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FONTE APAS
21 AGOSTO 2009
Capriolo
ucciso a bastonate: Tutti gli aggiornamenti
San Marino - Capriolo ucciso a bastonate a Borgo Mggiore (Repubblica di San Marino): le indagini per scoprire gli autori di questo gesto ignobile e criminoso sono in pieno svolgimento e si attendono sviluppi per fare piena luce su questa triste vicenda. Ricordiamo che l'Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS) ha presentato in Gendarmeria, nella giornata di martedì 18 agosto, una denuncia contro ignoti. Anche a fronte della ferma presa di posizione del Segretario alla Giustizia Augusto Casali, ci si aspetta un'esito positivo delle indagini e quindi che il colpevole o i colpevoli vengano individuati e che paghino secondo quanto previsto dalla legge. L'APAS si costituirà parte civile nel caso si arrivasse al procedimento penale. ULTIM'ORA: Nella giornata di giovedì, la Gendarmeria ha individuato e interrogato l'uomo che ha caricato sulla sua auto l'animale ammazzato a bastonate (dalla Gendarmeria tuttavia non è arrivata nessuna conferma ufficiale). Nel frattempo è' partita una petizione nazionale attivata da APAS, ENPA Rimini ed AgireOra network per sollecitare la cattura dei responsabili. Di seguito tutti gli aggiornamenti.
IL TIRRENO
21 AGOSTO 2009
Il killer
che spara ai gatti
Stefano Buda
VIAREGGIO (LU). Il serial killer
che odia i gatti colpisce il mercoledì sera, sceglie diverse
località della Versilia e la sua arma è un fucile da caccia. A
fine luglio a Bozzano ha ferito gravemente la micia Shila, la
settimana successiva ha ucciso un gattino a Massarosa e due sere
fa l’ultimo caso, a Torre del Lago: per Malù gamba frantumata e
osso da ricostruire, ma la vita è salva. «È tornato a casa verso
le 22.30 - racconta Roberto Vitturini, il padrone del felino -.
Non so come ha fatto, sanguinava, non riusciva quasi a stare in
piedi e ora avrà bisogno di altri interventi chirurgici. È un
gesto disumano e vigliacco». Marco Fabbrini è il veterinario
della clinica Campo di Aviazione che ha soccorso due dei tre
mici: «Su ognuno di loro abbiamo rinvenuto decine di pallini che
farebbero pensare ad uno stesso calibro, quello tipico delle
armi da caccia». La spietata azione dell’ultimo mercoledì offre
nuovi elementi: «Oltre alle solite ferite prodotte da circa 30
pallini abbiamo notato dei fori più grandi - continua Fabbrini
-: due colpi che hanno fatto esplodere il femore del gatto e che
probabilmente sono partiti da una seconda arma da fuoco». Il
mostro potrebbe dunque non agire da solo o forse attacca le sue
vittime imbracciando più di un’arma. «I colpi esplosi dai
fucili da caccia - rimarca il veterinario Matteo Speca, collega
di Fabbrini - provocano micro e macro emorragie che portano a
una morte lenta e molto dolorosa che avviene per dissanguamento.
Un’aggravante per un crimine senza scusanti su cui le forze
dell’ordine dovrebbero indagare». Nei primi due casi i
proprietari dei felini hanno presentato denuncia ai Carabinieri
di Massarosa. Vitturini lo farà oggi a Viareggio: «Andrò dai
Carabinieri e dai vigili urbani, che in città hanno un apposito
dipartimento per combattere i crimini contro gli animali».
Finora, però, le indagini non sembrano aver prodotto grandi
risultati. «Qui non ne sappiamo nulla, provate a sentire
domani», cadono dalle nuvole alla stazione dei Carabinieri di
Massarosa. Eppure l’uccisione di animali è un reato penale
punito con la reclusione fino a diciotto mesi e il
maltrattamento prevede pene che arrivano ad un anno di carcere e
a 15mila euro di multa. Forse non sono considerate abbastanza
ignobili le malvagità compiute ai danni di esseri indifesi, ma
pur sempre non umani. Tuttavia chi spara nei centri abitati
rischia di coinvolgere anche delle persone. I bambini sono i
compagni di giochi più fedeli degli animali domestici: cosa
succederebbe se un ragazzino che insegue un gatto venisse
colpito per sbaglio? «Basterebbe controllare chi nella zona
detiene un fucile da caccia - aveva detto dopo il primo agguato
il padrone della micia ferita, Roberto Branconi, intervistato
dal nostro giornale -. Penso che anche una semplice telefonata
ai cacciatori funzionerebbe da deterrente».
IL TIRRENO
21 AGOSTO 2009
Polpette avvelenate nei prati
VIAREGGIO (LU). Il cane è il
miglior amico dell’uomo, ma in certi casi farebbe bene a
diffidare della nostra specie. Alcuni bocconi, rinvenuti nei
giardini davanti alla Chiesa di Santa Rita, nella zona
dell’ex Campo di aviazione, sembrano contenere sostanze
velenose. I primi sospetti il mese scorso, quando due cani
di razza Breton che passeggiavano sul prato sono dovuti
ricorrere alle cure del veterinario a causa di un’
intossicazione. «Dissenteria, vomito, perdita di peso e di
appetito. Dopo aver notato questi sintomi mi sono allarmato
- spiega il proprietario dei due fidi, Maurizio Giannini -.
Ma ho pensato ad un virus visto che i cani di altri amici
frequentano gli stessi giardini e avevano problemi simili.
Poi un giorno uno dei miei Breton ha vomitato sostanze
strane, spugnose e mi sono reso conto che c’era dell’altro».
Giannini corre dal veterinario, Ricky Quartacci, che cura
gli amici a quattro zampe rimettendoli subito in sesto.
«Pensammo a una gastrointerite o al caldo - dice il dottore
degli animali - ma dopo la scoperta di pochi giorni fa
l’ipotesi dell’intossicazione da avvelenamento diventa
plausibile, i sintomi sono assolutamente compatibili».
Lunedì scorso, infatti, la probabile svolta: i due Breton
tornano nei giardini vicino all’ex-campo di aviazione in
compagnia del loro padrone. «Li ho visti scattare in una
direzione precisa - racconta Giannini - li ho seguiti lungo
il prato e ho trovato una poltiglia di funghi fritti,
probabilmente tossici, avvolti in una strana pastella e in
alcune fette di prosciutto». Tutto fa pensare a delle esche
preparate per far male. «Martedì sono tornato e ho trovato
gli stessi bocconi - continua l’uomo -. Ho presentato subito
un esposto». La denuncia, insieme alle sostanze rinvenute
nei giardini, è arrivata al dipartimento veterinario della
Asl, a Pietrasanta. «Le esche sospette sono già state
inviate ai laboratori - spiega la responsabile, Ida Aragona
-. Se le analisi daranno esito positivo interverrà la
polizia. Avremo i risultati tra qualche settimana, nel
frattempo abbiamo informato il Comune di Viareggio». Una
brutta storia, che nel caso i sospetti trovassero conferma,
non farebbe onore agli attentatori nè e a chi dovesse
coprirli con il silenzio. Fin quando non si conoscerà
l’esito degli esami, però, occorre coltivare il dubbio.
L’estate scorsa ci furono diverse segnalazioni di bocconi
avvelenati destinati ai cani, nella zona di via
Indipendenza, vicino allo sgambatoio. Un falso allarme:
tutti i campioni analizzati diedero esito negativo.
SICILIA
INFORMAZIONE
21 AGOSTO 2009
Caltagirone (CT), riceve un pacco con animali morti
Sarebbe stato inviato dalla rivale in amore
Caltagirone (CT) -Brutta
sorpresa per la titolare di un negozio di Caltagirone,
nel Catanese, che si è vista recapitare un pacco con
dentro un topo e un uccello morti. Il macabro “regalo”
sarebbe stato inviato da una donna per vendicarsi di
essere stata lasciata dal suo uomo, che avrebbe avuto
una relazione proprio con la destinataria del pacco. La
donna, dopo aver aperto la scatola, che credeva
contenesse merce, ha chiesto l'intervento della polizia,
che ha identificato la mittente, una quarantenne, che è
stata denunciata per molestie e minacce.
COMUNICATO
ENPA
21 AGOSTO 2009
EUTANASIA PER I RANDAGI? L'ENPA DI CATANIA REPLICA A
UN LETTORE DE "LA SICILIA"
Pubblichiamo di
seguito la lettera, pubblicata sul quotidiano "La
Sicilia" del 21 agosto, con cui il responsabile
della sezione Enpa di Catania, Cataldo Paradiso,
replica a un lettore che avevo suggerito di
risolvere il problema del randagismo ricorrendo
all'eutanasia dei "trovatelli".
Spettabile redazione,
leggo con stupore, sull’odierna rubrica “Lo dico La Sicilia” del Vostro autorevole quotidiano, la lettera dal titolo “I cani del porto” con cui un vostro lettore propone una soluzione quanto mai crudele, oltre che illegale, al problema del randagismo: lo sterminio dei randagi per eutanasia. A lasciare sconcertati è, non soltanto la proposta in sé – colgo l’occasione per rammentare ai lettori che l’uccisione di animali è un reato a tutti gli effetti e, come tale, è punito dall’art. 544 bis del c.p. – ma la stessa argomentazione che la sostiene. Indubbiamente l’estensore della lettera dimostra una certa conoscenza della materia quando cita la legge 281 del 1991 e i successivi provvedimenti delle autorità regionali siciliane che peraltro accusa di un’indifferente inerzia nei confronti del fenomeno. Tuttavia proprio sulla base di tale competenza mi sarei aspettato conclusioni ben differenti da quelle suggerite. Il lettore, infatti, contraddice sé stesso quando si domanda perché mai “questi innocenti animali debbano assoggettarsi a questa vita grama fatta di stenti, di sofferenze e di morte” e, prendendo atto delle colpevoli lacune istituzionali, arriva alla conclusione che occorre evitare a “questi innocenti le sofferenze e la morte che soltanto sappiamo dare loro” affidandoli a “mani di compassionevoli veterinari che possano farli addormentare dando loro una dolce morte”. Non è mia intenzione negare l’esistenza del problema randagismo che in Sicilia è stato all’origine di alcune recenti tragedie – penso a quanto accaduto a Ragusa e ad Acireale – mi domando tuttavia chi sia il vero responsabile di questa situazione? Gli animali? O non sono piuttosto le istituzioni che, disattendendo le normative nazionali e regionali, abbandonano i randagi a sé stessi oppure li affidano a persone inadatte a custodirli? Non sono forse gli stessi cittadini che adottano un cane con troppa leggerezza, salvo poi disfarsene quando scompare l’entusiasmo iniziale, contravvenendo tra l’altro all’obbligo di iscriverlo all’anagrafe canina? E cosa dire, infine di quei personaggi senza scrupoli che, seguendo una pratica incompatibile con il nostro livello di civiltà, addestrano gli animali all’aggressività per impiegarli nei combattimenti clandestini? Al lettore e a quanti altri fossero tentati di risolvere il problema randagismo nascondendo la testa sotto la sabbia, ricordo che, per evitare pericolose regressioni, le conquiste civili devono essere riaffermate quotidianamente senza mai rinunciare ad esse e non – come scrive l’autore della lettera - “scendendo uno scalino nella scala della civiltà che forse non abbiamo mai avuto, ritornando a prima del 1991”. L’illegalità si combatte, e si vince, solo con gli strumenti previsti dal diritto e con la coscienza civile; ogni soluzione contrastante con il nostro ordinamento giuridico, e che abbia la pretesa di far pagare alle stesse vittime il prezzo della loro innocenza, è, come tale, criminogena.
IL GIORNO VENERDI'
21 AGOSTO 2009
Milano
- In via Plinio
I
proprietari traslocano e abbandonano il cane
Ma i
poliziotti lo salvano
Milano - In
estate è un argomento obbligatorio. Il cane è
ingombrante, non è gradito in albergo, non ci sta in
macchina e così la decisione è una sola:
abbandonarlo. Ieri la cronaca ha registrato due
episodi che hanno per protagonisti i cani.
Un caso è quello classico
dell'abbandono, l'altro invece riguarda più <<l'uso
improprio>> dell'animale usato appunto come un'arma.
L'altro ieri sera in via Plinio
sono dovuti accorrere vigili del fuoco e poliziotti
per un allarme lanciato dai vicini di casa. I
condomini lo sentivano abbaiare da qualche giorno.
Alla fine hanno chiamato il 113, e gli agenti hanno
liberato un boxer abbandonato in un appartamento
vuoto in uno stabile di via Plinio 16.
I precedenti residenti avevano
traslocato, ma ancora non è stato appurato se siano
stati loro a lasciare il cane dal mantello tricolore
nell'abitazione con una ciotola di cibo e una di
acqua. Il boxer è stato è stato trovato l'altro ieri
sera alle 21.30 in mezzo agli escrementi, ma tutto
sommato in buone condizioni.
Dopo che gli agenti hanno
sfondato la porta per liberarlo, è stato affidato al
canile in attesa di rintracciare i proprietari.
E' evidente che o i vecchi o i
nuovi proprietari dell'appartamento potrebbero
sapere qualcosa. In ogni caso abbandonare un animale
in casa, chiuso con questo caldo, oltre che
esecrabile è anche un reato.
SENZA
COLONNE
21 AGOSTO 2009
Un altro cane ferito abbandonato per
strada
Brindisi – Vagava
da almeno quattro mesi per le campagne di
Brindisi. Tre ferite profonde, lacerazioni sul
dorso e all’addome in cui si erano perfino
annidate le larve di mosche. Uno Sharpey di
quattro anni, con la pettorina ma privo di
microchip nonostante sia di razza purissima, è
stato trovato dai vigili urbani a margine della
complanare per l’Aeroporto, nei pressi dell’Iam.
E’ stato affidato dalla polizia municipale di
Brindisi al servizio veterinario della Asl che
ha sede nell’ex ospedale “Di Summa”.Lì il medico
dei cuccioli, Donato Sole, lo ha visitato e gli
ha disinfettato le lesioni. Guariranno. Il
cagnolino dallo sguardo perso e dolorante ha
però bisogno di cure, dopo essere stato medicato
è stato rinchiuso in una gabbietta del canile,
una soluzione che non è ottimale per la sua
salute. E’ adottabile sin da subito e l’appello
del veterinario della Asl è rivolto a chi ama
gli animali: “Qualcuno lo prenda, lo aiuteremo
noi a curarlo. Starebbe meglio in casa che nel
canile, ma noi non possiamo fare di più. La
speranza è che i padroni lo riconoscano, se è
stato smarrito”. Ma se invece è stato
abbandonato, con tutta la pettorina di cuoio che
è causa delle ferite, allora di sicuro i vecchi
padroni non si faranno vivi: “Se lo hanno perso
rischiano solo una multa. Se invece è stato
abbandonato – spiega Sole – non andrà nessuno a
riprenderselo. E allora, speriamo, ci sia un
anima buona che si offra per occuparsi di lui”.
E’ un maschio. Aveva lo sguardo disperato e si
trascinava a bordo strada. Girovagava, come un
randagio, chissà da quante settimane. Cercava
forse la via del ritorno a casa, una strada che
non è riuscito a trovare perché forse troppo
lunga e tortuosa per il fiuto di un cagnetto
dall’aspetto tenerissimo: pelo corto e mille
pieghe, come un peluche. Da copertina o da
esposizione: se ne andava da solo al caldo di
agosto. Ben più magro rispetto alla stazza di
uno Sharpey in salute. Deperito, quasi pelle e
ossa. Con almeno tre tagli sul corpicino
provato.
IL SECOLO XIX
21 AGOSTO 2009
Gatti
"traslocati" dalle scuole DE Amicis trovano casa di fianco
all'oasi canina
Savona - Gli agenti della
Polizia Municipale sono intervenuti ieri mattina per dare
esecuzione all'ordinanza del Sindaco Federico Berruti che
prevede lo spostamento dell'oasi felina dalle scuole De
Amicis di piazza delle Nazioni. L'oasi è stata spostata di
circa 60 metri, verso corso Ricci, a fianco dell'attuale
oasi canina.
Il sindaco di Savona ha emesso l'ordinanza su pressanti rimostranze di alcuni genitori dei bambini frequentanti le De Amicis che lamentavano la scarsa igiene che comporta la convivenza tra i giochi per i bambini e il ricovero per i gatti randagi. La decisione del sindaco Berruti ha sollevato le critiche dell'Enpa e le contestazioni di numerosi amanti degli animali che lamentano la mancata osservanza di una legge regionale del 2000 che tutela i ricoveri per i felini randagi.
CORRIERE DI
SIENA
21 AGOSTO 2009
Cavalli sequestrati dalla Forestale.
Il proprietario è stato denunciato per
maltrattamento. In passato era già stato avvisato. I
tre animali detenuti in cattive condizioni alle
porte di Siena.
SIENA - Sono stati
sequestrati dalla Forestale tre cavalli tenuti in
un’area nei pressi di Renaccio. Le condizioni degli
animali hanno portato anche alla denuncia del
proprietario. Il personale del comando stazione
Forestale di Siena, coadiuvato da quello del
Servizio Veterinario dell' Asl, ha provveduto a
porre sotto sequestro i tre cavalli detenuti in
condizioni incompatibili con la loro natura in un
area alle porte di Siena. I tre esemplari, una
cavalla, un puledro ed un pony, da tempo erano
detenuti dal proprietario con scarsa diligenza:
senza un'adeguata disponibilità di acqua, mangime o
fieno e privi di un idoneo riparo dal sole e dalle
intemperie. Più volte l'allevamento in questione era
stato oggetto di sopralluoghi da parte del Servizio
Veterinario della Asl e del Corpo Forestale, ma le
prescrizioni impartite per ripristinare le
condizioni minime di vivibilità degli animali sono
state completamente disattese. Inoltre i tre
cavalli, detenuti all'interno di un recinto
fatiscente, spesso, riuscendo ad uscire, vagavano
liberi nel territorio circostante causando pericolo
alla circolazione stradale. L'autorità giudiziaria
di Siena, accogliendo le ipotesi investigative degli
uomini della Forestale, ha disposto la misura
cautelare del sequestro. Ieri mattina il personale
del Corpo Forestale ha provveduto a dare esecuzione
al sequestro dei tre cavalli ed ha provveduto a
trasportarli in un centro specializzato
istituzionalmente riconosciuto, al quale sono stati
affidati in custodia giudiziale. Il proprietario è
stato denunciato all'autorità giudiziaria per
maltrattamento e abbandono di animali. Le norme
previste dalla legge n. 189/2004, contenente le
"Disposizioni concernenti il divieto di
maltrattamento degli animali, nonché di impiego
degli stessi in combattimenti clandestini o
competizioni non autorizzate" rappresentano un
efficace strumento a tutela del benessere animale.
CORRIERE FIORENTINO
21 AGOSTO 2009
SIENA,
DENUNCIATO
Cavalli maltrattati sottratti al padrone
Siena - In un
allevamento alle porte di Siena gli uomini
del comando stazione Forestale hanno
sequestrato ieri tre cavalli e denunciato
per maltrattamenti il proprietario degli
animali, già in passato finito nel mirino
delle forze dell’ordine per lo stesso reato.
I quadrupedi erano tenuti in condizioni
pessime: privati di acqua e cibo e lasciati
al sole e alle intemperie. Gli esemplari,
apparsi tutti in cattivo stato, sono stati
trasportati in un centro specializzato dove
potranno ricevere un soccorso adeguato.
LA
REPUBBLICA
21 AGOSTO
2009
Cani paracadutisti in missione
dall'alto
A Pisco, in Perù,
vengono preparate ed impiegate le unità
cinofile aviolanciate: cani soldato (e
quelli italiani sono i meglio
addestrati) che seguono i padroni anche
col paracadute
Cristina
Pedretti
Altro che
asini che volano. I cani lo fanno
meglio: usano il paracadute. E saltano
dall'aereo senza essere in braccio ai
padroni. La questione dei cani-parà è un
braccio di ferro, ad esempio fra le
associazioni animaliste e il governo
britannico che ha annunciato di volerli
utilizzare, che da oltre un anno tiene
banco senza trovare risposte. Amici a
quattro zampe che saltano da migliaia di
metri d'altezza per scopi militari,
umanitari, missioni di soccorso. Un
paracadutista parmigiano ci ha fornito
l'incredibile video girato a Pisco, di
cui proponiamo una sintesi, del cane
paracadutista. E là, in Perù, che si
trova la sede delle Forze Speciali
peruviane. E’ una base di addestramento
utilizzata per corsi di sopravvivenza
dai militari di tutto il mondo, perché
la conformazione del territorio
(montuoso, con forti pendenze, zone
aride e zone di foresta intricata)
permette di sperimentare l’adattamento a
diverse tipologie ambientali.Tuttavia a
Pisco non si formano solamente militari
“bipedi”: da alcuni anni sono attivi
reparti cinofili aviolanciati, vale a
dire cani addestrati a compiere
prestazioni a terra (individuazione di
aree minate, riconoscimento di sostanze
stupefacenti o recupero e soccorso di
dispersi) con l’ulteriore capacità di
lanciarsi dagli apparecchi in volo per
atterrare nei punti più impervi e
coadiuvare il lavoro delle pattuglie. La
preparazione dei “soldati a quattro
zampe” segue un iter preciso: in Italia,
nel Centro militare veterinario di
Grosseto, i cani possono conseguire il
“titolo” di Edd ( Explosive detection
dog), Mdd (Mine detection dog) o Scout
(cani-guida per le pattuglie in
territori montuosi, in grado di
rintracciare sia esplosivi che mine) e
non tutti sanno che gli eroici
quadrupedi nostrani sono quelli che più
si distinguono nelle missioni militari
in Afghanistan, Iraq, Libano.
Quello che
avviene in Perù, ossia l’addestramento
all’aviolancio, è uno step successivo
riservato a cani che hanno già un ottimo
rapporto col proprio conducente. Ciò che
i cani temono, infatti, non è tanto il
salto nel vuoto (che è invece l’attimo
più ansiogeno per l’uomo) quanto il
corollario del volo: l’accesso tramite
le rampe e soprattutto il forte rumore a
bordo, che procura tachicardia e forte
stress all’animale. Dopo aver abituato
gradualmente il cane a questi elementi,
il momento del lancio diviene
semplicemente l’esecuzione di un comando
del padrone, o meglio l’emulazione
spontanea di quel che il padrone fa; in
queste operazioni, infatti, il
conducente non si separa mai dal cane e,
quando l’uomo si butta, l’amico fedele
lo segue. Potere della cieca fiducia di
un cane.Occorrono circa 6 mesi per
formare un cane paracadutista, un “war
dog” (cane soldato) disposto a farsi
imbragare e a balzare giù da un
elicottero sopra i panorami inospitali
del Perù, dell’Ecuador o della Colombia,
paesi in cui si impiegano unità cinofile
aviolanciate soprattutto per individuare
contrabbandieri, narcotrafficanti e
piantagioni di oppio. Vista la bravura
dei militari quadrupedi nel guidare le
pattuglie avvisando in anticipo dei
pericoli nascosti, è probabile che
presto in altri paesi si adotti questa
pratica (l’esercito britannico sta
incontrando però le rimostranze degli
animalisti). In Italia esiste un nucleo
di cani Edd dati in dotazione alla
Folgore: hanno sperimentato la
preparazione all’aviolancio, ma non
hanno ancora provato l’ebbrezza del
volo.
VIDEO
LA
NUOVA FERRARA
21 AGOSTO
2009
Mai lasciare cani e gatti in
auto e ciotola d'acqua sempre piena
MILANO. Le
alte temperature rappresentano un serio
pericolo anche per i nostri amici a
quattro zampe. I colpi di calore possono
infatti portare anche alla morte. Come
sottolinea Elena Garoni, medico
veterinario e istruttore cinofilo dell’associaziome
“Spazio per noi”, è fondamentale non
lasciare cani o gatti chiusi in auto,
poichè sono animali che hanno le
ghiandole sudoripare solo nei cuscinetti
plantari e per questo vanno in
iperventilazione, ossia aumenano la
frequenza respiratoria, tenendo la bocca
aperta e la lingua fuori». Come per
l’uomo anche gli animali domestici
devono avere sempre la possibilità di
bere dell’acqua fresca e, strano a
dirsi, non bisogna tagliargli il pelo.
Infatti il mantello funge da isolamento
termico e quindi protegge anche dal
caldo. E’ anche utile variare la dieta
fornendo meno calorie e grassi rispetto
alla stagione invernale. Sarebbe
opportuno usare prodotti light e in
particolare i gatti non dovrebbero
mangiare cibi secchi ma umidi.
BIG HUNTER
21
AGOSTO 2009
Bottecchia, Caccia e
Cinofilia: “la legge Orsi è
chiaramente anti cinofila”
Come abbiamo recentemente visto, il
nuovo calendario venatorio del
Friuli Venezia Giulia (regione a
Statuto Speciale) dà la possibilità
di cacciare cervidi e bovidi con
l'ausilio dei segugi. Secondo Caccia
e Cinofilia la situazione del Friuli
non è che una piccola oasi destinata
ad estinguersi ed anche regioni che
oggi sono invase dai cervidi “non
potranno mai più fare questo tipo di
prelievo che per gli ungulati è da
sempre la nostra caccia
tradizionale”.A ribadirlo per Caccia
e Cinofilia è Andrea Bottecchia,
presidente della sezione di
Pordenone, che in relazione alle
modifiche alla 157 contenute nel ddl
Orsi specifica “L’art 21 lettera FF
bis è pericolosissimo e oltre che a
riportarci indietro nel ‘39,
rimetterà in essere, con la scusa
del disturbo, il totale divieto
dell’addestramento ed allenamento ed
utilizzo dei cani da caccia se non a
condizioni nefaste per tutta la
cinofilia, per tutti i cinofili e
per tutta la cinegetica”. “Cosi come
è impostata ora la legge “ORSI” -
continua il rappresentante di Caccia
e Cinofilia - è chiaramente anti
cinofila. Dichiaratamente contro
qualsiasi utilizzo del cane da
caccia e questa è cosa gravissima”.
Secondo l'associazione vi è poi un
disinteresse diffuso in tutte le
associazioni venatorie rispetto a
questo punto “prendiamo atto”, dice
Bottecchia che poi conclude “a noi
interessa che sia cancellata la
discriminazione contro i cani da
caccia che impedisce di portarli in
allenamento nei terreni liberi dopo
la chiusura della stagione
venatoria, cioe’ eliminare il
pregiudizio che considera i cani da
caccia “mezzo per l’esercizio
venatorio” e considerare gli stessi
: ”ausiliari da curare, allenare ed
amare tutto l’anno in piena liberta’
di spostamenti e movimento”.
BIG HUNTER
21
AGOSTO 2009
Marche, Petrini: le
nuove disposizioni per la caccia
al cinghiale
La Regione Marche ha
recentemente intrapreso diverse
iniziative per contrastare la
proliferazione dei cinghiali e e
i loro danni alle coltivazioni.
Lo spiega Paolo Petrini,
assessore regionale
all'Agricoltura: la Regione è
intervenuta in tre modi: sul
fronte finanziario, su quello
normativo e modificando il
calendario venatorio”. Nello
specifico del calendario vi è,
secondo l'assessore “la tendenza
ad anticipare l'apertura della
caccia al cinghiale”.
“Quest'anno per esempio – spiega
Petrini - abbiamo deciso che si
comincerà il 18 ottobre per
terminare il 17 gennaio 2010.
Inoltre per la prima volta
abbiamo previsto giornate
aggiuntive per il prelievo del
cinghiale con una 'preapertura'
il 27 settembre, il 30 settembre
e il 3 ottobre prossimi. A
queste giornate se ne
aggiungeranno altre tre dopo la
chiusura ufficiale del 17
gennaio”. In merito agli
interventi normativi: ”abbiamo
recentemente modificato – ha
dichiarato l'assessore - la
legge regionale 7 del 1995
passando da un solo capo
prelevabile per ogni cacciatore
agli attuali cinque capi a
testa”. Inoltre “a fine 2008
abbiamo modificato la legge
regionale citata per estendere
le possibilità e le modalità di
intervento delle Province, che
sono gli enti delegati alle
azioni di contenimento delle
specie selvatiche in
soprannumero dannose e con cui
collaboriamo in sinergia. Sono
le Province poi che
regolamentano la caccia al
cinghiale in forma collettiva,
individuando le zone e
assegnandole alle squadre di
caccia'' Per quanto riguarda le
risorse è stato incrementato il
fondo per il risarcimento dei
danni all'agricoltura dai
180mila euro dell'anno scorso ai
600mila euro del 2009. I fondi,
spiega Petrini, sono gestiti
dagli Ambiti territoriali di
caccia, ai quali, in sede di
assestamento di bilancio
recentemente effettuato, sono
stati attribuiti anche ulteriori
500mila euro per il ripiano dei
propri deficit, principalmente
dovuti proprio ai risarcimenti
in parola.
IL CENTRO
21
AGOSTO 2009
Scoperta la trappola per i
cinghiali
CANZANO (TE). È stata sequestrata
dalla polizia provinciale, nel
territorio comunale di Canzano, una
trappola di grandi dimensioni
utilizzata per la cattura di animali
di grossa taglia (cinghiali,
caprioli ed altri ungulati in
genere). La trappola, una gabbia in
ferro dotata di un meccanismo di
chiusura automatica, era stata
posizionata sulla sponda sinistra
del fiume Vomano. La polizia
provinciale, informa una nota
dell’ente, ha provveduto alla
perimetrazione dell’area in attesa
della rimozione della gabbia e a
sporgere denuncia contro ignoti alla
procura della Repubblica per caccia
e cattura di animali in periodo non
consentito e con mezzi vietati. Il
fatto scoperto a Canzano rientra nel
fenomeno del bracconaggio, che è
particolarmente diffuso sul nostro
territorio nel periodo estivo,
quando gli animali selvatici escono
allo scoperto alla ricerca di cibo.
VIVERE ANCONA
21
AGOSTO 2009
Caccia ai cinghiali nel
Parco del Conero, LAC: mattatoio
a cielo aperto
Danilo Baldini Delegato
responsabile della LAC per le
Marche
Provincia di Ancona - Dal
prossimo 9 settembre si potrà
sparare ai cinghiali dentro i
confini del Parco Naturale
Regionale del Conero. A
deciderlo l’Ente Parco del
Conero per tenere “sotto
controllo” la presenza dei
cinghiali nell’area protetta.
La
LAC Marche contesta duramente
questa decisione da parte
dell’Ente Parco perché, oltre a
non risolvere il problema della
presenza dei cinghiali, essa
rappresenta solo l’ennesimo
regalo per soddisfare la
bramosia sparatoria dei
cacciatori locali, ed è frutto
della miopia politica con cui si
affrontano le questioni della
gestione faunistica in un’area
protetta. Se nel Parco del
Conero ci sono i cinghiali è
perché in passato qualcuno ce li
ha immessi abusivamente,
sperando poi che l’Ente Parco
cedesse alle pressioni dei
cacciatori e politici locali,
come poi difatti è avvenuto, ed
organizzasse quindi il
“mattatoio” a cielo aperto.
Infatti, è poco credibile che i
cinghiali siano arrivati al
Conero dall’entroterra
marchigiano con le proprie
zampe, attraversando senza
problemi decine e decine di
chilometri di territorio
fortemente antropizzato e pieno
di barriere ed ostacoli
artificiali.
Come è scandaloso che la
Provincia di Ancona, ma
soprattutto la Regione Marche
rimangano in un distaccato e
complice silenzio aspettando che
cominci la mattanza. Dove sono
gli Assessori Provinciali e
Regionali che hanno la delega
alle Aree Protette? Che fine
hanno fatto tutti quei politici
che in passato si sono battuti
per l’istituzione del Parco del
Conero? Forse in vista delle
prossime difficili Elezioni
Regionali essi sono alla ricerca
dei voti dei cacciatori e sono
quindi complici dell’apertura
della caccia al cinghiale in
un’Area Protetta, anche se
maldestramente mascherata da
“caccia di selezione”?!
L’Ente Parco non ha mai
comunicato ufficialmente a
quanto ammonterebbe la
popolazione dei cinghiali nel
Parco tanto da giustificarne
l’abbattimento e comunque si
sarebbero potuti adottare
provvedimenti meno cruenti come
la cattura degli animali
mediante appositi recinti ecc… A
questo proposito, lo scorso 25
giugno, la LAC Marche aveva
ufficialmente richiesto all’Ente
Parco del Conero una serie di
documentazione inerente questo
prelievo faunistico, in
particolare l’acquisizione della
Valutazione d’Incidenza, il
parere dell’ISPRA, il documento
di accertamento attestante gli
squilibri ecologici, ed il
titolo di cessione di parte dei
cinghiali abbattuti. Ad oggi
nessuna risposta ci è pervenuta
da parte dell’Ente Parco, tanto
che siamo stati costretti ad
inviare una diffida alla Procura
della Repubblica di Ancona per
questa palese inadempienza da
parte di un Ente pubblico.
Non dimentichiamo che il Parco
del Conero è principalmente una
meta privilegiata per turisti,
escursionisti, ciclisti,
fungaioli, famiglie con bambini
ecc…, e quindi consentire la
caccia con l’uso di carabine,
armi micidiali e con una
notevole gittata, in un’area
protetta così altamente
frequentata rappresenterebbe un
serio pericolo per l’incolumità
di tante persone innocenti!
Facciamo quindi appello a tutti
coloro che hanno a cuore il loro
ambiente e la loro incolumità a
far sentire la loro voce agli
amministratori del Parco del
Conero.
BIG HUNTER
21 AGOSTO 2009
I disegni dei
bambini alle Giornate di
Falconeria di Gorizia
La Terza edizione delle
Giornate di Falconeria, lo
scorso 25 e 26 luglio a
Gorizia da Uncf (Unione
Nazionale Cacciatori
Falconieri), è stata un vero
successo di pubblico per le
tante iniziative che hanno
fatto da cornice ad una
delle più antiche e
affascinanti tradizioni
legate alla caccia.
L'iniziativa come nelle
scorse edizioni ha proposto
attività adatte ad un
pubblico eterogeneo come le
spettacolari esibizioni dei
rapaci, le mostre, le
degustazioni dei prodotti
tipici, contribuendo ad
avvicinare una grande
quantità di persone all'arte
venatoria e alla falconeria.
Tra queste non mancavano
certo i bambini, coinvolti
direttamente attraverso un
concorso di disegno. I
ragazzi avevano a
disposizione il modello
Baby. Un magnifico gufo
reale che posava su una
pertica davanti a loro per
tutto il tempo che ai
giovani concorrenti serviva
per realizzare i loro
disegni.
Eccone alcuni esempi
nella gallery
sottostante:
IL RESTO DEL
CARLINO
21 AGOSTO 2009
Carabina carica
e carne di fagiano
mettono nei guai un
59enne
L'arma è stata
trovata dagli agenti del
Corpo forestale dietro
il sedile della sua
auto. L'uomo si trovava
in un frutteto di sua
proprietà
Civitella di Romagna (FC)
- Continuano i controlli
del Corpo Forestale
dello Stato nelle nostre
campagne. Questa volta
gli agenti delle
stazioni di Civitella e
Predappio
hanno sequestrato a un
59enne di Civitella di
Romagna, che si
trovava nel frutteto di
sua proprietà, una
carabina carica e -
dicono i Forestali -
"pronta all’uso". In un
congelatore
nell'abitazione
dell'uomo sono stati
trovati anche
sacchetti pieni di carne
di fagiani. Nella casa
trovate pure munizioni.
L'arma è stata
trovata dagli
agenti dietro il sedile
dell'auto dell'uomo. Due
le aggravanti rilevate
dagli agenti della
Forestale: "Il 59enne è
stato trovato con l’arma
carica all’interno di
una zona di
ripopolamento e cattura
per la fauna selvatica e
non era in possesso
della licenza del porto
del fucile".
LA NAZIONE
21 AGOSTO 2009
Al via la Mostra
del bestiame Ci saranno
anche animali rari ed
esotici
Prenderà il via
a Città di Castello
l'edizione 2009 della
Mostra del bestiame,
unita, lungo via Sauro,
Porta Prato e viale
Franchetti con la Fiera
delle merci. Saranno 119
gli espositori, non solo
del comparto bestiame
(equini, bovini razza
chianina, bufale, suini,
avicunicoli) ma anche di
animali rari ed esotici
Perugia - Prenderà il
via a Città di Castello
l'edizione 2009 della
Mostra del bestiame,
unita, lungo via Sauro,
Porta Prato e viale
Franchetti con la Fiera
delle merci. Saranno 119
gli espositori, non solo
del comparto bestiame
(equini, bovini razza
chianina, bufale, suini,
avicunicoli) ma anche di
animali rari ed esotici.In
programma anche una
serie di iniziative
della tradizione locale
tra rievocazioni
contadine, antichi
mestieri e carrozze
d'epoca. In mostra
macchine agricole,
prodotti tipici, piante
e fiori.
La mostra sarà aperta
dalle 8, mentre sono
fissate per le 18 la
presentazione delle
aziende zootecniche e la
sfilata degli animali.
La manifestazione è
promossa
dall'amministrazione
comunale tifernate, come
ricorda un suo
comunicato.
IL
GAZZETTINO DI BELLUNO
21 AGOSTO 2009
COMPRA UNA VIPERA PER LIBERARLA TRA
LE SASSAIE
Dario
Fontanive
Provincia di
Belluno - Quanto può valere la vita di una
vipera. Per qualcuno nulla, anzi dopo averla
ammazzata con il bastone o lo scarpone
questi si sentono dei salvatori del mondo.
Una specie di improvvisati John Rambo.
Altri invece fortunatamente danno per scontato che anche questo animale possa continuare a vivere nel suo ambiente e se lo si incontra basta non disturbarlo che vi lascia vivere la vostra vita tranquillamente. Questa che vi raccontiamo è proprio una storia di quelle che spesso la montagna ci regala e che ha per protagonisti due uomini e una vipera. Lei se ne stava tranquillamente a prendere il sole in val del Focobon, quando è arrivato lui, Moreno Valt che quei posti li conosce a mena dito visto che è anche il suo ambiente di lavoro, lavorando spesso nel bosco circostante.Lui la vede e decide di catturarla, magari per farla vederla agli amici da vicino come è fatta. In poco tempo la serpe è catturata e portata a valle, ma lungo la strada arriva un altro uomo è Cesare Rizzi che da anni gestisce il campeggio Eden, poco distante. Moreno al fa vedere all’amico che di petto gli dice: quanto vuoi per darmi quella serpe? Moreno si stupisce dall’ inconsueta proposta. «Ma non saprei fa lui, quanto può valere una vipera? E poi da un amico non accetto denaro». Ma Cesare insiste e gli fa una proposta: quattro cugni nuovi di nailon che ha in macchina, eccezionali per chi lavora nel bosco. E così Moreno cede alle lusinghe e consegna la bella vipera all’amico, che regolato il tutto la torna a lasciare libera tra le sassaie della valle del Focobon.
IL TEMPO LAZIO NORD
21
AGOSTO 2009
Salvato un falco con tanti
colori
Emanuele Faraone Forse un
incidente in volo durante la caccia
per lo sfortunato falco della
famiglia dei gheppi trovato a terra
da un contadino che lo ha poi
consegnato agli uomini della
Forestale
Provincia di Rieti - Il piccolo
rapace, falco tinnunculus il nome
scientifico, è stato trovato da un
contadino nel comune di Posta, in
località Valle Scura. L'animale è
stato poi consegnato con un gesto di
grande sensibilità al personale del
locale comando stazione e non
presentava ferite da arma da fuoco.
Una diagnosi più precisa sarà fatta
dal dottor Antonio De Marco del
giardino faunistico di Piano
dell'Abatino, cui il rapace è stato
consegnato per gli accertamenti del
caso e per la valutazione dello
stato di salute dell'animale prima
di essere rimesso in libertà. Il
gheppio è uno dei falconiformi più
piccoli (30/35 centimetri di
lunghezza e 60/70 centimetri di
apertura alare) presenti nel
territorio della provincia di Rieti
e anche uno dei più colorati. Ama
cacciare negli spazi aperti ed è
capace di eseguire la figura detta
«dello Spirito Santo», cioè rimane
immobile nel cielo battendo
velocemente le ali e scrutando
l'area sottostante alla ricerca di
prede. Caccia prevalentemente
piccoli vertebrati, ma anche
insetti, ed è capace comunque di
adattare le sui abitudini alimentari
a seconda degli ambienti.
LA ZAMPA.IT
21
AGOSTO 2009
E nel parco a New York i
cani vanno al cinema
GIUSEPPE BALLARIS
NEW YORK - E’ il luogo più amico
dei cani di tutta Manhattan: il
parco Carl Schurz - intitolato
allo statista, senatore, soldato
e giornalista tedesco, di
Colonia, emigrato negli Usa nel
1853, e scomparso nel 1906 -
copre sei ettari di verde
sull’elegante Upper East Side,
dall’84ª alla 90ª strada, tra l’East
End Avenue e l’East River con
gran vista sul fiume; al centro
una statua di Peter Pan e ben
due distinti settori interamente
riservati ai cani, entrambi
affollatissimi nei weekend.
Ebbene, qui quest’estate la
grande attrazione si chiama «Sunset
Film Festival», festival
cinematografico di soli film che
hanno per protagonisti assoluti
i cani. «Portate i vostri cani
al cinema, all’aperto, a vedere
i loro beniamini sul grande
schermo; con popcorn gratis per
tutti gli spettatori»: è
l’invito che gli organizzatori
lanciano ai newyorchesi. Il
debutto è avvenuto il 4 agosto
con Campioni di Razza, la
divertente commedia di
Christopher Guest sul concorso
canino Mayflower Dog Show, di
Filadelfia. Sono seguiti Beverly
Hills Chihuahua e due sere fa il
classico cartone disneyano Lilly
e il Vagabondo, ha fatto il
pienone. Non mancano gli
sponsor: Calling All Pets (un
negozietto del quartiere), un
benefattore anonimo, e l’Hotel
Franklin. «Per noi questo è
l’anno dell’amico cane - spiega
uno degli organizzatori -. Con
questa rassegna vogliamo
celebrare le due zone del parco
dedicate al migliore amico
dell’uomo». Anche il resto
d’America si adegua. A Oakland,
in California, un’iniziativa
simile si è tenuta all’Uptown
Body & Fender; mentre questa
settimana è in programma «Mutt &
Movie Night» al Fred P. Hall
Amphitheater di Palatine, un
sobborgo di Chicago: ingresso
gratuito, picnic, e un classico,
Lilly e il Vagabondo. Cani
ammessi nell’anfiteatro,
naturalmente, ma stavolta tenuti
al guinzaglio.
IL NUOVO
21
AGOSTO 2009
Virus influenza A anche in
tacchini
Infettati dalla 'suina' due
allevamenti del Cile
SANTIAGO - La presenza del virus
A/H1N1 e' stata individuata in due
allevamenti di tacchini nella
regione cilena di Valparaiso. E' la
prima volta che il virus della
cosiddetta 'influenza suina', che ha
infettato milioni di persone in
tutto il mondo, viene trovato in un
animale diverso dal maiale. Le
autorita' di Santiago hanno fatto
appello ai cittadini a continuare a
''consumare in totale tranquillita'''
la carne di tacchino.
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