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IL TIRRENO
20 AGOSTO 2009
Un
altro cane ucciso
Il
maniaco colpisce ancora usando la metaldeide
Antonio Scuglia
PISA. Il cane Rambo e il cane
Snoopy si sono salvati, il cane Pippo no. E’ stato
avvelenato da un maniaco a Filettole venerdì scorso, a poche
ore (e forse a pochi metri) di distanza dagli altri due. E
ieri mattina i padroni, leggendo il “Tirreno”, e parlandone
con i compaesani, hanno capito perché la povera bestiola era
morta. La causa è l’avvelenamento da metaldeide. «Fino a
oggi mi era sconosciuta la sua sorte, - racconta Alarico
Sgroi, che ci aveva segnalato i primi casi, - ma in seguito
al vostro articolo i proprietari si sono fatti vivi e mi
hanno messo a conoscenza dell’evento. Anche lui è stato
avvelenato nei giorni tra giovedì e venerdì scorsi». Il
cane era di proprietà della famiglia Verdigi da diversi anni
e la sua morte li ha molto scossi, lasciandoli nello
sconforto. «Certo - dice Sgroi - è difficile capire le
motivazioni che spingono degli individui a compiere atti
cosi efferati, non è facile capire se sono mossi da puro
sadismo o incoscienti per le gravi conseguenze e sofferenze
che provocano. Di certo si tratta di persone aride che non
conoscono il profondo legame che unisce gli uomini agli
animali». In paese moltissime persone si sono dette
indignate per quanto sta succedendo: sui fatti indagano i
carabinieri di Migliarino. E ieri ci ha chiamato Daniele
Giuliani, proprietario di Becky, una delle tre vittime del
maniaco che avvelenava i cani nel novembre del 2007 a San
Giuliano: «Sono disposto a mettere una taglia anche su
questo assassino, - ha detto, - non so se persone così
capiscono il dolore che provocano in una famiglia che ama il
proprio cane». Giuliani pone anche un problema: «Perché è
così facile per chiunque, nei negozi di agraria e anche in
qualche ipermercato, comprare la “lumachina” che è così
pericolosa anche per animali grandi?».
L'INFORMAZIONE
20 AGOSTO 2009
Capriolo, preso un responsabile
E' stato individuato uno dei responsabili che hanno
preso parte alla barbara uccisione di un capriolo a
bastonate. La Gendarmeria ha interrogato il proprietario
dell'auto sulla quale è stato caricato l'animale.
L'uomo, un cacciatore sammarinese ha confermato di
essere presente la mattina della mattanza, ma di non
avere materialmente colpito l'animale. A prendere il
capriolo a bastonate per finirlo, dopo che era
precipitato dalla curva della grotta, un'altro uomo, del
quale l'interrogato non ha saputo fornire le generalità
dicendo di non conoscerlo ma di averlo incontrato per
caso sul luogo del barbaro gesto.
Non regge, intanto, la versione che sarebbe stata fornita da un testimone secondo la quale il capriolo sarebbe stato finito a bastonate per no farlo soffrire. Bizzarra versione che, in ogni caso, non giustifica un atto di tale inaudita e incivile violenza. La persona interrogata ha comunque confermato i fatti, dicendo di essersi disfatto del corpo dell'animale fuori dal confine di San Marino. La prima persona individuata, seppure non abbia materialmente sferrato le bastonate letali al capriolo, verrà denunciata dalla gendarmeria per il concorso nell'uccisione del povero animale, proprio perché lo ha caricato nella sua auto ed ha provveduto a disfarsi del cadavere. Intanto la gendarmeria prosegue le indagini per individuare l'altro o gli altri soggetti che hanno ucciso a bastonate il capriolo. Occhi aperti anche da parte degli altri corpi di polizia, Polizia Civile e Guardia di Rocca, dopo l'esortazione a tutte le divise fatta dal Segretario di stato alla Giustizia Augusto Casali perché si faccia piena luce sull'accaduto e si risalga ai responsabili.
L'INFORMAZIONE
20 AGOSTO 2009
Il segretario alla
Giustizia Augusto Casali scrive ai corpi di polizia
Capriolo selvaggiamente ucciso a bastonate: ora
anche la politica vuole vederci chiaro e chiede
risposte. Troppi elementi non quadrano e si vuole
evitare che chi ha compiuto il riprovevole gesto,
possa godere di qualche impunità, magari contando
sull'aiuto di qualche amico compiacente. Così il
segretario alla Giustizia e informazione Augusto
Casali si è mosso in prima persona e ha scritto una
missiva ai comandanti dei tre corpi: Achille
Zecchini per la Gendarmeria, Massimo Ceccoli per la
Guardia di Rocca e Albina Vicini per la Polizia
Civile. Fra le altre cose Casali invita i comandanti
ed "eseguire accurata e sollecita indagine
sull'evento". Inoltre alla luce della risonanza data
all'episodio e al sentimento di rabbia diffuso nei
cittadini "auspico - dice Casali - che si possa
quanto prima addivenire all'individuazione degli
autori di tale insulso e criminoso gesto".
Casali infine nella sua veste ufficiale di membro del Congresso di Stato ha chiesto di avere riferimenti in merito al proseguimento delle indagini. Indagini che la Polizia Giudiziaria sta portando avanti a ritmi serrati, tanto che in questi giorni sono stati sentiti alcuni testimoni. Presto dunque il colpevole o i colpevoli verranno inchiodati alle proprie responsabilità. LA PROVINCIA DI VARESE 20 AGOSTO 2009
A Castellanza (VA) c'è un Pitbull addestrato a curare gli anziani
Castellanza (VA) - Pitbull, cani feroci? Non la pensano così i nonni dell’ospizio dove la piccola Cassandra, uno splendido esemplare di American Pitbull Terrier “residente” a Castellanza, fa la “volontaria” allietando le loro giornate. Cassandra, non solo è dolce e docile con i suoi padroni, ma ha una particolare inclinazione per le persone anziane, malate e deboli. Cassandra è un Pitbull da pet therapy, una cura dolce basata sull’interazione uomo-animale. Abramo Calini presidente del Working Club e allevatore dell’Iron Dog di Marano Ticino, dove è nata Cassandra, è stato il primo a credere nelle potenzialità di questi cani, troppo spesso tacciati per sterminatori. La sua è la prima ed unica associazione in Italia che si impegna a promuovere l’American Pitbull Terrier come cane da lavoro a fini sociali, assistenziali, ricreativi, terapeutici e sportivi. Il ricordo dei cuccioli di Pitbull ritrovati morti nelle acque dell’Olona è ancora vivo soprattutto in chi ama questo tipo di animali. Eppure un altro mondo è possibile. Basta guardare la piccola, grande Cassi. È stata adottata da Cristina ed Andrea Vertua proprio nell’allevamento di Calini dove i cuccioli, delle più pure linee di sangue, vengono destinati, a seconda dello loro doti, ai lavori più socialmente utili: dalla peth therapy alla Protezione civile, fino all’addestramento per diventare cani anti-droga. «Abbiamo dovuto dimostrare di essere delle persone serie ed affidabili - spiega Cristina - L’allevatore ci ha dato Cassandra a patto che la facessimo lavorare: era predisposta per la pet therapy e abbiamo iniziato a portarla nell’ospizio di Magenta dove tiene compagnia agli anziani. Il cane sa offrire affetto incondizionato, i nonni soli riprendono a sorridere e nessuno di loro ha mai avuto paura».
GAZZETTA DI
MODENA
20 AGOSTO 2009
Cane abbandonato in casa per due settimane
Modena - Chiuso in
casa, per due settimane, con l’acqua e il cibo ormai
finiti da tempo, abbandonato in mezzo ai propri
escrementi. Il miglior amico di quell’uomo è stato
salvato da uomini migliori, persone che sono state
chiamati ad intervenire dal vicinato, ormai
allarmato dal guaire disperato e sempre più flebile
che proveniva dalla casa. Gli operatori della
polizia municipale sono intervenuti e assieme al
veterinario comunale e ai vigili del fuoco lo hanno
trovato sdraiato sul pavimento in uno stato di
torpore, tra escrementi in putrefazione e ciotole
dell’acqua e del cibo vuote. Per il cane meticcio
dalle sembianze simili a quelle di un pitbull,
chiuso da tempo nella stanza di un appartamento in
via Emilia Ovest, l’arrivo degli agenti è stato
provvidenziale visto che il padrone, stando alle
prime testimonianze, era fuori Modena da un paio di
settimane. Tutto è iniziato martedì scorso, verso le
18, alla sala operativa della Polizia municipale
dove è giunta la segnalazione di una dipendente
comunale dell’ufficio Diritti degli animali.
L’impiegata era stata avvisata da alcuni residenti
della zona della presenza di un cane che guaiva.
Quando gli agenti sono giunti sul posto, attraverso
una finestra hanno visto il cane privo di forze
sdraiato sul pavimento. Il magistrato di turno ha
quindi consentito alla polizia municipale, ai vigili
del fuoco e al veterinario di forzare l’ingresso e
soccorrere l’animale, un maschio dall’apparente età
di tre - quattro anni, subito portato al canile
comunale. Dopo una lunga bevuta e qualche coccola da
parte dei volontari, il cane si è ripreso.
Difficile stabilire da quanto tempo non mangiava e
non beveva. Il proprietario dell’animale lasciato
incustodito sarà denunciato per abbandono e
maltrattamento e rischia una sanzione da mille a
diecimila euro.
SAVONA NEWS
20 AGOSTO 2009
Savona: gatti abbandonati, caccia ai responsabili
In provincia di Savona, l’abbandono di animali domestici
è in costante calo ma non è ancora stato eliminato.
L'ARENA GIORNALE DI VERONA
20 AGOSTO 2009
AMICI A QUATTRO ZAMPE. Il Veneto è tra le regioni con il più alto numero di abbandoni nelle prime settimane di agosto Non abbandonate i cani
«Sostengo pienamente,
come presidente della Provincia, come sindaco ma
soprattutto come cittadino, la campagna nazionale a
favore degli animali, promossa dal ministero del
Lavoro, VERONA - della Salute e delle Politiche
Sociali, in collaborazione con l’Anci (Associazione
Nazionale Comuni Italiani)», lo dice il presidente
della provincia Giovanni Miozzi in merito alla
campagna contro l’abbandono dei cani.
BIG HUNTER
20 AGOSTO 2009
Abbandono cani: troppe spese per i piccoli comuni montani
Anche se da più parti arrivano “notizie” in merito al calo degli abbandoni estivi, i dati sul fenomeno relativi a questa estate sono frammentari e ancora poco verificabili. Si parla comunque ancora di cifre molto, troppo alte che gravano pesantemente soprattutto sulle casse dei piccoli comuni, che hanno poche risorse per la gestione dei randagi. Troviamo un interessante commento sull'argomento da parte di Oreste Giurlani che come presidente di Uncem Toscana, segue attivamente le problematiche relative a 160 piccoli comuni montani della regione.Dalle notizie raccolte in questi comuni il fenomeno appare ancora importante. “I problemi - sostiene Giurlani - non sono soltanto quelli relativi all’immoralità dell’abbandono da parte dell’uomo di un animale che sa essere fedele (cosa in questo caso sconosciuta all’uomo!), ma anche ad una questione economico-sociale di tutto rilievo. Infatti, l’abbandono avviene o lungo le autostrade o per le strade di montagna dove gli uomini si nascondono... dietro l’oscurità o la poca presenza di altre persone. Purtroppo - spiega Giurlani - i piccoli comuni si devono far carico di questi esseri viventi, spesso dovendosi inventare un canile ed un’assistenza che non hanno. Quindi nuove incombenze e nuove spese”. Giurlani ipotizza e chiede un contributo allo Stato per le piccole amministrazioni che non ce la fanno a sostenere questi costi.
LA VOCE DI ROMAGNA
20 AGOSTO 2009
Lettere di animalisti italiani
in favore della veterinaria forlinese al
centro delle polemiche
"Quel cane non andava
microchippato"
Arrivano da animalisti di tutta Italia
lettere sulla questione del cane
proveniente dal sud a cui una
veterinaria di Forlì ha rifiutato di
mettere il microchip. Ne pubblichiamo
due
Noi siamo stupiti che qualcuno si
stupisca del comportamento della
Veterinaria di Forlì che non ha fatto
altro che applicare le norme di legge ed
il codice deontologico della Sua
professione! Casi di questo genere
avvengono in continuazione in tutta
Italia: si tratta di animali di
provenienza incerta (a volte si potrebbe
anche supporre che vengano lasciati
nascere appositamente per avere sempre
"merce" da offrire), privi di
documentazione corretta, privi di
microchip (un cane non chippato è un res
nullius e potrebbe anche essere stato
sottratto al suo legittimo proprietario
colpevole di ritardo nella iscrizione in
anagrafe canina), spesso malati di
malattie sconosciute nel luogo in cui
vengono portati. Noi pensiamo che la
Dottoressa abbia fatto benissimo a
segnalare il caso e ci auguriamo che
anche la Asl faccia accurate indagini
per mettere fine a questa stranissima
tratta di cani dal sud al nord d'Italia
(ed anche oltre!)
Grazie e buon lavoro
Franacarita Catelani - Presidente
dell'associazione di volontariato Una
Cremona Onlus
*****
Abbiamo letto l'articolo pubblicato il
18 agosto, sul caso del randagio
arrivato dal sud Italia e non
microchippato. Poichè nessun cane può
circolare privo di microchip, hanno
sbagliato coloro che lo hanno consegnato
ad una famiglia di Forlì privo di
documenti legali, del chip e
dell'iscrizione in anagrafe canina! Noi
siamo stanchi di vederci invadere da
pasionarie che trasportano cani da
dovunque, cani che poi spesso ritroviamo
abbandonati sulle pubbliche vie e che
entrano nei nostri canili rifugio a
spese dei contribuenti. Ha fatto
benissimo la veterinaria a prendere
posizione, così come ha fatto bene la
Asl a porsi dei quesiti che deve
risolvere anche con il Ministero che,
forse mal consigliato, pare non voglia
prendere in considerazione questo
traffico puntando tutta al sua
attenzione sulle importazioni dall'Est
Europa. Grazie e cordiali saluti
Elena Meniconi - Livorno
SESTO
POTERE
20 AGOSTO 2009
Sequestrata all’Aeroporto
Internazionale di Firenze una pelle intera
di coccodrillo
Firenze -
Personale del Corpo forestale dello Stato in
servizio presso l’Aeroporto Internazionale
di Firenze Peretola, doganieri e finanzieri,
durante le consuete operazioni di controllo
e di polizia giudiziaria nell’area doganale
del salone degli arrivi, hanno sequestrato
un esemplare di pelle ventrale di
coccodrillo lunga quasi 1metro e mezzo,
ancora intera ed integra. E’ stato fermato
un giovane cittadino congolese proveniente
da Kinshasa (capitale della Repubblica
Democratica del Congo) ma residente a Lucca,
per sottoporne a controllo i bagagli a mano.
Rilevata la presenza di una grossa pelle
ventrale intera di animale esotico, sono
intervenuti i Forestali del NOC (Nucleo
Operativo Cites) in servizio a Peretola per
eseguire gli accertamenti
tecnico-scientifici del caso. Le analisi
condotte hanno provato l’appartenenza del
reperto alla famiglia dei coccodrilli (Crocodylidae
spp.). Si tratta di un oggetto allo stato
semigrezzo che è stato ottenuto con la
scuoiatura dell’animale e il successivo
essiccamento della pelle. Quest'ultima,
infatti, non era stata sottoposta né a
trattamento di concia né ad altre
lavorazioni. Constatata la mancanza dei
documenti di accompagnamento necessari,
certificati e licenze richiesti dalla
normativa comunitaria per poter importare in
Italia merci interessate dalla normativa
CITES, il pellame è stato sottoposto a
sequestro amministrativo e al momento viene
custodito dal Corpo forestale dello Stato.
All’improvvido trasportatore, invece, è
stata verbalizzata la sanzione
amministrativa prevista di 3.098 euro.
IL GAZZETTINO DI VENEZIA
20 AGOSTO 2009
APPELLO
Venezia - È stato perso un cane di due mesi, razza fox terrier nano, nella zona di S.Giovanni Crisostomo. Chi lo ritrovassse può telefonare a Alessia 329-1783835.
http://persietrovati.blogspot.com/2009/08/venezia-smarrito-cane-fox-terrier.html
SESTO POTERE
20 AGOSTO 2009
La Polizia Provinciale ha sequestrato a
Ronco Scrivia una trappola per cinghiali
Genova - Il 17 agosto
una pattuglia della polizia provinciale ha rinvenuto
in loc. Cascine, in comune di Ronco Scrivia, una
gabbia-trappola metallica lunga circa due metri ed
alta un metro, nella quale era rimasto intrappolato
un cinghiale adulto attirato nelle ore notturne da
alcune esche alimentari. L'animale, solo leggermente
ferito al muso nel tentativo di sfondare la gabbia,
è stato liberato dagli agenti. La gabbia-trappola,
con un meccanismo di chiusura a scatto, azionabile
dalla preda che entra all'interno attratta
dall'esca, è stata sequestrata e rimossa.
Stamane, 20 agosto, completati i primi accertamenti, sono state denunciate dalla Polizia Provinciale alla Procura della Repubblica di Genova due persone di Ronco Scrivia, tra cui il proprietario del terreno su cui era collocata la gabbia-trappola, oltre ad un piccolo imprenditore edile residente sempre a Ronco S., per i reati di bracconaggio con mezzi non consentiti ed attività venatoria in periodo di divieto generale. Un mese fa un'analoga trappola era stata sequestrata a Neirone, con ulteriore denuncia a carico dell'utilizzatore, sempre identificato dalla Polizia Provinciale.L'utilizzo di questi strumenti illegali, più voluminosi dei lacci ma altrettanto efficaci (e che lasciano viva la preda fintanto che la gabbia-trappola non viene controllata dai bracconieri) per piccoli commerci di carne di selvaggina appare in aumento. TG ROSETO 20 AGOSTO 2009
CANZANO (TE), SEQUESTRATA TRAPPOLA PER GROSSI ANIMALI SUL FIUME VOMANO
CANZANO (TE) - Attività antibracconaggio: la Polizia Provinciale di Teramo sequestra una trappola per animali di grossa taglia sul fiume Vomano. Sequestrata dalla Polizia Provinciale, nel comune di Canzano, una trappola di grandi dimensioni utilizzata per la cattura di animali di grossa taglia (cinghiali, caprioli ed altri ungulati in genere). La trappola, una gabbia in ferro con chiusura automatica, era stata posizionata sulla sponda sinistra del fiume Vomano. La Polizia Provinciale ha provveduto alla perimetrazione dell’area in attesa della rimozione della gabbia e a sporgere denuncia contro ignoti alla Procura per caccia e cattura di animali in periodo non consentito e con mezzi vietati. Il fatto rientra nel fenomeno del bracconaggio, particolarmente diffuso sul nostro territorio nel periodo estivo quando gli animali escono allo scoperto alla ricerca di cibo.
ADN KRONOS
20 AGOSTO 2009
Bari, Gdf sequestra canile municipale di Castellana Grotte Bari - Ia ditta e' convenzionata con alcuni enti locali per la custodia e la regolare tenuta dei cani. Numerose le irregolarita' accertate
Bari - Il canile municipale di Castellana Grotte, in provincia di Bari, e' stato sequestrato da militari della Guardia di Finanza di Monopoli, con l'ausilio di personale della Asl di Putignano, per gravi violazioni relative allo smaltimento degli animali deceduti. Il canile e' convenzionato con alcuni enti locali per la custodia e la regolare tenuta dei cani. Numerose le irregolarita' accertate: ad esempio lo smaltimento dei 'sottoprodotti' di origine animale (le carcasse) e lo scarico abusivo di acque reflue industriali. I finanzieri hanno accertato, inoltre, che il canile, oltre che sprovvisto dell'autorizzazione, ospitava animali con un esubero del 30% rispetto al consentito. L'area sequestrata misura circa 8mila metri quadrati. Una persona e' stata denunciata. IL SECOLO XIX 20 AGOSTO 2009
Canile di Ventimiglia
Ventimiglia (IM). E' a norma il canile di
Ventimiglia? E, a fronte della costruzione del
grosso canile di Bussana, non sarebbe opportuno
prevedere un'unica struttura provinciale per i
randagi?
SICILIA INFORMAZIONI
20 AGOSTO
2009
Incendio in azienda agricola,
morti animali nel Messinese
Tortorici
(ME) -Un incendio ha completamente
distrutto ieri notte intorno alle 3,30
un capannone di un'azienda agricola a
conduzione familiare adibito a deposito
di fieno e al ricovero di animali, in
contrada Pagliara nella frazione di
Morello a Tortorici (Me). Nell'incendio
sono rimasti uccisi quindici suini ed
otto vitelli e sono andate distrutte
oltre mille balle di fieno
Sono
intervenuti i vigili del fuoco dei
distaccamenti di Tortorici e Sant'Agata
di Militello e personale del
distaccamento della Forestale che hanno
domato l'incendio. I carabinieri
indagano sulle cause che hanno scatenato
il rogo che secondo i militari dell'Arma
è di origine dolosa. La procura di Patti
in merito alla vicenda ha già aperto un
fascicolo contro ignoti.
AGI
20 AGOSTO
2009
CALDO FA ESPLODERE BIDONI,
CAMION PERDE SCARTI ANIMALI SU A25
Pratola
Peligna (L'Aquila) - Un mezzo pesante in
transito sull'autostrada A25, in
direzione Roma, oggi pomeriggio ha perso
parte del carico consistente in scarti
di origine animale, probabilmente
provenienti da attivita' di macellazione
e destinati allo smaltimento in
discariche per rifiuti speciali. Alcuni
bidoni contenenti i residui, si sono
aperti per una reazione chimica
innescata dal calore, causando la
perdita del materiale biologico sulla
sede autostradale. Sul posto, tra il
chilometro 130,00 e 142,00, si trovano
gli agenti della Polizia Stradale di
Pratola Peligna e il personale della Asl
Avezzano - Sulmona. La carreggiata e'
stata ristretta per consentirne la
pulizia, operazione che terminera'
intorno alle 19,00.
LA PROVINCIA DI LECCO
20
AGOSTO 2009
Cane bracca ladro e lo
consegna ai Cc
OLGIATE (VA) - Il cane da guarda
fa il suo dovere e sventa un
furto. Ieri mattina un
trentaduenne di origini olandesi
è stato bloccato mentre cercava
di intrufolarsi nel giardino di
una villa di via Aspide, dove il
proprietario, un medico
veterinario, tiene il cane
libero in giardino.
Prima di tutto il cane ha iniziato ad abbaiare furiosamente, poi ha inseguito il trentaduenne fino al locale caldaia, dove l'uomo si è rifugiato per sfuggire ai denti dell'animale, ben deciso a fermare quell'intruso sconosciuto. Il cane ha fatto la guardia alla porta della caldaia fino all'arrivo dei carabinieri, chiamati dal proprietario che aveva sentito prima i latrati del cane e poi l'allarme anti intrusione installato nella proprietà. Una volta sul posto, i militari hanno parlato con il proprietario che ha tranquillizzato il proprio cane, ancora agitato e di guardia alla porta della caldaia. All'interno di trovava un 32enne di origini olandesi, in Italia senza fissa dimora e già noto alle forze dell'ordine. Il giovane ha tentato di giustificarsi dicendo di aver scavalcato il cancello perchè malato e quindi alla ricerca di un medico. Aveva scavalcato il cancello ma era stato inseguito dal cane che lo aveva subito fiutato. Nessuno ha creduto alla sua versione bastava suonare il campanello se fosse stata vera, è stata l'osservazione generale e quindi i militari l'hanno condotto in caserma per gli accertamenti di rito. Alla fine è stato denunciato per tentato furto.
L'UNIONE SARDA
20 AGOSTO 2009
Sant'Antioco.
Finisce all'ospedale il
gioco tra un gruppo di
ragazzini e un meticcio
Bambino
aggredito dal cane di
amici
Necessari cento
punti di sutura sulle
ferite in tutto il corpo
Sant'Antioco (Carbonia-Iglesias)
- Giocavano sempre
insieme, quattro
amichetti e Bobby, un
cane meticcio di poco
più di un anno.
Probabilmente però ieri
mattina qualcosa è
andata storta. Il cane
improvvisamente si è
avventato su un bambino
di nove anni
azzannandolo e
procurandogli delle
ferite alla testa e al
braccio. Per medicarle
sono stati necessari
quasi cento punti di
sutura.
L'AGGRESSIONE Momenti di paura ieri mattina in un appartamento al primo piano di una casa in pieno centro a Sant'Antioco dove quattro bambini, compagni di scuola, stavano giocando mentre la mamma dei due padroni casa, proprietaria di Bobby, si trovava al piano terra. Erano circa le dieci quando la donna ha sentito le urla spaventate dei bambini. Si è precipitata immediatamente al piano di sopra e ha scoperto che uno dei bambini era stato attaccato dal cane. Forse un gioco ha fatto innervosire il meticcio solitamente docile e mansueto, i bambini non sono stati in grado di spiegare e comunque non c'era tempo da perdere. La donna prima ha disinfettato le ferite del bambino, poi lo ha caricato in auto precipitandosi al Pronto soccorso dell'ospedale Sirai di Carbonia; i medici gli hanno suturato le ferite - così ha riferito il nonno - con un centinaio di punti . Cosa sia successo veramente sarà il bambino a raccontarlo quando gli sarà passata la paura. La padrona del cane è sconvolta per quanto successo «Ho già parlato con un veterinario - racconta - e visto quanto successo sono intenzionata a sopprimere il cane». Potrebbe essere il destino di Bobby a meno ché non si decida di affidarlo ad un canile. IN OSPEDALE Sconvolti anche la mamma e nonno del bambino che al momento dell'accaduto si trovavano già in ospedale a Carbonia: il nonno, F. C. di 70 anni, pensionato, era arrivato poco prima al Pronto soccorso accompagnato dalla figlia per farsi suturare una ferita al polpaccio provocata da uno smeriglio che gli era sfuggito di mano mentre faceva alcuni lavoretti nella casa di campagna. «Mia figlia era andata a spostare l'auto che aveva lasciato all'ingresso - racconta il pensionato - e si è trovata davanti il figlio in quelle terribili condizioni». Il pensionato ha intenzione di denunciare l'accaduto in caserma affinché il cane possa essere almeno trasferito in un canile. «Purtroppo ha mostrato di non essere mansueto come sembrava e a questo punto non ci si può fidare - conclude - non si sa mai come possono comportarsi gli animali e quanto successo mi ha sconvolto». IL SECOLO XIX 20 AGOSTO 2009
Oltre duemila mici a spasso in 400 colonie Il quartiere più"affollato"è Lavagnola (300 mici). A seguire Legino (290). «Nell'oasi sgomberata solo pochi animali vecchi»
Savona. Sono circa 400 le "oasi feline" di
Savona città in cui vivono qualcosa come
2230 gatti randagi assistiti dalle amorevoli
cure di infaticabili gattare volontarie. Il
censimento è molto preciso perchéè stato
fatto poche settimane fa dall'Enpa che per
il Comune ha dovuto conteggiare zona per
zona tutte le colonie di gatti presenti e
valutare quanti avessero bisogno di
sterilizzazione. Alla fine ne sono stati
contati in tutto 2230 di cui 572 da
sterilizzare. SAVONA NEWS 20 AGOSTO 2009
Savona: l'oasi felina delle De Amicis sarà trasferita
SAVONA - Un’ordinanza che dispone lo spostamento dell’oasi felina che oggi si trova all’interno del giardino delle scuole De Amicis. Il provvedimento firmato dal sindaco Federico Berruti è stato motivato per ragioni di igiene pubblica: "La nostra amministrazione rispetta gli animali ma non vogliamo esporre i bambini dell’asilo e delle elementari a problemi igienici. L’oasi felina verrà spostata in un’area attigua di corso Ricci che si trova a circa 60 metri da quella della scuola". L’ordinanza dispone la rimozione della «casetta» di legno per i gatti e vieta la somministrazione di cibo. Prevedibili le proteste dell’Enpa.
MATTINO DI PADOVA
20
AGOSTO 2009
Pitone fuggito investito
e ucciso da un camion
TREVISO. Estate crudele per gli
animali, ma che va venire i
brividi alla gente comune. Ieri
a finir male dopo l’abbandono
non sono stati i soliti cani,
gatti o ricci, ma un pitone di
un metro e mezzo. Un esemplare
di queste dimensioni è stato
notato ieri mentre attraversava
la strada Pontebbana in località
Carità di Villorba da un
automobilista che incredulo per
primo ha avvertito i vigili del
fuoco di Treviso, forse temendo
anche di non essere a sua volta
credutio. Comunque, una squadra
si è precipitata sul posto, ma
l’animale, nel frattempo, era
stato investito da un mezzo
pesante ed era morto. I vigili
del fuoco hanno comunque
recuperato i resti del rettile e
lo hanno portato all’istituto
Zooprofilattico di Treviso per
lo smaltimento. Così dopo i
pitoni in fuga nel Padovano, i
serpenti e la paura si
diffondono in tutto il Veneto.
AGI
20
AGOSTO 2009
MORIA DI PESCI:
AMBIENTALISTI, IMMOBILISMO DELLE
ISTITUZIONI
Lavagna (Genova), 20 ago. - "Da
luglio ad oggi non sono stati
diramati gli esiti dei prelievi
effettuati dall'agenzia
regionale per l'ambiente
relativi alle acque del fiume
Entella con i rispettivi referti
su verifiche patologiche e
tossicologiche degli animali
rinvenuti morti", e' il commento
degli ambientalisti liguri
Ayusya che attendono risposte
sia dall'istituto di
zooprofilassi, sia dalla Asl 4
chiavarese dopo l'allarme
lanciato diverse settimane fa
relativo alla moria di pesci,
anatre e gabbiani alla foce del
fiume Entella nel golfo del
Tigullio. Intanto dalla Asl 4
chiavarese hanno fatto sapere
che dopo i prelievi dell'acqua e
le prime analisi effettuate
sulle carcasse degli animali,
che comprendono gli accertamenti
virologici, batteriologici e
tossicologici occorre il tempo
adeguato per le risposte;
secondo l'agenda sanitaria,
quindi, non e' possibile sapere
al momento le cause che hanno
portato al decesso gli animali.
Secondo un veterinario
interpellato dall'associazione
ambientalista, invece, la moria
degli animali sarebbe causata
dalla presenza di un potente
tossico anticoaugulante.
BIG HUNTER 20 AGOSTO 2009
Siena al primo posto in Italia nel controllo dei cinghiali. Assessore Betti: "la gestione della fauna è una priorità"
Il controllo della fauna selvatica da parte della Provincia di Siena è uno degli obiettivi prioritari dell'amministrazione, per questo l'assessore alla caccia Anna Maria Betti ha ribadito che è dovere stesso dell'istituzione intervenire anche in una zona di protezione come Abbadia San Salvatore. I cittadini spaventati per la presenza di cinghiali vicini al centro abitato sono stati infatti rassicurati dall'assessore che ha promesso un pronto intervento da parte della Polizia Provinciale, che già nel 2008 era intervenuta abbattendo 185 capi. “La corretta gestione delle fauna selvatica, in particolare cinghiale e caprioli, è una delle questioni affrontate subito da me e dal mio assessorato – dichiara Betti -. E’ del 30 giugno scorso, infatti, il primo provvedimento. Subito dopo abbiamo aperto il confronto con gli Atc, le Associazioni agricole, venatorie e ambientaliste e abbiamo definito i Piani di gestione per capriolo e cinghiale. Provvedimenti tutti orientati ad un’intensificazione del prelievo di queste specie e che prevedono a metà percorso una verifica di efficacia”.“Nel 2008 – spiega poi l'assessore - la Provincia di Siena si è collocata al primo posto per l’abbattimento dei cinghiali in Italia, registrando la soppressione di 6mila capi sui 20mila a livello nazionale, mentre per quanto riguarda i caprioli, si è collocata al secondo posto, dopo quella di Trento. Questi dati dimostrano l’attenzione dell’amministrazione provinciale senese al problema che, garantisco, resterà alta anche in futuro”. BIG HUNTER 20 AGOSTO 2009
Parma verso l'eradicazione della nutria. Oltre alle catture gli abbattimenti straordinari
La lotta alla nutria nella provincia di Parma continua. Lo rende noto l'assessore provinciale Ugo Danni informando sui numeri relativi all'applicazione del Piano per l'eradicazione della specie nelle campagne della zona, elaborato in base alle disposizioni nazionali e regionali e approvato dall'Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale). Qui le catture funzionano grazie alla fitta rete di operatori volontari operanti all'interno dei 23 comuni che hanno sottoscritto l'accordo, tanto che in quasi dieci anni si è passati da 445 esemplari del 1999, ai 5517 del 2008 e nei Comuni maggiormente attivi (San Secondo, Sissa, Colorno, Fontanellato e l’Unione Sorbolo-Mezzani) si rileva una sostanziale diminuzione dei disagi causati sull’ambiente dalla specie. Sul metodo dell'abbattimento l'assessore esterna alcune perplessità “i sindaci potrebbero emettere per motivi di sicurezza e igiene ordinanze apposite per l’abbattimento degli animali con l’arma da fuoco; la loro difficoltà, pienamente comprensibile, sta nei rischi che questo metodo presenta per l’utilizzo di armi da fuoco in centri abitati” dichiara Danni che poi aggiunge “nel ringraziare i volontari per il lavoro che svolgono, ritengo che sia molto importante mettere in campo ulteriori incentivi per incrementare la partecipazione dei cittadini al piano di catture attraverso le trappole”. “In ogni caso – conclude - la Provincia sta predisponendo un programma di interventi straordinari coincidente con la prossima stagione venatoria, per procedere nelle situazioni più difficili a una campagna sperimentale di abbattimenti con squadre organizzate di soggetti abilitati”.
SESTO
POTERE
20 AGOSTO 2009
Riparte il piano nutrie della
Provincia di Parma: catturati 5517 animali
nel 2008
Parma - Dopo
il parere positivo dell’Ufficio Sicurezza
della Provincia, che ha approfondito le
eventuali ricadute della sostanza utilizzata
per stordire gli animali sul personale, a
settembre la lotta alla nutria ricomincerà
per intensificarsi poi progressivamente nei
mesi autunnali e invernali, più idonei per
le condizioni climatiche e dei terreni.
La lotta viene regolata secondo il Piano di controllo della nutria, gestito e coordinato dalla Provincia. Elaborato sulla base delle disposizioni nazionali e regionali e approvato dall’Istituto superiore per la Protezione e Ricerca ambientale, il Piano ha come obbiettivo lo sradicamento della specie da tutte le aree interessate. Gli interventi prevedono l’utilizzo della trappola, tecnica indicata come preferenziale anche dalla Regione, che fino ad oggi ha dato i migliori risultati garantendo sicurezza all’ambiente e al personale.Questo è confermato anche nel nostro territorio dalle catture nei Comuni dove esiste una fitta rete di operatori volontari che intervengono in modo sistematico e ben collaudato. Se infatti si considera la serie storica dei dati (la misurazione è annuale al 31 marzo di ogni anno) in quasi dieci anni si è passati da 445 esemplari nel 1999 a 5517 nel 2008. Nei Comuni maggiormente attivi (San Secondo, Sissa, Colorno, Fontanellato e l’Unione Sorbolo-Mezzani) si rileva una sostanziale diminuzione dei disagi causati sull’ambiente dalla specie. Ad oggi il Piano di controllo è operativo su tutto il territorio della pianura parmense (vedi cartina). Nel 2008 sono stati 23 i Comuni che hanno sottoscritto l’accordo, un numero destinato a crescere con le adesioni anche di alcuni centri della collina (Langhirano e Lesignano). “La Provincia già nel 2003 aveva autorizzato in via sperimentale l’abbattimento delle nutrie da parte dei cacciatori in possesso della qualifica di coadiutore nell’attività di controllo della nutria – spiega l’assessore provinciale Ugo Danni -. La verifica dell’efficacia e le problematiche emerse hanno condotto a risultati tutt’altro che soddisfacenti”. Infatti il numero di nutrie abbattute con l’arma da fuoco e opportunamente rendicontato come prevede il piano, era stato zero. “Alcuni sindaci hanno inoltre emesso ordinanze con motivazioni legate alla gestione faunistica, ordinanze che sono state però annullate dal Tar a fronte di un ricorso. A dire il vero i sindaci potrebbero emettere per motivi di sicurezza e igiene ordinanze apposite per l’abbattimento degli animali con l’arma da fuoco; la loro difficoltà, pienamente comprensibile, sta nei rischi che questo metodo presenta per l’utilizzo di armi da fuoco in centri abitati. Se a questo aggiungiamo la non efficacia risulta evidente come ancora lo strumento più idoneo da utilizzare in questa lotta sia la trappola”, dice ancora Danni, che aggiunge: “Nel ringraziare i volontari per il lavoro che svolgono, ritengo che sia molto importante mettere in campo ulteriori incentivi per incrementare la partecipazione dei cittadini al piano di catture attraverso le trappole. In ogni caso la Provincia sta predisponendo un programma di interventi straordinari coincidente con la prossima stagione venatoria, per procedere nelle situazioni più difficili a una campagna sperimentale di abbattimenti con squadre organizzate di soggetti abilitati”.
CORRIERE ADRIATICO
20 AGOSTO 2009
Patrizia Balducci la portavoce del Comitato“Non viene limitato lo strapotere dei cacciatori” Cinghiali, la Regione non tutela coltivatori e allevatori
Fabriano (AN) - Non mollano un millimetro. E
tornano alla carica. Sono i coltivatori e
allevatori delle zone limitrofe al parco Esino
Frasassi, che si sono costituiti in comitato e
che ottengono il sostegno di molti colleghi da
tutta la Vallesina. Il problema è sempre quello:
i danni provocati dall’eccessivo numero di
animali selvatici (cinghiali, istrici, caprioli
e lupi), che aumenta in modo incontrollato
provocando crescenti danni, poco e male
indennizzati.
MESSAGGERO VENETO
20 AGOSTO
2009
Operazioni contro il
bracconaggio I cacciatori: sostegno a
chi indaga
SPILIMBERGO (PN). Un plauso per le
attività antibracconaggio delle forze
dell’ordine che operano sul territorio
provinciale è stato espresso dal
coordinatore regionale ConfAvi nonché
direttore della riserva di caccia di
Spilimbergo, Graziano Ponzi. «I
cacciatori pordenonesi (e non solo)
appartenenti all’Unione nord est caccia
e tiro ConfAvi, esprimono la loro
gratitudine per le attività
antibracconaggio attuate dalle forze
dell’ordine» sottolinea Ponzi. Il
riferimento è soprattutto all’operazione
“Caccia aperta”, portata recentemente a
termine dai carabinieri e dalle guardie
ittico-venatorie della Provincia di
Pordenone, nei Comuni di Claut, Cimolais,
Erto e Casso. «In seguito a numerosi
appostamenti notturni e a perquisizioni
– precisa Ponzi – si è giunti alla
denuncia di quattro bracconieri, con
relativo sequestro di armi (alcune
modificate e anche con la matricola
abrasa), munizioni, trappole per
catturare animali selvatici, archetti,
lacci, detonatori e micce, tutti mezzi
illegittimi. Bisogna distinguere le
attività lecite effettuate da cacciatori
onesti dalle attività di bracconaggio
effettuate da persone che non si possono
configurare come cacciatori, e che non
ci rappresentano, ma portano discredito
alla categoria degli appassionati
venatori». Nel corso dell’operazione
sono state effettuate una decina le
perquisizioni. Scoperti 51 colpi di
calibri diversi, due detonatori, 4 metri
di miccia, nonché altre parti di armi
(canne di armi da guerra con matricole
limate), una quindicina di trappole per
catturare fauna selvatica, archetti e
lacci. Il tutto era detenuto
clandestinamente. L’attività di indagine
era stata avviata a seguito di
segnalazioni sulla presenza in zona di
una banda di bracconieri, i quali
cacciavano in maniera illecita la fauna
locale, agendo non solo a discapito del
patrimonio ambientale, ma pure nei
confronti di chi regolarmente ottiene e
paga la licenza per esercitare la
passione venatoria rispettando le norme
che la disciplinano.
IL TIRRENO
20
AGOSTO2009
Suvereto assediato dai
cinghiali
SUVERETO (LI). Battuta di caccia
“straordinaria” alle porte di
Suvereto, nel territorio di
Piombino, per evitare che i
branchi di animali arrivino nel
paese. Proprio il sindaco aveva
richiesto l’intervento della
Provincia: dunque la battuta
straordinaria è avvenuta sabato,
con l’ausilio della squadra di
caccia al cinghiale “Avvenire” e
sotto la direzione della polizia
provinciale. «L’obiettivo - dice
il sindaco Giampaolo Pioli - è
pure evitare problemi alla
circolazione nelle vie a nord e
nord est del paese,
particolarmente intensa in
queste settimane di vacanze.
Siamo preoccupati e divertiti -
sottolinea Pioli - perché
abbiamo i cinghiali ormai in
paese: non è però normale
vederli regolarmente sulla
strada che costeggia le mura.
Un’azione che proseguirà presto
anche al parco dei Montioni».
IL TIRRENO
20 AGOSTO 2009
La Lav denuncia
l'Asl per le tartarughe
uccise
GROSSETO. La Lav di
Grosseto annuncia azioni
legali contro i
responsabili di quello
che Giacomo Bottinelli
definisce «sterminio
inutile», l’abbattimento
di 24 tartarughe
acquatiche malate di
salmonella che vivevano
nel laghetto di via
Giotto. «Erano curabili
e l centro Wwf di
Semproniano poteva
guarirle, ma non è stato
nemmeno contattato». Il
responsabile del
servizio di prevenzione
dell’Asl 9, Paolo
Madrucci, spiega, però,
che l’eutanasia era
l’unica scelta. Dopo che
il corpo forestale ha
verificato che le
tartarughe non
appartenevano a specie
protette le autorità
sanitarie si sono
trovate a dover decidere
che fare di animali che
«sono un serbatoio
prediletto dalle
salmonelle e che, anche
trattati con
antibiotici, possono
restare portatori sani».
Impraticabile il loro
trasporto al Carapax di
Massa Marittima, che è
sotto sequestro, e il
centro di Semproniano
«non ha strutture per
animali acquatici e
sarebbero state messe a
rischio le altre specie
presenti». Cosa fare,
poi, delle tartarughe,
una volta guarite?
Impossibile reimmetterle
nell’ambiente, perché
«non sono autoctone,
sono carnivore e non
hanno, qui, competitori
naturali, dunque
rischierebbero di
sovrastare e azzerare
altre specie». Analogo
il discorso per i circa
due quintali di pesce
del laghetto, con pesci
gatto di 80 centimetri.
Invece i circa 120
germani saranno curati
con antibiotici e poi
redistribuiti negli
specchi d’acqua della
provincia di Grosseto.
In via Giotto ne
resteranno meno di una
decina. «L’obiettivo -
spiega Madrucci - è
proprio quello di
ridurre gli animali
nello specchio d’acqua,
che era stato
trasformato in una fogna
a cielo aperto, con un
carico di coliformi
totali e fecali
superiore a quello delle
acque scure». Un carico
che ha attirato anche i
topi di fogna, tanto che
il sindaco ha ordinato
la derattizzazione. «Si
tratta di tutelare -
dice Madrucci - la
salute di chi frequenta
il parco, in particolare
i bambini, che giocano
con l’acqua del laghetto
e degli animali che
possono berla».
LA NUOVA
SARDEGNA
20 AGOSTO 2009
Rara
tartaruga in
spiaggia
MURAVERA (CA).
Una tartaruga
Caretta caretta
del peso di
circa 20
chilogrammi è
spiaggiata nel
primo pomeriggio
di ieri a
Colostrai nei
pressi di uno
stabilimento
balneare.
L’animale con
molta
probabilità
stava cercando
un luogo
appartato dove
deporre le uova.
Incurante della
presenza di
centinaia di
bagnanti che
hanno fatto a
gara per
fotografarla, la
tartaruga ha
fatto una breve
passeggiata
sulla spiaggia.
Dopo alcuni
minuti si è
rituffata in
acqua. Sino alla
prima metà del
secolo scorso
queste
tartarughe
venivasno nella
costa sud
orientale a
deporre le uova.
IL
TIRRENO
20 AGOSTO 2009
Carcere
fino a 18 mesi
Uccidere un cane
è un reato
grave. Dopo
l’emanazione
della legge 189
del 2004, i
“delitti contro
il sentimento
per gli animali”
sono puniti con
norme severe. Le
“Disposizioni
concernenti il
divieto di
maltrattamento
degli animali,
nonché di
impiego degli
stessi in
combattimenti
clandestini o
competizioni non
autorizzate”
modificano il
codice penale. A
norma dell’art.
544-bis
(Uccisione di
animali)
«Chiunque, per
crudeltà o senza
necessità,
cagiona la morte
di un animale, è
punito con la
reclusione da
tre mesi a
diciotto mesi».
VIRGILIO NOTIZIE
20 AGOSTO 2009
Libano: sepolta con rito indu' vacca 'sconfinata' da Israele Animale era precipitato una settimana fa in depressione terreno
Dopo giorni di polemiche tra Libano e Israele e' stata sepolta col rito indu' una vacca morta in un territorio conteso tra i 2 Paesi. La zona e' sorvegliata dai militari indiani dell'Unifil, la forza Onu schierata nel sud del Libano. L'animale era precipitato circa una settimana fa in una piccola depressione del terreno dopo aver attraversato la zona occupata da Israele ed esser entrata, in cerca d'acqua, in territorio libanese.
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