovata sulle immediate alture di Diano Marina, in localita' Varcavello. I carabinieri della stazione di Diano, coordinati dal luogotenente Umberto Salvatico, al termine di una veloce indagine hanno denunciato per abbandono e maltrattamento di animali un libero professionista, di 41 anni, R.B., di San Bartolomeo al mare. Dopo un iniziale tentativo di dichiararsi estraneo alla vicenda, il professionista ha confessato di aver abbandonato gli animali per strada, dicendo di essere stato messo alle strette dal padrone di casa, che in pratica gli avrebbe imposto un aut-aut del tipo: 'o sfratti i cani, o sfratto te'. Quest'ultimo, ieri sera, e' stato notato da un automobilista, mentre a bordo di un fuoristrada si e' fermato sul ciglio della provinciale, abbandonando la cesta con un fagotto all'interno.
L'automobilista incuriosito ha dato un'occhiata e quando ha visto gli animali ha subito allertato il 112. Grazie a una veloce indagine, i militari sono riusciti a intercettare l'uomo. Gli animali, che sono stati visitati dagli operatori del servizio veterinario dell'Asl, stanno tutti bene e adesso sono ospiti della cooperativa' Gli Ulivi', di Chiusavecchia (Imperia), [...]


IL TEMPO

15 SETTEMBRE 2009

 

Gambatesa (CB) L'animale, fuggito dal mattatoio, è stato poi abbattuto

Toro impazzito semina il panico

GAMBATESA Attimi di paura ieri mattina a Gambatesa, in contrada «Varana», presso il mattatoio «Enterprise s.r.l.» quando un bovino adulto è sfuggito al controllo del personale addetto riuscendo a scappare nelle campagne circostanti; sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri della locale Stazione ed il personale veterinario che hanno accertato l'impossibilità di recuperare l'animale.

 

Gamabatesa (CB) - Il Sindaco ha così emanato un'ordinanza per l'abbattimento, eseguita nella tarda mattinata da un militare «tiratore scelto» del Comando Provinciale di Campobasso. A Riccia invece i Carabinieri della locale Stazione, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti C.L., 21enne di Chieuti (FG); il ragazzo è stato infatti sorpreso mentre confezionava uno «spinello». A Campobasso, infine, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno denunciato per guida sotto l'influenza di sostanze alcoliche L.L., 22enne, studente di Ferrazzano il quale, controllato a bordo della propria autovettura, aveva un tasso alcolemico nel sangue pari a 1,50 grammi/litro; la patente di guida è stata ritirata.


LA PROVINCIA PAVESE

15 SETTEMBRE 2009

 

Spariscono due cavalli al maneggio sulla Vigentina

 

PAVIA. Sono entrati di notte, hanno tagliato la rete che divide il «Ranch il Bosco» dal parco della Vernavola e hanno portato via due cavalli, Gipsy e Cleo di 18 e 21 anni. I proprietari del maneggio sulla Vigentina sono sicuri: «Si tratta di un dispetto».  Ad accorgersi di quanto avvenuto venerdì notte è stata Francesca Marinoni, che aiuta nelle attività del maneggio. Una delle stalle era stata richiusa, Gipsy e Cleo erano spariti. Con loro tutti gli attrezzi per caricarli sul camion. «Gli altri cavalli erano stranamente in silenzio - spiega Paola Samarati, proprietaria del maneggio - per questo pensiamo li abbiano sedati, anche perché portare via i due cavalli non è semplice». Sul sentiero che porta alla Vernavola e che costeggia il perimetro della tenuta sabato mattina, quando si sono accorti del furto, c’erano ancora le tracce di un camion.  Non hanno portato via cavalli di razza, nemmeno i più giovani. Ma quelli della prima e dell’ultima stalla. «Un furto mirato - dice Paola Samarati - abbiamo già avuto dei dispetti in passato. Un anno fa avevano liberato quattro cavalli e ci avevano rubato due selle in particolare».  Gipsy ha 18 anni è una cavalla pezzata. «E’ di proprietà di una signora di sessant’annni, per lei era come un figlio». Cleo era invece il più amato dai bambini che frequentano il maneggio. Ha 21 anni, manto sauro, una lunga striscia bianca sulla fronte. Gipsy ha anche il microchip di riconoscimento. Ma per i due animali non sembrano esserci molte speranze. «Quando spariscono dei cavalli difficilmente vengono ritrovati - dice la proprietaria -. Noi ci speriamo, abbiamo contattato altri maneggi, veterinari, commercianti, ma anche i macelli». E’ questo il principale timore: «Se come pensiamo hanno voluto farci un dispetto li avranno già macellati», dicono al maneggio. La tesi del dispetto sembra essere sostenuta dal fatto che i due cavalli non hanno un particolare valore economico. «Sono cavalle bolse, hanno problemi di respirazione e non possono mangiare fieno - dice Paola Samarati - e sono anche zoppe, non sono cavalli da corsa. E anche se li macelleranno non avranno più di trecento euro».  In maneggio resta la delusione e un velo di tristezza e preoccupazione. «Abbiamo fatto denuncia ai carabinieri, hanno anche controllato le telecamere del benzinaio, ma purtroppo non si è visto niente», spiegano i proprietari, che lanciano anche un appello: «A chi li ritroverà daremo anche una ricompensa in denaro».


IL GAZZETTINO

15 SETTEMBRE 2009

 

Pesticidi nelle viti, morti uccelli e gatti

L’allarme dei consiglieri d’opposizione Botteon e Ghizzo. Interrogazione in Consiglio

 

Elisa Giraud

 

Conegliano(TV) - «Non parlano neanche più gli uccelli». Un vecchio contadino commentava così, a fine agosto, ciò che succede ogni anno sulle colline del prosecco quando i vigneti vengono irrorati in diverse occasioni con diversi tipi di fitofarmaci. «Dove si appoggia la nuvola, la natura tace» commentava la gente che su queste colline ci vive. Di cosa può accadere se gli animali vengono a contatto con questi pesticidi ne sono stati testimoni oculari alcuni cacciatori coneglianesi che a fine agosto hanno assistito a delle irrorazioni sull’uva quasi matura. A riportare e denunciare quanto hanno visto i cacciatori sono Mario Botteon e Achille Ghizzo, consiglieri comunali di opposizione, che si sono rivolti al sindaco per fare chiarezza sulla questione. «Siamo stati informati da alcuni cittadini, appassionati cacciatori, che alla fine di agosto, nel nostro territorio collinare, hanno assistito a delle irrorazioni sull’uva quasi matura. Questa tardiva irrorazione sembra che avvenga per impedire che maturando la buccia dei chicchi non si guasti, creando così acidità ed altri guai al vino. Forse è il caso di affermare che sarebbe del tutto ‘normale’ e nel diritto dell’agricoltore salvaguardare il proprio prodotto con ritrovati della chimica innocui per sé e per gli altri esseri viventi, ma purtroppo così non è. Gli stessi cittadini hanno assistito alla scena che descriviamo: ad irrorazione avvenuta, degli uccellini hanno beccato e mangiato degli acini d’uva morendo istantaneamente, a sua volta un gatto ha mangiato uno degli uccellini, morendo altrettanto istantaneamente». Non parlano neanche più gli uccelli. E nemmeno i gatti. Mario Botteon aveva già sollevato il problema dei pesticidi quando in consiglio comunale si parlava del progetto della pista ciclabile lungo il Menarè che qualcuno voleva far passare tra i vigneti; «con quello che ci mettono su, non è il caso» aveva obiettato Botteon. E se invece di un uccellino ad assaggiare un succoso acino di uva bianca fosse stato un ignaro turista? O un bambino goloso? «Tutto in regola» avevano detto gli enti preposti a fine agosto, quando l’indagine del Corpo Forestale sugli effetti di questi trattamenti sugli essere viventi aveva scoperchiato la pentola. E se invece corressimo davvero dei pericoli concreti? «La strage di gatti di San Pietro di Feletto recentemente denunciata sulla stampa ha qualche attinenza con il caso che noi denunciamo?» chiedono al sindaco i consiglieri che interrogano inoltre il primo cittadino «per sapere se la questione della pericolosità degli anticrittogamici sia mai stata affrontata con l’Asl e se sì, quali sono i provvedimenti preventivi in atto, affinché la gente e tutti gli altri esseri viventi, non siano avvelenati in nome della necessità di salvaguardare a tutti i costi (e che costi) il guadagno che deriva dalla vendita di un prodotto agricolo così diffuso nelle nostre zone».


MESSAGGERO VENETO UDINE

15 SETTEMBRE 2009

 

SMARRIMENTI

 

E’ stato smarrito nella giornata di ieri un cane pastore tedesco adulto di colore focato. Il cane si è allontanato dalla zona di viale Vat. Risponde al nome di Jasso. Il cane, regolarmente vaccinato, porta anche un regolare microchip che risponde al numero con il codice 985100009945575. Il cane, come riferiscono i padroni, è normalmente molto buono, ma forse trovando solo, lontano dalla propria abitazione sarà sicuramente spaventato. Chi dovesse trovarlo o chi potesse offrire informazioni sul suo stato riceverà anche un piccolo segno di riconoscenza da parte dei padroni. Si prega di chiamare il numero telefonico 348-6161910.


IL SECOLO XIX

15 SETTEMBRE 2009

 

Da oggi ci pensa Buck a piazza del Popolo

 

 

 

Savona - Più che un’operazione di polizia, sarà un’operazione di «simpatia». «Il messaggio non vuole certo essere quello di militarizzare la piazza, cosa di cui tra l’altro non c’è bisogno, ma semplicemente inserire un riferimento nuovo per accrescere il senso di sicurezza e dare un riferimento in più a chi frequenta i giardini di piazza del Popolo» chiarisce il sindaco di Savona, Federico Berruti. Questo riferimento nuovo, da oggi pomeriggio, sarà Buck, il pastore tedesco di cinque anni in dotazione al corpo di polizia municipale, che con due agenti darà vita ad un nuovo servizio di pattugliamento della piazza nelle tre ore pomeridiane di maggior affollamento: dalle 16 alle 19. «Sappiamo che c’è un senso di insicurezza percepito dai cittadini – prosegue il sindaco Berruti – il contributo che vogliamo dare con questa novità è quello di un’iniziativa sperimentale di sicurezza, tra l’altro con un grande sforzo operativo da parte del Comando dei vigili, che però sarà al tempo stesso un’operazione simpatica e vicina alla gente. La presenza del nostro Buck, pluripremiato per meriti sul campo (ha patentino di ricerca persone e nel Nord Italia è arrivato primo nel corso per ricerca stupefacenti), sarà soprattutto simbolica e portatrice di un atteggiamento amichevole e sereno. Non ho dubbi sul fatto che diventerà la mascotte dei giardini per la sua socievolezza e bellezza. È un cane capace e molto addestrato, se ce ne fosse bisogno, ma è anche un cane amabile e i savonesi lo verificheranno di persona incontrandolo tutti i giorni in pattuglia con la sua divisa». Buck sarà guidato come sempre dal sovrintendente capo Salvo Orfeo, affiancato nell’opera di presidio, alternativamente, dai sovrintendenti Stefania Torterolo e Leonardo Siri. L’orario prescelto per il suo pattugliamento è quello del tardo pomeriggio in cui nei giardini di piazza del Popolo si raduna una grossa concentrazione di persone tra frequentatori dei giardini, utenti degli autobus, dei chioschi bar e spesso di clochard che occupano le panchine meno in vista in mezzo alle aiuole. «Io sarò sempre con lui perché sono il suo conduttore e l’unico che ha le “password” per guidarlo - spiega il sovrintendente Orfeo - è un’animale di rara intelligenza oltre che bellissimo. Ci fermano continuamente altri padroni di pastori tedeschi entusiasti che chiedono di accoppiarlo con le femmine. Lui è ben contento: ha già fatto due cucciolate». «Pur non essendoci un aumento dei reati né un problema specifico di pericolo per nessuno - conclude il primo cittadino - con questo servizio nuovo vogliamo dare un segnale di attenzione a questo polmone verde che storicamente va tenuto d’occhio per non far degenerare certe situazioni. Credo che l’unità cinofila dei vigili sia la risposta più efficace e idonea». Tra l’altro Buck questo sovracarico di lavoro a cui da oggi sarà sottoposto non vuole neppure monetizzarlo e in tempi di crisi economica per il Comune non c’è dipendente migliore.


IL PICCOLO

15 SETTEMBRE 2009

 

LA PASSEGGIATA SI È TRASFORMATA IN TRAGEDIA L’INTERVENTO LA CRISI

Cane precipita dal Rilke, padroncina rischia la vita

Voleva salvarlo: fermata in extremis dalla mamma. Ilaria, 12 anni, al Burlo in stato di choc

La ragazza, in preda a delle convulsioni, portata nel vicino campeggio e poi all’ospedale

Il bastardino recuperato in mare ormai senza vita. Intervenuti gli uomini del soccorso alpino

 

di MADDALENA REBECCA

 

Trieste - Fino all’ultimo ha sperato di vederlo riapparire tra i cespugli, scodinzolante e pronto a farle di nuovo le feste. Quando però si è resa conto che dopo un volo di oltre 40 metri giù dal Rilke il suo inseparabile compagno di giochi – un cane meticcio di taglia media -, non sarebbe più tornato, ha cercato disperatamente di raggiungerlo, sporgendosi d’istinto oltre il parapetto del sentiero e rischiando di scivolare a sua volta giù dal ciglione. Un rischio evitato solo grazie alla prontezza di riflessi della madre, che è riuscita a trattenerla fino all’arrivo dei soccorsi. Ad assistere impotente alla morte del suo amico a quattro zampe è stata Ilaria, una ragazzina di appena 12 anni. Lo choc per lei è stato così forte che, subito dopo il tragico incidente, è caduta in un profondo stato di crisi che ha reso necessario il trasferimento d’urgenza al Burlo, dov’è arrivata in preda a convulsioni e difficoltà respiratorie.Il drammatico episodio è accaduto domenica pomeriggio attorno alle 17.30. Approfittando della bella giornata di sole, Ilaria aveva deciso di fare una passeggiata lungo il sentiero Rilke assieme alla mamma e a due amiche di famiglia. Con lei, inoltre, aveva portato l’amatissimo bastardino – nato da un incrocio con un labrador -, arrivato in casa solo di recente: stando a quanto riferito ai soccorritori, i familiari l’avevano infatti regalato alla ragazzina per colmare il vuoto lasciato da un altro cane, morto appena pochi mesi prima. Dopo aver percorso il tratto iniziale del sentiero la piccola, sempre seguita a ruota dal fedele cagnolino, aveva scelto di fermarsi per ammirare il panorama. E, per farlo, era entrata dentro uno dei primi bunker adattati a belvedere delimitati da un muretto di protezione. Muretto che, purtroppo, non è riuscito a contenere l’entusiasmo del meticcio che camminava libero e senza guinzaglio assieme a lei.Per raggiungere più rapidamente il punto in cui si era sistemata la padroncina, il cane ha spiccato un salto terminato al di là del recinto di contenimento. Atterrato in un punto particolarmente scosceso, l’animale non è riuscito a rimanere aggrappato a lungo e, una volta persi definitivamente gli appigli, è scivolato giù per il ciglione, facendo un salto di oltre 40 metri e finendo violentemente in mare. Il tutto sotto lo sguardo impietrito della dodicenne e della madre, la prima ad allertare i vigili del fuoco. Al loro arrivo, i pompieri hanno avvistato il corpo dell’animale che galleggiava in acqua già senza vita. Per recuperarlo, quindi, hanno dovuto richiedere l’intervento dell’imbarcazione della squadra nautica e dei sommozzatori. Vedendoli all’opera, la dodicenne ha realizzato che per il bastardino non c’era ormai più nulla da fare. D’istinto quindi ha cercato di sporgersi dalla protezione, nel tentativo disperato di raggiungerlo e salvarlo. Tentativo sventato grazie alla vicinanza della mamma, riuscita in extremis a far desistere la figlia dal pericoloso proposito.

A nulla sono invece valsi i suoi tentativi di tranquillizzare la ragazzina. Disperata all’idea di aver perso due cani nell’arco di pochi mesi, la piccola è stata assalita da crisi di pianto e convulsioni. Crisi che hanno spinto alla fine gli uomini del Soccorso alpino a caricarla su una barella e a trasportarla nel vicino campeggio. Lì è stata fatta poi arrivare l’ambulanza che ha trasferito la dodicenne in stato di choc al Burlo, dove è stata sedata per poi essere riaccompagnata a casa in serata.


IL GAZZETTINO VENEZIA
15 SETTEMBRE 2009
 
Il problema dei colombi non si risolve così
 
Gianfranco Pezzoli
 
Venezia - Siamo alle comiche, al paradosso grottesco! Invece di invitare i Vigili urbani ad intervenire finalmente in modo massiccio con le sanzioni previste sui turisti e sui colombofili che se ne fregano dei divieti previsti dall’ordinanza comunale e continuano indisturbati a ingozzare i colombi con ogni genere di cibo contribuendo alla loro proliferazione, l’assessore all’Ambiente dr. Belcaro ne ha inventata un’altra delle sue dopo quella di voler sterilizzare i pochi gatti ancora in circolazione: punire paradossalmente i poveri veneziani vittime dei colombi con multe fino a 500 euro se non provvederanno a pulire tetti, davanzali e terrazze dagli escrementi dei colombi. Come dire, dopo il danno la beffa! Provvedimento ingiusto e indecente che penalizza molti cittadini che al contrario dovrebbero essere indennizzati dal Comune per i molti soldi fin qui spesi per risanare abitazioni ed edifici dai danni provocati dai colombi e per impiantare dissuasori e quant’altro.Basta dunque con queste iniziative strampalate e impopolari! Gli interventi di pulizia e di disinfestazione devono essere a carico della Pubblica Amministrazione ed in particolare dell’Assessorato all’Ambiente a cominciare dai siti di stazionamento dei volatili in questione e dalla distruzione dei loro nidi che si trovano a pochi metri da terra; nonchè della Sovrintendenza ai Beni culturali la quale, per esempio, non si decide ancora ad intervenire su quella vergognosa situazione in cui versano i bassorilievi dal lato Procuratie Nuove in Piazza S. Marco. Ed infine basta falsi pudori e condizionamento da parte degli animalisti-colombofili! L’ordinanza anti-colombi deve essere finalmente resa pubblica con manifesti e cartelli soprattutto nell’area marciana, dove la situazione è ancora critica e il rischio sanitario è sempre incombente.

LA CITTA’ DI SALERNO

15 SETTEMBRE 2009

 

Nocera, sequestrato un allevamento

 

Nocera Superiore (SA). Ancora un focolaio d’influenza aviaria, emessa ordinanza d’urgenza dal sindaco. Nella giornata di ieri, in occasione dei controlli presso un allevamento ovino in via Kennedy, a Nocera Superiore, i medici dell’Unitá Operativa Veterinaria di Sanitá animale e profilassi del Distretto 1, hanno comunicato l’insorgenza di un focolaio della pericolosa malattia. Al fine di impedire il diffondersi, dietro segnalazione dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, Gaetano Montalbano ha emesso un’ordinanza d’urgenza disponendo il sequestro dell’allevamento avicolo e l’abbattimento di tutti i volatili presenti.Le operazioni di bonifica saranno concordati con i medici del Distretto di Nocera Superiore. • Vista l’urgenza, nella stessa mattinata di ieri l’ordinanza è stata trasmessa al servizio veterinario competente per territorio, al comando della polizia locale e a quello dei carabinieri. «Grazie alla puntualitá dei controlli eseguiti dall’Asl - ha spiegato il primo cittadino - la macchina della prevenzione si è messa rapidamente in modo. Contiamo di circoscrivere il focolaio in questo allevamento, pur rimanendo in uno stato di allerta. Parliamo pur sempre di un virus, il cui indice di penetrazione all’interno della popolazione animale è decisamente alto. Tuttavia, - ha concluso - siamo ben preparati e pronti a fronteggiare l’emergenza per gli animali infetti». L’allevamento è stato messo in quarantena e per un raggio di 20 chilometri è stato attivato un cordone sanitario. «E’ bene essere prudenti, ma non c’è motivo di allarme. Invito i cittadini a mantenere la calma».


SALUTE EUROPA

15 SETTEMBRE 2009

 

Eutanasici solo in mano al veterinario: pronto il decreto

 

Il bugiardino del tanax è in via di riscrittura e questo medicinale veterinario, come tutti gli eutanasici rientrerà fra i medicinali ad uso esclusivo del medico veterinario. Un decreto ministeriale firmato dal Sottosegretario di Stato alla Salute Francesca Martini - già approvato dalla Conferenza Stato Regioni e ora alla Corte dei Conti - porterà a breve in Gazzetta Ufficiale la soluzione normativa.Lo rendono noto la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari (Fnovi) e l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) a proposito dell’impiego del Tanax per l’eutanasia di cani e gatti. Il decreto, al quale ha lavorato per mesi il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali- con la sua Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario- insieme alla Fnovi e all’Anmvi, colma un vuoto legislativo e rappresenta un intervento normativo coerente con il sistema di farmacovigilanza veterinaria attivo nel nostro Paese per il controllo e la sicurezza dei medicinali impiegati sugli animali. Dunque sul foglietto illustrativo del Tanax non si leggerà più “da usarsi sotto il diretto controllo del medico veterinario”, ma sarà solo il medico veterinario a poterlo gestire. Quanto alla modalità di somministrazione del farmaco al cane o al gatto, foglietto illustrativo a parte, è consolidata prassi medico veterinaria quella di evitare la sofferenza del paziente sottoposto ad eutanasia, come la deontologia e la buona pratica veterinaria richiedono. Ma il provvedimento darà garanzie anche maggiori e andrà oltre il caso Tanax- rassicurano Fnovi e Anmvi. Infatti, potranno essere impiegati solo dal veterinario tutti gli eutanasici e le categorie di farmaci (come ad esempio gli anestetici e gli antineoplastici iniettabili) che richiedono speciali accorgimenti e specifiche competenze per la detenzione e la somministrazione. Quello della sofferenza dell’animale da sopprimere è un problema sentito anche in campo zootecnico, per quei bovini- anche loro esseri senzienti e tutelati dalla legge- non più destinabili alla macellazione e per i quali non esiste alcun farmaco autorizzato. E’ questo un altro problema che i veterinari italiani stanno affrontando con addetti ai lavori, animalisti e autorità ministeriali.


AGI
15 SETTEMBRE 2009
 
ANIMALI: REGIONE LIGURIA APPROVA ODG SU EUTANASIA
 
Genova - Il consiglio regionale della Liguria ha approvato all'unanimita' l'ordine del giorno sull'eutanasia degli animali presentata dal consigliere del Pdl, Gianni Plinio: "E' motivo di grande soddisfazione - dice il consigliere di minoranza - constatare l'unanimita' del consiglio regionale su un documento assai significativo relativo alla necessita' di far modificare dal ministero del welfare le modalita' di eutanasia per gli animali cosi' da renderle meno dolorose rispetto alle attuali. Con questa decisione la regione Liguria corrisponde alle richieste di tanti veterinari e cittadini i quali auspicano che a cani e gatti venga riconosciuto il diritto a morire senza sofferenze ponendosi all'avanguardia di una nobile battaglia di etica".

ANMVI OGGI

15 SETTEMBRE 2009

 

CANE SENZA MICROCHIP, MULTA AL VETERINARIO

 

L'Anmvi ha chiesto al Sottosegretario Martini che la riforma della 281 recepisca i contenuti dell'Ordinanza 6 agosto 2008 rispetto al ruolo del veterinario libero professionista in caso di mancata identificazione del cane di proprietà. In particolare, l'Ordinanza stabilisce che i veterinari pubblici e privati abilitati ad accedere all'anagrafe canina, nell'espletamento della loro attivita' professionale, devono verificare la presenza dell'identificativo. In caso di mancanza o di illeggibilità dell'identificativo, "il veterinario libero professionista deve informare il proprietario o il detentore degli obblighi di legge".E' questo a parere dell'Anmvi l'indirizzo che il Legislatore dovrà tenere nel riformare la Legge 281, con conseguenti ricadute sulle disposizioni regionali, non ravvisando nel ruolo del libero professionista compiti di "delazione". La sollecitazione viene da alcuni casi riferiti al servizio di consulenza legale dell'Associazione, l'ultimo di pochi giorni fa, che vede coinvolto un libero professionista siciliano: in base alla Legge regionale 15/2000, un Comune del catanese ha sanzionato il libero professionista che, avendo in cura i cani di una cliente "ometteva di segnalare alla Ausl competente la mancata iscrizione all'anagrafe canina degli animali di cui lo stesso ha cura". La sanzione amministrativa, di 172 euro nel caso in questione, può arrivare fino a 520 euro.Ma la Sicilia non è l'unica Regione ad aver imposto l'obbligo di segnalazione del proprietario. Con fattispecie diverse, il veterinario libero professionista è obbligato a riferire alla Asl o al Comune la mancata identificazione del cane di proprietà secondo la normativa vigente in molte Regioni, ad esempio Calabria, Campania, Friuli, Lazio, Toscana, Sardegna, Liguria, Marche. La Sicilia Per l'Anmvi non può attribuirsi al medico veterinario privato un ruolo che giuridicamente non gli compete e che è prettamente clinico, di prevenzione e di informazione. La segnalazione del proprietario inadempiente può risultare controproducente rispetto alle necessità di cura dell'animale e il proprietario deve essere incoraggiato a rispondere di obblighi di legge di cui rimane tuttavia il solo responsabile. In tal senso si è espressa questa estate anche la Fnovi, indicando come non perseguibile dal punto di vista deontologico-disciplinare il medico veterinario che dia corso alle cure ad un paziente non identificato.


METROPOLIS
15 SETTEMBRE 2009
 
Animali: allo zoo di Napoli nati leoncini

NAPOLI - Nuove nascite allo zoo di Napoli dove sono venuti alla luce dei leoncini. Presentata anche l´associazione ´Watchdog´ che sovrintenderà al benessere degli animali che negli ultimi anni sono aumentati di 40´ unità."La nascita di questi leoncini è un miracolo della natura visto che Charlie, il papà, e la mamma Lory avevano avuto dei piccoli solo a maggio scorso", spiegano l´amministratore del parco Zoo di Napoli, Cesare Falchero, e l´assessore provinciale Francesco Emilio Borrelli, nominato responsabile dell´associazione ´Watchdog´. "Proprio per questo i veterinari Piero Laricchiuta e Marco Campolo - continuano - hanno deciso di istallare un chip sottocutaneo alla leonessa per evitare nuovi parti per almeno un anno. Inoltre abbiamo deciso di lanciare proprio da Napoli una campagna per la difesa del leone asiatico oramai in via di estinzione".Intanto l´associazione Watchdog si occuperà, tra l´altro, del controllo del benessere degli animali ospiti del parco che sono passati negli ultimi anni da 380 a 420 esemplari. "Lo zoo - conclude Borrelli - era simbolo di morte dopo il fallimento, oggi sta diventando l´emblema della vita anche se va ristrutturato e le condizioni degli ospiti rese sempre più accettabili".

IL MESSAGGERO
15 SETTEMBRE 2009
 
Napoli, quattro leoncini nati allo zoo: «È un miracolo della natura»
 
NAPOLI (15 settembre) - Sono nati altri quattro leoncini al parco zoo di Napoli. I leoncini sono stati presentati allo zoo questa mattina dall'amministratore della struttura Cesare Falchero e dall'ex assessore provinciale ai parchi Francesco Emilio Borrelli che da anni segue la sorte degli animali e che per l'occasione ha presentato l'associazione Watchdog (cane da guardia) con cui sarà seguito il benessere degli animali e i lavori di ristrutturazione del parco.«Si tratta di tre femmine ed un maschio figli di Charlie e Lory - spiegano Falchero e Borrelli - e stanno in buona salute. Sono stati assistiti nel parto dai veterinanari Piero La Ricchiuta e Marco Campolo gli stessi che prima dell'estate salvarono la vita all'elefantessa Sabrina. La nascita di questi leoncini è un miracolo della natura visto che Charlie, il papà, e la mamma Lory avevano avuto dei piccoli solo a maggio scorso». «Questa mattina abbiamo presentato anche la campagna - concludono i due - per la salvezza del leone asiatico oramai in pericolo di estinzione. Napoli lancerà la battaglia per la salvezza di questo splendido animale. Il parco zoo finalmente sta diventando un simbolo di vita e non di morte».

MESSAGGERO VENETO

15 SETTEMBRE 2009

 

ORSO

 

Meno entusiasmo per il suo ritorno Vorrei fare alcune considerazioni sulla sempre maggiore presenza degli orsi nelle nostre montagne. A tutti noi fa piacere che l’orso non sia in pericolo di estinzione e che vaghi per qualche inaccessibile foresta. Molti si ricorderanno quanto, da bambini, siamo stati affascinati dai cartoni animati in cui l’orso era protagonista: chi non ha presente le avventure del simpatico orso Yoghi e dell’orsetto Bubu? Ma nella realtà l’orso è davvero così timido e innocuo? Visto il gran parlare sull’orso in questi ultimi tempi, ho voluto fare una breve ricerca per conoscere meglio questo animale, ma i riscontri emersi dalla cruda realtà hanno poco di “poetico”. Fino agli anni 2000 mi rifaccio ai dati ufficiali forniti dall’osservatorio sull’orso voluto dal Governo federale svizzero, preoccupato per il reintegro del plantigrado in Trentino. L’orso che vive in Europa è l’orso bruno (Ursus arctos). Il peso del maschio arriva a 350 chili, è molto agile, raggiunge una velocità di 50 km/h ed è un abile arrampicatore e un ottimo nuotatore. È fra le specie animali più intelligenti. Vive circa 30 anni. È uno dei più grandi predatori carnivori, anche se una parte della sua dieta è vegetariana. La convivenza nello stesso spazio dell’uomo è abbastanza problematica, in quanto la presenza del plantigrado spesso si caratterizza con l’uccisione di vari animali allevati. Le sue vittime predilette sono le pecore, ma ci sono stati casi anche di animali più grossi come asini, mucche, cavalli (210 di questi grandi animali uccisi sulle montagne europee dal 1995 al 1999), razzie di alveari e spesso anche visite nei pollai dei centri abitati. Nel 1996 gli orsi norvegesi (circa 40 esemplari) anno ucciso 1.821 pecore. Gli esemplari che gravitano sulla nostra zona provengono dalla Slovenia, dove esiste una colonia numerosa. Dal 1985 al 1999 sono stati registrati in tutta Europa dodici casi di attacco all’uomo con esito mortale. Ma, visto che in quest’ultimo periodo la popolazione degli orsi è notevolmente aumentata, ripopolando nuovi ambiti grazie a progetti di reintroduzione come in Trentino e di assoluta protezione e tutela da parte di tutti gli Stati europei, elenchiamo cronologicamente alcuni eventi dettati dalla coabitazione con l’orso in questi ultimi due anni. 26 giugno 2007: su un tranquillo sentiero sulle montagne a nord di Bucarest è aggredita da un orso bruno inferocito una comitiva di sei turisti Usa; due sono ridotti in fin di vita e una donna di 31 anni è sbranata e uccisa sul colpo. Il 14 novembre 2007 in Bulgaria, su autorizzazione del ministero dell’Ambiente, è abbattuto un orso che creava notevoli problemi alle popolazioni. 7 novembre 2007: in provincia di Brescia un allevatore è inseguito da un orso, quasi muore dallo spavento, lo salvano persone del posto. Dicembre 2007: in Trentino è completato un robusto recinto elettrificato dove rinchiudere un’orsa che si aggirava per le vie di vari paesi. 29 gennaio 2008: il governo regionale del Tirolo austriaco autorizza l’abbattimento degli orsi che creano problemi come era successo l’anno prima in Baviera con l’orso che aveva sconfinato dal Trentino. 24 luglio 2008: nella Russia orientale un gruppo di orsi bruni prima circonda e poi attacca i lavoratori di una miniera di platino all’aperto, ne sbrana due, gli altri, circa 400, fuggono terrorizzati. 1º agosto 2008: nei Carpazi romeni, a 500 metri dal centro di Brazov, città di 300 mila persone, un uomo è aggredito e ucciso da un orso bruno. Alla tv romena un forestale racconta che poi «ha trascinato il cadavere per 5-6 metri verso il bosco e ha tentato di seppellirlo». La responsabile del progetto orso di Brazov ammette che i plantigradi negli ultimi cinque anni hanno ucciso tre persone. In Carnia l’anno scorso fece scalpore l’uccisione di alcune mucche nei pressi di Passo Monte Croce. Quest’anno una brutta fine è toccata ad alcune pecore nella zona Ampezzo-Enemonzo, ma il 18 ottobre scorso in Val Resia c’è stato anche il primo “finto” attacco a un cacciatore della zona, Francesco Coos. Altro identico attacco è capitato a un cacciatore di Tolmezzo che si trovava sotto malga Lanza, nei boschi di Pontebba. Un suo collega mi ha raccontato che, quando l’orso si è alzato in piedi urlando e con gli artigli bene in vista, il suo cane da caccia se l’è data a gambe e lo sfortunato cacciatore dopo due giorni balbettava ancora dalla paura! Certo che gli attacchi degli orsi all’uomo sono rari, ma potenzialmente possibili e letali. Confesso che, quando vado in montagna o giro per i boschi magari con mio figlio piccolo, provo una sensazione d’impotenza, in quanto non sarei in grado di dargli alcuna protezione. Siccome non è pensabile che tutti i fruitori dei boschi girino armati per autodifesa, vorrei che ci fosse meno entusiasmo per il ritorno dell’orso sulle nostre montagne e chi pensa di preparare altri progetti di reintroduzione dei grandi predatori (lince e magari anche il lupo) dovrebbe essere molto piu responsabile e cosciente prima di creare le basi per rendere pericolosi i boschi e la tranquilla vita dei montanari e degli appassionati camminatori. Non ne sentiamo davvero la mancanza! Guido Della Schiava Arta Terme

 

COLOMBI

 

Il rispetto ambientale A proposito della nota del signor Fernando Tirelli di Mortegliano riguardante il «fastidio molto sentito verso i colombi», che provocherebbero problemi rilevanti per la salute e l’igiene delle persone, l’aspetto degli immobili e delle strade, volevo pormi, al contrario di quello che è molto spesso di moda oggi, dalla parte di chi non ha modo di difendersi. Il signor Tirelli ha mai ricevuto il dono di poterne curare uno ferito e trovato sulla strada tra l’indifferenza della razza “uomo” e, una volta guarito, di vederlo tornare sul proprio balcone tutti i giorni di tutte le settimane, di tutti i mesi e non per mangiare, ma soltanto per salutare e poi volar via? Ha mai pensato il signor Tirelli a dove potranno andare i colombi quando tutti i cittadini, tutti i sindaci, tutti i presidenti di Provincia e tutti i governatori della Regione (e forse anche il presidente degli Stati Uniti d’America) si saranno dati da fare per risolvere un problema tanto gravoso? Ha mai pensato il signor Tirelli che il rispetto ambientale va inteso come prima norma, nel senso di tutelare nella propria forma peculiare quello che è stato creato certamente da una sapienza più grande della nostra? Se qualcuno venisse a dirci che gli uomini sono un problema per l’ambiente, che non soltanto sporcano e inquinano tutti i posti dove siedono, ma che stanno eliminando tutti i siti dove le altre creature del Signore possono procreare e vivere e che per l’ipocrisia che li denota si accendono subito (e come lavorano!) quando si tratta di distruggere quanti non si difendono? Se qualcuno ci dicesse che abbiamo fatto sparire foreste, specie vegetali, rondini (i cui nidi vengono abbattuti), cicogne, colombi e quant’altro e che è venuta l’ora di sparire noi? Ricordo al signor Tirelli che la natura è più forte e più saggia di noi, anche se riteniamo il contrario. Anna Maria Gon


Animalieanimali

15 SETTEMBRE 2009

 

REGIONE LIGURIA STERILIZZA SCOIATTOLI GRIGI
Tra polemiche non ci dovrebbero essere abbattimenti.

 

Guerra agli scoiattoli grigi. Con consueta polemica, come accade quasi sempre in questi casi. Stavolta è la Regione Liguria che ha deciso di liberare il suo territorio dai molti, troppi esemplari di scoiattolo grigio americano che stanno sfrattando gli animaletti autoctoni, i nostri scoiattoli rossicci e più piccoli. Pressata da Francia e Svizzera, a loro volta preoccupate che qualche scoiattolo grigio oltrepassi le Alpi e cominci a infestare anche il loro territorio, e sollecitata persino da Bruxelles, la giunta di Claudio Burlando ha stabilito di sterilizzare gli scoiattoli grigi nel Parco di Nervi, per contenerne l’esplosione demografica.Il finanziamento stanziato è di 240 mila euro, secondo l’opposizione di centrodestra che è insorta contestando la misura, giudicata eccessiva, e soprattutto la spesa (eccessiva pure quella).La maggioranza spiega che il costo dell’operazione è inferiore: in realtà si aggirerebbe sui 200 mila euro e 120 mila li paga l’Unione europea.
Gli animalisti, in ogni caso, sono preoccupati.
E il quotidiano di Genova si diverte a raccontare la querelle in modo semiserio e ammonisce: Lombardia e Piemonte, quanto a scoiattoli grigi, stanno molto peggio della Liguria. Dopo l’emergenza cinghiali, la Regione ha dunque a che fare con un’altra tipologia di animali.


CORRIERE ADRIATICO

15 SETTEMBRE 2009

 

Raid notturno in un’azienda faunistica

 

EMANUELE PIERONI

 

Serravalle di Chienti (MC) -  Una sessantina di volatili, tra fagiani, cornacchie, e altre specie, sono letteralmente svaniti da una azienda faunistico venatoria di Serravalle del Chienti, al confine con tra le Marche e l’Umbria.
Dopo i primi accertamenti, non rimangono dubbi sul fatto che si sia trattato di un furto. Peraltro messo a segno “a regola d’arte”.
I ladri, con tutta probabilità, hanno agito in gruppo. Forti del buio e della zona piuttosto isolata, di notte, sono riusciti a superare le barriere poste a protezione dell’allevamento e, una volta raggiunti i volatili, hanno provveduto alla cattura e alla successiva fuga. Tradotto in denaro, il valore degli animali vivi rubati, ammonta ad oltre mille euro, a cui si aggiungono, però, i danni materiali causati alle strutture dell’azienda dai malviventi per mettere a segno il colpo. Ad accorgersi dell’accaduto, pochissime ore dopo i fatti, sono stati gli stessi responsabili dell’azienda, che hanno trovato fuori posto il cancello d’accesso all’area dove erano custoditi i volatili. Immediatamente hanno capito di essere rimasti vittime di un furto ed hanno dunque provveduto ad avvisare le forze dell’ordine. Sul posto, per tutti i rilevamenti di rito, sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione di Serravalle, insieme a quelli della Compagnia di Camerino. L’attenzione degli inquirenti, vista la particolarità del colpo messo a segno, si starebbe ora concentrando su personaggi che per una qualche ragione conoscevano l’azienda o che possono avere legami con il traffico di animali. Un normale ladruncolo, infatti, non riuscirebbe certo a piazzare sul mercato nero una tale quantità di cacciagione, né tantomeno potrebbe custodirli in casa o in aree appositamente predisposte senza essere scoperto. E’ quasi certo, dunque, che chi ha agito possa averlo fatto su commissione, anche utilizzando mezzi adibiti e già predisposti proprio al trasporto di volatili. Non a caso, gli inquirenti che in queste ore stanno lavorando alacremente stanno cercando di passare al setaccio i veicoli controllati sul territorio, nel tentativo di raccogliere qualche indizio utile al fine delle indagini. Si esclude, invece, almeno in questa prima fase, ogni ipotesi legata ad un possibile blitz di associazioni animaliste, poiché nessuno degli animali rubati è stato ritrovato.


Animalieanimali

15 SETTEMBRE 2009

 

TUTELA ANIMALI, CONSIGLIO REGIONALE TOSCANA VOTA LEGGE CONTESTATA

Lav, Enpa e Lega nazionale per la difesa del cane, testo ormai superato e inutile

 

Nei prossimi giorni verrà discussa dal Consiglio Regionale della Toscana la proposta di legge n. 3 “Norme per la tutela degli animali” che se approvata abrogherà la legge attualmente in vigore “Norme per la gestione dell’anagrafe del cane, la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo”.Il testo della proposta di legge, però, è complessivamente superato e LAV, Enpa e Lega Nazionale per la Difesa del Cane hanno scritto ai capigruppo e ai consiglieri regionali, affinché questi non esprimano il loro voto favorevole, adeguando invece il testo all’evoluzione della normativa nazionale.Le associazioni lamentano che, nonostante le perplessità sollevate ed esposte nel corso dell’audizione tenutasi in Quarta Commissione il giorno 22 luglio 2009, la proposta di legge, riesaminata e licenziata nel corso della seduta n. 164 del 9 settembre 2009 dalla Commissione stessa, non reca alcuna modifica relativa a importanti aspetti sollevati dalle associazioni.Le associazioni, anzi, notano con delusione che in virtù di un emendamento approvato durante l’ultima discussione in Commissione Sanità, gli esercizi commerciali potranno tenere esposti gli animali per cinque ore anziché le quattro previste dal testo proposto in Commissione stessa, e questa non può considerarsi certamente una modifica positiva. I contenuti della proposta di legge non tengono sufficientemente conto dell’evoluzione normativa a tutela degli animali d’affezione e per la prevenzione del randagismo ignorando del tutto, inoltre, le norme contenute nell’”Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163” (G.U. 207 del 07/09/2009), che stabilisce i livelli essenziali di tutela e benessere che i Comuni sono tenuti ad assicurare agli ospiti dei canili. Ma vi è di più: in controtendenza con la stessa Ordinanza, che prevede il diritto di prelazione alle associazioni animaliste per la gestione dei canili, la Regione si appresta a trasformare in legge un articolato che prevede tale diritto anche per le imprese sociali. Nella proposta di legge sono del tutto assenti articoli di fondamentale importanza come quelli che definiscono le competenze di Regioni, Sindaci, ASL e Province, molto importanti quest’ultime per il loro ruolo di programmazione e coordinamento delle attività e degli interventi, un ruolo che in linea generale è attribuito a tali enti dal Testo Unico sugli Enti Locali. Particolarmente carenti appaiono gli articoli relativi all’anagrafe (circoscritta peraltro solo a quella canina), alla relativa iscrizione e tempi; l’articolo sui “cani pericolosi” e gli articoli su addestramento e attività commerciali. L’articolo sull’accattonaggio invece è di difficile interpretazione in quanto per gli operatori di vigilanza può non essere semplice distinguere tra “ruolo attivo” e “ruolo passivo” dell’animale impiegato. Anche l’articolo sulle amputazioni non è soddisfacente in quanto oltre ad avere un titolo inesatto (non tutte le operazioni chirurgiche vietate possono definirsi amputazioni) non tiene sufficientemente conto delle disposizioni normative in materia dettate all’Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani (G.U. n. 13-2009). Da rilevare anche come la proposta di legge non contenga alcun articolo sulla vigilanza zoofila, un compito riconosciuto associazioni per la tutela degli animali dalla Legge 20 luglio 2004, n.189.Il ruolo delle associazioni, infine, sebbene sia posto in rilievo tra le finalità della proposta di legge, risulta essere molto marginale non riconoscendo loro ruoli attivi e importanti come la gestione delle adozioni in cani e gattili, o la formazione dei proprietari di cani ad aggressività non controllata, solo per fare degli esempi.


MESSAGGERO VENETO

15 SETTEMBRE 2009

 

Pericolo animali vaganti: sarà installata apposita segnaletica

 

CORMÒNS (GO). Animali selvatici attraversano all’improvviso la strada in località Monticello, in particolare in due punti sulla strada provinciale, piuttosto trafficata. Un fenomeno assai frequente, che crea non pochi disagi alla circolazione veicolare nonché pericolo per l’incolumità di mezzi e di automobilisti. Un cittadino cormonese ha inviato un esposto al comune di Cormòns segnalando il problema, l’11 settembre e invitando l’amministrazione a provvedere subito con idonea segnaletica verticale, onde evitare problemi in futuro. Subito l’amministrazione comunale di Cormòns si è attivata e ieri il comandante della polizia municipale Augusto Paesini ha emanato un’ordinanza ad hoc, che prevede l’installazione di due cartelli di pericolo, “animali selvatici vaganti”, entrambi in località Monticello. Il primo sarà installato in corrispondenza dell’intersezione formata con la strada provinciale nº 16 di Angoris e il secondo invece in corrispondenza dell’incrocio con via Corona. È questa infatti l’area dove si verificano più spesso gli avvistamenti di animali selvatici. Si tratta in prevalenza di lepri e fagiani, che fuoriescono dalla vicina riserva di caccia privata. Per evitare problemi, soprattutto per chi non è pratico delle zone, è stato dunque deciso di correre ai ripari. Il servizio manutenzioni e sicurezza del Comune si occuperà dell’installazione. Chiunque avesse legittimo interesse, può fare ricorso entro 60 giorni contro l’ordinanza all’ispettorato generale per la sicurezza e la circolazione stradale del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti oppure al Tar.


AGI

15 SETTEMBRE 2009

 

PUNKABESTIA: FIRENZE, CONTROLLI A TAPPETO ED ESPULSIONI

 

Firenze - Sono 74 i punkabestia controllati a Firenze nel corso di sette giorni consecutivi di servizi mirati effettuati da equipaggi misti, composti da personale della questura e personale veterinario della Asl, coordinato dal vice questore aggiunto Edoardo Polce. Nessuno degli identificati figura tra quelli controllati e gia' destinatari di provvedimenti durante precedenti ed analoghi servizi. Per sedici punkabestia, tutti con numerosi precedenti di polizia, sorpresi con i rispettivi cani in varie zone della citta', sono scattati provvedimenti amministrativi e denunce. Cinque ungheresi ed uno sloveno sono stati espulsi dal territorio nazionale. Per un cittadino spagnolo e' scattato il provvedimento di allontanamento, perche' ritenuto pericoloso per l'ordine e la sicurezza pubblica. Quattro sono i destinatari di misure di prevenzione, di cui tre fogli di via obbligatori e un avviso orale. Venti esemplari, di varie razze, sono stati affidati in custodia temporanea al personale veterinario coodinato dal dr. Enrico Loretti del dipartimento di prevenzione della Asl di Firenze, che ha concorso nella attuazione dei servizi. I cani sono stati poi restituiti ai rispettivi proprietari. Un cittadino spagnolo e' stato denunciato per possesso di armi, in quanto trovato in possesso di due coltelli di cui non ha fornito alcuna giustificazione.Altri due italiani, non residenti a Firenze, sono stati denunciate per la violazione del foglio di via obbligatorio. I controlli sono stati attuati anche con il concorso operativo della polizia provinciale, coordinata dagli ispettori Alessandro Bonucci ed Alessandro Concione, nonche' dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali), presieduto a Firenze da Simone Porzio."I servizi - spiega il questore Francesco Tagliente - sono stati pianificati sulla base di una mappatura elaborata alla luce dei risultati di analoghi controlli effettuati durante lo scorso anno, nonche' sulla base degli esposti pervenuti da parte di alcuni operatori economici. Attraverso il coordinamento dei diversi uffici della questura e' stata data attuazione ad un piano di controlli specifico, che ha consentito l'adozione di tutti i provvedimenti in materia di misure di prevenzione nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica, nonche' sotto il profilo del contrasto dell'immigrazione clandestina".


LIBERO

15 SETTEMBRE 2009

 

ANIMALI: CTS, SCONGIURATA AMPUTAZIONE ARTO PER TARTARUGA VERDE 'GREEN'

 

Roma - Green, l'esemplare di Chelonia mydas, piu' comunemente conosciuta come tartaruga verde per il colore del carapace, sta bene. Recuperato il 9 agosto 2009 dal Centro Recupero Animali Marini del Cts e del Parco Nazionale dell'Asinara, l'animale e' stato costantemente seguito da uno staff di biologi e veterinari.Ormai rarissimo nei nostri mari l'esemplare e' stato sottoposto a un intervento per l'applicazione di una sonda esofago-stomica, in quanto, nonostante si alimentasse autonomamente ed esclusivamente di calamari, essendo erbivora e rifiutando un alimentazione a base di vegetali perdeva regolarmente peso. Grazie a un'alimentazione forzata a base vegetale ha incrementato regolarmente il peso. L'arto anteriore destro che al momento del ritrovamento presentava un abbondante edema in seguito allo strozzamento causato da un filo di lenza che si era attorcigliato a livello della diafisi dell'omero, e' stato sottoposto quotidianamente a terapia medica locale e a massaggi linfo-drenanti al fine di riattivare la circolazione e la funzionalita'.''Attualmente le condizioni generali dell'animale sono buone - dichiara Laura Pireddu responsabile del centro - e l'arto sta migliorando: e' stata scongiurata cosi' l'eventuale amputazione dell'arto''.


TISCALI NOTIZIE

15 SETTEMBRE 2009

 

Ruanda, E' morto Titus, "re dei gorilla". Aveva ormai 35 anni

 

 

 
 

Kigali - Titus, meglio noto come il "re dei gorilla" del Ruanda, è morto ieri a 35 anni nel Parco nazionale dei Vulcani, nel nord-ovest del Paese. Lo ha annunciato l'Ufficio ruandese del turismo e dei parchi nazionali (Ortpn). Il celebre gorilla "Silverback", cioè dalla schiena argentata, era nato il 24 agosto 1974: "E' con grande tristezza che l'Ortpn apprende della morte del leggendario Titus, conosciuto come il re dei gorilla", secondo il comunicato ufficiale. "Non era solamente il più forte di due Silverback del Parco nazionale dei vulcani, era anche il più famoso", si legge nel testo. Per tutta la vita è stato oggetto di numerosi studi scientifici. Nessun scienziato tuttavia era riuscito a prevedere la sua ascesa dominante nel gruppo, perchè Titus aveva subito un forte schock, quando la sua famiglia era stata massacrata dai bracconieri. Quando era ancora un cucciolo, fu abbandonato dalla madre dopo un violento attacco da un maschio dominante. Da adolescente, entrò a far parte di un gruppo di giovani maschi, a cui successivamente si unirono cinque femmine. Beetsme, il maschio dominante ma che era ormai vecchio, cedette allora il suo posto a Titus, che prese la guida del gruppo. Il gorilla era famoso anche per un documentario del 2008 a lui dedicato e intitolato "Titus, il re dei gorilla". Per fortuna ha una numerosa "prole", secondo l'ufficio turismo. La sua morte, comunque, rappresenta "un'immensa perdita per il Ruanda". Il numero dei gorilla di montagna continua ad aumentare, grazie agli sforzi dell'Ortpn e dei suoi partner: "Tra i 380-400 gorilla che vivono nelle montagne del Virunga, tra il Ruanda, la Repubblica democratica del Congo e l'Uganda, almeno 265 vivono in territorio ruandese, dove sono sotto stretto controllo".


VIRGILIO NOTIZIE

15 SETTEMBRE 2009

 

Rep. Congo/ Inchiesta: gorilla uccisi e venduti per la loro carne

Almeno due alla settimana vengono eliminati a Kouilou

 

Fino a due gorilla alla settimana vengono uccisi e venduti per la loro carne a Kouilou, una regione della Repubblica del Congo (Brazzaville). I corpi, scrive la Bbc citando i risultati di un'inchiesta, vengono trasportati via fiume e passati a trafficanti che li vendono sui mercati delle grandi città. Condotta dal gruppo per la conservazione animale Endangered Species International, l'inchiesta fa luce sull'estensione della caccia ai gorilla nel paese. Si teme che siano addirittura molti di più i gorilla catturati ogni anno nella regione. I ricercatori hanno iniziato la loro indagine sotto mentite spoglie, parlando con i trafficanti nei mercati di Pointe Noire, seconda città della Repubblica del Congo. "La carne di gorilla è venduta a pezzi e affumicata per 6 dollari al taglio", ha spiegato Pierre Fidenci, presidente dell'associazione. Nella foresta di Kouilou, continua Fidenci, sono rimasti circa 200 gorilla ma ogni mese ne viene eliminato circa il 4%.


LA ZAMPA.IT
15 SETTEMBRE 2009
 
Gatto trovato a 3800 km da casa, restituito alla proprietaria
 
 
SYDNEY - Un gatto himalaiano dal pelo lungo ha percorso oggi in aereo migliaia di chilometri dal nordest tropicale dell’Australia per ricongiungersi ai suoi padroni nella temperata isola di Tasmania, a sud del continente. Il micio di nome Clyde, che ora ha quattro anni, era scomparso misteriosamente tre anni fa e i proprietari avevano affisso avvisi con la sua foto in tutta la regione senza risultato.
La settimana scorsa è stato identificato grazie alla microchip inserita sotto pelle da un veterinario di Cloncurry, a 3800 km di distanza, che ha rintracciato i proprietari. Un’infermiera che aveva adottato Clyde quattro mesi fa, dopo averlo visto aggirarsi per il terreno del locale ospedale, lo aveva consegnato al veterinario perchè doveva trasferirsi. Il gatto era scomparso quando la sua padroncina, Ashleigh Phillips che ora ha 19 anni, era partita in vacanza, ma solo lui sa come sia finito fino a Cloncurry. Si suppone che sia saltato in un’auto, o più probabilmente si sia nascosto in una roulotte di vacanzieri in partenza per un lungo viaggio nel continente. Stanotte Clyde, dopo il lungo volo, riposerà in una pensione per gatti a Hobart, prima dell’eccitazione del ricongiungimento con la sua Ashleigh.

CORRIERE DELLA SERA
15 SETTEMBRE 2009
 
Le ricerche dopo la sua scomparsa non avevano dato esito. Trovato grazie al microchip
Micio torna a casa dopo tre anni: si era allontanato di 4 mila chilometri
Un gatto himalayano attraversa l'Australia, forse a bordo di un camper di turisti. Ora torna dalla padrona
 
MILANO - Un gatto himalayano dal pelo lungo ha percorso in aereo migliaia di chilometri dal nordest tropicale dell'Australia per ricongiungersi ai suoi padroni nella temperata isola di Tasmania, a sud del continente. Il micio di nome Clyde, che ora ha quattro anni, era scomparso misteriosamente tre anni fa e i proprietari avevano affisso avvisi con la sua foto in tutta la regione senza risultato.
L'IDENTIFICAZIONE - La settimana scorsa è stato identificato grazie alla microchip inserita sotto pelle da un veterinario di Cloncurry, a 3800 km di distanza, che ha rintracciato i proprietari. Un'infermiera che aveva adottato Clyde quattro mesi fa, dopo averlo visto aggirarsi per il terreno del locale ospedale, lo aveva consegnato al veterinario perchè doveva trasferirsi.
VIAGGIO IN ROULOTTE - Il gatto era scomparso quando la sua padroncina, Ashleigh Phillips che ora ha 19 anni, era partita in vacanza, ma solo lui sa come sia finito fino a Cloncurry. Si suppone che sia saltato in un'auto, o più probabilmente si sia nascosto in una roulotte di vacanzieri in partenza per un lungo viaggio nel continente. Clyde, dopo il lungo volo, riposerà in una pensione per gatti a Hobart, prima dell'eccitazione del ricongiungimento con la sua Ashleigh.

TRENTINO

15 SETTEMBRE 2009

 

Se il lupo fa danni, la Svizzera si è data dei criteri oggettivi

 

In generale il ritorno del lupo sulle Alpi ha trovato le amministrazioni pubbliche piuttosto impreparate o in netto ritardo rispetto alle dinamiche di espansione della specie. Così è stato in Piemonte e in Francia. Ma così non è è stato in Svizzera dove il governo confederale ha adottato con grande tempestività dei criteri oggettivi di intervento. Questo per evitare le secche di un approccio emotivo al problema del ritorno dei grandi predatori. Ma cosa hanno deciso gli svizzeri? In poche parole che la specie è assolutamente protetta, ma che singoli esemplari particolarmente problematici (per via dei danni agli allevatori) possono essere abbattuti. Strada perseguita con un certo rigore, dal momento che a fronte di una presenza stimata di una dozzina di esemplari, nella sola estate 2009 uno è stato abbattuto mentre per altri due è scattato il decreto di abbattimento. Applicazione che ha sollevato non poche proteste. Sarà il caso infatti di ricordare che Nella Convenzione di Berna, il lupo è menzionato all’allegato II, che riguarda le «specie faunistiche assolutamente protette». Ma vediamo quali sono le linee guida adottate in Svizzera. Innanzitutto nelle regioni in cui è presente il lupo i proprietari di bestiame grosso devono adottare misure di prevenzione dei danni. Per singoli lupi che causano danni rilevanti ad animali da reddito, il Cantone può rilasciare un’autorizzazione di abbattimento per prevenire ulteriori danni alla selvaggina. Per valutare l’adempimento dei criteri di abbattimento non sono riconosciuti gli animali da reddito uccisi nelle regioni in cui, malgrado precedenti danni causati dal lupo, non sono state adottate misure di protezione ragionevoli benché esse fossero tecnicamente possibili, praticabili e finanziabili. Un lupo problematico, per essere dichiarato tale, deve sbranare almeno 35 animali da reddito nell’arco di quattro mesi consecutivi o almeno 25 animali da reddito nell’arco di un mese. Il via libera all’abbattimento è possibile però solo se sono state adottate tutte le misure di protezione tecnicamente possibili, praticabili e finanziabili.


IMAGO ROMAE

15 SETTEMBRE 2009

 

PACT Animal Sanctuary

 

PACT è forse il maggiore santuario per animali di tutta l'East Anglia, in Gran Bretagna.Raccoglie animali con problemi che verrebbero probabilmente abbattuti, e porta avanti una politica rigidamente contraria all'eutanasia.Ospita non meno di 600 animali e la sua missione è quella di rispondere alle esigenze dei suoi ospiti, chiedendosi cosa sia meglio per loro.


 

            15 SETTEMBRE 2009
VIVISEZIONE - SPERIMENTAZIONE

LE SCIENZE
15 SETTEMBRE 2009
 
Una ricerca Irccs Policlinico-Università di Milano
Seveso: gli effetti a lungo termine della diossina
Lo studio ha rilevato un significativo aumento del rischio per l’insorgenza del cancro, sebbene inferiore a quello stimato sulla base degli studi sugli animali
 
L’incidente avvenne nel 1976, ma i suoi effetti si sono fatti sentire ancora per lunghi anni: un nuovo studio pubblicato sulla rivista ad accesso libero “Environmental Health” stima ora l’aumento di tumori del seno e di neoplasie del sistema linfatico e del tessuto emopoietico negli abitanti della zona di Seveso, che com’è noto fu esposta a notevoli livelli di diossina.Sebbene la sostanza sia classificata come cancerogena sia dall’International Agency for Research on Cancer sia dall'Environmental Protection Agency degli Stati Uniti, esiste tutt’ora un dibattito sul reale rischio che essa pone alla salute della popolazione generale.Per rispondere almeno in parte alla questione, Angela Pesatori e colleghi della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico e dell’Università degli studi di Milano hanno rilevato i dati epidemiologici dell’area riguardanti il periodo 1977-96 considerando i dati sanitari di tutti i soggetti che vivevano nella zona alla data dell’incidente – 10 luglio 1976 – e di coloro che vi si stabilirono o vi nacquero nei seguenti 10 anni.“In effetti abbiamo trovato che essa rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza del cancro, sebbene inferiore a quello stimato sulla base degli studi sugli animali", ha spiegato la Pesatori.Su più di 36.000 casi, vi sono stati 2122 casi di tumore, 660 dei quali con esordio successivo al 1991. Uno specifico quanto significativo incremento del rischio, in confronto con la popolazione generale, è stato riscontrato per il tumore del seno e per i tumori linfatici o del midollo osseo, sebbene sia stato calcolato sulla base di un limitato numero di casi."Questi incrementi erano attesi, sulla base dei precedenti studi: le stime di mortalità, che coprono un più lungo periodo di follow-up, hanno confermato l’eccesso del rischio linfatico ed emopoietico. Non si è invece riscontrato un aumento del rischio cancerogeno complessivo, come si è osservato in coorti occupazionali, in cui l’esposizione era simile, e in alcuni casi più alta e più complessa”, ha concluso la Pesatori.
 
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