26 FEBBRAIO 2011
IL TIRRENO
26 FEBBRAIO 2011
 
Polpette avvelenate in strada, cane rischia la morte
 
LIVORNO. Polpettine avvelenate in città, in pieno centro, in via dell’Antica Polveriera, zona San Jacopo in Acquaviva. E un Golden Retriever rischia di morire avvelenato. Salvato in extremis da un veterinario, grazie al tempestivo intervento della padrona. Giovedì alle 9.30 la donna sta passeggiando quando il cane si ferma davanti ad una polpettina marrone sul marciapiede. L’animale l’annusa, poi l’addenta al volo e l’ingoia. La donna si rende conto di tutto ma non fa in tempo a fermarlo.
Cerca di fargliela sputare, ma è inutile. Allora carica il cane in auto e lo porta dal veterinario. Prima però nota pochi passi più avanti un boccone identico al precedente, che raccoglie e apre. Dentro ci sono palline blu. Così la donna porta tutto dal veterinario, a cui viene subito il sospetto che si tratti di una sostanza tossica, forse un anticrittogamico o un erbicida. Così somministra all’animale un medicinale per indurlo al vomito. Tra i resti, emergono palline blu.
A quel punto la donna denuncia tutto alla stazione porto dei carabinieri. I militari ispezionano la zona di Villa Mimbelli e lì trovano una terza polpetta, analoga alle due precedenti. Il tutto viene portato all’ufficio veterinario dell’Asl di via Borgo San Jacopo, per le analisi tossicologiche. I carabinieri intanto invitano gli abitanti della zona a fare attenzione a polpette o bocconi sospetti per strada. Non è escluso che qualcuno abbia pensato di risolvere a modo proprio il problema degli escrementi dei cani che imbrattano le strade.

ROMAGNA OGGI
26 FEBBRAIO 2011
 
Brisighella, lupo ucciso a fucilate
 
 
FAENZA  (RA) - Deprecabile episodio di bracconaggio nelle colline di Brisighella. Sabato mattina una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione Forestale di Brisighella, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha rinvenuto in zona collinare distante dal centro abitato un giovane esemplare di lupo morto, occultato in mezzo alla vegetazione. Ad insospettire la pattuglia alcuni arbusti di ginestra che presentavano i rami spezzati.
>LE IMMAGINI DEL LUPO UCCISO (sconsigliate ai bambini)
Effettuando una accurata perlustrazione dei dintorni, poco distante è stato rinvenuto, nascosto tra gli arbusti e coperto proprio con i rami di ginestra per renderne difficoltoso il ritrovamento, l'esemplare di lupo. Da subito è apparsa evidente la causa del decesso dell'animale: un deprecabile atto di bracconaggio, in quanto l'animale presentava un ben visibile foro da arma da fuoco nel fianco sinistro, con evidente fuoriuscita di sangue.Per ulteriori accertamenti, la carcassa dell'animale è stata posta sotto sequestro penale e consegnata presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna - Sezione di Lugo dove i veterinari - ad una prima ispezione esterna dall'animale - hanno constatato che si tratta di un esemplare giovane, in buone condizioni di salute, dell'età di poco meno di due anni, con un evidente foro di proiettile nel torace.La morte dovrebbe risalire a solo pochissimi giorni di distanza, in considerazione anche delle temperature di questi giorni, con notti fredde e giornate abbastanza calde.  Da parte del personale del Corpo Forestale dello Stato, oltre al sequestro penale, è stata inoltrata denuncia all'Autorità Giudiziaria per il reato di uccisione di specie particolarmente protetta e sono state avviate le indagini di polizia giudiziaria, a cui contribuiranno gli esami medico veterinari, per acquisire ulteriori elementi e poter risalire agli autori del deprecabile episodio.Va evidenziato come la presenza del lupo nell'Appennino romagnolo, e faentino in particolare,  rivesta un significativo ruolo per la biodiversità e per l'ecosistema; il lupo, come tutti i predatori, svolge infatti in Natura un importante e delicato ruolo nella catena alimentare e negli equilibri faunistici: per questo motivo la legge nazionale lo pone sotto la tutela di specie particolarmente protetta. Vanno anche sfatate - se ce ne fosse ancora bisogno - le credenze popolari che il lupo sia pericoloso per l'uomo; nel contesto dell'Appennino settentrionale inoltre il lupo si nutre esclusivamente di fauna selvatica  non creando problemi agli animali domestici.L'uccisione del giovane lupo, oltre che un grave reato, rappresenta un deprecabile episodio di totale mancanza di sensibilità e cultura dell'ambiente: una specie in passato minacciata di estinzione e che ora sta faticosamente ripresentandosi territori da cui un tempo era stata scacciata, senza alcuna ombra di dubbio meriterebbe da parte dell'uomo un maggiore rispetto. Il Corpo Forestale dello Stato ricorda che per eventuali segnalazioni su emergenze ambientali è sempre attivo il numero verde "1515" a cui il cittadino può rivolgersi gratuitamente per comunicare attività illecite condotte in danno dell'ambiente.

AGEN PARL
26 FEBBRAIO 2011
 
CACCIA: CORPO FORESTALE, LUPO UCCISO DAI BRACCONIERI NELLE COLLINE DI BRISIGHELLA
 
Roma - Nelle prime ore della mattinata odierna, la pattuglia del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione Forestale di Brisighella (RA), in servizio di controllo del territorio, ha rinvenuto in zona collinare distante dal centro abitato un giovane esemplare di lupo morto, occultato in mezzo alla vegetazione. I componenti della pattuglia, in servizio a piedi lungo un sentiero in una località al di fuori delle strade ordinarie, sono stati insospettiti da alcuni arbusti di ginestra che presentavano i rami spezzati; effettuando una accurata perlustrazione dei dintorni, poco distante è stato rinvenuto, nascosto tra gli arbusti e coperto proprio con i rami di ginestra per renderne difficoltoso il ritrovamento, l’esemplare di lupo. Da subito è apparsa evidente la causa del decesso dell’animale: un deprecabile atto di bracconaggio, in quanto il giovane lupo presentava un ben visibile foro da arma da fuoco nel fianco sinistro, con evidente fuoriuscita di sangue.Per ulteriori accertamenti, la carcassa dell’animale è stata posta sotto sequestro penale e consegnata presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna – Sezione di Lugo (RA) dove i veterinari – ad una prima ispezione esterna dall’animale – hanno constatato che si tratta di un giovane esemplare di lupo maschio, in buone condizioni di salute, dell’età di poco meno di due anni, con un evidente foro di proiettile nel torace; la morte dovrebbe risalire a solo pochissimi giorni di distanza, in considerazione anche delle temperature di questi giorni, con notti fredde e giornate abbastanza calde.Da parte del personale del Corpo Forestale dello Stato, oltre al sequestro penale, è stata inoltrata denuncia all’Autorità Giudiziaria per il reato di uccisione di specie particolarmente protetta e sono state avviate le indagini di polizia giudiziaria, a cui contribuiranno gli esami medico veterinari, per acquisire ulteriori elementi e poter risalire agli autori del deprecabile episodio.Va evidenziato come la presenza del lupo nell’Appennino romagnolo, e faentino in particolare, rivesta un significativo ruolo per la biodiversità e per l’ecosistema; il lupo, come tutti i predatori, svolge infatti in Natura un importante e delicato ruolo nella catena alimentare e negli equilibri faunistici: per questo motivo la legge nazionale lo pone sotto la tutela di specie particolarmente protetta.Vanno anche sfatate – se ce ne fosse ancora bisogno – le credenze popolari che il lupo sia pericoloso per l’uomo; nel contesto dell’Appennino settentrionale inoltre il lupo si nutre esclusivamente di fauna selvatica non creando problemi agli animali domestici.L’uccisione del giovane lupo, oltre che un grave reato, rappresenta un deprecabile episodio di totale mancanza di sensibilità e cultura dell’ambiente: una specie in passato minacciata di estinzione e che ora sta faticosamente ripresentandosi territori da cui un tempo era stata scacciata, senza alcuna ombra di dubbio meriterebbe da parte dell’uomo un maggiore rispetto.Il Corpo Forestale dello Stato ricorda che per eventuali segnalazioni su emergenze ambientali è sempre attivo il numero verde “1515” a cui il cittadino può rivolgersi gratuitamente per comunicare attività illecite condotte in danno dell’ambiente.

LA GAZZETTA DI MODENA
26 FEBBRAIO 2011
 
Inseguimento nei campi Quattro cervi uccisi a fucilate
 
BOLOGNA. I corpi senza vita di 4 cervi, due piccoli di 9-10 mesi e due maschi uccisi nella notte tra mercoledì e giovedì, sono stati trovati dalla Polizia provinciale in comune di Camugnano. Gli agenti, avvisati da una Guardia volontaria, hanno trovato 3 esemplari a Cà Martuccia, uno a La Torre di Traserra. Gli animali sono stati uccisi da ignoti con spietata efferatezza mentre pascolavano. Sul posto erano evidenti numerose tracce di pneumatici di fuoristrada, indizio che farebbe pensare che gli autori del gesto abbiano percorso in lungo e in largo i campi circostanti inseguendo le loro vittime. Tutti gli animali sono stati uccisi con un solo e preciso colpo alla spalla, modalità di uccisione che lascia intendere che si tratti di persone esperte e dotate di strumenti di precisione. I rilevamenti sono stati fatti dagli agenti di Polizia provinciale ed è intervenuto anche il veterinario Ausl Claudio Rambaldi. Le ragioni dell’atto criminale non sono riconducibili alle classiche azioni di bracconaggio, ma più verosimilmente a un atto vandalico condotto con estrema crudeltà. Agli animali infatti non sono state asportate parti del corpo come testa, palco o arti che potrebbero rappresentare un trofeo o un valore economico, ma sono stati uccisi e lasciati sul posto.

LA GAZZETTA DI REGGIO
26 FEBBRAIO 2011
 
Fermati e denunciati tre cacciatori di frodo
 
VEZZANO (PR). Di notte e in un periodo in cui l’attività venatoria è sospesa e quindi vietata su tutto il territorio. Due violazioni che sono costate care a tre cacciatori di frodo, scoperti nel corso di un’operazione congiunta tra carabinieri e polizia provinciale. Per furto aggravato sono stati denunciati alla procura reggiana e dovranno anche pagare delle multe salate.
 Dei tre predatori del patrimonio faunistico non sono state fornite le generalità. Peccato, si sa soltanto che sono due albanesi di 34 e 38 anni residenti ad Albinea e un reggiano 52enne di Quattro Castella.
A mettere in allarme carabinieri e polizia provinciale ci ha pensato un abitante di Paderna che, intorno alla mezzanotte di giovedì, li ha intravisti mentre furtivamente stavano caricando su un’auto un cervo e un capriolo ammazzati poco prima. Le indagini sono state abbastanza rapide, partendo da alcuni numeri della targa del veicolo (risultato intestato a uno degli albanesi) e poi dall’ispezione del bagagliaio che presentava evidenti tracce di sangue. Una successiva perquisizione nell’alloggio degli stranieri ha portato poi al rinvenimento nel solaio delle carcasse dei due animali, scuoiati e senza testa.
Messo alle strette, il reggiano 52enne ha poi fatto ritrovare il fucile usato per la caccia di frodo, un calibro 16 con numero di matricola cancellato, che l’uomo aveva nascosto in un campo. Gli animali sono stati sequestrati e poi presi in consegna dalla polizia provinciale.
L’episodio di bracconaggio appena scoperto è probabilmente la punta di un fenomeno molto più diffuso. Se ci sono cacciatori di frodo di grossa selvaggina, c’è sicuramente chi è pronto a comprare i capi abbattuti (si tratta di decine di chili di carne totalmente priva di controlli sanitari). Probabilmente il tutto è destinato ad alimentare un commercio clandestino dove si muovono disonesti gestori di ristorante che, col loro comportamento, danneggiano chi lavora con serietà e passione.

IL GAZZETTINO PADOVA
26 FEBBRAIO 2011
 
LA STORIA Novantenne si sente male in casa, i guaiti dell’animale richiamano l’attenzione dei vicini
Cane veglia la padrona morente
È rimasto per ore accanto all’anziana e ha tentato di seguirla fino all’obitorio. Ora è in canile [...]
 
Padova - (C. Arc.) Il suo pianto disperato non è bastato a salvare la sua migliore amica. Protagonisti un cane meticcio di colore nero di nove anni, di nome Franz, e la sua anziana padrona di 91 anni che vivevano in via Lazara 9. È stato il pianto - che pareva quello di un bambino hanno raccontato i testimoni - a spingere un amico della signora, Piergiorgio Carrirolo a chiamare il 113. Quando gli agenti delle Volanti e i vigili del fuoco sono entrati nella villetta Teresa Bottino esalava l'ultimo respiro. Vicino a lei il cane. La guardava, l'annusava, non capiva perché l'adorata padrona non rispondeva più alle sue attenzioni. A nulla è servito l'estremo tentativo del personale medico del Suem di rianimarla. Straziante la necessità di separare il cagnolino dalla padrona per portarlo al canile di Rubano. I vicini di casa sono rimasti colpiti dalla vicenda e pare che una signora abbia già fatto domanda d'affido per l’affettuosa bestiola. L'ultimo a vedere in vita la signora Bottino è stato Piergiorgio Carrirolo, un uomo di 43 anni che dallo scorso agosto si era preso cura di lei. «Ci siamo conosciuti per caso - ha detto - io avevo da poco perso la madre. Mi ha chiesto se potevo darle una mano a tenere in ordine il giardino e a fare qualche commissione. Ho subito accettato. È stata una delle persone più importanti della mia vita. Teresa era una donna forte, mi raccontava con orgoglio dei suoi quarant'anni di insegnamento - lettere e filosofia - e della sua presenza al Tennis Club Padova di via Goito. Sarà dura senza di lei. L'ho vista l'ultima volta mercoledì alle 20.30. Stava bene, nulla che facesse presagire ad una repentina scomparsa». «Voglio ringraziare la polizia per il tempestivo intervento e la professionalità con la quale hanno agito in quei drammatici momenti». Teresa Bottino, dopo il funerale, verrà sepolta nella tomba di famiglia al cimitero di Voltabarozzo, mentre il suo inseparabile amico Franz potrebbe trovare accoglienza dalla vicina di casa.

GEA PRESS
26 FEBBRAIO 2011
 
Foce dei Regi Lagni (CE). Ancora bufali “morti” sull’arenile
Colpa della mozzarella.
 
 
Litorale Domiziano. La scena si ripete come  ogni anno: ancora carcasse e teste di bufali.
Ma anche scheletri di agnelli, e poi copertoni, taniche, rifiuti di ogni genere… a cui si aggiunge il canale borbonico, i Regi Lagni,  che fa la sua parte, sversando  in mare una fogna a cielo aperto.
A marzo dello scorso anno gli agenti del Corpo Forestale trovarono disseminate sulla spiaggia carcasse di bufali in avanzato stato di decomposizione. I bufali erano tutti maschi.
Allora ipotizzarono che i bufali  fossero stati gettati nei Regi Lagni e trasportati, poi, dall’acqua fin sulla spiaggia.
Sempre in quel periodo  la Guardia di Finanza trovò un’intera mandria di bufali, 57 maschi, uccisa e sepolta nel laghetto della Pineta di Castelvolturno (CE).
L’ insolito cimitero  nella Pineta  pare sia in uso fin dagli anni ’90, a conferma il ritrovamento anche di ossa più o meno datate.Eserciti di bufalotti maschi sono sterminati ogni anno, abbandonati lungo le strade, uccisi e seppelliti lungo le spiagge, buttati nei laghetti e nei canali, soffocati con la paglia in gola  o seppelliti ancora vivi.
I maschi non producono latte e non possono bere a “sbafo”, nemmeno da cuccioli. Il latte  spetterebbe solo a loro, non agli italiani o francesi o tedeschi o inglesi ingordi!Dietro la mozzarella di bufala, amata dagli italiani e nel mondo, c’è il calvario dei cuccioli maschi, che devono morire e, poiché non hanno mercato, devono morire col mezzo più economico. Per l’allevatore.Nel primo semestre del 2010 la mozzarella di bufala campana  è diventata il cibo più amato dagli italiani. La produzione è aumentata del 11,5%; il valore ha avuto, invece, un aumento del 15,38% pari a  150milioni di euro.
Un quinto della produzione viene esportata, soprattutto in Francia, Germania e Regno Unito.300mila bufale, ristrette in 2mila aziende, il fatturato è di 300milioni di euro alla produzione e 500milioni di euro al consumo.I bufalini vengono fatti nascere per forzare la madre a produrre latte, il latte necessario per la lavorazione della mozzarella.Per una regola naturale nascono maschi e femmine in numero equilibrato, allora i numeri della strage sono milioni in pochi anni!

IL GAZZETTINO DI PORDENONE
26 FEBBRAIO 2011
 
Due caprette nane e un pony fermano anche i Tir
 
provincia di Pordenone - A chi ieri mattina transitiva lungo la strada regionale 463, in prossimità della concessionaria di automobili «Cristofori» sarà capitato di notare un episodio del tutto insolito: un pony e due caprette nane, scappate dal recinto di un'abitazione della località Braida, vagare senza meta. Erano le 7.30 circa quando una prima segnalazione è giunta al comando di Polizia Municipale di San Vito al Tagliamento: al telefono si è presentata una persona che avvisava gli agenti della presenza insolita dei tre animali lungo il tratto di via Oberdan. Il traffico a quell'ora è sostenuto: automobili e camion ne passano a raffica. Il pericolo derivava dal fatto che il pony e le tra caprette, fuggite quasi sicuramente durante la notte oppure alle prime ore dell'alba, visibilmente impauriti da una situazione a loro poco familiare, hanno attraversato più volte la strada. A risentirne è stato il traffico: camion e macchine hanno dovuto procedere a passo d'uomo, con gli automobilisti intenti a far scansare (a colpi di clacson) i malcapitati animali dall'asse viario. Alla fine, a riportare la situazione alla normalità, ci hanno pensato gli agenti della Municipale che, individuati i padroni, li hanno invitati a recuperare le bestiole.

IL SECOLO XIX
26 FEBBRAIO 2011
 
Romeo, la volpe inglese che ama Piano
vita londinese
Da un paio di mesi s'era sistemata su "The Shard", grattacielo progettato dall'archistar
 
Alessandra Baldini
 
LONDRA. Fantastic Mr.Fox a Londra: una volpe avventurosa quanto amante dell'architettura contemporanea ha dato la scalata a The Shard, il grattacielo che Renzo Piano sta costruendo alle spalle di London Bridge e che, una volta ultimato dovrebbe diventare la torre più alta d'Europa. Romeo, cosìè stato ribattezzata la volpe, aveva raggiunto attraverso la scala centrale il 72 esimo piano, a poco meno di 300 metri di altezza. C'è rimasta due settimane cibandosi di avanzi degli operai. Finchèè stata scoperta. Catturata in una rocambolesca operazione ad alta quota. E riportata a terra in gabbia. Secondo i veterinari del Riverside Animal Center di Wallington, è un maschio di meno di sei mesi. Dopo esser stata visitato, nutrito e ottenuto un certificato di buona salute, Romeo è tornato libero nelle strade di Bermondsey, dopo la mezzanotte: «Ha dato un'occhiata allo Shard e se n'è andato trotterellando nell'altra direzione» ha detto Ted Burden, il fondatore del centro. Spiegando che è stato necessario liberare la volpe «altrimenti rischiava di morire».
Lo Shard, gigantesca scheggia nel cuore di Londra, dovrebbe essere completato nell'estate 2012 in tempo per le Olimpiadi. Sarà il 45 esimo grattacielo al mondo per altezza e ospiterà un albergo, ristoranti, appartamenti residenziali e uffici.
Le volpi urbane sono un fenomeno sempre più comune nelle periferie di Londra. C'è chi dà loro da mangiare, ma l'8,5% dei londinesi che le vorrebbe sfrattate lamenta che rovinano i giardini. E fanno rumore la notte. Finora nessuna aveva però mai dato mostra di amare il cemento. Né tantomeno aveva mai scalato un grattacielo.
Secondo una stima recente, a Londra ci sarebbero circa 10 mila volpi che si nutrono degli abbondanti rifiuti dei loro concittadini umani. Mostrano di non avere alcun timore. Neppure degli animali domestici. Di solito non attaccano l'uomo ma sono apparentemente affascinate dai bambini. L'anno scorso ne hanno fatto le spese due gemelline di nove mesi: come in una fiaba - fatta per terrorizzare l'infanzia - le sorelline Isabella e Lola Koupparis sono state aggredite nelle loro culle da una volpe che era riuscita a introdursi nella loro abitazione di Hackney, zona popolosa del nord est di Londra.

GEA PRESS
26 FEBRAIO 2011
 
Trieste, gli elefanti e Hitler (foto gallery) Avorio a pezzi per la notissima casa d'asta.
 
Sarebbero stati venduti a Trieste in una notissima casa d’asta i sessantaquattro oggetti in avorio sequestrati dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Desenzano (BS) in due diversi interventi a Milano e nella stessa Trieste. Paraventi intarsiati, statuette, zanne ed una scacchiera. Avrebbero completato un ricco carniere che nel recente passato ha visto proporre alla vendita, nel bel palazzo in riva al porto triestino, finanche acquarelli di Hitler e ceramiche rarissime ispirate a Michael Jackson. Roba da ricconi riservati e che, verosimilmente, non fanno molto domandeDi sicuro i due denunciati a piede libero (oltre al sessantenne antiquario triestino vi è anche un milanese di trenta anni) non hanno voluto collaborare. Muti come pesci, magari d’avorio ma pur sempre indisponibili. Dovranno ora rispondere del reato di cui all’art. 1 della legge 150/92 che punisce la vendita di animali, o loro parti, minacciati di estinzione, se sprovvisti di regolare documentazione CITES, con la reclusione da tre mesi ad un anno o l’ammenda da 7.750 a 103.200 euro.L’attività informativa svolta dai militari della Guardia di Finanza di Desenzano, guidati dal  S.Ten. Stefano Sartorato, ha portato per prima al sequestro condotto nella casa di Milano. Gli oggetti in avorio, però, risultavano acquistati, dal negozio di Trieste. Qui si indirizzava la successiva fase investigativa che permetteva di rinvenire altri oggetti sempre in avorio lavorato.Non solo vendite presso la casa d’asta. I tempi sono quelli che sono e gli acquirenti venivano rintracciati anche via internet. Ovviamente gli oggetti in avorio erano pubblicizzati come perfettamente in regola.Già nel mese d’ottobre un altro responsabile di Casa d’Asta era ribaltato agli onori della cronaca. Si trattava di un antiquario inglese che stava per destinare alla Cina due corni di rinoceronte segati a due animali morti in uno zoo. Ad ogni modo, il sospetto che, come per il caso dei corni di rinoceronte, anche per la vendita dell’avorio, in special modo d’origine africana, vi possano essere delle case d’asta, era stato comunque avanzato dalle autorità sudafricane.
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IL PICCOLO
26 FEBBRAIO 2011
 
Oggetti in avorio, indagato Princivalli
 
Desenzano (BS) - Un buon numero di oggetti di avorio sono stati sequestrati dai finanzieri di Desenzano all'interno della casa d'aste Stadion in riva Tommaso Gulli. Il titolare Furio Princivalli, 60 anni, è indagato per violazione della legge che punisce la vendita di oggetti provenienti da animali in via di estinzione. «Non c'è stata alcuna violazione. Poiché si tratta di oggetti antichi, sono esentati dai documenti riguardanti la provenienza secondo una norma del 2006», ha dichiarato l'antiquario che si è rivolto all'avvocato Riccardo Seibold. Princivalli rischia, se condannato, l'arresto da tre mesi a un anno o l'ammenda fino a oltre 103mila euro. L'indagine dei finanzieri di Desenzano è nata da un controllo casuale di un sito internet nel quale erano posti in vendita oggetti particolarmente preziosi in avorio lavorato. I militari sono riusciti a risalire a un uomo milanese di 30 anni. Nel corso della perquisizione gli investigatori bresciani hanno trovato vari oggetti in avorio ed è stato in quell'occasione che è emerso il nome dell'antiquario triestino. A Princivalli si era infatti rivolto il collezionista milanese che da lui aveva appunto acquistato diversi oggetti in avorio antichi. Dopo i primi accertamenti l'inchiesta dei finanzieri di Desenzano si è divisa in due tronconi. Quello riguardante il collezionista lombardo è stato acquisito dalla procura di Milano, mentre il fascicolo in cui è indagato Furio Princivalli è stato aperto, per competenza territoriale, dal pm Federico Frezza.

L'ARENA
26 FEBBRAIO 2011
 
SORGÀ (VR). Cambiata una parola del regolamento e non c'è più obbligo di denunciarne il numero
Cani e gatti a volontà
Il sindaco fa dietrofront
Da oggi sarà solo «opportuno» denunciare quanti animali si possiedono e la responsabilità passa dal Comune al cittadino
 
È bastato cambiare una parola del testo del regolamento comunale di igiene urbana veterinaria relativo al numero di cani e gatti che si possono tenere in casa e le contestazioni al sindaco Giambattista Bazzani sono tutte rientrate. Con buona pace delle associazioni animaliste e del ministero della Salute che si era scomodato per far retrocedere il sindaco da un regolamento ritenuto particolarmente restrittivo per quanto riguarda il possesso di animali da affezione.
Ora, dopo che il regolamento è passato in consiglio, non sarà più «obbligatorio» avere il parere favorevole del sindaco, sentito il servizio veterinario dell'Ulss, per possedere un numero di cani e gatti superiore a quello previsto dal regolamento, ma «opportuno». Insomma, fatta la legge trovato l'inganno, come si dice. In pratica, se prima la responsabilità del permesso era affidata al sindaco, adesso ricadrà solo sul proprietario e sono salvi, così, i diritti di libertà del cittadino che aveva invocato il sottosegretario al ministero della Salute, Francesca Martini, la quale aveva invitato il sindaco a ritirare il regolamento che «prevedeva norme restrittive e non legittime».
Giovedì sera, in Consiglio, è stato approvato il tanto contestato regolamento, modificato su richiesta delle associazioni animaliste. Una folta rappresentanza di esse, con candele accese, maschere di animali e striscioni, ha manifestato davanti al municipio e ha incontrato il sindaco. Bazzani ha ascoltato le loro proposte, promettendo che ne avrebbe tenuto conto, come poi è avvenuto. «La lungimiranza e il buon senso questa volta hanno prevalso», ha detto Emanuela Giarraputo, presidente dell'Associazione animalisti italiani di Verona. «Non ci sarà nessuna limitazione sul numero di animali da compagnia che si possono tenere: il regolamento recepisce le linee guida della delibera regionale del 2007. Riteniamo che il numero di animali presenti nelle famiglie debba essere quello compatibile con le norme di igiene e sicurezza per il benessere e la salute pubblica. Esprimiamo la nostra soddisfazione per il dialogo con l'amministrazione comunale e il sindaco». Soddisfatto anche il primo cittadino per l'accordo raggiunto. «Non abbiamo mai pensato di limitare la libertà di ognuno di detenere animali d'affezione», ha detto, «e non vorrei passare alla storia come il sindaco dei cani». Ma ormai la notizia ha fatto il giro d'Italia. Rai, Mediaset, Tv regionali e locali e quotidiani nazionali, hanno fatto rimbalzare la notizia degli animali contingentati. Problema che pare aver ora trovato una «soluzione all'italiana». Sulla carta accontenta tutti, ma nei fatti non affronta in maniera un problema che, nonostante tutto, esiste, specialmente nei condomini.

ECO ALFA BETA
26 FEBBRAIO 2011
 
Novara animal friendly?
 
 
A Novara è apparso lungo le strade questo strano manifesto, in cui si afferma che la città è animal friendly.E per rendere l'idea... si fotografa l'osso di un animale morto!!L'iniziativa sembra sponsorizzata da un'associazione per la protezione degli animali... evidentemente per proteggere alcuni "amici animali" bisogna allevarne e ucciderne altri.Mi sono infatti chiesto su quali basi scientifiche passa il confine tra "animali da compagnia" e "animali da cibo"; se uno in TV parla di mangiare gatti viene cacciato con grandi manifestazioni di orrore, mentre se qualcun altro parla di mangiare vitelli o maiali gli si dà retta senza battere ciglio. Davvero strano il mondo.

LA NUOVA SARDEGNA
26 FEBBRAIO 2011
 
Sequestrati 100 chili di pesce in cattivo stato
 
OLBIA. Secondo blitz della capitaneria contro i prodotti ittici conservati male. Nel corso di un servizio di controllo in rivendite ittice e centri commerciali sono stati sequestrati complessivamente circa 100 chili di prodotti (tonno rosso, molluschi e crostacei) e sono stati elevati quattro verbali amministrativi, per violazioni in materia di pesca, per un totale di circa 15 mila euro di sanzioni, da parte della capitaneria di porto di Olbia e del personale del settore igiene alimenti di origine animale della Asl di Olbia.
Sono stati trovati, ad esempio, cinque chilogrammi di prodotti ittici scaduti in un centro commerciale di Tempio. Sequestrato anche un tonno rosso (Thunnus thynnus) di circa 50 chili, privo della documentazione specifica riguardante la commercializzazionete. Mentre in alcuni centri commerciali sono state elevate sanzioni per le mancate e difformi informazioni relative alla tracciabilità dei prodotti ittici.
Una settimana fa, sempre la capitaneria di porto insieme alla Asl, aveva sequestrato altri cento chili prodotti ittici.
Durante gli accertamenti è stata verificata la presenza di 34 chilogrammi di arselle in uno stabilimento privo del riconoscimento come centro di depurazione da parte dell’autorità competente.

ECO BLOG
26 FEBBRAIO 2011
 
Ogm illegali nei mangimi animali
 
Lo Scofcah, cioè il Comitato permanente per la salute della catena alimentare e animale in seno all’Unione europea, ha approvato una bozza di regolamento sul rapporto tra Ogm e mangimi per la zootecnia. In particolare il nuovo regolamento prevede la possibilità che i mangimi contengano sino allo 0,1% di Ogm. Una soglia che vale quando l’organismo geneticamente modificato è stato già approvato da un paese extra-Ue ed è ancora in fase di autorizzazione all’interno dell’Unione. E quindi è ancora illegale in Europa.Questa bozza ora passa al Parlamento europeo e al Consiglio e se entro tre mesi nessuno dei due si opporrà diverrà legge. I Verdi europei sono furiosi: Simona Capogna, vicepresidente del partito, ha affermato che i mangimi già assolutamente inadeguati per garantire la sicurezza alimentare, vedranno la loro qualità peggiorare ulteriormente e se il Parlamento europeo non si opporrà sarà possibile, a partire da quest’estate, trovare tra gli ingredienti dei mangimi anche Ogm ‘momentaneamente illegali’ in Europa, in quanto in attesa di autorizzazione Ma tanto, si sa, ormai siamo invasi dagli Ogm. Perché togliere il piacere di una buona soia transgenica alle nostre mucche?
 
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