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CORRIERE DELLA SERA
16 SETTEMBRE 2009
Prima
sentenza esemplare a Perpignan. Per lui mobilitati anche Zidan,
Delon e Bardot
La doppia
vittoria di Mambo, il trovatello che ha commosso la Francia
Sopravvive
dopo essere stato dato alle fiamme e ora assiste in Aula alla
condanna dei suoi baby-aguzzini
![]()
Mambo ancora dolorante e ricoperto di
ustioni Mambo raggiunge il tribunale in
braccio Un'altra immagine di Mambo ferito e
dolorante
dopo essere arso vivo da due
giovani alla nuova padrona (Emmevi)
(Emmevi)
dopo essere stato arso vivo da due
giovani
(Emmevi)
ALESSANDRO SALA
MILANO - Avrebbe potuto fare una
brutta fine, la peggiore immaginabile: morire arso vivo dalle
fiamme in una strada di periferia, davanti agli sguardi
divertiti dei due giovani che dopo averlo cosparso di benzina
gli hanno dato fuoco. E che lo hanno fatto solo perché non
sapevano come altrimenti passare il loro tempo. Invece Mambo ce
l'ha fatta: non solo è sopravvissuto, ma è anche diventato, lui
povero cane trovatello, un simbolo della lotta alle crudeltà
gratuite nei confronti degli animali. E in quanto vittima ha
preso parte martedì al primo dei processi contro i suoi due baby
aguzzini, che poi tanto baby non lo sono più visto che si tratta
di una ragazza di 22 anni e di un suo amico di 17. Lei è già
stata giudicata e condannata a sei mesi con la condizionale con
l'accusa di aver commesso il reato atti di crudeltà e di
barbarie nei confronti degli animali e dovrà versare anche una
multa di 6 mila euro. Il suo compare, non ancora maggiorenne,
sarà invece giudicato il prossimo 17 dicembre dal tribunale dei
minori.
LA PRIMA CONDANNA -
La vicenda ha come teatro Espira-de-l'Agly, una piccola
cittadina dei Pirenei Orientali non lontano da Perpignan. E
proprio a Perpignan si è svolta l'udienza che ha portato alla
condanna dell'imputata. Lui, Mambo, era presente in aula,
regolarmente accomodato tra i banchi. Come ha spiegato il
procuratore, non si trovava in tribunale «per suscitare
emozione» bensì perché «quello era il suo posto in quanto
vittima». E' forse la prima volta che un cane viene equiparato
di fatto ad una persona ad un processo, con tanto di libero
accesso all'aula in cui si svolge il dibattimento, anche se per
la legislazione francese gli animali sono ancora considerati dei
"beni mobili". In ogni caso, una vittoria per i gruppi
animalisti francesi e per i tanti cittadini che si erano battuti
per sostenere la sua causa.
SOSTENITORI ECCELLENTI -
Mambo, del resto, può vantare anche dei fan eccellenti, che in
alcuni casi hanno anche messo mano al portafogli per aiutare la
sua nuova famiglia a sostenere le ingenti spese necessarie per
le cure. Tra i tanti, il campione della nazionale di calcio,
Zinedine Zidane, e il giornalista televisivo Michel Drucker,
molto conosciuto Oltralpe. Non solo: Alain Delon, secondo quanto
riferisce Le Figaro, avrebbe inviato il suo veterinario
di fiducia ad assistere il cane. E Brigitte Bardot, da sempre
impegnata nelle cause animaliste, ha messo in campo la sua
associazione per seguire da vicino la vicenda. Il tutto, senza
contare i contributi arrivati da sottoscrittori anonimi:
complessivamente sono stati raccolti più di 10 mila euro per
assicurare una vita dignitosa al quattrozampe. E proprio dalla
gente comune sono arrivati i maggiori attestati di solidarietà:
una petizione online inviata al presidente del tribunale di
Perpignan per chiedere che il grave atto non restasse impunito è
stata sottoscritta da oltre 11 mila persone. E a Mambo e alla
sua triste storia sono stati dedicati diversi gruppi in Facebook.
«PER DIVERTIMENTO» - La
vicenda risale allo scorso agosto, alla notte tra il 10 e l'11,
quando i due ragazzi si sono imbattuti casualmente nell'animale,
che da trovatello qual'era vagabondava per le strade. Forse lo
avevano già notato in precedenza, forse l'idea è venuta loro sul
momento. Fatto sta che i due decidono, «per divertimento» come
poi hanno essi stessi ammesso, di metterlo al rogo. Stando alla
ricostruzione effettuata dall'accusa, la ragazza si sarebbe
occupata di tenere fermo il cane mentre il suo complice lo
innaffiava di benzina per poi dargli fuoco. Le fiamme non lo
hanno arso vivo solo per miracolo. L'animale, dimenandosi e
strusciandosi sul terreno, è riuscito a salvarsi e a fuggire
lontano, ma ha riportato ustioni di terzo grado su metà del
corpo. Ferite di cui ancora oggi porta le conseguenze e avverte
il forte dolore fisico.
«MAI PIU' FATTI DEL
GENERE» - A prendersi cura di lui è ancora Dany Goizé,
un'attivista della sezione di Perpignan della
Spa, la società francese per la
protezione animali, che per
prima aveva preso in custodia il cane, e a dargli il nome. Per
il gruppo si tratta di un grande successo, soprattutto per la
risonanza mediatica che ha avuto l'accaduto: «Mambo è stato
vittima due volte, dell'abbandono e della barbarie - ha
sottolineato Virginie Pocq Saint-Jean -. C'è da augurarsi che
certi atti non si ripetano anche per questo dobbiamo ringraziare
il tribunale». E forse un po' anche lo stesso Mambo, che con la
sua voglia di vivere e di dire no all'ignobile morte che altri
avevano deciso per lui ha finito col diventare la nuova bandiera
per la difesa dei diritti animali.
IL GIORNALE 16 SETTEMBRE 2009
Spara al gatto nero nel giardino di casa e tenta di gettarlo dentro il cassonetto
JACOPO GRANZOTTO
Roma - Disintegra un povero gatto a fucilate dal suo balcone
solo perché disturba, poi tenta di sbarazzarsene gettandolo
nel cassonetto. E se non fosse stato per le telefonate ai
carabinieri se la sarebbe cavata. Invece per un 69enne dal
grilletto facile è arrivata una doppia denuncia oltre al
fiele degli animalisti. L’episodio sulla Casilina, dove ieri
mattina diverse chiamate giunte al 112 segnalavano colpi
d’arma da fuoco. Una volta lì i carabinieri scoprono che un
anziano aveva imbracciato il fucile e sparato furiosamente
contro un gatto nero. Sorpreso mentre tentava di avvolgere
il cadavere in una busta di cellophane per buttarlo nel
cassonetto della nettezza urbana, l’uomo è stato denunciato
per uccisione di animali ed esplosione di colpi d’arma da
fuoco. Immancabile la giustificazione: «Mi infastidivano le
sue incursioni nel mio giardino». IL TEMPO 16 SETTEMBRE 2009
Ha sparato a un gatto nero con il fucile da caccia perché aveva osato entrare nel suo giardino. È successo in via Casilina dove i carabinieri di Tor Vergata hanno denunciato un uomo di 69 anni per uccisione di animale ed esplosione di colpi d'arma da fuoco.
«A Roma i gatti sono patrimonio bio-culturale della città - afferma il consigliere del Pd, Monica Cirinnà - Purtroppo per questa amministrazione la tutela degli animali non è una priorità, e l'abbandono di queste politiche ha prodotto un'aumento di maltrattamenti e abbandoni». Replica l'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo che bolla l'episodio come «un atto gravissimo, di profonda inciviltà». «Posso assicurare - continua - che l'ufficio Tutela Animali vigilerà affinché il responsabile venga punito». Intanto dal presidente del consiglio XVII Municipio arriva una storia allucinante, se confermata. «Abbiamo raccolto nei giorni scorsi - dice Giovanni Barbera di Prc - la denuncia di alcune animaliste che segnalano il caso di una persona con gravi problemi mentali che passerebbe il proprio tempo a torturare i gatti catturati nei pressi della propria abitazione. Il caso sarebbe stato segnalato alle autorità. Ma nessuno è intervenuto». E che stanno aspettando? IL SECOLO XIX 16 SETTEMBRE 2009
L'odissea di nove cuccioli
Diano (IM), confessione ai carabinieri
Alessandra Boero
Diano Castello (IM). «Non potevo fare altrimenti. Se non mi
fossi sbarazzato dei cagnolini il mio padrone di casa non mi
avrebbe rinnovato il contratto d'affitto». Con queste parole
R. B., un odontotecnico 41enne di San Bartolomeo al Mare si
è giustificato davanti ai carabineri che lo hanno comunque
denunciato per abbandono e maltrattamento di animali. Non si
esclude che anche l'Asl imperiese proceda penalmente nei
suoi confronti segnalando l'accaduto alla Procura della
Repubblica di Imperia. Si tratta dell'ennesimo caso in
provincia, ma dovrebbe essere una delle poche, se non la
prima denuncia praticamene in flagranza di reato.
AGI
16 SETTEMBRE 2009
RUBATI
A BERGAMO CUCCIOLI DI RAZZE PREGIATE PER 20. 000
EURO
Bergamo, 16 set. -
Sono entrati nel canile e hanno scelto i cuccioli di
razze piu' pregiate. Hanno rubato cani per un valore
di 20.000 i ladri che ieri sera hanno svaligiato
l'allevamento Roccolino di Zandobbio, in localita'
Gabbione. I malviventi, che sapevano bene come
agire, hanno aspettato che il titolare
dell'allevamento uscisse, poi sono penetrati nel
canile e hanno scelto 25 cuccioli di piccola taglia
scegliendo Pincer, Yorkshire e Cocker. Si pensa che
si tratti di un furto su commissione.
LA TRIBUNA DI TREVISO 16 SETTEMBRE 2009
Bocconi avvelenati, cane rischia la vita
VALDOBBIADENE (TV). A pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria 2009-2010 di domenica 20 settembre, compaiono le polpette avvelenate sulle riserve di caccia all’ombra di Pianezze. A farne le spese, lo scorso fine settimana, il cane di Giovanni Nardi, pranoterapeuta di Maser, già presidente dell’associazione dei segugisti veneti. Solo la fortuna e un rapido soccorso ha permesso al proprietario di salvare Brick, fidato segugio di quasi dieci anni, evitandogli di fare la brutta fine che quest’anno, sempre nella stessa zona di addestramento, avrebbero già fatto almeno un paio di cani. Visti i sintomi, non vi sono dubbi sul tentato avvelenamento: il segugio, dopo aver ingoiato dei bocconi, è stramazzato al suolo con le gambe paralizzate, vomitando e scaricando diarrea. Immediata la diagnosi di Nardi che, dotato siringa e di acqua e sale, ha salvato il cane da caccia sul posto, facendogli vomitare le polpette e ricoverandolo al servizio veterinario di Cornuda. I cacciatori e gli appassionati che stanno addestrando i loro cani sulle colline valdobbiadenesi sono sicuri: in quelle riserve c’è qualcuno, due-tre persone del posto, non di più, che ce l’ha su con loro e che sono pronti a tutto pur di respingere gli intrusi, anche di delinquere, avvelenandone gli incolpevoli cani. «Noi eravamo rimasti alle analoghe segnalazione di qualche mese fa a Cison - rileva Stefano Tecini del Corpo Forestale di Valdobbiadene - Per la zona è una denuncia preoccupante vista l’imminente apertura della stagione di caccia».
LATINA 24 ORE
16 SETTEMBRE 2009
METTI AL SICURO IL TUO
CANE, BASTA UN CHIP
LATINA - “Metti al sicuro il tuo cane”. Questo è il
titolo della campagna promossa dalla Regione Lazio e
dagli Ordini Professionali dei Veterinari per
sensibilizzare i proprietari dei cani all’iscrizione
all’Anagrafe canina. Si tratta di un piccolo gesto
fondamentale però per garantire un futuro sereno al
proprio cane e per dare un contributo nella lotta al
randagismo. Nel mese di ottobre in tutto il Lazio
si potrà iscrivere il proprio cane presso i
veterinari accreditati ad una tariffa ridotta e
senza pagare la tassa regionale. L'iniziativa, nata
per contrastare il grave fenomeno del randagismo, ha
lo scopo di raggiungere con una corretta
informazione il maggior numero di cittadini.
Nonostante sia un obbligo, ancora oggi la maggior
parte dei cani di proprietà non è registrato
rendendo impossibile in caso di smarrimento o
abbandono l’identificazione dell’animale e del suo
proprietario. Questo mal costume da un lato
penalizza l’animale, che rischia di finire in un
canile per tutta la vita dall’altro in quanto
randagio diventa un rischio ed un costo per la
sociètà.
Info: Ordine dei Medici Veterinari. Provincia di Latina - Via dei Peligni, 38 04100 Latina - tel 0773.3690750 - ordveterinarilatina@libero.it
IL
SANNIO
16 SETTEMBRE
2009
Bue fugge dal
mattatoio e semina il panico nelle campagne
circostanti
GAMBATESA (CB) - Attimi di paura ieri
mattina a Gambatesa, in contrada “Varana”,
presso il mattatoio “Enterprise s.r.l.”
allorquando un bovino adulto riusciva a
sfuggire al controllo del personale addetto
fuggendo nelle campagne circostanti...
Attimi di paura ieri mattina a Gambatesa, in
contrada “Varana”, presso il mattatoio
“Enterprise s.r.l.” allorquando un bovino
adulto riusciva a sfuggire al controllo del
personale addetto fuggendo nelle campagne
circostanti; sul posto intervenivano i
Carabinieri della locale Stazione e
personale veterinario che accertavano
l’impossibilità di recuperare l’animale. Il
Sindaco provvedeva quindi ad emanare
apposita ordinanza per l’abbattimento, che
veniva eseguito nella tarda mattinata da
militare “tiratore scelto” del Comando
Provinciale di Campobasso.
SAN
BENEDETTO OGGI
16
SETTEMBRE 2009
Comitato Piazza di Coso: «No alla
zona addestramento cani con sparo»
Lo scorso anno si è battuto contro
l'allevamento di avifauna ed ora
solleva altri dubbi sulle attività
prospettate nell'ambito agricolo e
naturalistico tra Ripatransone e
Cupra
VALERIA FABIONERI
RIPATRANSONE (AP) – Ancora progetti
che trovano la contrarietà dei
cittadini vengono proposti nella
zona Sant'Egidio. Stavolta Lorenzo
Catasta, il vicepresidente del
Comitato “Piazza di Coso”, in una
lettera inviata alla redazione,
afferma di essere «venuto a
conoscenza della presentazione di un
progetto per la realizzazione di una
“Zona Addestramento Cani con Sparo”
(Zac) in Contrada Sant'Egidio di
Ripatransone, a pochi metri dal
confine con il Comune di Cupra
Marittima, da parte della Società
Agricola “La Casa Ideale”».Il
Comitato “Piazza di Coso” esprime a
proposito la sua forte contrarietà.
Spiega Catasta: «L'attività ha il
solo scopo di addestrare i cani per
l’esercizio venatorio e
risulta
particolarmente crudele: consiste
nel lanciare volatili vivi a cui
sparare da pochi metri e
successivamente una volta uccise
farle riportare dal cane al suo
padrone».«Ci
troviamo – prosegue il
vicepresidente - nel cuore di una
zona di notevole interesse
naturalistico riconosciuto e
tutelato dalla Comunità Europea,
infatti la localizzazione dell’area
risulta adiacente all’area Sic, Sito
di Importanza Comunitaria,
denominato “Boschi tra Cupra
Marittima e Ripatransone” ed
all’interno di un ecosistema
forestale di pregio, tutelato dalla
Regione Marche come “Leccete fra
Cupramarittima e Ripatransone”».Aggiunge
Lorenzo Catasta: «La tutela di
questa zona è volta alla
conservazione degli habitat
naturali, nonché della flora e della
fauna selvatiche del territorio, è
ovvio che le attività continue di
sparo in queste aree danneggerebbero
irrimediabilmente tali
habitat».«Tali tutele – specifica il
vicepresidente del Comitato - si
applicano anche a progetti che, pur
ricadenti all’esterno dell’area Sic,
comportano ripercussioni sullo stato
di conservazione dei valori naturali
tutelati nel sito. La tutele della
Regione Marche su quest’area
floristica sono volte alla
conservazione di vere emergenze
vegetazionali come i lecceti, i
boschi di roverella, ma soprattutto
la presenza spontanea di specie come
il mirto e l’erica multiflora,
uniche stazioni riscontrate in tutta
la Regione».Continua Catasta nelle
sua lettera: «Inoltre l’area è
classificata Zona Vulnerabile da
Nitrati, a causa della forte
permeabilità dei terreni, è evidente
che la continua attività di sparo
con il conseguente versamento sul
terreno di grandi quantità di piombo
provocherebbe un forte rischio di
inquinamento delle falde acquifere
presenti».«L’attività della Zac –
sottolinea - a causa dei continui
spari, provocherebbe un forte
impatto ambientale nei confronti
delle attività agricole presenti e
alle attività turistiche come gli
agriturismi “Pietra Antica”, “Oasi
degli Angeli”, l'hotel “Il tuo
Corbezzolo”, “L’orto deli Ulivi”, il
bed and breakfast “Degli Angeli”,
oltre alle abitazioni rurali
ristrutturate da privati, anche di
altre nazionalità».Secondo il
Comitato “Piazza di Coso” i Sindaci
dei Comuni interessati, di Cupra
Marittima e Ripatransone,
sembrerebbero essersi «dichiarati
fortemente contrari a tale progetto,
preoccupati per le negative
conseguenze sull’offerta turistica
dell’intero territorio».«Invitiamo
per quesiti motivi – conclude
Catasta - il Servizio Risorse
Naturali, Caccia e Pesca della
Provincia di Ascoli Piceno a
respingere tale progetto al fine di
salvaguardare l’integrità
naturalistica di questa area, e a
non compromettere le attività
presenti nella zona interessata».
LA GAZZETTA DI MANTOVA 16 SETTEMBRE 2009
Camionista muore in A 22
PEGOGNAGA (MN). Mortale incidente, ieri intorno alle 3,30, sull’autostrada del Brennero, poco dopo il casello di Pegognaga, in direzione di Rolo-Reggiolo. Giuseppe Tontini, 58 anni, di Sarsina (Fc), che trasportava tacchini per conto della ditta Amadori, forse per un malore o un colpo di sonno, ha perso il controllo del mezzo schiantandosi nel fossato situato a fianco della carreggiata. Il mezzo, uno «Scania», trasportava circa mille tacchini, di cui più della metà sono morti nel terribile schianto. L’allarme è stato dato da alcuni automobilisti di passaggio. Sul posto due pattuglie della Polizia stradale: una da Verona Sud e l’altra da Modena Nord, che hanno regolato il traffico ad una sola corsia mentre durante la fase del recupero dell’automezzo, il casello di Pegognaga è stato chiuso dalle 5 alle 9. Nulla da fare per l’autotrasportatore romagnolo. I sanitari del 118, arrivati sul luogo dell’incidente insieme ai vigili del fuoco di Suzzara, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La salma dell’autista è stata composta nelle camere mortuarie dell’ospedale di Suzzara a disposizione del magistrato di turno, che ha già rilasciato il nulla osta per la sepoltura. Le operazioni di recupero del mezzo sono state effettuate dal soccorso stradale Ferrari di San Benedetto Po con una potente autogru. Laborioso il recupero dei tacchini avvenuto sotto il diretto controllo di veterinari dell’Asl di Mantova. Molti di questi animali destinati alla ditta Amadori sono morti nelle gabbie che si sono rotte nel rovesciamento del mezzo. Altri erano agonizzanti.
GIORNALE DI REGGIO
16 SETTEMBRE 2009
"Ho paura dei cani", gira
armato di fucile e semina il
panico a Gualtieri
L'uomo ha anche puntato
l'arma contro un cittadino
GUALTIERI (RE) - Sempre più
armi in provincia di Reggio.
Oltre a pistole e fucili per
le cosche, anche alcuni
privati cittadini si armano
in maniera irregolare. E' il
caso di un 56enne che ha
seminato il panico a
Gualtieri: l'uomo girava
infatti armato di carabina
per la paura dei cani,
arrivando anche a puntarla
contro un cittadino.
L'operaio è stato denunciato
per minaccia aggravata e
porto abusivo di armi atte
ad offendere.L'episodio poco
dopo le 21 di lunedì, quando
alcuni cittadini hanno
richiesto l'intervento dei
carabinieri nel centro di
Gualtieri, segnalando un
uomo armato di fucile.
Secondo le chiamate, questa
preoccupante figura, aveva
anche puntato l'arma contro
un cittadino uscito a
gettare l'immondizia.
Acquisita la descrizione
dell'individuo, e raccolte
le informazioni dei
testimoni, hanno
identificato e rintracciato
l'operaio 56enne. L'uomo ha
ammesso di essere uscito di
casa con una carabina ad
aria compressa, motivando
questo comportamento con la
paura di incontrare dei
cani.
Dopo aver accertato che il 56enne non aveva le autorizzazioni necessarie alla detenzione di armi e materiali esplodenti, i militari hanno iniziato la perquisizione domiciliare. Nell'abitazione sono state trovate la carabina Stoeger calibro 4,5 ad aria compressa e, in camera da letto, una pistola scacciacani mod. 85 auto, calibro 8, con inserito il caricatore contenente 30 colpi. Le armi sono state sequestrate, mentre l'uomo è stato denunciato.
GUIDE SUPEREVA
16 SETTEMBRE 2009
Il Circo Orfei a Civitanova Marche Show e performance di tutti i tipi per festeggiare i 50 anni di carriera del famoso domatore Nando Orfei. Acrobati, equilibristi, uomini volanti, ma anche tanti animali con le tigri a farla da padrone.
CIVITANOVA MARCHE
(MC) - Fino al 21 settembre a Civitanova si
potrà assistere agli spettacoli mozzafiato
di uno dei personaggio che ha fatto la
storia del mondo circense italiano: Nando
Orfei. Un appuntamento particolare, perché
vedrà anche i festeggiamenti per i 50 anni
di carriera del circo guidato dal mitico
domatore. Tantissimi gli eventi che
promettono di rapire l’attenzione di grandi
e piccini.Occhi al cielo per vedere la nuova
attrazione dell’uomo ragno, capace di
arrampicarsi ad altezze inimmaginabili, e
dell’acrobata Francesca, in arte Madame
Deborah, che si trasformerà in una farfalla
per svolazzare sulle teste del pubblico.
Spettacoli:
CORRIERE ADRIATICO
16
SETTEMBRE 2009
L’ordinanza ministeriale è stata già
applicata a Foligno
Nasce l’albo dei cavalieri
Una legge infilza la Quintana
Gli enti organizzatori dovranno
tutelare chi partecipa alle Giostre
Ascoli
Il 7 settembre è entrata in vigore
l’ordinanza firmata dal
sottosegretario del Ministero del
lavoro, Francesca Martini, per
disciplinare le manifestazioni
popolari, pubbliche o private, in
cui vengono impiegati cavalli al di
fuori degli impianti e dei percorsi
autorizzati. Una norma molto severa,
che intende garantire l’incolumità
dei cavalli, di chi li monta e degli
spettatori. La Quintana rientra in
questo genere di eventi e quindi è
necessario che si adegui per non
incorrere in sanzioni.
L’ordinanza stabilisce, nei quattro articoli di cui si compone, che le manifestazioni in questione debbono garantire i requisiti di sicurezza e salute per i fantini ed i cavalli; che è vietato utilizzare cavalli di età inferiore ai quattro anni, che è vietata la partecipazione di fantini e cavalieri che abbiano riportato condanne per maltrattamento o uccisione di animali, spettacoli o manifestazioni vietati, competizioni non autorizzate e scommesse clandestine e nei quali si evidenzi uso di sostanze stupefacenti o dopanti attraverso controlli a campione, oppure risultino positivi ad alcol test a campione prima della gara, e infine che è vietato l’uso degli aiuti in modo improprio o eccessivo, tale da provocare sofferenza all’animale. L’ordinanza elenca anche i requisiti tecnici tra cui le condizioni del tracciato che debbono garantire l’incolumità di fantini, cavalli e di chi assiste alla manifestazione e le condizioni del fondo che deve essere idoneo ad evitare scivolamenti; e la presenza di protezioni lungo il percorso, tali da attutire eventuali impatti o cadute. Questa normativa ha messo in fibrillazione l’Ente Quintana e le rievocazioni analoghe, tanto che al punto 8 dell’Ordine del giorno del Consiglio direttivo della Federazione italiana giochi storici, che si riunirà il 26 settembre a Firenze, c’è la ratifica della convenzione con la Fise, sottoscritta il 29 luglio scorso. Il protocollo d’intesa prevede da parte della Figs di promuovere verso le manifestazioni associate il tesseramento presso la Fise dei cavalieri e dei cavalli partecipanti e da parte della Fise la costituzione di un settore “cavalieri giostranti” e giochi storici nell’ambito della Fise; in sostanza una sorta di albo dei cavalieri da cui Sestieri, Rioni e Contrade dovranno attingere. Il protocollo parla anche della presenza di strutture di assistenza e pronto soccorso veterinario per i cavalli e di mezzi di trasporto idonei in grado di spostare cavalli infortunati (all’Ente Quintana è già arrivata una proposta da un’azienda specializzata nella fornitura di ambulanze per cavalli ed attrezzatura simile). La prima rievocazione a dover sottostare a quanto previsto dall’ordinanza è stata la Quintana di Foligno. Il giorno prima del torneo, sabato scorso, tutti i cavalieri hanno prodotto un documento in cui certificavano di non aver avuto condanne penali per maltrattamento di animali. Il giorno stesso, invece, tutti i cavalieri si sono sottoposti ad alcol test svolto dagli agenti della Polizia stradale, mentre una commissione dell’Unire ha effettuato un sopralluogo sulla pista per valutarne l’idoneità che poi è stata concessa. TRENTINO 16 SETTEMBRE 2009
Rogo nel deposito paura a Ronchi
PEIO (TN) - Mucca salvata dal cielo Una mucca in difficoltà è stata salvata ieri pomeriggio dall’elisoccorso. L’animale aveva perso le altre mucche ed era finita in un posto molto impervio nei prati fra Peio e il Vioz. La sua posizione era tale che lei da sola non riusciva a fare ritorno e non era possibile andarla a recuperare «manualmente». Per tirarla fuori dall’impiccio è intervenuto, alla fine, l’elicottero.
GAZZETTA DI PARMA
16
SETTEMBRE 2009
Aidaa annuncia "ronde" sulla
macellazione per la fine del
Ramadan. Anche a Parma
L'associazione animalista Aidaa
lancia le «ronde» contro la
macellazione cruenta degli animali,
in vista della fine del Ramadan. Il
periodo di digiuno sacro per la
religione musulmana è previsto per
sabato 19 settembre.
Aidaa, con una nota, fa sapere che attiverà «in diverse città italiane il servizio di controllo sulle macellerie islamiche per prevenire la macellazione cruenta degli animali al di fuori di quelli che sono le normative previste dalla legge italiana sulla macellazione. Per il terzo anno consecutivo sarà inoltre possibile segnalare all'indirizzo di posta elettronica segnalazionereati@libero.it dell'associazione animalista le uccisioni cruente di animali che avvengono in case private o luoghi non idonei allo scopo». Secondo il sodalizio (che tra l'altro gestisce il "Tribunale degli animali" di Parma) lo scorso anno furono complessivamente 172 le segnalazioni da diverse regioni nelle quali si segnalavano le uccisioni per sgozzamento di capre, montoni, vitelli ed in alcuni casi anche bovini di grossa taglia. «Le ronde antisgozzamento - dice Aidaa - altro non sono che gruppi di cittadini comuni che in maniera privata si attivano contemporaneamente nel verificare che non si sottopongano a inutili crudeltà le migliaia di animali che ogni anno vengono uccisi sgozzandoli in maniera cruenta andando contro le norme nazionali sulla macellazione rituale, se individuate, tali violazioni verranno segnalate ad Aidaa, che provvederà alla denuncia e in caso di uccisioni in luoghi irregolari si provvederà a chiamare le forze dell'ordine nel massimo rispetto della legge».«A Parma e provincia abbiamo quattro volontari che, pur non essendo membri di Aidaa, ci aiutano - spiega il presidente Lorenzo Croce a Gazzettadiparma.it -. L'anno scorso dal Parmense abbiamo ricevuto tre segnalazioni su capretti sgozzati, però non hanno portato a procedimenti. Non c'erano gli elementi. Sottolineo che la nostra iniziativa non ha carattere religioso o razzista: vogliamo solo evitare le sofferenze a cui vengono sottoposti gli animali uccisi per sgozzamento e per questo chiediamo che per lo meno vengano rispettate le normative della macellazione previste dalla legge italiana. La legge italiana vieta la macellazione in casa, a meno che ci sia un'autorizzazione veterinaria. Per la macellazione rituale non sono previste deroghe. La legge prescrive che l'animale sia ucciso con un pre-stordimento e che la macellazione avvenga in strutture adeguate».
CRONACA QUI
16
SETTEMBRE 2009
La presenza dell’animale ha causato
un incidente che ha coinvolto tre
vetture
Paura in autostrada per un cinghiale
Gioele
Urso
AIRASCA (TO) - Flavio Ferrero,
giovane studente di economia e
commercio residente a Pinerolo, se
l’è vista brutta. Lui e altri due
automobilisti sono rimasti coinvolti
lunedì sera in un incidente
particolare, per quello che sono
stati il teatro della vicenda e la
causa della disavventura: i tre
hanno investito un cinghiale sulla
diramazione autostradale
Torino-Pinerolo. Per fortuna nessuno
è rimasto ferito, ma i risvolti
della vicenda potevano senza ombra
di dubbio essere tragici: «Tra le
23.15 e le 23.30 sull’autostrada
Torino-Pinerolo, prima dello
svincolo di Piscina, ho calpestato
la carcassa di un cinghiale che
trenta minuti prima era stato
investito da altre due vetture»,
racconta il giovane. La velocità, il
manto stradale bagnato o
semplicemente la paura potevano
complicare la vicenda. È vero che è
difficile in zone di aperta campagna
evitare che fatti del genere
accadano, ma è anche vero che si
poteva evitare che un terzo
automobilista investisse la
carcassa. La dinamica infatti è
chiara secondo la ricostruzione di
Ferrero: «Mezz’ora prima che lo
investissi io è passata un’auto, un
vecchio modello della Ford Fiesta,
che ha toccato il cinghiale
lanciandolo contro la vettura che lo
seguiva, che era un’Altea. L’Altea
lo ha preso di muso e ha subito un
parecchi danni e in più sono
scoppiati gli airbag. I due che lo
hanno investito prima di me hanno
chiamato 4 o 5 volte la polizia e il
soccorso stradale». Trenta minuti
dopo il primo incidente arriva la
vettura di Flavio che calpesta
l’animale: «Dopo un quarto d’ora dal
mio incidente è arrivato il soccorso
stradale che ha controllato che
l’animale non fosse più sulla strada
o lo ha tolto. Cinque minuti dopo è
arrivata la polizia». Sulla
tempistica dell’intervento fa
chiarezza Giovanni Ossola,
Presidente di Ativa: «Quando succede
una cosa del genere, l’intervento
che si attende non è tanto quello
dei nostri operatori, ma quello
dell’ASL e del veterinario che si
portano via l’animale e lo fanno
incenerire. I tempi dunque sono
dovuti all’intervento di terzi».
Rimane un unico dubbio: come ha
fatto il cinghiale a entrare sul
tratto di strada? La risposta è di
Ossola che dice: «Il cinghiale si è
introdotto da una delle entrate
dell’autostrada perché da un
controllo successivo non è stato
rilevato alcun problema alle
recinzioni».
L’ARENA GIORNALE DI VERONA 16 SETTEMBRE 2009
BOSCOCHIESANUOVA (VR). La proliferazione di questo animale interessa anche l’area protetta della Lessinia, all’interno della quale l’attività venatoria è però vietata Parco, allarme cinghiali «Serve la caccia mirata» Il faunista Ponti cita l’esempio dell’Abruzzo «Il prelievo con carabina da appostamento fisso è servito: ora l’emergenza è superata»
Boscochiesanuova (VR) - Cacciatori nel Parco? Un’ipotesi
da far rizzare il capelli, ma l’emergenza cinghiali in
Lessinia ha prospettato anche questo. Ne ha parlato a
Boscochiesanuova, durante un incontro informale
all’albergo Piccole Dolomiti di Branchetto, trattenuto
dalla consueta cordialità e ospitalità dei proprietari,
il faunista Fulvio Ponti che era in paese per un corso
sulla gestione della fauna alpina promossa al teatro
Vittoria dalla Riserva alpina di Bosco e
dall’Associazione esperti accompagnatori, in
collaborazione con il Comune e il Parco.
AGI
16 SETTEMBRE 2009
CACCIA: PROVINCIA PERUGIA, INTERVENTI
CONTENIMENTO CINGHIALI
Perugia -
Interventi di contenimento della "specie
cinghiale" per i giorni 20, 23 e 27 settembre ed
1 e 4 ottobre sono stati predisposti dalla
Provincia di Perugia sulla base delle
disposizioni impartite dalla Regione Umbria con
il Calendario Venatorio per la stagione
2009/2010. Lo rende noto un comunicato dell'ente
dove si spiega che tali prelievi potranno essere
effettuati da squadre cinghialiste della
provincia perugina iscritte negli appositi
registri tenuti dagli ATC Perugia 1 e Perugia 2,
nonche' da singoli cacciatori che vorranno
collaborare.I prelievi nei giorni fissati
dovranno essere effettuati nel rispetto della
normativa vigente in materia di caccia.Tutti
coloro che vorranno collaborare dovranno essere
in possesso delle autorizzazioni da reperire,
per quanto riguarda le squadre cinghialisti
negli ATC Perugia 1 e Perugia 2 e, per i singoli
cacciatori in Provincia, ATC e associazioni
venatorie. Per motivi di sicurezza i singoli
cacciatori che collaboreranno ai prelievi
dovranno indossare un giacchetto ad alta
visibilita'; le squadre dovranno garantire
almeno 3 interventi su 5 autorizzati.
LA NUOVA SARDEGNA 16 SETTEMBRE 2009
Danni causati dai cinghiali gli allevatori chiedono l'intervento del Prefetto
Sergio Cuccureddu
THIESI (SS). Protesta degli allevatori che operano nel territorio di Thiesi si lamentano per i danni che i cinghiali, di cui abbonda il territorio, arrecano al patrimonio ovino nelle loro scorribande notturne. Gli animali spinti dalla fame, aggrediscono e sbranano le pecore. Il fenomeno interessa vari allevamenti, e non solo di Thiesi ma anche delle zone limitrofe. Finora il numero accertato degli ovini divorati dai cinghiali supera abbondantemente le 300 unità. Il fenomeno è stato segnalato ai carabinieri della stazione di Thiesi. Non si tratta di una novità purtroppo. Ormai da qualche tempo gli allevatori hanno denunciato la grave situazione dovuta alle incursioni notturne dei cinghiali che passano nelle aree coltivate e anche negli allevamenti provocando danni rilevanti. Il problema - nonostante sia stato segnalato a più riprese - finora non è stato affrontato con la dovuta attenzione. Altro inconveniente - secondo quanto denunciato dagli interessati - deriva dal fatto che quando l’allevatore che ha subito il danno decide di rivolgersi al servizio veterinario deve pagare cinquanta euro, più 15 euro di marca da bollo. In totale un costo di 65 euro che viene sostenuto ogni volta che l’allevatore subisce il danno. Gli allevatori, per eliminare o ridurre l’entità del fenomeno, hanno avanzato la proposta - rivolta principalmente alla Regione - «di eliminare i costi connessi all’intervento del servizio veterinario». Sostenuta anche l’esigenza «di aprire la stagione venatoria per la caccia al cinghiale in anticipo rispetto al calendario stabilito, se non addirittura estenderla per tutto l’anno con una caccia di selezione volta al mantenimento dei cinghiali in numero adeguato alle possibilità di sostentamento che il territorio che li ospita può offrire, atteso che la fame li costringe, sempre più spesso, a fare strage anche di pecore». La «Mutua Allevatori Thiesini», dopo una apposita riunione tenuta sul problema cinghiali, si è riservata di «intraprendere strumenti di lotta specifici, volti a stimolare l’intervento della Regione, affinché tali episodi non abbiano più a verificarsi». La prossima mossa sarà quella di chiedere un incontro al Prefetto di Sassari e segnalare quanto sta accadendo affinchè adotti eventuali iniziative. LA TRIBUNA DI TREVISO 16 SETTEMBRE 2009
In Cansiglio non si può sparare
PIAN CANSIGLIO (TV). E’ confermato: il 22 settembre i cervi del Cansiglio saranno protagonisti di un tavolo della giunta regionale del Veneto. Per decidere l’abbattimento o il trasferimento, non si sa ancora, però, di quanti. Gli allevatori pongono come quota necessaria ben 500 capi. All’interno della foresta, quella del demanio regionale, gli abbattimenti potrebbero raggiungere al momento un centinaio. Ma gli ambientalisti cominciano a far fronte Comune, a partire da Legambiente e Mountain Wilderness. «Il ministro Zaia, l’altro giorno in Cansiglio, ha accolto la richiesta degli allevatori, ma ha anche detto che è ancora possibile l’ipotesi della cattura e dello spostamento, così come da anni gli ambientalisti vanno chiedendo - sottolinea Toio de Savorgnani -. Sarebbe da sciocchi non riconoscere che il problema esiste, ma gli ambientalisti ricordano che si sono fin qui opposti agli abbattimenti in quanto non si è mai voluta prendere in considerazione una soluzione diversa e tutti gli studi fatti fino ad un anno fa sono stati dei semplici conteggi». Da poco si è cominciato a valutare i danni da pascolo, cioè l’erba non più disponibile per le mucche, ma non esiste nessun dato certo per i danni da brucatura agli alberi in foresta, quindi al di là del danno per gli agricoltori ancora poco si sa - riconosce De Savorgnani, uno dei più autorevoli studiosi del Cansiglio - sul numero di animali che la foresta potrebbe sostenere. De Savorgnani ricorda che il Cansiglio non è una riserva di caccia, bensì un’area demaniale tutelata dalle normative europee quale SIC e ZPS, per cui non si può intervenire sparando se non in caso di grave necessità e dopo aver tentato i metodi cosiddetti ecologici come la cattura.
BIG HUNTER
16
SETTEMBRE 2009
Provincia di Perugia: stabilite le date
per il contenimento dei cinghiali.
Caccia concessa anche per i singoli
La
Provincia di Perugia rende noto che
sulla base delle disposizioni impartite
dalla Regione dell’Umbria con il
Calendario Venatorio per la stagione
2009/2010, ha predisposto interventi di
contenimento della specie cinghiale per
i giorni 20, 23 e 27 settembre e 1 e 4
ottobre.
Come
stabilito oltre ai prelievi
effettuati dalle squadre iscritte
negli appositi registri tenuti dagli
ATC Perugia 1 e Perugia 2, sono
autorizzati anche i prelievi da
parte dei singoli cacciatori. I
cacciatori che vogliono partecipare
al contenimento devono essere in
possesso di apposite autorizzazioni
reperibili presso gli ATC Perugia 1
e Perugia 2 per le squadre; e presso
la Provincia, gli ATC e le
associazioni venatorie, per i
singoli.
"Per motivi di sicurezza - chiude il
comunicato della Provincia - i
singoli cacciatori che
collaboreranno ai prelievi dovranno
indossare un giacchetto ad alta
visibilità. Le squadre cinghialiste
dovranno garantire almeno 3
interventi su 5 autorizzati (60%)".
BIG HUNTER
16 SETTEMBRE 2009
Comunitaria, Pini (Lega
Nord), l'adeguamento sui
tempi di caccia è
un'esigenza urgente.
Insorgono Lipu, Enpa e
Wwf
Mentre la Commissione
Ambiente del
Senato riprende l'esame
della proposta Orsi,
alla Camera il deputato
della Lega Nord nonchè
vicepresidente della
Commissione Politiche
dell’Unione Europea a
Montecitorio Gianluca
Pini, ha presentato due
emendamenti alla
Comunitaria 2009 in tema
di caccia.
Si tratta di interventi
di adeguamento rispetto
alla Direttiva
79/409/CEE, in
particolare riguardo la
possibilità di
intervenire modificando
i termini temporali del
prelievo venatorio per
determinate specie in
relazione alle
situazioni ambientali
delle diverse realtà
territoriali, “anche al
fine di garantire la
tutela delle specie in
oggetto nel periodo di
nidificazione e durante
le fasi di riproduzione”
si legge
nell'emendamento.
Le associazioni
animaliste Lipu, Enpa e
Wwf snaturando il senso
degli emendamenti,
paventano il pericolo di
una caccia aperta tutto
l'anno. “Uno schiaffo
all'Unione europea, un
vergognoso attacco alla
natura e un vero e
proprio affronto alla
sicurezza dei cittadini
italiani" dichiara Lipu,
che ricorda poi come la
proposta leghista fu già
bocciata durante la
discussione della
Comunitaria 2008, perchè
ritenuta inammissibile.
L'associazione ha
chiesto l'intervento
urgente del Ministro
dlele Politiche europee
Ronchi e del Presidente
della Camera Gianfranco
Fini affinchè si fermi
“questa iniziativa
pericolosa e incivile”.
Fanno eco a queste gravi
dichiarazioni anche Enpa
che parla di “gesto
forse disperato di
quanti, in sprezzo della
volontà degli italiani e
delle direttive
comunitarie, vorrebbero
resuscitare l’antico
modello di “caccia
selvaggia” pur di non
alienarsi il consenso
del mondo venatorio
estremista” e Wwf che
parla di “attacco
gravissimo ai principi
di conservazione e
tutela delle specie” in
contrasto “con tutti i
principi di una caccia
sostenibile come
sostiene l'Unione
europea”. Il
parlamentare ha difeso
gli emendamenti
presentati e in
particolare sulle
dichiarazioni di Lipu ha
replicato: “Visto che
ormai in questo Paese
sembra una prassi
consolidata riportare le
persone al buon senso
solo attraverso
strumenti giudiziari,
valuterò seriamente di
denunciare sia in sede
penale, sia civile la
Lipu per diffamazione”.
“I due emendamenti
relativi alla caccia -
spiega Pini - rispondono
infatti a esigenze
urgenti di adeguamento
della normativa
nazionale
all’ordinamento
comunitario in materia,
tant’e’ che vi sono
procedure di infrazioni
aperte che a causa di
certi ambientalisti da
salotto potrebbero
costare allo Stato
italiano centinaia di
milioni di euro di
multa”.
BIG HUNTER
16 SETTEMBRE
2009
Toscana,
animalisti
contro Regione e
cacciatori
In riferimento
all'approvazione
della nuova
legge sulla
caccia in
Toscana, gli
animalisti di
Lav ed Enpa
criticano
duramente le
decisioni della
Giunta in merito
al controllo
degli ungulati
per la riduzione
drastica dei
danni
all'agricoltura,
settore di punta
in una regione
leader nella
produzione di
vini di qualità.
Le due
associazioni si
scagliano in
particolare
contro la scelta
di ridurre a 50
mila esemplari
la presenza del
cinghiale a
fronte dei 150
mila capi
stimati ed
evidenziano la
mancanza
all'interno
della delibera
di una
“motivazione
meramente
scientifica che
possa
giustificare e
avvalorare una
decisione così
tremendamente
pesante che
consentirà di
fare strage di
migliaia di
animali
selvatici”.
Gli
animalisti
in
particolare
non
sopportano
l'idea che
il
contenimento
venga
affidato ai
cacciatori:
“La caccia può essere un pericolo per l’incolumità”, scrivono in una lettera al Presidente della Regione Claudio Martini . La nuova legge viene poi definita “non costituzionale e unicamente filo – venatoria”. Martini in questi giorni ha spiegato che la normativa è frutto “di un intenso lavoro di concertazione con le associazioni ambientaliste, venatorie, le organizzazioni professionali e le Province” e che è stata pensata per rispondere alle moderne esigenze del territorio tenendo contro in particolare dell'insostenibile aumento dei cinghiali “vero e proprio flagello per l’agricoltura, dell’escalation degli incidenti stradali causati dagli ungulati".
ANMVI
OGGI
16
SETTEMBRE
2009
ABBATTIMENTO,
SUPERVISIONE
VETERINARIA
FONDAMENTALE
Il
Comitato
economico
e
sociale
europeo
(CESE)
accoglie
con
favore
la
proposta
di
regolamento
avanzata
dalla
Commissione.
Nel
parere
appena
pubblicato
sulla
Gazzetta
Ufficiale
Europea,
il
CESE
ritiene,
infatti,
che
essa
rappresenti
"un
significativo
passo
avanti
nella
direzione
giusta
e
consenta
di
migliorare
il
benessere
degli
animali
durante
il
processo
di
macellazione.
Per
quanto
concerne
il
contenuto
delle
singole
proposte,
il
Comitato
accoglie
"con
favore
l'attribuzione
all'operatore
del
macello
della
piena
responsabilità
del
benessere
degli
animali
durante
la
macellazione,
nonché
l'obbligo
di
seguire
procedure
operative
standard,
l'introduzione
di
certificati
di
idoneità
e
l'obbligo
di
designare
un
«responsabile
della
tutela
del
benessere
animale».
Nelle
conclusioni
del
parere,
si
legge
anche
che
il
Comitato
pone
l'accento
"sulla
necessità
che
l'ufficiale
veterinario
svolga
un
ruolo
fondamentale
di
supervisione
per
garantire
la
piena
osservanza
delle
procedure
corrette
di
tutela
del
benessere
animale
durante
la
macellazione".
L'ufficiale
veterinario
dovrebbe
"essere
informato
immediatamente
di
qualsiasi
modifica
delle
procedure
operative
standard.
In
particolare
dovrebbe
incombere
all'ufficiale
veterinario
la
responsabilità
di
effettuare
con
regolarità
le
verifiche
necessarie
a
garantire
che
le
procedure
di
macellazione
siano
osservate
correttamente".
La
proposta
di
consentire
deroghe
nei
casi
di
macellazione
rituale
"è
del
tutto
incoerente
con
gli
obiettivi
di
tutela
del
benessere
animale
durante
la
macellazione
enunciati
dal
regolamento
stesso".
Infine,
il
Comitato
accoglie
"con
grande
favore
le
nuove
procedure
di
spopolamento
e
abbattimento
di
emergenza.
In
tale
contesto,
è
estremamente
importante
l'obbligo
di
elaborare,
prima
dell'inizio
dell'operazione
di
spopolamento,
un
piano
d'azione
per
garantire
il
rispetto
delle
norme
stabilite
dal
regolamento".
Animalieanimali 16 SETTEMBRE 2009
INDAGINI E ANALISI SU MORIA UCCELLI IN PROVINCIA DI TREVISO LAC e WWF: bisogna porre al più presto un freno all’uso indiscriminato di diserbanti e pesticidi incentivando i controlli a norma di legge.
In seguito ad una moria di merli riscontrata sul
Montello (TV) nelle ultime settimane l’USL (Unità
Sanitaria Locale) n.8 sta effettuando delle analisi
sugli uccelli per capire quale sia l’origine della
strage. Animalieanimali 16 SETTEMBRE 2009
BLOCCO UCCISIONI VOLPI A ROVIGO, CACCIATORI CHIEDONO NUOVO OK PROVINCIA Allarme lanciato da Federcaccia...
Volpi investite sulla carreggiata dalle auto di
passaggio. Volpi sorprese tra i filari del mais
che in questi giorni è in piena trebbiatura. E
ancora volpi nelle zone di ripopolamento e
cattura, nascoste nelle arginature dei rami del
Po, con le tane in fossati asciutti e terrapieni
dall'Alto al Bassopolesine. LA NUOVA SARDEGNA 16 SETTEMBRE 2009
«Green» sta meglio
PORTO TORRES (SS). Green, l’esemplare di Chelonia mydas, più comunemente conosciuta come tartaruga verde per il colore del carapace, sta bene. La tartaruga, all’inizio del mese di agosto, era stata soccorsa da un bagnante, a Marritza, che l’aveva affidata agli uomini del corpo forstale regionale di vigilanza ambientale. I ranger avevano consegnato la tartaruga verde al Centro recupero animali marini del Cts del Parco Nazionale dell’Asinara. Ormai rarissimo nel mare Mediterraneo, (pochissime le spiagge dove sceglie di nidificare, soprattutto in quelle del Libano e di Cipro) l’esemplare è stato sottoposto a un intervento per l’applicazione di una sonda in quanto, nonostante si alimentasse autonomamente ed esclusivamente di calamari, essendo erbivora e rifiutando un alimentazione a base di vegetali perdeva regolarmente peso. Attualmente, grazie a un’alimentazione forzata a base vegetale ha incrementato regolarmente il peso. L’arto anteriore destro che presentava un edema in seguito allo strozzamento causato da una lenza, è stato sottoposto a terapia medica locale e a massaggi linfo-drenanti al fine di riattivare la circolazione e la funzionalità. «Le condizioni generali dell’animale sono buone - dichiara Laura Pireddu, del Cts - e l’arto sta migliorando: è stata scongiurata così l’eventuale amputazione». CORRIERE DELLE ALPI 16 SETTEMBRE 2009
Il lupo riconquista le sue Alpi
di Mauro Fattor
Prima l’orso, che sempre più spesso sta mettendo il naso fuori dai confini trentini, poi la lontra, che si è riaffacciata in Alto Adige a quasi 50 anni dalla scomparsa, poi ancora la lince svizzera che si è innamorata del Brenta. E adesso il lupo. Morto per ora, ma probabilmente ne risentiremo parlare presto. Qualcosa di importante sta accadendo sulle Alpi, con il ritorno dei grandi predatori. Tornano dopo essere stati uccisi, perseguitati, avvelenati per secoli. Soprattutto tornano perchè l’ambiente alpino è idoneo e non c’è nessun motivo per cui non possano ritrovare il loro posto. Anche se le difficoltà, soprattutto all’inizio, non mancheranno. Ma torniamo al lupo. Le analisi genetiche dei giorni scorsi hanno confermato quanto ipotizzato dagli esperti: i resti rinvenuti lo scorso autunno non lontano dal passo degli Oclini da cacciatori di Varena, e recuperati dalla forestale di Cavalese, appartengono ad un esemplare di lupo. Siamo a un tiro di schioppo dal confine con la provincia di Bolzano. Il decesso dell’animale, per cause ignote, risalirebbe all’autunno 2007. Rimane da definire l’origine dell’animale che comunque, come già nei giorni scorsi aveva spiegato il servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento, non proviene dalle Alpi occidentali dove la specie, è in costante espansione ormai dalla fine degli anni Ottanta. Sono dunque possibili due ulteriori spiegazioni circa l’origine del soggetto. Il lupo, in grado di compiere spostamenti anche di alcune centinaia di chilometri, potrebbe essere arrivato sin qui dalla Slovenia, dunque da est, o potrebbe trattarsi di un esemplare proveniente da cattività, ma questa seconda eventualità è veramente molto remota. L’animale rappresenta in ogni caso la prima segnalazione certa di lupo a oltre un secolo dalla scomparsa della specie in regione. Come è noto il lupo dall’inizio degli anni’90 sta ritornando a popolare l’arco alpino, provenendo dall’Appennino dal quale non è mai scomparso. Il fenomeno di naturale espansione sulle Alpi (nelle quali il lupo è sempre stato presente quale specie autoctona, propria dell’ecosistema alpino) ha portato alla costituzione, a cavallo tra il Piemonte e la Francia, di una popolazione che attualmente conta circa 150 esemplari. Alcuni individui hanno raggiunto anche i territori della valle d’Aosta, della Lombardia e della Svizzera ed è ipotizzabile che questa espansione verso est continui. Anche sul settore orientale dell’arco alpino si registrano le prime timide apparizioni ed è proprio da qui che dovrebbe arrivare il lupo fiemmese. Orme di lupo erano state trovate nel dicembre 2008 anche sul versante svizzero della Val Monastero, nel Cantone dei Grigioni, sul versante svizzero dello Stelvio a Santa Maria, non distante dal confine altoatesino, anche se è impossibile sapere se il lupo abbia varcato o meno i sacri confini della provincia di Bolzano. «Si trattava probabilmente di un esemplare proveniente dalla zona di Coira, dove la presenza dell’animale è certa - spiegava all’epoca il direttore dell’Ufficio Caccia e pesca della Provincia di Bolzano, Heinrich Erhard - Dovrebbe comunque trattarsi di un solo esemplare di lupo». Il ritorno del lupo è stato progressivo e spontaneo ed è partito dai pochi esemplari rimasti nell’Appennino settentrionale. Trattandosi di una specie estremamente vagile, procede riconquistando una ventina di chilometri l’anno - a parte ovviamente la presenza di singoli esemplari che possono apparire ovunque - anche se questo processo di espansione incontra ancora notevoli ostacoli, sia di ordine culturale che di ordine economico. I tradizionali conflitti con gli allevatori che ne hanno decretato la scomparsa, sono infatti ancora parzialmente irrisolti e sarà la capacità di trovare una strada di convivenza praticabile a determinare il futuro della specie. Su questo tutti d’accordo. LA DEA DELLA CACCIA 16 SETTEMBRE 2009
CANE DA PASTORE ABRUZZESE PER CONTENIMENTO LUPI: PERPLESSA L’AIW Fronteggiare le incursioni dei lupi con dei cani addestrati come in Abruzzo? Franco Zunino: “Una balla grossolana”.
Il segretario generale AIW, Associazione
Italiana per la Wilderness, Franco Zunino,
smentisce l’efficacia dei cani da pastore nel
contrastare i lupi, come rilanciato recentemente
dal sito internet www.eco-news.it, e lo fa
attraverso un focoso comunicato stampa inviato
agli organi di informazione il 9 settembre, e di
cui La Dea della Caccia vi riporta notizia.
TG COM
26 SETTEMBRE 2009
Jessica,
coyote le strazia il cuore
Rapito in
California il cane della diva
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Scarrozzarlo nel valigiotto di
Louis Vuitton e farlo vivere in un villone da arricchita a
Calabasas, nel sud della California, non è bastato a Jessica
Simpson per salvare il suo cane dalle mire di un cojote, animale
indomito e selvaggio. Si sa, la California è terra di frontiera
e questa volta la Simpson, la classica figlia del Sud, deve
arrendersi alla feroce legge del selvaggio Ovest. Come
confessato su Twitter, infatti, la cantante ha il cuore spezzato
dopo che un coyote le ha letteralmente portato via il cane da
sotto gli occhi, un incrocio tra un maltese e un poodle. Un
sequestro in piena regola che non è sfuggito ai vicini di casa
della diva, che avevano sentito gli ululati del predatore verso
le 21 nei paraggi della villa della bionda pop singer. Il giorno
dopo il boulevard era tappezzato da poster del cucciolo, un
classico "Missing" con offerta di ricompensa per chi lo condurrà
dalla padrona. Ma la Simpson non si ferma ai metodi "Chi l'ha
visto" e si butta sul web 2.0 esportando su Twitter il dolore
per l'accaduto e le sollecitazioni affinchè Daisy torni a casa
sano e salvo. Inutile dire che la Simpson non è nuova a qualche
piccola follia da diva trash che finisce per dividere il
pubblico che, nel caso specifico, un pò la conforta, un pò la
sbeffeggia. C'è chi partecipa al dolore e prega per il cucciolo
e chi invece demolisce la diva e la sua pretesa di riabbracciare
l'amato quattrozampe che da sette anni le riempie la vita. Dopo
il divorzio da Nich Lachey e la fine della sua storia d'amore
con Tony Romo, quarterback dei Dallas Cowboys, Jessica è
comprensibilmente bisognosa di affetto.
Speriamo che Daisy torni a casa vivo o che gli sia risparmiata la legge del più forte. ASCA 15 SETTEMBRE 2009
RWANDA: E' MORTO TITUS, SCIMMIA PROTAGONISTA DI ''GORILLA NELLA NEBBIA''
Kigali - Il ''re gorilla'' Titus, la scimmia piu' famosa del
mondo protagonista del film trattto dalla biografia di Dian
Fossey, studiosa uccisa proprio per il suo lavoro in difesa
degli animali, e' morto oggi in Rwanda all'eta' di 35 anni.
Lo ha annunciato la direzione dei parchi nazionali del paese
africano, ricordando come il primate, che pesava 200 chili,
sia stato studiato dai ricercatori per tutta la sua vita e
in particolare dalla Fossey che studio' il suo gruppo negli
anni settanta. |