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TRENTINO
24 LUGLIO 2009
Gattina di
due mesi massacrata a bastonate
RIVA (TN). Massacrata a colpi di
bastone. E’ questa la fine che qualche delinquente ha fatto fare
ad una povera gattina di neanche due mesi ritrovata moribonda,
ieri mattina, nei pressi del circolo Tennis di Riva. Un atto di
una crudeltà inaudita che ha lasciato letteralmente esterrefatta
la rivana Gerdi Crosina (moglie di Luigi Crosina, titolare della
ditta di noleggio imbarcazioni) a cui l’ungherese Giuseppe
Endlicher ha chiesto aiuto dopo essersi imbattuto nella micia
bisognosa di aiuto e cure. La signora Crosina, grande amante
degli animali e padrona di almeno sei gatti, ha caricato in auto
la bestiola ed è andata a Rovereto dalla propria veterinaria di
fiducia. Purtroppo la dottoressa non ha potuto fare altro che
porre fine alle sofferenze della gattina. Le bastonate, infatti,
le avevano praticamente asportato un pezzo di cranio (oltre alle
fratture sparse su tutto il corpo) e l’infezione era ormai
incurabile. «Quando l’ho raccolta mi ha persino dato un bacio
con il suo musetto - ha spiegato la donna prima di recarsi dai
carabinieri per la denuncia - mi domando chi può essere così
inumano da fare una cosa del genere. C’è da averne paura».
NOTIZIARIO
ITALIANO
Azienda in fiamme, carbonizzati due animali, ma nessun ferito
CASTELDEBELLO (BZ) – In fiamme un'azienda agricola, per fortuna solo con due feriti lievi. É accaduto questa notte a Casteldebello nel Meranese, in provincia di Bolzano. Il maso Laimtal è andato completamente distrutto e due dei residenti della zona sono rimasti feriti ma non in modo grave. I danni più ingenti invece sono stati per l'azienda in sé che è stata praticamente rasa al suolo e due animali sono morti carbonizzati. I Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto, sono riusciti a domare le fiamme ma ormai per la struttura ed i due animali non c'è stato più niente da fare. Ancora ignote le cause dell'incendio. GIORNAL.IT
24 LUGLIO 2009
Aiutiamo a ritrovare Lilli!
Lilli, cane femmina, 12 anni, taglia media, marrone, pelo corto, non
sterilizzata, senza microchip né tatuaggio. E' stata smarrita a Capriata
d'Orba. La cagnolina affettuosa sia con persone che con cani e gatti
avrebbe qualche problemino di salute legato all'età. Nonostante ciò
potrebbe essersi allontanata anche di molti chilometri. I proprietari
sono disperati e sperano di avere presto notizie della cagnolina
smarrita.
Per
segnalazioni contatto telefonico:
http://persietrovati.blogspot.com/2009/07/capriata-dorba-al-smarrito-cane_25.html L'ARENA GIORNALE DI VERONA 24 LUGLIO 2009
Torna il Palio dei mussi e Terrossa si mobilita
RONCA'. Inizia stasera la
grande sagra che culminerà domenica con la gara delle asinelle
Paola Dalli Cani
La sagra di santa Maria
Maddalena a Terrossa ha fatto tredici: le edizioni della festa patronale
sono molte di più, ma tredici sono quelle del Palio dei mussi, l'antica
sfida a dorso d'asino che dal 1997 il Comitato sagra ha rispolverato. Per
vedere in corsa le asinelle (tredici più due riserve) impegnate in questo
«gran premio» bisognerà pazientare fino alle 18.30 di domenica. IL GAZZETTINO 24 LUGLIO 2009
In arrivo la nona Fiera degli ucccelli
RIESE PIO X (TV) -Più di 400 uccelli, 70 espositori di animali da cortile, 100 espositori di artigianato locale una quindicina di mostre ed esposizioni e più di 5 mila visitatori previsti. Questi i numeri della 9. fiera degli uccelli, 7 rassegna cinofila, organizzata a Riese Pio X sabato 25 e domenica 26 luglio dal Comune in collaborazione con i Cacciatori Fidc sezione di Riese e la pro-loco. In sede di presentazione l’pinione degli organizzatori: Luciano Ceccato presidente Ente Fiera “Una fiera che ha parecchi anni di storia anche se per qualche tempo è stata sospesa. Poi l’abbiamo ripresa ed è sempre cresciuta grazie agli espositori. Per domenica sarà bloccato il centro di Riese e lungo via Sarto ci saranno gli ambulanti quindi espositori del parcheggio del monumento e nel parco di Villa Eger”. Gianluigi Contarin sindaco:” Una iniziativa legata al territorio. Una delle manifestazioni che hanno fatto storia. A Riese abbiamo spazi e luoghi adatti, come il parco di Villa Eger.” Gabriele Fantin pres. Federcaccia comunale “ Con piacere noi diamo una mano per questa manifestazione a cui teniamo in modo particolare”. Il presidente Atc 1 Domenico Smania:” Un plauso agli organizzatori per questa grande manifestazione. Come Atc 1 abiamo inoltre ritenuto doveroso portare alla prima seduta del consiglio una forma concreta di solidarietà per Vallà.” Graziano Fabris pres, Fimov:” Ogni anno questa fiera si rinnova con mostre collaterali molto interessanti. Sprimo non ci siamo contrattempi con i vari virus ma non dovrebbe essere problema per la vostra fiera”. Carlo Cusinato segretario Ente fiera:” Alla fiera cinofila ci saranno circa 150 cani. Domenica poi gli uccelli con 400-500 animali. Animali da cortile in forse per aviaria. E poi la fiera degli asini con un premio a chi porta i propri soggetti. C’è anche un’esposizione di fucili antichi e moderni ed esposizione di archi e balestre”. ASCA 24 LUGLIO 2009
ANIMALI: ENPA, A GARDALAND SPECIE A RISCHIO FINISCONO NEL PIATTO
Roma - ''A
Gardaland alcuni animali, ridotti allo stato di prigionia, vanno a
impreziosire spettacoli e presentazioni 'educative'; altri, invece - quelli
a rischio - finiscono direttamente nei piatti dei visitatori. E proprio con
l'obiettivo di rafforzare la 'mission didattica' del parco divertimenti, nei
giorni scorsi e' arrivata dall'Inghilterra Bradicea, un leone marino
femmina, appositamente importato in Italia per aumentare la popolazione di 'detenuti'.
Bradicea e il suo compagno si trovano presso il mega acquario di Peschiera
del Garda (Verona), di proprieta' della catena 'Sea Life', costruito dopo
l'acquisto di Gardaland da parte di una multinazionale del divertimento''.
E' quanto denuncia oggi la Protezione Animali (ENPA), sottolineando che
''questa, come pure altre strutture di cattivita', hanno fatto dei loro
presunti scopi protezionistici una bandiera ideologica da esibire per
conquistarsi credito presso l'opinione pubblica: secondo i gestori degli
acquari, la cattivita' in vasca sarebbe al contempo un rimedio contro
l'estinzione delle specie a rischio e uno strumento educativo. Peccato,
pero' - rileva l'Enpa - che, almeno nel caso di Gardaland, la zoofilia del
parco sia minata da alcune contraddizioni''.
IL GIORNALE 24 LUGLIO 2009
IPPICA, GLI ALLENATORI - DOPING? TRATTIAMO I CAVALLI COME FIGLI
«Noi trattiamo i cavalli con i guanti, come se fossero nostri figli». Bruno Grizzetti, allenatore a San Siro da vent’anni, rimane senza parole quando viene a sapere dell’esposto presentato dall’associazioni Aidaa contro alcuni allenatori del galoppo che dopano i cavalli. E rilancia: «Invito il presidente dell’associazione nelle mie scuderie per far vedere con quanta cura ci occupiamo degli animali. Addirittura laviamo con attenzione biada, carote e fieno». Grizzetti, uno dei più noti allenatori dell’ippodromo, sostiene che «oltre il 90 per cento degli allenatori sia pulito» e crede che intono all’ippica ruotino solo «tante dicerie, tante leggende metropolitane» che non trovano alcun riscontro. Gli animalisti hanno chiesto l’intervento della Procura per vederci chiaro nella questione doping, ma Grizzetti spiega: «Al massimo si usano degli antinfiammatori, l’equivalente dell’Aulin. Per acquistare un cavallo si spendono oltre 100mila euro, figuriamoci se non lo si tratta con tutte le cure. Chi fa questo mestiere lo fa per passione, non per denaro». Qualche mela marcia ci sarà anche nel mondo dell’ippica. «Ma è come quando si sente parlare dei preti pedofili - spiega Grizzetti - Questo non vuol dire che tutti gli altri non siano delle brave persone, anzi». Anche l’Unione nazionale degli allenatori del galoppo smentisce la presenza di droghe nelle scuderie: «Su oltre 22mila prelievi all’anno - fa notare - meno di cento sono positivi e per la stragrande maggioranza si tratta di casi in cui sono state trovate code di somministrazione di farmaci, formalmente doping, ma sostanzialmente presenze non in grado di alterare le prestazioni del cavallo».
TISCALI ANIMALI
24 LUGLIO 2009
Acireale (CT): dentro
il recinto una miscela esplosiva e la famiglia sapeva
OSCAR GRAZIOLI
Impossibile non fare alcune riflessioni
sull’episodio accaduto ad Acireale, provincia di Catania. Se qualcuno non
avesse letto, o fosse appena rientrato dall’estero conviene riassumere
brevemente. Due giorni fa le agenzie lanciano la notizia di un bambino di
neanche sette anni sbranato da un Dogo argentino femmina con i cuccioli,
all’interno di un pezzo di terra privato e recintato
Il quartiere dove accade il fatto è un posto
degradato dove si vive ai margini (se va bene) della legge e spesso la legge
la fanno gli abitanti del posto. Gira voce inizialmente che il bambino,
Giuseppe Azzarelli, avesse l’abitudine di passare dal retro del recinto dove
un muretto basso e alcuni ampi buchi nella rete gli consentivano l’accesso
al fondo.
Dentro il cortile, almeno cinque cani, di cui
tre incatenati e due liberi: Dobermann, Pitbull, un Dogo Argentino femmina
che aveva da poco partorito. Una sorta di miscela esplosiva a miccia corta
per chiunque. Mi avessero chiesto di entrare in quel posto e avrei risposto
di liberarmi piuttosto un cobra in camera da letto. Preferivo.
Comincia a girare voce che anche altri bambini
andassero a rifocillare i cani e che, almeno uno (non è chiaro se quello che
ha azzannato il povero Giuseppe) sia scappato e più probabilmente sia stato
prelevato da qualcuno che intendeva celare molti dettagli dell’angosciante
situazione. Per il momento prende la colpa la femmina di Dogo che avrebbe
staccato di netto la testa del bambino.
Qualche ora dopo viene a galla l’agghiacciante
verità. Mentre i genitori di Giuseppe gridano vendetta e chiedono
pubblicamente giustizia, il fratello Ivan di 19 anni confessa chi è il
proprietario di quei cani: è lui. Poi ritratterà parzialmente sostenendo che
a quei cani andava soltanto a dar da mangiare, ma gli inquirenti ormai hanno
preso la pista delle scommesse illegali e dei cani da combattimento. Ivan si
ritira nel mutismo più assoluto.
Don Mario Arezzi, parroco della chiesa dei
Santi Cosma e Damiano, la parrocchia della frazione dove abitano gli
Azzarelli e il vicario episcopale della diocesi di Acireale Guglielmo
Giambanco celebrano la messa durante le esequie. Il vicario, durante
l’omelia afferma che "tutti sono responsabili" della morte di Giuseppe e
invita a "una maggiore responsabilità per il bene comune".
Sinceramente trovo queste parole dei prelati
non solo inutili e retoriche, ma anche offensive, esattamente come gli
applausi di scherno indirizzati al sindaco. Certo gli amministratori delle
regioni meridionali e delle isole spesso non brillano per efficienza circa
il fenomeno del randagismo, dei combattimenti tra cani e dei maltrattamenti
in generale, ma questa volta c’è di mezzo una famiglia che sapeva
perfettamente che Giuseppe si recava ogni giorno in un campo minato, e qual
giorno la mina lo ha fatto saltare.
Non mi si venga a dire che non sapevano cosa
possono fare a un bambino cinque o sei cani di quelle razze, uno dei quali
con i cuccioli appena nati. Lungi da me affondare la lama in una tragedia,
ma questo è un dramma se non voluto ovviamente quanto meno annunciato.
IL CITTADINO 24 LUGLIO 2009
In un paese normale i cani dovrebbero stare nelle case
Caro Direttore, di questi tempi dobbiamo parlare di crisi economica, di soluzioni per chi rimane a casa senza risorse (categoria nella quale, con l’aria che tira e il governo che abbiamo, potremmo tutti rientrare ancorché cittadini del ricco Lodigiano). Ma dato che sono, probabilmente, l’unico zoologo eletto in un consiglio provinciale italiano, lasciami dire due cose sui cani e sugli alti lai che molti animalisti stanno alzando a difesa dei suddetti.I cani, come i gatti, sono animali addomesticati dall’uomo qualche migliaio di anni fa. Derivano quindi da specie selvatiche e appartengono al gruppo tassonomico dei Carnivori, nome che, sia detto per inciso, dovrebbe pur evocare qualche attenzione. Gli animali domestici sono domestici nel momento in cui vivono nelle case e nelle pertinenze umane, svolgendovi un ruolo determinato dal contesto storico. Un tempo ripulivano le case dai roditori e difendevano gli armenti. Oggi ci fanno essenzialmente compagnia, oltre a essere utilizzati parzialmente per la caccia e la difesa.Nell’Italia devastata che conosciamo cani e gatti stanno riconquistando da decenni un ruolo ibrido di predatore naturale parzialmente addomesticato, che li porta a vagare intorno agli insediamenti umani durante le ore diurne, per poi assumere un ruolo tipicamente predatorio durante la notte. Nel sud i cani costituiscono almeno dai primi anni ’80 popolazioni ferali che scorazzano nell’Appennino in grossi branchi, comportandosi né più né meno come l’originario progenitore, il lupo. Conosco personalmente un collega che si è fatto una notte sugli alberi della Sila, circondato da trenta cani di grossa taglia decisi a papparselo, binocolo incluso. Analoga considerazione vale per i gatti che, pur non essendo animali sociali, vagano anche nelle campagne lodigiane predando efficacemente la già depauperata fauna selvatica locale. Chiunque sottovaluti l’impatto di questi piccoli predatori può consultare gli effetti devastanti della loro attività consultando gli archivi della Mammal Society inglese o guardando il bellissimo filmato della Bbc, dedicato a questo problema. Si calcola che la predazione a carico degli uccelli migratori operata dai gatti e dai cani in Europa superi di gran lunga quello dell’attività venatoria; parliamo, per intenderci, di decine di milioni di piccoli uccelli migratori, di roditori selvatici, insettivori, anfibi, rettili e altro. D’altra parte tutti noi abbiamo raccolto sulle porte di casa passeri, lucertole, rondini e altri animali selvatici gentilmente recapitati dai gatti: ebbene, moltiplicate il loro numero per qualche milione di gatti e avrete un’idea dell’impatto di questa predazione sulla biodiversità animale. Ora, i problemi connessi a questo stato di cose, particolarmente grave in Italia ma che si diffonde anche in Europa, può restare confinato ai patemi dei naturalisti e degli zoologi, preoccupati dell’impatto silente di cani e gatti sulla fauna selvatica, dei rischi di ibridazione con il lupo e il gatto selvatico, della diffusione di malattie che questi animali semidomestici portano nell’ambiente naturale. Una questione per specialisti, insomma, lontana dai problemi reali della collettività. Diventa però un problema di tutti quando, come tragicamente emerso in questi giorni, l’attività predatoria e l’aggressività si scatena contro gli uomini.Non ho mai capito, e mi hanno sempre innervosito, le campagne “perdoniste” e “buoniste” di chi è pronto a perdonare il mastino assassino o il dobermann squartatore e ho sempre considerato incoscienti quanti lasciano giocare un bimbo di 5 chili con un cane di 30. E i fatti recenti dimostrano che ho ragione. Considero altrettanto incosciente chi pensa che i cani vaganti nelle montagne italiane siano un bene da proteggere al pari dei lupi, come se non esistesse una scala di valori che differenzia nettamente il risultato dell’evoluzione naturale (il lupo) da quello di una selezione culturale (il cane) abbandonata a se stessa per incuria e ignavia.Qualche decennio fa le leggi sulla caccia, che di sicuro non rimpiango perché erano le stesse che permettevano di abbattere anche lupi, aquile e altre predatori, permettevano ai cacciatori di abbattere cani e gatti che si trovassero fuori dalle pertinenze umane. Misura eccessivamente draconiana, penseranno in molti, ma certamente ai tempi era impensabile che un branco di cani inselvatichiti uccidesse un bambino, tenesse in ostaggio un intero paese e in scacco polizia e carabinieri come avviene oggi in Sicilia.La tragedia di cui si parla è in qualche modo indice e misura dello stato di degrado in cui versa il Sud italiano, dove esistono paesi in cui la gente non può uscire di casa perché rischia di essere divorata dai cani (manco fossimo in Tanzania). E stride con questo stato di cose la soddisfazione espressa da talune sottosegretarie di governo, felici di avere approvato norme che permettono “finalmente ai cani di viaggiare in prima classe” (sic!).Mah! Caro Direttore, in un paese normale i cani e i gatti dovrebbero stare nelle case e nei cortili, non nei boschi. E gli animalisti non dovrebbero confondere amore con follia. In un paese normale, d’altra parte, in prima classe il governo dovrebbe mandare gli operai che perdono il lavoro. Mica i cani.Magari su treni che non si rompano un giorno sì e l’altro pure. PS: Questa lettera è stata scritta almeno due mesi fa, dopo l’uccisione di due turisti in Sicilia da parte di cani randagi: ho deciso di spedirla oggi dopo che un altro ragazzino è stato ucciso, sempre in Sicilia, da una muta di cani e dopo aver appreso che anche nella nostra Bassa è segnalata la presenza di cani vaganti.Luca Canova
IL MESSAGGERO
24 LUGLIO 2009
Il leggendario circo Barnum
in Italia Critiche degli animalisti
Il
14 ottobre a Roma e a Milano il 21
NEW YORK (24 luglio) - Con i lunghi capelli biondi
che la avvolgono come una nuvola dorata, Liina Aunola volteggia sulle
teste di centinaia di bambini che la guardano affascinati. Sospesa per
una caviglia, Liina intreccia un complesso balletto aereo, leggera come
una piuma. Momenti magici, come in un sogno. Ma d’improvviso viene giù,
scivolando lungo la corda, velocissima, fino a terra, pare che stia per
battere sulla pista, quando si ferma a pochissimi centimetri con un
rimbalzo elegante, e un sorriso malizioso. Ecco il circo. Una folla
internazionale di giovani artisti impavidi, una piccola truppa di
stupendi animali esotici, clown che sono più atleti che pagliacci: la
troupe del leggendario
Ringling Brothers and Barnum&Bailey
si esibisce questa mattina per le scuole e le colonie del comprensorio
newyorchese.
Ma a ottobre la piccola città leverà le tende dal lungomare di Coney Island e calerà in Italia. Il tour europeo del famoso circo americano toccherà Roma il 14 ottobre e Milano il 21. E se Roma è stata scelta come prima tappa, c’è un motivo storico: nel 1967, quando la Feld Entertainment comprò la Ringling-Barnum&Bailey, la società nata nel 1907 dalla fusione di due famosi circhi americani, il contratto fu firmato al Colosseo, a Roma. «Dopotutto, il Colosseo è il primo circo della storia» spiega Ermes Bonini, produttore italiano dello show. Nella loro trasferta romana, tuttavia, il Ringling non sarà sotto una tenda, ma al PalaLottomatica. La tradizione è bella, ma gli organizzatori vogliono anche comodità e tecnologia, per uno spettacolo che non parli solo alle famiglie con bambini, ma un pubblico più vasto e vario. Ci sono tutte e due le anime in questo spettacolo, la tradizione e la sperimentazione: ci sono le aerealiste, come la finlandese Liina, e i ”Guglielmo Tell” campioni di mira, come suo marito Martti Peltonen. Ci sono gli acrobati come Borislava Vaneva e Valentin Dinov, i clown giocolieri come Vas, Stas e Safargalina. E l’estroso comico-acrobata Justin Case, che coniuga la lezione di Buster Keaton a quella di Jacques Tati. C’è anche un’amabile squadra di cani bassotto, che Diana Vedyashkina guida in complicate evoluzioni su e giù per la pista. Ma ci sono anche numeri che richiedono macchinari di precisione, come il numero della famiglia Urias, che si esibisce a cavallo di motociclette lanciate ad altissima velocità dentro una gigantesca palla di acciaio, o Karl Winn, che attanaglia il pubblico con i suoi equilibrismi e salti mortali dentro cerchi rotanti a venti metri da terra. Quello che mancherà, nella produzione italiana, sono le spettacolari tigri bianche del Bengala e gli elefanti: la legge internazionale vieta di far viaggiare animali esotici da un continente all’altro. Il Ringling assumerà dunque domatori dalla Germania, che porteranno i loro animali. Per coloro che preferirebbero un circo senza animali, e che provano disagio davanti alla grinzosa faccia di un elefante obbligato a fare l’inchino o a stare sull’attenti durante l’inno nazionale, per chi si intristisce nel leggere lo sguardo bruciante di una tigre che deve rizzarsi obbediente sulle gambe posteriori, al Ringling sono pronti a ricordare che loro gli animali li trattano bene, tant’è che gli elefanti, una volta finita la loro carriera, vanno in pensione, nella riserva appositamente aperta per loro in Florida: «Li facciamo nascere, li cresciamo, li addestriamo, li facciamo lavorare e poi diamo loro la pensione - spiega il portavoce, Enrico Dinges -. Sono anche loro artisti del circo». Ieri, quando l’associazione per la difesa degli animali Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) ha denunciato il Ringling, pubblicando un video in cui si vedono gli addestratori fare ricorso a un attrezzo chiamato “bullhook”, una mazza che finisce con un uncino, il circo ha risposto asciutto che gli elefanti non vengono maltrattati, e che lo strumento viene normalmente usato «in tutto il mondo dagli addestratori, in modo innocuo». Per convincere il pubblico, comunque, il circo ha esteso un invito generale: «Venite a vedere di persona come li trattiamo, e vedrete che gli elefanti nelle nostre mani stanno bene».
FOTO
SAVONA NEWS 24 LUGLIO 2009
Mucche stressate riducono la produzione di latte
Con il caldo eccezionale di
questi ultimi giorni soffrono anche gli animali con le mucche nelle stalle che,
stressate dalle alte temperature, producono fino al 15 per cento di latte in
meno, rispetto ai circa
SAVONA NEWS 24 LUGLIO 2009
Le balene si chiamano per nome
Moby Dick non sarebbe stato
lo stesso, se Hermann Melville lo avesse saputo, ma le balene si conoscono tra
loro per nome e comunicano con vari dialetti per pianificare la strategia di
caccia: e' la scoperta di Heike Vester, una ricercatrice tedesca che da anni
studia il comportamento di questi cetacei nei mari della Norvegia. ''Possiamo
dire che i canti delle orche e dei delfini balena hanno toni diversi l'uno
dall'altro'', ha detto Vester all' agenzia stampa Dpa. ''I mammiferi marini
hanno un sofisticato sistema di comunicazione'', ha spiegato la biologa che da
dieci anni vive a Henningsvaer, porto sulle isole Lofoten, nell'estremo Nord
della Norvegia. ''Si scambiano informazioni precise - ha proseguito - come
'attaccate da destra il banco di aringhe, io lo faccio da sinistra'''. I gruppi
di cetacei ''hanno anche variazioni nel repertorio, come se fosse un dialetto
che distingue una famiglia da un'altra''. Cosi', spiega la biologa di 39 anni,
''quando piu' di un gruppo e' insieme, le balene producono suoni diversi, per
non perdersi''. Le orche hanno poi fino a 17 'rumori': suoni, fischi, brontolii
e crepitii, per riconoscersi all'interno dello stesso gruppo. Vester ha condotto
le sue ricerche nell'istituto norvegese di Oceansounds, uno dei pochissimi paesi
che non rispetta il divieto di caccia alle balene, in vigore dal 1985. Quando la
biologa esce in mare per registrare il canto delle balene, spesso e' in
conflitto con i cacciatori. ''Chi studia questi animali in Norvegia non ha la
vita facile - ha concluso - e i cetacei soffrono sempre di piu': per la caccia,
per i sonar delle navi che disturbano la loro comunicazione e per l'inquinamento
da pesticidi e da spazzatura nel mare''.
Aniamalieanimali 24 LUGLIO 2009
BIMBO
SBRANATO DA CANI, LAV METTE A DISPOSIZIONE I SUOI ESPERTI Chiesta piena luce su impiego dei cani e ipotesi coinvolgimento dei minori
Chiediamo che si faccia
piena luce sulla destinazione finale dei cani, sulle modalità di addestramento e
sulle persone implicate, affinché siano chiarite tutte le responsabilità anche
in merito all’ipotesi del coinvolgimento di minorenni e bambini nella gestione
dell’allevamento.
Aniamalieanimali 24 LUGLIO 2009
LOMBARDIA,
CACCIA “IN DEROGA”: CONSIGLIO REGIONALE CONTRO UE E PRESIDENTE
Ieri pomeriggio, presso VIRGILIO NOTIZIE 24 LUGLIO 2009
Campania/ Martini convoca vertice al Ministero su canile Cicerale Per definire interventi tutela animali
Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha convocato ieri un vertice al Ministero per esaminare la situazione del canile di Cicerale, in provincia di Salerno e definire gli ulteriori interventi per la tutela dei cani ancora presenti. Al vertice, presieduto dal sottosegretario Martini, erano presenti, oltre a dirigenti del Ministero, gli onorevoli Ceccacci, Mannucci e Gianmarco, rappresentanti del Prefetto di Salerno, rappresentanti della Provincia di Salerno e delle Associazioni animaliste e i carabinieri dei Nas. "Seppure invitati - spiega il ministero - non sono intervenuti i vertici del Comune di Cicerale e del Servizio veterinario della Asl Salerno 3 nonostante avessero specifiche e dirette competenze in materia". Nel canile di Cicerale erano già state riscontrate dagli ispettori del Ministero e dei Nas gravi carenze strutturali, igienico sanitarie, nonché situazioni di maltrattamento animale che avevano condotto alla necessità di richiedere un urgente trasferimento degli animali in altre strutture idonee. Nonostante l'impegno del Prefetto di Salerno che ha coordinato i 97 Comuni afferenti al canile di Cicerale stimolandoli al recupero dei cani ricadenti sotto la loro responsabilità, sono ancora presenti nella struttura oltre 300 cani non sterilizzati. Al termine del vertice il Prefetto di Salerno si è assunto l'impegno di coordinare le associazioni animaliste campane al fine di trovare finalmente una corretta collocazione ai cani ancora presenti. La Martini ha dichiarato: "Ribadisco che il caso del canile lager di Cicerale è alla mia costante attenzione e che intendo intraprendere tutte le iniziative di mia competenza e coadiuvare tutte le istituzioni coinvolte al fine ottenere, come richiesto dai tecnici del Ministero nel corso della loro visita al canile del 3 febbraio scorso, il completo trasferimento di tutti i cani in esso ricoverati in altre strutture idonee a garantire la loro salute e il loro benessere". ANMVI OGGI 24 LUGLIO 2009
CICERALE, ASL ASSENTE AL VERTICE MINISTERIALE
Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha convocato ieri un vertice al Ministero per esaminare la situazione del canile di Cicerale e definire gli ulteriori interventi per la tutela dei cani ancora presenti in esso. Al vertice, presieduto dal Sottosegretario Martini, erano presenti, oltre a dirigenti del Ministero, gli onorevoli Ceccacci, Mannucci e Gianmarco, rappresentanti del Prefetto di Salerno, rappresentanti della Provincia di Salerno e delle Associazioni animaliste e i Carabinieri dei Nas. Seppure invitati non sono intervenuti i vertici del Comune di Cicerale e del Servizio veterinario della Asl Salerno 3 nonostante avessero specifiche e dirette competenze in materia. Nel canile di Cicerale erano già state riscontrate dagli ispettori del Ministero e dei Nas gravi carenze strutturali, igienico sanitarie, nonché situazioni di maltrattamento animale che avevano condotto alla necessità di richiedere un urgente trasferimento degli animali in altre strutture idonee. Nonostante l'impegno del Prefetto di Salerno che ha coordinato i 97 Comuni afferenti al canile di Cicerale stimolandoli al recupero dei cani ricadenti sotto la loro responsabilità, sono ancora presenti nella struttura oltre 300 cani non sterilizzati. Al termine del vertice il Prefetto di Salerno si è assunto l'impegno di coordinare le associazioni animaliste campane al fine di trovare finalmente una corretta collocazione ai cani ancora presenti.In merito il Sottosegretario Martini ha dichiarato "Ribadisco che il caso del canile lager di Cicerale è alla mia costante attenzione e che intendo intraprendere tutte le iniziative di mia competenza e coadiuvare tutte le istituzioni coinvolte al fine ottenere, come richiesto dai tecnici del Ministero nel corso della loro visita al canile del 3 febbraio scorso, il completo trasferimento di tutti i cani in esso ricoverati in altre strutture idonee a garantire la loro salute e il loro benessere". (fonte:Ministero-Settore Salute)
SAVONA NEWS
Finale (SV): stormo di colombe bianche sul torrente Sciusa
Finale (SV) - Uno stormo di venticinque bellissime colombe bianche, probabilmente fuggito da un allevamento amatoriale o da qualche cerimonia matrimoniale è stato ritrovato nel torrente Sciusa a monte della chiesa di Calvisio, nell’entroterra di Finale Ligure.I volontari della Protezione Animali savonese, accorsi su chiamata di alcuni residenti, hanno trovato i volatili apparentemente in buone condizioni, ma la libertà a questi animali domestici sta costando loro cara, perché diversi volatili sono già stati uccisi e divorati dai predatori selvatici della zona, probabilmente volpi.Per questo l’ENPA lancia un appello per trovare i padrone degli animali; chiunque possa dare informazioni utili può telefonare all’associazione (019/824735), o inviare una mail a savona@enpa.org. SESTO POTERE 24 LUGLIO 2009
Savona, salvato rapace tutelato dalla Convenzione di Washington
Savona - 24 luglio 2009 - Nella tarda mattinata di mercoledì, gli agenti del Comando Stazione di Vado Ligure (SA) del Corpo forestale dello Stato hanno salvato un giovane esemplare di civetta, ritrovato impigliato tra i sacchi di patate all’interno del mercato ortofrutticolo di Quiliano (SA). I Forestali sono intervenuti dopo aver ricevuto una segnalazione da parte dei magazzinieri che, intenti a sistemare alcuni sacchi, si erano accorti della presenza dell’animale. Il rapace, ancora pulcino, era rimasto impigliato nella rete di un sacco di patate, aveva la zampa destra ferita e si dimenava con particolare aggressività nel tentativo di liberarsi. Il volatile, immediatamente soccorso dagli agenti che hanno anche provveduto ad eseguire un primo controllo di rito, è stato quindi trasferito presso un centro di recupero specializzato di Bernezzo, nel Cuneese, per ricevere le cure del caso ed essere successivamente reinserito nel suo habitat naturale. WWF.IT 24 LUGLIO 2009
Caccia in deroga: la Lombardia ci riprova Nonostante le rassicurazioni di Formigoni la Commissione Attività produttive ha reintrodotto la caccia in deroga, con nuove specie cacciabili
Via libera a maggioranza in
Commissione “Attività produttive” presieduta da Carlo Saffioti (FI-PdL) al
provvedimento (relatore Vanni Ligasacchi, AN-PdL) che disciplina le regole per
l'esercizio dell'attività venatoria lombarda per la stagione 2009-2010, frutto
dell’abbinamento dei due distinti progetti di legge presentati rispettivamente
dal PdL (Ligasacchi, Saffioti, Macconi, Peroni) e dalla Lega Nord (Frosio,
Rizzi). Il progetto di legge sarà ora sottoposto al voto definitivo in Consiglio
regionale nella seduta di fine luglio successiva alla sessione di bilancio.
Questi ultimi numeri, invariati rispetto all’ultima
stagione venatoria, sono il risultato e la conseguenza dell’incontro tecnico
tenutosi lo scorso anno a Roma con i rappresentanti dell’INFS dove
all’unanimità dei presenti, nel pieno rispetto delle direttive comunitarie
vigenti, erano stati elevati i valori medi delle quantità di fringuello e
peppola cacciabili, passando dall’1% (valore di riferimento precedente)
all’attuale 3% del quantitativo di esemplari viventi della specie, mentre
per lo storno si era passati dall’1% al 2%. Va ricordato che la Commissione
Europea ammette un prelievo compreso tra l’1 e il 5 per cento.
La caccia allo storno e al fringuello sarà consentita dalla terza decade di
settembre al 31 dicembre, la caccia alla peppola, al frosone e alla pispola
dal 1 ottobre al 31 dicembre, mentre al prispolone dal 2 settembre al 15
ottobre solo da appostamento fisso.Forti critiche sono state espresse da
Marcello Saponaro (Verdi), che ha lamentato come “ogni anno in questo
periodo la Regione Lombardia approva provvedimenti per consentire di
cacciare alcune specie di volatili in deroga alle normative europee. Tutto
ciò viene fatto contro le Sentenze di TAR, Consiglio di Stato, Corte
Costituzionale e sotto la minaccia di una formidabile multa della Corte di
Giustizia dell’Unione Europea. Ma il fatto nuovo è una delibera del 22
dicembre 2008 dove il presidente Formigoni dice chiaramente che sulla caccia
in deroga “è necessario evitare qualunque iniziativa legislativa di Regione
Lombardia”. Malgrado tutto ciò –ha concluso Saponaro- oggi l’intera
maggioranza ha approvato un progetto di legge sulla caccia in deroga
contravvenendo bellamente all’ordine di Formigoni”.
La Commissione ha inoltre licenziato il provvedimento (relatore Giosuè
Frosio, Lega Nord) che consente l'utilizzo di richiami vivi della stessa
specie, purchè provenienti da allevamenti in cattività o precedentemente
catturati e inanellati dalle Province, e dalle stesse distribuite ai
cacciatori. Complessivamente potranno essere utilizzabili a tale scopo 1.750
esemplari di allodola, 12.550 di cesena, 4.050 di merlo, 24.250 di bottaccio
e 11.800 di sassello, per un numero complessivo di richiami pari in
Lombardia a 54.400. La parte del leone spetta alla provincia di Brescia con
24mila e 900 esemplari complessivi, seguita da Bergamo con 21.250 capi,
Lecco-Sondrio con 4.950, Como con 1.500 e Mantova con 950. (biass)
Sempre ieri la Presidente del WWF Lombardia Paola Brambilla ha depositato le osservazioni al provvedimento che ribadiscono, in modo documentato, la contrarietà dell'associazione alla caccia in deroga. Testo tratto da Lombardia quotidiano del 23 luglio 2009, edito da Regione Lombardia IL GAZZETTINO 24 LUGLIO 2009
MAROSTICA La coppia di cani è di una trentacinquenne che ha già ricevuto denunce a causa loro ed era stata avvertita dal sindaco Morsi a due passanti, rottweiler sequestrati Erano usciti dal recinto e si erano messi a vagare per la città, aggredendo un uomo e un’anziana
Marostica (VI) - (B.C.) Uomini della Polizia locale dell’Unione del Marosticense e tecnici dei Servizi veterinari dell’Ulss n.3, ieri, a Marostica, hanno eseguito il sequestro di una coppia di rottweiler disposto dal Gip del Tribunale di Bassano. I due cani sono stati tolti alla proprietaria, M.M., 35 anni, e portati al canile Garden Zoo di Pove del Grappa, convenzionato con l’Asl. É l’epilogo di una situazione delicata, che dura da circa un anno, segnata da varie segnalazioni di aggressività degli animali da parte di vicini e passanti e da alcuni attacchi a persone; "incidenti" che sono già costati alla proprietaria alcune denunce. L’ultimo episodio si è verificato un paio di settimane fa. I due rottweiler sono usciti dal loro recinto e si sono messi a vagare per la città della Partita a scacchi. Ad un certo punto hanno incontrato e morso un uomo e un’anziana, che hanno dovuto farsi medicare al pronto soccorso. Per quest’ultima circostanza alla 35enne scaligera è stato contestato il mancato rispetto dell’ordine che aveva ricevuto dal sindaco di controllare costantemente i due nervosi quattrozampe e di tenerli nelle pertinenze della sua abitazione. Il procedimento sfociato nel sequestro era partito ancora prima e si riferiva ad un altro caso ancora.Ieri,M.M. non si è opposta alle operazioni. I due cani, un maschio e una femmina, regolarmente iscritti all’anagrafe canina, grazie anche alla professionalità degli addetti non si sono ribellati. L’attività è stata coordinata dal comandante dell’Unione del Marosticense, Sebastiano Trivellin. Un analogo provvedimento era stato eseguito in marzo, ad Asiago. ANSA AMBIENTE 24 LUGLIO 2009
ANIMALI: TRENTINO; LINCE FILMATA DA FORESTALE, E' SVIZZERA
TRENTO - Un filmato di una lince libera tra le montagne, e sembra sia il primo del genere in Italia, e' stato girato da un agente della forestale del Trentino, Alberto Stoffella. Si tratta di B132, un animale giunto in questi territori nel marzo 2008 e che da allora si sposta tra Val Rendena, Val di Sole, Val di Non e Valle dell'Adige. Il filmato la riprende nella zona di Molveno, accucciata su di un grosso masso e intenta a tratti a stiracchiarsi poi a guardarsi attorno attenta. B132, del peso di circa 25 kg, arriva da diverse reintroduzioni avvenute negli anni '70, che oggi hanno prodotto una popolazione alla ricerca di nuovi spazi vitali, che sta lentamente ricolonizzando le valli alpine, dov'e' sempre stata presente. ''Ha un radiocollare in via di esaurimento - ha spiegato Claudio Groff, referente del Servizio Foreste e fauna della Provincia autonoma - e fra qualche mese potrebbe spegnersi. Stiamo lavorando per una cattura dell'animale, per dotarlo di un collare nuovo. Non sara' facile, ma e' molto interessante continuare a seguirlo e a tenere sotto controllo i suoi movimenti. In Italia ci sono meno di dieci linci, poche decine in Slovenia e un centinaio in Svizzera. Il radiocollare e' anche un deterrente contro possibili atti di bracconaggio''. IL RESTO DEL CARLINO 24 LUGLIO 2009
INFORTUNIO MORTALE A CASALFIUMANESE Scivola mentre carica toro sul carrello Allevatore calpestato dall'animale La vittima durante l'operazione di trasferimento è però scivolata finendo sotto i possenti zoccoli del bovino. Inutili i soccorsi. La tragedia sotto gli occhi del fratello. La bestia gli sfondato la cassa toracica e la testa
CASALFIUMANESE (BOLOGNA), 21
LUGLIO 2009 - Infortunio mortale sul lavoro in un'azienda agricola nel comune di
Casalfiumanese tra le frazioni di San Clemente e San Martino in Pedriolo. Un
allevatore di 39 anni, Silvano Bacci, è stato ucciso dal toro che stava cercando
di caricare su un carrello.La vittima, insieme al fratello, era andato a
prendere l'animale al pascolo. Insieme avrebbero dovuto riportare nella stalla
un toro infortunatosi ad una zampa. LIBERO 24 LUGLIO 2009
La Martini pone fine alla mattanza
OSCAR GRAZIOLI
Questa volta sono certo che i lettori di Libero condivideranno il nostro entusiasmo. Sapevamo che prima o poi doveva arrivare, lo sentivamo come un cavallo sente nelle froge l’arrivo della pioggia. Abbiamo combattuto questa battaglia perché eravamo nel giusto, perché, quando si difende senza dannosi estremismi il diritto al benessere dell’uomo e degli animali, vuol dire essere sulla corretta via. Quando poi fai appello ai lettori e loro rispondono obbligandoti ad allacciare linee telefoniche d’emergenza perché i fax sono intasati di giorno e di notte, allora sai che devi andare avanti. E non ti fanno paura le intimidazioni (sì ne abbiamo ricevute, anche fisiche), te ne freghi delle minacciate querele (mai pervenute), non ti fanno più pietà le lacrime di coccodrillo dei sindaci che hanno permesso per anni gli scempi più orrendi. Cavalli che correvano sull’asfalto, su strade fatte di pietre, cavalli drogati fino alla criniera, fantini “bevuti e fatti” peggio che nei suburbi dove crack e ketamina scorrono a fiumi, turisti innocenti feriti o morti pensando di esser andati a vedere la rievocazione storica in onore di un santo e non un macello equino aperto sulla pubblica via (scene rievocate mercoledì in un corto da brividi realizzato da Francesca Nucci, ndr).La nuova ordinanza presentata dall’onorevole Francesca Martini fa giustizia di questo passato che speriamo rimanga solo un brutto ricordo, un vecchio film che sbiadisce in una pellicola usurata dal tempo. L’ordinanza, fortemente voluta da numerose associazioni animaliste, ma soprattutto dalla gente comune, intende disciplinare le manifestazioni pubbliche e private nelle quali vengano impiegati equini al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati. Credo che tutti abbiano negli occhi le immagini drammatiche di cavalli che arrancano su una pista indegna di tale nome con le zampe spezzate, mentre una scia di sangue si allarga tra un dito di sabbia e una spanna d’asfalto. Qualcuno avrà visto anche il tragico epilogo, il colpo di pistola sparato in fronte al cavallo o, più recentemente, le iniezioni letali con un telo messo su, in qualche modo, per cercare di coprire la scena raccapricciante. Bene, oggi cerchiamo di dimenticare questa pellicola, non di rimuoverla (la storia è maestra di vita). L’ordinanza che andrà a breve in vigore presuppone che l’interazione tra il fantino e il cavallo debbano rispettare severi criteri etici che sono alla base di qualunque attività sportiva, agonistica e d’allevamento. Le attività che coinvolgono il cavallo nei diversi ambiti dunque, sono finalizzate a strumento educativo all’interno del quale è proibita qualunque forma di doping, maltrattamenti e slealtà sportiva. È stato Gianluca Laliscia, quale ambasciatore italiano dell’Endurance nel mondo, a firmare questa carta etica del cavallo. L’ordinanza prevede che le manifestazioni dove vengono impiegati equidi, al di fuori dei percorsi autorizzati e con l’eccezione di mostre, sfilate e cortei, debbano essere approvati previo parere tecnico del comitato organizzatore, favorevoli la Commissione comunale o provinciale.La Commissione, tramite veterinari e tecnici specializzati nella valutazione dei terreni, verifica i requisiti d’integrità di fantini, cavalli e pubblico. Alle manifestazioni non possono partecipare cavalli d’età inferiore ai quattro anni, come vige divieto di partecipazione ai cavalieri condannati per maltrattamenti ad animali o scommesse clandestine. Fantini e cavalli, saranno sottoposti a test antidoping prima e dopo le corse. Vietati anche gli “aiuti” che causano sofferenze ai cavalli. Finalmente viene fatta giustizia dei mille palii spaccaossa che hanno insanguinato gli asfalti esigendo un altissimo tributo di morti e feriti tra cavalli, fantini e spettatori. Entro pochi mesi, i macelli di Piazza Armerina, Avola, Modica, Feltre, Menfi, Santa Margherita Belice e tutti quelli ancor meno noti o si daranno nuove regole o chiuderanno i battenti. E non si tirino in ballo i soliti “fondi” che mancano: se non ci sono, avanti con le fiaccolate. Stando ben attenti agli incendi.
ALTO ADIGE
24 LUGLIO 2009
Joy e Tommy, i cani
dell'Arma impegnati contro la criminalità
LAIVES (BZ). Joy, labrador nero di 2 anni, e Tommy, pastore tedesco di 3
anni e mezzo, sono due dei quindici cani in servizio al nucleo cinofili dei
carabinieri. Vengono impiegati nella ricerca di persone scomparse, per
individuare droga e ordigni esplosivi, ma anche per bloccare pericolosi
malviventi. Ieri, in un’esercitazione, Tommy è sceso da un elicottero
dell’Arma bloccando un rapinatore in fuga. I cani vengono acquistati a
1500/2000 euro in allevamenti italiani e tedeschi. «In prevalenza - spiega
il comandante del nucleo cinofili, il maresciallo capo Jacopo Giussani - si
tratta di pastori tedeschi, che sono più versatili, ma ora abbiamo avviato
un progetto pilota con i labrador». L’addestramento, a Firenze, dura 5-6
mesi, periodo durante il quale l’animale viene affidato ad un conduttore.
«Col passare del tempo - spiega il comandante della compagnia di Egna
Lorenzo Angioni, da cui dipende il nucleo cinofili - l’affiatamento è tale
che cane e padrone diventano una cosa sola: hanno lo stesso carattere, le
stesse movenze e reazioni». In generale vengono scelti cani socievoli e
curiosi. «Se sono destinati alla ricerca di stupefacenti - spiega il
brigadiere Angelo Passaro - iniziano subito a giocare con un manicotto o un
asciugamano, all’interno del quale viene poi nascosta la droga, che col
tempo riescono a individuare ovunque». Prima familiarizzano con hashish e
marijuana, che hanno un odore più forte, per poi passare a cocaina ed
ecstasy. «L’importante - continua Giussani - è che il cane non venga mai a
contatto con la droga, che potrebbe essere tagliata con stricnina ed essere
letale». Ieri, alla «Guella» di Laives, è toccato a Joy individuare la droga
nascosta all’interno di un’utilitaria. Ancora più spettacolare l’atterraggio
dell’elicottero in hovering al campo sportivo. Tommy e il suo conduttore,
l’appuntato Matteo Violato, sono scesi da un AB412 ed il cane ha bloccato
dopo un inseguimento un rapinatore in fuga. La difficoltà del «padrone» sta
nell’ordinare al cane di mollare la presa una volta fermato il malvivente.
Anche questi cani/eroi - utilizzati sabato scorso nella ricerca della mamma
caldarese morta con il suo piccolo in un pozzetto - vanno in pensione.
Spesso restano ai loro conduttori, che hanno la prelazione, ma anche gli
amanti degli animali possono fare richiesta all’Arma per ospitarli e
garantire loro una “vecchiaia“ serena.
IL GIORNALE
24 LUGLIO 2009
Animali, 9 conigli
sfrattati dal terrazzo di casa
Sondrio - Quando nove conigli nani sono in grado di mobilitare vigili,
ambientalisti, Tar e perfino il presidente della Repubblica. Tutto vero.
Accade a Sondrio dove, per far sgomberare la famigliola di animaletti dal
terrazzo di un'abitazione privata, è intervenuta la polizia municipale, con
tanto di mandato e ordinanza. Nemmeno di trattasse di rom abusivi o di
immigrati clandestini. «Quei conigli non possono stare in terrazza un minuto
di più». Il motivo? Ragioni igieniche. I vicini di casa della padrona della
felice colonia di coniglietti non hanno gradito i «ricordini» lasciati tra i
vasi dei loro fiori. E quindi ai conigli viene ordinato di spostarsi una
quindicina di metri più in là. Il testo dell'ordinanza finisce sul tavolo
del Tribunale degli animali di Como e l'associazione in difesa degli animali
Aidaa si occupa del caso. Tanto che nei prossimi giorni impugnerà
l'ordinanza davanti al Tar della Lombardia e invierà un ricorso
straordinario al presidente Giorgio Napolitano, niente po' po' di meno. Sarà
chiesto il suo intervento per salvare i conigli nani sfrattati.
«Se l'ordinanza emessa fosse legittima - spiega il presidente di Aidaa, Lorenzo Croce - a Sondrio nessuno potrebbe più possedere un coniglietto nano che di fatto è considerato un animale d'affezione. I conigli vengono venduti tranquillamente in tutti i garden center. La legge pone solo per cani e gatti il numero massimo possibile di animali da poter tenere in casa». Gli animalisti, con la provocazione del ricorso, sperano che venga ritirata l'ordinanza contro i conigli, che tra l'altro, sono stati multati con 300 euro di sanzione.
ALTO ADIGE
24 LUGLIO 2009
Fido in auto? Mai sotto il sole
BOLZANO. Le temperature decisamente elevate di questi giorni
ripropongono l’emergenza di alcuni comportamenti davvero criminali nei
confronti dei cani. In particolare ci è giunta la segnalazione di una
giovane lettrice, relativa a due episodi analoghi che ha avuto occasione
di verificare (intervenendo per salvare, in qualche modo, i poveri
cagnolini) a distanza di pochi giorni: cani lasciati in automobile,
sotto il sole, con al massimo un finestrino abbassato di un paio di
centimetri, ovvero evidentemente pochissimo. Il rischio che i cagnolini
e gli animali in generale corrono in tale situazione, è evidente. A tal
proposito, ecco quanto suggerisce l’Enpa (Ente nazionale protezione
animali). Non lasciare mai un animale incustodito in auto. Nei giorni
di sole la temperatura dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i
finestrini aperti, e l’auto si trasforma in un vero forno. Un animale
lasciato in queste condizioni può morire in poco tempo, bastano anche
solo 10 minuti - il tempo di fare una spesa veloce (giustificazione
spesso addotta dai padroni incoscienti) - per condannarlo a una morte
orribile. Se qualcuno dovesse vedere un animale rinchiuso all’interno
di un veicolo deve prestare attenzione ai sintomi di un eventuale un
colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata);
se non si interviene al più presto rischia correre grave pericolo di
vita e occorre rintracciare quanto prima il proprietario del veicolo. Se
costui non fosse reperibile bisogna chiamare immediatamente le forze
dell’ordine che interverranno in caso di comprovata emergenza; nel
frattempo si deve cercare comunque di creare ombra con i mezzi
disponibili (ad esempio giornali sul parabrezza), di versare acqua
all’interno per bagnare l’animale o, se possibile, di farlo bere
attraverso un’eventuale fessura del finestrino.
TISCALI
24 LUGLIO 2009
Far viaggiare il cane nella stiva
dell'aereo è rischioso
Portare il cane nella stiva di un aereo è rischioso. Perciò, prima di
partire per le vacanze portando in volo con sé l'amico a quattro zampe,
occorre prendere delle precauzioni.
E' l'avvertimento lanciato dal sottosegretario alla Salute, Francesca
Martini. "Io personalmente - ha spiegato - dopo alcune situazioni
rischiose in cui mi sono trovata nonostante tutte le raccomandazioni e
le attenzioni, non porto più il mio cane che, con la gabbia, pesa più di
10 chilogrammi, in aereo.Perché lo considero un fattore di rischio. Nel
mio caso scaricando avevano aperto la gabbia e sono andata in cerca del
cane per tutta la pista".
La maggior parte delle compagnie consentono il trasporto del cane in
cabina soltanto all'interno di una gabbia e al di sotto dei dieci
chilogrammi (gabbia inclusa). Il che praticamente restringe il campo
solo ai quattro zampe di piccola taglia, come i chihuahua o i bassotti.
Per tutti gli altri l'unico trasporto ammesso è quello in stiva.
"Vorrei fare - ha continuato Martini - un appello: se dovete portare il cane in aereo, attenzione a valutare tutti gli aspetti tecnici. Controllate che ci sia la garanzia della pressurizzazione, e valutate bene le condizioni cliniche dell'animale prima del trasporto, perché il viaggio in aereo è comunque sempre traumatico. Il cane deve essere in ottima salute e possibilmente gli va somministrato un lieve sedativo prima della partenza, in modo che l'animale si rilassi".
TRENTINO
24 LUGLIO 2009
Serve un asilo per i cani dei
turisti
TRENTO. La Lega Nord ha presentato ieri una mozione al presidente
del consiglio comunale, Renato Pegoretti, contro l’abbandono degli
animali e la prevenzione del randagismo, a difesa degli amici «a
quattro zampe». Tra le proposte anche un asilo per gli animali dei
turisti. Bruna Giuliani, Franca Penasa, Mara Dalzocchio e altre
donne della Lega, accompagnate in sede dai loro cani, ieri in
conferenza stampa hanno sottolineato l’urgenza di fare educazione
fra i più giovani nelle scuole, sensibilizzando anche con proiezioni
di video che facciano riflettere su questi temi, e creare una
struttura di asilo per gli animali dei turisti, che in Trentino
troverebbero strutture in grado di offrire loro un valore aggiunto.
Chi volesse ad esempio visitare una mostra o un museo, potrà farlo
anche se è arrivato in città col cane, lasciandolo lì per poi poter
tornare a prenderlo a visita ultimata. In questo modo, sostengono le
donne della Lega, sarà possibile anche la valorizzazione della
collaborazione delle associazioni protezionistiche esistenti sul
territorio. L’abbandono degli animali è un reato punito penalmente,
così come l’avvelenamento con esche, sottolineano alla Lega, ma in
Italia si continuano ad abbandonare gli animali, tanto che a livello
nazionale i casi registrati a luglio di quest’anno sono già più di
1700. «Per il Trentino non abbiamo stime» ha detto Mara Dalzocchio,
sottolineando che anche il dato nazionale è riferito solo ai casi
registrati, ma si stima che possano essere molti di più gli animali
di cui i proprietari si sono sbarazzati nel corso di questa estate,
prima di andare in ferie.
MESSAGGERO VENETO
24 LUGLIO 2009
Vacanze con Fido, grazie a
Internet
Al via la campagna estiva del governo contro l'abbandono degli
animali, un'iniziativa che, quest'anno, mette a disposizione degli
utenti anche il nuovo portale www.turistia4zampe.it, presentato
recentemente dal ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla,
insieme al sottosegretario alla salute, Francesca Martini, con
l'obiettivo di mettere gli italiani nelle condizioni di condividere
con Fido e Micio le loro vacanze. All'interno del portale, sarà
possibile reperire non solo utili informazioni su esercizi pubblici,
alberghi, ristoranti, agriturismi, campeggi e spiagge, dove i
quattro zampe sono bene accetti, ma anche tanti consigli per
organizzare al meglio la nostra vacanza. Due gli scopi principali
del progetto: migliorare la competitività turistica dell'Italia e,
al tempo stesso, combattere il deplorevole fenomeno dell'abbandono.
Gli esercizi pubblici, che aderiranno alla campagna di
sensibilizzazione, dovranno esibire un adesivo all'ingresso del
locale, recente il logo dell'iniziativa e la scritta “Welcome
turisti a quattro zampe”. Ai gestori più meritevoli, inoltre, andrà
un apposito riconoscimento: il premio “accoglienza bestiale”, che
sarà assegnato dal ministero. Ogni anno, in Italia, vengono
abbandonati circa 135 mila animali, dei quali l'80%, muore in
incidenti stradali, per malattia o di stenti. In Friuli Venezia
Giulia, secondo i dati forniti dal Ministero della salute, sono
circa 1650 i cani ospitati all'interno dei canili. Chiunque trovi un
animale abbandonato può contattare qualsiasi numero di pronto
intervento, che a sua volta contatterà il cinovigile di turno, una
figura che dipende dall'azienda sanitaria e che ha il compito di
portare l'animale in una struttura idonea ad accoglierlo.
L'abbandono di animali, ricordano le Forze dell'Ordine, è
considerato un reato punito dalla legge 189 del 2004 con l'arresto
fino ad un anno o ammenda da 1000 a 10.000 Euro.
IL PICCOLO
24 LUGLIO 2009
Al Castello falconieri da
tutta Europa
Marco Bisiach
GORIZIA Quasi 200 esemplari di rapaci di ben 30 specie differenti.
Saranno loro i protagonisti della terza edizione delle Giornate
della Falconeria, che questo weekend animerà il Castello di Gorizia.
La maifestazione è stata presentata ieri nel parco del Municipio.
«Credo che un simile evento riporti il Castello al suo contesto
naturale, ovvero quello delle atmosfere medioevali – ha detto
l’assessore Devetag E proprio la possibilità di offrire ai turisti
momenti di svago come questi, all’insegna della cultura e del
territorio, rappresenta una grande risorsa per la nostra città».
Particolarmente qualificata anche la presenza delle decine di
espositori e falconieri provenienti da tutta Europa, che faranno
dell’appuntamento goriziano uno dei più importanti nel suo genere a
livello continentale. La manifestazione è stata contestata
dall'associazione «100% animalisti» . Gli attivisti del sodalizio
hanno affisso uno striscione all’ingresso del castello di Gorizia
contro «i giorni della falconeria». E un altro, alle porte di
Aurisina, contro il Circo di Bruxelles che utilizza animali Il
programma si conferma ricco di appuntamenti. Domani alle 10 apertura
della mostra didattica dei diversi rapaci diurni e notturni: tra i
tanti, falco pellegrino, gheppio americano, poiana, aquila del mare,
aquila delle steppe, gufo reale, barbagianni e gufo africano. Alle
11, poi, prenderà il via un’esibizione di rapaci in volo libero (che
si ripeterà alle 18), mentre nel primo pomeriggio i più piccoli
potranno cimentarsi in un concorso di disegno – i volatili saranno
ovviamente gli specialissimi “modelli” – ed in un mini-corso di
falconeria. Alle 17.30 sarà invece la volta dell’esibizione dei
figuranti di Arma Antica, che daranno vita a duelli nella cornice
del campo medioevale ricostruito nell’area del Castello. Alle 19.30
chiusura della giornata. Domenica poi anche un convegno, alle 15,
nella Sala del Conte sulla “Prevenzione delle principali malattie
dei falchi”. Il Comune ha predisposto un servizio di bus navetta che
collegherà piazza Cavour ed il Castello dalle 15 alle 19 di sabato e
domenica.
LA NUOVA SARDEGNA
24 LUGLIO 2009
Un gregge sterminato dai cani
Mauro Tedde
NULVI (SS). Quattro pecore morte, undici disperse dieci ferite
gravemente (ed anche queste con il caldo che fa potrebbero subire la
stessa sorte). È il bilancio dell’ultimo raid notturno dei cani
randagi a Nulvi. Torna quindi l’incubo del randagismo che tanti
danni aveva causato negli anni scorsi con centinaia di ovini
sbranati o uccisi dalle ferite riportate. Ad essere colpita ancora
una volta l’azienda di Gian Mario Posadinu che alleva un gregge
altamente selezionato nei terreni in cima alla collina di San
Lorenzo sotto cui sorge il paese. Le sorvegliava praticamente a
vista quelle pecore, sapendo che un nuovo branco di cani si stata
riunendo e che in passato molti dei suoi animali erano stati
sbranati dai cani. Martedì notte il giovane allevatore si è recato
ad una festa di laurea e ieri mattina ha trovato la brutta sorpresa.
Il gregge era in parte sparito. Seguendo i corvi l’uomo ha
ritrovato le sue pecore già morte o agonizzanti. Una scena
raccapricciante. Undici animali sono spariti nel nulla precipitati
probabilmente nei dirupi che attorniano la collina, “sas pelcias”,
come li chiamano da queste parti. «In pochi anni ho perso circa 200
pecore a causa dei cani randagi - si lamenta l’allevatore - ho del
bestiame selezionato e devo rispettare delle quote. Se continua così
dovrò chiudere l’attività. Posadinu ha caricato sulla sua macchina
due pecore sbranate e la ha portate davanti al Comune come aveva
fatto nel 2006 un altro allevatore vittima dei cani randagi. Da
allora è in corso una causa civile nel tribunale di Sassari contro
il Comune di Nulvi e la Asl. Un gruppo di allevatori danneggiati,
difesi dall’avvocato Rosalba Dalu, aveva infatti chiesto il
risarcimento dei danni. La causa però è ancora in corso. «Bisogna
fare qualcosa di concreto - urla l’allevatore - e prendere
finalmente dei provvedimenti validi».
MESSAGGERO VENETO
24 LUGLIO 2009
In aumento i selvatici feriti
e curati a Campoformido
Campoformido (UD) - In aumento, rispetto allo scorso anno, il numero
degli animali selvatici investiti o feriti che, ormai,
quotidianamente, giungono al centro di recupero per la fauna
selvatica di Campoformido, gestito da Maurizio Zuliani. Nel 2008 ha
accolto in tutto trecentosessantatré selvatici, un 10% in più
rispetto al 2007, suddivisi in oltre settantadue specie tra ongulati,
canidi e soprattutto volatili. Quest’anno invece, a oggi, riferisce
il responsabile del centro, sono 290 gli animali soccorsi,
soprattutto volatili. «Negli ultimi anni – spiega Zuliani – il
numero degli animali selvatici che ho soccorso è aumentato e, a mio
avviso, ciò è da ricondurre alla maggiore sensibilità che le persone
hanno sviluppato nei confronti della fauna selvatica. Una volta,
infatti, chi trovava per strada un selvatico spesso tirava dritto,
ora invece la gente presta più attenzione anche a questi esemplari».
E sono giornate di duro lavoro per Zuliani anche perché, proprio in
questo periodo, molti animali selvatici si riproducono. «Siamo in
piena stagione riproduttiva – spiega Zuliani – da aprile fino ad
agosto si raggiunge il picco di nascite dei “pullus” cioè dei
piccoli uccelli. La possibilità di trovarsi di fronte un animale in
difficoltà è, pertanto, molto elevata. Occorre prestare attenzione
ai cuccioli trovati nei boschi perché alcuni ritrovamenti,
apparentemente fortuiti, sono in realtà dovuti al sistema adottato
dalla specie per la propria sopravvivenza. Soltanto qualora la madre
non tornasse a riprenderli entro un tempo ragionevole va segnalato
il ritrovamento». Ma cosa fare se ci troviamo in presenza di un
animale selvatico ferito? In questo caso è possibile contattare gli
agenti preposti al recupero della fauna selvatica omeoterma, cioè a
sangue caldo, al numero verde della Provincia 800961969, attivo
tutti i giorni, dalle 7 alle 19, sabato e domenica inclusi. Dopo le
19, invece, è necessario contattare il 118, che fornirà il numero
telefonico del veterinario dell’azienda sanitaria di turno nella
zona.
AGI
24 LUGLIO 2009
CACCIA: VERBANO,"LICENZA
UCCIDERE" CINGHIALI PREVIA TELEFONATA
Verbania, 24 lug. - Ogni cacciatore che avvisti, nelle aree
extraurbane, un cinghiale, potra' abbattere l'animale dopo aver
chiesto autorizzazione via telefono alla Polizia provinciale. E'
una delle "misure urgenti integrative per l'attuazione del Piano
di contenimento numerico dei cinghiali" varate dalla giunta
provinciale del Verbano-Cusio-Ossola."Abbiamo constatato - dice
il presidente, Massimo Nobili - l'aggravarsi dell'entita' dei
danni causati alle colture dalla specie. Cosi' abbiamo deciso di
integrare il Piano di contenimento con misure volte ad aumentare
gli abbattimenti, al fine di arginare la diffusione dei
cinghiali sul territorio del Vco". Tra le misure e' previsto
anche l'utilizzo dei "coadiutori": si tratta di proprietari o
conduttori di fondi agricoli in possesso di porto d'armi che,
previa domanda alla Provincia, potranno abbattere gli ungulati
presenti sui loro terreni. La Provincia, che ha tra l'altro
testato una telecamera termica, in grado di individuare i
cinghiali dalla traccia di calore lasciata al loro passaggio, ha
anche chiesto alla Regione Piemonte "una nuova regolamentazione
che ponga in capo ai cacciatori i danni derivanti dalla presenza
dei suidi, in modo da motivare i cacciatori a contenere il
numero di questi animali".
LIBERO 24 LUGLIO 2009
Galapagos, tartaruga gigante si accoppia dopo 15 anni Dopo 15 anni si è deciso ad accoppiarsi. George, l’ultimo esemplare di tartaruga gigante delle isole Pinta, ha finalmente deciso di metter su famiglia: gli scienziati avevano rilasciato nella sua riserva due esemplari femmina di una sottospecie, ma fino all’anno scorso George, che ha ormai 90 anni, non aveva mostrato interesse per loro. Lo scorso anno c’era stato un primo accoppiamento, ma le uova di una delle due femmine erano risultate sterili. Questa volta sono state trovate cinque uova e per sapere se la specie di George continuerà bisogna aspettare i 120 giorni necessari all’incubazione. Le tartarughe giganti - Le tartarughe delle Galapagos sono tra le specie osservate da Charles Darwin per formulare la sua teoria dell'evoluzione, nel 19esimo secolo. Le tartarughe sono state cacciate spesso in passato da marinai e pescatori per via della loro carne, fino al punto di far loro rischiare l'estinzione, con il loro habitat naturale distrutto a poco a poco dalle capre portate lì dal continente. Qualcosa come 20.000 tartarughe giganti vivono ancora nelle Galapagos.
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AGI
24 LUGLIO 2009
TERAPIA
RIVOLUZIONARIA DA SCIENZIATI USA
SCOPERTO
UN MODO PER "RIPARARE" IL CUORE
Londra - Nuove speranze per le
malattie cardiache. Un team di scienziati americani ha scoperto
un modo per riparare letteralmente le cellule cardiache
danneggiate, dicendosi in grado di tornare a un cuore
praticamente nuovo. Lo studio,
condotto sui topi al Children Hospital di Boston
e pubblicato sulla rivista Cell, si fonda su una scoperta
sorprendente: le cellule adulte del muscolo cardiaco smettono di
dividersi e generare cosi' nuove cellule sane, ma c'e' un modo
per "costringerle" a riprodursi ancora, consentendo loro di
autoriparare i tessuti danneggiati da malattie o deformita'.
Secondo i ricercatori, il loro lavoro potrebbe costituire
un'alternativa alla terapia con cellule staminali, e in teoria
per trattare pazienti colpiti da attacco di cuore, con
insufficienza cardiaca e bambini con difetti cardiaci congeniti.
L'elemento chiave e' un fattore di crescita noto come
neuregulin1 (NRG1). Con robuste iniezioni di questo elemento, il
cuore dei topi (e si spera degli uomini) "torna bambino", e
riprende a far proliferare le cellule muscolari cardiache come
fa abbondantemente in fase prenatale e fino a poco dopo la
nascita. Quando somministrato agli animali che hanno subito un
attacco di cuore, NRG1 ha dimostrato di essere effetrtivamente
in grado di favorire la rigenerazione del muscolo cardiaco, e di
migliorare la funzione dell'organo. "Abbiamo identificato i
principali elementi di un nuovo approccio per promuovere la
rigenerazione del miocardio - scrivono gli scienziati nello
studio -Molti e importanti sforzi sono stati compiuti verso
l'obiettivo di sviluppare cellule staminali per rigenerare
tessuti danneggiati nel cuore cosi' come in altri organi. Il
lavoro qui presentato suggerisce che la stimolazione
differenziata delle cellule muscolari cardiache puo' essere una
valida alternativa". La prossima tappa sara' quella di testare
la terapia nei suini, che hanno in comune con gli esseri umani
piu' porzioni di patrimonio genetico".
LA REPUBBLICA
24 LUGLIO 2009
"Tra un
decennio il cervello artificiale"
Blue Brain
pronto nel 2019, l'annuncio al TedConference di Oxford:
"Parleremo con gli ologrammi". Il modello servirà anche per
capire come si manifestano le malattie neurologiche e
sperimentare nuovi farmaci
LUIGI BIGNAMI
IL
CERVELLO umano è sicuramente uno dei fenomeni più complessi e
misteriosi dell'universo. Basta un numero per comprenderlo: il
cervello possiede circa 100 miliardi di neuroni che si parlano
tra loro. Blue Brain è un progetto (a cui lavorano 35
scienziati) che si propone di ricostruire questa complicata
macchina. Il suo direttore, Henry Markram, ha annunciato alla
TedConference2009, che si sta tenendo in questi giorni
all'Università di Oxford, in Gran Bretagna, che entro dieci anni
si potrà costruire un cervello del tutto simile a quello
dell'uomo.
"Alla TedConference del 2019 - ha detto il ricercatore - manderemo un ologramma dei nostri cervelli per parlare tra noi". La strategia che si sta seguendo per raggiungere il risultato finale è l'ingegneria "inversa": di solito, infatti, un ingegnere prima lavora a un progetto poi lo concretizza. Al Blue Brain invece dall'opera realizzata, il cervello appunto, si tenta di risalire al progetto. Al momento si è già riusciti a ricostruire al computer una piccola porzione di corteccia cerebrale di un ratto, alta un millimetro e mezzo e larga mezzo millimetro, che contiene circa diecimila neuroni e 10 milioni di sinapsi, che sono i collegamenti tra i diversi neuroni. Per arrivare a questo primo risultato si è partiti da una sottile porzione del cervello di un roditore, che è stata mantenuta in "vita" immergendola durante gli esperimenti in una sostanza nutritiva. La "fetta cerebrale" è stata sottoposta all'accurata indagine di un apparecchio che ha permesso di misurare gli scambi chimici ed elettrici tra i neuroni, oltre a determinare la posizione di ciascuno di essi. I dati, poi, sono stati immessi in un computer dove ingegneri informatici hanno ricostruito con estrema pazienza quanto osservato e rilevato nella piccola porzione di corteccia cerebrale. Le complessità del lavoro è enorme. Infatti in una colonna neocorticale (si tratta di "colonne" di neuroni che dalla parte più superficiale del cervello arrivano fino alla materia grigia, nel suo cuore) sono stati individuati oltre 240 tipi diversi di neuroni, ciascuno dei quali può comunicare con migliaia di altri neuroni. Capire come ciascuno di essi parla con l'altro, quali tipi di segnali chimici o elettrici inviano e come reagiscono al richiamo gli altri neuroni è un'impresa ciclopica. Per ricostruire questa porzione di cervello, intanto, si è dovuto far ricorso a uno dei più potenti computer al mondo, il Blue Gene dell'Ibm, un supercomputer capace di 22,8 migliaia di miliardi di operazioni al secondo. Ma qual è l'obiettivo di questa ricerca? Spiega Markram: "Il nostro intento è arrivare a costruire una struttura in grado di lavorare come un cervello umano e anche animale". E aggiunge: "Ma non costruiremo solo un modello, bensì un sistema che sia in grado di prendere informazioni diagnostiche dai pazienti con problemi psichiatrici su cui lavorare in modo personalizzato". Secondo il ricercatore, dunque, il progetto sarà utile non solo per capire come funziona il cervello, ma anche per comprendere come si manifestano le malattie neurologiche a livello individuale. In tal modo, sempre secondo Markram, sarà possibile progettare farmaci costruiti per ogni singolo paziente. Lo scopo finale del lavoro, dunque, è ricostruire un'intera corteccia cerebrale, ossia lo strato superiore del cervello dove vengono elaborate tutte le informazioni cognitive, così da poter sperimentare nuovi farmaci attraverso simulazioni senza dover usare animali o addirittura i pazienti stessi. Il cervello artificiale, inoltre, potrà essere usato per indagare i meccanismi della memoria e dell'apprendimento. Sottolinea Markram: "Ci sono due miliardi di persone sul pianeta che soffrono di disordini mentali a vari livelli. Una volta terminato, Blue Brain potrà essere la loro soluzione".
LIBERO
24 LUGLIO 2009
USA:
MARINES USANO MAIALI VIVI PER IMPARARE A MEDICARE FERITE DI
GUERRA
San Diego, 24 lug. - (Adnkronos) -
I Marines americani vengono addestrati a medicare le ferite di
guerra sui maiali vivi, a cui vengono appositamente procurate
ferite da fuoco e da taglio. A rivelarlo e' il North County
Times, quotidiano di San Diego, che in un articolo descrive le
particolari esercitazioni a cui prendono parte i medici e il
personale sanitario della Marina americana. Durante le
esercitazioni, svolte nella localita' rurale di Valley Center
nell'ambito di un accordo da un milione di dollari con l'azienda
Deployed Medicine International, i
Marines sperimentano sui maiali feriti diverse pratiche di
soccorso, tra cui l'accesso intravenoso, il controllo delle
emorragie e il trattamento dei problemi respiratori.A
prendere parte alle esercitazioni, che secondo quanto dichiarato
dal corpo dei Marines andrebbero avanti da oltre 5 anni, sono le
truppe del primo corpo di spedizione con base a Camp Pendleton,
impegnate sia sul fronte iracheno che su quello afghano. Lo
speciale addestramento, come si legge in una dichiarazione,
permetterebbe di "salvare le vite di numerosi soldati e marinai
sui campi di battaglia, come dimostrato gia' da diversi anni".Il
Dipartimento per gli animali di San Diego, che ha fatto visita
al campo di addestramento, ha dichiarato che la pratica non
infrange nessuna legge sulla crudelta' contro gli animali, in
quanto "i maiali vengono anestetizzati durante le esercitazioni
e poi soppressi alla fine dell'addestramento". L'Associazione
per il trattamento etico degli animali, tuttavia, commentando
simili programmi in passato, aveva denunciato maltrattamenti ai
maiali, affermando che gli stessi verrebbero feriti con armi da
fuoco, accoltellati e in alcuni casi anche avvelenati.
ANSA
24 LUGLIO 2009
Animali: anche i gatti sono mancini
Soprattutto i maschi, le femmine invece sono destrorse
ROMA - Anche tra i gatti ci
sono dei mancini. Lo dimostra
uno studio di Deborah Wells e Sarah Millsopp, della Queen's
University di Belfast I gatti, quando devono
compiere mosse complicate con le zampe, mostrano la
preferenza per l'una o per l'altra zampa. Le femmine sono
quasi sempre destrorse, i maschi invece mancini. In passato
alcuni studi hanno collegato il mancinismo ai livelli di
testosterone in utero. E' possibile, dunque, che per questo
motivo i gatti maschi siano spesso mancini.
ADUC SALUTE
24 LUGLIO 2009
ASIA - CINA
Staminali. Creati topi da cellule adulte riprogrammate
Sono stati creati i primi topolini
partire da normali cellule adulte riprogrammate e
riportate allo stadio di cellule 'bambine', staminali.
Uno dei topi, divenuto adulto, come un topolino
qualunque, si e' riprodotto ingravidando una topolina e
facendo cuccioli sani.
Annunciato in contemporanea dalle riviste Nature e Cell Stem Cell, 'si tratta di un grande risultato scientifico che prova definitivamente che le 'staminali etiche', ottenute riprogrammando cellule adulte e senza il sacrificio di embrioni, sono staminali embrionali a tutti gli effetti che potrebbero un giorno essere usate per terapie su misura di paziente', commenta la notizia il preside della Facolta' di Medicina dell'Universita' di Tor Vergata di Roma Giuseppe Novelli. Il traguardo si deve a Fanyi Zeng dell'Universita' di Shanghai Jiao Tong e Shaorong Gao del National Institute of Biological Sciences di Pechino. Il primo nato della cucciolata e' stato battezzato 'Xiao Xiao', Piccolo. Il 'lieto evento' e' importante, dunque, perche' offre la prova regina del fatto che le cellule staminali ottenute a partire da normalissime cellule adulte del corpo, per esempio cellule prese da un lembo di pelle, sono identiche a cellule embrionali: sono totipotenti e possono 'ricostruire' qualunque parte del corpo. Potenzialmente, dunque, ciascuno di noi potrebbe, con un campione di cellule della propria pelle, ottenere una riserva personale di staminali embrionali da usare per riparare organi e tessuti danniggiati del proprio corpo. E' solo dello scorso anno l'annuncio che con cellule di pelle umana sono state create staminali (battezzate cellule staminali pluripotenti 'indotte' - IPS), in pratica riportando indietro la lancetta del tempo delle cellule adulte umane. Per la riprogrammazione basta inserire nel Dna delle cellule adulte, attraverso dei virus vettori, 4 geni (Oct4, Sox2, c-Myc e Klf4): questi da soli riescono a fare la 'magia' e a ritrasformare le cellule adulte in cellule staminali capaci di generare qualunque altra cellula adulta del corpo (neuroni, cellule muscolari, cellule del sangue etc). Cio' segno' l'inizio di una nuova via verso terapie su misura, per di piu' eticamente accettabile perche' non prevede l'utilizzo di embrioni per ottenere le staminali. Si parlo' dunque di 'staminali etiche', ma mancava la vera prova della totale identita' tra cellule embrionali e cellule IPS, spiega Novelli. 'Questa prova si ottiene solo con l'esperimento eseguito dai ricercatori cinesi - spiega - la 'complementazione tetraploide' che consiste nel creare un animale sano a partire da cellule IPS'. I ricercatori hanno prima creato varie linee di cellule IPS usando cellule adulte di topo, spiega Novelli, poi hanno preso una cellula embrionale e l'hanno fusa con una IPS ottenendo una cellula con due nuclei (da qui 'tetraploide'). 'Questa cellula, moltiplicandosi, forma la placenta - spiega Novelli; gli scienziati hanno inoculato cellule IPS in questo abbozzo di placenta e dato vita a embrioni interamente formati da cellule IPS'. Alcuni di questi embrioni si sono sviluppati e ne sono nati dei topolini di fatto identici ai topi da cui erano stati prese le cellule per creare le cellule IPS. E' una specie di clonazione, pero', avverte Novelli, 'questo esperimento non e' fatto per clonare (peraltro e' troppo complesso e sarebbe inutile clonare un animale in questa maniera) ma solo per dimostrare la totale identita' tra cellule staminali IPS e cellule embrionali' |