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23
SETTEMBRE 2009
Corriere della Sera
23/09/09
Ha detto di
averli acquistati nel Napoletano per poi rivenderli
Trasportava
1.702 animali esotici
dentro l'auto: denunciato
Bloccato sulla A16 il titolare di un negozio. Camaleonti,
tartarughe e scoiattoli erano stipati all'inverosimile

Le gabbie stipate nel bagagliaio Alcuni
dei pappagalini trovati
nell'auto
MILANO - Millesentecentodue. Tanti
gli animali esotici - tra camaleonti, tartarughe marine,
scoiattoli giapponesi, pappagalli e topini bianchi - che la
Guardia di Finanza ha trovato dentro l'auto di un 49enne,
originario di Brindisi ma titolare di un negozio a Bari. Erano
stipati all'inverosimile dentro la sua Fiat Multipla, bloccata
lungo l'autostrada A16, all'altezza di Montemiletto (Avellino).
L'uomo, denunciato per maltrattamento di animali e violazione
della legge 150/1992, ha detto di aver acquistato gli esemplari
nel Napoletano e di aver intenzione di rivenderli nel proprio
negozio ammettendo che le modalità di trasporto non erano quelle
previste dalla normativa. Gli animali venduti al dettaglio gli
avrebbero fruttato un guadagno di circa 20mila euro.
SPECIE PROTETTE
- I finanzieri erano impegnati in un servizio anticontrabbando e
hanno notato dentro la Multipla, che stava effettuando un sorpasso,
reti di ferro, gabbie e scatole di cartone. Quando il 49enne si è
fermato e ha aperto la portiera dall'auto è uscito un odore
nauseabondo e i militari hanno visto gli animali malamente stipati
in gabbie e scatole. C'erano 160 pappagallini ondulati, 20
della specie rosella comune, 20 pappagalli calopsitte,
10 del tipo inseparabili, 4 della specie rosella
comune-lutino, 2 pappagalli esotici della specie rosella
pennat, 300 topini bianchi, 150 criceti, 30 scoiattoli
giapponesi, 6 camaleonti, mille tartarughe acquatiche. Per la
maggior parte sono specie tutelate dalla Convenzione di Washington,
per le quali occorrono particolari licenze e autorizzazioni sia per
la vendita che per il trasporto.
JULIE NEWS
23 SETTEMBRE 2009
Maxi sequestro di animali esotici,
in un'auto 1700 esemplari
Napoli - Nel corso di un servizio in materia di anticontrabbando
lungo l’asse autostradale Napoli-Bari, all’altezza del comune di
Montemiletto (AV), una pattuglia della Compagnia della Guardia
di Finanza di Avellino ha sottoposto a sequestro ben 1.702
animali esotici (tartarughe marine, scoiattoli giapponesi,
pappagallini, camaleonti, topini bianchi) che tale C.L. (di anni
49), originario di Brindisi ma residente nel barese, trasportava
tranquillamente a bordo della FIAT Multipla da lui condotta.
L’autovettura era diretta a Bari ove il suddetto C.L., nei cui
confronti è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per
maltrattamento di animali e violazioni alla legge nr. 150/1992,
è risultato essere titolare di un negozio di animali esotici.
Un insolito risultato ha quindi concluso il turno di servizio di
ieri della pattuglia delle Fiamme Gialle, a conferma peraltro di
una presenza ormai costante sul territorio e di un impegno per
il costante monitoraggio di tutte le arterie che attraversano le
provincia, rotte da sempre privilegiate da contrabbandieri di
merce d’ogni genere. Sono da poche passate le 16.00 quando i
finanzieri si vedono superare dalla FIAT Multipla condotta da
C.L.: al momento dell’affiancamento, i militari notavano
all’interno dell’auto la presenza di reti di ferro, di gabbie,
di scatole di cartone e decidevano quindi di invitare il
conducente a seguirli fino alla prima area di sosta.
Non era necessario nemmeno andare oltre l’apertura del vano
portabagagli delle FIAT Multipla per scoprire all’interno del
veicolo, in mezzo ad un odore nauseabondo, i poveri animali,
malamente stipati sino all’inverosimile in gabbie e scatole di
cartone.
ll soggetto dichiarava d’essersi procurato gli animali nel
napoletano e volerli trasportare presso il proprio negozio di
animali a Bari per destinarli alla vendita con un presumibile
valore di mercato, al dettaglio, di circa 20.000 euro. Nella
circostanza il citato C.L. ammetteva d’essere a conoscenza che
le modalità in cui stava trasportando gli animali non era quella
prevista dalla specifica normativa in materia.
Lo stesso veniva quindi accompagnato presso gli uffici del
Comando di via Pontieri ove si procedeva alla conta degli
animali che risultavano nel dettaglio essere:
- 160 pappagallini cd. “ondulati”;
- 20 pappagallini della specie “rosella comune”;
- 20 pappagalli tipo “calopsitte”;
- 10 pappagallini cd. “inseparabili”;
- 4 pappagallini della specie “rosella comune - lutino”;
- 2 pappagalli esotici della specie “rosella pennat”;
- 300 topini di colore bianco;
- 150 criceti;
- 30 scoiattoli giapponesi;
- 6 camaleonti;
- 1000 tartarughe acquatiche.
Per la maggior parte dei poveri animali, essendo appartenenti a
specie indicate tra quelle appositamente tutelate dalla
Convenzione di Washington, e per le quali necessitano
particolari licenze ed autorizzazione sia per la vendita che per
il trasporto.
La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle
specie di fauna e flora minacciate di estinzione, denominata in
sigla C.I.T.E.S., è nata proprio dall'esigenza di controllare il
commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e
prodotti derivati), in quanto lo sfruttamento commerciale,
unitamente alla distruzione degli ambienti naturali nei quali
vivono, rappresenta una delle principali cause dell'estinzione e
rarefazione in natura di numerose specie. La C.I.T.E.S., che è
compresa nelle attività del Programma delle Nazioni Unite per
l'Ambiente (U.N.E.P.), è entrata in vigore in Italia nell’anno
1980 ed è attualmente in vigore in oltre 130 stati. In Italia la
verifica circa la puntuale attuazione della convenzione è
affidata a diversi Ministeri (Ambiente, Finanze, Commercio con
l'Estero), ma la parte più importante è svolta dal Ministero
delle Politiche Agricole che cura la gestione amministrativa ai
fini della certificazione e del controllo tecnico-specialistico
per il rispetto dell’accordo.
Tutti gli animali sottoposti a sequestro sono stati ricoverati
per la notte presso una clinica veterinaria di Pianodardine ad
Avellino ove sono state anche verificate le loro condizioni di
salute: nella mattinata odierna nei confronti degli stessi è
stata avviata una ulteriore verifica da parte di personale del
Nucleo Operativo C.I.T.E.S. del Corpo Forestale dello Stato
(unità di stanza a Salerno), organo deputato a tutti gli
specifici accertamenti connessi alla regolarità dei documenti di
accompagnamento con riferimento alla classe merceologica ed ai
pareri tecnici da formulare all’autorità giudiziaria circa il
destino dei poveri animali.
Ulteriori controlli ed accertamenti sono stati avviati dalle
Fiamme Gialle onde verificare tutti gli elementi attinenti la
fase dell’acquisizione degli animali nei confronti
dell’esercizio commerciale in Bari onde verificare la
sussistenza di eventuali illiceità.
IL GIORNALE
23 SETTEMBRE 2009
TRASPORTAVA ANIMALI ESOTICI IN
AUTO: SOTTO SEQUESTRO 1700 ESEMPLARI
Tartarughe marine, scoiattoli
giapponesi, pappagalli, camaleonti. Un pugliese li trasportava a
bordo di una Fiat Multipla
Napoli - Nel corso di un servizio anticontrabbando lungo l’asse
autostradale Napoli-Bari, all’altezza del comune di Montemiletto,
una pattuglia della Guardia di Finanza di Avellino ha sottoposto
a sequestro ben 1.702 animali esotici tra tartarughe marine,
scoiattoli giapponesi, pappagallini, camaleonti, topini bianchi
che C.L., 49 anni, originario di Brindisi ma residente nel
barese, trasportava a bordo di una Fiat Multipla da lui guidata.
Il traffico di animali esotici L’autovettura era diretta a Bari
dove l’uomo, nei cui confronti è scattata la denuncia
all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali e
violazioni alla legge 150/1992, ha un negozio di animali
esotici. I finanzieri hanno agito dopo che l’auto li ha
superati, avendo notato la presenza di reti di ferro, di gabbie,
di scatole di cartone. Quando il conducente si è fermato,
all’apertura della portiera i militari sono stati colpiti
dall’odore nauseabondo e hanno visto gli animali malamente
stipati in gabbie e scatole di cartone. C.L. ha detto di
esserseli procurati nel napoletano e di volerli trasportare
presso il proprio negozio di animali a Bari per destinarli alla
vendita con un presumibile valore di mercato, al dettaglio, di
circa 20mila euro, ammettendo di essere a conoscenza che le
modalità in cui stava trasportando gli animali non era quella
prevista dalla specifica normativa.
Le specie sotto sequestro In auto aveva 160 pappagallini
"ondulati", 20 pappagallini della specie "rosella comune", 20
pappagalli "calopsitte", 10 pappagallini "inseparabili", 4
pappagallini della specie "rosella comune - lutino", 2
pappagalli esotici della specie "rosella pennat", 300 topini di
colore bianco, 150 criceti, 30 scoiattoli giapponesi, 6
camaleonti, 1000 tartarughe acquatiche. Per la maggior parte gli
animali erano di specie tutelate dalla Convenzione di
Washington, per le quali occorrono particolari licenze e
autorizzazione sia per la vendita che per il trasporto.
METROPOLIS
23 SETTEMBRE 2009
Viaggiava con 1700 animali esotici chiusi in auto
NAPOLI - Sequestrati, dalla Guardia di
Finanza 1.702 animali esotici: camaleonti, tartarughe
marine, scoiattoli giapponesi, stipati all´inverosimile in
una Fiat Multipla bloccata mentre era in transito lungo
l´autostrada A16, all´altezza del comune di Montemiletto
(Avellino).Denunciato l´uomo che era alla guida
dell´automobile e che è titolare di un negozio di animali
esotici, a Bari. Secondo quanto riferito dall´uomo alla
Guardia di Finanza, gli animali erano stati acquistati nel
Napoletano ed erano diretti all´esercizio commerciale
pugliese.Al dettaglio, la vendita di animali avrebbe
comportato un guadagno di circa 20mila euro.
LA ZAMPA.IT
23 SETTEMBRE 2009
Avellino, 1.700 animali esotici nel bagagliaio
Un uomo di 49 anni, proprietario di un negozio di animali
esotici a Bari, è stato bloccato lungo l'autostrada
Napoli-Bari all'altezza di Montemiletto (Avellino) da una
pattuglia della Guardia di Finanza.
FOTO
http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=1&IDmsezione=59&IDalbum=20812&tipo=FOTOGALLERY#mpos
REUTERS
23 SETTEMBRE 2009
Caserta,
polizia trova coccodrillo durante perquisizione in casa

NAPOLI - Nel corso di una
perquisizione in provincia di Caserta, gli agenti della
Direzione investigativa antimafia di Napoli hanno trovato un
coccodrillo vivo, detenuto illegalmente sulla terrazza di
un'abitazione dotata di un sofisticato impianto di
videosorveglianza.Ne dà notizia la Dia di Napoli, precisando che
l'abitazione perquisita -- che si trova a Orta di Atella -- è
quella di Antonio Cristofaro, già noto alle forze dell'ordine
per porto abusivo e detenzione di armi, oltraggio, resistenza,
favoreggiamento ed estorsione.L'operazione di oggi, spiega la
Dia, era finalizzata al rinvenimento di armi e si era resa
necessaria nell'ambito di un'indagine su estorsioni ai danni di
numerosi imprenditori della zona del basso casertano realizzate
da un gruppo criminale capeggiato da Cristofaro.Secondo le
informazioni in possesso della Dia, il coccodrillo -- che pesa
40 kg ed è lungo 1 metro e 70 -- veniva nutrito con conigli e
topi vivi ed era utilizzato per terrorizzare le persone vittime
di estorsione.Cristofaro "non è stato arrestato a seguito della
perquisizione perché in casa non sono state rinvenute armi", ha
spiegato il dirigente della Dia Maurizio Vallone.Gli agenti
hanno però trovato sulla terrazza il coccodrillo vivo, che è
stato prelevato da un veterinario e trasferito ad Aprilia, in un
centro di recupero per questo tipo di animali.Intanto, conclude
la Dia, è stata informata e attivata la procura di Santa Maria
Capua Vetere.
IL GIORNALE
23 SETTEMBRE 2009
USAVANO UN COCCODRILLO PER
FARSI PAGARE IL PIZZO
L'incredibile scoperta è stata
fatta dalla polizia in un comune del Casertano. Gli agenti
stavano cercando armi in un appartamento ma si sono
imbattuti in un coccodrillo lungo 1 metro e 70 tenuto nella
vasca sulla terrazza
Caserta - Utilizzavano un coccodrillo per convincere
imprenditori e commercianti a pagare il pizzo oppure per
vedere esauditi tutti i propri desideri illeciti. È successo
a Orta di Atella, comune del Casertano, dove il personale
della Dia di Napoli ha scoperto il caimano in casa di
Antonio Cristofaro, già noto alle forze dell’ordine per
porto abusivo e detenzione di armi, oltraggio, resistenza,
favoreggiamento ed estorsione.
Il coccodrillo I poliziotti stava cercando armi, ma si sono
imbattuti nel grosso animale, che pesa 40 kg ed è lungo 1
metro e 70. Il coccodrillo, detenuto illegalmente, era in
una vasca piena d’acqua su una terrazza dell’appartamento e
veniva nutrito con conigli e topi vivi. All’interno
dell’abitazione era stato anche installato un sofisticato
sistema di videosorveglianza, ma non è stata ritrovata
alcuna arma. Il rettile è stato prelevato dal Corpo
forestale dello Stato che ha provveduto al suo trasferimento
presso una struttura idonea ad Aprilia, vicino Roma. Per
Cristofaro, ritenuto uno dei nuovi boss emergenti dell’area
casertana, è scattata una denuncia per possesso illegale di
animali.
TG COM
23 SETTEMBRE 2009
Dia cerca armi ma trova
coccodrillo
Caserta, era usato per far
pagare pizzo
Caserta - Un uomo di Orta di Atella, nel Casertano,
indagato per racket e con precedenti per estorsione,
teneva un coccodrillo vivo sul terrazzo. L'animale è
stato trovato durante la perquisizione di casa sua dalla
Direzione investigativa antimafia di Napoli che cercava
armi. Il rettile veniva utilizzato da Antonio Cristofaro
per intimorire gli imprenditori e costringerli a pagare
il pizzo. L'uomo è stato denunciato per possesso
illegale di animali.
Il coccodrillo, una bestia di un 1,70 metri e 40 chili
di peso, era alimentato con conigli e topi vivi, e
viveva nella terrazza recintata e munita di una vasca
d'acqua, all'ultimo piano di un normalissimo condominio.La
vicenda risale al 18 settembre, ma la Dia lo ha reso
noto solo oggi, quando fu perquisito l'immobile
utilizzato da Cristofaro. L'obiettivo era quello di
trovare armi a casa dell'uomo già noto alla giustizia
per porto abusivo e detenzione d'armi.Ma, al posto delle
armi, gli uomini della Dia, insieme agli agenti del
commissariato di polizia di Frattamaggiore e della
squadra mobile di Caserta hanno trovato, oltre ad un
accurato impianto di videosorveglianza e a un giubbotto
antiproiettile indossato da Cristofaro, anche un
coccodrillo. Secondo quanto accertato dagli inquirenti,
il coccodrillo era utilizzato dall'uomo per intimorire
le vittime, soprattutto imprenditori. Gli inquirenti
ritengono che Antonio Cristofaro, nipote di un boss
ucciso un anno e mezzo fa, a Cesa, Caserta, nella faida
tra i clan Caterino e Mazzara, sia a sua volta un capo
clan della camorra emergente. L'uomo è stato denunciato
all'autorità giudiziaria per il possesso di un animale
importato illegalmente.
IL TEMPO
23 SETTEMBRE 2009
Canile dell'orrore scoperto dai carabinieri
Pofi Il blitz dei militari è scattato ieri mattina all'alba in
una casa di campagna una donna viveva insieme a 63 cani
Marina Mingarelli
POFI (FR) - Canile degli orrori scoperto dai carabinieri. Il
blitz degli uomini agli ordini del capitano Pietro Dimiccoli è
scattato ieri mattina all'alba in una casa di campagna alla
periferia di Pofi. L'inchiesta è stata avviata a seguito di
alcune segnalazioni. Strani movimenti che erano stati visti nei
pressi di quel caseggiato e che avevano insospettito più di
qualcuno..Quando i militari hanno fatto irruzione nella
struttura, si sono trovati davanti una scena raccapricciante:
sessantatrè cani sistemati alla meno peggio erano gli «ospiti»
di quell'abitazione. Gli animali vivevano in mezzo ad escrementi
e sudiciume. Non c'era angolo di quella casa che non avesse
fatto da «cuccia» a qualche cane. Impossibile entrare in quell'abitazione
e non provare un senso di nausea e disgusto. Ad accudirli, se
così si può dire, P.C una donna di 54 anni che si è presentata
ai carabinieri mostrando un chihuahua. All'interno dello
stabile, dicevamo, sono stati trovati 63 cani di varie razze e
taglie, dei quali 51 adulti e 12 cuccioli. Tutti come già
evidenziato, vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie.
Gli animali, sottoposti alle prime cure, sono stati al momento
affidati ad adeguate strutture site nell'ambito di questa
Provincia. La donna che è stata giudicata capace di intendere e
di volere si è giustificata dicendo che lei amava gli animali e
che viveva per per loro. Ecco perchè li accoglieva tutti nella
sua abitazione. Dichiarazioni che agli occhi degli investigatori
sono risultate poco credibili. Forte il sospetto, infatti, che
la 53enne avesse messo in piedi una sorta di smercio clandestino
dei cani. Nello specifico lei si preoccupava di farli accoppiare
e poi li rivendeva. Non a caso gli animali non sono stati
trovati malnutriti. C'erano esemplari di pastore tedesco e e di
boxer che sul mercato avrebbero potuto fruttare parecchi soldi.
Sulla vicenda sono ancora aperte le indagini da parte dei
carabinieri. Sono tante le domande che al momento restano senza
risposta. A cominciare dal fatto che quei cani non erano dei
meticci randagi. Erano bestie di razza con le quali la «padrona»
poteva guadagnare molto bene. Ma come si procurava questi
animali? Dove li aveva presi ? Possibile che nessuno sapesse
nulla? Per avere tutte queste risposte bisognerà aspettare la
conclusione delle indagini. Per il momento la donna è stata
denunciata con l'accusa di maltrattamenti sugli animali. Intanto
è stata predisposta la bonifica dell'abitazione e di tutta la
zona adiacente. Ciò per evitare che possano scoppiare delle
epidemie. La cinquantatreenne viveva in condizioni davvero
disumane. La perquisizione domiciliare è stata autorizzata dalla
procura della Repubblica ed eseguita con l'ausilio di medici
veterinari Asl del capoluogo.
IL TEMPO
23 SETTEMBRE 2009
Pofi (FR) Così ha dichiarato il primo cittadino Bove non appena
ha appreso la notizia
Nessuno si è mai accorto di niente
Ennio Bove.
Pofi (FR) - «Oltre sessanta cani di età e razza diversa ?» Si,
sindaco, oltre sessanta cani: tutti dentro un appartamento di
circa 100 metri quadrati. «Noi ne sapevamo nulla- aggiunge il
primo cittadino. Siamo venuti a conoscenza di questo fatto, solo
oggi, grazie al maresciallo della nostra stazione dei
carabinieri, Raffaele De Nunzio» «E' un problema molto serio-
conclude Bove- che cercherò di risolvere d'intesa con il
comandante del vigili urbani, Paolo De Santis, e le Aautorità
competenti”. Una scena da film, oltre sessanta cani, ci sono
venuti incontro, non appena hanno notato la nostra presenza.
Tutti, «ospitati»dentro una abitazione di campagna, di circa
cento metri quadrati, sita in contrada Colle la Guardia, ai
confini con il comune di Castro dei Volsci. Dal portone
d'ingresso usciva un forte tanfo da non potere resistere.
Impossibile entrare, senza maschera di protezione. Ma, per P.C.,
proprietaria degli animali è tutto normale. «Io, vivo per e con
i miei cani» - ha dichiarato. Degli abitanti della contrada,
nessuno ha saputo o voluto dirci qualcosa. «Non ho notato null»”
– dichiara G. P. «Si, io ho notato qualcosa- invece afferma A.G.,
abitante a circa trecento metri distanza- Spesso cinque, sei
cani gironzolavano per i miei campi, ma nulla faceva presagire
una cosa simile». Adesso che, del fatto sono venuti a
conoscenza, oltre alle Autorità sanitarie, anche il sindaco, il
comandante della Stazione dei carabinieri e dei Vigili Urbani,
sembra che si sia messa in moto la macchina burocratica per dare
una degna ospitalità a tutti i cani. Nun.Pan.
MATTINO DI PADOVA
23 SETTEMBRE 2009
Denuncia dalla Guizza «Rapiscono i cagnolini e chiedono il
riscatto»
Elvira Scigliano
GUIZZA (PD). Shanghy è una pechinese dagli occhi dolci,
affezionatissima alla sua padrona, Federica Varisco, insegnante
in pensione. La cagnetta, durante il mercato in piazzale Cuoco,
ha rischiato d’essere rapita tra i banchi della frutta da due
donne di aspetto rom. A salvarla, gli occhi vigili di una
signora, Antonietta Mingardo Coda, che ha riconosciuto la
bestiolina e ha subito chiamato la polizia. Di più. E’ rimasta
con Shanghy finché non è stata ritrovata la padrona,
visibilmente allarmata. «Adesso mi sento schiava della
preoccupazione - confida Federica Varisco - e non la tengo
nemmeno più in giardino. Credo non sia un fatto casuale, quelle
donne avevano al guinzaglio dei cani di razza». Non basta.
«Negli ultimi tempi - riferisce la donna - ho notato numerosi
avvisi di cani scomparsi - guarda caso, tutti di razza - affissi
vicini ai negozi per animali e anche all’ingresso del
supermercato Conad». «I cani di piccola taglia come la mia
Shanghy, magari docili e visibilmente ben curati, siano rapiti o
per riscatto o, peggio, per essere rivenduti al mercato nero»,
sostiene la donna. I fatti sembrano dare ragione alla padrona.
«Il giorno del mercato, quando Shanghy è sparita, la tenevo al
guinzaglio - racconta - di solito si accuccia e mi sta vicina.
Ad un certo punto ho abbassato gli occhi su di lei e non c’era
più. Ho cominciato a cercarla e più tempo passava più mi
agitavo. Ho chiesto a tutti gli ambulanti finché una signora mi
ha detto di averla vista nelle braccia di una donna, una
sconosciuta. Mi sono precipitata in quella direzione, finalmente
l’ho vista con due poliziotti e la sua salvatrice. Mi ha
riferito di aver fermato le donne perché aveva riconosciuto la
mia piccola. Le donne hanno subito negato di averla rubata.
Anzi, dicevano di averla ritrovata. Naturalmente non è vero e
non penso nemmeno volessero tenersela. Avranno pensato di
rivenderla, sono cani che hanno un valore. Ma la signora ha
insistito che fosse chiamata la polizia e di fronte alla volante
sono scappate». Shanghy non era munita di microchip, oggi
obbligatorio: «Nel 1999, quando è stata acquistata in Francia,
si usava il tatuaggio dietro l’orecchio, che naturalmente
conserva. Tutte le vaccinazioni sono in regola da quando è
arrivata a Padova. Del resto ha viaggiato in aereo, a garanzia
che era tutto in regola anche alla nascita».
LA PROVINCIA DI VARESE
23 SETTEMBRE 2009
Macellazione islamica Va fatta chiarezza su cos'è
l'adrenalina
Caro direttore, riguardo alla proposta di ronde animaliste
contro la macellazione islamica, nell'articolo di replica da
parte del leader della Comunità islamica, questi sostiene che
«oltre ad essere un rito antico e profondo ha dei vantaggi anche
sanitari poichè, la paura che, sentendo i lamenti di coloro che
lo hanno preceduto, invade il povero animale stimolando la
produzione nel sangue di adrenalina che è una sostanza
cancerogena e quindi l'unico modo per non subirne le conseguenze
è il dissanguamento dell'animale (sic)».
Ma, che cos'è l'adrenalina? «L'adrenalina è un ormone
importantissimo nell'economia animale; si ritrova nelle capsule
surrenali degli animali superiori, donde continuamente si
riversa nel sangue. Si ottiene sia estraendola dalle capsule
surrenali sia in modo specifico per sintesi chimica. Agisce in
modo specifico eccitando le terminazioni simpatiche in tutti gli
organi innervati dal simpatico. Ha azione energetica
vasocostrittrice e viene usata come emostatico locale in caso di
epistassi. Iniettata per via venosa provoca forte aumento della
pressione e tachicardia. Viene usata anche come stilomante
cardio-vascolare nelle sincopi e nei collassi e come
antiasmatico».
Tutto si può dire, quindi, dell'adrenalina, tranne che sia una
"sostanza cancerogena".
In quanto alla parte veterinaria e quindi interessata
direttamente all'iter della povera bestia da macello, la scienza
veterinaria afferma che queste, non appena varcano i cancelli
del mattatoio, vengono assalite da "forti tremori" ma non perchè
sentano i lamenti di coloro che le hanno precedute, bensì perchè
«sentono l'odore del sangue».
Mi spiace dovere contraddire il leader della Comunità islamica
ma, nell'informazione corretta, ciò è d'obbligo. E se l'Oriente
piange, l'Occidente non ride poichè, anche per la nostra
cultura, è sempre triste accompagnare l'animale alla sua ultima
meta... unica consolazione la certezza di una "non sofferenza"
che mi auguro anche la cultura orientale possa trovare negli
"strumenti alternativi a quelli tradizionali " come dichiarato.
Cordialissimi.
Silvana Maggio Orsini Varese
LA PROVINCIA DI VARESE
23 SETTEMBRE 2009
Lasciò morire due conigli Condannato
Luino (VA) - Se non è una sentenza esemplare, poco ci manca.
Perché, al di là della pena inflitta, sancisce un principio di
civiltà.
Ieri mattina il giudice monocratico di Varese Davide Alvigini ha
condannato il 54enne luinese Roberto Ippazio al pagamento di una
multa pari a duemila euro. L'imputato è stato riconosciuto
colpevole di maltrattamenti nei confronti di animali: nello
specifico, ha lasciato morire di fame e di sete due poveri
conigli.
La pubblica accusa, sostenuta dal viceprocuratore onorario Marco
Brunoldi, aveva chiesto una pena pari a 2 mesi di reclusione. Ma
il giudice, pur riconoscendo la validità delle argomentazioni
del vpo, ha optato per la sanzione pecuniaria: tremila euro,
somma poi ridotta a duemila grazie alla concessione delle
attenuanti generiche.due superstiti
Il fatto contestato risale alla fine dell'ottobre 2007. Dalla
ricostruzione effettuata in aula è emerso che Ippazio teneva in
cattività quattro conigli: stavano in una gabbia sistemata in un
terreno situato a Dumenza. Ma invece di foraggiarli e di
abbeverarli regolarmente, li aveva abbandonati a se stessi.
Quando i vicini sono finalmente intervenuti, per due bestiole
non c'era più niente da fame; mentre le due superstiti erano in
pessime condizioni di salute, prostrate dall'inedia.
In aula l'imputato ha cercato di giustificarsi spiegando al
giudice di essere stato malato e di non aver potuto così
accudire i conigli. Ha anche affermato di aver chiesto a due
suoi amici di badare agli animali al suo posto, ma alla
richiesta del vpo non ha saputo o voluto dire i nomi dei
conoscenti.
Al contrario, a carico dell'imputato ha molto pesato la
dichiarazione della propritaria del terreno dove era situata la
"gabbia della morte". La donna ha testimoniato di aver più volte
sollecitato l'uomo a prendersi cura dei conigli, senza però mai
avere riscontri di alcun tipo.E.R.
LA PROVINCIA PAVESE
23 SETTEMBRE 2009
Gravellona, gattina uccisa a fucilate
Andrea Ballone
GRAVELLONA (PV). I colpi di un fucile a pallini hanno ucciso
«Bimba dagli occhi belli». Si chiama così la gatta di un anno e
mezzo che ieri mattina è stata ritrovata con la spina dorsale
spezzata. «Mi hanno chiamato i vicini - spiega Alessandra
Giglio, padrona della gatta - . L’hanno trovata in fondo alla
mia strada, via della Ciliegia, vicina ai garage delle villette
a schiera costruite da poco». Il piccolo animale sfortunato è
solo uno dei tanti gatti a cui Alessandra Giglio ogni giorno dà
del cibo. «Non saprei nemmeno dire quanti sono - racconta -
vengono spesso e io lascio loro qualcosa da mangiare. Lei era
nata nel mio giardino da una gatta che avevo cominciato a
nutrire. Mi ricordo quando mettevo il cibo in tre diverse
ciotole e lei ogni giorno mentre facevo quest’operazione mi
camminava tra le gambe per starmi vicini». Per il momento la
donna non ha sospetti su chi possa essere stato. «Non avevo mai
ricevuto ricevuto proteste - dice - nè c’erano state discussioni
di vicinato per i gatti. Sono sicura soltanto che chi le ha
sparato non è un cacciatore. Si tratta di un tipo di fucile che
può essere utilizzato solo tra le mura domestiche o al
poligono». La donna non accusa nessuno, ma esprime il rammarico
per aver perso un altro dei propri gatti per colpa di persone
incivili e cattive. «Circa un mese e mezzo fa uno è stato
travolto da un auto - racconta - che passava a tutta velocità.
Mi chiedo come si possa passare così forte in una stradina piena
di case. E se invece del gatto ci fosse stato un bambino?».
Intanto la donna ha sporto denuncia ai carabinieri che stanno
indagando. Fare del male a un animale è un reato che viene
punito con una pena che va da 1 a 3 mesi di reclusione. Nel caso
in cui si verifichi il decesso la pena può raddoppiare. «Ho
voluto rendere pubblico il fatto - dice Giglio - perché spero si
possa scoprire chi sia tanto crudele da uccidere un animale
senza motivo».
Animalieanimali
23 SETTEMBRE 2009
TRAGEDIA AL PALIO DI ASTI, UCCISA CAVALLA
La
LAV chiede inchiesta ministeriale e annuncia azioni legali.
Per l’ennesima volta il Palio di Asti è stato teatro di un
raccapricciante incidente, domenica 20 settembre: la cavalla
contrassegnata con il numero 18, che correva per il rione
Castell’Alfero, durante la terza batteria si è fratturata
una zampa ed è stata successivamente abbattuta nella clinica
convenzionata “La Varletta” di Villanova d’Asti.Il tragico
incidente si è consumato sotto gli occhi delle migliaia di
spettatori assiepati sulle tribune e nel parterre, e mentre
gli altri cavalli terminavano il terzo giro, lo sfortunato
animale veniva portato via dalla pista, nel silenzio e
nell’indifferenza generale, senza che venisse anche solo
annunciato il ferimento della cavalla.Poiché non è chiara la
dinamica dell’incidente e colpisce che solo nella serata di
lunedì sia stato reso noto l’abbattimento dell’animale, la
LAV, tramite il suo Ufficio Legale, ha già emesso richiesta
di accesso dei dati, per poter visionare la cartella clinica
e conoscere le motivazioni che hanno portato a decidere la
soppressione della cavalla, riservandosi eventuali azioni
legali.“Chiediamo che venga chiarita la dinamica del
gravissimo incidente tramite l’apertura di un’inchiesta da
parte del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini,
affinché si appuri se tutte le disposizioni dell’Ordinanza
del Ministero della Salute su questa materia, entrata in
vigore alcuni giorni fa, siano state rispettate, e
soprattutto, se la frattura subita dalla cavalla fosse così
grave da giustificarne la soppressione, o se invece vi era
la concreta possibilità di cura e successiva
riabilitazione”, dichiara la LAV.“Questo fatto gravissimo è
l’ulteriore dimostrazione che le corse dei palii espongono i
cavalli a pericoli, spesso mortali, che non possono essere
evitati in alcun modo. A pochi giorni di distanza dal Palio
dei Berberi di Calascibetta (Enna), in cui due cavalli sono
rimasti gravemente feriti, ci troviamo ancora di fronte a un
incidente con conseguenze mortali, che non può e non deve
essere sottaciuto, ma che anzi deve essere denunciato per la
sua tragicità – continua la LAV - Questi “spettacoli” sono
indegni di una società civile e, non ci stancheremo mai di
ripeterlo, devono essere completamente aboliti, a favore di
manifestazioni che non mettano a repentaglio la vita degli
animali. Anche laddove non si verifichino incidenti mortali,
ci preme sottolineare che i cavalli vengono sottoposti ad
allenamenti estenuanti e a un fortissimo stress, tanto
fisico quanto psichico, durante tutto lo svolgimento della
gara.”
CORRIERE DELLE ALPI
23 SETTEMBRE 2009
Capriolo nascosto: 2 cacciatori nei guai
BELLUNO. Due violazioni che costeranno care a due cacciatori
pontalpini. La polizia provinciale sta indagando
sull’abbattimento di un capriolo. I cacciatori, titolari di
regolare licenza, avrebbero sparato ad un capriolo dalla
strada per poi nascondere l’animale in un cespuglio e
tornare a prenderlo con il buio, senza segnare il capo sul
tesserino.
CORRIERE DELLE ALPI
23 SETTEMBRE 2009
Sparano da bordo strada denunciati due cacciatori
BELLUNO. Due violazioni che costeranno care a due cacciatori
pontalpini. La polizia provinciale sta indagando
sull’abbattimento di un capriolo, avvenuto in circostanze
che violano le norme sulla caccia. Il fatto, segnalato da
una coppia di cittadini, è avvenuto l’altra sera sul
versante pontalpino del Nevegal. I cacciatori, titolari di
regolare licenza, avrebbero sparato ad un capriolo dalla
strada per poi nascondere l’animale in un cespuglio e
tornare a prenderlo con il buio, senza segnare il capo sul
tesserino. Ma c’erano dei testimoni. La segnalazione è
arrivata alla polizia provinciale attorno alle 18.30 di
lunedì dalla questura, a cui si era rivolta la coppia di
Ponte nelle Alpi testimone dei fatti. Secondo quanto
riferito, due cacciatori avrebbero sparato ad un capriolo
dall’auto, mentre percorrevano la strada che sale sul
Nevegal. La coppia ha anche protestato contro i due
cacciatori e ne sarebbe nata una lite. Quando la polizia
provinciale è arrivata sul posto i cacciatori erano spariti,
ma gli agenti di Palazzo Piloni, dopo aver ascoltato la
testimonianza, hanno deciso di guardarsi attorno e, nascosto
in un cespuglio, hanno trovato un capriolo abbattuto da
poco. La pattuglia si è appostata lì vicino, certa che i
cacciatori sarebbero tornati a prendere la loro preda e così
è stato. Col calar del buio, attorno alle 20, è arrivato un
cacciatore iscritto alla riserva di Ponte nelle Alpi. L’uomo
è stato fermato dagli agenti subito dopo aver recuperato il
capriolo. Ora però servono altre indagini per scoprire chi
era l’altro cacciatore coinvolto. I due subiranno una
sanzione amministrativa pesante, ma ancor più grave sarà la
sanzione disciplinare successiva, perché le due violazioni
commesse possono far perdere 3-4 anni di attività venatoria
ai due. E’ vietato sparare a meno di 50 metri dalle strade
(tranne quelle poderali) e a meno di 100 metri dalle case e
i capi abbattuti vanno segnati.
Animalieanimali
23 SETTEMBRE 2009
"HO SALVATO UNA VOLPE TRA INDIFFERENZA, DINIEGHI,
RINVII. MA CHI DOVEVA INTERVENIRE"?
Il
racconto di un salvataggio in provincia di Ancona
sono Roberta da Ancona, ho seguito attentamente qualche
giorno fa l’argomento di Animalie animali dove parlavate
come soccorrere un’animale ferito.
Ti volevo raccontare a tal proposito di quello che mi è
successo due estati fa…
Una sera rientrando in macchina a casa del mio ragazzo,
che abita in provincia di Ancona, vedo attraversare una
piccola volpe. Purtroppo la macchina che mi precedeva
l’ha presa con le ruote posteriori. Ho preso coraggio, e
visto il luogo isolato e l’ora tarda (era ormai buio in
aperta campagna) mi sono fermata!! Ho controllato
l’animale e ho notato che si lamentava e trascinava la
zampa posteriore ma era vivo! Ho chiamato per primo il
113 che mi ha passato la guardia forestale, ma con mia
grande sorpresa non potevano raggiungermi non capendo
bene in che provincia mi trovavo così mi hanno passato
il WWF che anche loro non potevano soccorrere l’animale
perché selvatico e perché si occupano solo di recupero
uccelli, così ho richiamato la guardia forestale
cercando di convincerli ma mi hanno risposto che si
sarebbero spostati solo in tarda notte e se trovavano
l’animale l’avrebbero soccorso. Così a mio malincuore ho
deciso di lasciare lì la povera volpe…per tutta la notte
ho pensato a lei con grande rimorso.
La mattina successiva ho fatto una pazzia!Sono ritornata
nel luogo dell’incidente e con ancora un po’ di coraggio
mi sono addentrata nella campagna piena fitta di
girasoli e con un pizzico di fortuna la piccola volpe
era lì!!in un primo momento fuggì poi con mio grande
stupore si è fatta prendere!!
L’ho caricata sulla mia macchina (in braccio!!)e l’ho
portata in Ancona presso il primo veterinario…cara Licia
la mia storia non è finita qui…la veterinaria non si è
voluta nemmeno avvicinare alla piccola volpe, dicendo in
modo alterato che non poteva visitare animali protetti e
selvatici e pericolosi e che possono attaccare la rabbia
!!Premetto che io sono un’umile cittadina che ama gli
animali.
Così ho chiamato l’ENPA di Fabriano e dopo vari
tentennamenti e aspettando il nulla osta della
protezione civile di Fabriano ci siamo incontrati al
casello dell’autostrada e mi hanno prestato soccorso. La
povera volpe è stata operata alla zampa posteriore e
dopo un breve recupero è stata liberata.
Adesso vi chiedo, ma quanto bisogna aspettare per
soccorrere un’animale?Ci vuole tanta buona volontà,
pazienza e coraggio da parte di noi cittadini che amiamo
gli animali ma le istituzioni non ci vengono incontro?
Spero che leggerai questa mia lettera e scusa se ho
fatto degli errori ortografici.
A presto.Roberta Granarelli
LA ZAMPA.IT
23 SETTEMBRE 2009
Porta pincher in spiaggia, multato di 1000 euro
ROMA - Quella che doveva essere una semplice passeggiata
in spiaggia con la propria nipotina ed il piccolo cane
di razza pincher nano si è trasformata in un vero e
proprio incubo per un cinquantenne di Senigallia, che si
trova ora a distanza di due anni dal giorno della
contravvenzione a dover pagare una multa di 1.047 euro
comminata dai vigili di Senigallia ridente cittadina
marittima in provincia di Ancona. La multa è stata
comminata con la seguente motivazione: «In quanto
conduceva il proprio cane di razza chiuaua, taglia
piccola, colore marrone, tenendolo al guinzaglio lungo
la battigia sulla spiaggia di questo comune, nei pressi
del lungo mare Mameli antistante il civico 251 (dove
abita il multato) nonostante il divieto imposto». È
chiaro, nota l’Aidaa che denuncia il fatto, che si
tratta di «un’aberrazione e di una applicazione
restrittiva degli articoli del regolamento per
l’utilizzazione del litorale marittimo per finalità
turistiche e ricreative del comune di Senigallia e di
una interpretazione la cui validità verrà sottoposta al
locale Giudice di Pace nei prossimi giorni». Oltre al
sostegno al malcapitato, l’Aidaa invita tutti i turisti
che hanno un cane a «boicottare Senigallia e a scegliere
altri lidi per passare le loro prossime vacanze».
IL GAZZETTINO DI VICENZA
23 SETTEMBRE 2009
Fiera di uccelli e
cani, un successo con oltre settemila visitatori
Monticello Conte Otto (VI) - Si è ripetuto l’altro
giorno il successo di pubblico, espositori e
iniziative che caratterizza da anni la Fiera degli
Uccelli e Rassegna Cinofila a Cavazzale, giunta
quest’anno alla 39^ edizione. Grande e meritata
soddisfazione quindi per i promotori del Comitato di
via Parmesana e Capitello promotori dell’evento con
il patrocinio di Comune, Provincia, Regione e Pro
loco. Dopo le gare per gli uccelli da richiamo,
seguite da quelle per gli uccelli da ornamento e per
gli animali da cortile che rappresentano gli
appuntamenti classici cui via via negli anni si sono
aggiunte molte altre attrazioni tra cui eventi con
protagonisti i cani, in gara per il titolo di
campioni provinciali delle varie razze. A concorrere
sono stati un centinaio. Va ricordato che la
manifestazione di Cavazzale rappresenta l’ultimo
appuntamento, dopo quelli di Arzignano e
Costabissara, valido per la partecipazione al 7.
Campionato Cinofilo Provincia di Vicenza. Tra le
attività più seguite, il rito della trebbiatura,
dimostrazioni di tiro con l’arco, esibizioni di cani
in gare di agility dog ed una dimostrazione di cani
guida per pecore. Alto gradimento anche per la
dimostrazione di alta scuola di falconeria. Tra gli
stands più visitati dai bambini il ranch con pony e
cavalli. In totale sono stati oltre un centinaio gli
espositori e una decina gli spettacoli che si sono
susseguiti nel corso della giornata
IL CENTRO
23 SETTEMBRE 2009
Catturato squalo bianco di due metri
TERMOLI (CB). Poco più di due metri di lunghezza,
circa 120 chili di peso, la pinna inconfondibile sul
dorso grigio chiaro e quel “ghigno”, che sa di
terrore, anche se è soltanto un cucciolo. “Lui” è
uno squalo bianco pescato a 13 miglia al largo di
Ortona. A tirare su questo raro ospite
dell’Adriatico è stato un pescatore di Monopoli del
peschereccio Sandokan III, della marineria di
Termoli. Lo squalo appartiene alla specie più
“cattiva”, quella resa ancora più crudele dal film
di Spielberg. «L’ho preso a tredici miglia al largo
di Ortona», ripete il pescatore, Francesco Comes ,
subito in posa sulla sua preda, quasi a confortare
coloro che avranno ancora il tempo di fare il bagno
a riva. Tredici miglia sono quasi 24 chilometri,
tanti in mare, e poco più in là delle acque
internazionali. Tutto ciò comunque non basta per
smorzare un fenomeno che si sta diffondendo,
complice anche il cambiamento del clima e della
temperatura del mare: la presenza degli squali
nell’Adriatico. Quello pescato ieri mattina è un
“cucciolo” di un quintale e venti chili e lascia
quindi intendere che da qualche parte ci devono pur
essere i genitori. Lo squalo bianco è della famiglia
dei Lamnidi, i pesci predatori più grandi della
Terra. E’ diffuso in acque fredde o temperate, con
concentrazioni al largo delle coste meridionali
dell’Australia, del Sudafrica, della California e
nel Mediterraneo centrale. «A me è capitato di
prenderne uno anni fa, ed è sempre una bella
soddisfazione», afferma il comandante del Sandokan
III che racconta la pesca: «Appena l’ho visto
impigliato ad un amo mentre si dibatteva non credevo
ai miei occhi. All’inzio», ammette, «c’è stato
qualche attimo di panico perché è difficile e
pericoloso catturare un animale del genere, poi,
assieme ai miei compagni lo abbiamo infilzato con un
arpione e tirato su grazie a due ganci». Quella di
ieri è stata tra l’altro una pesca super fortunata
perché oltre allo squalo nelle reti c’erano diversi
esemplari di varia grandezza di pescespada e
verdesche. Il motopeschereccio ha attraccato di
pomeriggio nel porto di Termoli e, appena ha
scaricato lo squalo, è stato circondato da curiosi.
Il comandante Francesco Comes e i marinai hanno
quindi passato la notte a Termoli in attesa di
uscire di nuovo in mare, lo squalo è stato invece
portato a Polignano a Mare, che dista una decina di
chilometri da Monopoli. Lì un grossista lo ha già
fatto a pezzi e venduto alle pescherie.
IL GIORNALE
23 SETTEMBRE 2009
Il retroscena E finalmente arriva una proposta di legge per
vietare gli animali nei circhi
OSCAR GRAZIOLI
Proprio nei giorni in cui una donna che ha lasciato un segno
indelebile nella nostra società contemporanea compie 75
anni, torna alla ribalta la proposta di legge dell'on.
Giammanco (Pdl) sul divieto d'utilizzo di animali nei
circhi. La donna di cui parlo probabilmente non è stata una
grande attrice, ma certamente ha segnato in modo indelebile
la storia della società per la sua vita discussa, per la sua
straordinaria bellezza e sensualità. Si chiama Brigitte
Bardot e compie 75 anni. Come è noto, dopo gli «scandali»
giovanili (il matrimonio ancora minorenne, i film dove
esplode la sua bomba di erotismo) in un'Europa intrisa di
perbenismo e pruderie mentali, nel 1973, improvvisamente
stanca di palcoscenici e jet set, si ritira a Saint-Tropez e
dedica, da allora, la sua vita alla difesa degli animali con
la fondazione che porta il suo nome.
Qualcuno si chiederà cosa c'entra B.B. con la proposta di
legge Giammanco. Il legame è il regalo che Brigitte ha
chiesto al primo ministro Sarkozy per il suo compleanno.
Vietare l'uso di animali nei circhi in Francia. Sono già
quindici i Paesi europei in cui, in parte o completamente
(Belgio e Germania), vige il divieto di far saltare la corda
agli orsi o di mettere in fila sui propri sgabelli le tigri
riottose e ringhianti. La proposta Giammanco, come sempre
accade in materia di animali, è stata firmata anche da
rappresentanti di forze politiche che sono attualmente
all'opposizione. «Da oltre un quarto di secolo lo spettacolo
circense è messo sotto accusa dalla crescente sensibilità
dei cittadini nei confronti dei diritti degli animali»
afferma la deputata del Pdl Gabriella Giammanco «una
sensibilità divenuta ormai vera e propria acquisizione
culturale che sta conducendo il circo italiano verso un
inesorabile declino, nonostante la stessa attività circense
sia apprezzabile per i contenuti artistici rappresentati da
clown, giocolieri, acrobati, trapezisti e illusionisti. È
l'uso degli animali, però, che l'ha confinato nel vicolo
dell'anacronismo».
Naturalmente a tutto questo si oppongono i circensi
tradizionalisti, come Roger Falk, il più giovane domatore
d'Europa, che rivendica l'amore per gli animali che lavorano
nel circo, il loro rispetto e… le solite balle. La realtà è
che gli animali sono, di solito, confinati in spazi angusti,
spesso incatenati nei trasporti e solo l'uso di mezzi più o
meno coercitivi può costringere i grandi felini selvatici a
gettarsi nelle braccia di quell'elemento che rappresenta,
per loro, un ancestrale terrore dal quale fuggire: il fuoco.
Orsi che vanno in bicicletta, pachidermi che sollevano il
loro enorme corpo sulla schiena dell'altro (cosa che
farebbero in natura solo per l'accoppiamento), tigri che
devono raggiungere lo sgabello quadrato anziché quello
tondo, veri e propri obbrobri comportamentali appresi dopo
settimane e mesi di maltrattamenti che schiacciano la
dignità per strappare una risata a spettatori ignoranti, cui
nessuno ha mai rivelato cosa sta dietro al tendone. I
bambini, ancora oggi invogliati verso il circo dai biglietti
gratuiti distribuiti tramite i provveditorati, ricevono
un'immagine affatto distorta dell'animale, ridotto come uno
schiavo buffo e privato di quella dignità che andrebbe
riconosciuta a ogni essere senziente. I bambini devono
divertirsi con i clown, con gli acrobati, con i fantasisti,
con le musiche, le luci e i colori espressi artisticamente
da spettacoli come quello portato con enorme successo nel
mondo da Le Cirque du soleil che non ha bisogno di
violentare dignità animali per sopravvivere.Buon compleanno
Brigitte e che Sarkozy sia generoso nei tuoi confronti.
CORRIERE DELLA SERA
23 SETTEMBRE 2009
Entro fine mese
Mai più carrozze e cavalli su via Veneto e le strade e in
salita: troppo faticose
Delibera del Campidoglio con le nuove regole per le
botticelle: microchip ad ogni animale
ROMA - Mai più su per via Veneto e via Sistina con
carrozzella e cavallo. Troppo trafficate e soprattutto
troppo faticose per gli animali. Lo stabilirà una delibera
dirigenziale del Campidoglio nella quale, entro la fine del
mese, verranno rese note le altre strade proibite ai calessi
o perché troppo trafficate o perché particolarmente in
salita e dunque faticose per i cavalli, come Via Veneto e
via Sistina.
OFF LIMITS - Dunque non ci sarà nessun percorso stabilito
per le botticelle di Roma ma una serie di strade off limits
che non potranno essere inserite negli itinerari. Questo
perché non è possibile stabilire dei percorsi fissi per le
carrozzelle in quanto mezzi pubblici non di linea
assimilabili, per la legge, ai taxi.
LE REGOLE - Inoltre i vetturini dovranno avere un libretto
per annotare gli spostamenti effettuati; dovranno, poi,
essere installate sulle carrozze tutte le misure di
sicurezza come catarifrangenti e luci. Un piccolo bando
verrà indetto per l'acquisto dei microchip che saranno
applicati a ogni cavallo. Entro l'estate prossima saranno
pronte due strutture coperte per la sosta, una nella zona di
piazzale Flaminio e l'altra vicino alle Terme di Caracalla,
dove i vetturini dovranno far riposare i cavalli staccandoli
dalle carrozze e, soprattutto nelle 4 ore di stop previste
nei periodi più caldi, farli bere, mangiare e rinfrescare.
Saranno organizzate anche nuove stalle a Villa Borghese dove
gli animali verranno ospitati durante la notte e quando non
sono al lavoro. La delibera dirigenziale sarà redatta
dall'ufficio per il trasporto pubblico non di linea del
Campidoglio, di concerto con l'ufficio per i diritti degli
animali. Per conoscere l'elenco delle vie interdette
bisognerà aspettare la fine del mese quando infatti,
scadranno i 60 giorni dalla pubblicazione della delibera del
consiglio comunale di Roma che è stata approvata alla fine
del luglio scorso.
A RISCHIO - Finirà così per alcune strade della capitale l'amarcord
delle botticelle che però al di là della nostalgia di una
Roma che non c'è più, negli ultimi tempi hanno provocato
molte volte le proteste degli animalisti per le condizioni
alle quali sono sottoposti gli animali. Negli ultimi anni,
infatti, erano morti diversi cavalli: nel 2006 sul
lungotevere Aventino una auto a forte velocità tamponò una
botticella e il cavallo che la trainava si spezzò le zampe e
fu soppresso. L'ultimo caso a novembre dello scorso anno
quando un cavallo, spaventato dal sorpasso di un camion, è
scivolato sui sanpietrini davanti al Colosseo, rompendosi la
tibia. Anche questa volta c'è stata l'iniezione letale
«NO AD UN SIMILE SPETTACOLO» - E un'acerrima nemica delle
botticelle romane è il ministro del turismo
Michela Brambilla che più di
una volta ha protestato contro «un simile
spettacolo»: «Al turista non serve».
Animalieanimali
23 SETTEMBRE 2009
TAR BLOCCA ORDINANZA DEL SINDACO DI COSENZA DI DIVIETO
ACCESSO CANI A CENTRO STORICO
Su
ricorso della LAV
Il Tribunale Amministrativo della Regione Calabria ha
sospeso l’Ordinanza emanata il 4 maggio 2009 dal Comune
di Cosenza che vietava “l’accesso ai cani, anche se
tenuti al guinzaglio, nelle isole pedonali del centro
cittadino interdette al normale traffico veicolare”.
Contro il provvedimento la LAV, sostenuta da molti
cittadini, era immediatamente insorta sostenendone
l’illegittimità e aveva invitato il Sindaco, in via di
autotutela, a ritirare il provvedimento sottolineando,
in particolare, come tale ordinanza vietando l'accesso
ai cani nell'isola pedonale fosse fortemente limitativa
della libertà di circolazione dei cittadini amanti e
detentori di animali.Invito rimasto però inascoltato
tanto che l’associazione è dovuta ricorrere al TAR per
far valere il diritto dei cittadini di passeggiare con
il proprio amico a quattro zampe nelle isole pedonali.
Il TAR ha sospeso il provvedimento impugnato, perché
“Considerato che il “regolamento per la tutela degli
animali” approvato con delibera del Consiglio Comunale
n. 29 del 30 giugno 2003, già dispone, come obbligatorio
l’utilizzo del guinzaglio (art.13) quanto all’accesso
dei cani ai giardini, parchi e aree pubbliche, così come
l’articolo 15 già dispone l’obbligo per i proprietari o
detentori dei cani di raccogliere le deiezioni solide
prodotte dagli stessi”“Esprimiamo soddisfazione per il
pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale,
sede di Catanzaro – dichiara la dr.Carla Misasi
responsabile provinciale LAV – la legalità è stata
ristabilita, contro un provvedimento in contrasto con la
normativa nazionale e locale, che altro non era se non
l’espressione di un ingiusto e ingiustificato
atteggiamento discriminatorio nei confronti degli
animali”.Un provvedimento in contrasto, anche, con
l’atteggiamento generale dell’Amministrazione locale
che, con la collaborazione della sede LAV di Cosenza, si
era finora dimostrata attenta, o almeno minimamente
sensibile al problema del randagismo“Purtroppo esistono
ancora troppi divieti per gli animali e ciò non va nella
direzione di promuovere un corretto rapporto uomo
animale né di prevenire il randagismo – prosegue Carla
Misasi – La LAV ribadisce con fermezza la necessità di
rimuovere i divieti con cui si confrontano coloro che
vivono con animali, sempre nel massimo rispetto della
tranquillità e della sicurezza e ovviamente nel rispetto
delle norme igieniche e della corretta convivenza”. La
LAV di Cosenza annuncia infine con piacere che la scorsa
domenica, in occasione della manifestazione collegato al
progetto “Fido t’Affido” a Dipignano (CS) sono stati
affidati Panna e Cacao, altri due cani che hanno avuto
la fortuna di lasciare il canile: “siamo sicuri che alla
luce del successo ottenuto anche gli ospiti dei canili
potranno ritornare in piazza XI Settembre, la “vetrina”
idonea per far trovare loro, con ottima probabilità, una
famiglia che li accolga”.
TERRE MARSICANE
23 SETTEMBRE 2009
I cani randagi hanno
ucciso il cucciolo d'orso
Pescasseroli (AQ). Sono stati un branco di cani
randagi. La notizia viene fornita da Vittorio Ducoli,
direttore del Parco nazionale d’Abruzzo. «Si tratta
di canidi», precisa, «potrebbero essere anche lupi,
ma è più probabile che si tratti di cani randagi. La
morte non è stata immediata, l’orso aveva dei
problemi e qualcuno l’ha visto barcollare nei giorni
precedenti il ritrovamento. Sono in corso altri
esami, ma si può escludere l’investimento da parte
di un’auto».«Questo episodio», aggiunge, «conferma
il problema del randagismo e dei danni che i cani
causano al patrimonio zootecnico e naturale. Noi
abbiamo già un progetto attivato sul randagismo
canino. Non è competenza diretta del Parco, bensì
dei Comuni e delle Asl, ma noi siamo pronti a fare
la nostra parte per contenere un fenomeno che
provoca conseguenze abbastanza gravi».
I cani hanno aggredito un cucciolo. Quest’anno sono
almeno 16 gli orsetti, tra quelli nati quest’anno e
quelli che hanno poco più di un anno di vita. Nel
primo caso sono seguiti dalla madre e quindi sotto
tutela, nel secondo caso, invece, sono abbastanza
vulnerabili. Due infatti sono morti: uno in Molise e
l’altro appunto questo di Pescasseroli.
TRENTINO
23 SETTEMBRE 2009
Orso a S.Romedio Gli animalisti protestano
TRENTO. Gli animalisti attaccano - con una nuova
catena via mail - l’ipotesi che un orso torni nel
recinto del santuario di San Romedio, in Trentino,
che già ospitò Jurka, l’orsa catturata perchè
ritenuta pericolosa e poi trasferita al Centro del
Casteller, a sud di Trento. Il plantigrado dovrebbe
essere prelevato dal parco orsi di Spormaggiore,
sempre in val di Non. L’ipotesi, formulata nel corso
di un incontro tra i sindaci dei comuni di Sanzeno,
Coredo e Romeno, i frati francescani, e i dirigenti
della Provincia, viene criticata anche dal movimento
“No alla caccia”. «Un animale simile ha bisogno di
grandi spazi, di ambiti naturale e non di gabbie o
recinti simili agli zoo di triste memoria e ormai
fortunatamente in smantellamento quasi dovunque in
Europa», sostiene il presidente del movimento,
Marcello Dell’Eva.
TARGATO CN
23 SETTEMBRE 2009
Trinità (CN): il
Comune chiede l'affitto... ai pipistrelli!
Trinità (CN) -La questione pipistrelli nel comune di
Trinità è conosciuta da tempo, nel settembre del
2005 una colonia di vespertilio smarginato (Myotis
emarginatus) venne identificata nel sottotetto del
centro diurno per disabili sito in via Roma 81,
trattandosi di una specie protetta ed essendo la
comunità piuttosto numerosa, circa 270 esemplari (la
quarta colonia del Piemonte stando ai dati), venne
data una certa enfasi alla scoperta e la passata
amministrazione Zucco si interessò al mantenimento
della stessa. L’attuale giunta comunale avrebbe
avuto però intenzione di realizzare, nei locali
attualmente occupati dalle simpatiche bestiole, dei
monolocali destinati agli anziani autosufficienti,
che vista la vicinanza della struttura al Soggiorno
per anziani, avrebbero potuto fruire dei servizi di
quest’ultimo continuando però a vivere in totale
autonomia. Pertanto l’amministrazione Germanetti si
rendeva disponibile a cercare un luogo idoneo per
'traslocare' i pipistrelli, rispettando tutte le
normative vigenti in materia di protezione degli
animali. Al comune però il Centro Regionale
Chirotteri, dopo aver inviato il consulente
faunistico per la gestione e conservazione della
fauna Dr. Roberto Toffoli, ha risposto che non è
biologicamente possibile spostare la colonia in
quanto si andrebbe incontro a traumi e probabilmente
alla morte dei piccoli appena nati. Ed ecco la
novità, dopo aver fatto stimare il valore di mercato
del locale inutilizzabile (90mila euro) e i costi
dei luoghi danneggiati dai chirotteri e degli
interventi da adottare secondo le prescrizioni dell’ASL
(circa mille euro annuali), il sindaco Giuseppe
Germanetti ha invitato il Centro Regionale
Chirotteri a sottoscrivere il contratto di locazione
del locale che ospita i pipistrelli, come giusto
ristoro dell’ente proprietario della struttura. Il
sindaco Germanetti ha quindi dichiarato: “Viviamo
in un paese dove è possibile sfrattare le persone
anziane ma non è possibile traslocare i chirotteri,
è paradossale, non mi resta che chiedere un affitto
a chi ci obbliga a compiere questa scelta”.
IL SECOLO XIX
23 SETTEMBRE 2009
Animali, fra condomini si litiga ogni quarto d'ora
Sono stati 30.858
i
contenziosi in un anno tra vicini di casa. E di questi, ben
4.600 si sono trasformati in cause civili
CHE GLI ITALIANI siano un popolo che litiga spesso si sapeva,
come anche che le liti condominiali sono spesso provocate da
futili motivi, ma che a causa di "conflitti" per gli animali
domestici ci sia una lite ogni quarto d'ora sembra incredibile.
Eppure, i dati analizzati dal servizio sportelloanimali@libero.it
di Aidaa, l'associazione italiana a difesa degli animali e
dell'ambiente, parlano chiaro: complessivamente nel periodo
compreso tra il 1 settembre 2008 ed il 31 agosto 2009 le
richieste di consulenze giunte ai servizi online
dell'associazione ed al tribunale degli animali relativi a liti
condominiali a causa degli animali domestici sono state 30.858,
pari a una litigata ogni quarto d'ora: circa 84 litigate al
giorno. Un record se si pensa che in almeno 4.600 casi queste
litigate si sono trasformate in cause civili e penali e sono
finite nei tribunali italiani e che in almeno 1.500 casi le
questioni sono state invece dibattute in sede di conciliazione
nelle tredici sedi del tribunale degli animali di Aidaa. In
testa alla classifica delle regioni dove si litiga per gli
animali in condominio vi sono la Lombardia ed il Lazio seguite
dalla Puglia, Veneto, Liguria, Toscana e Piemonte. Le provincie
dove si litiga di più sono nell'ordine Milano, Roma e
Padova,Torino, La Spezia e Firenze. A scatenare le liti sono
prevalentemente motivazioni futili legate alla presenza di cani
e gatti: cani che abbaiano o che sporcano gli androni e i
giardini condominiali, gatti che sconfinano nelle proprietà del
vicino, colonie feline mal sopportate. Non mancano infine le
questioni legate al presunto disturbo dell'abbaiare dei cani
durante le ore del riposo e in quelle notturne, seguono poi
nelle varie forme le condizioni igieniche in cui sarebbero
tenuti i cani in appartamento che provocherebbero insopportabili
odori. Una delle motivazioni che scatena pochi litigi riguarda
invece gli escrementi lasciati dagli animali negli spazi e nei
giardini condominiali. Purtroppo lo scorso anno in 65 casi
queste liti sono degenerate provocando feriti, mentre in quattro
casi ci è scappato il morto. «Le vicende riguardanti cani e
gatti in condominio sono causa del 95% dei litigi che vedono
contrapposti i condomini- spiega Lorenzo Croce presidente
nazionale Aidaa - in particolare i cani sono tirati in mezzo in
almeno 22.000 liti condominiali avvenute lo scorso anno, non
mancano le situazioni particolari che vedono coinvolti altri
animali, ultima nell'ordine da Roma per un condomino che ha
messo sul terrazzo un vero e proprio pollaio con la presenza di
oltre 40 polli di allevamento e che dopo averli ammazzati li
rivende nell'androne del Palazzo. O come nel caso di Asti dove
una signora si è rivolta a noi per denunciare una vicina che
suole portare a spasso i gatti al guinzaglio, o infine- conclude
Croce- il caso di Milano dove un musulmano ha chiesto alla
vicina di sbarazzarsi del cane considerato da lui come un
animale impuro».E. A.
IL GAZZETTINO
23 SETTEMBRE 2009
I dati del cucciolo nello
stato di famiglia
Roma Inserire i dati del cucciolo di casa nello stato di
famiglia del proprietario. «Questo per avere un quadro più
preciso del numero e della situazione degli animali in
Italia e poter sviluppare politiche e interventi calibrati».
Non è una boutade, quella del sottosegretario al ministero
del Welfare Francesca Martini, intervenuta ieri a Roma al
convegno “Uomini e animali. Ma siamo cosi’ diversi?”,
organizzato a Roma dalle associazioni Donneinrete e
FormAzione. «Il microchip obbligatorio e l’istituzione
dell’anagrafe nazionale canina colmano un vuoto - ha spiega
il sottosegretario - in futuro questa sorta di carta
d’identità dell’animale potrebbe essere inserita nello stato
di famiglia del proprietario, per far dialogare le due
anagrafi e consentirci di avere un’idea precisa degli
animali che vivono nelle case degli italiani. Penso sia una
cosa fattibile, nel momento in cui l’anagrafe canina sia
funzionante su tutto il territorio nazionale». La legge, fra
gli altri aspetti, intende fissare gli standard per le
strutture di accoglienza per gli animali, dai canili rifugio
ad attività commerciali come quelle per la toelettatura.
«Penso ai canili lager - ha detto ancora la Martini - che
abbiamo visto ancora oggi e che non devono esserci più. I
ricoveri per i randagi dovranno rispondere a requisiti
minimi di qualità». «Fino ad ora - ha ricordato il
sottosegretario al Welfare - i toelettatori erano quasi come
artigiani, e il rispetto di determinati standard anche dal
punto di vista della formazione era su base volontaria. La
legge quadro fissa criteri obbligatori, a tutela della
salute degli animali», ha precisato. L’Italia, ha auspicato
infine la Martini, deve diventare «il Paese più avanzato in
Europa per la tutela degli animali».
BIG HUNTER
23 SETTEMBRE 2009
Cani: tutte le ordinanze
Martini saranno legge
''Si tratta di una
normativa che riunisce in una legge permanente quello che e'
stato il tema della grandi ordinanze che ho emanato durante
quest'anno per far fronte alle situazioni di emergenza - ha
detto il Sottosegretario Francesca Martini spiegando i
contenuti della nuova legge in approvazione nei primi mesi
del 2010 sul benessere animale - un vero e proprio codice
che armonizza l'intera disciplina in materia e che ruota
intorno ad alcuni pilastri''. I pilastri di cui parla la
Martini sono per esempio la rintracciabilità dei cani
attraverso il microchip identificativo e la revisione delle
disposizioni in materia di accoglienza dei randagi nei
canili, 'I ricoveri per gli orfani, infatti, dovranno
rispondere a requisiti minimi di qualità, per evitare il
ripetersi di episodi in cui i canili somigliavano piu' a dei
lager che non a dei rifugi''.
La nuova legge
inoltre conterrà le nuove disposizioni in merito alle
esche avvelenate così come all'eliminazione della lista
delle razze pericolose. Sancirà inoltre alcuni doveri
per i proprietari come l'obbligo del guinzaglio 1,5
metri nelle citta' e nei luoghi aperti al pubblico; la
raccolta degli escrementi dei propri cani; la
responsabilità civile e penale per le aggressioni. ''Il
mio intento, anche attraverso questa legge - è di far
diventare l'Italia il paese piu' avanzato in Europa per
quel che riguardala tutela degli animali. Con quasi
sette milioni di possessori di cani, c'era bisogno di
una regolamentazione del settore''.
ANMVI OGGI
23 SETTEMBRE 2009
CODICE DI TUTELA
ANIMALE NEI PRIMI MESI 2010
Una legge che riconosca il diritto alla salute di
tutti gli animali dovrebbe essere approvata entro i
primi mesi del 2010. Lo ha annunciato il
sottosegretario alla Salute Francesca Martini
intervenendo ieri all'incontro 'Uomini e animali. Ma
siamo cosi' diversi?'. ''Si tratta di una normativa
che riunisce in una legge permanente quello che e'
stato il tema della grandi ordinanze che ho emanato
durante quest'anno per far fronte alle situazioni di
emergenza - ha detto Martini - un vero e proprio
codice che armonizza l'intera disciplina in materia
e che ruota intorno ad alcuni pilastri''. Primo fra
tutti, l'obbligo del microchip sui cani e di
anagrafi canine per garantirne la rintracciabilita'
dell'animale. L'obbligo poi di raccogliere e curare
i randagi e di ricoverarli in strutture realizzate
secondo standard di qualita' e registrati sotto
responsabilita' dei sindaci, con servizi appaltati
in base ai requisiti di legge e sistemi di
trasparenza. ''I ricoveri per gli orfani, infatti,
dovranno rispondere a requisiti minimi di qualita',
per evitare il ripetersi di episodi in cui i canili
somigliavano piu' a dei lager che non a dei rifugi -
continua il sottosegretario''. E ancora, la legge
prevedera' il divieto di usare esche e bocconi
avvelenati e l'obbligo di guinzaglio lungo non piu'
di 1,5 metri nelle citta' e nei luoghi aperti al
pubblico. Diventera' legge la buona abitudine di
raccogliere gli escrementi. Inoltre, verra'
abbattuta definitivamente la lista nera dei cani
pericolosi, che non ha basi scientifiche e verra'
posto l'accento sulla responsabilita' civile del
proprietario; verranno introdotte le tolettature
professionali e valorizzato ancora di piu' il ruolo
del veterinario. ''Il mio intento, anche attraverso
questa legge - e' di far diventare l'Italia il paese
piu' avanzato in Europa per quel che riguardala
tutela degli animali. Con quasi sette milioni di
possessori di cani, c'era bisogno di una
regolamentazione del settore.
I dati
E' la Lombardia, con 12.372 ingressi, la regione in
cui entrano piu' randagi nei canili ogni anno.
Mentre e' il Veneto, con 9.137, la regione dove si
sterilizzano piu' gatti.
Ogni anno sono quasi 100 mila i cani raccolti per
strada e inviati ai canili di accoglienza comunali e
circa 50 mila i gatti randagi sterilizzati: due dati
che rappresentano la punta dell'iceberg del fenomeno
randagismo. Per quanto riguarda il numero di
ingressi di randagi in canile, al secondo posto dopo
la Lombardia troviamo il Piemonte, con 9.518
ingressi l'anno, e al terzo il Veneto, con 9.400. A
parte Basilicata, Calabria e Sardegna, di cui non ci
sono dati, le regioni in cui entrano meno randagi
nei canili sono il Molise, con 284 ingressi l'anno,
e le province autonome di Bolzano e Trento,
rispettivamente con 338 e 357 ingressi. Per la
sterilizzazione dei gatti, invece, dopo il Veneto,
con 9.137 operazioni, abbiamo la Toscana, con 7.874
sterilizzazioni l'anno, e la Lombardia con 6.728.
Fanalino di coda per le sterilizzazioni sono il
Molise, che non ha riportato operazioni nel 2007, il
Piemonte, che ne ha effettuate 171, e la Valle
d'Aosta con 305. Per contrastare il fenomeno
randagismo, che dalle stime coinvolgerebbe circa 600
mila cani il cui controllo puo' diventare
problematico quando si riuniscono in branco, ogni
anno il Ministero della Salute mette a disposizione
delle Regioni un apposito fondo in base alla
dimensione del fenomeno, in particolare in relazione
al numero dei nuovi ingressi di cani randagi nei
canili comunali e al numero delle sterilizzazioni di
gatti effettuate dal Ssn.
ANMVI OGGI
23 SETTEMBRE 2009
MARTINI: VETERINARI ED
ETOLOGI NELLE SCUOLE
Proponiamo una via etica per insegnare ai bambini il
corretto rapporto con gli animali, con l'obiettivo
di sviluppare una sensibilità che guidi i
comportamenti" dei futuri adulti. Così il
sottosegretario al Welfare, Francesca Martini,
descrive il nuovo progetto pensato per la scuola che
sarà presentato ai primi di ottobre. "All'interno
dell'autonomia scolastica - spiega la Martini al
convegno 'Uomini e animali. Ma siamo così diversi?',
organizzato a Roma dalle associazioni Donneinrete e
Formazione - proponiamo la presenza di veterinari ed
etologi, laboratori didattici, schede, disegni e
materiali che aiutino gli alunni a conoscere meglio
gli animali e a rapportarsi con loro in modo
corretto"."Abbiamo messo a punto schede, disegni e
premi, con l'intervento di specialisti e materiale
per gli insegnanti, per consentire a bambini e
ragazzi di avvicinarsi al mondo degli animali", dice
la Martini. Una sorta di nuova educazione civica
uomo-animale, riassume il sottosegretario, cui le
scuole potranno decidere se partecipare. "Si tratta
di un progetto che sarà presentato ai primi di
ottobre, che ha visto la partecipazione del
Movimento italiano genitori. E - aggiunge - nasce
nella scia dei provvedimenti a tutela
dell'incolumità pubblica emanati nell'ultimo anno".
Bambini e cani sono spesso finiti sulle pagine di
cronaca per aggressioni e traumi. Ma il loro non è
un rapporto impossibile, secondo la Martini.
"Moltissime aggressioni sono avvenute nel giardino
di casa. Ecco perché occorre sempre seguire le
giuste regole per limitare al massimo i pericoli, e
in questo senso va la responsabilizzazione dei
proprietari e le misure previste nell'ordinanza che
ha abolito la black-list. Ma la conoscenza può anche
ridurre comportamenti che possono involontariamente
agitare o innervosire gli animali".
ASCA
23 SETTEMBRE 2009
UMBRIA: PRIMO
CORSO DI PRONTO SOCCORSO VETERINARIO
Perugia, 23 set - Diventare esperto di ''Pronto
soccorso veterinario'' per animali domestici,
sia da compagnia che da reddito o sportivi. Sono
questi gli obiettivi del corso, della durata di
otto mesi, organizzato dalle agenzie formative
''Superficie 8'' e ''Tucep'', che e' stato
presentato stamani a Perugia in una
conferenza-stampa a Palazzo Donini. Del progetto
(finanziato dalla Regione Umbria, dal Ministero
della Salute, dall'Unione europea e dal Fondo
Sociale europeo) ne hanno parlato l'assessore
regionale alla Formazione Maria Prodi, il
preside della Facolta' di Medicina veterinaria
Franco Moriconi, il presidente dell'associazione
''Tucep'' Paolo Carbone e, per ''Superficie 8'',
Roberto Quatraccioni. Il corso per un totale di
500 ore all'Ospedale didattico veterinario dell'Universita'
degli Studi di Perugia, completamente gratuito e
retribuito con ottocento euro al mese, sara'
articolato in materie come accoglienza,
management e protocolli del paziente critico,
informatica clinica e bioetica degli animali.
Non mancheranno inoltre insegnamenti come
legislazione delle cooperative, organizzazione
aziendale, ''business plan'' e dinamiche di
gruppo, prevenzione sui luoghi di lavoro. ''Il
sostegno a questa iniziativa, molto particolare
nell'ambito dei percorsi formativi, oltre a
rafforzare la collaborazione con l'Universita' e
altri soggetti privati - ha detto l'assessore
Maria Prodi -, testimonia la volonta' della
Regione di contribuire a creare strade di
''formazione alta', che possano dare nuove
opportunita' lavorative''. Il corso, esperienza
unica in Italia - ha detto il preside Franco
Moriconi -, rientra nel processo di ampliamento
dell'offerta formativa della facolta' di
Veterinaria e vuole fornire al neolaureato una
preparazione specifica sulla gestione delle
emergenze mediche e chirurgiche, trasferire
competenze a soggetti che sappiano confrontarsi
con diversi casi clinici e dare le giuste e
tempestive diagnosi''. Al termine del corso i
partecipanti potranno diventare ''imprenditori
di se stessi'', creando una cooperativa che
possa gestire le emergenze all'Ospedale
veterinario dell'Universita'.
LA ZAMPA.IT
23 SETTEMBRE 2009
Taricone, magari
recitassi come un cane
L'attore parla della
sua vita in simbiosi con gli animali
ROMA - «Quando penso alla classica frase “reciti
come un cane”, io, da attore, mi dico: magari.
Magari potessi avere le molteplici espressioni dei
miei cani, la loro intensità e capacità di
comunicare». La frase sul filo dell’ironia è la
dichiarazione d’amore per gli animali pronunciata da
Pietro Taricone, ex concorrente del primo “Grande
Fratello” italiano e da anni diventato attore.
L’occasione del racconto dello speciale rapporto con
gli amici a quattro zampe di Taricone è stato il
convegno “Uomini e animali? Ma siamo poi così
diversi?” promosso dall’associazione “Donne in Rete”
e tenutosi oggi presso la sala delle Colonne di
Palazzo Marini.Dopo l’apertura dei lavori affidata
al sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche
Sociali, Francesca Martini, è arrivata l’intensa
testimonianza dell’attore. «Ho scelto di vivere in
campagna. Ho affittato a poco prezzo diversi ettari
di terreno e questo mi ha dato la possibilità di
tenere numerosi animali. Oggi possiedo 10 cavalli, 5
cani, 2 asini, moltissimi gatti e qualche coniglio»,
ha rivelato Pietro. «Il mio rapporto con il mondo
animale è mutato totalmente - ha confessato l’attore
- in un periodo della mia esistenza in cui tutto,
compreso me stesso, mi annoiava profondamente. La
comunicazione con gli altri era diventata faticosa e
priva di senso. Proprio in seguito a questa
consapevolezza mi sono avvicinato agli animali e ho
scoperto, anzi ho riscoperto un mondo nuovo, una
comunicazione altra ed intensa che oggi è l’unica
che mi rende davvero felice. Praticamente gli unici
rapporti che ho sono con la mia famiglia, che vive
in simbiosi con gli animali e questi esseri
meravigliosi che ogni giorno mi insegnano
qualcosa».«Io non addestro i miei animali - ha
proseguito Taricone - semplicemente vivo con loro e
li difendo con tutte le mie forze come difenderei i
miei cari. Per questo sono contento di trovarmi qui
oggi, a confrontarmi con le istituzioni sperando in
una legge che finalmente anteponga i diritti degli
animali al volere volubile e spesso violento
dell’uomo», ha concluso tra gli applausi l’attore.
IL GAZZETTINO
23 SETTEMBRE 2009
Il maltempo blocca
il ricambio di ossigeno tonnellate di carpe e
siluri asfissiati in acqua
Padova - Pesci morti asfissiati sullo scolo
Altipiano, tra Arzergrande e Codevigo, una moria
di carpe e siluri come non se ne vedevano da
decenni: cinquanta quintali di pesce riaffiorato
in poche ore lungo un tragitto di una decina di
chilometri. “Il maltempo dei giorni scorsi – ha
spiegato il sindaco di Codevigo, Graziano Bacco
– ha impedito al mare di ricevere i flussi dai
canali del territorio. Così l’acqua
dell’Altipiano è rimasta stagnante e i pesci
hanno presto consumato tutte le riserve di
ossigeno. Già da domenica alcuni di loro sono
venuti a galla morti”. Ma il fenomeno ha
raggiunto dimensioni eccezionali la scorsa
notte, quando il corso d’acqua è diventato un
tappeto di cadaveri animali e l’aria della zona
si è impregnata di un fetore tremendo. Ieri
operai comunali, tecnici del consorzio di
bonifica, dell’Asl e dell’Arpav hanno raccolti i
pesci (nella foto) ed effettuato gli
accertamenti che hanno confermato la morte dei
pesci per asfissia.
IL GAZZETTINO
23 SETTEMBRE 2009
CODEVIGO Sul
posto sono intervenuti il Comune, il
Consorzio di bonifica e una ditta
specializzata nello smaltimento. I tecnici
dell’Arpav hanno escluso l’inquinamento
Migliaia di
pesci morti per asfissia nel canale
Cinquanta
quintali di carpe e siluri raccolti lungo
dieci chilometri dello scolo Altipiano.
«Colpa del maltempo»
Federica Bertaggia
Codevigo (PD) - Moria di pesci lungo lo
scolo Altipiano. Dai confini con Arzergrande
fino a Conche, circa cinquanta quintali di
carpe e siluri sono affiorati sulla
superficie del corso d’acqua. Morti
asfissiati. Un tappeto di cadaveri animali
lungo circa dieci chilometri, che il Comune,
il consorzio di bonifica e una ditta
specializzata hanno dovuto rimuovere
all’alba di ieri mattina prima che l’odore
della carne in putrefazione impestasse
l’aria. Le analisi dell’Arpav, arrivate nel
primo pomeriggio, hanno confermato la causa
della strage: asfissia, dovuta alle
abbondanti piogge dei giorni scorsi, che
hanno trasformato il canale in una sorta di
stagno, dove presto è venuto a mancare
l’ossigeno per tutti gli esseri
viventi. «Uno spettacolo così desolante non
si vedeva da anni - ha commentato il
sindaco, Graziano Bacco -. Alcune
segnalazioni da parte dei residenti e dei
nostri tecnici sono arrivate già alla fine
della scorsa settimana. Ma si trattava solo
delle prime avvisaglie di quella che, nelle
ore successive, è diventata senza dubbio una
moria eccezionale».Data la causa
dell’evento, impossibile arginare gli
effetti. «In seguito alle precipitazioni dei
giorni scorsi, il livello dell’Altipiano si
è notevolmente alzato rimanendo stagnante
per via dell’impossibilità del mare di
ricevere gli abbondanti flussi di tutti i
canali e scoli del territorio - continua
Bacco -. Il nutrimento e l’ossigeno per i
pesci hanno iniziato presto a scarseggiare.
A farne le spese per primi sono state le
carpe e i siluri, i pesci più grandi e anche
due delle poche specie rimaste nelle nostre
acque. I pesci più piccoli, invece, sembra
siano sopravvissuti».Gli animali, in alcuni
casi lunghi più di un metro e del diametro
superiore ai dieci centimetri, sono venuti a
galla uno dietro l’altro, ammucchiandosi
dalle sponde dell’argine fino al centro del
canale. L’odore nauseabondo si è fatto via
via più fitto, costringendo il Comune a
correre ai ripari. «Abbiamo attivato i
nostri operai e il consorzio di bonifica che
con una ruspa, due barche e dei rastrelli
speciali hanno raccolto i pesci, recuperati
poi da una ditta specializzata che si
occuperà dello smaltimento - ha spiegato
ancora Bacco -. Come da prassi in questi
casi, sono intervenuti sia i tecnici dell’Usl
per una verifica igienico sanitaria, sia gli
incaricati dell’Arpav per svolgere le
opportune indagini sulla qualità
dell’acqua».
LA NUOVA SARDEGNA
23 SETTEMBRE 2009
Doppiette a riposo
LULA (NU). La giornata di apertura di caccia
alla pernice è stata senza botti. I 130
cacciatori di Lula hanno rispettato la
consegna. Chi è uscito lo ha fatto per
controllare il territorio e per una
ulteriore verifica dello stato quo, un
gruppo di “forestieri” pare si sia mosso
senza colpo ferire. In tutti è prevalso il
buon senso per salvaguardare le ultime
coppie di pernici sopravvissute all’ambiente
impoverito, ma anche alla proliferazioni di
animali nocivi e alla pressione eccessiva
durante la caccia alla stanziale. L’auspicio
è che le associazioni di categorie e,
soprattutto, l’assessore regionale
all’Ambiente facciano, ognuno per quanto di
sua competenza, la propria parte. Ed è
all’assessore regionale che si chiede di
imporre, in particolare per quanto riguarda
la pernice, uno stop di almeno due anni in
tutto il territorio regionale. Poi c’è la
coscienza dei cacciatori. «Noi cacciatori
crediamo che l’unica strada da seguire sia
l’auto-ripopolamento visto il fallimento dei
lanci di esemplari» ha commentato l’ingegner
Berry Sannio, provetto cacciatore e esperto
dell’ambiente. «Grano ed acqua, oltre a
lasciare appese alle pareti le doppiette,
rappresentano il futuro delle pernici - ha
incalzato Sannio - bisogna creare piccoli
seminati di grano, autentici fazzoletti, a
macchie di leopardo, perché l’alimentazione
è alla base della riproduzione. È una
esperienza che ho fatto dagli anni ’90 in
poi». Ed è un discorso condiviso, tant’è che
molti cacciatori si stanno muovendo in
questa direzione affinché gli ambienti
impoveriti ritornino ad essere l’habitat
ideale per questo volatile, che peraltro
pare non sia oggetto di bracconaggio.
Ricreare l’habitat ideale è, insomma, la
risposta all’indifferenza. «Il nostro
messaggio - ha concluso Sannio - speriamo
che venga recepito dai palazzi alti in primo
luogo ma anche dai cacciatori sardi».
LA NUOVA SARDEGNA
23 SETTEMBRE 2009
Allarme per i cinghiali
ARZACHENA (OT). Allarme cinghiali nelle
campagne di Surrau. Gli animali, almeno una
decina, da settimane creano panico tra i
cittadini. I cinghiali, molto domestici,
passeggiano nelle strade e si avvicinano
alle case anche di giorno. Tanti i danni
alle colture, ai vigneti, ai giardini. Il
problema è stato segnalato alla Provincia. I
cittadini per ora non chiedono risarcimenti,
ma vogliono sapere da dove arrivino i
cinghiali e chi li abbia portati.
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